BUON NATALE

Che Dio sia diventato uomo,
una cosa dell'altro mondo.
In questo mondo.
a tutti i lettori del Sorvegliato, in particolare a Shark (collaboratore del Sorvegliato), Greg, Ercole Savignano, Pì, Savy e Guidovero, Scu., Max, L.R., Triario, e ... faccio ad elencarvi tutti? Eppoi con la storia che molti di voi sono anonimi ... con che nome vi chiamo?
Auguri di buon Natale ai tutti i blog di riferimento del Sorvegliato di cui qui di seguito c'è una piccola rappresentanza:
HEROES
DEDICATO AGLI EROI AMERICANI
CADUTI A MOSSUL

Dedicato ai 22 eroi americani caduti a Mossul. Dedicato alle loro famiglie. Dedicato ai numerosissimi feriti dell'ennessimo attentato dei terroristi islamici che hanno dichiarato guerra all'America e all'Occidente intero. Quindi anche a noi. Dedicato alla loro nazione per la quale hanno sacrificato la loro vita. Dedicato a tutti i soldati americani morti per questa guerra di liberazione dal fascislamismo, compiuta con l'ignavia e la vergogna di chi non riconosce, specialmente in Europa (ingrata e senza memoria), che questa combattuta dagli americani è la stessa guerra combattuta dai loro nonni sessanta anni fa per la liberazione dell'Italia, della Francia, della Germania, dell'Europa intera. Dedicato ai soldati americani che versano il sangue per noi, per il futuro nostro e dei nostri figli, nonostante i nostri tg della sera dedicano tutte le aperture alla liberazione di due francesi piuttosto che alla morte di 22 americani. Come se agli italiani non interessa sapere di 24 americani morti ma solo dei 2 francesi liberati come regalo prenatalizio a Chirac per l'amicizia dimostrata ai terroristi.
Dedicato ai nostri fratelli americani. Dovremmo ricordarci sempre che loro ci hanno regalato la libertà, anche quella di offenderli e di bruciare in piazza la loro bandiera. Dedicato ai caduti di oggi che grazie al loro sacrificio daranno democrazia, libertà e prosperità ad un popolo oppresso. Contro tutti i fascismi (di ieri e di oggi).
DEDICATO AGLI EROI AMERICANI .
(Ringrazio Shark per avermi inviato questo straordinario video.)
Approposito di personaggi dell'anno
DAW profetizza che dopo il bis per il nostro (e va bene: mio!) George Bush, la copertina del TIME nel 2005 sarà del nostro ... BERLUSCOWNEY

di seguito la profezia tutta per intero di DAW NOSTRADAMUS:
Futuro
Proviamo ad ipotizzare la futura copertina di Time del dicembre 2005. Bisogna individuare un uomo che, come George Bush, sia rimasto fedele alle proprie promesse, che sia un leader riconosciuto ed indiscusso e che sia rispettato in tutto il mondo. La scelta sembra ardua, ma qualche indizio viene in nostro aiuto: la cerchia degli amici intimi di Bush.
L'uomo che merita il premio di uomo dell'anno 2005 è senza dubbio il nostro presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Come George Bush, il Cavaliere è il presidente che taglia le tasse e fa la guerra, che governa a lungo, che combatte e vince le battaglie con l'opposizione, che rilancia l'economia e riduce la disoccupazione, che assegna al proprio paese un posto di primo piano nella politica internazionale. Silvio Berlusconi è l'uomo dell'anno 2005.
(secondo alcune indiscrezioni, avallate dal presidente Cossiga, Bush e Putin penserebbero a Silvio Berlusconi come futuro segretario generale delle Nazioni Unite. Il nuovo ruolo dell'Italia nella politica mondiale è una realtà, alla faccia dei soliti detrattori di sinistra).
Ont été libérés ... che successòn!
Ma che bravì, che successòn, la diplomatic da le bragh calè ha funzionè, ma che grandeur si è confermè la nationcìn de Chirac, quel che per la liberation de les deux otages ha lecchè le buchè de cul a mezz' terrorist islamic de tot le monde. In sol 4 mesì. Un ver successòn!!!
Leur libération répond également «à des appels et des exigences d'institutions et d'organisations musulmanes et en appréciation de l'attitude du gouvernement français sur la question irakienne, et de celle des deux journalistes sur la cause palestinienne», indique la télévision. Selon ce texte, les deux otages auraient été remis à l'ambassade de France à Bagdad, a ajouté Al-Jazira.
da LE FIGARO
LE NOTTI ROSSSCIE ALLE CASSSCIE DEL POPOLO
Adesso capisco perchè nelle regioni rosse (nella mia Forlì ce ne sono almeno una decina, senza contare quelle in provincia) resistono ancora le vecchie CASE DEL POPOLO .
Dove non arriva la briscola c'è ...

la Grande Frantumanza Democratica
e sono solo all'inizio, appena al taglio del nastrino della "nuova" alleanza (seee "grande alleanza", il nome più paradossale e ridicolo che potevano trovare per farsi sfottere dal mondo intero ... che frantumanza!!!).
L'ambiziosa dottrina Bush
raccontata da PODHORETZ
(è lungo ma vale la pena leggerlo tutto)
Lo spettacolare successo delle campagne militari in Afghanistan e Iraq ha mandato all'aria lo scetticismo dei molti esperti convinti che avevamo inviato troppe poche truppe o che stavamo seguendo un piano di battaglia sbagliato. Invece di essere trascinati in un pantano, come questi esperti avevano previsto,le nostre forze portarono a termine queste due campagne a tempo di record. E invece di decine di migliaia di soldati americani morti, le perdite si limitarono soltanto a qualche centinaio. Ecco come ha riassunto il significato della guerra in Iraq lo storico militare Victor Davis Hanson: "Nel giro di circa tre settimane, l'esercito degli Stati Uniti ha sottomesso un paese grande come la California. Ha completamente annientato le infrastrutture militari di Saddam Hussein e ha distrutto i suoi eserciti. Delle circa 110 vittime americane, circa un quarto sono state causate da incidenti o da fuoco amico. Il numero sorprendentemente basso di perdite americane non ha praticamente precedenti nella moderna storia militare".
Effettivamente, il periodo immediatamente successivo alla fine delle principali operazioni militari, si è rivelato più difficile di quanto il Pentagono si aspettasse. Per colpa di un'insurrezione della guerriglia fomentata da una coalizione di intransigenti fedeli di Saddam, di milizie sciite radicali e di terroristi giunti dall'Iran e dalla Siria, i soldati americani hanno subito altre perdite. Ciononostante, da un punto di vista storico (basta pensare ai 6.500 morti nel solo giorno del D-Day durante la Seconda guerra mondiale) il numero totale rimane straordinariamente basso.
Ma non sono state le questioni militari quelle che hanno suscitato l'acido scetticismo dei realisti. I loro dubbi riguardavano piuttosto la questione se la dottrina Bush fosse politicamente praticabile. Soprattutto, mettevano in discussione la tesi secondo la quale la democratizzazione fosse il migliore e forse il solo modo per sconfiggere l'islam militante e il terrorismo. Bush aveva scommesso sulla fede nell'universalità del desiderio di libertà e di prosperità. E se si fosse sbagliato a fare questa scommessa? Se il medio oriente fosse in realtà incapace di avviare un processo di democratizzazione? E se la religione islamica fosse per sua stessa natura incompatibile con la democrazia?
Queste erano domande di difficile risposta, alle quali le persone responsabili non si potevano tuttavia sottrarre. Però i sostenitori della scommessa di Bush avevano anch'essi i propri dubbi sui dubbi dei realisti. I realisti sembravano essersi dimenticati che il medio oriente di oggi non era stato creato da Allah nel VII secolo, e che l'ignobile dispotismo che ora vi predominava non era il risultato di qualche inesorabile processo storico mosso esclusivamente da forze culturali interne. Al contrario, praticamente tutti gli Stati di questa regione erano nati meno di cent'anni prima sulle macerie dello sconfitto impero ottomano alla fine della Prima guerra mondiale. I loro confini erano stati disegnati dalle potenze vincitrici, l'Inghilterra e la Francia, spesso in modo del tutto arbitrario, e le impotenti popolazioni di queste terre furono a lungo passate da un tiranno all'altro.
Consapevoli di questa vicenda storica, noi sostenitori della dottrina Bush ci domandavamo perché bisognasse considerare assiomatico che questi Stati avrebbero mantenuto costantemente la loro forma e perché la configurazione politica del medio oriente avrebbe dovuto restare eternamente al di fuori delle correnti democratiche che si stavano diffondendo in tutto il resto del pianeta.
La gioia della gente di Kabul
Ci chiedevamo anche se fosse realmente vero che i musulmani erano così diversi da tutti gli altri esseri umani, e che piacesse loro essere oppressi e uccisi da dei violenti tiranni, persino se questi tiranni si vestivano con gli abiti della religione e citavano versetti del Corano. E ci chiedevamo se i musulmani preferissero davvero essere poveri, affamati e senza casa anziché godere di quei comfort e di quelle comodità che in occidente sembrano così scontate che non ne siamo più nemmeno grati. E, infine, ci chiedevamo perché, se era davvero così, c'era stato un così grande scoppio di gioia e felicità tra la gente di Kabul quando gli americani l'avevano liberata dai suoi oppressori talebani.
D'accordo, era la risposta, ma che dire della popolazione irachena? Quasi tutti i sostenitori dell'invasione, me compreso, avevano previsto che gli americani sarebbero stati accolti con fiori e sorrisi; invece le nostre truppe hanno incontrato odio e bombe. Ciononostante, e contrariamente all'impressione suscitata dai media, tutti i sondaggi dimostravano che la vasta maggioranza degli iracheni ci dava il benvenuto, ed era felice di essere stata liberata dalla violenta tirannia di Saddam Hussein. L'odio e le autobombe arrivano dallo stesso gruppo di combattenti del jihad che ci avevano attaccato l'11 settembre e che, a differenza degli scettici del nostro paese, avevano paura che gli Stati Uniti stessero davvero riuscendo a democratizzare l'Iraq. In effetti, questo era l'autentico segnale d'avvertimento lanciato dal leader terrorista Abu Musab al Zarqawi a resti di al Qaida ancora nascosti nelle grotte dell'Afghanistan: "La democrazia sta arrivando, e dopo non ci sarà più alcuna giustificazione (per il terrorismo in Iraq)".
Parlando a nome di molti suoi colleghi realisti, Fareed Zakaria, sulle pagine di Newsweek, smentì Zarqawi affermando che in Iraq non stava arrivando la democrazia e anzi che era prematuro cercare di impiantarla in quel paese o in qualsiasi altra regione del medio oriente: "Noi non vogliamo la democrazia in medio oriente, o almeno non ancora. Vogliamo innanzitutto stabilire quelli che si possono definire i presupposti della democrazia (), il regno della legge, i diritti individuali, la proprietà privata, l'indipendenza dei tribunali, la separazione tra Stato e Chiesa (). Non possiamo aspettarci che in medio oriente avvenga nello spazio di una sola notte ciò per cui in occidente ci sono voluti secoli".
Noi sostenitori della dottrina Bush non vedevamo nulla di sbagliato nelle tesi di Zakaria. Ma rifiutavamo l'accusa (spesso rivoltaci non soltanto da realisti come Zakaria ma anche da paleoconservatori come Pat Buchanan) secondo la quale la nostra posizione era troppo "ideologica" o ingenuamente "idealistica" o addirittura "utopica". Eravamo completamente d'accordo con quello che il presidente Bush andava già da tempo sostenendo: ossia che l'opzione realista di accettare regimi autocratici e dispotici in medio oriente non aveva garantito né la stabilità regionale né come aveva tragicamente dimostrato l'11 settembre ci aveva reso più sicuri in patria. Bush aveva già da tempo dato una risposta alla domanda posta da "coloro che si definiscono realisti", vale a dire se "la diffusione della democrazia dovesse essere una preoccupazione degli Stati Uniti".
Lo era eccome, dichiarò Bush in termini risoluti, perché la democratizzazione ci avrebbe reso più sicuri, e accusò i realisti di avere "perso contatto con una fondamentale realtà". Da questo punto di vista, a mio giudizio, Bush ha adottato una politica simile a quella del Piano Marshall, che era servito agli interessi americani e nello stesso tempo aveva aiutato gli altri paesi. Al pari del Piano Marshall, la nuova politica di Bush era una sintesi di realismo e idealismo: un esempio di come si fa bene facendo il bene.
Coloro che sostenevano questa nuova politica si opposero anche alla tesi secondo la quale democrazia e capitalismo potevano crescere soltanto in un terreno che era stato coltivato già da secoli. Abbiamo ricordato ai realisti che, dopo la seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti erano riusciti, in un solo decennio, a trasformare la Germania nazista e il Giappone imperialista in democrazie capitaliste.
E dopo la sconfitta del comunismo, era cominciato un processo analogo in Europa centrale e orientale, e persino nel cuore stesso dell'antico impero del male. Perché non avrebbe potuto accadere la stessa cosa nel mondo islamico? La risposta dei realisti era che qui la situazione era diversa. A questo noi rispondevamo che la situazione era ogni volta diversa, e che si potevano sempre trovare mille ragioni di possibile fallimento per scoraggiare qualsiasi tentativo ambizioso.
Di fronte a questa osservazione si sosteneva frequentemente che l'Amministrazione Bush aveva notevolmente sottovalutato le particolari difficoltà che implicava la democratizzazione dell'Iraq e erroneamente calcolato il tempo necessario per una trasformazione così profonda, sempre ammesso che fosse possibile. Tuttavia i discorsi su una "facile passeggiata" e cose del genere erano fatti soprattutto fuori dall'Amministrazione e in ogni caso erano riferiti alla futura campagna militare in Iraq (che si è rivelata effettivamente tale) e non alla successiva fase di ricostruzione.
Quanto a quest'ultima, l'Amministrazione aveva continuato a ripetere che sarebbe rimasta in Iraq "fino a quando sarebbe stato necessario, e non un giorno di più". Ma quanto sarebbe durato il processo di democratizzazione? Per coloro che si opponevano alla dottrina Bush, un anno (o persino un mese?) era già un periodo troppo lungo; per i suoi sostenitori, l'espressione "fino a quando sarebbe stato necessario, e non un giorno di più" continuava a sembrare, date le circostanze, la sola formula soddisfacente.
Lo stesso discorso fatto per il problema della democratizzazione dell'Iraq vale anche per quello della riforma e della modernizzazione dell'islam. Riflettendo su questa ancora più complessa questione, ci chiedevamo se l'islam fosse davvero in grado di sopravvivere eternamente rifiutando quel processo di riforma e modernizzazione che si era avviato nel cristianesimo e nel giudaismo all'inizio dell'età moderna. Non che fossimo così ingenui da immaginarci che l'islam potesse riformarsi nel giro di una notte, o per un intervento esterno. Nella sua fase di massimo splendore, l'islam si era imposto su enormi territori con la forza della spada, oggi non c'era alcuna possibilità di un'immediata trasformazione dell'islam con la forza delle armi americane.
C'erano, però, buone possibilità per preparare il terreno e fare una semina da cui potevano svilupparsi nuove condizioni politiche, economiche e sociali, affiancate da nuove pressioni religiose interne. Queste pressioni avrebbero preso la forma di una imprescindibile richiesta ai teologi musulmani affinché rintracciassero nel Corano e nella sharia la garanzia che si poteva rimanere buoni musulmani anche godendo dei vantaggi di un governo onesto, e persino di quelli della libertà politica ed economica. In questo modo si sarebbe infine avviato il processo di riforma e modernizzazione della religione islamica.
Tratto da "LA QUARTA GUERRA MONDIALE" di Norman Podhoretz
HO TROVATO UN COMMENTO
in uno dei post qui sotto. E' un commento di Gianni De Martino che riporto per intero:
“ C'è un solo avventuriero al mondo, e ciò si vede soprattutto nel mondo moderno: é il padre di famiglia. Gli altri, i peggiori avventurieri non sono nulla, non lo sono per niente al suo confronto. Non corrono assolutamente alcun pericolo, al suo confronto. Tutto nel mondo moderno, e soprattutto il disprezzo, è organizzato contro lo stolto, contro l'imprudente, contro il temerario, contro lo sregolato, contro l'audace, contro l'uomo che ha tale audacia, avere moglie e bambini, contro l'uomo che osa fondare una famiglia".
(CHARLES PEGUY )
qui l'intero brano di Peguy (Il padre di famiglia il vero avventuriero).
Non ho l'abitudine di citare Peguy, ma quanto egli osservava mi pare corrispondere a una situazione di svalorizzazione del matrimonio (che si vorrebbe indifferenziato) e di demoralizzazione del padre, tale che forse vale la pena riprendere il suo elogio, quasi una difesa ancora necessaria, dell'uomo davvero intrepido, ovvero del temerario che osa fondare una famiglia.
Vorrei aggiungere che è troppo facile, oggi, dichiararsi neo-gay, non vivendo – e forse ancora per poco – in un regime islamico (dove le omosessualità sono sommerse e molto diffuse, ma mai dette, a differenza dei paesi che sembrano più evoluti dove le omosessualità sono visibili, concentrate e politicamente costituite in acide conventicole e un vero e proprio partito all'assalto di quella presunta Bastiglia in cui vivrebbe ormai asserragliata una presunta “aristocrazia” eterosessuale. Personalmente continuo a pensare che occorre essere un po' pazzi per specializzarsi, in maniera fissa e contratta, nella maschera dell'eterosessuale fuso in un sol blocco oppure in quella – fondamentalmente indigente e vittimista – del neo-gay prudente, informato, con il borsello, la cui massima aspirazione sarebbe quella di vivere nel regime del re-coppia e di andare al supermercato all'angolo manina nella manina a comprare i surgelati oppure a fare la cacchina. E' molto facile, quasi naturale, restare bambini (non diventare “come” bambini, ma proprio restare bambini) e innamorarsi di un corpo simile, scambiandosi dei piaceri e magari rinchiudendosi nell'egoismo di una modesta deviazione e di qualche touche-pipi. La cosa non è poi molto diversa da una passeggiata in campagna, da un voler restare sulla terra ferma. Molto più difficile e davvero intrepido, quasi una navigazione in mare aperto, è
avere moglie e figli. Nonostante la ovvia natura bisessuale delle fantasie degli uomini e delle donne che crediamo di essere, un uomo dev'essere veramente audace per svegliarsi, la notte, e scoprire con un brivido un delizioso corpo alieno, un corpo di donna che dorme, o finge di dormire, di traverso nel suo letto... Con i bambini di là, nell'altra stanza, che hanno bisogno delle sue cure e del suo amore, al di là dell'autopreoccupazione e dell'egoismo del piacere. Chi sarà tanto prode, o tanto temerario?
LE LETTURE DEL SORVEGLIATO
Ho finito di leggere questo (un libro bellissimo, che consiglio a tutti. L'autore, Marco Bardazzi, vive a New York ed è anche l'autore di un blog: SPIRIT OF AMERICA )
Sto per finire quest'altro (non può mancare nella libreria di chi vuol capire qualcosa sui neocons)
Poi finalmente cercherò di finire questo che avevo interrotto (la lettura è impegnativa stiamo palrando di tre volumi per oltre 2000 pagine).
La televisione sarà spenta per molto tempo. Il terzo figlio è già fatto. Non mi resta che augurarmi e farmi augurare una buona lettura!

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LETTERE AL DIRETTORE (del Foglio) Al direttore - Ho letto con interesse l’anticipazione del Foglio sulla trilogia fallaciana di prossima uscita. Tutto bene, se non fosse che non capisco cosa c’entrino i matrimoni gay con tutta questa faccenda sul terrorismo islamico. L’unico (grande) errore di Zapatero è stato il ritiro delle truppe spagnole dall’Iraq. Punto e basta. Per il resto qualsiasi imam, qualsiasi musulmano sarebbe completamente d’accordo con la Fallaci e con voi nel proibire i matrimoni gay. Cordiali saluti |
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Luca De Rocco, via Internet |
| Risposta del Direttore |
| Noi assomigliamo forse al “nemico”, ed è per questo che ci viene naturale combatterlo. Zapatero assomiglia alla caricatura che il nemico fa di lui, e per questo gli sembra giusto scappare. Contro le semplificazioni: siamo per la più totale libertà di unione civile degli omosessuali, titolari come ogni cittadino di diritti, critichiamo la “completa equiparación” di queste unioni al matrimonio tradizionale, cioè la soluzione di Zap., perché ci sembra un modo fatuo per abrogare di fatto e con un irriflessivo codicillo una antica e utile istituzione umana. Quando faremo ancora meno figli di adesso, vedrà che fine gli faranno fare ai coniugi gay gli islamisti radicali. |
APPELLO AL GRISO e a tutti i i miei amici che leggono la Fallaci senza sdegnarsene. Gente di provata fede politically scorrect.
COME COMBATTERE LA QUARTA GUERRA MONDIALE (contro l'Islamismo estremista e terrorista ed il relativismo collaborazionista dell'Occidente) standosene comodamente a casa?
FACENDO FIGLI!

Il Sorvegliato non scherza poi tanto!
L'ISLAM MODERATO
NON ESISTE.
parola di Oriana
(e del Sorvegliato)

Nuovo libro della Fallaci, un’invettiva contro il Mostro islamista e la Bestia collaborazionista di un’Europa che preferisce distruggere il “concetto biologico di famiglia” piuttosto che difendersi. Da leggere
Oriana Fallaci torna in libreria, oggi, con un cofanetto che raccoglie la sua Trilogia post 11 settembre (“La Rabbia e l’Orgoglio”, “La Forza della Ragione”, “Oriana Fallaci intervista sé stessa”) riveduta, corretta e ampliata. All’intervista ha aggiunto un lungo Post Scriptum di 103 pagine, praticamente un altro libro, sempre sotto forma di colloquio con se stessa, che ha intitolato “L’Apocalisse”.
Il Foglio lo ha letto in anteprima e ve lo racconta. L’Apocalisse è la visione mistica di Giovanni l’evangelista, il racconto di “un mostro che saliva dal mare”, con sette teste e dieci corna, così forte e così potente che nessuno ebbe il coraggio di contrastarlo e al quale fu consentito di “pronunciare frasi arroganti, offendere Dio, maledire il suo nome”. Un mostro che ricevette il potere su ogni uomo e su ogni cosa e al quale fu consentito “di far guerra a coloro che appartengono al Signore”. Il Mostro, secondo Fallaci, è l’Islam, il credo in nome del quale si uccidono centocinquanta bambini a Beslan e tutte le altre orrende cose che sono accadute in questi anni. Nell’Apocalisse, ricorda Fallaci, c’è anche un altro tipo di mostro: “Un mostro che saliva dalla terra”, una “Bestia” che “prese a esercitare il potere per conto del Mostro”. Secondo la scrittrice, la Bestia è il gruppo dei “collaborazionisti”, l’Europa che lei chiama “Eurabia”, “l’Occidente che divorato dal cancro morale fa il gioco dell’Islam. Rassegnato, soggiogato, pavido”. Sono la quinta colonna del Mostro, sono i volenterosi carnefici della nostra civiltà, quelli che inconsapevolmente lavorano ai fianchi la nostra tradizione, quelli che non hanno aperto gli occhi né l’undici settembre né l’undici marzo, coloro che nonostante le decapitazioni in Iraq e lo sgozzamento di Theo van Gogh ad Amsterdam fanno addirittura fatica a definire “islamico” il terrorismo in nome di Allah.
(...)
Il mondo degli “sgomentevoli”
Fallaci ha ascoltato tutte queste insensatezze pronunciate da chi, in “La Forza della Ragione”, definisce uomini “sgomentevoli”. Nel tritacarne fallaciano finiscono Jacques Chirac, Laurent Fabius e, soprattutto, José Luìs Rodrìguez Zapatero. E poi Romano Prodi, chiamato più volte “Mortadella”, criticato più per come ha guidato l’Unione Europea che come leader dell’Ulivo. E poi, le due Simone, che lei chiama “le due Simonette”, ingrate con chi le ha liberate e invece grate, gratissime, con i carcerieri che in fondo le avevano trattate bene. Anche il presidente Carlo Azeglio Ciampi viene investito dalla rabbia orgogliosa di Fallaci, così come il Corriere della Sera (“ululando come un lupo impazzito giurai che sul Corriere non avrei pubblicato più neanche il mio necrologio”), e con il Corriere le prende anche Magdi Allam (mai citato per nome), l’Islam moderato (“non esiste”), l’idea di far entrare la Turchia nella Unione europea, la Costituzione europea privata delle sue radici giudaico-cristiane, il matrimonio e l’adozione gay, Yasser Arafat, il nuovo Premio Nobel per la Pace che accusa l’Occidente di aver diffuso l’Aids per sterminare gli africani e, ovviamente, Osama bin Laden. (...) Figure, persone e storie apparentemente diverse e lontane, ma che Fallaci lega a un unico filo: c’è una religione che predica l’odio e lo sterminio della civiltà, e la civiltà è stanca e troppo politicamente corretta per accorgersene. Ma l’occidente non solo non se ne accorge, fa molto di più e di peggio: si adopera per accogliere l’invasione, per ridurre le difese, per sminuirsi e favorire il piano di conquista: “Il professor Bernard Lewis è un ottimista a profetizzare che l’Europa sarà tutta musulmana entro il 2100. Se non ti opponi alla nuova follia, lo sarà al massimo entro il 2017”. E mentre accade tutto questo arriva “il señor Zapatero” a buttare alle ortiche “il concetto biologico di famiglia”, autorizzando il matrimonio gay e, “quel che è peggio, mille volte peggio”, l’adozione gay. “E questo senza che nessuno gli dicesse almeno cretino: il mondo va a fuoco, l’Occidente fa acqua da tutte le parti, il terrorismo islamico non fa che tagliarci la testa, e tu perdi tempo coi matrimoni-gay e le adozioni-gay?”. L’atea Fallaci ne ha anche per Karol Wojtyla: “Questo senza che la Chiesa Cattolica si ribellasse, senza che il Papa (di nuovo) si difendesse. Magari tirando in ballo la Madonna di Czestochowa a cui è tanto devoto e che certo non avrebbe gradito l’iniziativa di Zapatero”. Il punto, spiega Fallaci, è che spesso l’omosessualità diventa ideologia, “come se fosse uno stato di grazia anzi di superiorità” e “la normalità uno svantaggio anzi uno stato di inferiorità”. La presunta superiorità, scrive Fallaci, ha un punto debole: “Quello che, buttando alle ortiche il concetto biologico di famiglia, il señor Zapatero finge di scordarsi. L’omosessualità non permette di procreare. Se diventiamo tutti omosessuali, la specie finirebbe. Si estinguerebbe come i dinosauri”. Fallaci spiega a lungo questo concetto, anche attraverso il racconto di un pranzo romano con Pier Paolo Pasolini, due mesi prima della sua morte: “Per essere concepiti, ci vuole un ovulo e uno spermatozoo. Che ci piaccia o no, su questo pianeta la vita funziona così” e “nell’immagine di due uomini o di due donne che col neonato in mezzo recitano la commedia di Maria e Giuseppe vedo qualcosa di mostruosamente sbagliato”.
Il ragionamento della scrittrice trova conferme nel caso di Rocco Buttiglione al Parlamento europeo, colpevole di aver pronunciato la parola “peccato”: “Vi colsi la prova definitiva del nostro cupio dissolvi, l’ansia di autodistruzione che ormai divora l’Occidente attraverso il suo cancro intellettuale e morale”. Fallaci non ama Buttiglione, “mi irrita la sua mellifluità alla Mortadella, la sua educata spocchia alla D’Alema e la condiscendenza con cui invita a rileggere De Captivitate Babylonica Ecclesiae o Regulae ad directionem Ingenii”, ma “se non mi brucia sul rogo perché la penso in modo diverso da lui, ha il diritto d’essere cattolico come io ho diritto d’essere atea”.
Il trasferimento a Tonga
Cinque cose avevano convinto Oriana Fallaci a lasciare l’Italia per trasferirsi a Tonga (non a “Sant’Elena” perché “io per Napoleone ho sempre nutrito malevolenza”), altre quattro l’hanno fatta restare. La prima è stata la reazione di chi, di fronte a gente che ha ucciso 150 bambini in nome di Allah, ha dato la colpa a Putin. Poi il suo Corriere della Sera che ha promosso un tragicomico Manifesto sull’Islam “moderato” sponsorizzato dal ministro Beppe Pisanu e lodato da Carlo Azeglio Ciampi. L’Islam moderato non esiste, scrive Fallaci: “Il Corano è ciò che è. E i fondamentalisti, gli integralisti non sono il suo volto degenere. Sono il suo vero volto, il suo volto fedele”. Esistono, però, i musulmani moderati, “certo che esistono, ma sono una minoranza esigua”, come Abdel Rahman al-Rashed che sul giornale Asharq al-Awsat ha scritto un articolo che Fallaci riporta per intero e il cui succo è questo: “E’ un fatto che non tutti i musulmani sono terroristi, ma è ugualmente un fatto che tutti i terroristi sono musulmani”. Infine la pantomima delle “due Simonette”, Zapatero e il caso Buttiglione. Ma sono state la firma a Roma di una Costituzione europea “senz’anima”, il video di bin Laden (“in lui vidi qualcosa di apocalittico”), l’assassinio di van Gogh e la reazione italiota alla morte del “padre del terrorismo”, cioè di Arafat, a farla rimanere: “Non bisogna cedere. Bisogna resistere. Io non voglio cedere. Voglio resistere. Perché voglio vedere la sconfitta del Mostro, voglio vedere la vittoria dell’Angelo che lo imprigiona”.
Stralcio di un articolo comparso su IL FOGLIO di oggi.
| "Dicono che a Berlusconi è rimasta una macchia . Si confondono: l’unica macchia rimasta anche dopo il proscioglimento è quella sul vestito di Monica Lewinsky." |
| (IL FOGLIO) Maurizio Crippa |


Esportare la democrazia nell'Upper West Side
Come i marines riescono a liberare New York dai radical chic, dopo avere liberato Falluja dai terroristi.
Il Foglio, 11 dicembre
Una fantacronaca di Christian Rocca (Camillo)
Una sola avvertenza del Sorvegliato. Leggetelo tutto. Fino in fondo. Ci vorrà almeno mezz'ora tanto è lungo. Ma è da morir dal ridere. Christian Rocca ha superato se stesso.

DELL'UTRI ONESTO, INTELLIGENTE E COLTO.
Il processo che ha condannato Marcello Dell'Utri andrebbe studiato come esempio emblematico di "processo ingiusto": un dibattimento dall'esito già scritto, costruito non su fatti, ma sulle parole di pentiti di mafia regolarmente retribuiti per "parlare" e per confessare ricordi tornati "improvvisamente" in mente. A Palermo è stata fatta una gestione dei pentiti clamorosamente a senso unico: l'unico scopo era colpire Marcello Dell'Utri e la parte politica che rappresenta.
Dell'Utri è persona intelligente, colta e onesta: l'unico suo difetto è esser nato e vissuto a Palermo.
Il processo si è concluso con la condanna a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, un reato che non esiste: ha origine giurisprudenziale, dibattuto solamente in dottrina.
In questi giorni, è bene ricordare quanto successo a Giulio Andreotti. Accusato di essere un boss mafioso da politici giustizialisti, processato grazie alle parole di famosi pentiti, distrutto moralmente, condannato da una corte politica, è stato - alla fine - assolto da ogni accusa "perchè il fatto non sussiste". I difensori di Andreotti riuscirono a smontare una per una le tesi inventate dai pentiti, togliendone ogni credibilità. Le analogie con Marcello Dell'Utri sono evidenti.
Concludiamo riportando un passaggio dell'arringa difensiva di uno dei legali di Dell'Utri, l'avvocato Roberto Tricoli:
"Marcello Dell'Utri come Salman Rushdie, l'autore musulmano tacciato di eresia e su cui fu emessa la fatwa, la condanna a morte per i suoi "Versetti satanici". Allo stesso modo, il collaboratore Salvatore Cancemi, nel 1994, lancia la fatwa: la colpa di Dell'Utri è quella di avere assunto un atteggiamento contrario alla cultura ufficiale, quella cattocomunista".
GRAZIE a DAW
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«Si tratta di capire se un personaggio indagato fino alla nausea e accusato dalle procure di spergiuro, lavaggio di denaro, falsificazione di documenti e corruzione di giudici possa rappresentare degnamente un Paese dell’Unione Europea». Chiaramente la striscia rossa dell'UNITA' di oggi non è riferita a Jacques Chirac |
Una domenica pomeriggio
INCREDIBLE

Ai bambini bisogna far desiderare i regali a cui tengono molto. Non sono uno di quei genitori che vizia i loro figli accontentandoli su tutto e subito. Far desiderare un dono rende il dono più prezioso. Ma se io avessi lasciato passare ancora un altro fine settimana senza portare i bimbi al cinema, il mio primogenito (5 and 1/2 years old) avrebbe dato segni di idrofobia. Da tre settimane non parla praticamente d'altro. Perfino l'Uomo Ragno e Peter Parker sono finiti in secondo piano nei suoi discorsi e nei suoi giochi. Parla solo ed esclusivamente dei suoi nuovi supereroi: Gli Incredibili.
La situazione stava diventando seriamente preoccupante. Anche la secondogenita, decisamente influenzata dalle manie del fratello, mi chiedeva di vedere "inkebbidol" al "cimena".
Sicchè con moglie e figli ieri pomeriggio siamo andati al Multisala Astoria di Forlì pensando di "accontentare" i figlioli e niente più.
Non è stato così. La sorpresa è stata più dei genitori che dei bimbi, i quali conoscevano già perfettamente personaggi, storia e le scene salienti del film per via dei racconti dei loro compagni d'asilo.
Il film è davvero bello sia per gli effetti speciali (sorprendenti) che per la storia (esilarante ma in alcuni momenti commovente). Per niente melisso e stucchevole. Originalissimo. Una parodia dei cartoon dei supereroi pensata in chiave anticonformista e politicamente scorretta. Di più: i personaggi vengonio raccontati quali vittime della mentalità comune, vittime del politicamente corretto. "Non potete essere diversi dagli altri, smettetela di salvare la gente e di credere di poter salvare il mondo. E se il mondo non volesse essere salvato da voi? Il Governo vi aiuterà ad essere persone comuni. Vi vovrete comportare in modo che nessuno si accorgerà più della vostra diversità". Vengono perfino mosse delle azioni legali contro Mr Incredible da un aspirante suicida che non voleva essere salvato.
E’ la storia di Bob Parr alias Mr.Incredible, uno dei più forti eroi al mondo, che quindici anni prima salvava vite e combatteva il male quotidianamente. Ora Bob e sua moglie hanno adottato delle nuove identità, si sono trasferiti in periferia, ed inseriti in un programma di protezione testimoni, per condurre una vita ’normale’ e crescere i loro tre bambini.
Nel mondo i supereroi sono stati costretti al ritiro dalle autorità, e Bob superuomo ‘in pensione’, è costretto a tornare in azione per sventare una minaccia. L’occasione capita quando una misteriosa donna lo convoca presso una remota isola per un compito pericoloso e top secret. Si rivelerà una trappola organizzata da un vecchio nemico di Mr.Incredible.... l’impresa si trasformerà in una divertentissima commedia caratterizzata da gag esilaranti.
I cinque eroi hanno le caratteristiche di una tipica famiglia americana se non fosse che sono provvisti di poteri straordinari a cominciare da Mr. Incredible che possiede una forza eccezionale nonostante gli anni lo abbiano appesantito un po’; la mogliettina Helen, presa ad accudire, come ogni altra mamma, i suoi tre figli, ma che nel momento del bisogno si trasforma in Elastigirl, superdonna con il potere di essere flessibile, agilissima ed specialista nei salti; Violet, la primogenita, che è il più delle volte un’ adolescente timida ed insicura, ma, come i suoi genitori, possiede dei superpoteri: in particolare, la ragazza ha il dono dell’invisibilità; Flash, il secondo nato, come tutti i ragazzi della sua età (10 anni) ha un’energia senza fine e possiede il potere della supervelocità. E’ orgoglioso di essere superdotato e non capisce come mai la sua famiglia debba nascondere le proprie capacità; Jack-Jack è il più piccolo e la pecora nera della famiglia: la cosa più insolita nel piccolo è che in lui non ci sia nulla di insolito. Tranne che nel finale (che non voglio raccontarvi, ho già detto troppo).
Il bello di questa famiglia è che, nonostante siano supereroi, sono sempre alle prese con i problemi quotidiani di una normalissima famiglia. Pappe da preparare, problemi adolescenziali da risolvere, richiami dalla scuola per le marachelle del secondogenito, primi amori. E' questo che li rende, più che tute le loro avventure, degli INCREDIBILI. E non sono sufficienti i superpoteri per vivere in modo straordinario la loro quotidianità.
Lo svela ad un certo punto del film Mr Incredible quando dice: "La mia più grande avventura è la mia famiglia. E per poco ho rischiato di perderla".
Sono incredibili perchè sono una vera famiglia.
E cosa c'è oggi di più incredibile, politicamente scorretto e così poco "chic", per usare un gergo da Grande Fratello, di una normalissima VERA famiglia alle prese con le fatiche e le gioie quotidiane? Nulla.
Mi ricordo di una vecchia frase ascoltata non so più dove: "niente è più eroico del quotidiano".
In quella sala piena di bambini e di mamma e di papà c'erano anche i quattro e mezzo (il mezzo è in pancia) della famiglia del Sorvegliato.
Anche loro si sono sentiti, nella loro assoluta normalità, eroici, ed anche un pò incredibles!
"Sono sei anni che vengo qui, qualcosina potevano dargliela al Berlusca, sono venuto tutto questo tempo per niente"
(un anziano signore nel doposentenza)

esattamente come fu condannato Andreotti e Contrada e il tenente Canale e molti altri, salvo poi ribaltare in appello la sentenza.
In Italia si finisce condannati a causa dei "soliti" pentiti e per mano degli atrettanto "soliti" magistrati di Palermo salvo poi essere assolti perchè "solitamente" il fatto non sussiste.
Ma "i soliti" pentiti ed i "soliti" magistrati ed i "soliti" tifosi della stampa di sinistra, i "soliti" giorotondini" ed i "soliti" del partito dell'Antimafia Comunista Italiana, che sperano sempre di profittare dell'uso politico dei "soliti" magistrati, con le "solite" condanne a cui seguono le "solite" assoluzioni in appello, quando verranno FINALMENTE CENSURATI da chi ne ha il potere (C.S.M. e Capo dello Stato!!!)? Per sbatterli FINALMENTE dov'è il loro posto naturale: negli scranni parlamentari dell'ULIVO MOZZORECCHI accanto al FASCISTA BOIARDO DI PIETRO ANTONIO a fare i politici anzichè i magistrati poltici.
Commovente la reazione di Stefania Craxi: "Una ennesima pagina di vergogna di questa falsa rivoluzione cominciata più di 10 anni fa è stata scritta". "Una magistratura divisa in correnti politiche - osserva ancora - è una caricatura della giustizia. Sono convinta che molti magistrati seri che lavorano in silenzio la pensano allo stesso modo: facciano sentire anche loro la propria voce".
ASSOLTO



Sono dieci anni che Berlusconi è sul banco degli accusati, oggetto di continui attacchi. E finora tutti i processi si sono chiusi a suo favore. Ma questa sentenza segna una sconfitta tutta particolare, senza ritorno, della magistratura inquirente politicizzata e una svolta nell'affermazione dello Stato di diritto. Una persecuzione che sarebbe inimmaginabile in qualsiasi paese del mondo ha mostrato tutta la sua inutilità. DIECI ANNI!!!!
Lunghi, lunghissimi, DIECI ANNI. Tanti quanto quelli che sono costati ad Andreotti per dimostrare la sua innocenza.
La magistratura politicizzata in Italia rappresenta realmente una forza reazionaria di stampo fascista che ha inteso condizionare, con accuse sempre cadute nel vuoto, la libera rappresentanza politica del Paese. Con il progetto di favorire una certa parte politica e di avversare chiunque fosse dall'altra parte. Centinaia di assoluzioni hanno demolito il castello che ha tenuto sotto schiaffo la democrazia del nostro paese. Ma questa è l'assoluzione, forse di più che per quella di Andreotti, che segna la fine di questa banda a delinquere che è Magistratura Democratica.

E se anche Anna Finocchiaro, responsabile giustizia dei DS, dichiara che "una sentenza di assoluzione per il Presidente del Consiglio rispetto a fatti cosi' gravi e' una buona notizia" vuol dire che è davvero finito il decennio della magistratura fincheggiatrice della SINISTRA GIUSTIZIALISTA e MOZZAORECCHI. Dalla faccia di Colombo e Boccassini (foto sopra) alla lettura della sentenza di oggi si legge tutta l'amarezza della conclusione della loro carriera giocata a servizio della causa girotondin-fascista (magari dalle camicie rosse e le bandiere arcobaleno al seguito e un guitto con il nobel da portare in spalla nelle riunioni festanti e resistenti di questa pericolosa banda a delinquere).
ANDREA'S VERSION / COPYCAT n. 86
Se Michele Santoro, parole dal Riformista, si sente violentato da Prodi “e infatti sono qui che piango, mi dispero e non riesco a dimenticare”, non dovete credere che la cosa ci faccia piacere. Al contrario. Se lui ricorda ancora quei terribili istanti, mi candido alle europee?, non mi candido alle europee?, con accenti che rivelano traumi non ancora assorbiti: “Restai nudo di fronte a Prodi, Spudorato. Pronto a ballare alla luna. A mettere in gioco la mia reputazione di giornalista”, noi che, giornalismo a parte, la reputazione l’abbiamo perduta e riperduta, e chissà mai se la ritroveremo più, proprio noi ci sentivamo nella condizione migliore per capirlo. E quando il tono di Santoro si è fatto infine struggente: “Io sono un politico, ormai. Anche se non è vero. Perché è solo per amore che mi trovo a Bruxelles, è solo per amore che ho girato l’Italia.”, bene, a quel punto volevamo abbracciarlo. Perché Santoro si sente, vis à vis di Prodi, “come il turista che va nella foresta e incontra un gorilla che lo violenta”. Pensate. E non s’era mai visto uno che lo prende nel culo da un gorilla e quando se ne va gli dice: “Bella, ciao”.
(da IL FOGLIO del 10/12/2004)
Da leggere e conservare. Se proprio siete come Il Sorvegliato anche da incornicare!
"La nostra cultura è nelle mani dei Mefistofele. Non crediamo in niente, stiamo facendo del Nulla la realtà. Il nichilismo delle élite europee è disastroso, sia moralmente sia politicamente. E’ lo stesso genere di ripudio, il fallimento della fede, il tentativo di distruggere i credo tradizionali. Basta guardare quello che sta accadendo in Spagna. E’ uno spettacolo ignobile la mancanza di autocoscienza delle élite spagnole".
8 dicembre 2004
festa della
IMMACOLATA CONCEZIONE

Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d'etterno consiglio,
tu se' colei che l'umana natura
nobilitasti sì, che 'l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.
Nel ventre tuo si raccese l'amore,
per lo cui caldo ne l'etterna pace
così è germinato questo fiore.
Qui se' a noi meridïana face
di caritate, e giuso, intra ' mortali,
se' di speranza fontana vivace.
Donna, se' tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre,
sua disïanza vuol volar sanz' ali.
La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fïate
liberamente al dimandar precorre.
In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s'aduna
quantunque in creatura è di bontate.
Dante Alighieri Canto XXXIII Paradiso
(conosciuta come Preghiera di San Bernardo)

FALLUJA?
NO, NAPOLI.
Aspettiamo con ansia che la Signora Contini, Governatrice di Nassirya, ricopra presto il posto dell'attuale sindaco di Napoli, il fantasma Rosa Russo Jervolino. La Rosetta ... chi l'ha mai sentita in questi anni la sindaca? In questi giorni drammatici, di un morto ammazzato al giorno, dov'erà? A farsi i gargarismi per la voce nella villa di Posillipo? Una città (rossa) completamente in mano alla camorra. Occorre un commissariamento della giunta partenopea, la città più degradata e pericolosa d'Italia, se non del mondo. Corrotta come l'ultima delle città del medioriente (Ramallah?).
Napoli non si merita una così nulla personcina finta-ammodo come la Rosetta (ma perchè le Rose - Rosy- Rosette, a dispetto del bel nome ,sono così brutte e nulle?).
Non servono pecore per gestire una città così difficile. Occorrono dei lupi! Come la Contini o .... come Pisanu.

E' di 65 fermi, il bilancio del blitz anticamorra condotto dalle forze dell'ordine a Napoli. Pisanu: "Per la camorra è una mazzata tremenda, i cittadini siano sicuri che vinceremo la battaglia". Anche Berlusconi si congratula con le forze dell'ordine.
«Dal primo novembre sono state arrestate a Napoli 686 persone, sono stati sequestrati beni per svariati miliardi e demoliti innumerevoli manufatti» utilizzati dai clan anche per l’attività di spaccio di droga.
L’azione repressiva deve «continuare con la stessa intensità fino a far cessare questa ondata criminale». Non si dovrà cioè fare come nel 1983 (260 morti) o come nel 1986 (160 morti). Il governo - osserva Pisanu - ha «un programma di più lunga lena per sradicare la camorra da Napoli e dalla Campania, ma per ora non voglio dire di più». «I napoletani onesti potranno esserne sicuri. Così come dovranno esserne sicuri, per un altro stato d’animo, i criminali», conclude Pisanu.
La Jervolino beli qualcosa, per favore. Qualcosa di appena appena percettibile... un piccolo bee-hee-heee!
Teng Ung Ciamp Suhii Co-Yon
(il Vecchio in-Continente)
Un Ciampi ogni giorno di più sopra le righe. Un Ciampi assolutamente incontinente. Oggi ha raggiunto il limite di ogni sopportazione. Vero è che superato il quinto anno del settennato non c'è capo dello Stato che non sia diventato incontinente. Basta ricordare il soprammobile Cossiga che si trasformò alla fine del mandato nel grande picconatore. Per non parlare del presidente girotondino Scalfavo-non-ci-vstò.
Ma cosa si è inventato il Ciampi ultimamente sempre più interferente e prezzemolino nell'indirizzo politico dell'Italia che dovrebbe essere prerogativa esclusiva dell'esecutivo?
Ha deciso, manco fosse il Capo del Governo, nonchè ministro dell'Economia e magari anche Presidente della Commissione Europea con ambizione di diventar presto Segretario dell'ONU, l'eliminazione dell'embargo sulla importazione di armi dalla Cina.
Ma la cosa che mi sconvolge di più è la reazione dei politici italiani ad una dichiarazione così monocraticamente unilateralista e fuori di ogni grazia di Dio.
Un uomo della maggioranza, il ministro Roberto Calderoli, ha detto : "il capo dello Stato non può assumere queste iniziative", Sinistra, destra, Repubblica (specie La Repubblica), Corriere, Ciampi, Montezemolo si dimostrano tutti appassionati per la Cina e favorevoli a togliere le sanzioni sulle importazioni di armi. A parte la giustissima reazione della Lega mi fa specie il silenzio imbarazzato di Forza Italia, sempre supina nei confornti delle uscite a gamba lunga del quirinello sotto effetto di un Viagra Istituzionale, fuori dalle sue competenze. Adesso si sta veramente superando ogni misura. Per favore qualcuno metta sto pannolone al vecchietto che ormai piscia di fuori tutti i giorni!
Ma a parte Calderoli, pensate che qualcuno abbia detto qualcosa sul rispetto dei diritti umani, sul Tibet, su Falun Gong, sulla repressione cristiana e musulmana, sulla minaccia a Taiwan, sul pericolo del riarmo e sulla natura tirannica del regime? Pensate male.
La destra (ad eccezione della Lega) tace ...la sinistra ed i poteri forti esultano, solo i radicali ed i leghisti protestano a gran voce.
Ci penserà ancora una volta l'America a spegnere i bollori in quel del vecchio continente (o del vecchio incontinente) verso la Dittatura Repressiva di turno.
ADAMO E LA VERITA'
Chi rifiuta
Forse proprio per questo meccanismo Cristo non rispose nulla a Pilato quando costui gli chiese "Cosa è Verità?".
Anche l’altare che gli ateniesi dedicarono al DIO SCONOSCIUTO fa parte di questo mistero (1).Non bisogna dimenticare però (extra Testi Sacri), la parabola del Grande Inquisitore di Dostojevski, che riguarda i cristiani, o meglio i cattivi cristiani, cioé tutti coloro che corrono il pericolo di adorare non Dio, ma l'idolo di Dio, cioé una nostra rappresentazione (più comoda) della Fede.
Buon Cristiano sarebbe chi è consapevole dei propri limiti e dei limiti del proprio mondo (come afferma il logico Wittgenstein). Non a caso, la consapevolezza dei limiti umani è la stessa ottica del pensiero liberale e delle dottrine sociali non totalitarie.
Chi crede nel solo mondo delle apparenze ha fede che la singola persona e la società possano essere perfezionate dall'interno per il tramite di un sistema autoprodotto che va sotto il nome di Legge. Ma questa metodologia non sembra vera né possibile neanche per la scienza, dopo il Teorema dell'incompletezza di Godel (2). Credendo nell'autoperfezionamento del mondo, i Senza-Dio finiscono per adorare la propria Verità, ma questo idolo è fallimentare, le sue profezie vengono smentite ogni giorno, il mondo resta irredimibile per mezzo della Legge che il mondo stesso si dà.
Per questi motivi chi segue le equazioni Dio=Nulla e Uomo=Tutto, diventa una sorgente di angoscia e senso di colpa, e incorre come Sisifo in un “loop”, infinita reiterazione dello stesso evento. Chi sceglie dunque di mangiare ogni giorno i frutti dell’Albero della Conoscenza, ogni giorno si riscopre nudo di fronte a Dio, agli altri e al mondo, e ogni giorno si ritrova solo nell’Eden (da dove viene scacciato dal Cherubino e dove egli stesso ha allontanato Dio), ogni giorno torna nel mondo ma ogni giorno, vinto da una fame e da una sete inestinguibili, torna sui suoi passi, rientra nell’Eden deserto e mangia il frutto della Verità segreta.
Per superare il vuoto prodotto dalle cadute successive nel culto di sé, il Vecchio Adamo (3) ha continuamente bisogno di sentirsi "buono", di ripulirsi la coscienza attraverso "buone" opere e "buone" idee: l'alterolatria, la pauperolatria, la società "giusta". Ma tutto ciò non viene fatto per amore, come insegnava Gesù, bensì per fare il proprio bene e non quello del povero. Nonostante le belle parole, i Vecchi Adami non sono samaritani. Ostentando di essere ciò che non sono si dimostrano, al massimo, farisei (4).
(1) “Paolo allora si alzò in mezzo all’Aeròpago e disse: “Cittadini ateniesi, vedo che siete gente molto religiosa sotto ogni punto di vista. Ho percorso la vostra città e ho osservato i vostri monumenti sacri; ho trovato anche un altare con questa dedica: AL DIO SCONOSCIUTO. Ebbene io vengo ad annunziarvi quel Dio che voi adorate ma non conoscete".
(2) Su Gödel, v. J.L. Casti e W. DePauli, Cortina 2001. Il Teorema di Incompletezza parte dalla constatazione che un sistema formale (il nostro linguaggio, la matematica etc.) non può risolvere o occuparsi di tutte le asserzioni in esso contenute. Rimangono, in ogni sistema, delle proposizioni “indecidibili”, che non possono essere dimostrate o avvalorate o rifiutate all’interno dello stesso sistema, ma che possono essere risolte, avvalorate, individuate e decise solo all’esterno, da un altro sistema formale.
(3) Vecchio Adamo è chi dimentica il Nuovo Adamo, cioè Cristo.
(4) Sempre più spesso gli adepti del partito fariseo non sono coscienti della propria contraddizione: è il partito-setta che assume su di sé la colpa –o responsabilità- della consapevolezza. Oppure la consapevolezza viene diluita nella Volontà Generale. Tuttavia questa velatura non restituisce l’innocenza, e non elimina il sentimento di infelicità.
di
Il Sorvegliato manifesta con l'occasione tutta la stima per Paolo ed esprime le congratulazione più sincere e felici per la sua nuova collaborazione con la rivista IDEAZIONE.
Paolo ha uno dei più bei blog italiani. Chi non avesse avuto modo di leggerlo vada a: LE GUERRE CIVILI .
LA GRANDE RIMONTA
INTENZIONI DI VOTO
del 30/11/2004.
| Autore: |
| Euromedia Research (Ghial Media Srl) |
Committente/ Acquirente: |
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Euromedia Research - diffusione OMNIBUS |
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Data in cui è stato realizzato il sondaggio: |
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Tra il 26/11/2004 ed il 26/11/2004 |
QUESTIONARIO |
| QUESITO n.1 |
| Domanda : Lei quanta fiducia ha nel Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi?. |
| Risposta: 46.1% |
| QUESITO n.2 |
| Domanda : Se ieri si fossero tenute le elezioni politiche, Lei a quale dei seguenti partiti avrebbe dato la Sua preferenza?. |
| Risposta: TOTALE Casa delle Libertà: 46.6% TOTALE Ulivo+Rifondazione Comunista: 45.1% Altri: 8.3% Scheda Bianca/Nulla: 3.1% Indecisi: 22.0% Non dichiara: 21.5% |
Lo scostamento a favore della CdL è dell'1,5 % . Il dato è sicuramente eclatante se si considera che solo alcune settimane fa tutti i sondaggi davano la C.D.L. in grosse difficoltà, e sicuramente sotto la G.A.D.(o Alleanza, o Ulivo, o L.E.R.N.E.R., o P.I.P.P.E., o come le decine e decine di altri modi in cui si è chiamata, si chiama e si chiamerà quel carrozzone chiassoso ed isterico).
Ma il vero dato è che mentre la CDL RIMONTA alla grande, riportandosi ai dati delle politiche del 2001, la ex-ma-ancora-forse-neo GAD è fermissima al 45%. Gli altri (tutti partiti di destra + radicali) sono all'8%. Gli indecisi (evidentemente in maggior percentuale propensi più a votare il centro destra che la sinistra) cominciano a tornare all'ovile.
IL GRANDE RILANCIO
DEL PARTITO DELLA LIBERTA'.

Prendo spunto dalla notizia di oggi, che sarà Giulio Tremonti insieme a Claudio Scajola e Marcello Dell'Utri a guidare Forza Italia fino alle elezioni politiche del 2006, per dichiarare tutta la mia simpatia per il vero ed unico partito della LIBERTA' in Italia.

Se mai qualcuno, durante una anno e mezzo di vita di questo blog, non lo avesse capito il Sorvegliato ha sempre votato per Forza Italia. E non l'ha mai nascosto. Fin dall'inizio, nel primo post nel 21 agosto 2003, data di nascita del Sorvegliato, tifava SILVIO.
Ebbene, dopo mesi di scoramento e di forte delusione per la mancanza di iniziativa sulla madre di tutte le riforme, quella fiscale, oggi, dopo l'epocale successo della riduzione delle tasse (EPOCALE perchè era inaudito che in Italia qualcuno proponesse una riduzione fiscale ma EPOCALE anche perchè è solo l'inizio), torno prepotentemente a fare il tifo per l'unico, grande, straordinario Partito che ci sia mai stato. Quello delle promesse mantenute. Quello dei fatti concreti.
FORZA ITALIA!
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Silvio Berlusconi (Olycom) |
ANDREA'S VERSION / COPYCAT n. 85
Ha ricordato ieri il filosofo Severino, sul Corriere, come sia opportuno, essendo prossimo il referendum che riguarda l’embrione e l’uso delle staminali, avviare con calma una riflessione. E di seguito, l’ha avviata. “L’embrione – si dice – è in potenza un-esser-già-uomo. Ma proprio perché è ‘in potenza’ uomo, l’embrione è in potenza anche non-uomo. Pertanto è in potenza anche un-esser-già-non-uomo. E’ già uomo e, anche, è già non uomo… Proprio per questo, l’embrione non è un esser uomo. Infatti l’uomo autentico è uomo, e non è insieme non-uomo. Se un colore è insieme un rosso e un non-rosso,
tale colore non è il colore rosso. Analogamente, se l’embrione è, in potenza, quell’esser già uomo che è necessariamente unito all’esser già non-uomo, ne viene che l’embrione non è già un uomo… così come lo scapolo-l’uomo che non è unito a una donna – non è contenuto nell’ammogliato –
cioè nell’uomo che invece è unito a una donna”. Ma su quest’ultimo capitolo, se cioè sia meglio un non-uomo che si unisce a una non-donna, o un uomo-già-uomo che se la spassa con una non-carotina, interverrà domani, su Repubblica, il filosofo Galimberti". (da IL FOGLIO del 02.12.2004)
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IL CAV., LA POLITICA E I BUROCRATI.
Siamo d’accordo con il premier spagnolo, ha detto Berlusconi, sul fatto che il parametro del 3 per cento vada interpretato in modo meno rigido. Come tutti sanno, il 3 per cento di deficit sul Pil è quell’esiziale regoletta non interpretabile sulla cui cretinaggine Prodi parlò quando non doveva, e tace adesso che dovrebbe parlare. (...). Una crescita
nana che è fenomeno altrettanto negativo, specie per un paese come il nostro che langue sotto il ricatto neocorporativo sindacati-confindustria, la pratica socialmente suicida degli scioperi generali politici, l’ombra di un debito pubblico che non sarà mai riassorbito se l’economia reale non riparte con una violenta scossa a consumi e investimenti e con una radicale riforma del nostro modo di vivere (male) alle spalle dello Stato.
Berlusconi sa accumulare ritardi politici come nessun altro al mondo, ma bisogna anche dire che sa recuperare a ritmi pazzeschi. In un paio di settimane è passato dalla resa al contrattacco, dopo tre anni e mezzo di cincischiamenti, e se continua così promette faville. Mostra di essersi convinto di due cose: che la riforma fiscale e quella della spesa (su questo secondo punto ancora non è stato chiaro, e si capisce perché) sono il suo vero programma e la giustificazione della sua leadership, nella coalizione e nel paese; e che per attuare l’una e l’altra politica bisogna elevare il tono e il senso dell’azione di governo, a partire dalla funzione attiva dell’Italia nella battaglia per la golden rule, quell’utile aggeggio antiragionieristico che serve non per scassare i conti e avvilire la moneta unica ma invece per consentire che l’euro diventi quel che prometteva, senza poi mantenere: la leva di un’economia più libera e dunque più dinamica, dove gli investimenti e i consumi non sono sconsigliati ma incoraggiati dai governi, la “leva americana” ora nelle ferme mani del Cav. Ferme? Dio ci perdoni per aver concepito un’idea tanto temeraria. Eppure... chissà. Quella dichiarazione sul “primo passo” fa sperare bene.
(Dall'editoriale de IL FOGLIO del 01/12/2004)