SORVEGLIATO SPECIALE

"idiota e lurido Kant - se Dio non c'è tutto è permesso. Basta con la morale. Solo la carità è rispettabile. Cristo e Dostojevskij, tutto il resto sono balle" C.Pavese

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giovedì, 30 settembre 2004

"Come se avessero capito

chi eravamo veramente!"

Le loro parole si commentano da sole. Capirete "chi sono veramente" le due Simone.

«Non li abbiamo visti in faccia - spiega la giovane -. Ci hanno trattato con molto rispetto. Si rifacevano ai precetti del profeta Maometto. Erano religiosi che hanno tenuto a insegnarci i principi dell’Islam. Al momento del rilascio ci hanno anche dato alcuni volumi in inglese sull’Islam, compresa la traduzione del Corano. Me li sono portati dietro. Erano in quella scatola che avevo con me quando sono scesa dall’aereo» (e noi, stupidi, che pensavamo che nella scatola ci avessere restituito la testa del povero Baldoni).

"Hanno cominciato a portarci libri sulla storia dell'Islam e il Corano. Ci dicevano: "Leggete qui, studiate"". Simona racconta di aver preso appunti di quelle letture. Così trascorrevano le giornate di prigionia. "Negli ultimi giorni non ci accusavano più, come se avessero capito chi eravamo veramente"
Quando scendono dalla macchina prima della liberazione gli danno biscotti, caramelle, la scatola con le copie del Corano in inglese e "ci dicono buon viaggio".
Chissà se anche a Baldoni gli hanno augurato "buon viaggio". Di gentili, son gentili! I resistenti capiscono sempre "chi sono gli ostaggi veramente". Vero mamma Baldoni? Daccordo, mamma Quattrocchi?

Riposino in pace, Bladoni e Quattrocchi. Chissà che tristezza la mamma di Baldoni, chissà quanto dolore la mamma di Quattrocchi, dopo le parole irresponsabili di questa bambinona viziata da una mamma più scema di lei che ha l'ardire di annunciare “Ma se non torna in Iraq non è più la mia Simona”.

Perchè quei bastardi, con in una mano la mannaia e nell'altra i biscottini, lo sanno "chi sono gli ostaggi veramente". E che figli di mamma sono!

E anche noi cominciamo a capirlo. Buon Viaggio!

p.s.: ma il Biglietto del ritorno in Iraq, care le due Simone, vi costa un milioncino di dollari. Così magari coi soldi e l'interessamento degli unici che non avete ringraziato , paghiamo il RISCATTO della salma di Baldoni!



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COPYCAT / ANDREA'S VERSION n° 72

"FANCULO, MAMMA!"

Premesso che anche per noi è la seconda giornata di gioia. Premesso che non vorremmo che si creassero confusioni e qui pro quo. Premesse tutte le cose ovvie che si possono premettere, vorremmo fare un’osservazione marginale. La mamma di Simona Torretta era il ritratto della felicità, ciò che ha commosso anche delle bestiole come noi. Le telefonate, il ritorno a casa, l’emozione, l’orrore lasciato alle spalle, la frase più bella e più toccante: “Sono rinata, sono nata due volte”. E il calore del quartiere, le sorelle felici per la fine dell’incubo, gli amici, i compagni, i brindisi, insomma, tutto quello che c’era e che si vedeva, era schietto e immediato. Allora un’altra doverosa premessa: noi considerati di destra, e tanto più in quanto voltagabbana, siamo, come si sa, un po’ dei bacchettoni di ritorno, molto rispettosi della tradizione, dell’unità della famiglia, perché i figli obbediscano ai genitori, eccetera. Eppure, quando abbiamo sentito dire alla signora Anna Maria: “Ma se non torna in Iraq non è più la mia Simona”, si è pensato che un bel “Vaffanculo, mamma!” sarebbe stato perfino sopportabile. (by IL FOGLIO del 30.09.2004)


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Toni Capuozzo racconta la guerra e l'orrore, insomma la realtà

Nessuno fin adesso ha mai raccontato la realtà di quello che ci sta accadendo, in modo migliore. Dal FOGLIO del 29.09.2004.

Questo link all'articolo di Toni Capuozzo diventerà il manifesto permanente del Sorvegliato almeno per un anno. Perchè più gente possibile possa leggerlo.

"Noi vogliamo che non si chiudano

gli occhi, che non si parta dalle idee

per spiegare il mondo, ma dai fatti per

crearsi delle idee. E vogliamo che la

voglia di pace, di tolleranza, di rispetto,

di quieta diversità, si armi della conoscenza

non delle illusioni, o peggio,

dell’inganno. Perché non succeda, in

questa Vermicino di tanti anni dopo,

che i riflettori accesi sul pozzo illividiscano

all’alba, lasciandoci amari, sorpresi,

inermi, mentre le anime belle,

sul campo sparso di caduti, spiegheranno

ancora una volta di chi è la colpa.

Invariabilmente nostra."

Tony Capuozzo

 

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mercoledì, 29 settembre 2004

Dopo la gioia per le "Simone", ritorniamo a noi, alla realtà del terrore di Bin Laden e ai suoi piani ... di distruzione di massa.

L'11 settembre potrebbe essere poca cosa a confronto con quello che potrebbe accadere. Al Quaeda minaccia un attacco in America con milioni di morti. Ma, non si esclude che possa toccare anche a noi europei.

New York. "Un attacco nucleare contro l'America è inevitabile", dice Graham Allison al Foglio.

Buona lettura (si fa per dire).

postato da: ilfaro alle ore 15:46 | link | commenti (2)
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martedì, 28 settembre 2004

LIBERATE

grazie alla Croce Rossa e all'Unità del Paese

La Francia è rossa di vergogna e di rabbia. Nonostante l'amicizia con Hamas e nazifascisti di ogni risma e nonostante le porcherie di Chirac Petèin, i due Zebedei francesi restano ostaggi dei terroristi dopo oltre un mese. In ostaggio la sdegnata Francetta e tutta la sua grandeur. L'Italia è riuscita meglio e prima. Loro chissà e come. Viva la France!

Questo invece uno STATISTA:

BERLUSCONI ALLA CAMERA RINGRAZIA LE OPPOSIZIONI - Il premier si è poi recato alla Camera dove ha ringraziato l'opposizione per la vicinanza che ha dimostrato al Governo durante tutto il periodo del sequestro.
«Sono state liberate per i meriti umanitari della Croce rossa», ha detto poi Silvio Berlusconi in Transatlantico lasciando la Camera dei deputati. Le stesse parole, in Aula, eranostate sottolineate da un lungo applausi all'indirizzo anche di Maurizio Scelli, commissario straordinario della Croce Rossa.
Berlusconi ha ringraziato il Re di Giordania Abdallah per il ruolo «particolarissimo che hanno svolto i servizi segreti giordani».

POSSIBILE BLITZ MILITARE - Berlusconi ha poi spiegato al Senato che era possibile anche un blitz militare per liberare le due ragazze in quanto il covo in cui erano tenute era stato individuato, ma l'operazione è stata giudicata troppo rischiosa e quindi si è preferito seguire la strada della trattativa.
«Un particolare ringraziamento - ha aggiunto il premier - va all'opposizione che ci ha seguito, ci ha sostenuto ed ha dato prova di una grandissima capacità di riservatezza. Questo è stato assolutamente indispensabile per il buon fine dell'operazione. Mi augurerei che questa collaborazione fra maggioranza ed opposizione possa verificarsi in situazioni meno drammatiche di questa».



postato da: ilfaro alle ore 19:32 | link | commenti (5)
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questa l'avevo già vista:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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lunedì, 27 settembre 2004

Margerita

 

 

 

 

 

 

da "nu bell guaglione"

a "na bella guagliona"

 

 

Per la serie “Grandi statisti del nostro secolo: i discorsi”, Il SORVEGLIATO è venuto in possesso dell’audio dell’intervento di Flavia Vento al congresso della Margherita. Segue fedelissima trascrizione.

Innanzitutto sono molto contenta di essere qui oggi, in un posto bellissimo come la Puglia: ci torno sempre molto volentieri.
Eeeh, ultimamente il mio rapporto con la politica si è ampliato tantissimo, soprattutto dopo l’11 settembre io seguo veramente i teleggiornali: ogni ggiorno mi vedo Tiggiuno, Tiggiddue, Tiggiquattro e Tiggicinque, quindi… veramente… [ride, ovazione del pubblico] quindi devo dire che… ecco… sicuramente mi piace molto la politica… [brusio del pubblico] scusate, se potete alzare il silenzio, perché non è carino che ridete così! Grazie, eh!
Eeh… quindi sono molto contenta.
Allora, innanzitutto il rapporto dei giovani con la politica credo che sia molto in difficoltà. Questo perché, chiaramente, leggendo il quotidiano, diversi titoli sono fatti in maniera illeggibbile per un ragazzo di quattordici anni, che sicuramente passa alla paggina sportiva, piuttosto che leggere… io mi sono presa dei ritagli… Ecco, ad esempio, questo titolo: “Primarie: l’allarmo… l’allarme della Quercia. Fassino e Veltroni: Prodi leader, ma niente giochetti, serve un vertice”. Allora, un ragazzo di quattordici anni, chiaramente, “primarie” non sa cosa… che cosa vuol dire… [ride] “l’allarme della Quercia” neanche, quindi sicuramente si va a leggere la pagina sportiva. Quindi io credo che bisognerebbe… appunto, come diceva la… [indica la persona al suo fianco, ma non se ne ricorda il nome]… sì, Bruna [ride]… credo che veramente bisognerebbe fare un’ora a scuola di politica: insegnare ai giovani la politica a scuola. Anche un’ora: per sapere com’è nata la politica, com’è la storia della politica… E quindi credo che questo sia una cosa… ‘nsomma, che servirebbe sicuramente ai ggiovani.
Eppoi, uhm… ecco, io metterei anche la mia faccia per… per degli ideali… che sono, appunto, la guerra. Io sono assolutamente contro la guerra. Credo che quello che sta succedendo in Irak sia una cosa veramente… triste… E credo che l’Italia è un popolo cattolico, un popolo che crede nella Chiesa, e allora se crediamo nella Chiesa, la Bibbia dice che… ehm… praticamente… [non si ricorda la citazione] “porgi l’altra guancia”: quindi, assolutamente, io non credo nella vendetta e nell’odio. Quindi, la prima cosa che bisognerebbe esserci in Italia è… nel levare subbito le truppe dall’Irak. E un’altra… [applausi] Grazie!
Speriamo che le prossime elezioni non vinca Bush, perché sennò staremo altri quattro anni nel terrore [ride, applausi].
E poi, un’altra informazione che volevo dare, visto che qua sono ggiovani sicuramente della mia età… eeh… contro la droga. Assolutamente credo che la droga sia una cosa veramente… stupida… So che i ragazzi sono influenzati da persone più grandi, che sicuramente il sabbato sera in discoteca prendono extasy o si drogano. Questo credo sia totalmente sbagliato, perché… la vita è una e bisogna gestirla al meglio. E quindi, veramente, un no contro la droga [applausi].
Eppoi… io sono… amo molto gli animali [brusio, si interrompe]… Scusate: è veramente di cattivo gusto, questo fruscio… Ehm… So che in Italia ci sono molti combattimenti di animali… di cani…. e questa è una cosa che veramente per me non ci dovrebbe essere più. Quindi: una legge più severa nei confronti degli animali… Perché veramente gli animali sono i migliori amici dell’uomo… Io… tengo molto ai cani, soprattutto, faccio volontariato nei canili… E credo sia molto importante salvaguardare, appunto… gli animali.
Questo volevo dire, grazie! [applausi]
Clicca qui per ascoltare il file audio
(formato Mp3, 4’35”, 2,10 Mb)
Clicca qui per vedere il video
(formato Windows Media Player:
lei appare intorno al 59° minuto)












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MALVINO ALL'ACETO.

Malvino scrive a Ferrara:

"Avendoci confessato il suo debole per una società retta dai re filosofi, a Ottoemezzo, il referendum è per lei soltanto un'occasione per "educare alla realtà, come dice monsignor Caffarra, come diciamo noi che non siamo monsignori" quella plebe che "si distrae dai doveri e cerca conforto nei diritti, sempre più diritti, diritti di qualunque natura e specie". Si capisce perché lei abbia messo quella firma che per il buon Capezzone era prova di alto sentire democratico. Lei vuole lo scontro, che sa perdente: lei adora le cause perse per (sarebbe "che") possano ritagliarle un proficuo profilo. Ciò che molti credono coraggiosa intelligenza è solo una sublime miscela di furbizia e opportunismo."

Per il poco che può contare, sappia Malvino , lei mi delude sempre più.

"Tolleranti e indifferenti
L’occidente secolarizzato è fatto così, si distrae dai doveri e cerca conforto nei diritti, sempre più diritti, diritti di qualunque natura e specie. C’è del buono, la tolleranza, e c’è del marcio, l’indifferenza, in questo nostro regno di Danimarca. Il compito di coloro che hanno capito la controversialità delle grandi questioni di etica familiare, sessuale, riproduttiva e di etica della ricerca non è quello di elevare barriere tecniche, finte dighe politiche, è bensì quello di educare alla realtà, come dice monsignor Caffarra, come diciamo noi che non siamo monsignori. "

tratto dall'editoriale di giuliano Ferrara sul Foglio - "Lettera a preti e laici" - di sabato 25 settembre 2004

Per il poco che può contare, sappia Ferrara, io la stimo sempre di più.


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IMMAGINI DI UN DRAMMA IMMANE

"La chiamano pornografia. Sono le immagini che non si dovrebbero vedere. Sono le immagini che molti dichiarano di non volere vedere. Sono le immagini che molti vanno a cercare sui siti internet. Della pornografia hanno alcune caratteristiche: la scenografia è sommaria. La situazione è ripetitiva. I mezzi tecnici sono poveri. Perfino troppo poveri. Oggi, con uno sciocco telefonino in grado di riprendere brevi filmati, anche un ragazzino saprebbe fare di meglio.
Sono le immagini volutamente povere di un dramma immane.
Ogni volta che viene rapito un nuovo ostaggio ciascuno si chiede se lo rivedrà vivo, a raccontare le sue peripezie alle televisioni del mondo, o se dovrà accomiatarsi da lui in un video quasi clandestino mentre viene sgozzato come un montone sacrificale nella festa dell’Aid el-Kebir."





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UN'EUROPA NAZIONALPACIFISTA

 

 

 

 

 

 

 

 

La "Nato è sotto il dominio americano. Vogliamo fare di tutto per tenere gli Usa fuori dall'Europa. Quindi siamo per un'uscita dalla Nato e per la fondazione di un patto di difesa europeo. In ogni caso con Francia, Italia, Spagna. Il grande interrogativo e' se la Gran Bretagna sarà capace di affrancarsi dagli Usa".

e perchè no... magari finire il lavoro di sterminio degli ebrei e chiedere la rivincita con l'America.

In Francia il governo di Vichy è già in vita con Petèin Chirach.

In Italia si spera vinca Prodi Pantalone, pacifista e gran coglione.

La Gran Bretagna, se non ci sta, poco male: la invadiamo.

La Spagna è in ogni caso sempre in ritirata.

Il medio oriente è già nostro!

HAIL HITLER!

... nessun imbarazzo negli "antiamericani" de noantri?

come si chiamerà la nuova famiglia: NAZIONALPACIFISMO?

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domenica, 26 settembre 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fuori dalle sacrestie
Ascoltassero almeno il subcomandante Fausto Bertinotti
Ascoltassero almeno il subcomandante Fausto Bertinotti, quei citrulli che seguitano a fasciarsi di arcobaleno e quegli altrettanto sfaccendati giornalisti di tivvì e tiggì che si fanno in quattro per rappresentarci sul piccolo schermo le manifestazioni del pilatismo (come ha ben detto Fini) che portano acqua al mulino dei massacratori di donne al mercato e ai tagliateste di adolescenti curdi. «In ogni caso – ha scritto Bertinotti rispondendo a una lettrice di Liberazione – se si vuole perseguire nella condizione specifica la salvezza degli ostaggi, ci appare necessario distinguere il problema del loro rilascio da quello del ritiro delle truppe di occupazione». «Confondere le due cose, avrebbe significato semplicemente fornire un riconoscimento preventivo ad ogni forma di ricatto» e «legare il rilascio degli ostaggi alla questione del ritiro delle truppe, significherebbe gettare la chiave di una loro possibile liberazione in un pozzo senza fondo».

Ostaggi dei figli dei preti
I francesi «collaborano» e «apprendono l’eroica testimonianza del jihad» dicono i terroristi, ecco le primizie di come finirà l’Europa se accetta il ricatto e si fascia di preghiere in moschea e drappi arcobaleno. Saremo “dhimmi”, “ospiti” collaboratori del nuovo nazismo, però avremo salva la pelle (forse). E per i nostri figli? Ma quali figli, se tra vent’anni il continente europeo sarà a maggioranza musulmana e le nostre leggi saranno sottoposte alla più grande rivoluzione che il mondo moderno conosca. Massì, intanto continuiamo a farci del male – non a caso ostaggi dell’approdo gaionichilista dei tanti Grillini e Capezzone andati a scuola e all’oratorio dai preti e dalle suore prima di buttare via il cristianesimo reso odioso dal clericalismo – a correre allegri verso l’autodissoluzione con la vita fabbricata e buttata via in provetta, l’eutanasia, il matrimonio gay e la liberalizzazione delle droghe leggere e pesanti. Siamo ventre molle, burro che si taglia con un sorriso, gente che ha deciso di rinunciare alla ragione, basta che non mi diano noia, basta che mi facciano morire in pace, basta che mi permettano ancora di collezionare farfalle, tagliare l’erba del giardino, dar da mangiare ai cani e al piccione sotto casa.

Meritiamo di sparire come i dinosauri?
Volenti o nolenti così accadrà ai popoli del Vecchio Continente se continueranno a farsi guidare da un pensiero dominante all’insegna dei buoni sentimenti. Poiché, ammoniva Karl Popper, «chi insegna che non la ragione, ma l’amore sentimentale deve governare, apre la strada a coloro che governano con l’odio». Anche in Italia abbiamo avuto e abbiamo delle ottime testimonianze di questo formidabile bacillo che ci porterà alla perdizione, lassù, nella politica fatta a colpi di bianche notti circensi e nei commissari europei usciti dalle sacrestie, comandanti in capo di ulivi senza fede e senza coesione, essendo l’ipocrisia l’unico cemento dell’anima grigia e del grigio potere. Noi non nutriamo molte illusioni circa il futuro di questo nostro amato paese e continente. Tutto è contro, dalla demografia alla politica, dal conformismo dominante alla viltà di poteri forti (compreso certuni ecclesiastici) che non sembrano indaffarati in nient’altro che salvaguardare la propria ricca quanto inutile sopravvivenza. Ma se un futuro ci sarà, diverso da quello dei dhimmi, questo futuro dipenderà dai cristiani, ultima minoranza a difesa, anche per i musulmani saggi, delle ragioni della vita contro quelle del potere. Lo aveva capito bene Giovanni Paolo II: «L’Europa, o sarà cristiana, o non sarà». Svegliamoci, amici, fuori dalle sacrestie, fuori dai complessi di inferiorità, fuori da una partita giocata sempre e soltanto in difesa, fuori dalla tranquillità borghese, fuori dal tempo perso a coltivare fiori, fioretti, pensioni sulla morte e assicurazioni sulla vita. Il tempo si fa breve, e la salvezza di un popolo ( o la sua perdizione) è più vicina di quanto pensiamo.







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venerdì, 24 settembre 2004

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giovedì, 23 settembre 2004

FLIP FLOP

Kerry

 Windows | Quicktime 

da vedere assolutamente.

 

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Al direttore - Sulla tragedia di Beslan e la risposta di Putin, il neocon Radek Sirkosky dell’American Enterprise Institute dice: “Temo che il sostegno dato, quasi a prescindere, dall’amministrazione americana alla politica di Putin sulla questione russo-cecena farà danno al più ampio problema dell’America nei confronti della guerriglia e del terrorismo islamico. Infatti, per riuscire a mettere fuori gioco al Qaeda politicamente, a me sembra che dobbiamo avere l’obiettivo di convincere i musulmani moderati in tutto il mondo che non siamo anti-musulmani e che non siamo alleati con un’altra nazione, che loro vedono come un paese cristiano, che sta cercando di annichilire i musulmani. Dovremmo, invece, fare più cose come quelle che abbiamo fatto in Kosovo, dove l’occidente ha protetto i musulmani che erano in una posizione debole, sulla base del rispetto dei diritti umani universali”. Posizione di destra, sinistra o radicale? Ovunque vorrà collocarla, la sosterrò. A lei l’ardua sentenza. Cari saluti

Matteo Mecacci, New York
 
Risposta del Direttore
A volte penso che non i neocon, ma i cinesi e i russi, alla fine, ci libereranno della minaccia islamista radicale.
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"nel nome di allah

il misericordioso

e compassionevole"

?!?!?!

Dall'ANSA :''Nel nome di Dio il mericordioso, il compassionevole. Lode a Dio... noi della Organizzazione della Jihad annunciamo che il verdetto di Dio e' stato eseguito per i due prigionieri italiani tramite scannamento, dopo che il governo italiano guidato dal vile (primo ministro Silvio) Berlusconi non ha assolto la nostra unica condizione di ritirarsi dall'Iraq. Mettiamo in guardia il governo italiano che continueremo a colpire, e colpire, ogni singolo straniero in Iraq. E non ci arrenderemo e non rinunceremo fino a quando non avremo scavato le vostre tombe in ogni centimetro (pollice) della terra irachena....'', afferma il comunicato pubblicato oggi sul sito 'www.openforum.ws/vb/showthred.php?t=12529'. ''Nel nome di Dio il mericordioso, il compassionevole. Lode a Dio... noi della Organizzazione della Jihad annunciamo che il verdetto di Dio e' stato eseguito per i due prigionieri italiani tramite scannamento, dopo che il governo italiano guidato dal vile (primo ministro Silvio) Berlusconi non ha assolto la nostra unica condizione di ritirarsi dall'Iraq. Mettiamo in guardia il governo italiano che continueremo a colpire, e colpire, ogni singolo straniero in Iraq. E non ci arrenderemo e non rinunceremo fino a quando non avremo scavato le vostre tombe in ogni centimetro (pollice) della terra irachena....'', afferma il comunicato pubblicato oggi sul sito openforum

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mercoledì, 22 settembre 2004

SAGGEZZA E REALISMO

La Stampa, mercoledì 22 settembre, p. 3, Il cardinale Sodano: «Perché bisogna appoggiare Allawi» (P. Mastrolilli)

NEW YORK - «Ora bisogna aiutare il governo Allawi». Il cardinale Angelo Sodano pesa bene le parole, seduto nella biblioteca della residenza dell'osservatore permanente vaticano presso l'Onu, Celestino Migliore. Poi aggiunge: «In Europa si discute la legittimità del nuovo esecutivo, e forse il giudizio della storia sull'intervento in Iraq sarà severo. Però va considerato un fatto: questo figlio è nato. Sarà anche illegittimo, ma ora c'è, e bisogna educarlo ed allevarlo».
Qual è il suo giudizio sull'Iraq, anche in rapporto al rapimento delle volontarie italiane Simona Pari e Simona Torretta?

«So bene che i giudizi sull'attuale situazione in Iraq sono molto contrastanti a causa del diverso orientamento politico di chi pur cerca di esaminare il tutto in una visione d'insieme. Su di una cosa, però, tutti dovremmo concordare: ora dobbiamo aiutare quelle popolazioni che vivono fra il Tigri e l'Eufrate a vivere in pace e riconciliarsi tra loro. Hanno già sofferto troppo. Ora bisogna aiutare il governo Allawi. Presto quel governo invierà pure un ambasciatore presso la Santa Sede. Essa è già presente a Baghdad con un suo nunzio apostolico, l'arcivescovo Filoni, che in questi tempi difficili è rimasto sempre in Iraq. La sfida attuale è quella della riconciliazione. Questa è anche la sfida che lanciano i cristiani dell'Iraq, i quali ben ricordano come fu proprio là, da Ur dei Caldei, che col Patriarca Abramo iniziò la grande avventura dei credenti delle tre grandi religioni monoteiste: ebrei, cristiani e musulmani, che dovrebbero riconoscersi figli dello stesso Dio onnipotente e misericordioso».

Eppure continuano i rapimenti e le violenze.

«Spesso si tratta di bande criminali che approfittano della mancanza di autorità. Capitò anche da noi, in Italia, alla fine della Seconda guerra mondiale. Ricordo che ero ragazzo ad Asti, e un giorno sentii delle grida nella strada. Mi affacciai e vidi un uomo che picchiava un altro. Scesi a dividerli e l'aggredito mi disse che era stato membro del Fascio, ma non aveva mai toccato l'aggressore. A un altro giovane andò peggio, e fu trovato morto sotto un albero. Intendiamoci: i nazisti compirono orrori terribili. Ma quanti delitti avvennero in Italia dopo la guerra, ad esempio in regioni come l'Emilia Romagna, per la mancanza di autorità. E il nostro Paese è una culla della civiltà. Qualcosa di simile capita ora in Iraq, dove c'è anche un fattore politico importante».

Cioè?

«I terroristi sanno che se una democrazia stabile prendesse piede a Baghdad metterebbe in difficoltà anche i Paesi vicini come l'Iran e l'Arabia Saudita, dove ancora si va in prigione per il possesso di un Crocefisso».

Dal Medio Oriente al Sudan, la pace è minacciata o assente in molte regioni del mondo. Quali sono, secondo la Santa Sede, le emergenze più gravi e come vanno affrontate?

«È vero, vi sono troppe minacce alla pace. La situazione in Darfur è davvero penosa. In un anno e mezzo abbiamo assistito all'esodo di un milione di profughi, e ogni mese muoiono per malattia migliaia di persone. Per fortuna ora la comunità internazionale si sta muovendo. Vi è poi il dramma che sconvolge sempre la Terra Santa, e una situazione dolorosa che prosegue nel cuore dell'Africa, specie nel Nord dell'Uganda. Non rimane che continuare a costruire ponti di pace: è un lavoro più urgente che mai».

Il presidente Bush ieri ha parlato all'Onu in un Palazzo di Vetro blindato per la minaccia del terrorismo.

«New York mi è parsa in stato di assedio, ma l'autodifesa è il primo obbligo. Questo antiamericanismo in Europa è facile, però chi è stato scottato ha priorità diverse. Naturalmente il terrorismo non si sconfigge solo con le misure di sicurezza e gli strumenti militari, ma bisogna proteggere la popolazione».

Questo è un anno elettorale negli Stati Uniti, dove la fede e i valori giocano un ruolo centrale. Quale messaggio intende dare ai fedeli americani su questo piano?

«È vero. Qui negli Usa i valori religiosi sono molto sentiti. Ciò fa onore a questo grande Paese dove si è creato un modello di società che deve far riflettere anche gli altri popoli. Sovente, in Europa, la giusta laicità dello Stato è degenerata in un laicismo militante che fa dimenticare l'identità storica del nostro Continente».

La Santa Sede ha preferenze tra i due candidati presidenziali?

«I vescovi americani offrono principi, non indicazioni di voto».













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Dobbiamo ahimè, prepararci al peggio !

Questa volta sventato grazie ai nostri servizi segreti.

Se qualcuno avesse ancora dei dubbi, si, siamo in guerra.

Con dei terroristi.

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martedì, 21 settembre 2004

riprende

e stasera con Ernesto Galli della Loggia e Capezzone si parla di procrezione assistita

ci sarà del fuoco stasera a LA7

Galli della Loggia venerdì scorso sul Corriere della Sera aveva scritto questo articolo che direi "commovente" tanto è VERO:

SE FUGGIAMO DAL DOLORE

«È forse un peccato volere un figlio sano?». Questo grido dal cuore a cui ha dato voce qualche giorno fa Miriam Mafai riassume perfettamente, sono sicuro, il sentimento della grande maggioranza degli italiani di fronte all' intervento a base di cellule staminali tratte dal cordone ombelicale di due suoi fratellini concepiti all' uopo, compiuto al San Matteo di Pavia per guarire Luca, il bambino affetto da talassemia, figlio di due genitori turchi residenti nel nostro Paese. Poco conta davanti a quella semplice domanda il fatto che per ottenere il risultato di cui sopra è stato necessario procedere ad una selezione genetica degli embrioni dei potenziali fratellini di Luca, che inevitabilmente riecheggia, almeno nel principio, la prassi eugenetica che fu del nazionalsocialismo e, meno spietatamente ma fino a tempi non lontani, di alcune legislazioni europee e americane. «È forse un peccato volere un figlio sano?». Chi mai può rispondere di sì? E dunque sembra ovvio che, una volta accettata la diagnosi genetica prenatale al fine di guarire un soggetto terzo, essa sarà inevitabilmente spesa al fine di impedire una malattia del nascituro stesso: in fondo dov' è la differenza? Non è meglio, per quanto possibile, che tutti abbiano bambini sani e che promettono di vivere a lungo? Ed è ugualmente ovvio che quando tutto è riducibile (e ridotto) a una domanda simile, anche l' esito dell' eventuale referendum per cancellare o modificare la legge sulla fecondazione assistita, per cui in questi giorni si stanno raccogliendo le firme, può considerarsi scontato. Chi può dubitarne? Anche qui vincerà a mani basse il partito del non divieto, o meglio dei minori divieti possibili alla speranza salutista. Non sta scritto da nessuna parte, però, che la discussione su che cosa una società debba decidere in una materia di portata immensa come è questa della diagnosi genetica e della fecondazione artificiale, della vita e della morte, debba esaurirsi nel problema del permettere e del vietare. Il codice penale non è l' alfa e l' omega dell' etica, e la bussola della storia umana non è, per fortuna, custodita nelle aule dei tribunali o dei parlamenti. Sarà allora giusto (e si spera consentito) riflettere in una prospettiva diversa da quella dei diritti e delle pene che ci assedia quotidianamente. Osservare, per esempio, che dietro il desiderio di far nascere per quanto possibile solo bambini sani e che promettono di vivere a lungo c' è l' idea e il sentire sempre più diffusi nella nostra società che il dolore fisico e morale, e ciò che lo provoca, la malattia, il male, sono qualcosa di materialmente ma soprattutto di psicologicamente insopportabile, qualcosa da scongiurare e da fuggire a tutti i costi. Non solo: qualcosa che alla fine è possibile espungere, cancellare dall' orizzonte umano. Magari a costo di sopprimere l' individuo umano stesso, come nel caso dell' eutanasia, la cui legalizzazione già si annuncia qua e là sotto varie forme. Proprio l' esempio dell' eutanasia sembra indicare che ormai nelle nostre società la morte può essere accettata, paradossalmente, solo per essere negata. Di fatto essa è già stata espulsa dalla domesticità e dalla esperienza quotidiane, venendo relegata nell' unico ambiente consentito, quello dell' ospedale. Adesso siamo tentati di farla finita, oltre che con la morte, anche con tutto ciò che sfigura e affligge il corpo. In realtà, dietro l' obbligatoria benevolenza verso «non udenti», «non vedenti», «portatori di handicap» sempre meno ci riescono tollerabili l' imperfezione fisica, le infermità immedicabili, le mille imperfezioni che dalla notte dei tempi ci ricordano la nostra precarietà. Non ne vogliamo più sapere di questa parte in ombra, misteriosa e dolente della nostra natura; e dal momento che la scienza sembra permettercelo, da quello stesso istante non riusciamo più ad accettarla e a convivere con essa. Inutile dire come sul piano antropologico questo rifiuto ratifichi e amplifichi a dismisura l' abissale frattura culturale già oggi così evidente tra il mondo occidentale e tutti i popoli del Pianeta. Di fronte a una umanità bianca che si avventura dietro il sogno di un corpo affidato fin dal concepimento alla tutela della scienza, si levano, in un' altra metà del mondo, folle di corpi, il cui destino resta invece in balìa della più cieca casualità, segnati dall' imperfezione e dal male. La differenza di reddito tra noi «e gli altri» tende a tramutarsi così in una radicale diversità della stessa esperienza della fisicità umana. Il che dà l' idea dell' altrettanto abissale frattura che l' avvento come pratica di massa della diagnosi genetica degli embrioni è sul punto di rappresentare rispetto a tutto quanto il nostro stesso passato storico. Interi universi di pensieri e di sentimenti, interi mondi morali e artistici sono destinati fatalmente alla insignificanza e, in prospettiva, alla liquidazione. Primo fra essi, naturalmente, il mondo spirituale cristiano (e, oserei dire, quello di qualunque religione) con la sua idea della preziosità irripetibile di ogni soma umano e del misterioso legame mimetico che lo lega al Dio creatore: fonte di quel retaggio di misericordia e di amore per tutti gli esseri che costituisce la più degna e disperata utopia, alla base di tutte le altre utopie universalistiche di cui da venti secoli si nutre l' Occidente. Alla domanda di Miriam Mafai da cui sono partito si può dunque rispondere con un' altra domanda. No, certo che non è un peccato volere un figlio sano. Ma nel nostro mondo imperfetto vige una regola ferrea: tutto ha un prezzo, e in genere tanto più alto quanto più grande è il vantaggio che si ottiene. Ebbene: qual è nel nostro caso questo prezzo? Non è un gesto né di prepotenza né di arroganza chiedere di saperlo prima di decidere se è giusto pagarlo. Ernesto Galli della Loggia

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di ENZO REALE di 1972 :

A futura memoria. C' uno che ha fatto l'elenco di tutti quelli che - con Fidel Castro, Kim Jong Il e l'ayatollah Khamenei - hanno detto che Bush uguale a Hitler. Ma ne mancano.
 
Bush / Hitler montaged
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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lunedì, 20 settembre 2004

 

L'ultima macchina dalla quale vorrei essere tamponato

 

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ffiiiuu ... avevo letto "meglio nude che con palle".
 
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God bless the wall.

Why is Israel building the anti-terrorist fence?

More than 900 people were murdered in attacks carried out by Palestinian terrorists since late September 2000.

 

 


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NOTTE "BIANCA" A ROMA

 

 

 

 

 

 

 

NOTTE "ROSSA" A FORLI'

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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venerdì, 17 settembre 2004

Ops!

 

"Aggredire un arbitro è una barbarie davvero inconcepibile. Come se a qualcuno venisse voglia di menare Kofi Annan"

Maurizio Crippa

... ve l'ho già detto, vero, che il Sorvegliato è romanista.

 

 

 

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PRIORITA'

"Le due Simone tornino libere, i nostri soldati tornino subito"
...e soprattutto alcuni vescovi tornino a fare i pastori e a guidare il loro gregge. Perchè di quest'ultimo "ritorno" c'è un grande e prioritario bisogno.

in foto il vescovo di caserta Raffaele Nogaro ...

 

Ma chi è che l'ha fatto vescovo questo qui? ahhh, Lei ... scusi Santità!

 

 


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giovedì, 16 settembre 2004

BLOG e RIVOLUZIONE

Christian Rocca in un articolo che è uscito oggi su IL FOGLIO smentisce la Guia Soncini. Sbaglia la sofisticata Signora a scrivere che il fenomeno dei Blog è una pratica di onanismo virtuale (pugnettari post adolescenti).

I Blog possono fare anche le rivoluzioni. Almeno in America.

In America è in atto una vera rivoluzione sull'informazione grazie proprio a degli anonimi BLOG i quali stanno scovando molti falsari del giornalismo e provocando grandi imbarazzi ed alcune dimissioni nelle più potenti istituzioni giornalistiche del mondo.

"C'è in corso una rivoluzione e i rivoluzionari stanno vincendo. La notizia della settimana è la seguente: alcuni signori sconosciuti che su Internet si firmano con strambi nomi tipo Free Republic , Power Line e Little Green Footballs stanno facendo crollare una delle cattedrali del giornalismo mondiale: la Cbs News del mitico Dan Rather."

Scrve ancora Rocca: "In pochi mesi, anche con l'aiuto dei bloggers, il direttore del New York Times si è dimesso per aver protetto il falsario Jayson Blair."

(...) "Poi i vertici della Bbc si sono dimessi a causa di un falso scoop "pacifista" contro Tony Blair. Ora sotto il fuoco c'è Dan Rather della CBS News. Le tre più grandi istituzioni giornalistiche del mondo sono state colte con le mani nella marmellata del pregiudizio di sinistra."

Il Sorvegliato chiude un attimo gli occhi e sogna. Sogna la rivoluzione. La rivoluzione dei Blog di casa nostra. Sogna il giorno in cui dei blog italiani (ma ne basterebbe anche uno ) finalmente porteranno la rivoluzione dentro

aliana.

e, ancora ad occhi chiusi, gli sfugge un vecchio slogan dei tempi in cui non era ancora nato ..."giornali borghesi, ancora pochi mesi!"

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CAFFARRA DOCET

Il vescovo che vuole educare alla realtà ne ha fatta un’altra. Interessante

Si può essere miscredenti, nel senso che non si ha la fede, ma non si deve mai essere increduli, nel senso dell’autoillusione. L’Arcivescovo di Bologna, Monsignor Carlo Caffarra, crede con eguale intensità nella Chiesa (di cui è tra le guide) e nella passione di Cristo, e non è mai incredulo o debole di pensiero perché predica l’educazione alla realtà come misura non transigibile delle cose umane, che per lui è fissata dalla nozione del divino e della sua incarnazione. Per questo nella sua prima nota pastorale sono scappate a Caffarra alcune idee semplici e utili, da discutere laicamente anche se non si è destinatari della lettera perché non si è nel gregge. Dice il vescovo, che è un intellettuale di valore (se la parola intellettuale abbia ancora un senso, chissà), che nel mondo si agita uno spiritualismo disincarnato, di tipo gnostico; che prevale un’etica universalistica, da “arcipelago dei popoli”, in cui il denominatore morale si attesta su una soglia morale sempre più bassa, fatta di mere regole formali; che la Chiesa non può limitarsi all’amore per la pace e per i poveri, deve essere significativa nel confronto con la realtà; che i cristiani hanno diritto di essere tali nella società e nella scuola, contro la religione della laicità che annulla l’identità; e che l’uomo sarà pure un discendente biologico evoluto della scimmia, ma è anche altro.
C’è un piccolo partito convinto che nella penuria di pensiero della società liberale moderna certi uomini di Chiesa sono un senato accademico di prima utilità e grandezza per capire la realtà, perché studiano e parlano da una cattedra che oggi ha più cose da dire della cattedra impolverata del libero pensiero. Siamo da tempo in quel partito. E Caffarra docet.

(Editoriale de IL FOGLIO del 16.09.2004)

Anche il Sorvegliato è di quel partito: infatti...

FREE THOUGHTS ABOUT THE UNESCAPABLE REALITY




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mercoledì, 15 settembre 2004

LASCIAMOLI IN PACE ?

Più in basso troverete un link ad un video che mostra tre donne frustate, poi avvolte in un lenzuolo bianco e semisepolte, vive, per terra, ed infine lapidate. Pratica dell'Afghanistan talebano, dell'Iran (due settimane fa tale sorte è stata subita da una ragazza di sedici anni per atti contrari alla castità), nonchè di alcuni paesi africani benedetti dalla civilizzazione islamista. Conviene sopportare il lungo discorso in arabo per i primi 3 minuti e vedere il seguito, preferibilmente in dsl. Qui il video ospitato in un sito gestito da ex musulmani, che consiglio di leggere.

Questa cultura che compenetra religione e stato dura da quattordici secoli. Quattordici secoli colmi del dolore comminato lentamente a milioni di individui ingannati da un falso credo e martoriati dalle sue regole. C'è qualcuno qui in occidente che vuole far credere che "volere la pace" significhi lasciarli continuare. Poi si spaccia per moralmente superiore.

Aggiungo un elenco di siti gestiti da ex-musulmani.

http://www.secularislam.org/

http://www.faithfreedom.org/

http://www.middleastwomen.org/

http://www.apostatesofislam.com/

http://www.mukto-mona.com/

http://www.homa.org/

http://www.ladeeni.net/english.htm

http://taslimanasrin.com/

http://www.muslimsandislamic.faithweb.com/

http://www.geocities.com/freethoughtmecca/

http://exmuslim.com/

http://www.islamreview.org/

http://www.shoebat.com/

http://www.noniedarwish.com/

http://www.murtadd.org/

http://www.webspawner.com/users/hfali1/

http://www.knowislam.info/

http://www.geocities.com/ibn_rushd2

http://www.ampbreia.com/

 

 

GRAZIE A PAOLO di I LOVE AMERICA









































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MAFAIBENE

Miriam Mafai, Repubblica:

"Per molto tempo la sinistra ha esitato a prendere una posizione netta contro il terrorismo islamico, (...)(che) sarebbe la risposta, violenta ma in qualche modo comprensibile, alle sofferenze di cui l'Occidente era responsabile. (...) Tutto questo non ha nulla a che vedere con le colpe dell'Occidente. (...)

Anche noi abbiamo conosciuto nel corso degli anni '70 il fenomeno del terrorismo (...) anche allora la sinsitra tardò a riconoscere il nemico (...) in alcune espressioni, se non di simpatia, di comprensione nei confronti del terrorismo islamico, io non posso non sentire l'eco per quanto lontana di analoghe posizioni. E mi chiedo come quella drammatica esperienza non ci abbia vaccinato una volta per tutte contro ogni possibile forma di comprensione nei confonti del terrorismo (...) Forse esagero, ma nella resistenza che in alcune zone della sinistra vengono frapposte alle nuove posizioni di Fassino, Bertinotti, Ingrao mi sembra di leggere anche i residui, mai del tutto estirpati, di questa posizione".

Secondo voi Esagera?

Grazie a KOESTLER (LA FRECCIA NELL'AZZURRO)

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martedì, 14 settembre 2004

 

L’attivismo del Coniglio europeo

 

Zapatero cerca spazio nell’Unione per la sua linea scappa-e-fuggi

Il premier spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero, parlando a Tunisi qualche giorno fa, aveva sostenuto una tesi irresponsabile: se anche gli altri paesi presenti in Iraq seguissero il suo esempio, cioè fuggissero di fronte agli attacchi terroristici, le cose finirebbero con il sistemarsi perché, dice, “così si creerebbero aspettative più favorevoli”. Favorevoli a chi non è difficile immaginarlo. Il leader di al Qaida al Zawahiri, che già canta vittoria da qualche nascondiglio segreto, se si desse retta a Zapatero lo farebbe dal più alto dei minareti di Baghdad. Quello che Zapatero non vuole intendere è che il terrorismo islamico, che precede e non segue la guerra a Saddam Hussein, può vincere, se non viene fermato con gli unici strumenti adatti, che non sono certo quelli del cedimento e della fuga dalle responsabilità.
Ora, per propagandare la fuga, il primo ministro spagnolo ha organizzato un vertice con Gerhard Schroeder e Jacques Chirac, che l’hanno accettato anche per ridurre l’effetto del forfait di Tony Blair, che ha disdetto bruscamente un incontro a tre già programmato. L’attivismo di Zapatero, che punta a consolidare una specie di fronte della fuga, sarebbe patetico se la situazione, così grave, non lo rendesse pericoloso. La sfida della democrazia, in Iraq come in Afghanistan (dove le truppe spagnole, per dirla tutta, sono restate e sono anche aumentate di numero), si gioca sulla possibilità di tenere elezioni che le varie formazioni di terroristi cercano in ogni modo di impedire. Il loro obiettivo è quello di far sprofondare quei paesi in una interminabile guerra civile. La Spagna, che ha vissuto la più lunga e tragica guerra civile europea, dovrebbe sapere bene che cosa significhi. Riconoscere le vittime di quella guerra e risarcirle, come Zapatero ha annunciato di voler fare, è moralmente e politicamente incompatibile con una politica che si disinteressa del rischio concreto che quella tragedia si rinnovi altrove. Zapatero, però, nella sua ansia di protagonismo un po’ naïf, non si pone problemi di questo genere.

EDITORIALE DE IL FOGLIO DEL 14-09-2004




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lunedì, 13 settembre 2004

CHE VERGOGNA!

L'OPPORTUNISMO DI UNA FRANCIA

MONARCA ASSOLUTA D'EUROPA.

Dall'ANSA: Annullata la visita che il presidente del governo provvisorio dell'Iraq Ghazi al Yawar doveva fare mercoledi' al parlamento Ue. Lo apprende l'Ansa da fonti sicure. La decisione sarebbe stata presa a seguito delle riserve manifestate dalla Francia che a suo tempo aveva fatto gia' cancellare Parigi dal viaggio che al Yawar sta compiendo in Europa, considerando una sua presenza nel paese "poco opportuna".

Ma mandiamola a cagare questa Europa, che altro non è che una Francia allargata a dei vassalli minori. Il veto francese oramai e su tutto e tutti. Schiavi dei francesi, ecco cosa siamo noi europei. Bisogna spaccarla. Di netto. Fare due Europe. L'EUROARABIA con capitale Parigi e L'EUROCCIDENTE con capitale Londra. Ognuno sulla sua strada.

AVVERTIMENTO A TUTTI I LETTORI DEL SORVEGLIATO: QUESTO BLOG SI STA FACENDO SEMPRE PIU' FEROCEMENTE ANTIEUROPEO. SOGNA IL GIORNO IN CUI L'EUROPA, QUESTA EUROPA, NON SARA' PIU'. SOGNA IL DISFACIMENTO DELLA BUROCRAZILANDIA MONARCHICA CON COMANDO FRANCESE. SOGNA UNA EUROPA AMERICANA. PERCHE' SE PARIGI FA TUTTO PER SPACCARE L'OCCIDENTE, NOI A BUON DIRITTO DOBBIAMO SPACCARGLI IL SUO PERSONALE GIOCATTOLINO CHIAMATO EUROPA.

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TAPIS ROULANT e CONEJOS

Il premier spagnolo Zapatero ricevera' nel pomeriggio di oggi il presidente francese Jacques Chirac e il cancelliere tedesco Schroeder. Abbandonato Putin al suo destino (un destino di avvicinamento se non di stretta alleanza con Bush, per via di una comune guerra al terrorismo), la volpe francaise ed il gatto tetesko sostituiscono in quattroequattr'otto il vecchio alleato russo con il meno importante ma più folkloristico corridore ... ops, premier spagnolo.

Si tratta del primo vertice tripartito dopo la decisione del governo socialista spagnolo di "tornare al cuore dell'Europa" lasciando da parte l'alleanza con gli Stati Uniti sull'Iraq. La ormai famosa svolta del "fuggitivo".

I tre svolgeranno il vertice di oggi su degli speciali Tapis Roulant d'ordinanza, simbolo del governo Zapatero, fatti preparare appositamente per l'occasione nel salone buono della Moncolova. Il momento centrale del vertice sarà quando verrà intonato, direttamente da Zapatero, l'inno nacional de los conejo (nuevo inno nacional de Espana). Un Inno che, unico caso al mondo, che prevede l'accompagnamento della musica con un passo di ballo tipicamente spagnolo, l'allegro passo di ballo del los conejo, da eseguirsi sul tapis roulant.

Mentre a Madrid si canta e si balla, a Mosca "si stringe la morsa del Cremlino". Convocati tutti i vertici del Paese dopo la strage di Beslan, Putin promette un pugno durissimo. In una convocazione senza precedenti, Putin annuncia una "radicale ricostruzione" dell'apparato del potere di tutte le Russie. Fa anche una dura autocritica: "Contro i terroristi non e' stata fatto abbastanza - ha detto - bisogna annientarli nelle loro tane".

A Madrid le "inquietanti" affermazioni di Putin trovano il disappunto dei tre. Zapatero in conferenza stampa si lascia sfuggire:" Speremos che intras de la tanas non ve sianos conejos."

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Noi, sottouomini.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Il terrorismo è una tecnica, ma la sostanza è un’altra, ed è religiosa, di civiltà, implica una diversa definizione di Dio, dell’uomo e del mondo. Islam vuol dire sottomissione, e i jihadisti di scuola wahabi vogliono semplicemente sottometterci a un dio esclusivo e alla sua umma, la comunità dei credenti che è teologicamente autorizzata a considerare i miscredenti sottouomini, loro e i loro bambini, e a sgozzarli come maiali. (...)

... guardare i bambini nudi e insanguinati di Beslan in tv e concludere che c’è un mistero, ma questo mistero non è il mistero del male nel mondo, il mistero antico della religione e della guerra, è piuttosto il quiz a risposta già pronta sulle responsabilità dei servizi speciali russi, sulla cattiveria del potere. Una collega mi ha telefonato e mi ha posto questo problema come il primo problema. Le ho risposto che ho visto i soldati russi mettere in salvo i bambini risparmiati dalla furia del nemico, e la telefonata è finita lì."

(editoriale di Ferrara del 06/09, ripreso da TEMPI)

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venerdì, 10 settembre 2004

11 settembre tre anni dopo:

per non dimenticare

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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SODDISFAZIONI

 

Non mi bastava essere ospitato a casa di SILVIO

e allora ho bussato anche a casa di GEORGE

 

 

 

 

 

devo dire in ottima compagnia.

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Coraggio,

meglio guardare nel fondo dell’abisso

Alcuni pezzi di un bell' articolo di B. Servegnini sul Corriere di ieri

Varsavia, aprile 1943. Beslan, settembre 2004.
Guardate queste fotografie: due bambini, con le braccia alzate, s'arrendono alla stupidità malvagia degli uomini. Nessuno ha detto, ieri, che gli orrori del nazismo non si dovessero mostrare. Alcuni sostengono, oggi, che la mattanza cecena vada invece attenuata. Certe immagini - si dice - sono troppo crude per essere mostrare sui giornali e in Tv. Meglio limitarsi a descrivere, sottintendere, lasciar immaginare. Mi domando, e vi domando: rifiutando lo spettacolo dell'orrore, siamo pietosi oppure chiediamo di non essere (dis)turbati?
Problema vecchio, dirà qualcuno. Problema nuovissimo, invece: perché l'orrore aumenta, insieme alla possibilità di riprenderlo (quando non sono i giornalisti, sono i terroristi). Non c'è solo la scuola in Ossezia. Immagini raccapriccianti arrivano dalle strade di Israele, dal metrò di Mosca, dai cortili bianchi dell'Iraq, dalle stazioni spagnole. Sabato è l'11 settembre.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Tre anni fa intorno ai grattacieli d'America sono accadute cose sconvolgenti: uomini bruciati, donne disintegrate, gente che saltava verso la morte in una mattina di sole. (...)
La prima reazione - anche la mia - è stata: no. Queste immagini sono intollerabili. Ma poi ho pensato: forse è giusto che contempliamo l'abisso in cui siamo caduti. In passato le stragi, le foibe, i gulag e le fosse comuni non hanno provocato le reazioni che avrebbero dovuto, anche perché, in fondo, abbiamo visto poco (talvolta, niente). L'enormità dei campi di sterminio nazisti è apparsa chiara appena qualcuno ha visto cosa succedeva. Le voci e i sentito-dire avevano consentito al mondo di illudersi: forse non è vero, forse non sono capaci di tanto. Erano capaci: di tanto e di qualcosa di più.

Mi chiedo e vi chiedo: e se gli uomini, vedendo di quali cose sono capaci altri uomini, uscissero dal torpore? La morte - quella di ieri e quella di oggi - puzza, brucia, scalcia, grida e vomita: non è pulita come un videogioco, anche se qualche generale, in conferenza stampa, ama presentarla così. Il mondo ha reagito all'11 settembre, ma non ne ha capito fino in fondo l'enormità: un angolo del nostro cervello ha continuato a vedere un film di Hollywood (si accendono le luci, si va tutti a casa). Se dai televisori del mondo fosse uscito l'odore dolciastro che aleggiava intorno alle macerie delle Torri Gemelle, allora sì: forse avremmo capito e avremmo reagito meglio.
Credo che nessuno capisca fino in fondo l'abominio di un'autobomba tra la folla, se non s'è trovato in mezzo. La stoltezza di chi giustifica una tale nefandezza in nome di qualche causa si spiega solo così: tanta gente non sa di cosa parla. Per sopravvivere - per circoscrivere il caos, per non sentire la puzza, per difendere le proprie penose teorie - ha bisogno di rimuovere l'orrore.










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Lettere a Ferrara

da leggere e conservare, in particolare quella di Enzo!

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giovedì, 09 settembre 2004

Il Sorvegliato

è sul sito di

Forza Italia ....

non ci posssssso creee-de-re!!!

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IL PERDONO DI UN CRISTIANO

è l'inizio di un mondo nuovo

Un Educazione al rispetto della vita, al perdono, all'amicizia col prossimo e fra i popoli, è il più efficace strumento contro il terrorismo. E' l'inizio del mondo nuovo.

"(...) Ma allora qual'è la strada possibile? E' il perdono della vedova Coletta* ; il perdono di un cristiano che, secoli fa, ha cominciato un nuovo popolo con gli angli, i sassoni, gli ungari che gli avevano massacrato il padre; il perdono del barbaro (...) colpito dall'umanità dei Cirillo, dei Metodio, dei Patrizio e dei Bonifazio. Un perdono che diviene positività, ricostruzione, civiltà, pace, lavoro, scienza, progresso, democrazia, tolleranza, possibilità di essere sempre più grande delle circostanze che dovrebbero opprimerci. (...) Perciò, mentre ci si deve difendere dal terrorismo, anche mediante operazioni di "peace Keeping" che impediscano la nascita di nuovi Stati filoterroristi, ognuno di noi non può sottrarsi agli accorati appelli dei profeti del nostro tempo, quali il Santo Padre, madre Teresa, monsignor Giussani.

Un Educazione al rispetto della vita, al perdono, all'amicizia col prossimo e fra i popoli, è il più efficace strumento contro il terrorismo. E' l'inizio del mondo nuovo."

L'intero articolo : Vittadini .

* Margherita Coletta che nell’attentato di Nassiriya, ha perso suo marito, nella foto a sinistra con la famiglia all'Udienza del Papa (Foto Catholic Press Photo):

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mercoledì, 08 settembre 2004

VINCINO
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COPYCAT / ANDREA'S VERSION n° 71

"L’intenzione era di spendere due parole su Giulietto Chiesa perché a ben guardare se le merita. La sua serena visione delle cose del mondo, per cui si è messo in testa che Bush se la intenda con bin Laden e che l’11 settembre se lo siano fatto gli americani in casa, proprio ieri lo aveva di nuovo condotto, sull’abbrivio di un ragionamento di nuovo ineccepibile, a scovare un ceceno di Londra per informare i lettori della Stampa sul perché e per come anche la strage di Beslan sarebbe stata, e poche balle, opera dei russi. Poi abbiamo pensato che nemmeno la specie dei Giulietti è priva di attenuanti. Avrete letto che alla Festa dell’Unità di Genova hanno cancellato Occhetto dalle foto. Ora, nonostante il giusto e severo magistero liberale di Pigi Battista sul fatto che ciò non è bello, noi restiamo tuttavia dell’idea che da Occhetto in qualche modo ci si debba difendere. In ritardo? E passi. Mentre a non farlo mai, passare gli anni avendo di continuo sotto gli occhi panciotti colorati, barbette da caprette, ciuffetti col foulard e foto di bacini, si diventa dei Giulietto Chiesa, sguardo fisso di lato a occhio di gallina." (by IL FOGLIO del 08/09/2004)

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martedì, 07 settembre 2004

RAPITE DI GUERRA

Adesso fiaccoleranno prontamente per le due ragazze di "UN PONTE PER" rapite a Baghdad e sarà definito questo un altro rapimento "ingiusto" perchè "Un ponte per" è una ONG del social forum, pacifista etc. e si bisseranno tutte le vaccate dei distinguo che ci hanno fustigato per la morte di Baldonibuono e Quattrocchicattivo.

Savy (in un commento al sorvegliato)


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Su Casini, Prodi e gli altri fiaccolai.

"...è scoppiata la guerra e i cattolici al potere in Italia, non importa a quale polo appartengono, ... sono fusi in un'identica indifferenza al reale ..."

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VINCINO
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lunedì, 06 settembre 2004

I profeti della pace

 - dice Ferrara - non hanno la soluzione pratica. Posseggono quella ideologia che tra il dolore e la morte scelgono con baldanza razionalista la morte. Inconsapevolmente? In buona fede. Ma "che ambiguo stato del cuore sia la buona fede dovremmo averlo imparato nel corso di tutto il Novecento".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

qui di seguito tutto l'editoriale di sabato de IL FOGLIO:

Il nostro mondo non salva i ragazzini.

Da tempo il separatismo ceceno è diventato islamismo wahabi, una tigre che divora la preda, a Mosca come a Beslan. Loro sanno perché lo fanno. Hanno un dio dalla loro parte, e lo invocano in battaglia contro la nostra divinizzazione della vita serena e pacifica, laica e solidale, e non fanno differenza tra le Torri, gli autobus di Beersheba, le teste di ebrei e cristiani, la discoteca di Bali, la stazione di Madrid-Atocha, il primo giorno di scuola in un villaggio dell’Ossezia. Noi facciamo il safari post coloniale dei secolarizzati, scattiamo le foto e mandiamo in onda le dirette, piangiamo le vittime innocenti. Poi l’occidente europeo continentale, che in nessun senso è innocente, si immerge nella sua normalità indolente, e chiacchiera. Meglio le truppe o la diplomazia? Meglio comunicare uniti ai terroristi islamici che non prevarranno o procacciarsi un comunicato dagli amici di Hamas nella strategia del si-salvi-chi-può? Meglio l’Onu o l’unilateralismo? Meglio prevenire o aspettare e vedere? Meglio Bush o Michael Moore?
Molta gente in buona fede – e che ambiguo stato del cuore sia la buona fede dovremmo averlo imparato nel corso di tutto il Novecento – sostiene che per salvare i ragazzini bisogna curare la disperazione e la povertà. Le piaghe del mondo urlano contro i ricchi, e anche i ricchi piangono. Secondo il presidente degli Stati Uniti, invece, il giovane secolo in cui ci siamo introdotti pieni del suo terrore deve essere il secolo della libertà. Perché c’è un nemico, va conosciuto e riconosciuto, snidato e combattuto pagando il prezzo necessario per difendere libertà e vita dell’occidente, metafora per il mondo se il mondo deve essere salvato anche in nome dei ragazzini.
L’America, con l’Inghilterra di Blair e un pugno di nazioni volenterose, va nella giusta direzione, e compie molti errori. Fallujah e Samarra sono ancora nelle mani delle bande sunnite. I sauditi, i mullah iraniani, gli alauiti di Siria sono tutti al loro posto, e Israele è isolato nella sua autodifesa. I profeti della pace non compiono alcun errore, perché il dialogo è un metodo senza sostanza, ma vanno nella direzione del disonore politico, e in ultima analisi di quella particolare forma di suicidio che è l’eutanasia, non la soluzione pratica ma l’ideologia che tra il dolore e la morte sceglie con baldanza razionalista la morte. I ragazzini olandesi ne sanno già qualcosa, ne sapranno di più in futuro. Come quelli di Beslan.



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domenica, 05 settembre 2004

Notte di candele accese alla finestra.

Per i bambini dell'Ossezia.

Notte di candele e di preghiere.

Mio Dio, i bambini. I bambini non si possono toccare ... i bambini sono gli occhi di Dio.

Lo confesso, mai come stasera me li sono coccolati i miei due piccoli, e non riuscivo a scacciare terribili pensieri, flash di immagini viste e riviste in televisione di quei piccoli che correvano seminudi e insanguinati. Vedevo li in mezzo volti familiari. Troppo familiari. Mi DIo. Immagini di quei cadaveri di bambini straziati dalle bombe, falciati dai nazisti. Identico orrore dei nazisti di mezzo secolo fa sui bimbi ebrei. Stessa la follia omicida e nichilista. Lo stesso nazismo. Il mito della superiorità "ariana", "musulmana". Stessa cultura di odio. Stessa aspirazione alla sopraffazione e alla violenza. Stesso progetto di potenza e di STERMINIO. (Se qualcuno mi dice che c'è Islam ed Islam, dopo un immediata imprecazione gli rispondo che anche 50 anni fa c'erano tedeschi e tedeschi. La responsabilità del "Nazismo Bruno" ricadde su tutta la Germania, com'è ovvio che fosse, anche se non tutti i tedeschi , è chiaro, erano dei Nazisti. La responsabilità del "Nazismo Verde" ricade oggi su tutto l'Islam, anche se l'Islam non è tutto radicale e terrorista. Perchè l'islam non è capace di fermare il proprio orrore di tanta parte di sè. Non importa se maggioranza o minoranza. Conta che è parte di sè. Chi non ha la capacità di fermare la cultura di odio coltivata al suo interno è nazista e chi non ferma i nazisti in tempo è un collaborazionista. L'Islam non fa nulla per combattere il proprio mostro in casa. E ne è responsabile in tutto. Come i tedeschi del 1937. L'Occidente deve fermare in tempo il nuovo nazismo).

Guardavo i miei piccoli e me li cullavo pensando ai papà di quei bambini nell'Ossezia. Pensando ai bambini che non possono più correre come i miei, o che, pur salvandosi allo sterminio, non sorrideranno mai più, come fanno i miei piccoli questa sera.

Ho messo una candela alla finestra questa sera. Pensavo anche alle decine di bambini ebrei schiacciati dalla stessa brodaglia islamo-nazista da uno delle decine di autobus fatti esplodere dagli amici dei Francesi. Tale movimento Hamas: Nazisti.

Ho messo infine una candela alla finestra per un altro bambino. Un bambino siciliano.Figlio di una mamma speciale. La sua mamma era una blogger come noi, come tanti di noi. Aveva chiamato il suo blog:"la barca d'oro" . La sua mamma blogger è morta a Boston dopo una difficile operazione. Non ci siamo mai incontrati. Lei viveva in Sicilia. Un giorno, dopo diversi commenti che lei mi aveva lasciato, andai a vedere il suo blog. Fra le tante cose, mi colpì la foto di un barca con sotto una scritta "si ricomincia sempre, tutti i giorni". Le dissi che era molto bella questa coscienza della vita. E molto vera.

A lei l'ultimo pensiero di questa sera. E una preghiera. Una barca la conduca adesso verso un nuovo inizio senza fine.

L'infinita tenerezza di Dio è il mare più sicuro dove puoi viaggiare. Dove un giorno le nostre barche potranno incontrarsi e noi finalmente ... conoscerci.

Addio, Sultana!

A Dio.

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venerdì, 03 settembre 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

a tutto questo questo non si può dare altro nome che:

NAZISMO

e al Nazismo o si fa la guerra o si diventa collaborazionisti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

postato da: ilfaro alle ore 19:16 | link | commenti (5)
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postato da: ilfaro alle ore 11:46 | link | commenti
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giovedì, 02 settembre 2004

Tra il serio ed il faceto IL GRISO è tornato dall'Olanda. A leggere il suo primo post del rientro pare che le ferie insieme alla morosa gli hanno abbiano ("abbiano" sarebbe meglio, dice il Liapunov) fatto molto bene:

IKEA U AKBAR!

 

 

 

 

 

postato da: ilfaro alle ore 19:11 | link | commenti (4)
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SE ESISTESSE UN PREMIO OSCAR DELLA VIGNETTA

QUESTA SOPRA VINCEREBBE IL PREMIO DELL'ANNO

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mercoledì, 01 settembre 2004

FRANCIA,

 L'ALLEATA PREZIOSA ...

MA DEI NAZISTI ISLAMICI


"(...)Ma la nostra speranza finisce qui, dove comincia la riflessione politica sulla circostanza più atroce che potessimo immaginare, nonostante qualche sospetto: il nemico terrorista islamico, per una sua parte cospicua e ferocemente insanguinata, guarda alla Francia come a un alleato prezioso nella lotta contro gli ebrei e i cristiani d’occidente, e perfino contro i buddisti nepalesi. E siccome la Francia sta ad occidente del Nepal, siccome è il grande paese dei diritti universali dell’uomo, siccome la sua cultura ci è sorella amata, siccome è nostro alleato e partner in Europa anche nei finanziamenti ad Hamas, siccome è il faro dell’ideologia pacifista e terzomondista, ci domandiamo tristi che cosa sia successo perché un simile denudamento appaia oggi in questa luce fosca. E l’unica residua speranza è che i francesi si sappiano levare al di sopra di una classe dirigente indecente, e ci restituiscano la Francia che abbiamo sempre amato." tratto dall'editoriale de Il Foglio del 01.09.04


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VINCINO
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