MARIO'S VERSION number 1
(SATIRA "de sinistra", cioè "de na qualità autorale" )
Dany Luttazzy si esibisce in un teatro di Genova. Luttazzy è uomo geniale, maestro dell'arte della satira, Luttazzy, già amato per essere l'erotomane della riviera, il coprofago di Santarcangelo di Romagna, è oggi il massimo rappresenatnte della satira "de sinistra" assieme a Censy (Censurata), detta anche Saby (Sabina) oppure Guzzy (Guzzanti), da non confondersi con Sconsy (Sconsolata), l'artista sublime, non ancora divino come Dario Fo (er nobbel), ma pur sempre sublime. A Genova, il Luttazzy, che genialata si è inventato? Ha messo in scena un personaggio nuovo. Basta co sta ossessione per Berlusca. Ha trovato uno nuovo nuovo, uno mai sfiorato dalla satira a cui nessuno aveva mai pensato prima d'ora: Andreotti. Ma mica era ambientato ai giorni nostri. Noooo, troppo scontato. L'ha calato indietro di vent'anni, ai tempi dell'omicidio Moro. Che geeeeenioooo! E che glia fatto fà: ha rappresentato Giulio mentre viene a sapere della morte di Aldo Moro. "Giulio è eccitato alla notizia dell'omicidio Moro, di una eccitazione tale che Andreotti si sdraia accanto al cadavere di Moro, lo palpa, lo accarezza e poi comincia a spogliarlo fino a .... sodomizzarlo." Che dire...? Sublime! Roba da reti unificate Rai e Fininvest (a, se solo lasciassero aperta appena appena uno spiraglio in mezzo a tutta sta censura) Ma non è finita: Giorgio Gallione, coregista di Luttazzy, commenta così la rappresentazione necrofila: "la narrazione è un elastico di shock e sorrisi, di emozioni e sorprese e porta lo spettatore a dotarsi degli anticorpi teatrali per reggere la botta allo stomaco di una scrittura estrema, senza intenti scandalistici e bassamente provocatori".
Lutazzy e Gallione (che fa tanto rima con ... Orione), vi faccio una richiesta accorata: perchè la prossima volta non regalate al pubblico un altro "elastico di shock e sorrisi, di emozioni e soprese"? Però che vada oltre la erotomania, la coprofagia e la necrofilia. Qualcosa di un pò più forte. Uno shock più deciso, che ne so, magari potreste scambiarvi un bel colpo di ascia sul capo, ma in contemporanea, qualcosa di forte insomma, un pugno nello stomaco dei troppo borghesi elettori di Silvio. Poterste in questo modo suggellare per sempre la superiorità culturale, morale, "autorale" della satira "de sinistra", sempre così... così ... così ..."autorale", come direbbe Censy (AUTORALE: bisogna riconoscerlo non c'è termine più adatto per definirla la vostra satira). Superando la fase eroto/copro/necro, approdereste per sempre nella satira "eutanistica" ... "eutanotica" ... "eutanale" ... comunque la si chiami, non importa, per sempre "autorale".


cercavo una gif nel sito: gifanimate.it , settore bandiere, ne ho trovata una che bruciava. Una sola fra 225 bandiere di tutto il mondo. Indovinate quale. Complimenti alla professionalità del sito. A quando una bella gif animata di una esplosione di ebrei al mercato? magari con un sottofondo vocale, chessò un "el pueblo unido ..."
Garantiti affari d'oro in quel di Indymedia!
imperversano calendari sexy per tutti i gusti
... ma proprio tutti:
tenetevi stretti (...) e ridete di gusto ... se ne avrete il coraggio
gennaio-febbraio marzo-aprile maggio-giugno luglio-agosto
settembre-ottobre dedicato a Mixumb! (porta bene scherzarci, tranquillo!)

WATCHED OVER
FREE THOUGHTS ABOUT THE UNESCAPABLE REALITY
il sorvegliato - liberi pensieri sulla realtà inevasa
immagine: "The runaway" di Norman Rockwell
A TRE MESI ESATTI DALLA NASCITA DI QUESTO BLOG
Sorvegliato Speciale, come un bambino inesperto. Coinvolto in una grande avventura. "Niente di che" ... dicono. Invece lui, poggiato a terra il suo piccolo fagotto, prova a spiegarlo: è una avventura !!! Guardato, anche per questo con curiosità e simpatia dal barman americano, con paterna attenzione dal poliziotto (ci sono sempre dei maestri autorevoli sulla sua strada). Il bambino (the runaway) non fugge mai la realtà. Non la evade. Fugge, piuttosto, la superficialità di un mondo ridotto a semplice "morale". Fugge il PERBENISMO (da grande non sarà mai uno "de sinistra"). Fugge l'"IDEA" (più o meno buona) da applicare sulle cose (anche la destra gli sta stretta con tutti i suoi divieti). Fugge soprattutto la grande IDEA sognatrice, quella che chiamano "UTOPIA" (U-topia cioè non-luogo), meno di aria fritta (grazie Griso !). Non fugge la realtà. Fugge l'ideale scisso dalla realtà ("un altro mondo è possibile" dei no-global, ma che esiste solo nelle loro teste, aria fritta appunto). Fugge le idee della "ggente". Più di tutto fugge le ideologie, idee su larga scala. Fugge l'ideale della mente umana, immensa prigione. Fugge il moralismo, esito costante delle proprie "buone idee". Il moralismo può essere cattivissimo e crudele (perfino assassino) quanto più si crede la soluzione rivoluzionariamente giusta. Il bambino sceglie naturalmente dove stare. Di qua la realtà, di là la morale. Qui la libertà, lì la prigione. E' sorvegliato con curiosa simpatia, più spesso con cinica commiserazione (è un bambino, cosa vorrà mai più della morale?). La morale dei giusti, la morale degli onesti, la morale di quelli "buoni a prescindere".
E' bella l'immagine di norman Rockwell. Il bambino rappresenta una vera posizione di realismo e di fascino verso le cose, anche quelle apparentemente ordinarie. Le cose "in quanto sono" (realtà) , non per quello che "dovrebbero essere" e non sono (moralismo). Il bambino ama la vita. Ama soprattutto stare diritto sul suo sgabello a parlare delle sue grandi passioni. Passioni smisurate. Raccontate in modo scomposto e sbracciato come solo i bambini san fare ... non sa dire (non è colto), è impreciso, sbaglia verbo, impacciatissimo con l'inglese (neanche Madam Philips è riuscita ad insegnarglielo), ma si sbraccia e ascolta ... dice, sicuro, del bene che c'è. Del bene che c'è sempre nella realtà, senza gli "a prescindere". Del bene che c'è negli occhi e nel cuore di chi sa stare ai fatti. Della carità.
"Basta con la morale, solo la carità è rispettabile, Cristo e Dostojeski tutto il resto sono balle" diceva lo scrittore non credente Cesare Pavese.
Come Pavese, senza presunzione nè falsi pudori, voglio fare di questo blog il mio "mestiere di vivere".
Dalla mia parte ho una sufficiente dose di ironia e la sana consapevolezza (incosciente!!!) della assoluta imperfezione e inadeguatezza del bambino che ama la LIBERTA' e che non sfugge mai la REALTA'.... un pò come la mia America Bambina.
Scusate i miei eccessi, se mi sbraccio con foga. Lasciate che dedichi tutto il mio blog (e non solo) ad Andrea e Giulia.
mario 
importiamocela QUESTA America !!!!

I neocon non sono davvero di destra ... il tratto distintivo dei neocon è la politica estera "intraprendente"... Michael Novak è il più noto dei neoconservatori cattolici (i theocon) ...Nel corso dei decenni, il pensiero di Novak si è emancipato dalle posizioni liberal facendosi più prossimo alla dottrina sociale della Chiesa e salutando poi l’enciclica "Centesimus annus" ... una benedizione del "capitalismo democratico" di cui è il massimo teorico... molti neocon sono ex uomini di sinistra divenuti campioni di capitalismo ... favorevoli alla cosiddetta scuola del supply side". Cioè? "Enfasi sui tagli fiscali e disincentivi per ogni tipo di cattiva regolamentazione statale"... Un’economia del buon senso, insomma...."I neoconservatori hanno posto l’accento sullo sviluppo, sull’inventiva, sulla formazione del capitale, sulle nuove tecnologie"... Il punto centrale? "La creatività"... Quando Ronald Reagan e Margaret Thatcher si schierarono con i neocon, riuscirono a lanciare la rivoluzione della creatività in economia"...Tutta economia, dunque, solo economia? Sì, ma dal volto umano ... L’altro punto di originalità dei neocon è l’enfatizzazione della dimensione culturale e morale della vita economica. ... Tipico della sensibilità neocon è la difesa dell’istituto familiare e della morale tradizionale, così come appunto della responsabilità personale: cose che la sinistra bolla come ‘borghesi’... Per i neocon, questo ethos si radica nell’eredità della classicità, del giudaismo e del cristianesimo ... I neocon costituiscono una novità decisiva nell’America protestante, introducendovi riflessioni ebraiche e cattoliche...Noi cattolici ed ebrei tendiamo ad amare fortemente il continente europeo e la sua cultura, anche se ancora di più amiamo gli Stati Uniti... Per noi Europa e Usa condividono la stessa concezione della vita".
frasi da me liberamente prese dall'articolo di Marco Respinti:
"I neocon non sono falchi rapaci, parola del neocon democratico Michael Novak"
su IL FOGLIO del 25.11.2003
COPYCAT / ANDREA'S VERSION n°43 - Tema per frasi. Prima frase: “Aiutateci a trovare una legge per salvare Previti e Romiti. Fatelo e grazie alla Terza Repubblica”. Seconda frase: “Le toghe sporche c’erano e adesso i loro amici fanno le leggi”. Terza: “La mafia non è più un problema. La mafia non ha ucciso nessuno. Se lo dico magari mi credono”. Quarta frase: “Finalmente si può voltare pagina, leggo dovunque. Tutti vogliono voltare pagina. Anch’io voglio voltare pagina”. Cinque: “Il presidente del Consiglio dice di aver ricevuto 35 lettere di minacce di morte. L’ho surclassato, questa partita l’ho vinta io”. Sei: “La giustizia? Che significa la giustizia? Siete in coda e un bellimbusto vi passa davanti, ecco che significa la giustizia”. La sette: “La giustizia? Una volta si pensavano leggi ad hoc per far fronte ai fenomeni criminali, adesso per fermare i dibattimenti”. E la otto: “Sto diventando troppo seria, la situazione non lo è”. Allora. Datesi quattro frasi pronunciate ieri da Ilda Boccassini, e quattro da Sabina Guzzanti, individui il candidato quelle dell’una e quelle dell’altra. Spieghi quindi la differenza tra satira politica e satira giudiziaria. (by IL FOGLIO del 25.11.2003)

CALCIO - Francesco Totti domani al Senato.
Ai suoi compagni di squadra comunica preoccupato : “Nun’è che poi quando esco me fanno l’antidopping?”
POLITICA - Emilio Colombo confessa ai giornalisti: “sono venti anni che sono schiavo della cocaina”
Scalfaro solidale dichiara anche lui: “se è per questo io è da settanta anni che sono figlio di Marja”
SATIRA 1 - La famosissima e bravissima subrette della satira de sinistra Sabina Guzzanti ha dichiarato sabato scorso nella trasmissione di Gad Lerner “l’infedele” : “RAIOT è una trasmissione satirica di una qualità “AUTORALE””, quella “fetecchia” di Giuliano Ferrara le spiega che “autorale” non significa una mazza e che forse è meglio che torni a scuola ad imparare a parlare l’Italiano.
Sabina Guzzanti si inferocisce, stringe i pugni, digrigna i denti, e blatera frasi sconnesse per la rabbia: che a sinistra non conoscano più la satira?
SATIRA 2 - Sabina Guzzanti seria ed arrabbiata dice a Ferrara che tanto lui gli ascolti alti che ha totalizzato lei con RAIOT non li avrà mai ad OTTOEMEZZO. Ferrara sornione e ironico le risponde: "ma allora se è tutto questione di ascolti sei proprio una berlusconiana di ferro". La Guzzanti esce di scena nera !!!
Ferrara batte Guzzanti 2 – 0 . Cade un altro muro di Berlino: la satira è di destra!
mi sto ricostruendo il template
con l'aiuto di Marquant

Dedicato a Walter Veltroni
"I nostri armamenti devono sempre essere adeguati ai nostri impegni. Monaco ci dovrebbe insegnare questo: che ogni bluff, alla lunga, viene scoperto. Non potremo ordinare a nessuno di tenersi lontano dal nostro emisfero finché i nostri armamenti e tutto il popolo che vi è dietro non saranno pronti a eseguire i nostri ordini, anche fino al sacrificio supremo della guerra. Non deve esservi alcun dubbio nelle nostre menti, la decisione deve essere immediata: se discutiamo, se esitiamo, se poniamo dei quesiti, sarà troppo tardi".
John F. Kennedy
(dal suo libro "Perché l'Inghilterra dormì", scritto nel 1940)
Il Foglio, 22 novembre
di Christian Rocca
(comprate il suo libro "Esportare l'America)
a presto!!

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Non siamo catastrofisti, detestiamo il pensiero apocalittico, ma il pessimista è, come tutti sanno, un ottimista che si è informato. Le origini profonde della crisi che si manifesta ormai ogni giorno con bombardamenti e vittime, sgomento e indignazione, sangue e lacrime, sono nel fallimento della decolonizzazione e nel tramonto del comunismo: due immensi vuoti politici al centro della storia contemporanea. Non sono decisive, sebbene servano la causa della conoscenza, le risposte degli specialisti e degli islamologhi. E’ tutto molto più semplice, e decisiva è solo la riflessione o interpretazione politica. (...) si è passati a una guerra globale. Chi ancora pensa che siamo alle prese con la “lotta al terrorismo” sbaglia. Sbaglia chi pensa a un’operazione di polizia internazionale con il supporto dell’intelligence o a una campagna umanitaria per lenire le durezze della globalizzazione ovvero dell’incapacità di accettare la modernità da parte di una parte di mondo che vive nel disordine e nella miseria economica e civile. Non è così: il combattimento è stato dichiarato, nasce da inconciliabilità storica e si risolve in lotta per il potere sul destino comune, e bisogna prendere alla lettera il rifiuto della società fondata sul mercato e sul self interest, sull’individualismo democratico, da parte di quel mondo che ha una visione carismatica, profetica e jihadista della storia. E’ un bacino immenso, quasi un miliardo e mezzo di uomini e di donne distribuiti su diversi continenti e approdati in vario modo in occidente. Si va dai regimi dei mullah agli Stati canaglia, dalle università islamiche alle madrasse, e la rete terrorista a due anni dall’11 settembre si è con ogni evidenza riorganizzata. Mostra di poter colpire con la sua arma più agile e più forte, il sacrificio di sé dell’esercito dei martiri di Allah. Annientare il terrorismo e integrare nella democrazia moderna l’islamismo sono due elementi intrecciati di una politica da tempi di guerra che durerà anni e anni. Chi non accetta questa analisi fondata sui fatti ha il dovere di proporre un’alternativa altrettanto fondata sui fatti. The dreamers hanno finito di sognare. | |||
In edicola
con il Foglio
il libro di Christian Rocca (Camillo)
"Esportare l’America"

Se non lo trovate
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vi sarà inviato a domicilio
senza spese postali aggiuntive
06.58909050
(ore 10-13 e 15-18)
per tirare un pò giù la tensione:
COPYCAT / ANDREA'S VERSION n°42 - "Carissimi amici leghisti, mentre voi vi accontentate di quattro stronzate sul federalismo, magari sulle quote latte e della guerricciola contro Gianfranco Fini, non vi accorgete più che il vostro Nord lo sta prendendo in quel posto. Milano soprattutto, Milano. L’illuminazione a Milano, intanto, dov’è? Non si vede. Stefano F "olli la mena e la rimena, è evidente che continua a sbattere contro dei lampioni, ma dell’illuminazione a Milano non si vede traccia. E voi, zitti. I ristoranti? I ristoranti: da Aimo e Nadia, per non parlare di Peck, ormai mettono le cozze nel risotto con lo zafferano. E voi? Zitti. Lasciamo perdere il Piccolo teatro, o la Scala, fra un po’ verrà il turno del panettone, che per sentirsi del Nord si mangerà pandoro. Ma il clima, benedetto il Signore, il clima. Già non c’è più il nebbiùn di una volta, e magari lo ritroveremo verdolino in Abruzzo. E non avete letto i giornali? Titoloni. La Serena Grandi, le scorte, Emilio Colombo, c’è tutto un gran parlare qui nel Sud. Sveglia allora, ragazzi celtici, anche la neve è quasi tutta a Roma." (by IL FOGLIO del 21.11.2003)
PACIFISTI vergogna!!!
e mica lo dice il sorvegliato,
lo dice un blog iracheno. Visitatelo: iraq the model
"Tutti voi dovete scusarvi con il popolo iracheno. Quello che è accaduto in Iraq è stato peggio dell'olocausto". (iraqthemodel.blogspot.com)
dedicato a tutti i pacifinti del mondo,compreso quelli British che rumoreggiano "Fuck Bush" nello stesso momento in cui loro connazionali muiono sotto le bombe terroriste a Istanbul
COPYCAT / ANDREA'S VERSION n°41- Bertornato tra noi. E vergogna, somma vergogna all’onorevole Hans Poettering, di nuovo all’attacco europeo del presidente Romano Prodi, rientrato tatticamente nella grande tribù dei cagasotto. Perché noi vecchi cagasotto abbiamo apprezzato moltissimo il contrattacco di Prodi. Un difensore della Prima Repubblica, un democristiano finalmente non pentito e, sia detto en passant, un tempista coi controcazzi. Onore e bentornato comunque al presidente della Commissione europea che ha ammonito il capogruppo europeo del Ppe: “Non ci sto ai processi di piazza”. Eurostat, documenti politici, interesse privato in atti di ufficio, le solite minchiate. Egli si è ribellato ed era ora. Prodi è andato oltre. Oltre Oscar Luigi Scalfaro quando disse: “ Non ci sto”. E lo disse a reti unificate. Oltre Tonino Di Pietro quando a Di Pietro si oppose di persona: “Dottore no, la supplico, non mi ci faccia stare”. Prodi che da ieri si oppone al processo svolto in piazza è per noi il nuovo Moro sceso in guerra contro le nuove Lockheed. Forte, fiero, Prodi come Moro. Se non proprio Moro, abbastanza castano. (da IL FOGLIO del 20.11.2003)
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No, l'Italia non è sola.
È davanti, in piedi.
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Corriere della Sera, mercoledì 19 novembre, p.1, Lettera agli italiani (A. Glucksmann)
Tutta la Storia testimonia del disdegno italiano per le avventure guerresche. Nelle grandi ore del Rinascimento le città della penisola, malgrado le continue battaglie, si accordavano per ridurre al minimo le perdite umane. Ci vollero le orde spietate calate dalla Francia e dalla Germania per spazzare via questo brillante abbozzo di una comunità europea dove l'arte di vivere prevaleva sull'arte della guerra, e i valori della civiltà sulle fantasticherie dell'aggressività militare. Nei peggiori momenti del XX secolo, persino le smargiassate del Duce non sfuggirono all'ironia dei suoi compatrioti, e alla resistenza di qualcuno di loro. È proprio perché noi europei sappiamo bene quanto - culturalmente, esteticamente e moralmente - l'umanesimo reinventato nel Quattrocento aborra i furori bellicosi, che siamo commossi e colpiti dall'esempio italiano.
D'un tratto, senza sgomento, né panico, né recriminazione, un popolo in lacrime ma dignitoso e raccolto si eleva all'altezza del compito. Ha compreso che i suoi carabinieri sono stati assassinati in una terra lontana perché l'Italia ha insegnato all'Europa l'arte e la dolcezza di vivere insieme in una società «civile», sfuggendo alla legge della sciabola e del ricatto terroristico. Per ricostruire l'Iraq e instaurare un minimo di democrazia, occorre garantire ai cittadini un livello elementare di sicurezza. I carabinieri sono morti per la pace, e tutta l'Italia sembra averlo capito. Resiste. Non si piega davanti agli assassini. Non ritira i suoi uomini. L'Italia è avanti rispetto ad altri Paesi tra i quali il mio, la Francia, così pronto tuttavia a dare lezioni ai vicini.
Quando a Bagdad sono saltate in aria le sedi dell'Onu e della Croce Rossa, Ginevra ha denunciato - a ragione - un 11 settembre delle Nazioni Unite e delle Ong. Gli attentati hanno sempre come obiettivo la popolazione civile, perché colpiscono quanti vengono in suo soccorso.
Le prime vittime dei terroristi iracheni sono gli iracheni. Sabotare le condotte per togliere l'acqua ai bambini, e abbattere i guardiani di una fragile sicurezza, significa terrorizzare la gente comune.
Alessandro Carrisi, il più giovane dei carabinieri, «ha fatto cose bellissime per i bambini iracheni» , dice sua sorella. È stato ucciso. Cacciare «gli stranieri» è tentare di ristabilire il dominio dei più crudeli.
L'Europa abbandonerà un popolo intero alla legge delle bombe umane? L'Italia dice no. Non vuole che i suoi figli siano morti per niente. Ma sembra, nel nostro Vecchio continente, piuttosto sola. L'istante sublime nel quale una nazione commemora i migliori dei suoi svanirà, le dispute proprie alle buone democrazie riprenderanno il loro corso. Ma non dimentichiamo che il sacrificio dei militari italiani si fa sentire ben aldilà delle frontiere e parla a tutti quelli, cristiani o musulmani, ebrei o atei, che osano squadrare il terrorismo dall'alto in basso, nella verità cruda della sua oscenità e della sua ferocia.
No, i vostri soldati non sono morti per nulla. Hanno fatto sbarramento a una barbarie nichilista dotata di una forza devastante che, a Manhattan, si è rivelata potenzialmente terribile quanto l'arma nucleare. «Che l'elettricità sia tagliata e il petrolio abbandonato nei pozzi. Che la vita civile si fermi. Alla fine, l'occupazione fallirà...»: così Joseph Samaha ha descritto due mesi fa (nel libanese El Safir) la «mentalità della distruzione» che ha colpito a Nassiriya. Diciannove dei vostri sono caduti nel campo della libertà. No, l'Italia non è sola.
È davanti, in piedi.
SEGNALAZIONE ai NEOCONI:
Da oggi, mercoledì 19, in edicola, con Il Foglio, un libro di Christian Rocca (alias CAMILLO )
Esportare l'America - La rivoluzione democratica dei neoconservatori.
da non perdere !!!
"Ecco, io chino la testa sulla mano, e penso a voi che siete cosi` lontano."
Il blog di un soldato italiano in Iraq:


18.11.2003
'Copertina' TG2, h.20.30, Mons. Luigi Giussani
L'urto del cuore
"Che orrore, che vergogna, né il sol più ti rallegra né ti risveglia amor ." il pianto antico di Carducci custodisce nel cuore della nostra storia quel mistero per cui Dante Alighieri prega la Madonna perché una ricchezza di umanità nuova affermi la vittoria del Bene attraverso il suo dolore di sposa e di madre. "in te misericordia, in te pietate, in te magnificenza, in te s'aduna quantunque in creatura è di bontate."
Così in noi diventa grande l'urto del cuore per il giudizio della signora, moglie del brigadiere Coletta, che ha parlato davanti alle telecamere del telegiornale.
In te misericordia, perché l'uomo cade senza conoscere il dove, il come e il quando.
In te pietate, perché l'uomo è debole, contraddittorio e fragile fino alla morte.
In te magnificenza, è il comunicarsi di una forza di vittoria come luce finale.
Bontà è il motivo di azione per l'uomo.
Quanto canto popolare potrebbe risorgere se una educazione del cuore della gente diventasse orizzonte di azione dell'ONU invece che schermaglia di morte, favorita da quelli che dovrebbero farla tacere, tra musulmani ed eredi degli antichi popoli ebrei o latini che siano.
E questa sarebbe la vera ricchezza della vita di un popolo, se ci fosse un'educazione del popolo tutti starebbero meglio. La paura o il disprezzo della croce di Cristo non farà mai partecipare alla gioia di vivere all'interno di una festa popolare o di una espressione famigliare.
La testimonianza di Dante Alighieri è rifiorita nel dolore della signora Coletta.
"In te misericordia, in te pietate, in te magnificenza, in te s'aduna quantunque in creatura è di bontate".
Ringrazio la redazione di strano cristiano .
E' il momento della preghiera e del silenzio.
Fino a mercoledì il sorvegliato rispetterà il silenzio,
non scriverà nulla,
pregherà per le vittime e per le loro famiglie
ed appenderà un bandiera italiana alla finestra in loro onore.
TERRORISMO
TERRORISMO, SI CHIAMA TERRORISMO. NON BASTA CHIUDERE GLI OCCHI O GIRARE LE SPALLE. IL TERRORISMO COLPIREBBE COMUNQUE. NON E' GARANTITA L'INCOLUMITA' NE' ALLA FRANCIA NE' ALLA GERMANIA. CE NE SARA' ANCHE PER LORO PRESTO O TARDI E ANCHE SE CHIUDONO GLI OCCHI, O , PEGGIO, STANNO COL DITINO ALZATO SUL PIEDISTALLO DI QUELLI "CHE LA SANNO LUNGA" SU COSA NON DOVREBBERO FARE GLI ALTRI, SALVO POI NON AVERE NESSUNA SOLUZIONE REALISTICA DA CONTRAPPORRE AL TERRORISMO MONDIALE. COME QUELLI DELLA NOSTRA SINISTRA SEDICENTE "RIFORMISTA", QUELLI DEL NE' NE' O NI' . INVECE DELLA SINISTRA SEDICENTE "SINISTRA "(nel senso dell'aggettivo), DEI NAZIKOMUNISTI DI INDYMEDIA E BESTIARI VARI MA NON RARI (ainòi), PREFERISCO TACERE, HO GIA' DATO (LO STOMACO E' IN FASE DI MIGLIORAMENTO E NON VOGLIO ROVINARMELO ANCORA) E POI SVOLGONO DEGNAMENTE IL LORO COMPITO, ANCHE PER ME, I BULLDOZER IL GRISO e MIXUMB (new blog) .
ECCO INVECE UNA BELLA E PACATA PAGINA DI RENZO FOA TROVATA SU LIBERAL
LA PAROLA TERRORISMO
L’Italia è sotto choc. Sente il peso della strage di Nassiriya, si identifica in quelle vittime, capisce che chi ha colpito quei carabinieri, quei soldati e quei civili ha mirato a un intero Paese. Per la prima volta dopo molti anni, dagli attacchi palestinesi all’aeroporto di Fiumicino e alla Sinagoga di Roma, scopriamo di essere un bersaglio diretto del terrorismo internazionale. E, al di là del dolore, ci interroghiamo. Era giusto andare in Iraq? Serve partecipare a un’operazione di ricostruzione difficile e rischiosa, in un contesto segnato dal caos e dalla violenza? Occorre impegnarsi direttamente nella lotta ai fondamentalismi e agli integralismi che ricorrono alle stragi e agli attacchi militari? E’ giusto mandare i soldati a rischiare la vita? Sono stati compiuti degli errori?
Sono domande legittime, che turbano l’opinione pubblica, al di là delle polemiche politiche, che pure non sono mancate, ma che sono apparse strumentali e sbagliate, in certi casi sciacallesche. Sono in gran parte le stesse domande dei mesi scorsi, quando il mondo si divise sul grande dilemma se bisognasse o no rovesciare uno dei peggiori regimi esistenti e se bisognasse continuare o no la lotta al terrorismo. E’ inutile ricordare gli argomenti che furono allora usati. Possono cambiare però le risposte di fronte alla novità di queste ore, cioè al fatto che anche l’Italia si trova – insieme agli Stati Uniti, a Israele, alla Gran Bretagna e agli altri paesi, come la Polonia, che hanno subìto perdite in Iraq – ad essere bersaglio diretto del terrorismo. E ci si trova perché si è impegnata direttamente nella grande sfida che ha aperto il XXI secolo, quella lanciata dal terrorismo internazionale.
Ora, di fronte all’orrore di Nassiriya deve, dunque, ritirare il suo impegno? E’ inutile negare che nell’opinione pubblica possa esserci la tentazione di lasciare l’Iraq, anche se nel dibattito in Parlamento solo forze marginali lo hanno chiesto. Ma sarebbe la risposta giusta? C’è – c’è sempre stata nei momenti di conflitto – l’illusione di riuscire a restare al riparo da attacchi ed attentati, di lasciare che altri Paesi, che altre democrazie occidentali se la cavassero da sole. Ma va detto che la politica del dialogo, dei patti segreti, con la grande eversione internazionale non ha mai garantito nulla. A Berlino bruciarono discoteche, a Parigi esplosero bombe nelle stazioni della metropolitana, la stessa Italia non venne risparmiata. E va anche aggiunto che è stata proprio questa illusione di trovare un modus vivendi con le organizzazioni fondamentaliste a lasciar loro libero il campo.
Questo metodo, affidato alla discrezione delle diplomazie e ai contratti stilati dai servizi segreti, non è stato più possibile dopo l’11 settembre. Per una ragione: si è visto allora che la sfida ha una natura globale, che chi l’ha lanciata ha come obbiettivo l’intero sistema di valori dell’Occidente – anche dei valori difesi dai democratici americani o dalle sinistre moderate europee. Lì, tra le macerie delle Twin towers, è caduta l’illusione di restare al riparo da un attacco che ha come principale bersaglio l’America, ma che tiene nel mirino anche l‘Europa.
In Iraq – è già stato ricordato in queste ore – sono stati colpiti anche l’Onu e la Croce Rossa internazionale. Non basta per capire che ci vuole non meno ma più impegno? Che debba esserci un maggiore coinvolgimento dell’Onu, che l’amministrazione americana a Baghdad possa aver commesso degli errori tattici e strategici, è un discorso che viene dopo. In primo piano resta sempre più visibile la linea di confine tra l’ondata terroristica e chi la affronta. Ma chi non l’affronta, non può illudersi di essere al riparo da una minaccia che colpisce tutti.
Ogni risposta alle domande che serpeggiano nell’opinione pubblica non può che partire da qui. Lo si dica apertamente: l’alternativa è tra l’assunzione di una rischiosa responsabilità, come è successo altrove, a cominciare dalla Bosnia e dal Kosovo, e il “farsi gli affari propri”. Ma, in passato, quando cancellerie e società hanno scelto di “farsi gli affari propri” non hanno mai impedito le grandi tragedie che la storia ci ha riservato.
EROI ITALIANI ______
Non ho voglia di fare polemiche con nessuno, sono passato dalle parti di indymedia e ho avvertito dei forti conati di vomito, vi prego non passateci anche voi, non ne vale la pena (quelle bestie non meritano tanta considerazione) e poi ci ha già pensato il Griso a mostrare la vergogna di questa specie disumana, ma lui ha più pelo nello stomaco di quanto ne abbia io.
oggi, c'è solo lo spazio per ricordare i nostri EROI
DOMENICO INTRAVAIA:46 anni, di Monreale, appuntato dei Cc in servizio al comando provinciale di Palermo; sposato e con due figli di 16 e 12 anni. Lascia anche l' anziana madre, il fratello gemello e due sorelle. Era partito per l'Iraq quattro mesi fa e sarebbe dovuto rientrare fra tre giorni. Era già stato in missione a Sarajevo. I due figli tenevano un calendario da cui cancellavano i giorni che mancavano al ritorno del padre. La notizia ha gettato la moglie nella disperazione: «Voglio morire, senza mio marito la mia vita non ha senso».
ORAZIO MAJORANA:29 anni, di Catania, carabiniere scelto in servizio nel battaglione Laives-Leifers in provincia di Bolzano. L' anziano padre ha appreso la notizia in Svizzera, dove si trovava per sottoporsi ad alcune visite mediche. È rientrato d' urgenza a Catania.
GIUSEPPE COLETTA:38 anni, originario di Avola (Siracusa) ma da tempo residente a San Vitaliano, in Campania, vicebrigadiere in servizio al comando provinciale di Castello di Cisterna (Napoli); sposato e padre di una bambina di due anni.
GIOVANNI CAVALLARO: 47 anni, nato in provincia di Messina e residente a Nizza Monferrato, maresciallo in servizio al comando provinciale di Asti. Era noto con il soprannome di 'Serpicò. Lascia la moglie e la piccola Lucrezia, 4 anni. Era già stato impegnato in altre missioni in Kosovo e in Macedonia. Era da tre mesi in Iraq e stava per rientrare a casa. Ieri sera aveva telefonato alla moglie: «Sto preparando la mia roba, sabato finalmente torno da te e da Lucrezia. Ho voglia di abbracciarvi».
ALFIO RAGAZZI: 39 anni, maresciallo dei carabinieri in servizio al Ris di Messina, sposato e con due figli di 13 e 7 anni. Era partito in luglio e sarebbe dovuto rientrare a Messina sabato prossimo: i familiari stavano già preparando la festa. Era specializzato nelle tecniche di sopralluogo e rilevamento e il suo compito era quello di istruire la polizia locale.
IVAN GHITTI: 30 anni, milanese, carabiniere di stanza al 13/mo Reggimento Gorizia. Era alla sua quarta missione di pace all' estero, dopo essere stato tre volte in Bosnia. Lascia i genitori e una sorella. Ieri sera lo hanno sentito per l' ultima volta al telefono: «Era assolutamente sereno e tranquillo».
DANIELE GHIONE:30 anni, di Finale Ligure (Savona), maresciallo dei carabinieri in servizio nella compagnia Gorizia. Era Sposato da poco. Era stato ausiliario dell' Arma, poi si era congedato e iscritto all' Associazione carabinieri in congedo. Era ritornato ad indossare la divisa vincendo un concorso per maresciallo.
ENZO FREGOSI:56 anni, ex comandante dei Nas di Livorno dove viveva con la famiglia. Lascia moglie e due figli, un maschio, anche lui carabiniere, e una ragazza che studia all'Università. Era partito per l' Iraq il 17 luglio scorso e stava rientrare in Italia. A casa stavano già preparando la festa per il suo ritorno.
ALFONSO TRINCONE:44 anni, era originario di Pozzuoli (Napoli) ma risiedeva a Roma con la moglie e i tre figli. Il sottufficiale era in forze al Noe, il Nucleo operativo ecologico che dipende dal Ministero dell' Ambiente.
MASSIMILIANO BRUNO:40 anni, maresciallo dei carabinieri di origine bolognese, biologo in forza al Raggruppamento Investigazioni scientifiche (Racis) di Roma. Viveva con la moglie a Civitavecchia. I genitori e un fratello vivono a Bologna.
ANDREA FILIPPA: 33 anni, torinese, carabiniere dall' età di 19. Era esperto di missioni all' estero che lo tenevano costantemente lontano da casa. Prestava servizio a Gorizia presso il 13/o Battaglione Carabinieri. Viveva a San Pier D' Isonzo insieme alla giovane moglie, sposata nel 1998.
FILIPPO MERLINO:40 anni, originario di Sant' Arcangelo (Potenza), sposato. Con il grado di maresciallo comandava la stazione dei carabinieri di Viadana (Mantova). È morto nell' ospedale di Nassirya dove era stato portato gravmente ferito.
MASSIMO FICUCIELLO:35 anni, tenente dell' esercito, figlio del gen. Alberto Ficuciello. Funzionario di banca, aveva chiesto di poter tornare in servizio attivo con il suo grado di tenente proprio per partecipare alla missione «Antica Babilonia». Grazie alla sua conoscenza delle lingue era stato inserito nella cellula Pubblica Informazione del col.Scalas. Questa mattina aveva avuto l' incarico di accompagnare nei sopralluoghi i produttori di un film-documentario sui «Soldati di pace». Prima dell' attentato, il titolo, provvisorio, era stato cambiato in «Babilonia terra fra due fuochi».
SILVIO OLLA: 32 anni, dell' isola Sant' Antioco (Cagliari), sottufficiale in servizio al 151/o Reggimento della Brigata Sassari. Figlio di un maresciallo e fratello di un carrista. Laureato in Scienze Politiche, Olla era in forza alla cellula Pubblica Informazione. È morto insieme al ten.Ficuciello mentre accompagnava nei sopralluoghi i produttori del film. La conoscenza dell' inglese e dei rudimenti dell' arabo lo avevano fatto diventare uno dei punti di riferimento per i giornalisti.
EMANUELE FERRARO: 28 anni, di Carlentini (Siracusa), caporal maggiore scelto in servizio permanente di stanza nel 6/o Reggimento trasporti di Budrio (Bologna).
ALESSANDRO CARRISI: 23 anni, di Trepuzzi (Lecce), caporale volontario in ferma breve, anche lui in servizio nel 6/o Reggimento trasporti di Budrio. Era partito per l' Iraq da poche settimane. Lascia i genitori, un fratello e una sorella. Ieri sera l'ultima telefonata a casa: «Tutto va bene. Sto andando a letto».
| Diliberto: “Questo governo non ha una politica estera se non, quando parla Bush, di saltare sull’attenti”. Saltare negli attentati, Diliberto. Negli attentati. |
| Mattia Feltri |
COPYCAT / ANDREA'S VERSION n°40 - "Questa storia del principe col valletto non ci scandalizza, anzi, restando finemente in tema, ci fa una pippa. Non è che ci metteremo a scoprire l’Inghilterra ora, per piacere. L’istitutore, il college, l’equipaggio del canottaggio, la caserma, gli ufficialetti, il camerone dei gurka, il pelo d’orso, il gonnellino con sotto niente, l’autonomia strategica della flotta, o se no la capretta, mai l’ombra di una Arcuri, ben che vada una ciucciatina alla zampogna, se non è oggi è domani ovvio che capita. Ciò che assolutamente non inficia lo spirito guerriero dei Windsor, al contrario, è nostro parere che rafforzi la casa reale. Volendo proprio rifarsi a Enrico Berlinguer, la questione morale era un’altra. Erano la carotina, il pugnetto d’avena, lo zuccherino per tener fermo il cavallo. E talora i cavalli. Ma ci fosse stato un cane che si interrogasse su quei rapporti col nobile quadrupede. Nessuno, neanche Umberto Galimberti, che adesso verrà a menarcela sulla fine della monarchia per un valletto. E sapete perché? Perché ha sempre creduto che monarchia fosse un termine veneto." (by IL FOGLIO del 12.11.2003)
diavolo di un Giulio ...
provate a leggere qualche stralcio dell'intervista su Panorama:
«Mi telefonò Giovanni Spadolini, presidente del Senato: la procura della Repubblica di Palermo aveva chiesto di poter procedere contro di me. Restai traumatizzato. Sapevo che la cosa era assurda e che si stava tessendo una manovra ai miei danni, ma restai traumatizzato e anche mortificato». Ci credo bene, un'accusa mostruosa e dannosa per l'intero Paese sul piano interno ed internazionale sostenuta per dieci lunghissimi anni (l'Italia sarebbe stata governata per decenni da una mafioso mandante di stragi!!!)
L'accusa era contenuta in un dossier di 246 pagine firmato da Gian Carlo Caselli: da Grado Lo Forte, Roberto Scarpinato e Gioacchino Natoli (...). «Rimasi sconvolto per la gravità degli addebiti perché in effetti diventavo, ai fini della mafia, più importante di Totò Riina e di Bernardo Provenzano.
Ripresosi dallo sgomento, il senatore cercò subito di capire quale potesse essere la matrice «politica» di quanto gli stava accadendo. E rammentò che, tempo prima, il suo amico Gerardo Chiaromonte, vecchio e autorevole dirigente comunista che aveva presieduto la commissione Antimafia tra il 1988 e il 1992, subito prima di Violante, gli aveva confidato che qualcuno gli stava «preparando un cappotto». («Un cappotto politico, prima che giudiziario» mi dice Andreotti. Proviamo ad indovinare chi preparava il cappotto spetalando una Margherita ... rossa: "Violante, non Violante, Violante, non Violante .... VIOLANTEEEE!!!"
Molti anni dopo la morte di Falcone, le corti d'assise stabilirono che la strage di Capaci era stata organizzata e compiuta dalla mafia e ne condannarono i responsabili, a partire da Totò Riina. Ma Andreotti non esclude un'altra pista. «Falcone si occupava della vicenda dei fondi neri del Partito comunista sovietico, che si diceva fossero transitati in Italia dopo la caduta del Muro. Nella sua qualità di direttore generale degli Affari penali non aveva poteri d'indagine, ma è certo che si stesse interessando della questione. Dalle carte conosciute non risultava dove fosse avvenuto questo transito e quale fosse la destinazione del denaro. Un telegramma del ministero degli Esteri documenta che Falcone avrebbe dovuto incontrare il procuratore generale russo Valentin Stepankov, insieme al quale avrebbe fatto chiarezza sulla vicenda. Toccando tale tasto, ho sempre avuto la preoccupazione che mi si accusasse di voler distogliere i sospetti dalla mafia. Ma le modalità con le quali la strage è stata organizzata e attuata non impediscono di pensare che la mafia abbia agito insieme a qualcun altro. In ogni caso, questa è l'ultima storia di cui voglio occupami». Mafia & Martello con la regia della Stella Rossa
Non se lo aspettavano una resistenza così. Un bel funerale di Stato al senatore avrebbe interrotto il processo e condannato Andreotti nella storia come l'uomo della mafia. La provvidenza esiste e s'è mangiato Violante.
Ma ce n'è anche per Caselli, compagno di Università di Violante, amico di gioventù di Violante, pedina movente di Violante, compagno di partito di Violante, membro dell'"onorata società" dell'Antimafia di Violante, nonchè nemico dei nemici di Violante (quali nemici? Falcone e Borsellino. Erano in disaccordo su tutto con Violante e Caselli)
Caselli, «un fenomeno di doppio fanatismo»
(...) Il giudizio di Andreotti sull'ex procuratore di Palermo, Caselli, è tagliente e il senatore me lo trasmette socchiudendo gli occhi e allungando le labbra, come gli accade nei rarissimi momenti in cui esce dal suo linguaggio sfumato: «Caselli è un fenomeno di doppio fanatismo, comunista e cristiano. Si considera un profeta, ma anche i profeti possono prendere qualche cantonata. Gli è solo più difficile riconoscere di averlo fatto. »
E VIOLANTE DOVREBBE PASSARLA LISCIA????
MA NEANCHE PER SOGNO !!!
Che tempi questi Signora mia ...
COPYCAT / ANDREA'S VERSION n°39 - "Nella politica che va a rotoli, abbiamo almeno il culo che gli intellettuali resistono, pensano a fondo e sanno offrirci continue sollecitazioni. Come Francesco Alberoni, il quale ci ha spiegato ieri come siano brutti i tempi che corrono a fronte dei decenni trascorsi, quando i rapporti umani tra le persone, tra i colleghi, ma anche tra i politici, non erano avvelenati come oggi. Quando il rispetto per l’individuo, la comprensione umana, la capacità di dialogare e di discutere prevalevano in periodi civili, per quanto incandescenti. Erano gli anni Settanta e Ottanta: “Un processo di confronto – ci ha consolato infatti il professor Alberoni – che è continuato per tutti gli anni Ottanta, fino alla caduta del muro di Berlino. Mentre da allora, tutto è cambiato”. Come dice bene il professore. Ce li ricordiamo ancora, craxiani e berlingueriani, sempre a prendere l’aperitivo insieme, tutte le domeniche, e al parco coi bambini, con quei rapporti umani che levati. E quel rispetto dell’individuo? Edificante. E poi andava forte quello slogan, dolce come un babà: “Chiacchiera con uno per convincerne cento”. (By IL FOGLIO del 11.11.2003)
due letture consigliate dal sorvegliato (e archiviate in "testicoli")
una è dell'elefante: editoriale de IL FOGLIO "mandati linguistici contro Schifani" (bellissimo)
l'altra, un pò lunga, ma va la pena di leggerla, è della moglie dell'elefante (Anselma dell'Olio) sulla sua America "Diario di una patriota". Pezzo illuminante e commovente.
COPYCAT / ANDREA'S VERSION n°38 - Completamente. Siamo completamente d’accordo con l’Amor (insomma) nostro che difende Putin. O meglio, non perché sta con Putin, perché difende la cristallina indipendenza della magistratura russa nel caso Yukos oil e Khodorkovsky. E quindi garantisce: non c’è, a Mosca, uso politico della magistratura. Meno male, non c’è e tanto ci basta. Dice: ma un magnate annuncia che si butta in politica e il giorno dopo se lo impacchettano, strano no? Strano niente, strano un accidente. Sarà rimasto pure un cacchio di paese, in questo sporco mondo, che se trucchi un bilancio ti arrestano. O no? E così è andata, coincidenze. Per cui stia tranquillo l’Amor (insomma) nostro, per il niente che vale qui noi gli si tiene bordone. Si tiene il bordone a lui, si tiene il bordone a Bondi, non ci si perde neanche un bordone. E il prossimo magnate che in Russia la butta in politica, alé, rivedere per caso i bilanci. Li mettiamo a posto noi, i magnati. Noi e i giudici. Attenzione solo che poi non si butti in politica quel magistrato moscovita che trasuda indipendenza, com’è che si chiama? Lui, esatto, Violantoskj. (by IL FOGLIO del 07/11/2003)
| Al direttore - Per Lars Von Trier, Gesù era “un arrogante, si sentiva migliore degli altri”. Tutto suo padre. |
| Mattia Feltri |
si può essere così moralisti?
così ottusi?
a quanto pare SI
L'esempio linkatovi qui sopra è di una mia concittadina. Di quella Romagna rossa e bigotta. C'è un bigottismo e un moralismo qualunquista in una certa area cattocomunista che fa paura (alla Rosy Bindi, per capirsi).
ANNALENA TONELLI è morta circa un mese fa, vecchio post, non si sa bene perchè, uccisa, non si sa bene da chi, ma visto che ci siamo, diamo pure la colpa al Berlusca e a quei porci di fascisti che ci governano "per la mancanza di giustizia che fin troppo spesso accompagna eventi di questo tipo. Nessuno pare pagherà per questa violenza, per questo straziante e orribile destino, e i politici sperano di consolarci con la *conservazione* della memoria al valore."
Amica cara,
Annalena Tonelli non si è consumata tutta una vita, nè si è fatta uccidere, perchè era una "volontaria", ma perchè era Cristiana. Lo diceva sempre quando tornava in Italia: non si può tollerare una che serve Gesù Cristo attraverso i suoi poveri. Non era una filantropa, nè una volontaria, nè una utopista. Cristo era l'unico scopo della sua vita e l'unico motivo di ogni sua azione. Modello chiaro per lei era Madre Teresa e non Gino Strada o Emergency (meritorio progetto volontario molto di moda e publicizzato su molti palchi televisivi RAI e Fininvest). Le minacce a cui era abituata da anni, tanto che è stata costretta a fuggire spesso, le aveva subite perchè era una missionaria cristiana. In molti paesi non è tollerato che una cristiana possa vivere in mezzo a dei musulmani, figuriamoci se si permetteva di fare "proselitismi", magari semplicemente facendo un vaccino ad un bambino musulmano, e poi aveva salvato delle tribù cristiane dal GENOCIDIO che subiscono interi villaggi tutti i giorni (facendo sollevare la notizia presso gli organismi internazionali). Non lo sapevi? Per di più era una provocatrice perchè, mentre tutti gli altri preti e missionari cristiani sono stati fatti sloggiare col fucile dietro la schiena, lei no, proprio non voleva saperne. Ripeteva a suo fratello (fattelo raccontare, abita a Forlì) che sarebbe stata uccisa prima o poi, lo sapeva benissimo, ma desiderava restare accanto ai suoi poveri per il tempo che le era lasciato di vivere, fra una minaccia e l'altra. Aveva sempre una scorta con sè. Una sera no, si trovava senza scorta ed è stata uccisa da alcuni gueriglieri islamici (di quelli che uccidono su commissione di qualche barbuto imam). Le indagini che vengono svolte anche dalla Magistratura Italiana lo confermano. Nel tuo memorial inutile e superficiale ti dimentichi la sostanza delle cose. E te la meni con la "vergogna delle commemorazioni inutili" e per la "mancanza di giustizia in questa Italia". E allora il sorvegliato speciale, che tanto gli girano le balle quando ascolta tiritère moraliste oltre che ipocrite (che-tempi-oggiorno-signora-mia ...!!!), non può non riportare le cose nella loro realtà con tanti puntoni sulle "i".
Poi, per infierire ancora un pò, ti ricordo:
le commemorazioni avvenute in città con vie e piazze e giardinetti glie le stanno intitolando i tuoi freands rossi che governano da 60 anni questo cimitero di città (FORLI', "el zittadòn"). Come farsi sfuggire qualche voto cattolichino e perbenista? Ma non so se te ne eri accorta in mezzo ai fumi della sezione Karlo Marx di Via Manzoni, o in una delle decine e decine di Case del Popolo (o dell'Oppiolo) che hanno sede nei tanti palazzi presidenziali stile Saddam di cui fa sfoggio il partito Baath del proletariato forlivese (quanti miliardi e miliardi consumati per il "marafone" dei compagni elettori e delle compagne in tombola). Ma questa è tutta un'altra storia.
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Senato: Andreotti chiede di parlare per fatto personale | ||
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La 'replica' a Violante intorno alle ore 13
DUE NOTIZIE ANSA LANCIATE IN CONTEMPORANEA: E SE FOSSERO DUE NOTIZIE CORRELATE. DIVO GIULIO (piovra o non piovra) FAI VEDERE A VIOLANTE COME "CE L'HAI DURO" !!!!
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ULTIME NOTIZIE:
ANSA delle 15:39 del 05.11.2003
Boccuccia a culo di gallina ha finalmente aperto la bocca. Dicendo perfino cose sagge (Follini sei proprio tu?):
''riproporre discriminanti morali'' è sbagliato. ''Non puo' funzionare - aggiunge rivolgendosi a Violante - una alternanza fondata su pregiudizi etici. Toglietevi l'idea - esclama tra gli applausi - di essere le uniche persone per bene contro l'armata delle tenebre''(...) ''la disputa sul passato non puo' condizionare all'infinito la politica''. ''Accanto ad una questione morale, che va guardata senza rivendicare impunita' c'e' anche una questione giustizialista e ci aspettavamo parole che ci allontanassero da quel teorema, le cercheremo in altre occasioni''. (...)- la strada per arrivare ad un rapporto sereno tra politica e giustizia e' una strada ancora lunga e noi vi aspetteremo li''
L'ANSA integrale la trovate sui testicoli
poi Bondi ha estratto la spada (ma lui è un cavaliere del cavaliere e sa cos'è un combattimento "onorevole") ed ha infilzato una, poi due, poi tre e via andare il Violante ghignante (ha proprio la faccia da vampiro Violante). COSI': ''Lei, onorevole Violante non e' una vittima; le vittime sono altre, e cioe' quegli uomini politici che hanno subito accuse surreali, che hanno subito la gogna, che hanno subito torture, che hanno subito con la loro famiglia sofferenze incredibili: quegli uomini si chiamano Andreotti, Mannino, Musotto, Carnevale, Dell'Utri. Lei non e' la vittima, ma il carnefice''. Non appena Bondi a pronunciato quest'ultimo nome si e' levato un fragore fra i banchi della sinistra e Violante ha ironicamente sorriso, cosa che ha suscitato l'immediata reazione di Bondi: ''mi fa piacere - ha detto - che abbia ritrovato il sorriso''. BRILLANTE DIREI. qui testicolo completo
COPYCAT / ANDREA'S VERSION n° 37 - da oggi in poi nei miei testicoli
I MIEI TESTICOLI
Ho pensato, rimuginato, mi sono chiesto:
come fare per non creare dei lenzuoloni troppo lunghi sul mio blog?
e non voglio rinunciare ai testi integrali degli articoli. Poi ci sono le pagine di giornale o le notizie ansa che linkarle non serve a nulla perchè in molti casi durano meno di un canto di cicala.
ALLORA SAREBBE MEGLIO COPIARLE.
SI MA DOVE?
... Ho avuto l'illuminazione: creare un appendice al sorvegliato, qualcosa di di-PENDENTE, ma con una storia tutta sua. Un posto dove tenere tutti i testi lunghi e pesanti .
E HO DECISO: METTERO' TUTTO SOPRA i miei testicoli
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Maledetta Europa |
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Non state lì a domandarvi l’indomandabile, onorevoli burocrati di Bruxelles che avete scoperchiato la pentola del Diavolo con un sondaggio che dimostra il già noto: gli europei temono o odiano lo Stato di Israele in larga maggioranza. Ci sarà stata una ragione se il 15 aprile del 2002 abbiamo convocato un giorno di raccoglimento per l’esistenza di Israele, dopo le bandiere bruciate e i comizi in piazza di Monsignor Hilarion Capucci tra le maschere dei terroristi suicidi incappucciati. La ragione era semplice e solo l’ipocrisia l’ha velata. Dopo l’11 settembre, che ha messo paura a tutti, è dilagato nei paesi di democrazia debole e di opinione pubblica fragile un doppio fenomeno, il pacifismo fondamentalista e una irrazionale ma non innocua giudeofobia. Molta gente si è detta semplicemente: mandateli in Arizona, mandateli in Argentina, mandateli nel Niger, qui a due passi non li vogliamo perché mettono in pericolo la nostra sicurezza. E perché mai le pecore avrebbero dovuto belare diversamente, ruggire come leoni in un sondaggio, se i pastori finanziavano le charities di Hamas e fingevano di non sapere che Yasser Arafat, dopo aver fatto fallire Oslo e Camp David, era ormai l’ultimo testimone, insieme con Saddam, con i siriani e con parte del potere iraniano, del rifiuto arabo-islamico dell’esistenza di Israele? Come si fa a resistere alla paura, giù da basso tra il popolo minuto che vive la piccola storia manzoniana, se le classi dirigenti hanno paura di sventolare la bandiera americana e la bandiera israeliana in piazza mentre i “giovani” bruciano l’una e l’altra (e questo avvenne, con le note eccezioni, il 10 novembre del 2001)? Non è stato un caso, altresì, se abbiamo fatto scandalo nel Foglio delle dichiarazioni recentissime di Mahatyr, il premier malese modernizzatore e di successo che ha imputato agli ebrei di “governare il mondo” alla conferenza islamica, e si è così guadagnato un penoso rabbuffo protocollare dell’Unione europea, con il baffo moscio di Jacques Chirac. La presenza ebraica in territorio arabo non è una festa né per gli ebrei né per gli arabi né per i palestinesi, è il tragico inveramento su suolo altrui di un grande sogno nazionale, democratico e alle origini socialista, che dura dalla fine dell’Ottocento, il Sionismo. E quella tragica costituzione, nella violenza, di un rifugio nazionale ebraico ebbe il suggello dell’Onu e della comunità internazionale dopo la Shoah e nel corso della decolonizzazione, ed è stata difesa, non da Sharon come dicono gli idioti e gli antisemiti, ma da tutti i governi israeliani di ogni colore, con le unghie e con i denti in cento guerre, l’ultima delle quali si chiama Intifada suicida e terrorista. I sepolcri imbiancati si decidano: se Israele deve vivere, devono battersi a fianco degli americani per indurre i palestinesi ad accettare un onorevole compromesso e a distruggere il terrorismo. Altrimenti Israele ci proverà da sé, ma morirà, questo è sicuro, la civilizzazione europea. Affogata nei sondaggi che oggi fanno vergogna perfino a quella cinica città di miseria e cioccolata che si chiama Bruxelles. (EDITORIALE DE IL FOGLIO del 04/11/2003) | ||||
oggi mi sento ladro
vado qui e lì nei blog e rubo: qualche "mollichina" presa da CAPPERI: "La Cassazione ha assolto Andreotti e i mafiosi accusati con lui. Con questa Cassazione, come direbbe qualcuno, la mafia ha molto meno da temere. - La Cassazione assolve in via definitiva Andreotti. Tutta colpa dello zio Giulio, che s'è ostinato a non morire in tempo. - Andreotti assolto. Travaglio ricoverato in terapia intensiva".
IN ATTESA DI DERUBARE L'EDITORIALE DI FERRARA SU QUELLA CINICA E MALATA POLTIGLIA DI BRUXELLES E DEL SUO CAPO-BURO' FACCIADICULOPRODI HO RUBATO A 1972 IL SUO COMMENTO SUGLI "IPOCRITI" DI BRUXELL E HO RUBATO A IL GRISO IL SUO "LA SOCIETA' MULTIANTISEMITA" . MA NON ME NE VOGLIANO I DERUBATI. SONO UN LADRO GENTILUOMO: LE LORO PERLE LE FACCIO VEDERE A TUTTI.
COPYCAT number 36 / ANDREA'S VERSION - "Tutti a prendersela con Violante, adesso è un po’ troppo e non è bello che nessuno faccia uno sforzo per capirlo. Ha ragione Mastella, in fin dei conti, a denunciare tutti questi garantisti a scoppio ritardato. Bel tipo Mastella, dritto, limpido. E ha ragione anche Violante, anzi, ha ragione sopra tutto Violante quando si difende opponendo ai nouveaux tricoteurs che le scelte politiche in quegli anni non le fece di certo da solo. Ci mancherebbe, c’era tutto un ambaradan, in quegli anni, particolarmente nel ’93. Fatto sta che Violante dà prova, in questi giorni confusi, di un comportamento esemplare. Una letterina a Repubblica, su Andreotti, poi silenzio. Non starnazza, non reagisce in maniera scomposta e appare, come al solito, freddo e razionale. E’ così da una vita. L’unico accenno che potrebbe prestare il fianco a un suo atteggiamento lacrimevole è quello riportato ieri: “Mi dipingono come uno che mangiava i bambini. E’ un’immagine falsa”, ha detto. Va capito Violante, era la verità. Una lucida analisi sulla crisi delle nascite l’aveva indotto a sgranocchiarsi i grandi vecchi." (by IL FOGLIO del 04.11.2003)
Su IL FOGLIO di sabato 1 novembre c’è un inserto dal titolo “Storie ordinarie di tipi ordinari”. Viene fatta una descrizione caratteriale che svela i personaggi visti “a casa loro”, e le frequentazioni. I brigatisti e le brigatiste, dichiarati o presunti, prima ancora di costituire una entità politica eversiva, sono delle persone, con la loro storia e tutte le loro “pratiche quotidiane”, fatte anche di frequentazioni e … “hobbies”.
Di ciascuno ho ripreso le notizie che mi hanno incuriosito di più, ve le propongo (con qualche mio commento):
Marco Mezzasalma: tecnico informatico, frequentatore del centro sociale Blitz, ama il Jazz, beve Spritz. Frequentava il sindacato fiom-Cgil. (Quello di Cofferatitz).
Alessandro Costa: ex movimentista di piazza, frequentatore del Blitz e dello storico centro sociale in via dei Volsci a Roma, membro del wwf (mai ucciso una mosca in vita sua, quanto agli esseri umani … che c’entra … mica so' animali !?!)
Federica Saraceni: ha militato in gioventù nella sinistra radicale. Frequentava il Blitz dove ha conosciuto Mario Galesi (il terrorista morto sul treno) con cui ha avuto una breve storia d’amore, Figlia di un ex magistrato esponente di “Magistratura democratica”, nonché ex deputato comunista poi passato ai Verdi. Il Padre difende la figlia come avvocato. Alcuni giorni fa ha detto: “Mia figlia non c’entra con le BR, se non così, di striscio.” (A detto proprio così: “di striscio”).
Laura Proietti: una sigaretta dietro l’altra, sempre al telefono con i compagni di lotta (mi ami, quanto mi ami?). Va matta per i pantaloni militari e per i ragazzi (meglio se senza pantaloni). Soprattutto i ragazzi del Blitz, in quel centro sociale di ragazzi ne ha avuti parecchi (compagni di letto armata).
Cinzia Banelli: Una che non frequentava i centro sociali, non ne aveva l’età (gna’afaceva più, mica se po fà la vita della Proietti a na certa età). Aveva ricevuto una grossa somma di danaro dal padre (vinta all’enalotto) che lei aveva dato in buona parte per la lotta armata, col resto si è comperata una villetta (ma il babbino i suoi soldi non se li poteva spendere tutti a puttane che ci guadagnavano tutti in salute??)
Roberto Morandi: Tecnico radiologo in uno ospedale di Firenze. Silenziosissimo e timidissimo sul lavoro. Seduto sempre in fondo alla sala nelle riunioni sindacali. Tutto casa, lavoro e … silenzi. Hobbies??? … ssssssssss !!! nessuno!!
Simone Boccaccini: magazziniere del Comune. Frequentatore assiduo del Cpa Firenze sud, il centro sociale dell’area no global. Svolgeva compito di reclutamento in quel centro sociale. Impegnato nel sindacato (incazzato per non avere potutto partecipare allo sciopero generale il giorno dell’arresto ha dato del Krumiro al poliziotto che lo arrestava).
Luana Mancino: Infermiera. E’ sposata con un sindacalista. I suoi pazienti in ospedale dicono che aveva un ottima mano nell’impugnare le … siringhe.
Paolo Broccatelli: frequentatore assiduo del Blitz. Lavorava in una impresa di pulizie. All’Università seguiva le lezioni di Massimo D’Antona. Il guaio è che le seguiva troppo (era uno dei pedinatori del professore ucciso).
Paolo Arioti: Disobbediente dell’aria Casarini. Frequentava il centro sociale San Lorenzo e gestiva una palestra autogestita in Via del Volsci in un capannone occupato.(Affari no global: come ammortizzare le spese di gestione d’impresa okkupando i locali). Frequentazioni assidue e numerosissime telefonate con molti dei brigatisti di cui sopra. Troppo “esposto” politicamente per essere attivo nell’organizzazione. Amico però si. Molto amico.
Nessuno, dico nessuno che nel tempo libero frequentasse la san Vincenzo de Paoli?
Tutti frequentatori del centro sociale Blitz (o altri centri sociali) e iscritti alla CGIL??? … Boh … Sarà un caso !!! Gli hobbies sono hobbies.
Frankfurter Allgemeine Zeitung
Il quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung pubblica oggi un fondo sulla giustizia in Italia in cui critica la politicizzazione dei magistrati italiani. Prendendo spunto dai recenti casi giudiziari, il giornale tedesco sottolinea come la credibilita' dei giudici che stanno processando Berlusconi sia 'sempre piu' lesa' e si sofferma sul monito del presidente Ciampi. L'editoriale parla dell'assoluzione di Andreotti e delle proteste dopo la decisione di un giudice di far rimuovere il crocefisso da una scuola.
Che stiano davvero finendo questi 10 anni di terrore e di veleni?
che stia morendo il partito del giustizialismo truce e delle monetine della "ggente indignata"? I Travaglio televisivi con pubblico applaudente, i Santoro indignati e il pubblico gaudente, i Luttazzi satirici e il pubblico in ovazione? le inchieste di D'Avanzo e di Repubblica sui baci mafiosi, ed i vassoi, ed i cavalli, i bar mandaro, i cd rotti cadendo proprio lì in mezzo alle ginocchie che si chiudono per un riflesso incondizionato, i "resistere resistere resistere" di Borrelli, e i girotondi intorno ai tribunali, i girotondi intorno al parlamento, i girotondi intorno ai morti, il suicidio di Cagliari e di decine e decine di vittime, moltissime vittime innocenti, altre sole vittime, di quell'orgia giudiziaria, di quei cappi sventolati, di quel tintinnar di manette, e il carcere preventivo, e le centinaia di scarcerazioni di innocenti rinchiusi per mesi, per anni e gli indignati, le gag televisive, e i baci i ribaci gli strabaci ripetuti per ridere, dieci anni di Andreotti nell'angolo, in silenzio, e le barzellette su Craxi, e la sua gamba in cancrena, e il suo corpo malato e insultato e sputato, il moralismo di destra, il moralismo di sinistra, il moralismo immorale e violento, la morale di Berlinguer, la diversità morale della sinistra, la sinistra "per bene", e Dario Fo, e Franca Rame, e i Palavobis, i presidenti della rai sulla pensilina del palavobis, la vergogna, la vergogna di chi legge il proprio nome su tutte le prime pagine di giornale, per mesi, per anni con la fine della carriera, la fine di matrimoni, la fine della vita, per poi ricevere una sentenza di innocenza troppo tardiva, troppo inutile, in sordina, i Contrada, e i "non c'azzecca", i calzini rivoltati, le mani pulite, le mani pulite, le mani pulite ma con l'anima sporca, il dolore causato, la giustizia prima di tutto, la morale insanguinata, le facce di bronzo, Scalfaro e i suoi "non ci vsto", Scalfari e i suoi "Io, Dio e lo zio", le labbra strette della Rossa, e quelle col filo di bava di Forlani e la faccia di cera di fronte allo sventolare di toghe sbracciate e urlanti e il pubblico "indignato", gli applausi per strada: "Tonino, Tonino, Tonino!!!", la giustizia da stadio, e le sfilate alla scala a Natale degli ermellini alla moda, e fischi, le uova, i politici ladri, i "politici dentro". La sinistra per bene. La sinistra coi giudici. Fini anche lui, ma poi si ravvede (si ravvede sempre ... dopo), Violante e Caselli. In TV e i rotocalchi, Borrelli a cavallo, Tonino a braccetto, la squadra che smonta, passeggia in procura, i saluti, gli abbracci, il tifo la sotto, la sotto al balcone. Previti. Andreotti, Berlusconi, Vergogna!!! Non sottrarsi ai processi, le leggi ad personam, giudici in sciopero, cartelli, urla: "Puffone, Puffone!!!", Micromega, l'assalto, assoluzioni, condanne, errori giudiziari, condanne, condanne politiche, condanne morali, condanne divine.
No, sarebbe bello se finisse così. Dieci anni di terrore e democrazia parlamentare sospesa chiusi da due righe del Frankfurter Allgemeine Zeitung.
Permettetemi di sognare.
COPYCAT number 35 / ANDREA'S VERSION - "Siamo contenti anche noi, vogliamo precisarlo a scanso di equivoci, ma non è che dopo Andreotti, siccome lo hanno assolto, ci ha preso la fregola di sdraiarci sul canapé con un bel tocco di magistrata. Noi sempre a pezzi li vogliamo, i bacarozzi, uno di qua e uno di là, come ci aveva promesso l’Amor (insomma) nostro e come ci ha testé reillusi lievemente accennando a un loro possibile ricovero di massa. Attendiamo vigili. Siamo altresì molto contenti, anche questo teniamo a ribadire, che in dieci anni Andreotti non sia cambiato di una virgola. Così ora se lo succhiano gli altri. Ma chi ci ha reso veramente felici è stato Giuseppe D’Avanzo. Che aveva seguito Andreotti passo a passo, e l’accusa, e la controaccusa, e Scarpinato Magno, e Lo Forte il Grande, e i pentiti, e che bravi i pentiti, e Violante, e che bravo Violante, e Perugia, e Pecorelli, e il vassoio d’argento, e la prova che inchioda, e l’altra che inchioda di più, e, insomma, dieci anni di dedizione certosina. Ma che ieri, sul più bello, con tutti i fari accesi, ha evitato la passerella e ceduto la penna a colleghi meno in vista. Voi direte che è stronzo? Per noi è altruismo." (by IL FOGLIO del 01.11.2003)
Secondo un sondaggio Ue risulta che per il 59% degli Europei, Israele e', tra 15 Stati, il piu' pericoloso per la pace. (ANSA, del 02.11.2003)
Cosa dire? La vecchia cara Europa è ancora ferma su Berlino 1940 !!!