SORVEGLIATO SPECIALE

"idiota e lurido Kant - se Dio non c'è tutto è permesso. Basta con la morale. Solo la carità è rispettabile. Cristo e Dostojevskij, tutto il resto sono balle" C.Pavese

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mercoledì, 31 marzo 2004

Gerusalemme 1937 o G...

Gerusalemme 1937 o Gerusalemme 2004?

Sono rimasto impressionato da questa pagina in cui Arthur Koestler, grande scrittore e giornalista ormai dimenticato, racconta di un suo breve viaggio a Gerusalemme nel 1937 (67 anni fa !!!). Fino ad allora aveva girato tutta l'Europa come corrispondente di diversi giornali, era stato in Unione Sovietica ad imparare la dottrina Comunista prima delle grandi purghe Staliniane, e poi sempre come "rojo" nella Spagna della Guerra Civile. Ebreo di origini Ungheresi era diventato sionista da giovanissimo, quando studiava all'università di Vienna, fu successivamente un convinto sostenitore dell'Unione Sovietica. Ardente comunista per molti anni, diventerà successivamente uno dei più grandi critici di quella dottrina politica che lo aveva entusiasmato da giovane. In questa pagina del suo libro autobiografico "La scrittura invisibile" (che venne pubblicato a Londra solo nel 1953) e di cui io sto leggendo ormai le ultime pagine, racconta di un viaggio nell'ottobre 1937 a Gerusalemme, inviato come corrispondente da un giornale inglese. LA LETTURA E' IMPRESSIONANTE: TUTTO SEMBRA IDENTICO AD OGGI. Unica differenza: non erano stati ancora inventati i Kamikaze in Palestina e in Europa non erano ancora nati Gino Strada e Giulietto Chiesa, però c'era un tale in Germania ... che non parlava di "superiorità morale", come quelli con le bandiere a striscie, ma di "superiorità razziale" con in mano le bandiere uncinate e con il nascosto progetto di gassare un intero popolo. Gli ebrei sempre ritenuti dei nemici e dei corrotti da avversare "senza se e senza ma", magari da eliminare, ... si è vero mancava anche Bush sia Giorgio che Dabbliu ... e "Sharon" era solo il nome di un insediamento ebraico.

"I miei amici sionisti dei vecchi tempi appartenevano a una categoria completamente diversa. In un mondo sconvolto, si attaccavano caparbiamente alla loro minuscola striscia di terra promessa. Avevano trasformato il deserto in un'aspra oasi inzuppata del loro sudore, vibrante della loro angoscia e passione. Nelle strade di Haifa e Tel Aviv, negli insediamenti di Sharon e della Galilea, svolgevano i loro affari con i movimenti lenti imposti dalla calura. (...)

Quando la campagna terroristica araba venne ripresa, il 15 ottobre 1937 (chissà come si chiamavano le "intifade" nel '37) una delle prime vittime fu un giovane ebreo ortodosso che era scappato dalla Germania. Venne pugnalato alla schiena nel giorno del santo sabbat mentre percorreva una strada di Gerusalemme leggendo la Bibbia. Un'altra vittima fu un bambino di dodici anni a Ness Ziona, uno degli insediamenti più antichi, costruito sulla cosiddetta Collina dei Sogni. Gli spararono nel sonno. Era tipico del carattere sconclusionato, insensato del terrorismo. Sebbene qui fosse tutto in scala ridotta, in un certo senso era peggio che in Spagna (il riferimento è alla Spagna della guerra civile del 1937). Là almeno si sapeva dov'era la linea del fronte nemico, qui invece i due campi si confondevano, e nessuno sapeva quando sarebbe stato accoltellato alla schiena, o dove la prossima bomba fatta in casa sarebbe esplosa.

Per lo più esplodevano negli autobus affollati e negli scompartimenti dei treni, o sui binari della ferrovia. Venne appiccicato il fuoco all'oleodotto che veniva da Mosul, l'aereoporto di Lydda venne completamente distrutto dalle fiamme, si tendevano imboscate ai soldati inglesi, i coloni ebrei venivano uccisi da cecchini nei campi, le ragazze violentate e poi uccise a coltellate. Per alcuni giorni (nell'ottobre 1937) ci fu il coprifuoco a Gerusalemme. Alle cinque e mezza le strade erano deserte, tutte le porte e le finestre chiuse, e solo il sibilo della pallottola del cecchino infrangeva quel silenzio spettrale. (...) Non credevo più che quel piccolo e amaro paese offrisse una promessa messianica, un'ispirazione per tutto il genere umano. Non credevo più che la rifioritura artificiale dell'arcaia lingua della Bibbia avrebbe prodotto una rinascita culturale, un ritorno all'era dei profeti. E sapevo anche che le mie radici erano in Europa, che io appartenevo all'Europa, e che se l'Europa affondava, sopravvivere sarebbe stato inutile, e avrei preferito affondare con lei piuttosto che cercare rifugio in un paese che ormai per me non era nient'altro che un rifugio (...) d'altro canto, in Germania e nell'Europa orientale c'erano sei milioni di persone condannate (tante furono le vittime ebree dell'Olocausto) che non avevano una tale libertà di scelta, e per i quali la Palestina rappresentava l'unica possibilità di sopravvivenza. Che fossero o no i benvenuti, che il clima e la cultura si addicessero loro o no, erano questioni irrilevanti quando l'alternativa era il campo di concentramento, il ghetto e infine il forno crematorio. In questo senso limitato, rassegnato e utilitaristico, io ero ancora un sionista" (Arthur Koestler da "La scrittura invisibile" Londra 1953)

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martedì, 30 marzo 2004

LA REALTA', AMIC...

LA REALTA', AMICO MIO ...

"Ancora una volta, nell'insicurezza del mondo moderno, nell'insicurezza, nell'insufficienza delle dottrine moderne, nella vanità, scandalosa, nella fossa, troppo evidente, troppo apparente dell'intellettualismo moderno, in quell'insufficienza, in quella scandalosa irrealtà, in quell'intellettualità, in quella sterilità, in quella vanità, in quella buca corrosa, in quella futilità, in quella fatuità ancora una volta il vecchio tronco butterà fuori foglie e rami, una volta ancora la vecchia linfa opererà sul vecchio tronco, e il vecchio tronco rifiorirà, il vecchio tronco butterà dei germogli, che diventeranno rami, il vecchio tronco butterà germogli e fiori, foglie e frutti. Ancora una volta la grazia opererà. Ancora una volta sta già operando, amico mio. Ha operato." (Charles Pèguy - "Veronique")

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giovedì, 25 marzo 2004

Salva-calcio: Prodi ...

Salva-calcio: Prodi boccia decreto.

(ANSA) - BRUXELLES, 25 MAR - "Se sono aiuti di Stato dico no, no e no"

"no, no e no!" ?!?!

... il leader del "TRICICLO" parla come se fosse all'asilo, chissà se dentro di sè avrà pensato: "... e se Silvietto insiste lo dico alla mamma"!

il triciclo: che emozione!!!!!

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mercoledì, 24 marzo 2004

A la merde comme a l...

A la merde comme a la merde

Il leader romano dei disobbedienti Nunzio D'Erme, il consigliere comunale a Roma, che aveva ricevuto anche la delega al Bilancio da Veltroni , l'uomo che aveva scaricato del letame sotto casa di Berlusconi si candida alle Europee nelle liste di Rifondazione Comunista. Apre la sua campagna elettorale con la seguente dichiarazione: "L'interruzione da parte degli ultras del derby a Roma a furor di popolo è stata una dimostrazione di grandissima civiltà". Poi continua: "io sono sempre dalla parte degli ultras e mai dalla parte della polizia e delle autorità. Come si può essere infatti dalla parte di chi tratta come un animale? Rimarrò dalla parte di chi contesta, disobbedisce, lotta e resiste, sempre e comunque, senza se e senza ma". Non c'è che dire: "fedele ai suoi principi". E come diceva la famosa nonnina: "quando è merda è merda per tutti".

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COPYCAT / ANDREA'S V...

COPYCAT / ANDREA'S VERSION n° 62 - "Il Mugello. L’attenzione dell’Ulivo è concentrata sul Mugello. Tira una brutta aria nel Mugello, dicono. I giornali sono pieni di Mugello. La base della Quercia del Mugello è insoddisfatta dell’onorevole Marco Rizzo, eletto dalla base stessa nel Mugello. Molto insoddisfatta: “Ci fa passare per guerrafondai quando sono anni che ci battiamo contro la guerra”. Gli elettori del Mugello fremono di delusione. Minacciano di non sostenere più Rizzo. Padronissimi. Personalmente, ci si passi la volgarità, ci saremmo rotti i coglioni degli elettori Pci-Pds-Ds- quercio-ulivisti del Mugello. In confronto a loro Rizzo è un genio. Gli elettori del Mugello non sono elettori, non sono uomini, non sono donne, forse non sono neanche del Mugello. Sono degli alieni. Visitors. Dissero loro di votare Pino Arlacchi. Votarono compatti. Ma Arlacchi li deluse. Poi dissero loro di votare Antonio Di Pietro. Calarono sulle urne come una valanga. Ma Di Pietro li deluse. Poi di votare Rizzo. Una muraglia di voti per Rizzo. Adesso sono delusi. Gli elettori del Mugello sono di nuovo delusi. Ma non sarà che questa razza di trucidi e di bischeri non merita nessuno dei tre?" (by IL FOGLIO del 24.03.2004)

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lunedì, 22 marzo 2004

S. F. I. G. A. Nota...

S. F. I. G. A.

Nota dei DS:  "Alcune decine di persone con il volto coperto e con slogan inaccettabili hanno aggredito premeditatamente il nostro spezzone lanciando uova, bottiglie di vetro, lattine, aste di legno ed oggetti contundenti ad altezza d'uomo. Si e' trattato di un'aggressione fascista e squadrista verso tantissime persone a cui e' stato proibito il diritto di manifestare le proprie idee'' . Fassino:"Adesso basta". Storace: ''Prodi non c'e' andato, D'Alema e' scappato, Fassino l'hanno cacciato. Disprezzato dai suoi alleati, con cui vorrebbe governare, il triciclo e' gia' deragliato". Fassino:"Adesso basta". Casini: ''A Fassino va la solidarieta' del Paese per l'indegna contestazione subita durante la manifestazione per la pace a Roma''. Fassino:"Adesso basta". Paolo Flores D'Arcais definisce ''ignobili le accuse della Quercia ai partiti della sinistra." Fassino:"Adesso basta". Vannino Chiti :" La Quercia non ha nessuna intenzione di dimenticare in fretta l'accaduto. Hanno passato il segno, i Ds non porgeranno piu' l'altra guancia." Fassino:"Adesso basta". Violante: " le parole di Diliberto, Rizzo, Cento, Di Pietro e Occhetto, nelle ultime settimane, sono state fuori dal mondo''. Fassino:"Adesso basta". ''Per un voto in piu' da ricercare contro i Ds non si possono offrire queste occasioni alla destra''. Fassino:"Adesso basta". Diliberto: ''Per chi manifesta con Forza Italia e An le contestazioni sono inevitabili''. Fassino:"Adesso basta". Cobas: "Il nutrito 'esercito' di simil-rambo che ha introdotto Fassino nel corteo si e' comportato in maniera arrogante e dilettantesca. I simil-rambo hanno caricato un gruppo di precari che in maniera pacifica sfottevano Fassino, e quando vari altri manifestanti sono intervenuti per reagire a queste cariche, una parte del servizio d'ordine fassiniano ha addirittura invitato i carabinieri a caricare il corteo (ci sono immagini televisive che lo dimostrano inconfutabilmente)''.Fassino:"Adesso basta". Indymedia:" Non sta ne in cielo ne in terra che un Fassino venga dettare legge ad un movimento di milioni di persone,ma stiamo scherzando? Forse non hanno capito bene che aria ha cominciato a tirare.Ci sbatteranno il muso." Ce lo hanno sbattuto. Ma basterà davvero?

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venerdì, 19 marzo 2004

SUPEREROI   ...

SUPEREROI

 

 

 

 

 

 

 

Superman - Spiderman - Batman - Hulk

 

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My family.

Gentilmente regalatomi (per la festa del papà) dal mio figlio più grande. Grazie Andrea!!!

Io, per chi fosse curioso, sono quello col vestito rosso e i capelli neri, accanto la moglie, poi la Giulina e Andrea (il biondo).

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COPYCAT by Stinger ...

COPYCAT by Stinger

Stinger, si sa, è uno tosto. Uno di quelli che non manda a dire a nessuno. Legge, si guarda intorno, ragiona , scrive. Leggerlo talvolta fa venire i brividi in fondo alla schiena (eppure il sorvegliato non ha mai avuto zone sensibili o erogene da quelle parti del corpo ... nonostante qualche blogger amico continua a chiamarmi "SORVY"). Potrebbero essere le sue delle congetture assolutamente avventate, frutto di eccesso di fantasia, però tutto ha una sua logica. Del resto siamo stati abituati a sentire di tutto nell'ultimo anno, dietrologie di ogni genere. Dove però gli americani erano sempre i cattivi e gli ebrei sempre i primi colpevoli (vi ricordate la storiella che nessun ebreo era andato a lavorare sulle due torri la mattina dell'11 settembre? sempre smentita dai fatti perchè briciole di ebrei ce n'erano in gran quantità, ma tant'è, ha circolato lo stesso per mesi e mesi). Dietrologie per dietrologie: e se i francesi ....? provate a leggere cosa scrive QUI e QUI .

E poi, scusatemi, ma ... ce n'erano di francesi sui treni di MADRID?

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giovedì, 18 marzo 2004

Romano Prodi: "E' ch...

Romano Prodi: "E' chiaro che il conflitto con i terroristi non si risolve solo con la forza". Riprovi con le sedute spiritiche.

Romano Prodi

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S. F. O. G. O. SILV...

S. F. O. G. O.

SILVIO sulla via del tramonto. Se lo chiudesse in tronco questo governo forse ci risparmieremmo tutti noi (Berluscones traditi) tempo e fegato. Ma la ciurma del centrodestra non gioisca, col cazzo che il sorvegliato voterà mai quella banda di democristiani di merda (Fini il più democristianone di tutti vada a farsi fottere per primo). Non ci resta che sperare nel partito di Ferrara. E mica sto così (chi mi conosce non crederà ai suoi occhi leggendo tali parole) con le palle a terra per Sofri (quella è solo l'ultima goccia, sintomo del totale accasciamento del Premier. Berlusconi?! Berlusconi chi?). Berlusconi è un vero Presidente Assente. Lui non c'è e se c'è non c'entra.

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Lo "statista" er Pec...

Lo "statista" er Pecora

Giuliano Ferrara sul Foglio: "E' stata tradita vergognosamente la parola data e con un voto gaglioffo una legge, che autorizzava il presidente della Repubblica a esercitare un potere che la Costituzione gli garantisce in via esclusiva, è stata colpita e affondata per paura delle pernacchie, come ha detto Er Pecora, uno degli statisti della Casa delle libertà e della galera...".

E COME DARGLI TORTO?

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mercoledì, 17 marzo 2004

POLITICAMENTE CORR...

POLITICAMENTE CORRETTO!!!!

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il giapponese ha co...

il giapponese ha compiuto

un anno

Il BUROGGU il 13 marzo ha compiuto un anno e non se n'era neanche accorto. Per fortuna che c'è il sorvegliato che lo sorveglia sempre e gli ricorda onomastici e compleanni. Il ragazzo è "made in Japan"... sempre presi dal lavoro sti Giapponesi!!!

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martedì, 16 marzo 2004

DUE, AL MASSIMO TRE ...

DUE, AL MASSIMO TRE ATTACCHI ...

"Due al massimo tre attacchi assicureranno la vittoria del partito socialista e il ritiro delle forze spagnole dall'Iraq." Al Quaeda

11 settembre 2001 : primo attacco all'occidente. L'America combatte ancora.

"Due al massimo tre attacchi assicureranno la vittoria del partito socialista e il ritiro delle forze spagnole dall'Iraq." Al Quaeda

11 marzo 2004 : il terrorismo islamico segna la sua più importante vittoria: la resa di una parte dell'Occidente.

"Due al massimo tre attacchi assicureranno la vittoria del partito socialista e il ritiro delle forze spagnole dall'Iraq." Al Quaeda

Quale sarà la prossima "risoluzione" di Al Quaeda?

intanto qui, noi ci sentiamo già stanchi

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sempre da 1972 (Enzo...

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no title

VINCINO
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DI SGHIMBESCIO ... ...

DI SGHIMBESCIO ...

Ieri sera "di sghimbescio", come dice lui, ho strappato un autografo a Pietrangelo Buttafuoco, il famoso giornalista del Foglio, il quale ama dire di sè: "più che un giornalista sono un siciliano". Ieri sera era al Palafiera di Forlì.

Sentirlo parlare è ancora più godibile che leggerlo. Non immaginavo che parlasse come scrive, invece è proprio così. E' difficile trovare uno che parla come scrive. Lui ne è capace. Io, che già scrivo molto male, parlo ancora peggio, figuriamoci ...

Se nessuno mi avesse detto chi era (non lo avevo mai visto prima) lo avrei riconosciuto alla terza frase di seguito. Ma quale lettore del FOGLIO non lo riconoscerebbe ... per la sua "sicilianità".

Mi sono avvicinato a lui, ma non è stato facile nella calca, c'erano almeno 700 persone dentro il salone della Fiera ed io ero praticamente in fondo alla sala. Ce l'ho fatta a raggiungerlo prima che andasse via alla fine della conferenza (che non era una conferenza).

L'unica cosa che sono riuscito a dirgli è stata, " Buttafuoco, di sghimbescio sono anch'io un siciliano come lei ... " - "di dove sei?" - avrei voluto inventargli una bugia qualsiasi, ma mi sarei incastrato (sono il più grande gaffeur del mondo quando dico cazzate, cosa che mi capita ogni tanto, e di solito più vado in fondo più mi intorto) e comunque in quel momento non ricordavi neanche il Paese della Provincia di Messina di cui è originario mio papà. Gli ho dovuto dire la verità: "sono siciliano solo di sghimbescio: ho origini siciliane, certificate per altro anche dal mio cognome", lui mi ha confermato la veridicità delle origine ... "con quel cognome lì... è sicuro!". Il mio sangue è siciliano per 1/4, pugliese per metà e valdostano, ebbene si ... valdostano, per un 1/4, ma il cognome l'ho ereditato dal nonno siciliano. Quel quarto di sangue, ieri sera, era fiero di avere conosciuto il giornalista, o meglio "il siciliano" Buttafuoco, una delle più grandi firme del più grande giornale italiano: "IL FOGLIO".

Di sghimbescio me ne sono tornato a casa ieri fuori di me dalla contentezza. Alla prossima firma del Foglio ...

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COPYCAT / ANDREA'S V...

COPYCAT / ANDREA'S VERSION n° 61 - "Ah, la Spagna! Il coraggio, il torero, la plaza de toros, la dignidad, la vittoria di Ramiro II sui mori di Simancas, i re di Castiglia e di Aragona, la regina Petronilla, la regina Isabella, grandi donne spagnole già in quota a quei tempi, e Cristobal Colòn, e i grandi viaggi e le grandi scoperte. E poi il romanzo picaresco, poi Lope de Vega, el “monstruo de naturaleza”, poi Pedro Calderon de la Barca, e don Quijote, quante cose e che coraggio sempre, la Spagna, a ripensarci. Perez Galdós, ma poi anche Orwell, Hemingway, Ava Gardner, Goya, Picasso. Fino alla terribile epopea della Repubblica, la guerra civile, le Brigate internazionali, gli anarchici, quegli altri che fregavano gli anarchici, la tragedia e, tanto più tardi, il riscatto. E gli slogan e le canzoni di quel periodo, el 5° Regimiento, la 7a brigada, No pasaran, Hasta la victoria, Madrid que bien resiste, perfino quel Viva la muerte, che non ci è mai piaciuto eppure aveva una sua tragica dignità. Una storia fatta tutta di hombres verticál. E de lucha al terrorismo. Da domenica, olé, el hombre verticál canta una nueva canción, socialista y de lucha, che fa così: “Vamos a la playa, oh, oh, oh, oh, oh!”. (by IL FOGLIO del 16.03.2004)

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lunedì, 15 marzo 2004

Un network del t...

Un network del terrore che ha nei fondamentalisti islamici il braccio armato
Al Qaeda:
 
«Colpiamo la Spagna

e si ritirerà da Bagdad
»
 
di Magdi Allam

Un documento strategico del gruppo saudita Voce della Jihad
legato a Al Qaeda completa la quadratura del cerchio nella strage di Madrid. La Spagna viene indicata come «la prima pedina da abbattere per provocare un effetto domino che costringa le altre forze occupanti ad abbandonare l'Iraq». A quattro giorni dalla strage emerge la presenza di un network del terrore che ha nei terroristi islamici il braccio armato e un braccio politico-propagandistico di cui fanno parte una fazione della sedicente «resistenza irachena», gruppi terroristici europei tra cui l'Eta e i circuiti antimperialisti. E che ha suggellato un patto di sangue in Iraq individuato come il fronte di prima linea della guerra totale all'America e all'Occidente. Ecco perché la strage di Madrid, che forse non a caso cade 911 giorni dopo la tragedia americana dell'11-9 del 2001, rappresenta un salto di qualità che ha globalizzato l'offensiva del terrore tramite la saldatura tra tutte le forze che a vario titolo condividono l'antiamericanismo. Il documento di Al Qaeda di 42 pagine è stato redatto e diffuso alla fine del 2003. Ma soltanto ora viene riscoperto per la sua impressionante previsione della strage di Madrid e del risultato delle elezioni. «Per costringere il governo spagnolo a ritirarsi dall'Iraq, la resistenza deve infliggere dei pesanti colpi alle sue forze. Seguiti da una campagna propagandistica per illustrare la realtà della situazione in Iraq. Dobbiamo sfruttare al massimo la scadenza elettorale. Noi riteniamo che il governo spagnolo non sopporterà che due o tre attacchi al massimo prima di essere costretto a ritirarsi sotto la pressione popolare. Se non lo dovesse fare, la vittoria del partito socialista sarà pressoché certa e il ritiro dall’Iraq sarà una delle sue priorità».

Il matrimonio d'interesse tra l’alleanza del terrore è stato reso possibile dall'attivismo dei dirigenti della Alleanza nazionale patriottica irachena, Jabbar Al-Kubaysi e Awni Al-Kalemji, che risiedevano in Europa. Qui, tramite il circuito dei circuiti antimperialisti, hanno stretto legami con l'Eta e altre sigle del terrorismo internazionale. Al-Kubaysi, rientrato in Iraq alla vigilia della guerra, dirige la «resistenza» armata a Falluja contro le forze americane e i «collaborazionisti». Ed è sul terreno che si realizza l'intesa operativa con i terroristi islamici autoctoni e stranieri provenienti da ogni parte del mondo. L'obiettivo di Al-Kubaysi è dar vita, entro la fine di marzo, a un Fronte di liberazione nazionale che dovrebbe associare laici e religiosi, sunniti e sciiti, arabi e curdi contrari alla «pax americana».

Al-Kalemji proprio ieri si trovava a Barcellona per propagandare l'idea del Fln iracheno.
Il tour italiano è invece affidato a Shawkat Khazindar che, dopo essere stato a Roma, Napoli, Sassari, Perugia, Milano, Firenze, ieri ha tenuto una conferenza a Porto S. Giorgio (Fermo). Queste le parole d'ordine inalberate: «No all'occupazione dell'Iraq! Ritirare i soldati italiani! Nessun sacrificio per la guerra di Berlusconi! Nessun inciucio con i guerrafondai! Fuori le basi Usa dall'Italia! Fuori l'Italia dalla Nato! Solidarietà con l'Intifada palestinese e la Resistenza irachena!». Una strategia condivisa dal Campo Antimperialista che ospita gli esponenti della «resistenza irachena», ha già promosso la raccolta di 12 mila euro per finanziarne l'attività propagandistica, condivide e sottoscrive gli attentati compiuti contro gli americani e i loro alleati. Compreso il massacro dei carabinieri a Nassiriya: «Gli attacchi ai militari sono legittimi anche in base alle leggi internazionali - sostiene Moreno Pasquinelli portavoce internazionale del Campo Antimperialista -. Se partiamo dal presupposto che anche gli italiani sono occupanti, gli iracheni li considerano nemici. Io considero l'attacco alla caserma dei carabinieri italiani a Nassiriya come attacchi di guerriglia e di resistenza legittimi. Noi non li chiamiamo terrorismo».

Ed è lo stesso Pasquinelli che chiarisce: «Tra i resistenti baschi, iracheni e afghani c'è un grande obiettivo comune: no all'impero americano, cacciare gli americani e rimandarli a casa». Sulla strage di Madrid precisa: «Sul livello etico noi condanniamo ogni forma di stragismo. Ma sul livello politico gli integralisti islamici si considerano una potenza statale in fieri, la Umma musulmana. Sono in guerra con gli Stati Uniti e i loro alleati. Dal loro punto di vista queste azioni sono azioni di guerra contro l'aggressione e il militarismo americano. Questo stragismo non è di pazzi criminali. Ha delle cause che risiedono nell'unilateralismo imperialistico americano, sono atti a sfondo politico, vanno compresi politicamente. Sono atti di guerra di gruppi che chiedono il ritiro dell'America dall'Iraq e di Israele dai territori occupati. Noi condividiamo questi obiettivi. La logica politica di chi ha fatto la strage di Madrid è ottenere il ritiro degli spagnoli dall'Iraq». Pasquinelli illustra così il legame operativo con la «resistenza» irachena: «Ogni serio movimento antimperialista deve essere pronto a combattere. Noi quello che diciamo facciamo. Devono esistere naturalmente le condizioni politiche. Oggi non esistono. Mi pare chiaro che gli antimperialisti che dicono che bisogna fermare i guerrafondai americani, sono anche disposti a aiutare con gesti concreti le resistenze che noi riteniamo legittime e giuste. Anche combattendo». E' in questo magma accomunato dall'antiamericanismo che si è consumata la strage di Madrid. Una torbida realtà che ha il suo epicentro in Iraq ma che coinvolge più che mai l'Italia e l'Europa.

Magdi Allam

15 marzo 2004 - Corriere.it












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  Ci odiano. P...

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L'ora dei nichilisti...

L'ora dei nichilisti

Andrè Glucksmann, stralci da un intervista ad Avvenire:

«Per i pacifisti è l’ora di un esame di coscienza, non basta dire no alla guerra»

Gli europei, spiegava André Glucksmann nell'illustrare il suo saggio « L'Ouest contre l'Ouest», dicono «no alla guerra», ma la guerra non ha mai lasciato l'orizzonte dell'umanità. È, come scrisse Tucidide, una malattia cronica, e bisogna saperla fissare negli occhi. Domandavamo noi: che cosa succede dunque se una civiltà non vuole vedere, non vuole fissare negli occhi la guerra? E Glucksmann di rimando, con un accento quasi doloroso: «Allora, è la guerra che guarda quella civiltà, e medita di farla esplodere nel bel mezzo del suo sonno, a colpi di terrorismo e bombe umane».
Da molti anni Glucksmann è un isolato fra gli intellettuali europei. Dice sempre il contrario degli altri. Strigliava i cortei pacifisti, infieriva sugli slogan degli inglesi («Non fate la guerra, fatevi un tè»). Diceva che in Iraq bisognava andare, e che c'era un nemico terribile, da riconoscere e affrontare: un terrorismo islamico che l'11 settembre aveva rivelato di essere la nuova forma assunta dal nichilismo nella vicenda storica.
«Certo, il terrorismo, cioè l'aggressione contro civili inermi, ha più di un secolo. Il nichilismo per cui tutto è permesso, uccidere, bruciare, distruggere, qualsiasi cosa pur di fare «tabula rasa», lo raccontava già Dostoevskji ne «I demoni», nel 1871. Il terrorismo del Novecento però era un fenomeno localizzato. I vietnamiti non colpivano a New York, e i fascisti o le Brigate Rosse operavano in Italia. Oggi siamo invece di fronte a una planetarizzazione del fenomeno. Abdul Qadeer Khan, lo scienziato pachistano che sperimentò il primo ordigno nucleare nel suo paese, ha procurato materiale nucleare alla Corea del Nord. Siamo di fronte cioè a un'internazionalizzazione del terrore, a un suo espandersi abbattendo le frontiere: è questa la novità del terzo millennio».
Il cuore del terrorismo islamico sta nel volere distruggere e basta, nel volere il caos puro, il nulla per il nulla. È, come ho detto, la nuova forma del nichilismo nella storia».

«Credo che all'origine di quest'onda stia il venire meno della coscienza del male. Una dimenticanza collettiva del male. Un dato comune a tutte le confessioni religiose è sempre stato la preghiera contro il male, un chiedere di essere protetti dal male. Ecco, è questo il dato che sta cedendo. Soprattutto in certe aree geografiche del mondo dove c'è la guerra, crescono generazioni completamente prive di questi codici. Chiedi a un ragazzo di Grozny: sai che non si deve uccidere? E quello ti risponde: e perché no? Gli dici ancora: sai che buttando una bomba in un mercato potresti ammazzare tua madre? E anche a quest'idea quel ragazzo resta indifferente. Quel ragazzo, ormai, è pronto per fare qualsiasi cosa».
Cosa direbbe ai movimenti pacifisti oggi?
«Di chiedersi se non è il caso di fare un esame di coscienza. Madrid è straziata, qui a Parigi è stato elevato l'allarme antiterrorismo a un solo livello inferiore a quello massimo. E' ancora possibile credere che non abbiamo un nemico, che basti dire "no alla guerra" con una bandiera arcobaleno in mano per dormire in pace i nostri sonni?».

Andrè Glucksmann








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AL QUAEDA HA DECISO...

AL QUAEDA

HA DECISO

LE ELEZIONI SPAGNOLE

(... e anche quelle italiane?)

Spagna. Sconfitto Aznar, crolla il partito popolare. Vince la sinistra pacifista. Vince la politica della resa. Vince Romano Prodi, che, con quella faccia da prete mattacchione, tanto "furbetto" quanto coglione, riesce (e ci vuole veramente del coraggio) a dire che "L'attacco terroristico in Spagna è frutto della cattiva politica di Bush". Al Quaeda, che ha aspettato la sera prima del voto per rivendicare l'attentato quando aveva tre giorni per farlo (come mai? come mai? come mai?), ha centrato l'obiettivo. Tutto calcolato. Compreso l'uso dell'esplosivo da sempre preferito dall'ETA, per indurre il governo nell'equivoco (e se poi si scopre che l'esplosivo lo ha fornito davvero l'ETA?) e per far dire all'opposizone in piazza durante il silenzio elettorale ad Aznar: "bugiardo e assassino" (complimenti alla sinistra Spagnola!). Se leggete le parole della rivendicazione rimanete colpiti da POLITICA ci sia dentro l'azione del terrorismo, tanto da entrare dentro le elezioni dei Paesi democratici, per sfruttarne tutte le debolezze e gli stati emozionali. "Non volete gli attentati? Uscite dall'Iraq, vedete la Francia che si è messa da parte? Quella non la tocchiamo. Chi fa la guerra al terrorismo sarà attaccata, chia si fa da parte, per il momento, non verrà attaccata.

La sinistra ha vinto, Aznar ha perso, nonostante tutti i sondaggi il giorno prima dell'attentato gli dava una vittoria scontata, di oltre 10 punti sopra i socialisti e la quasi automatica maggioranza assoluta al solo PP. Dividere il fronte antiterrorismo capeggiato dall'America era lo scopo di Al Quaeda e favorire gli ambigui e decadenti paesi d'Occidente, quelli della resa incondizionata, capeggiati dalla solita Francia. Quelli dell'immmobilismo Onusiano. Quelli che guardano all'interesse proprio e immediato senza alcuna lungimiranza, senza prospettive.

Ci ricordiamo ancora la Francia degli anni dell'ascesa di Hitler. Ci ricordiamo bene anche il pacifismo inglese che di fronte all'occupazione tedesca della Polonia chiudeva gli occhi e chiedeva il dialogo (cioè la resa, senza ragionare che prima o poi sarebbe arrivato il turno dell'Inghilterra)..

Spaccare l'occidente. Per attaccarlo meglio!!!!

Forse ci stanno riuscendo.

Ma non voglio andare oltre ... sono troppo sanguigno e non ho la capacità di tenere a freno le mie dita sulla tastiera, fremano di "rabbia e di orgoglio" ... ma non sono la Fallaci (la Fallaci, dov'è la Fallaci? Salterà fuori, ne sono certo!)

Mi appoggio con la più grande e assoluta stima e amicizia al blog che, fra tutti quelli in lingua italiana, è uno dei più competenti e lucidi sulla situazione che sta vivendo innanzitutto la Spagna e di riflesso tutta l'Europa e di rimando tutto il mondo:

1972 di Enzo Reale .

Non fosse altro perchè vive in Spagna. Non fosse altro perchè, da quando è nato ha dimostrato di essere un "cronista di guerra"e un commentatore attento, scrupoloso, chiaro, lucido e freddo di quella che è la QUARTA GUERRA MONDIALE ( la terza l'abbiamo scampata solo grazie all'America) i cui esiti, mai come a partire dall'oggi del dopo 11 marzo spagnolo, sono assolutamente incerti. Si, siamo in guerra, dall'11 settembre, siamo in guerra contro ogni nostra volontà. Si tracca di resistere o soccombere. Ma in troppi non lo hanno capito. Non fatemi scrivere più niente, vi prego, almeno per qualche giorno. Per me scriverà Enzo.:

risvegliarsi dentro un incubo

Spagna il giorno dopo

Primi effetti collaterali (nauseanti)

Perchè l'ipotesi ETA è ancora in piedi

Ancora prima del previsto

C'è un video

Ieri sera

La strage che decise le elezioni

La strage che decise le elezioni / 2

La strage che decise le lezioni / 3

La strage che decise le lezioni / 4

La strage che decise le elezioni / 5

La strage che decise le elezioni / 6

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venerdì, 12 marzo 2004

"La misteriosa part...

Luigi Giussani "La misteriosa partecipazione alla croce di Cristo ci trova in ginocchio davanti alla Vergine Maria imploranti misericordia da Colui che è la nostra pace, per la Spagna e per tutto il mondo".
Luigi Giussani

"No hay palabras para expresar el dolor por la masacre provocada por los atentados terroristas perpetrados hoy en Madrid, que con su crueldad han sumido en la aflicción a tantas familias y a toda la sociedad española.
Nos unimos a la “firme y absoluta reprobación de tales injustificables actos que ofenden a Dios, violan el fundamental derecho a la vida y socavan la pacífica convivencia anhelada vivamente” por nuestro pueblo, como ha escrito Juan Pablo II.
El terrorismo se alimenta de ideologías que convierten en ídolos a la raza, la nación o a un sistema político, sin dudar en sacrificar por ello vidas humanas.
La espiral de violencia y odio sólo puede romperse con la ayuda de un Don más grande que nuestras fuerzas, Don que suplicamos para no sucumbir ante el mal y su lógica inexorable.
Bajo tu amparo nos acogemos, Santa Madre de Dios."
Comunión y Liberación

11 de marzo de 2004

Reuters

Non ci sono parole per esprimere il dolore per la strage provocata dagli attentati terroristici perpetrati a Madrid l’11 marzo, che con la sua crudeltà ha gettato nell’afflizione tante famiglie e tutta la società spagnola.
Ci uniamo alla ferma e assoluta condanna di tali ingiustificabili atti che «offendono Dio, violando il fondamentale diritto alla vita e distruggono la pacifica convivenza ardentemente desiderata dal nostro popolo», come ha scritto Giovanni Paolo II.
Il terrorismo si alimenta dell’ideologia che trasforma in idoli la razza, la nazione o un sistema politico, senza esitare a sacrificare per questo tante vite umane.
La spirale di violenza e di odio può spezzarsi solo con l’aiuto di un dono più grande delle nostre forze, dono che supplichiamo per non soccombere di fronte al male e alla sua logica inesorabile.
Sotto la tua protezione ci raccogliamo, Santa Madre di Dio.
Comunione e Liberazione
Milano, 12 marzo 2004.














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Enzo Reale (alias 19...

Enzo Reale (alias 1972) ci da una testimonianza diretta (lui vive lì) di quello che sta accadendo in Spagna in queste ore. Lo preghiamo di tenerci sempre informati e di aiutarci a capire con i suoi sempre lucidi commenti. Esprimo attraverso di lui tutto il dolore e la partecipazione al lutto che ha colpito il popolo spagnolo.

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no title

VINCINO
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giovedì, 11 marzo 2004

MADRID - 11.03.2004 ...

MADRID - 11.03.2004

Duecento morti, ottocento feriti, il più grande attento terroristico in Europa dal 1945.

E' il nostro 11 settembre.

"E' stato l'inferno. All'improvviso un rumore enorme. Un intero vagone è stato spezzato". I soccorritori: "Sangue ovunque, abbiamo steso i cadaveri tra i binari".

Non ho parole. Almeno non adesso. Le parole che ho trovato (in prestito dall'amico Koestler) sono le stesse ascoltate in televisione dopo l'attentato di Nassirya. Ve le ripropongo.

 

editoriale del TG2 la sera dopo l'attentato a Nassirya:"Che orrore! Che vergogna! "Né il sol più ti rallegra Né ti risveglia amor". Il Pianto antico di Carducci custodisce nel cuore della nostra storia quel mistero per cui Dante Alighieri prega la Madonna perché una ricchezza di umanità nuova affermi la vittoria del bene attraverso il suo dolore di sposa e di madre: "In te misericordia, in te pietate, in te magnificenza, in te s'aduna quantunque in creatura è di bontate".

Bontà è il motivo di azione per l'uomo. Quanto canto popolare potrebbe risorgere, se una educazione del cuore della gente diventasse orizzonte di azione dell'Onu, invece che schermaglia di morte - favorita da quelli che dovrebbero farla tacere - tra musulmani ed eredi degli antichi popoli, ebrei o latini che siano. E questa sarebbe la vera ricchezza della vita di un popolo! Se ci fosse una educazione del popolo, tutti starebbero meglio. "

Luigi Giussani

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Umberto Bossi ricove...

Umberto Bossi ricoverato a Varese: si sospetta un infarto con edema polmonare - dall' ANSA

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edificante questa op...

edificante questa opposizione:

Fassino:" Perché noi crediamo al pluralismo a sinistra e poiché i nodi della guerra in Iraq e del voto sul finanziamento alle truppe italiane sono rilevanti, vogliamo dialogare anche con chi, nel movimento pacifista, ha posizioni diverse dalle nostre. Anche con chi a sinistra ci sottopone a continui attacchi usando un metodo d'impronta staliniana, adottando la categoria del tradimento, come quando - dopo il voto al senato - Il Manifesto ha sbattuto in prima pagina la faccia mia e di Rutelli con il titolo `Responsabili'; per non parlare delle vignette di Vauro, le jene, gli editoriali. Ma oggi il punto è il merito del rapporto tra l'Italia e la situazione irachena, su cui c'è un confronto aperto nel movimento per la pace, nel centro sinistra e anche nel nostro partito. Questa è la questione». Appunto, parlino di questo.


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Il "limbo" dei...

Il "limbo" dei Ds
Fuga. Ecco come descrivere l’atteggiamento del più grande partito della sinistra nel nostro paese.
 
Fuga. Ecco come descrivere l’atteggiamento del più grande partito della sinistra nel nostro paese. Purtroppo la sindrome dell’abbandono sta diventando per i Ds un’abitudine sin troppo imbarazzante. Non mi sto riferendo ai quattro parlamentari che se ne sono andati sbattendo la porta, ma alla vera e propria linea politica attuata dalla dirigenza dei nipotini del (fu) Pci. Ricordate il referendum per l’estensione dell’articolo 18 alle aziende con meno di 15 dipendenti? Che posizione assunse il partito di Fassino? Nessuna. Fuggì, non se la sentì di dire: «No, noi abbiamo fatto una battaglia di bandiera con la Cgil perché si trattava di dare addosso al Cavaliere, ma da qui a pensarla come Bertinotti, ragazzi ce ne corre!». Né con il “sì”, né con il “no”, come sempre si tuffarono nel “limbo” dei giusti. Ed ora, sulla votazione per il finanziamento delle truppe italiane in Irak? Stessa storia. Per carità, si manifesta per la “pace”, per carità si è contro l’intervento, per carità nessun dubbio, ma da qui a votare contro il finanziamento come intende fare il solito Bertinotti ce ne corre! E allora? Niente di meglio che andarsene. La scelta che i Fassino boys intendono attuare è quella chiara, coerente, limpida e impeccabile della fuga. Si esce dall’aula, si chiudono gli occhi e si tappano le orecchie. E chi contesta è uno stalinista. Come Il Manifesto accusato proprio dal segretario dei Ds di aver criticato la linea del capo. Indiscutibilmente un po’ di confusione regna nei cuori e nelle menti dei sinistrorsi. Eppure tutto potrebbe essere molto più semplice. Caro Fassino, non ritieni giusto ritirare le truppe italiane dall’Irak? Allora dai retta a Il Riformista Polito. Votate per il rinnovo della missione, perché o si è per il ritiro o si è per la permanenza. Una buona volta fate chiarezza, siate stalinisti!
di Cavallari Fabio (TEMPI)
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mercoledì, 10 marzo 2004

E DUE "Faccia da Q....

E DUE

"Faccia da Q.lo" si è rubato

"Lo spino nel Q.lo"?

e noi "cce lo diciamo" a GOOGLE

ivo@ivoforni.it la faccia da culo di nome IVO FORNI.

Il Griso, che è uomo d'onore, oltre ad essere il Patriarca (o Padrino) di "noialtci bloggghere Neoooòconi" che siamo come "una famigghia", più di una "famigghia" , ha avuto premura di "tcriovare" una soluzione per vendicare il "ddisonooòre"

Tenendo a precisare che:

" 'a Famigghia è impottante. Però ci stanno Famigghie chiù impottanti di altcre. Don Pippo Shplinder nulla ci rishpose allo Shpino, quanno andò a chiedecci ggiustizia? E allòra lu sapiti cheffaccio, ah?
Io cce lo dico a Zi' Gùgol."

Zi' Gùgol sarà contento di ricevere vostre notizie. Sì, lo so: è emigrato un sacco di anni fa e ormai parla solo inglese; però è pur sempre Uomo d'Onore (almeno spero).
E ditelo pure agli Amici, di scrivergli. E agli Amici degli Amici."

IO , U SUVVIGGHIATO ciè l'ho già detto allo Zì Gùgol. Picciotti, amici neoconi (di tutte le ramificazioni della famigghia, cattolica, laica, radicale, ciellina e alla chemenefotto), adesso tocca a VOI. Vi ripeto qui le istruzioni del GRISO . Baciamo le mani.





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  E UNO "Facc...

 

E UNO

"Faccia da Q.lo" si è rubato

"Lo spino nel Q.lo"?

e noi "cci diciamo" GRAZIE!

Alla faccia del fur(b)etto o, meno gentilmente, carogna che dir si voglia. Chi approfitta di una assenza per occupare un blog altrui è un "beccamorto", un farabutto, ma soprattutto un "cojonazzo" se ha pure il coraggio di vantarsene (contento lui). LO SPINO intanto si è fatto una nuova URL e soprattutto è tornato nella blogosfera. In qualche modo, il ritorno dello Spino è anche merito del cojonazzo. Per questo in tanti, vecchi e nuovi amici dello Spino esprimiamo gratitudine al cojonazzo!!!! Poi guardate un pò la foto, cosa gli direste voi ad una faccia da culo così?

ivo@ivoforni.it

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IL MESTIERE DI VIVER...

IL MESTIERE DI VIVERE - "Siccome ciò che un uomo cerca nei piaceri è un infinito, e nessuno rinuncerebbe mai alla speranza di conseguire questa inifinità, ecco che succede che tutti i piaceri finiscono nel disgusto". (Cesare Pavese 21.10.1940)

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martedì, 09 marzo 2004

E' tornato  lo...

E' tornato

 lo Spino !!!!!

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lunedì, 08 marzo 2004

FORLI', qualcosa è...

FORLI', qualcosa è cambiato!!!

La città è tappezzata da manifesti 3 X 6. Non quelli raffiguranti i soliti alberelli (querce, ulivi, pistacchi). Si tratta dei manifestoni della lista civica capeggiata da Marino Bartoletti, il famoso giornalista sportivo forlivese, con l'appoggio esterno del Polo.  Ieri in piazza Saffi (la "Piazza Grande" di Forlì) si potevano vedere bimbi con palloncini "viva Forlì". Si, dico sul serio !!! Chi non è forlvese fa fatica a capirlo, è una cosa dell'altro mondo: non palloncini della Festa dell'Unità e neanche palloncini arcobaleno. Non i bambini con fularino e cappellino rosso sulle spalle dei papà nella festa di "ognissanti" de sinistra: il 1° Maggio. Decine di bambini a spasso con le mamme ed i papà con il palloncino di "viva Forlì". Oltraggio! Non si era mai visto prima d'ora niente di simile nella Stalingrado d'Italia: Forlì. Mai un oltraggio così sfacciato al vecchio potere Bolscevico da oltre 50 anni al potere in questa blindatissima "zittadina", o "zittadòn" come amano definirla con un pò di sciovinismo contadino gli Stalingradesi di Romagna. L'ultima volta che ho visto qualcosa in piazza Saffi che non avesse intorno vessilli rossi fu cinque anni fa un comizio di Bossi che, ben preparato, si era trascinato in pulman una cinquantina di suoi da Ponte di Legno, con elmi cornati sul capo. Intorno, in tono minaccioso ed in silenzio, i funzionari del Partito facevano da muraglia fra l'Umberto e la città.

La sonnolenta "zittà" aveva già da un decennio camuffato il suo volto (più rassicurante?) facendosi governare dai KattoKomunisti, variante, se possibile, più intollerante ed ermetica di quella dei predecessori trinariciuti e bolscevichi. E' mai possibile che si debba essere Comunisti nel 2004? O, peggio, KattoKomunisti? Comunisti per "tradissione" o per Folklore, "un mixage di piadine, lissio e falzemarrtèllo", caratteristica che viene appioppata alla morfologia della gente. Come altrove si può essere "spacconideroma", o "efficientidemilàn", "tirchidigenova", etc. etc... a Forlì si è "comunistiebbasta". Eppure non è così. I forlivesi, conoscendoli, sono un popolo accogliente, gentile e gioviale, amante della buona compagnia e della buona tavola. Ma è un popolo come costretto ad essere comunista a causa di un complesso dell'età infantile, una identità imposta, un dovere familiare, sicuramente qualcosa che ha a che fare con Froid. E' un complesso collettivo.  Il forlivese medio non parla mai di politica, si trincera nella difesa della propria tradizione familiare, dei padri, dei nonni, vive con sacralità ogni riferimento alla resistenza e con vergogna è costretta a leggere sui libri di avere dato i natali all'illustre "zittadino" Benito (nato nella vicinissima Predappio). Sarà questo il trauma infantile?  L'innominabile nel capoluogo ha praticamente lasciato tracce incancellabili ovunque (anche se il Comune con la scusa dei restauri ogni anni rompe qualche aquilotto o copre con pensiline qualche facciata del ventennio infame). Ama la sua città, ma è costretta ad accettare come propria la fascista e megalomane Stazione Ferroviaria, o i palazzi di viale della Libertà, Piazzale della Vittoria con l'Icaro "castrato", la stessa Piazza Saffi e metà della via Emilia sono piene di simboli del Nonno.

Tutto però rimane immobile. Mi è successo più volte di sentire parlare della Festa dell'Unità, con la stessa enfasi di come, in qualsiasi città si parla della festa del Santo Patrono. La festa dove si va tutti e comunque ... perchè ... perchè ci vanno tutti. "E poi cosa c'entra la politica con la festa dell'Unità?". Tutto è assolutamente ermetico. Guai a parlar male in pubblico DEL PARTITO (l'articolo determinativo è d'obbligo). D'altro canto l'opposizone alla sinistra qui è assolutamente nulla. I rappresentanti di Forza Italia, A.N. e company, sembrano degli zombi all'apice di un crisi depressiva, assolutamente sconosciuti, anche il giorno prima delle elezioni. Chi avrebbe, anche volendo, il coraggio di votare chi si sente già morto prima ancora di concorrere?

Fino all'altro ieri la città dormiva sapendosi di sinistra, tranquilla nello svegliarsi il giorno dopo di sinistra e sapendo che immutabilmente tutto sarebbe rimasto sempre di sinistra. Fino all'altro ieri. Fino all'uscita dei manifesti di Bartoletti e di un gazebo in Piazza Saffi. Non è, vi assicuro, cosa da poco.Vedere dei bambini correre nella Piazza centrale della città, dei bambini con palloncini che, in qualche modo, sfidano la Cupola Rossa, proprio non si era mai visto. L'effetto di quei bambini nel mezzo del passeggio, in un freddissimo sabato di inizio marzo, sotto i portici della città, è dirompente. La gente si guarda intorno stupita. E' come sentire un primo scricchiolio, una crepa dentro l'impenetrabile e invisibile muro nella città. Dentro la quale, come su un ignaro Titanic si balla uno stanco "lissio". Dei bambini con palloncino sono il primo segno di una rivoluzione.Il crollo di un vecchio e pesante muro tutto ricoperto di muffa. Il Titanic potrebbe incontrare questa volta un imprevisto iceberg. Le conseguenze? Incalcolabili. Qualcosa a Forlì da sabato è cambiato.

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venerdì, 05 marzo 2004

Cronaca di una guari...

Cronaca di una guarigione (o quasi)

Mi porto in cucina a fare colazione, ho un buon appetito, buon segno. Accendo la radio mentre spalmo cucchiaiate di marmellata di arance (quella fatta in casa dalla mamma) sul pane senza sale (pessimo di Romagna, doc). Radio radicale con la fluente e familiare voce di Massimo Boldrìn che legge la rassegna stampa quotidiana che chiama “stampa & regime”, dove il “regime” non è inteso nel modo dei girotondi.

Cheffortuna è già iniziata da un quarto d'ora (sono giusto le 7,45), così mi sono perso la solita filippica che Boldrìn tutti i giorni fa sulla informazione di centrodestraesinistra che relega le iniziative straordinarie dei radicali solo in un trafiletto, in undicesima pagina, della sfigata Gazzetta del Mezzogiorno, dove, parlando della regione meridionale dell'isola di Tokelau nel Pacifico, cita solo in ottava riga il Marco nazionale che dichiara nonsocosa sulla discriminazione ... blablà ... delle donne ... blablà … indigene . O qualcosa del genere. Dopo esauriente e ripetitiva Filippica nel primo quartod’ora allo scopo di tenere alta la bandiera liberale-libertaria-liberista si entra finalmente nella rassegna che, frall’altro, dirige in modo encomiabile. In modo superlativo se lo si confronta con la sonnolenta e schieratissima (a sinistra) rassegnona di radio-rai. La notizia del giorno è la sospensione dello sciopero dei magistrati (ironico ma un pò puerile, il titolo de IL GIORNALE: "I magistrati arrestano lo sciopero", nella migliore tradizione del Bagaglino). Incredibile! Questa è davvero una novità. Che si stia svelenendo il clima?

Ma poi legge la dichiarazione del Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati:

abbiamo registrato un nuovo clima politico…”

registrato” ? A ma allora è il solito vizietto anni ’90, quello del Bar Mandaro. Tutto dentro un nastro “la politica” registrata dai magistrati.

Ripiombo nello sconforto, nella inappetenza da post influenza. Poggio il cucchiaio imbrattato di marmellata. Non mi sento ancora tanto bene!

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TONY & SILVIO ...

TONY & SILVIO

Sicuramente è molto più "coraggioso" ed efficace Mister Blair del nostro timido Cavaliere. Noi fans (ed ex fans) del secondo ci aspettavamo, quando lo abbiamo votato nel 2001, che sarebbe presto diventato il Reagan italiano o la Thatcher de noantri, con, in saccoccia, almeno una delle due palle di acciaio della Lady. Con la più ampia maggioranza che un capo del governo italiano abbia e potrà mai desiderare, avrebbe dovuto realizzare in poco tempo una mitraglia di riforme in tutte le direzioni. Sono anni, decenni che le attendiamo. Pensioni e Costituzione in primis. Dopo due anni e mezzo ci ritroviamo un sonnolento chiacchierone ma "rifatto a nuovo" tenuto sotto schiaffo da tutti gli pseudo o finti alleati e da una micidiale fuoco di sbarramento del potere reale, lobbistico e istituzionale, con una opposizione che abbaia innocua (altro che Reagan & Thatcher).

Tenuto in scacco da trappole giudiziarie prima e dagli alleati peggiori che un uomo di governo possa desiderare poi. Boccuccia a culo di gallina Follini in primis (ma anche BAUBAUBOSSI e FINIFUNAMBULINO ci hanno messo il loro, altrocchè). Una cosa però bisogna riconoscere. In campo internazionale è andato fortissimo.

Fosse solo perchè ha saputo scegliersi in modo fortunato alleati migliori ché in Patria. Bush e Blair in particolare. Blair poi è il mio mito. E dire che io non avevo mai avuto a genio gli inglesi in passato, per via delle mai superate difficoltà con la loro lingua, e la repulsione per le loro insegnanti crudelissime tutte ben impostate "made in England". Ma lui è un mito. Il mio Presidente!

Ho trovato una interessante analisi di Ferrara su "Il Foglio "di oggi  che spiega come fanno due persone così diverse, in tutti i sensi, ad essere "very" amici. Ve ne propongo un breve stralcio:

"Perché si comportano da amici due leader così diversi, uniti dall’astiosità che generano nel bel mondo? Perché hanno entrambi oltrepassato il confine destra-sinistra, nella sua forma pietrificata, classista, ideologica e otto-novecentesca. Sono due pragmatici: hanno idee ma diffidano delle idee. Soprattutto delle idee fisse."

It's just!!!!

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lunedì, 01 marzo 2004

ammalato! ci legg...

ammalato!

ci leggiamo presto ...

... ma prima di andare in letto:

dedicato a GUGLIE:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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