CENTO DOMANDE SULL'ISLAM
Un libro imperdibile, assolutamente prezioso per chi vuole capire cos'è REALMENTE l'Islam.Io l'ho quasi letto tutto e vi assicuro che è un libro che non lascia tranquilli. Scritto da un islamista di fama internazionale.
L’Islam è insieme politica e religione, senza possibilità di separazione. Questo porta di conseguenza all’idea di uno stato islamico, che in tutti i particolari applichi la sharia islamica, la legge civile ispirata dal Corano, dai detti e dai fatti del Profeta e dalla tradizione musulmana dei primi quattro secoli: il che mostra una grande difficoltà nell’affrontare la modernità.
L’Islam è onnipresente nella vita. In Egitto ovunque vai senti la radio che predica e canta il Corano: in autobus, nel taxi, per strada; le notizie, i film alla tivù sono interrotte cinque volte al giorno per la preghiera. I bambini ricevono l’insegnamento coranico, imparano il Libro a memoria (con la scusa che è una buona base per la lingua). Al mattino, a scuola, come sotto le armi, si comincia con un raduno di 10 minuti per un commento islamico sulla situazione, o per racconti della storia islamica. Le materie di insegnamento fanno in tutto riferimento all’islam. Alcuni corsi storici lo sono in modo ancora più forte.
L’Islam influisce anche sui costumi: se due giovani, dignitosamente vanno mano nella mano, succede un incidente. Se un cristiano porta la croce al collo, spesso i fondamentalisti gliela strappano. I cristiani si auto-censurano per prevenire scontri. C’è dunque una onnipresenza dell’Islam, che è la sua caratteristica e la sua forza. L’Islam è dîn, wa-dunya, wa-dawla: religione, società e politica. Esso penetra fin nelle minime cose. Sotto l’influsso dell’Arabia Saudita che controlla la distribuzione delle pellicole in tutto il mondo arabo, il cinema diviene sempre più islamico. Ai registi vengono date regole precise: le donne devono essere velate; nel film si deve sentire più volte il muezzin; i giornali hanno sempre una o più pagine di insegnamento islamico; ecc…Tutta questa situazione rende difficile perfino il respirare da parte del cristiano o comunque di un laico o un non credente.
Nei paesi islamici non c'è la libertà di convertirsi da una religione all’altra. Questo elemento è assoluto. Secondo l’insegnamento tradizionale islamico, l’apostasia va condannata con la pena di morte, spesso commutata in prigionia. Anche in paesi liberali, come il Libano, è impossibile abbandonare l’Islam. In Libano, se una donna musulmana sposa un cristiano, non può abbandonare l’Islam. Se una donna cristiana sposa un musulmano, la legge coranica prevede che lei rimanga cristiana. Ma se lo fa, per legge non può più ereditare e i figli, anche se battezzati, sono ufficialmente musulmani.
... e questi sono solo dei brevi cenni molto esemplificativi.
LA SOLUZIONE AMERICANA

Altro che le chiacchiere of ONU and EUROPE.
C'è solo un rimedio per sovvertire l'integralismo Islamico ed abbattere le dittature Islamiche. Chiaramente dopo una obbligatoria premessa: occorreva ed è stato compiuto da Bush un significativo e dimostrativo atto di forza (inevitabile!!!) per abbattere il peggiore, ma non unico, di questi regimi.
La soluzione dicevo è solo una: quella di fare assaporare la libertà a chi non la conosce. Il libero pensiero a chi non può esprimerlo. Far capire a milioni di uomini oppressi che ci si può slegare da quella logica culturale primitiva che, per conservarsi identitica nei secoli, ha necessità di una struttura repressiva permanente, quale è l'ISLAM. Quella cultura che limita e distrugge ogni libertà di pensiero e di azione, offende la dignità delle donne, mortifica ogni esigenza umana naturale. L'Islam deve riformarsi, con le buone o con le cattive. Non ci sono più scuse... Ci vuole del tempo, ma l'America, ancora una volta, c'ha pensato e DA SOLA, ed i risultati fin nell'immediato sono strabilianti ... e non solo per l'IRAQ.
Bisogna insomma entrargli in casa in modo massiccio. Bisogna fargli assaporare l'Occidente per fargli capire in quale stato di schiavitù li ha ridotti il Profeta. Altro che il mondo dei NOGGLOBAL che odia l'Occidente. Andassero a vivere im mezzo agli Imam se ne hanno il coraggio.
Paolo di I LOVE AMERICA ce lo racconta.
Ultima considerazione: Perchè dovremmo baciare la loro bandiera a stelle e striscie ogni santo giorno? Perchè senza l'America non avremmo avuto nè RADIO LONDRA (l'unica voce libera durante la guerra) nè la nostra LIBERAZIONE DAL NAZIFASCISMO. Saremmo ancora oggi tutti schiavi di baffetti, barbette e mascelle varie. Noi Europei poi siamo anche capaci di dimenticarlo.
La sinistra è nei guai, forse più di quella armata brancaleone che fa riferimento - ormai a dire il vero sempre meno - a quel “sant’uomo” di Silvio Berlusconi.
Berlusconi, il mio Giobbe, ha una gran pazienza. Però il Santo ha un difetto grave. Ha fatto credere a me e a milioni di suoi elettori che nel giro dei primi due anni di legislatura avrebbe rivoltato la nazione come un calzino, più di quanto Di Pietro e Borelli avessero voluto rivoltare lui.
Berlusconi è un uomo dalle mille idee e dalle infinite risorse, non solo quelle economiche. Ma da alcuni mesi a questa parte, diciamo da quando si è voluto rifare gli occhi, si è alquanto rammollito, và a capire perché. Può darsi che si sia semplicemente rotto le palle per la pessima compagnia. Innegabile l’assoluta incapacità di senso dello Stato e di responsabilità politica dei suoi alleati di governo che si stanno rivelando degli omini piccini piccini. Ce ne sono due in particolare, solo per citare quelli più in vista, di bambini stupidini, Fini e Follini (la rima è involontaria), che come tutti i bambini un pò cretini pensano che basta infilare uno stecco nelle ruote della bici per fare girare i passanti e farsi notare, non capendo però che il fastidioso rumore porterà l’unica conseguenza di fare andare i passanti su altre strade.
Ma nonostante ciò la sinistra è in guai di gran lunga peggiori.
Anche se Berlusconi sembra l'ombra di se stesso, e annuncia che fra poche ore abbasserà le tasse e che fra qualche minuto saranno stati liberati gli ostaggi in Iraq e che fra qualche istante saremo più ricchi di tre anni fa, che entro massimo una settimana, la riforma delle pensioni sarà varata, entro qualche luna avremo il ponte, quello più grande del mondo, fra qualche R.E.M. (movimento istantaneo degli occhi) convincerà al telefono Putin ad andare in Iraq con un’armata tutta rossa, a ricordare i fasti andati, e insieme a Blair e Bush berranno un bel caffè italiano nel Bar dell'ex Piazza Uday e Qusay ribattezzata per l'occasione Silvio e Vladimir, in fondo al Viale Blair, dove sarà costruito, tempo tre o quattro giorni, a sue spese, un Arco a forma di W tutto a strisce bianche e rosse e lo stellone da sceriffo luccicante al centro. Ma passati i i giorni, le ore, i minuti ed i r.e.m. mi ritrovo, ci ritroviamo, in una realtà differente. Dove tutto è piccino piccino. Fini fa le pulci a Tremonti. Follini fa la pulce e basta. Berlusconi tace e promette una immediata svolta su qualche nuova riforma, purchè diversa da quelle annunciate precedentemente.
Ma la sinistra, nonostante ciò, è in guai di gran lunga peggiori.
Non che sia consolante per Berlusconi. Che di guai nella sua coalizione di governo ne ha tanti e potremmo continuare per ore ad elencarle.
Fatto sta che la sinistra, nonostante tutto i guai della destra è in una situazione di gran lunga peggiore.
Perché tutto si può dire del governo minchione attualmente in carica e del suo capo un po’ Giobbe ed un po’ rammollito, ma almeno i nostri non si faranno mai OSTAGGI di 4 scalzacani di nogglobal e pacifisti da strapazzo con la bandiera rossa in mano e quella americana sotto i piedi. I nostri non sono OSTAGGI di Zapatero. Ne saranno OSTAGGI dei terroristi. Piuttosto anche quei bimbi noiosi di Fini e Follini tirano le palle di fronte ad un terrorista che vuol rendere OSTAGGIA una intera nazione o di fronte a quei pagliacci che con la scusa che aspettano l'ONU intanto vogliono zappaterare a casa.
Non sono entrati loro nel “tunn-nne-nne-nnellll” dell'ONUSIANESIMO. Non ci casca mica Silvio. Lo sa lui cos’è l’ONU. Quella terra di mezzo fatta di mezz'uomini, che arrivano a riscavare le fosse quando ormai le ossa sono ben stagionate. Quelli che intanto stanno cominciando a pensare che "forse qualcosa dovrà pur essere fatto per incontrarsi a decidere quando sarà il caso di riunire i membri in seduta che fissi un incontro che studi il problema di come si dovrebbe cercare qualche ipotesi di soluzione per verificare se necessita un intervento ed in quale modo e con quali forze e con quali tempi e con quali scadenze per fermare il genocidio (ormai abbondantemente perpetuato) di circa due milioni di Somali cristiani." Che però forse sono duemilioni e cinquecentomila. Qualcuno degli studiosi dell'onu entro metà del 2005 dovrebbe concludere un rapporto che dice che "non sono né duemilioni, né deumilionicinquecentomila morti perchè forse si potrà stimare una cifra ma che è impossibile calcolarla con precisione". Che "sì, probabilmente si tratta del più grande massacro della storia del mondo, forse inferiore all'Olocausto nazista ma superiore a quello cambogiano di Pol Pot". Ma “cari miei, con un genocidio in corso”, dirà ancora l’ispettore dell’ONU, “ditemi voi, come si fa a fare un calcolo quando i morti spesso sono ancora caldi e i mucchi troppo alti.”
Ecco Berlusconi sta con l’America e sta con Blair. Lui non sarà mai un onusiano. Né un euroburocrate da faccione finto ingenuo, che vuol far credere che lui della Somalia non sa, come non sa dei soldi che manda per le scuole Kamikaze dei ragazzini palestinesi
Perché al peggio non c’è mai fine.
E la sinistra, è lì un passo dalla fine. Cioè con l’ONU.
Decine di musulmani, tutti giovanissimi, adolescenti secondo alcune fonti, hanno attaccato all'alba, molti a mani nude, altri armati di coltelli, machete e qualche arma da fuoco una decina di posti di polizia. La polizia ha reagito, e la disparita' di armamento ha determinato una strage tra i giovani attaccanti (112 morti di cui 4 poliziotti).
In IRAQ?
No in Thailandia, nelle province di Yala, Pattani e Songkhya del paese a maggioranza buddhista, vicino al confine con la Malaysia. Almeno due delle vittime avevano indosso una maglietta con scritte in arabo e la sigla JI, Jamaa Islamiha, la misteriosa organizzazione terroristica cui sono attribuiti molti sanguinosi attentati nel sud est asiatico, e che vuole costruire uno stato islamico in quella parte del mondo.
Come in ogni parte del mondo dove c'è una, anche minoritaria, presenza Islamica. Chi lo dice? Lo dice il Corano, lo dicono tutti gli Imam di questo mondo. "Il dovere morale di ogni credente nell'Islam è la lotta per il dominio di Allah sopra tutte le nazioni". Perchè non credergli?
PROFEZIE TELEVISIVE
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"gigantesca manifestazione del primo maggio a Roma contro il governo Berlusconi": straordinaria la partecipazione, gli organizzatori parlano di 200.000 persone che hanno invaso le vie di Roma, secondo i dati delle forze dell'ordine però le persone erano oltre 1 milione, il governo parla di almeno 5 milioni di persone. A me, sinceramente, sembravano un pochino di più." Emilio Fede 01.05.2004 apertura del TG4 delle 20,00
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| CARO PRODI | |
"Lei prima dice («Zapatero ricompone la frattura europea») poi disdice («Penso tuttora che un ritiro immediato delle truppe militari dall’Irak non sia utile»). Che pensare? Lei conferma tutte le previsioni, di grande capo coriandolo trovato in cima all’Europa. Uno che riempie l’aria di paroloni e di Grande Manifesto della Pace e del Progresso. Ma poi, al dunque, scappa. Scappa dalla realtà, dalle decisioni, dalle sue stesse convinzioni. Sotto il suo vestito pacioccone, signor Commissario, cosa c’è oltre la politica pret-à-porter, il sellino di bicicletta casuale e gambette che pedalano svelte là dove tira il vento? Onorevole Romano, ascolti, si fa sera, e Lei non sembra più nemmeno un democristiano. Lei è solo anima, allo stato purissimo, che vira al rosso se va a Pechino, al nero se va al Cairo, al paonazzo se deve dar conto delle parole in libertà, che dice. E disdice. Certo, non è facile farsi volere bene in una coalizione piena di correntoni pacifisti dentro, e ricca di multiformi campi antimperialisti fuori. Però qualche idea e un po’ di coraggio bisogna pure averli se non si vuole soltanto essere il controfiletto morale o l’osso buco politico di un qualche massoncello franco-brandeburghese. Lei da Bruxelles ormai governa solo i cavolini. Però qualcosa governa. Se rientrerà a Roma, cosa governerà, l’Ikarus di D’Alema? "(dal settimanale TEMPI) |
Su neoconi, radicali ed altri amici ... loschi
Liapunov, quel losco figuro amico di amici loschi avvisa che prima o poi con gli amici loschi ci si scannerà anche, ma un losco per quanto losco sia un cuore ce l'ha. E il cuore rimane. Che losco!
COPYCAT / ANDREA'S VERSION n° 65 -" L’argomento è il ponte di Messina, la riflessione è di Michele Serra: “Il vero dibattito, volendo farlo, sarebbe dunque se e cosa, con analogo investimento ‘imperiale’, cioè con quella stessa montagna di quattrini, si potrebbe realizzare invece del Ponte: quante decine e centinaia di interventi magari meno stupefacenti, ma più utili e risolutivi. Ma la politica spettacolo non ama questo criterio, che è razionale e umile. E la politica spettacolo è al governo”. Ragionamento interessante. Perché un’autostrada invece che cento viottoli, un palazzo al posto di cento capanne, un unico traghetto laddove si potrebbero fornire tremila paia di pinne? Perché Maradona al Napoli, se mancano gli ospedali? E la Cappella Sistina, con tutti quei colori concentrati nello stesso posto? Mentre Lambrate resta sempre bigia? E perché Repubblica invece di 5 milioni di volantini? Non sappiamo spiegarci cosa stia succedendo a Serra da qualche tempo in qua. Si lamenta che non ci sono più le mezze stagioni, rimpiange la bellezza del tempo andato, vi racconta com’era bello fare gli alpini una volta. Cosa si è messo in testa, di diventare il Curzio Maltese della satira?" (by IL FOGLIO del 24.04.2004)
La vittoria è della Pasqua e dell'immortalità.
E vittoria della Pasqua è, così, il popolo cristiano.
Questa è la vittoria di Cristo contro tutta la 'vittoria del nulla''.

La pace non c'entra nulla col pacifismo. La pace cerca la soluzione, il pacifismo non da soluzioni. La pace è aperta alla realtà, è realista. Il pacifismo esprime solo la cieca affermazione di un vile e rassegnato "lasciatemi in pace", esito del razionalismo, dello spiritualismo e del politicamente corretto. Ma la pace o viene da un fatto reale, da una presenza reale, dall'essere. Oppure la guerra del nulla ci ha già vinti. Perchè chi ha dichiarato la guerra ama il nulla più di quanto noi possiamo amare l'essere, "ama la morte più di quanto noi amiamo la vita". Per questo chi ama la pace deve iniziare ad amare la vita e ad abbandonare il proprio nichilismo e fare la guerra al razionalismo, allo spiritualismo e al politicamente corretto. Partendo da noi.
25 aprile
festa della liberazione
astenersi nostalgici fascismo e antiamericani di tutte le specie e colori.
La nostra libertà che abbiamo ereditato grazie al sacrificio dei soldati e grazie alle bombe americane non è immemore né irriconoscente, per questo ancora una volta diciamo
GRAZIE all' AMERICA!
Ci sono bombe che liberano.
Questa abominevole fandonia, buona solo per fare scompisciare dalle risate reggimenti di pacifisti, è propagata da un dubbio personaggio che non è alla sua prima stravaganza. Poeta, cantante, Wolf Biermann fu espulso – dopo una lunga battaglia portata avanti chitarra in pugno – dalle autorità comuniste dell’ex Germania dell’Est. (…) Si spiega evocando un ricordo d’infanzia: estate 1943, l’aviazione angloamericana bombarda senza riguardi, Amburgo è in fiamme e lui, sei anni, si trova in mezzo. Sua madre lo prende in braccio, corre, si tuffa, attraversa il canale. Salvi per un pelo. Lo trascina sulla riva, gli mostra il braciere e dice di punto in bianco: “Sei molto piccolo, bambino mio, ma puoi capire, questi aerei così terribili , così terrificanti vengono a liberarci da uomini cattivi, tanto cattivi, quelli che hanno preso il tuo papà così buono. Ci sono bombe che liberano”.
Il padre di Wolf era stato giudicato pubblicamente alla fine degli anni ’30 e condannato tre volte. Perché tedesco (faceva pervenire armi alla Repubblica spagnola). Perché comunista. Perché ebreo. Esecuzione capitale.
Il ragazzetto è cresciuto, pensa ancora alle bombe inglesi come a un “regalo dal cielo”; con sua madre, pregava perché arrivassero, cadessero, distruggessero, liberassero. Dalla vita? No. Da Hitler.
INDOVINELLO: perchè numerosi iracheni, che non sono tedeschi, né comunisti e ancora meno ebrei hanno pensato una cosa simile?
RISPOSTA: i detenuti di Auschwitz o della Kolyma avevano invano scrutato il cielo.
André Glucksmann da "Occidente contro Occidente".
Quel feeling fra D'Alema e Molotov.
"In Inghilterra, come in Francia, i partigiani della guerra hanno dichiarato alla Germania una guerra ideologica che rammenta le vecchie lotte religiose. (...) L'ideologia hitleriana, come ogni altra ideologia non può essere distrutta con la forza. Perciò non è solo insensato, ma addirittura criminale, spacciare questa guerra come una lotta per la distruzione dell'hitlerismo, sotto la falsa bandiera di una battaglia per la democrazia". Molotov, 1939
sostituire le parole
Francia con America
Germania e Hitler con Terrorismo Islamico
Molotov con D'Alema
1939 con 2004
risultato:
"In Inghilterra, come in America, i partigiani della guerra hanno dichiarato al terrorismo islamico una guerra ideologica che rammenta le vecchie lotte religiose. (...) L'ideologia che sottende il terrorismo islamico, come ogni altra ideologia non può essere distrutta con la forza. Perciò non è solo insensato, ma addirittura criminale, spacciare questa guerra come una lotta per la distruzione del terrorismo islamico (come vorrebbero far credere i neocons), sotto la falsa bandiera di una battaglia per la democrazia". D'Alema, 2004
morale: fra 3 giorni è LA FESTA DELLA LIBERAZIONE. Chi glie lo dice a D'Alema di lasciar perdere i festeggiamenti chè non gli appartengono?
La sinistra nel 2004 non è più antifascista ma è regredita ai tempi del patto Ribbentrop-Molotov. Come dire, dietro la parola d'ordine del pacifismo il NIENTE o, peggio, un più o meno inconsapevole ... collaborazionismo!
POESIA :
Zapatero, OLE'
Era il giorno più importante del compagno ormai trionfante, con il sopracciglio alzato e alle bombe un bel pò grato
ed il fiero Zapatero, uomo bello, macho vero, si apprestava a dire a tutti : della pace avremo i frutti.
Nel discorso al Parlamento Zapatero, il gran portento, combatteva il terrorismo e persino il fanatismo :

seguiremo il nostro patto, la vedranno se combatto, non arretreremo mai innanzi a questi macellai.
Non sapeva, ahilui, tapino, che in agguato era il destino : tempo un'ora e parlò Osama, con l'ennesimo proclama.
"Se scappate non vi ammazzo, europei fuggite a razzo, e lasciate il medio oriente, che si fotta quella gente
che combatte a stelle e strisce, li schiacciamo come bisce". E così il nostro campione, pronto al tiro del neocone
riconobbe a chi parlava il bastardo con la bava : era lui col suo guinzaglio, era lui nessun abbaglio,
Chi ha parlato, lo sceicco ? Piatto ricco, mi ci ficco. E così mandò a cagare l'infedele da aiutare,
l'ONU e Bush con gli alleati, rabboniti e poi smerdati, dal compagno Zapatero, uomo bello, macho vero.
Meno male, finalmente, disse tutta quella gente che il balcone aveva pieno di bandiere arcobaleno.
Anche con parecchi morti, questi son uomini forti : Zapatero alla Moncloa ...e Chirac a Mururoa.
Versi gentilmente scritti e "offerti" da New Blog New Blog
"Ora vi faccio vedere come scappa uno spagnolo"



Saddam Hussein
sentitamente ringrazia Zapatero
dall'ansa:
BELGIO
Grande vicinanza a Zapatero da parte di Prodi. Manifestazioni pacifiste a Bruxell. Qui sotto le immagini della manifestanti "pacifisti" di Marcinelle:
los nuevos vessillos de espana
COPYCAT / ANDREA'S VERSION n° 64 -" E’ ormai evidente che Zapatero, detto da alcuni l’Hombre vertical, e da altri l’Hidalgo con le mutande piene, sta preparando una nuova, grande politica europea. E in Italia, di conseguenza, molti sono quelli che si preparano a condividerla, allenandosi, proponendo idee originali e provando, cioè, a esprimere il meglio di loro stessi in vista del cambio di governo che anche da noi viene dato alle porte. Mussi, la Melandri e Dalla Chiesa, solo per fare tre nomi, rappresentano altrettanti brillanti esempi di quella nuova classe dirigente che sta già macinando idee per un futuro di pace. Ma nessuno supera quanto elaborato di fresco da Pietro Folena in un articolo intitolato, proustianamente: “Alla ricerca del senso perduto”. Vale a dire: “Di quando pace voleva dire pace, pane voleva dire pane e lavoro, lavoro. Mentre oggi – scuote il capo Folena – non è più così. Ci dicono pace e intendono guerra, libertà e intendono privilegi, garantismo e intendono impunità”. Ha ragione, basta rifletterci. E con simili idee Folena sarà senz’altro un ministro della nuova fase zapatera. Se poi ministro no, almeno cagasottosegretario." (by IL FOGLIO del 20.04.2004)
"Questi esseri curvi che si avvicinano nella vita di sbieco e con gli occhi bassi, queste anime sgangherate, questi calcolatori di virtù, queste vittime domenicali, questi devoti codardi, questi eroi linfatici, questi teneri bebé, queste vergini sbiadite, questi vasi di noia, questi sacchi di sillogismi, queste ombre di ombre, possono forse essere l'avanguardia di Daniele in marcia contro la bestia?"
Emmanuel Mounier
11 MARZO 2004 - E SE FOSSE DI MATRICE OCCIDENTALE?
"
...il terrorismo islamico ha colpito la Spagna l’11 marzo 2004: che gli uomini arrestati o uccisi costituissero effettivamente il nucleo centrale dell'operazione è altro discorso; il governo è stato vittima e non autore di una gigantesca opera di disinformazione e manipolazione attuata dall’opposizione politica in collaborazione con settori della polizia e dell’intelligence e con la essenziale partecipazione di gran parte dei mezzi di comunicazione." Enzo Reale
1972 (Enzo Reale) racconta, sulla base di una inchiesta del quotidiano spagnolo El Mundo, come qualche grande giornale cominci a farsi molte domande sull'attentato di Madrid. I CONTI DECISAMENTE NON TORNANO! Enzo Reale sintetizza tutti i punti, che chiamarli oscuri, è un eufemismo. Vengono i brividi dietro la schiena a leggere il resoconto del reportage di El Mundo ... e se ci fosse stato un piano stragista ad opera di settori deviati dell'intelligence e della polizia spagnola con opportune connessioni a partiti politici dell'opposizione e perchè no, con il supporto esterno di qualche intelligence dall' errrrre mosce?
In Spagna la strage ha matrice interna (e non parliamo dell'ETA), un perfetto colpo di Stato mediatico, con il sacrificio di sangue innocente e burattini islamici (quelli a reperirli non ci vuol nulla). Troppe coincidenze e punti oscuri portano a pensarlo.
C'è del marcio a Madrid.
FURIA (collaborazionista) FRANCESE e RITIRATA SPAGNOLA.
BIN LADEN - ESPANA: 2 - 0
un zappatero sui piedi dell'Europa trasforma un paese di grande storia e civiltà nello zerbino dei terroristi di Bin Laden.
Complimenti alla RITIRATA SPAGNOLA ... quando si dicono: "i proverbi"!!!!!!!
OGGI DI TITOLI COSI' se ne potrebbero fare a centinaia ma affidiamoci al mitico 1972
Ecco cosa 1972 dalla Spagna scrive su Zapatero:
Fabrizio Quattrocchi: "Adesso vi faccio vedere come muore un italiano"
(Adnkronos) - ''Sono stato autorizzato dalla famiglia del giovane Quattrocchi, dalla madre e dalla sorella, a rivelare le ultime parole di questo ragazzo, che e' morto da coraggioso, direi da eroe''. Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini, a margine di una conferenza alla Farnesina: ''Questo ragazzo, quando gli assassini gli stavano puntando la pistola contro, ha cercato di togliersi il cappuccio e ha gridato: 'Adesso vi faccio vedere come muore un italiano', e lo hanno ucciso''.
Fabrizio Quattrocchi, 36 anni, siciliano, residente a Genova, e' stato ucciso dai guerriglieri iracheni. Era uno dei quattro italiani tenuti in ostaggio da martedi' quando era stato rapito insieme ai suoi connazionali nei pressi di Falluja.
EX FIGHETTA.
Lo aspettavo al varco, sapevo che ci sarebbe stato il solito stronzo (ed io che sono troppo buono lo chiamavo: "fighetta") che è contento di come stanno andando le cose in Iraq, specie poi se qualche civile di cittadinanza italiana viene rapito e poi sgozzato, così imparano Bush, Blair e Berlusconi.
Ma c'è di più e siamo proprio alla frutta sciroppata: la soddisfazione nel dichiarare che il precipitare degli eventi e la notizia di questa morte rappresenta una sconfitta della coalizione e una sconfitta personale di Berlusconi e quindi una BUONA NOTIZIA di cui "essere contenti". Attenzione però, perchè l'ex-fighetta / neo-stronzo non è solo un pacifista, no nò, a lui gli piace anche lo stile non violento proprio delle animae belle cristiane : "Proprio di quella religione di cui La Passione rappresenta il momento fondatore è lo stile non violento, all'insegna del porgi l'altra guancia. Non so se questo sia il modo di porsi migliore di fronte agli assalti estremistici che stiamo subendo, nel Mondo Occidentale. Ma se l'alternativa è il distillato di violenza che Gibson inscena per autoeccitamento perverso, ecco, la mia guancia è pronta.". Così, traendone le consegunze logiche, l'ex fighetta / neo stronzo vorrebbe:
Da un lato un film su Gesù dove per due ore si inquadri solo la guancia. Dall'arresto alla crocifissione, solo la guancia. Perchè nella guancia c'è tutto il "messagio del cristianesimo". Possibilmente evitiamo grandangoli sulla croce e il golgota trasformiamolo in una spiaggetta dell'adriatico con uno sfondo di ombrelloni così il filmino potranno vederlo anche i bambini.
Dall'altro vorrebbe che anche noi, "che ci diciamo cristiani" impariamo dal "messaggio" e ci mettiamo a camminare su e giù nelle metropolitane con la guancina sporgente, non si sa mai qualche terrorista passasse di lì. E andiamo via per favore dall'Iraq, stiamocene a casa nostra a predicare la non violenza della guancia. Ma siccome noi italiani siamo un popolo cristiano, quando ce ne saremo andati, non chiamatemela RESA, chiamatemela GUANCIA.
L'ultimo messagio è per Al Jazeera: la cassetta dello sgozzamento, per favore, la spedite a casa dell'ex fighetta, che lui fa volentieri a cambio con The Passion (Signora mia, che a lui fa troppo impressione il crocifisso...), così potrà vedere come se la cavano i registi da quelle parti nelle scene forti.
Secondo il Griso di
sorvegliato speciale ce n'è uno ,
tutti gli altri son nessuno
(Casarini? E chi minchia è Casarini? ah ...? che hai dett'? non ho capito!... che hai dett'? ... Tutte chiacchiere e distintivo ... chiacchiere e distintivo!!!!)
Anglo-romagnoli & appulo-romagnoli.
La società multiculturale di Nicholas Farrell.
Libero è un quotidiano che bisognerebbe comprarlo tutte le domeniche. Ma mica perchè è "Libero" e neanche perchè è domenica. Solo perchè su Libero tutte le domeniche ci scrive l'anglo-romagnolo Nicholas Farrell. Si, proprio lui. Quello che ha fatto fare la più grande figura di merda (dell'A.D.C. e del D.D.C, ossia Avanti Discesa in Campo e Dopo Discesa in Campo) a SIlvio Berlusconi la scorsa estate. Impresa quanto mai facile, direte voi, ma mai una gaffe di quelle dimensioni . Quello dell'intervista con la incauta dichiarazione su Mussolini e sui Giudici che sono mentalmente disturbati (come dare torto a quest'ultima affermazione? ma tra il pensare e il dire... Comunque L'Amor Nostro è pur sempre l'Amor Nostro e nessuna gaffe al mondo può farci disamorare. Se invece non si sbriga a fare le riforme promesse, allora il discorso cambia, ma questa è un'altra storia.
Ma non la faccio troppo lunga. Il motivo per cui io negli ultimi tempi compro Libero la domenica è perchè Nicholas Farrel ha una rubrica fissa settimanale dal titolo "fumo di Londra". Chi non l'avesse letta almeno una volta lo faccia. Seguirà sicuramente una dipendenza da lettore incallito di ogni suo articolo (ma che c'entrano i calli con la lettura di un giornale?). Adoro il suo modo di scrivere così inglese. Chiaro, semplice e diretto. Avete presente come scrive il sorvegliato, specie quando si intorta? Apre parentesi su parentesi, virgole, punti due punti punto e virgola, tanto da non farsi mancare nulla? Ebbene, è il contrario!
Ma una cosa ce l'abbiamo in comune (a parte qualche amico di Predappio Alta, Giorgio G.). Siamo entrambi due immigrati nella rossa romagna e per la precisione nella sonnolenta Forlì, (anche se lui ha casa a Predappio sulla via per Forlì ed io a Forlì sulla via per Predappio, ma stiamo parlando di qualche km).
Entrambi frequentiamo le stesse strade, gli stessi bar, probabilmente la stessa Biblioteca ma non ci siamo mai visti. Meglio, non l'ho mai visto. Ma a differenza mia, che conosco la sua faccia, lui non sa neanche chi minchia è il sorvegliato. Eppure, prima o poi, con la mia bella faccia da Q.lo (sostantivo preso in prestito dallo Spino), troverò il modo di trovarmici di fronte, gli chiederò un autografo e a quel punto mi prenderà per un rincoglionito, e tenterò di scambiare due parole, sicuro, già da adesso, di produrre agevolmente qualche imbarazzante gaffe in mezzo a quelle due parole.
Per darvi l'idea di perchè quest'uomo mi affascina tanto basta che leggiate uno stralcio dell'articolo di domenica scorsa che ho riportato qui sotto e ne godiate la sua bellissima ed ironica (insomma inglese) prosa. A tema è la società multiculturale e la svolta di Blair. Ne riporto il pezzo finale:
"(...) ha detto the Times: la tolleranza per chi vuole negare la tolleranza non può essere ammessa. Naturalmente, la ragione di questo radicale ripensamento da parte della sinistra britannica a proposito del multi-culturalismo è il fanatismo e l'odio di un certo Islam per tutto ciò che la Gran Bretagna rappresenta, la sinistra inclusa. (...) Naturalmente io so cosa significa essere immigrante. Ne sono uno. Non ero esattamente in fuga cinque anni fa quando sono venuto dall'Inghilterra a vivere a Predappio, nel mezzo del nulla dell'Appennino. Ne sono emerso bilblicamente come un clandestino del mare, con la valigia in mano, sulla spiaggia di Lampedusa.
Sono venuto in macchina. Ma ero sprofondato ad un livello nella catena nutrizionale definito da Macchiavelli così:"Colui che non ha una posizione nella vita non può neppure avere un cane che gli abbaia contro". Non avevo abbastanza soldi neanche per uscire dall'autostrada. Ma l'attraente donna al casello mi dette un modulo da compilare e mi fece cenno di passare. Che donna, che paese! Il gesto, ho pensato, era di buon augurio. Certo, ho avuto qualche problemino ad integrarmi. Per iniziare sono alto circa il doppio della maggior parte della persone da queste parti. Specialmente quando porto il mio cappello nero. Non posso neanche negare di avere avuto uno o due brutti momenti. I primi giorni, Sergio, che bada a un gregge di bovini romagnoli, spesso mi fissava nel bar vicino al castello di Mussolini. Facendo il gesto di tagliarmi la gola con il dito gridava: "Cerchi la morte, inglese, vuoi la morte". E una volta, in un giorno molto caldo, la macchina parcheggiata a fianco della mia ha misteriosamente preso fuoco. La stazione dei pompieri più vicina era a 20 Km di curve.
Così tutto il paese si è radunato intorno alla scena ad una distanza sicura per guardare lo spettacolo. Vi furono due botti forti e qualcuno disse: "Queste sono le gomme dell'inglese". Vidi distintamente il farmacista ridere sotto i baffi. Ma questo è niente in confronto a quello che farebbero gli abitanti di un paese inglese a un italiano che va a vivere tra di loro. Se poi portasse un cappello come il mio, "they would knock his block off" (gli fracasserebbero la testa) nel giro di una settimana, figuriamoci se si rivelasse uno scrittore!
Non so come, alla fine, sono riuscito a trovare un modo per guadagnarni da vivere e addirittura a trovare una donna (di pura razza romagnola) e a diventare padre finalmente. Ogni tanto un cane mi abbaia persino. Potreste dire, dunque, dato l'enorme abisso che separa il popolo inglese da quello italiano, che sono la prova vivente del fatto che la società multi-culturale funziona. Ma non sono molto sicuro del mio vicino di casa, che è un mussulmano nero come il carbone, del Senegal. Egli è, dicono, il nostro "equivalente di un vescovo" e nelle serate estive si siede spesso sulla nostra terrazza condivisa sotto una lampada con una copia del corano sulla pancia, borbottando fra sé e sé. Peggio ancora, passa ore al computer collegato a internet e tutte le volte che mi vede scoppia a ridere!"
NICHOLAS FARRELL - tratto da LIBERO di domenica 11.04.2004

Buona Pasqua
"VEDI MADRE,
IO FACCIO NUOVE TUTTE LE COSE"

Esci fuori dalla sala e non riesci a dire una parola. Anche i miei amici e tutti quelli che all’uscita del multisala di Forlimpopoli venivano fuori dalla prima del film "The Passion" sono rimasti in silenzio lungo tutto il grande parcheggio fino alla macchina. Un silenzio surreale, sotto una pioggerellina anche quella silenziosa e triste. Inequivocabilmente tutti colpiti, feriti dalle immagini del film. Un pugno nello stomaco? No, un pugno nel cuore. Chi ha detto che è un film "splatter" e violento non ha capito un cazzo. O non vuole capirlo. E' un film duro? Si, certamente. Perchè colpisce al cuore. Lo stomaco lasciamo che se lo rovinino le fighette abituate alle epopee della corazzata Potiomkin (che non si scrive così ma io scrivo come parlo) con la rassicurante scena "forte" della carrozzina che va giù per le scale.
Quel sangue, che per tre quarti del film viene mostrato con potenza e durezza di immagini, ti entra nel cuore, perchè capisci quello che realisticamente deve avere passato quell'uomo per salvarci. Un sacrificio enorme per amore nostro.
E' una rappresentazione fatta secondo la sensibilità di Gibson, soggettivamente come tutte le sensibilità, ma dove entra in gioco anche la sensibilità di chi vede quel film. Soggettiva anche quella.
Una cosa è innegabile e però oggettiva: quella di Gibson è la rappresentazione di una vera passione, fatta di supplizio, insulti, sputi, schiaffi, pugni, chiodi, sangue. Tantissimo sangue. Ma in quei tempi i crocifissi morivano in quel modo e non c'è Zeffirelli che tenga nel voler artificiosamente adulcorare un supplizio senza trasformarlo inevitabilmente in una ammantata caricatura New Age. Colombo Furio lo definisce un film "pornografico e osceno". La Madame è delicata, si sa. Se per pornografia si intende la rappresentazione realistica di una morte in croce allora ogni rappresentazione di una morte violenta è pornografia. Ma questa sciocchezza lasciamogliela dire a Colombo Furio, o Madame Verdurìn che dir si voglia, e a qualche altro imbarazzante personaggio della carta stampata che, quanto la Madame, soffre di una "grave sindrome da indignazione ossessiva e compulsiva permanente e irreversibile" per qualsisasi cosa che non sia “bon ton” o “politically correct”, sempre che sia anche certificatamente “de sinistra”, (Nanni Moretti, Pancho Pardi e via girotondando per intendersi). E' un film realista, crudo. Senz’altro. Ma è il film della Passione di Gesù e non la rappresentazione scolastica di fine anno di "Piccole donne crescono".
Ma questo non è il POST delle polemiche. E neanche, come quello precedente, della goliardia e delle prese in giro un pò rozze (sindrome inguaribile un pò Koatta e sempre burlona del Sorvegliato, ebbene si lo confesso, ma mi sto curando ...). Per questo, caro Mauro, (Mauro per chi non sapesse è l’accusato di "fighetteria" nel post precedente), non me ne volere. Se nel post qui sotto ti ho chiamato "fighetta", scusami! Ma non ti “sfotto” con cattiveria; io sono fatto così, un provocatore nato. Dio solo sa, ed i miei amici pure, quanto mi riesce difficile frenare la lingua e la penna quando sono in vena di burloneggiare e quanto questo sia congeniale alla mia natura fin dalla nascita.
Parliamone allora seriamente, Mauro. Io ora il film l'ho visto tutto per intero e al cinema. Quindici giorni fa l'avevo visto in DVX (oddio che vergogna ... ma è vietato? ... ah si? ... ma io sono un sorvegliato, violare è il mio massimo divertimento, scandalizzare i moralisti per me è un imperativo). Purtroppo era inguardabile, tecnicamente parlando, e per questo a metà del film ho salutato gli amici-complici (tutti con la mascherina della Banda Bassotti) e me ne sono andato. Aspetto che anche tu lo veda e, se vuoi, ne parliamo con calma e senza “sfottimenti”, parola di boy scout che non sono. Aperta parentesi, così ... fra le righe ... i boy scout li manderei a Guantanamo, ma questo lo scriverò in altre occasioni. Ah Mauro, non è che sei un boy scout per caso? Sarebbe una mia tipica gaffe. Chiusa parentesi!
Il film di Gibson è fedele ai vangeli (checche ne dicano quelli di fammigghia Kristiana) e Gibson è stato attento a non scadere in scene Zeffirelliane (confesso non mi piace il Gesù di Zeffirelli e neanche il suo San Frangiasco così melissamente improbabile). Questo ti farà piacere perchè il Zeffirelli è amico del Berlusca ... vedi? adesso non piace neanche a te. Non mi piacciono nei film di Zeffirelli le atmosfere sentimentali e magiche, gli aloni stile pubblicità anti-aids di santità luccicante (Le immagini dei film di Zeffirelli sono buone per le figurine dei Santi edizioni Paoline) e le paradisiache armonie musicali di arpe e violini. Nel film di Gibson tamburi e rumori striduli (come nelle processioni del venerdì santo del mio paese d’origine nel profondo sud). C'è molto naturalezza nel mistero di quell’uomo che ha la pretesa di essere il Figlio di Dio, un mistero ed una umanità senza aloni. Perché quell'uomo, viveva da uomo, come noi, senza gli aloni addosso.
La rappresentazione della Madonna è bellissima. La cosa più riuscita del film. Tutto il film rappresenta il modo in cui la Madre di Dio guarda Suo Figlio che va a morire. Lo sapeva che sarebbe andata così. Ma dice ancora una volta: "così sia". Non si sottrae alla visione del supplizio. Vuole essergli sempre accanto. In prima linea. Fargli sapere continuamente che Lei c’è. Il suo sguardo è struggente, ma ha la dignità di chi sa che deve compiersi il disegno di Dio. Anzi il più grande disegno di Dio. Il più grande in senso assoluto.
I momenti del film in cui non sono riuscito a trattenere le lacrime, ma erano tutti in crisi quelli vicini a me, è quello in cui la Madonna chiede a Giovanni di essere accompagnata davanti a Gesù lungo la Via Crucis. Lo raggiunge correndo da una traversa della Strada Santa nel momento in cui Lui cade a terra con il macigno della sua croce addosso e Maria lo bacia, lo accarezza e gli dice: “sono qui”. C’è un Flash Back di Gesù bambino che cade nel cortile della sua casa, e Maria corre a sollevarlo e a consolarlo e gli dice lo stesso “sono qui”. Lei c’è sempre! Ma il tuffo al cuore, per me, per la mia sensibilità, l’apice di tutto il film, sapendo di dire una cosa soggettiva perchè qualcosa che attiene alla mia esperienza e alla mia sensibilità, è il modo in cui Gesù risponde a quel “sono qui” di sua madre, mentre la sua fronte ed il suo corpo grondano sangue. Gesù, con tutta la dolcezza e la gratitudine di Dio, cioè di se stesso, Le dice: “VEDI MADRE, IO FACCIO NUOVE TUTTE LE COSE”. Lì mi si è chiusa la gola ed ho trattenuto invano le lacrime. LUI FA NUOVE TUTTE LE COSE. E’ vertiginosamente vero da lì ad oggi. E’ incommensurabilmente quello il centro del Cristianesimo. Perché è LUI il cristianesimo. Lui e tutto ciò che viene da Lui che diventa NUOVO. Lui che si è fatto un uomo per mezzo dell’ancella del Signore. Passando da quella caduta sotto la croce ed oltre per FARE NUOVE TUTTE LE COSE. Un Amore vertiginoso per me e per te, Mauro. Fosse solo per quella immagine e per quella frase, e magari fosse tutto il film girato malissimo (cosa che non è), lo renderebbe comunque un capolavoro artistico.
Una sola parola sull’accusa al film di antisemitismo. Ma quando, ma dove? Una forzatura o una trovata pubblicitaria forse. Detto da me, Mauro, che gli Ebrei li amo alla follia, compreso il loro Stato d’Israele e perfino il suo Primo Ministro Sharon, così poco amato dal tuo Furio Madame Colombo, vuol dire che ne sono certo. E ne sono certi anche molti giornali Israeliani che hanno discolpato Gibson da questa falsa accusa.

Unico neo del film è secondo me la conclusione con la Resurrezione. Perchè è troppo rapida. Il lenzuolo (la Sacra Sindone) si affloscia e Gesù è rappresentato accanto alla sua tomba con uno sguardo che è come se parlasse e dicesse “sono qui, vivo”. Mi sarebbe piaciuta una seconda scena in cui Lui si mostrasse ai suoi e alla Sua Madre. Sarebbe stato un rafforzamento di quel “sono qui, vivo” con un più intenso “sono qui, vivo e in mezzo a voi”. Lui dentro la Sua Chiesa. Per sempre.
Perché il film è straordinario ed imperdibile. La sua Chiesa molto di più.
Mauro se poi vuoi un giudizio sul film che è molto più autorevole di quello del sorvegliato vai QUI

ADORO LA FIGHETTA.

Chi l'avrebbe detto che la Madame (alias Furio Colombo nella foto qui sopra) si trascinasse dietro le fighette.
E' bastato che Koestler ieri facesse questo post:
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06/04/2004 12:17 Madame |
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Canale: Generale, Autore: koestler |
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Ieri sera, a Batti e Ribatti, Furio Colombo ha ribadito la sua tesi, esposta pochi giorni prima su "l'Unità": "The Passion" è un film pornografico che va vietato ai bambini. Non lo so, ma sentire uno che negli anni '80, sotto lo pseudonimo di Marc Saudade, scriveva romanzetti erotici con soggetti minori, invocare la censura per il film di Mel Gibson, be', è un po' come vedere Cicciolina che conduce i vespri delle Trappiste di Vitorchiano. |
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per scatenare una fighetta nei commenti. Io l'ho invitato a commentare qui dal sorvegliato.
Ecco qua, Mauro, un post tutto per te. Intanto scappo via che, guarda un pò, vado al cinema. Fra un'ora proiettano The Passion. Se vuoi, caro Mauro, ne parliamo domani, in quanto sorvegliato (io) e in quanto fighetta (tu) dopo avere visto il famoso film. Ciao, mon(a) amour. |
Un giudizio chiaro soprattutto
sopra tutte le cazzate ... anche quelle del sorvegliato:
EDUCAZIONE!
Per non dimenticare i morti e non morire noi stessi
Un anno fa dicemmo: «No alla guerra, sì all’America». Seguendo il Papa, sentivamo atrocemente non risolutiva la guerra. Avevamo ragione: i problemi di prima, e in particolare il terrorismo, ci sono ancora tutti e gravissimi, come dimostra la Spagna. Avevamo tuttavia la consapevolezza chiara che il nostro disaccordo con le scelte di Bush non incrinava la nostra appartenenza a una tradizione, a una cultura di libertà, democrazia e pluralismo di cui l’America è espressione realizzata, per quanto imperfetta.
Proprio perché siamo amanti della pace, oggi che la guerra dichiarata dall’America è finita, dobbiamo continuare a contrastare l’altra guerra che persiste: quella, pure dichiarata, del terrorismo, a cui un’ideologia debole e confusa - apparentemente prevalente nei nostri Paesi - non sa, di fatto, opporsi in termini adeguati.
La piazza, soprattutto quella italiana, è riempita con frequenza, a volte più che settimanale, di grida contro l’America, mischiate a quelle contro qualsiasi operato del governo; il terrorismo è anch’esso denunciato, ma come reazione, ovvero come comportamento apparentemente inevitabile e quindi in qualche modo giustificato. Mentre qua e là nel mondo innocenti muoiono dilaniati dalle bombe, la piazza non scioglie i suoi cortei contro tutto, inneggiando a una pace senza sacrificio che lasci in pace e non disturbi un treno di vita che si vuole comodamente progressivo. Così, mentre la piazza tende a salire al governo, il governo tende ad assumere i toni della piazza, rischiando tutti di rimanere per strada.
Ma, è ovvio, “così” né si cambia né si costruisce. C’è bisogno non di proteste urlate e indistinte, ma di educazione. La nostra tradizione - sì, la nostra tradizione cristiana rifiutata dalla Costituzione europea - non può essere denigrata e corrosa, ma deve essere riscoperta nella sua potenza valorizzatrice della dignità umana. Le nostre responsabilità di fronte a tutto il mondo non possono essere impunemente fuggite, ma devono essere assunte, per non dimenticare i morti e non morire noi stessi. La nostra libera e plurale democrazia non può essere assurdamente bollata come regime, ma deve essere sostenuta attraverso il rispetto delle istituzioni; rispetto che ci deve essere, per poterle criticare e correggere.
Come aveva profetizzato il cardinale Newman, pastore anglicano convertito al cattolicesimo, è venuto il tempo in cui i cattolici, che vivono di fede, per essere tali devono difendere la ragione. E proprio la ragione ci dice che è venuto anche il tempo in cui i cattolici, che vogliono vivere di più società, devono difendere lo Stato: non uno Stato qualunque, ma quello della nostra convivenza civile.
COMUNIONE E LIBERAZIONE
MARZO 2004
MORENO PASQUINELLI ARRESTATO

Avanti il prossimo!!!!!!
ITALIANI, ANTIMPERIALISTI , TERRORISTI .
Pisanu si sta rivelando il più grande ministro degli interni della Storia della Repubblica. Colpo su colpo.
Chi mi ricorda questo TERRORISTELLO italiano arrestato oggi ...? chi mi ricorda con quegli occhiali, il nasone e i baffetti ...?
...ah ecco:
è lo stesso personaggio che marciando accanto a Casarini e Nunzio D'Erme prometteva a Fassino adeguata accoglienza nelle cosiddette "marce della pace", più marce che pace. Ma si sa: la pace si urla e magari si manifesta ... con le bottigliette di "plastica leggera" o, talvolta, fiancheggiando i "pacifici" terroristi islamici in casa nostra e raccogliendo soldi per la "resistenza" Irachena.

Il coraggio di guardare in faccia l’odio
Avanti, brava gente che tappezzate i vostri balconi di belle bandiere arcobaleno, spiegateci con sufficienza che la colpa è di Berlusconi, Blair e Bush. Non è evidente? Senza intervento occidentale in Iraq, nessun rogo a Falluja. Saddam sarebbe ancora sul suo trono . Senza occidentali in Iraq, gli stranieri potrebbero vendere in pace camion e cannoni mentre le pile di cadaveri crescerebbero di nuovo alla media calcolata su 20 anni di 300/400 morti al giorno. Spoglie irachene, naturalmente: le trovate più sopportabili perché autoctone, o sublimi antirazzisti? Ieri la barbarie calava dalle alte sfere locali e insanguinava 25 milioni di iracheni. Oggi, risorge tra gli ambienti sunniti inquadrati e diretti dalla passata nomenklatura. Dall’inizio alla fine, questa efferatezza resta abominevole, porta il segno di un Saddam o di un Bin Laden, l’uno privo di scrupoli quanto l’altro.
Avete mai sentito parlare di guerre di religione? Non portano la responsabilità di Blair. E Guernica? Berlusconi non c’entra nulla. E le fosse Ardeatine, credete di potervi scorgere la mano nascosta della Cia o dei neocon? Vi prego: osate, per un istante, guardare in faccia l’odio e il fanatismo per come l’eternità li riproduce, uguali a se stessi. Dimenticate per un momento le vostre sacrosante baruffe da campanile, perché non hanno voce in capitolo: Prodi o Berlusconi sono zuppa o pan bagnato per i linciatori del Medio Oriente. Mentre voi brandite i vostri deliziosi striscioni intitolati «pace», quelli concludono la loro festa a colpi di vanga e di pietre sui corpi incendiati
ANDRE’ GLUCKSMANN, Corriere della Sera
COPYCAT / ANDREA'S VERSION n° 63 - "Avvisiamo a scanso di equivoci. Oggi ci si libra in alto, nel crocevia tra l’alta politica, tra le differenze interne all’Occidente, le scienze naturali e il sesso. Partendo dalla politica. Ha appena riferito Richard Clarke: vero, il presidente Clinton si distrasse, su al Qaida. E se Osama bin Laden si salvò fu tutta colpa di Monica Lewinskj. Detto altrimenti: la sicurezza del pianeta nel corner di un pompino. Occidentale e molto democratico. Era stato Konrad Lorenz, naturalista occidentale a sua volta, ma austriaco, a parlare per primo di “effetto farfalla”.
Chiese a se stesso, Lorenz: può mai il battito d’ali di una farfalla in Brasile, provocare un tornado nel Texas? Sulle sue orme la vecchia Europa si interrogò, si interrogò, non smise di interrogarsi: può? Non può? Era già il segno della sua stanchezza. L’americano Clarke ha appena dichiarato che accidenti, se poteva. Rivediamo il film. La sala ovale, un progressista si cala le braghe, lei gli fa quello che crede e lui che giura: non era sesso, non ho provato niente. Questa è la vitalità dell’America. Partiva un pompino da Washington e a dieci mila miglia godeva il talebano". (by IL FOGLIO del 01.04.2004)