Let's be less picky
By Shark.

La lettura della Right Nation mi ha sicuramente chiarito le idee sulla faccenda (a proposito, sono incappato in due madornali errori di traduzione nella versione italiana...), e poco tempo fa l'opinione di Paolo Guzzanti su Panorama riassumeva benissimo questa mia sensazione.
Gli elettori di (centro)destra sono estremamente più pirla di quelli del (centro)sinistra. Bene, adesso che avete finito di lanciarmi le bottiglie in testa vi spiego perché penso questo.
Gli elettori di (centro)sinistra sono sempre compatti, mobilitati, ideologizzati, motivati, esprimono volentieri la loro opinione politica anche quando ignorano quella altrui - facilmente dando per scontato che sia la stessa. Gli elettori di (centro)sinistra andranno, compattamente, a votare per qualsiasi leader tu gli metta davanti. Come evidenzia Guzzanti, questi saranno sempre tredici milioni. 1994, 1996, 2001, e così via. Se tu gli metti Rutelli al posto di Prodi, fidatevi che i Rifondaroli potranno lanciare le uova, ma andranno a mettere la scheda nell'urna. Gli metti Prodi? Ne sono felici. Gli metti Fassino? Credete che tra Fassino e Berlusconi i Margheritini si asterrebbero? Tsk.
L'elettore di (centro)destra: demotivato, postideologico o disilluso, imprenditore che pensa esclusivamente a "laurà" - ottimo, ma oltreoceano penserebbe a finanziare il partito di appartenenza, ed è tutto un torrente di "Se Berlusconi continua a parlare di par condicio mentre la gente tira la cinghia per l'euro l'anno prossimo non lo voto più..." "Fini è stato stupido a dire quelle cose sul fascismo e non lo voto più..." "Se Berlusconi non dà un calcio nelle terga a Follini e Tabacci l'anno prossimo non lo voto più"..."Mah mi sa che l'anno prossimo me ne vado al mare anziché a votare" etc etc.
Io la vedo diversamente: credo pervicacemente in alcuni valori base e sono spaventato da altri. Mi riconosco nella destra e mi interessa fortissimamente che i valori e le idee della destra facciano da contraltare a quelle -ben più diffuse - della sinistra e permeino e plasmino la vita del mio Paese.
Dico io: ci asteniamo e facciamo gli schizzinosi perché quello anziché abbassare le aliquote entro l'anno X le abbassa entro l'anno Y? Ce ne andiamo al mare perché quell'altro ogni tanto se la prende, in maniera poco patriottica, contro Roma ladrona e il primo ministro non dice nulla? Benissimo, allora siamo anche pronti a riprenderci un ministro della Giustizia come Oliviero Diliberto (vergogna delle vergogne, il mio Paese con dei ministri comunisti, in contatto con Hamas), siamo pronti a fare la figura della Spagna o della Francia durante la crisi irachena? Siamo pronti tra l'altro a vedere le tasse invariate se non alzarsi? Beh però siamo stati fighi a starcene a casa.
No. Dobbiamo scrollarci di dosso questa scarsa militanza- non che si voglia tornare agli anni '70, Dio ce ne scampi e liberi. Ma, e la battaglia culturale dei Foglianti è paradigmatica, occorre che i valori in cui si crede sottovoce, quasi con vergogna, Dio, la bandiera, la famiglia, la dignità, il coraggio, lo Stato minimo, e una valanga di altre cose - quelle tacciate di retorica da chi invece di retorica vive - devono iniziare a essere dette con più convinzione, con più coraggio. Farò tutto il possibile per impedire che il mio Paese finisca rappresentato da chi detesta gli americani, da chi autorizza i furti nei supermercati o li giustifica come spese proletarie, di chi in fondo in fondo, e lo dice un agnostico, si porta dentro un anticlericalismo viscerale. La battaglia culturale darà dei frutti notevoli, soprattutto a medio- lungo termine. Basta volerla combattere. Il voto è il modo più efficace per tenere Diliberto e Prodi a casa, come deve essere. Con tutte le delusioni del caso, chi meglio di gente come Berlusconi, Fini, Martino, Pisanu, è in grado di dare di più per l'Italia? Prodi, Fassino, Bertinotti, Bianco, forse?
Per quanto mi riguarda, mi possono mettere davanti Fini al posto di Berlusconi, e io non manchero alle urne. Casini? Preferisco Berlusconi mille volte, ma alle urne non mancherò. Follini contro Prodi? Darei il voto a Follini. Bossi? Ci sto anche con lui. Ed è così che si fa. Il naso occorre turarselo per forza, o sennò non si va da nessuna parte. Un po' più di pelo sullo stomaco e di attributi non ci farebbero male. Cerchiamo di essere un po' meno schizzinosi, perfavore. A meno che non pensiamo che le due parti politiche siano la stessa cosa. Ma se qualche differenza la vediamo, beh allora non rompiamo le righe non appena qualcosa non ci garba, un dettaglietto non ci ispira, o Berlusconi va in pensione. Uniti, compatti, perché gli altri saranno sempre 13 milioni. E noi?

E basta di tirarmi le bottiglie adesso. Non siete mica pacifisti.
Shark.
Ho cambiato idea
By Shark.

Avevo espresso in uno sfizioso post tutta la mia scarsa simpatia (scrivasi "scarsa simpatia", leggasi "antipatia") per Francesco Totti: inveivo con inconsueto moralismo bacchettone contro il paradosso che un uomo così tanto impegnato nel sociale, de sinistra, e così manifestamente preoccupato dei bisognosi scialacquasse enormi ricchezze per capricci tutti superflui. Specialmente in occasione del suo matrimonio con la bella -bellissima- Ilary.
Ebbene mi sbagliavo. Indietro tutta. 
Ritengo doveroso segnalare come i due abbiano fatto sì che i diritti televisivi di Sky venissero devoluti in beneficenza per comprare un'ambulanza per cani e per la manutenzione del canile di Roma.
Onore agli sposi, e cenere sul mio capo.
Shark.
Una settimana di ferie.
Sorvy sospende il blog per una settimana
(ma ci sono sempre Shark ed Ercole!!!)
Niente di meglio per rigenerarsi che andare in una spiaggia semideserta della costa jonica salentina.
Per capirsi, una spiaggia come questa:


... a presto!!!
Giorgio Israel
ha aperto un blog.
Giorgio è un grande.
Il Suo blog non potrà che essere un grande riferimento per il Sorvegliato, come i suoi articoli sul Foglio.
Sorvy
Questo è il suo ultimo (anche se appena il secondo) post:
Dio li fa e poi li accoppia
In un pezzo ineffabile su L’Unità di oggi, Marco Travaglio se la prende con Antonio Socci e Giuliano Ferrara, trattati come il fondo maleolente di una pattumiera. Pensate, Socci e Ferrara sarebbero addirittura peggio di Berlusconi... il che, detto da Travaglio, è tutto dire. Ma la chicca insuperabile sta nel fatto che Travaglio prende le difese, di chi?... di Messori, cui Socci ha rimproverato duramente di non essersi schierato per l’astensione al referendum della procreazione assistita e di aver invece scritto un libello per riattizzare ad arte il celebre “caso Mortara” e gettare zizzania fra cattolici ed ebrei. Messori, proclama pomposamente Travaglio, “essendo cattolico davvero, preferisce occuparsi della resurrezione di Gesù che di quella del cardinal Ruini”.
Che Travaglio sia il solo titolato in Italia ad attribuire patenti, lo sapevamo già. Perciò, se lo dice lui che Socci non è cattolico vero mentre Messori lo è, bisogna credergli. Davvero esilarante è però il modo in cui prosegue Travaglio: “Il che fra l’altro spiega perché i libri di Messori vendano milioni di cope e quelli di Socci decisamente meno”... Qui si vede che Travaglio è un vero credente, perché sa anche riconoscere chi è beneficato dai miracoli.
Questo nuovo amore Travaglio-Messori è una faccenda deliziosa ma, a guardar bene, non è affatto stupefacente. Difatti, che cosa ha dichiarato Messori al Corriere della Sera, presentando in un’intervista il suo libretto? Che l’Alliance Israélite Universelle era “la prima organizzazione ebraica di autodifesa in prospettiva mondiale”. Sì, proprio quell’associazione che ha promosso una visione di universalismo democratico e di acculturazione in campo ebraico, era soltanto un gruppo di killer abilmente mascherato che preparava “incursioni” che – testuale! – erano “quasi una prefigurazione degli omicidi mirati dell’esercito israeliano”.
Perciò, tutto torna. Chi sono i cattolici “veri”, per Travaglio e per L’Unità? Quelli che detestano Israele, non quelli che lo difendono, come Socci. (Di quel neo-teo-con sharoniano di Ferrara, non parliamo neppure).
A quanto pare, Messori, dopo aver lanciato la bomba incendiaria della sua intervista al Corriere, non pare aver trovato altri amici che Travaglio e L’Unità. Il Corriere, dopo giorni di silenzio, è ritornato sul caso con un’intervista a un discendente dei Mortara, titolando speranzoso in occhiello: “Il memoriale pubblicato dal Corriere riaccende la disputa”. Ma perché ci tengono tanto a pompare Messori? Non si sono accorti che ormai il vero caso non è il “caso Mortara”, bensì il “caso Messori”, ovvero quello di un personaggio che non sopporta che ebrei e cattolici si parlino e che cerca di riattizzare divisioni e ostilità in tutti modi? E comunque, se ci tengono tanto, stiano tranquilli: ci pensano Travaglio e L’Unità a fare la respirazione bocca a bocca a Messori.
Giorgio Israel
Piccoli radicali crescono.
gli "astri nascenti" secondo JimMomo
JimMomo e le sue "cronache dall'Ergife", il partito radicale, e le cronache di Annalena Benini (de Il Foglio), le facce lunghe e lo stato comatoso degli autoconvocati (1000!!!!!), che non sono facce lunghe (la stronza di Benini e il suo capo megastronzo Giualino Ferrara) che noi adesso "giuocheremo pure a calcetto" ... e soprattutto loro: gli astri nascenti:
tale Antonio Tombolini, ex vicepresidente dell'Azione cattolica (testualmente: "il vero astro nascente Antonio Tombolini, ex vicepresidente dell'Azione cattolica che dà un contributo essenziale per rivitalizzare quel pensiero laico da alcuni definito vecchio e stanco. E' lui il pastore da "seguire", è lui il nostro Adriano")
e il medico blogghista sessantenne dalle "idee chiare" Malvino Luigi Castaldi (alias come-la-sbatto-la-porta-io-non-la-sbatte-nessuno ... ).
Tombolini & Castaldi per un partito radicale alla riscossa. Buona fortuna!
"(...)Non c'è nulla di liberale nel relativismo delle coscienze, nella dittatura del tutto è uguale, nell'assorbimento di ogni capacità critica all'interno del rassicurante tessuto del pensiero unico. La Spagna di Zpaz non è il paradiso dei diritti delle minoranze. E' il trionfo di un conformismo che, per ragioni di immagine, ci stanno vendendo come progresso."
by ENZO
COMUNICATO DI C.L.
DOPO IL REFERENDUM.
Lettera al Direttore del Corriere della Sera (16.06.05)
Caro Direttore,
il quorum non è stato raggiunto, abbondantemente. Il fatto è significativo perché a favore del sì, della partecipazione al voto, si erano schierate le personalità più in vista, più alla moda, della politica, della cultura e dello spettacolo; ovvero, le personalità che dovrebbero incarnare il sogno di vita dei più. Tutti costoro non sono riusciti a convincere il popolo a seguirli. Come diceva Chesterton, volendo affermare una libertà illimitata, l’hanno resa solo più indefinita, cioè confusa; come è confusa e contraddittoria con la realtà l’immagine di perfezione umana che perseguono. Il popolo ha preferito stare sulle sue, ancora attaccato ai valori che la tradizione porta. Questo atteggiamento è stato bollato come indifferente e superficiale, se non “idiota”, dalla deriva zapatera in cui le nostre elite culturali e politiche sono cadute, ma questo “bollo” è, per lo meno, antidemocratico. Siccome la non partecipazione è stata del 74%, anche ammettendo che i consapevolmente astenuti siano una minoranza, gli indifferenti o idioti sarebbero superiori al 50% della popolazione. Pensare questo indica un disprezzo per il popolo che molti dei referendari hanno in più occasioni dimostrato e dimostrano. Per tale ragione non si fermeranno, continueranno ad insistere sul valore superiore della loro visione dell’uomo e della società. Continueranno a cercare modi di introdurre le loro leggi astruse, distanti da ciò che è reale e da ciò in cui la maggioranza delle persone cerca il compimento della vita.
Cos’è il compimento della vita, se non il potere vivere la vita come è, con i suoi desideri e le sue difficoltà, senza cadere nella disperazione o fuggire nei sogni?
Se si gratta la cosiddetta indifferenza, sotto si trova l’attesa di tale compimento, che è ridicolo affidare a calcoli di perfezione scientifica, come dimostrano quelli che sono belli ma infelici e, al contrario, quelli che - pur in mezzo a difficoltà grandi - non si scoraggiano e sono contenti di ciò che la vita dà loro. Tutti sappiamo che è così perché ogni giorno tutti sperimentiamo che la felicità non accade in condizioni di perfezione, ma in condizioni inaspettate, reali proprio perché imperfette. Sotto la cosiddetta indifferenza, c’è allora l’attesa dell’incontro con un fatto di verità umana preponderante rispetto alle piccole verità scientifiche che sempre si sono dimostrate insufficienti e, quando hanno preteso di essere assolute, anche dannose. C’è l’attesa di un fatto umano che, quando accade, viene riconosciuto subito come vero, anche se magari non se ne sa spiegare il perché. È per esempio il fatto dei tanti che, vivendo una condizione familiare segnata da handicap pesantissimi, dimostrano un’affezione alla vita senza misura, ben al di là dell’identificazione che certo scientismo pone tra malattia e infelicità. Come è possibile che chi non è “perfetto”, “selezionato”, possa ritenere positiva la propria vita? È possibile perché l’uomo è un mistero, non decifrabile da nessuna teoria, se non quella che riconosce la vita come dono. È possibile per la gratuità di coloro che soccorrono chi ha bisogno con una solidarietà pratica, che passa dall’aiuto materiale e dall’amicizia. È possibile per chi rispetta la vita, tutta, dal suo inizio.
Altro che popolo italiano indifferente! Esso aspetta e, se pur cambia opinione politica, tuttavia non si è ancora dimenticato che il fondamento dell’umanità che cerca è nella propria tradizione cristiana, questa volta proposta da una Chiesa decisa e unita. Anche molti laici hanno riconosciuto tale fondamento, come non era mai accaduto prima. Questa umanità e questa tradizione non si risollevano con prediche aggiuntive alle troppe che già ci sono, ma con un incontro che continui e approfondisca quello che è avvenuto per moltissimi con Giovanni Paolo II, con una personalità come don Giussani; con il nuovo Papa Benedetto XVI; con una donna di fede come la vedova Coletta nella strage di Nassiriya; con un amico che sorprendentemente ci rende prossimo il senso della vita e delle cose.
Un’esperienza umana nuova c’è: non è casuale, è un filo rosso che percorre la storia quotidiana di ciascuno. Bisogna saperla vedere, non averne paura, indicarla, valorizzarla e seguirla. Altrimenti, l’indifferenza rimonterà e si chiuderà su di noi come il mare sul bolso esercito del faraone.
Giancarlo Cesana
di Comunione e Liberazione
4 magnifiche sorprese
PER (quasi) CHIUDERE COL REFERENDUM
PRIMA SORPRESA: SHARK
Shark torna a scrivere e ci regala un post straordinario, incredibilmente bello, che va dal racconto del suo ultimo mese in giro per l'Italia al rientro dalla California, alla sua ragionata e laicissima presa di posizione sui referendum e molte altre riflessioni scritte nel suo modo consueto, semplicemente affascinante.
Shark che si professa agnostico guarda la realtà allo stesso modo mio che sono cattolico. Prova provata che il problema dell'embrione, della scienza e della tecnica, della nascita e della morte, della libertà e del rispetto dei diritti umani è un problema innanzitutto di RAGIONE, di apertura alla realtà. L'etica è altra cosa. I diritti umani (tutti i diritti umani: di parola, di pensiero, di uguaglianza, di tutela dei malati, dei bambini, dei soggetti più deboli, i diritti di chi sta per venire al mondo e di chi non può esprimerli i suoi diritti devono essere salvaguardati per un principio di diritto naturale, non per principi relativi alla propria morale, la propria idea. Questi concetti non possono essere lasciati al proprio libero pensiero, alla propria fede, al libero arbitrio. Lo Stato deve tutelare i soggetti in nome dei diritti umani a limitazione del libero arbitrio di chi si sente padrone anche degli altri, di coloro che non possono difendersi in primis, solo perchè somigliano ad un embrione di scimpanzè invece che a quello di un uomo (ex min. Veronesi). Era quello ho cercato di far capire per un mese intero. E lui cosa fà, lo Shark, mi scrive il pezzo, il post più bello di questo blog, dopo il referendum. Vi consiglio di leggerlo non una, non due ma almeno tre volte, per gustarvelo a fondo (io l'ho letto almeno 10 volte).Si, penso che sia uno dei più bei post mai scritti su questo blog in due anni di vita.
SECONDA SORPRESA: ERCOLE SAVIGNANO
Poi c'è la seconda ERCOLE'S VERSION del nuovo sorvegliato Ercole Savignano (la cella comincia a farsi stretta... Sorvy, Shark, Ercole, ma si sta bene in compagnia).
La Ercole's version subito dopo questa mia premessa. Perchè io - prima - Ercole volevo presentarvelo.
Un vecchio e grande amico di Sorvy dei tempi dell'università al quale S. è rimasto legato da una grande amicizia. Lo imparerete a conoscere col tempo ERCOLE.
L'ironia io l'ho scoperta da lui. L'ho coltivata assieme a lui per anni. Quello che invece Sorvy non è mai riuscito ad imparare da lui è lo stile elegante (mai volgare), la prosa asciutta, la risposta diretta.
Ma nelle sue battute, irrefrenabili nella comicità e pronte come uno squadrone di soldati americani a Falluja, c'è molta più serietà e saggezza di quanto si possa immaginare. Insomma lo vogliamo fare questo paragone? E facciamolo: Ercole Savignano sta al Sorvegliato come Andrea Marcenaro sta al Foglio.
TERZA SORPRESA: IL BUROGGU.
Segnalo inoltre fra le sorprese il Buroggu che ultimamente non sbaglia un colpo. Sta facendo un post più bello dell'altro. Poi il Buroggu è stato il primo a ricevere un commento da Enzo Reale. Ed io Signore e Signori il secondo. Mi sento come Berlusconi quando riceve una telefonata da Bush, come Emilio fede al telefono con Sivlio, come Bruno Vespa che riceve una telefonata del Papa a sorpresa a Porta a Porta. Enzo in realtà lo ha lasciato nel post di Shark, porcaccia la miseria, anzichè su quello di Sorvy, il sottoscritto, ma fa lo stesso.
Voi sorveglianti ormai lo saprete: io stravedo per Enzo. Come per nessun altro blog. Enzo è il più famoso blogger italiano (anche se vive in Spagna), se non proprio il più famoso sicuramente il più bravo. Per questo (e solo per questo) gli perdono qualsiasi cosa, perfino un suo post un pò semplicistico (ecchessaràmmai ... Buroggu ha proprio ragione nel dirglielo ad Enzo ... ma se l'ha fatto Enzo va bene lo stesso, gli si perdona tutto a Enzo!).
QUARTA SORPRESA: LIAPUNOV

Sarà che scrive ad ogni morte di Papa (ops ... speriamo di no... Benedetto XI, campa ti prego almeno fino a 100 anni!!) però quando scrive sembra un trattato di filosofia e allo stesso tempo una poesia. Altro che prossimo ingegnere Frinarelli lo vedo bene al posto di Marcello Pera fra qualche anno.
Sorvy
E adesso godetevi la:
ERCOLE'S VERSION n° 2
Cari referendari,
gli attacchi alla Chiesa, le accuse di slealtà e l’acredine diffusa manifestata per via del risultato referendario, mi spingono ad una riflessione. Vi sono saltati i nervi. Ho seguito con attenzione la campagna referendaria e trovo stucchevole che oggi si dica: è colpa della Chiesa. Ma ci andate in Chiesa? Le Chiese sono vuote come i seggi di questi giorni. Chi volete che ascolti un Oscurantista in tempi di modernità sfrenata? Suvvia! Si innalzeranno gli steccati contro la Chiesa, toglierete i crocifissi, abolirete l’8 per mille, ci perseguiterete? E’ già successo in altre parti del mondo e i cristiani ancora ci sono, i persecutori pian piano spariscono.
E i referendum che falliscono da dieci anni a questa parte? Sempre Ruini? Ma quando avete raccolto le firme non conoscevate la questione del quorum? Ma poi, ‘ste firme non saranno state mica come quelle della Mussolini? Tant’è. Dunque 25,9% - 11 % di No = meno di un italiano su quattro. Penso di conoscervi tutti, tanto pochi siete e tanto visibili siete stati da quattro mesi a questa parte.
Non la censura, ma il clamore, non argomenti etici vi hanno seppellito, ma scientifici, non le tonache, ma i camici e la gente comune perché la gente “quando si tratta di scegliere e di andare te la ritrovi tutta con gli occhi aperti che sanno benissimo cosa fare, quelli che hanno letto un milione di libri e quelli che non sanno nemmeno parlare” come cantava De Gregori, ignaro come l’ultimo astensionista fisiologico o impreparato di Vibo Valentia. Credete davvero che il 75% degli italiani non voglia guarire i tumori e quant’altro? Credete che il 75% sia contro le donne? Siete fuori strada e, da qualche ora, fuori di testa. Se avete queste convinzioni meglio emigrare in un “paese normale” (o normalizzato, come forse voleva dire D’Alema). Non vi hanno seguito nemmeno i fedelissimi, altro che chierici.
La scienza continua, anche dopo il referendum, ma percorrendo sentieri che non sopprimano nessuno. Si è detto tanto, inutile tornare sulle staminali adulte, cordone ecc., ma è questa l’indicazione del non-voto. L’unico argomento che non avete usato poteva forse tornarvi utile: il lavoro. Certo, con la vittoria del SI sarebbe aumentato il lavoro dei centri autorizzati alla fecondazione (+ medici + infermieri + biologi), quello degli avvocati (per decidere le paternità, reclamare le eredità), degli intermediari di ovuli e quello dei masturbatori part-time che però adesso avranno il vantaggio di farsi pagare in sterline piuttosto che in euro.
Certo anche noi vincitori abbiamo seminato errori su errori. L’ultimo quello di non volere far conoscere i dati sull’affluenza. Ve l’immaginate? Invece di godere, Domenica saremmo stati in ansia. Altro errore è stato quello di avere paura di un Capezzone qualsiasi. “Il quorum è vicino” ha detto qualche giorno fa. Sì, “vicino allo stomacum e al fegatum” avremmo dovuto rispondere baldanzosi. E invece, discussioni in famiglia, dibattiti dappertutto, interventi, paginate di giornali, videate web, ore di malsangue a guardare la Berlinguer, Lerner e Ballarò. Poi, forse, leggendo gli studi di Mannheimer, abbiamo sbagliato a non votare. Già così pare, abbiamo sbagliato a pensare di essere minoranza.
Cosa succederà? Tranquilli, non cambierà nulla. Oddio il Corriere della Sera ha cambiato gli articolisti, le sexi-veline di Veronesi sono sparite, AN ha avviato un regolamento di conti, nella Margherita vedremo. Contrariamente agli auspici del Sorvegliato, io penso che gli sconfitti da questo referendum (radicali, ds, rifondazione, cgil, e qualche altro) non pagheranno dazio, perché il referendum vale meno, molto meno delle regionali. Dovrete solo stare attenti a sedare l’animo anticlericale e laicista. Non è aria. Tornerete a fare i chierichetti con Prodi vincendo le elezioni. Rutelli si mangerà la bile (verde come la cicoria), presto il centrodestra si leccherà le ferite profonde che maggioranze poco silenziose gli infliggono da quattro anni. A meno che Berlusconi non è folgorato sulla via di San Pietro.
Come si dice, squadra che vince....
Cordialmente vostro Ercole Savignano

Dell’embrione, di Michael Jackson e di altre storie.
By Shark.

Sono tornato dopo una lunghissima pausa, e me ne scuso. Mille impegni mi hanno tenuto lontano dalla tastiera da quando sono partito per la California, se si eccettua un breve saluto al rientro. Ho impiegato questo mese per lo più viaggiando su e giù per la penisola prima con mia madre, poi da solo, poi con mio padre, poi con la mia ragazza, ed infine ancora per conto mio, in un’alternarsi di compagnie e solitudine dalla Romagna a Milano, dalla Toscana alle Marche, dalla Sardegna all’Umbria, da Roma all’Alto Lazio, e i miei giri non sono ancora terminati.
Cerco di ripercorrere con la mente gli episodi più significativi di queste mie ultime settimane.
Da un autogrill in piena provincia di Perugia, dove per far riposare la macchina almeno per mezz’oretta mi sono imbattuto in un gruppo di ragazze nostalgiche del Ventennio che, gestendo il bar, sottolineavano come il loro colore preferito fosse indovinate quale e di conseguenza i giornali presenti sui tavolini riflettessero l’idiosincrasia per i colori caldi – non il modo migliore di attrarre clienti nel cuore rosso d’Italia.

Oppure l’incontro, sul trenino che percorre i boschi dell’Italia centrale da Termini ad Ancona, con un ricercatore di San Francisco che si recava ad un convegno a Gubbio. Fervente ateo e liberal, com’era logico aspettarsi da un degno rappresentante dell’Università di Berkeley, mi ha rinfrescato la memoria sul punto di vista che i liberal hanno riguardo al resto degli americani: quando gli ho detto che il mio prossimo viaggio negli Stati Uniti sarebbe stato probabilmente nel Sud profondo – Texas, Louisiana, Mississippi, Alabama, per intenderci – in una parola, Bushlandia, lui ha storto la bocca, come schifato, per poi aggiungere “No, no, a me quei posti non piacciono…” Colpa dell’umidità e dell’afa dello Dixieland? “Anche, ma soprattutto per la gente, la mentalità, la cultura conservatrice”. Un perfetto manualino di sociologia politica americana. Io, reduce da un soggiorno nelle contee più conservatrici della California, San Diego e Orange County, dove pure il mio compagno di viaggio aveva abitato per 13 anni, e dove era raro incrociare una macchina, una casa, una moto che non avesse l’adesivo “Support our Troops” o “I’m with Bush and Cheney”, sorridevo beffardo, ma solo nel segreto della mia cameretta mentale, dinanzi a tanta singolare circostanza (con un Kerrysta tra le Querce umbre, ma in piena era Bush e contemporaneamente sotto la dittatura mediocratica di Berluscowney). Abbiamo anche discusso del referendum sulla legge 40: lui difendeva la ricerca sugli embrioni (ancora nessuna meraviglia) – la California di Governator d’altra parte l’ha autorizzata; a proposito, pare che Schwarzenegger si trovi in un periodo di difficoltà, anche se non pare che possa riuscire a far peggio di Davis (onestamente non ci riuscirebbe nemmeno un monocolore targato Italia dei Valori, a far di peggio), né che questo passaggio amministrativo possa scalfire l’incrollabile fiducia conservatrice- repubblicana dei miei amici della O.C.
E poi ancora, il sequestro e, qualche giorno fa, il rilascio della nostra compatriota Clementina Cantoni. Era il mio Paese quello in cui non vi è stata grande mobilitazione di piazza per lei all’inizio di questa vicenda, è il mio Paese quello in cui il popolo della pace (pacifinti, pacifascisti) non si è sentito chiamato al corteo permanente. Eppure era proprio il mio Paese quello che l’ha accolta (era Milano? Era Lecco?) con calore umano e semplicità d’animo, senza bandiere di partito e con rumorosa discrezione. Ma questo lieto fine ha un risvolto amaro: il governo Karzai è venuto incontro alle richieste dei terroristi, e questo significa solo una cosa: hanno ottenuto quello che cercavano, hanno vinto loro. In ogni caso, bentornata Clementina.
Successiva è stata la liberazione della francese Aubenas e del suo autista Hussein Hanun al-Saadi .
E poi, fluttuando nell’aere, abbiamo assistito con sgomento e mestizia alla simpatica sceneggiata rutello- prodiana: una commedia degli equivoci, una novella pirandelliana con finale ancora ignoto. Il fiero Rutello Cicciobello, di provenienza radical-libertaria-verde, si ricicla oggi in un impasto democristiano e papista che può ottenere due letture: una lettura, diciamo così, ingenua, che legge nella presa di posizione antiprodiana del leader della Margherita una svolta positiva. Ci si augura che Cicciobello guardi a Blair, e ambisca a fondare un’area di sinistra realmente riformista e orgogliosamente cattolica togliendo spazio al tandem Prodi- Bertinotti.

E poi la seconda lettura, quella che chiamo cinica, o scettica: il Rutello Cicciobello, già radicale, già verde, già tutto-ciò-che-è-anticattolico-nel-mondo, fa il furbo e cerca di mettere nel sacco il prode Prodi e tutta la carovana di quelli a sinistra di Boselli sfruttando la forza di attrazione che l’identità cattolica esercita sul suo elettorato e su quello che spera possa confluire dal centrodestra alle prossime elezioni. Semplice opportunismo di facciata che sarebbe alla base della presa di posizione rutelliana a favore dell’astensione, fiutando la valanga di “me-ne-sto-a-casa” espressi dal sovrano popolo italiano. La prospettiva n.2 implica anche un finale a sorpresa: Cicciobello torna sotto la grassa ala delle Due Torri e ricompatta le file in tempo perché tutti si dimentichino delle sue bizze.

In questo periodo è successo, purtroppo, anche qualcos’altro di tremendamente più serio: quattro nostri elicotteristi hanno perso la vita in Iraq, proprio nei giorni in cui ricorreva il primo anniversario del ritorno in patria di Stefio, Agliana e Cupertino. Il Paese si è stretto, come ormai fortunatamente inizia a diventare tradizione, intorno alle quattro bare di legno e alle quattro famiglie. Ma al loro arrivo a Ciampino l’unica autorità civile presente era il Ministro della Difesa Martino: dov’era Ciampi? Dov’erano Fini, Berlusconi? Ciampi doveva essere lì, nessuno di noi ha capito.
E così, fluttuando fluttuando, siamo giunti al referendum, sul quale ho delle idee mooolto particolari.
Riassumiamo: agnostico devoto à la Ferrara (lui ateo devoto), mi sono ritrovato a ridosso della data referendaria senza un’idea. Poco male ai fini del quorum, dal momento che non sarei stato a casa in quei due giorni: mi rilasso ancora oggi sulle dolci colline ascolane. A proposito, farò presto un articolo su Ascoli Piceno.
Senza un’idea: entrambe le argomentazioni non riuscivano a convincermi della fallacia delle argomentazioni dell’avversario. Da una parte vedevo i cattolici , così incrollabilmente convinti che un embrione fosse una persona, che l’uomo concepito non fosse che la fase più fragile dell’uomo adulto, e che la tutela di ogni tipo di vita umana, pilastro non della Chiesa Cattolica, ma della RELIGIONE cattolica stessa, fosse una priorità assoluta rispetto a tutto il resto. E così anche molti, moltissimi non cattolici (Ferrara, Pera) che si schieravano a tutela dell’embrione umano: “Ma non vi rendete conto – tuonava Giuliano all’indirizzo della sinistra- che questa battaglia non è altro che l’ennesima battaglia del debole contro il forte? Chi è più debole tra chi ha la parola e chi non ce l’ha? Chi è più debole tra chi vuole crescere e diventare grande e chi ha un paio di aghi con del veleno da iniettargli?”.
Dall’altra vedevo uno schieramento altrettanto compatto, graniticamente certo che se avesse vinto il Sì sarebbe stata la vittoria del Progresso e dei Lumi contro la reazione bigotta di un potere clericale che sfrutta l’ignoranza e la paura per perpetuare i propri interessi ed il proprio potere. E con loro personaggi di destra: Fini, la Prestigiacomo, Martino; e la sinistra tutta coi Radicali. Non avevano forse a cuore, gli altri, la sorte di tanti malati? Il diabete, l’Alzheimer, il Parkinson, tante malattie genetiche? Ce ne fregavamo? Aveva DAVVERO più importanza etica la salvaguardia di un ammasso di cellule della sofferenza stillicidi di madri, padri, bambini malati, bambini costretti ad avere meno speranza. Sì, l’embrione era innocente, ma erano forse loro colpevoli?
Mi era chiara una cosa: il concepito è probabilmente, intuitivamente, già vita. Per il fatto stesso, lapalissiano, che se lo si lascia crescere diventa un uomo, per il fatto stesso che a partire da oggi e tornando indietro nel tempo è impossibile stabilire un momento in cui si passa dalla vita (diritti, habeas corpus) alla non-ancora-vita (sperimentazione).
Dice Scalfari:” Per me il limen sta nello sviluppo dell’apparato encefalico e nel sistema nervoso: da quel momento nasce la consapevolezza di sé e la sensibilità fisica; ciò che si è prima è solo materiale biologico”.
Obiezioni: se il limen è lo sviluppo del sistema nervoso, che ne dite di fare sperimentazione sulle migliaia di handicappati che hanno il sistema nervoso centrale o periferico inattivo, o il sistema neurovegetativo praticamente spento? Tutti quelli che non hanno consapevolezza di sé andrebbero considerati cavie da laboratorio? E poi: “ammasso di cellule”, non lo siamo tutti, anche a 30 anni?
Mi interrogavo ancora.
Era evidente una cosa, ed era una cosa che tutti ci saremmo dovuti ricordare: qualsiasi fosse stato l’esito referendario la reazione sarebbe dovuta essere composta, rispettosa ed agrodolce. Se avesse vinto il Sì, milioni di persone sarebbero rimaste tristemente convinte che un terribile crimine contro la vita avrebbe iniziato ad essere commesso, e che milioni di voci non urlanti sarebbero state messe a tacere in nome del Progresso. D’altra parte, se avesse vinto il fronte del No o dell’astensione, milioni di persone avrebbero perso la speranza, milioni di malati, di madri di bambini malati, di madri di bambini che non sono come i loro compagnetti di scuola, e quella notte molti avrebbero pianto- ne sono convinto – lacrime di tristezza e di rabbia. In altre parole, nella mia incertezza, mi chiedevo: chi si schiera per l’astensione vuol semplicemente dire che è perché se lo può permettere, perché è sano? Se Ruini, se Follini, se Marini fossero stati malati, se uno qualsiasi di loro avesse avuto la sfortuna di avere un figlio malato, avrebbero pensato le stesse cose?
Nessuna risposta, ma solo domande.
Eppure qualcosa dentro di me iniziava a cambiare, a muoversi. L’anticlericalismo – non la convinzione sincera- era la molla alla base di troppi da una parte, e le motivazioni scarseggiavano: “Saremmo gli unici in Europa!” urlava scandalizzato lo Smilzo, “Se resta questa legge la prossima a cadere sarà quella sull’interruzione di gravidanza” gli faceva eco quell’altro. Ma non si trattava di motivazioni!!
Dicevo tra me e me che se fosse stato riconosciuta della vita in un embrione, quello andava certamente tutelato e protetto - purtroppo anche a scapito dei malati nati – e certo, a maggior ragione, l’interruzione di gravidanza sarebbe stata in palese contraddizione con la legge 40, aprendo così una questione di revisione. Al di là del giusto e dello sbagliato, sarebbero forse tornati gli aborti clandestini, con la loro scia di giovani ragazze morte? Un pizzico di pragmatismo non guasta.
Ma quelle non erano motivazioni.
E poi, ancora, il fronte del Sì aveva questo suo tipico atteggiamento di chi porta la luce nelle menti ottenebrate degli zotici, questa lagna dei Radicali “uffi- nessuno – ci dà – spazio- nessuno –parla-mai- di- noi” e che palle, è un anno che non si parla d’altro. L’atteggiamento di fiducia in un progresso lineare che non può che portare in un futuro di atei felici e sani, tutti con la tessera di Capezzone in tasca. E la menata sulle presunte ingerenze della Chiesa.
Ma baaasta con queste robe, signori. Si chiama democrazia, società plurale e aperta. E vabbé che si è costruita anche in opposizione alla Chiesa cattolica, ma la nostra società libera si è costruita anche in opposizione a molte altre cose, al fascismo, al comunismo, eppure nessuno dice che Tremaglia o Diliberto operino delle “ingerenze” quando parlano.
I cattolici, i vescovi sono cittadini italiani e debbono poter commentare su tutto, proprio come fanno Cofferati o Veltroni. In una società libera chiunque deve poter esprimere e diffondere le proprie idee al massimo delle sue potenzialità fintantoché ciò non configga con la Costituzione. E’il cuore della democrazia. “Eh ma il Papa non è un cittadino italiano”. Neppure l’Economist che dava a Berlusconi dell’ “unfit to run Italy” il giorno prima delle elezioni era un cittadino italiano, ma il mondo è libero e la libertà di espressione –da noi –garantita.
Insomma, se parla Caruso, che parli anche Ruini. Se parla Sofri, che parli anche Sodano.

E d’altronde qual’era la competenza in materia della Bellucci, della Ferilli, della Ventura, della Vernier? Ah, ma loro sono “donne preoccupate”, Ruini è “un prete ingerente”. Non ricordo che la sinistra italiana sollevasse questioni di ingerenza nella politica quando il Vaticano tuonava contro Washington e la sua guerra in Iraq.
Restava un punto: come riconosce, ancora, Eugenio Scalfari, pare assodata una cosa. C’è chi riconosce nell’embrione una vita umana e chi no. La scienza sul punto si divide, millequattrocentonovantatré scienziati di qua, millequattrocentonovantatré scienziati di là.
Niente, non lo sanno neanche loro, e d’altro canto “La Vita In Vendita” di Godin e Testart ci ha mostrato come gli scienziati su certe cose ne sappiano quanto il mio giornalaio.
Era una questione di coscienza. Dicevano dunque quelli per il Sì: “Visto che è una questione di coscienza, si lasci libero chi la pensa in un certo modo di fare le proprie scelte, e nessuno imporrà a chi ha un’idea diversa di rinunciarvi”. Sbagliato. Se un omicidio è un omicidio non lo si rende legale con la scusa che “se tu sei contrario sei liberi di non uccidere nessuno”. L’omicidio implica una vittima (innocente o meno, ma in questo caso sicuramente innocente), e quella va tutelato dall’arbitrio altrui.
“Ma per me quella non è vita!”
“Per me lo è!”
Come si diceva in latino, in dubio pro reo. Se non si ha la certezza che un azione non equivalga a omicidio, ma se ne ha il dubbio, l’azione è censurata, altro che libertà di coscienza.
Queste le mie impressioni finali.
Dunque non ho votato, e non l’avrei fatto anche se fossi stato a casa. Nei fatti, molto pochi sono stati gli italiani che l’hanno fatto, il 25,9 %. Neppure in Emilia Romagna si è raggiunto il quorum, e giù in basso la Calabria se n’è infischiata altamente, e la Puglia della “rinascita meridionale” si è riscoperta conservatrice, reazionaria, clericale, scura scura, e di nuovo un pochino terrunciella. Hanno perfino ricominciato a mangiare orecchiett’, dopo un intervallo a base di paté de fois gras.

Alla faccia di Nikita, e del suo orecchino.
L’ultimo evento in ordine di tempo è stata la piena assoluzione di Michael Jackson. Quest’uomo non mi sta affatto simpatico, e non perché si è fatto bianco, non perché è fuori di testa e tiene il suo (!?) bebé sospeso a mezz’aria dall’ennesimo piano di un albergo come fosse un paio di calzini. Mi sta antipatico da quando avevo sentito che teneva uno scimpanzé in casa e lo usava come un passatempo, fino al punto di infliggergli non so quali torture etc. Rivoltante. Eppure ho gioito per la sua assoluzione: non ne potevo più di questo luogo comune che si era ormai diffuso in Italia, fondato alla pari di quei “Maria-De-Filippi-sta-con-Kledi-e-a-Costanzo-piace-guardare” che tanto spopolavano qualche tempo fa. Insomma tutti davano per scontato che un tipo così strambo, violentato dal padre e con un’infanzia assurda come la sua dovesse essere per forza un pedofilo. La psiche di Jackson è molto strana, ma la giuria non ha rilevato prove di colpevolezza e, come da garantismo costituzionale (‘innocent until proven guilty’), è stato scagionato. Occhio adesso alle menate della serie “Beh avrà pagato i giudici” e similari. A nessuno, in un Paese sgamato come il nostro, che subodora cattive intenzioni ovunque, è passato per la testa per un attimo che forse la famiglia di un bambino malato di cancro potesse avere qualche interesse a manipolare una vicenda del genere per scucire alla rockstar qualche dollarone con cui curare il proprio figlio.

E adesso piantatela con quelle storie che gli afroamericani americani sono penalizzati in sede di giudizio dai giudici bianchi.
Ricordate: l'embrione (forse) è vita, e Michael Jackson è innocente.
Shark.
Mica male come idea!

Berlusconi tira fuori l'asso dalla manica.
Dovendola subire come grande spauracchio (un vero incubo per lui) ha deciso di presentare "la cosa" come proposta sua.
SEMPLICEMENTE GENIALE.
Non riesco a tenermi dal ridere: Berlusconi che incorona come suo erede Francesco Rutelli.
Non ci posso credere!?!?!
E così brucia le ali a Casini, che voleva fare il grande centro con Rutelli.
Fini si è bruciato da solo come ipotetico capo della C.D.L.
Rutelli che adesso tiene in scacco tutto il centro-sinistra e può facilmente far fuori Prodi.
Come riesce a cadere sempre in piedi Berlusconi non ci riesce nessuno.
Fra i cattivi perdenti
e i vincitori scomposti
prevalga prima di tutto l'ironia.

Il Sorvegliato ha fatto un post il 12 giugno, ad urne ancora aperte, molto pesante e decisamente volgare. E’ colpa di Sorvy, non certamente di Shark o di Ercole (gli altri due sorvegliati), che hanno un tono, una classe ed una eleganza che Sorvy se li sogna e magari gli altri due picchiano ancora di più. Si è lasciato andare dai risultati bassissimi alla affluenza alle urne alle ore 19,00 e il suo entusiasmo è andato alle stelle ma sopra le righe. Insomma dicamola tutta: era un po’ alticcio, sbracato. Ha scritto un post da vero bar dello sport. Ma Sorvy è fatto così. Frequenta bar di periferia dopo essere andato in Chiesa al rosario serale o a vespri delle monache. Frequenta osterie romagnole di infimo livello ed anche qualche casa del popolo degli odiati rossi, alcuni dei quali sono suoi amici e grandi compagni di "marafone" (il tressette con varianti romagnole).
Del resto chi lo legge da un po’ sa che ha maltrattato i cattolici Follini e Casini in modo ossessivo per mesi e con toni ben più pesanti e volgari (volgarissimi!!!) di come ha fatto nel post “incriminato” con Fini, la Prestigiacomo, Capezzone e Pannella.
Bisogna riportare però le cose nella giusta proporzione. Se uno fa un post da bar dello sport, per sua stessa ammissione, gli si deve riconoscere la status di alticcio frequentatore di osterie romagnole di Forlimpopoli o Castrocaro terme ... insomma è chiaro che si è “cretini”, che si scherza, che si sfotte la sorella dell'avversario che sa bere lo stesso con te.
Si era bevuto l'altra sera… si sono alzati i calici per la grande vittoria astensionista (“burdèl, ciappa ciappa e porta a ca' " si dice in Romagna per sfottere gli avversari perdenti), si è straparlato come si fa dopo una partita importante di fine campionato dal clima tesissimo, magari vista in qualche casa del popolo in compagnia di avversari rossissimi e Juventini che per tutto il resto dell’anno ti sfottono e io “ciappa, ciappa e porto a cà” in silenzio e senza agitarmi troppo per non fare il gioco del nemico). Per di più sono un romanista quindi abituato a portare a casa gli sfottò di tutti e dall'altra sera perfino degli interisti (che a tutto c'è un limite!). Sono un elettore di Forza Italia in una delle città più rosse d’Italia. Sono cattolico nel quartiere più “strozzapreti” di Forlì, dove se vedono un prete si grattano tutti i gioelli di famiglia.
Insomma si sono fatti i coretti da stadio come da vittoria al campionato. L’alcool fa essere scomposti e scurrili, si sa. Ma qui in Romagna, se uno perde una partita e non sa stare agli sfottò di chi quella partita l’ha vinta, dimostra solo di essere un cattivo perdente o un cattivo bevitore di sangiovese in compagnia, il che è ancora peggio. Gli altri giustamente si accaniscono.
A Forlì alla fine di ogni elezioni politica o amministrativa i compagni vanno a fare i coretti sotto la tristissima sede di F.I. (un vecchio garage in centro) e guai a dargli la soddisfazione di frignare. Si sorride e si porta a ca’ da gran signori. Uno, come si dice in gergo, che “nun ce vole stà” che non vuole “portare a cà” e inveisce con gli ubriachi vincitori dimostra di assere un cattivo perdente. Uno senza ironia.
A me dispiace che Crescente abbia reagito in questo modo. Non ha capito il tono canzonatorio del mio post.
Mi dispiace ancora di più per l’amico Umberto. L'ho deluso sicuramente. Ma so che con Umberto è diverso. Gli sarà già passata e se non gli è passata glie la faccio passare io a forza di morsi alle orecchie. Ne abbiamo passate già tante in passato. Supereremo anche questa.
Per Crescente è diverso. Io non lo conosco bene. Il rapporto in passato è stato cordiale.
Giovanni Crescente non ne approfitti troppo però.
Io ho cercato di chiarire e anche di scusarmi.
Lui non dia la colpa al Sorvegliato per l’ennesima sua porta sbattuta. Se vuole andare via da Tocqueville non è per colpa del Sorvegliato il quale è il primo a dispiacersene, lo ripete per l’ultima volta e poi basta: MI DISPIACE.
Non dia la colpa né ai cattolici né agli atei devoti, né ai fan della Fallaci o di Ferrara o di Pera che vivono a Tocqueville insieme a tanti radicali e liberali che hanno votato SI e che io rispetto e stimo nonostante che loro ammirino moltissimo la Prestigiacomo e Gianfranco Fini (ecchissenefrega!)
Giovanni, ripensaci!
Un saluto Sorvy (Mario)

... e adesso parliamo di cose serie:
è partito l'aggregatore di Tocqueville.
L'unico luogo dove laici liberali e cattolici liberali possono a buon diritto sentirsi concittadini.
Si ricostruisce.
Le macerie lasciate nelle ultime settimane da un inutile e dannoso referendum non possono distoglierci dal desiderio di una Italia liberale.
A Tocqueville (città che ha preso il nome da un grande Liberale-Cattolico e Cattolico-Liberale) tutto questo è possibile.
TERREMOTO
CATASTROFICO
per i referendari

un miserrimo 18,7 %.
(qui il risultato provincia per provincia).
Si profila la più bassa affluenza alle urne di tutti i tempi.
Noi astensionisti siamo pronti con lo spumante per festeggiare una vittoria STORICA che verrà ricordata per molti lustri a venire.
Soprattutto da oggi in avanti i NO ai referendum si manifestereranno sempre con la ASTENSIONE alla faccia dei falsi moralisti (molto opportunisti) alla Fini e Prodi.
Un terremoto politico di dimensioni straordinarie.
Se il quorum alla chiusura delle urne domani alle ore 15,00 dovesse fermarsi sotto il 30%, come pare prevedibile, già nella serata di domani vedremo molte teste rotolare.
Già si sente nell'aria l'odore acre del sangue in quel di A.N.
Fini entro la mezzanotte di domani, ci scommetto, verrà dimissionato dal partito.
Capezzone si suciderà in diretta televisiva con un colpo di fucile in bocca.
Pannella staccherà la spina (o spinello ?) che lo tiene in vita da 10 anni a questa parte.
Rutelli farà pagare un conto salatissimo alla sinistra, partendo dalla "epurazione" di Prodi.
La Prestigiacomo tornerà alla sua abituale attività orale/oratoria con l'ex ministro Fini (il quale si ritirerà a vita privata a casa delle Presty abbandonato anche dalla moglie Daniela). Presty continuerà ad offendere in televisione i dawn. Berlusconi le revocherà la carica di ministra delle pari oppurtunità, riconoscendola come una razzista di prim'ordine. Meglio che torni sotto il tavolo delle maggioranza da dove l'avevano tirata fuori prima che facesse tanto danno. Sotto i tavoli da il meglio di sè.
Fassino perderà qualche chiletto nelle prossime ore.
La Bonino ad urne aperte questa sera ha già dichiarato di volere la testa di Capezzone, piccolo antipasto di quello che succederà domani in quel partito pieno di debiti che non si papperà più i soldi del referendum (motivo primo della campagna radicale!).
AL FOGLIO Giuliano Ferrara festeggerà per una settimana intera. Migliaia e migliaia di "ASTENSIONISTI ATTIVI" andranno in pellegrinaggio da Giuliano Ferrara per rallegrarsi della vittoria del secolo contro i clerico-nichilisti e relativisti del pensiero debole. Ma che dico debole ... debolissimo.
L'embrione umano sussulterà dalla gioia e appena gli spunteranno gli arti superiori, con il braccino destro sovrapposto al braccino sinistro farà il gesto dell'ombrello ai referendari che lo definivano ricciolo di materia.
E Sorvy sarà il sorvegliato più contento del mondo, se domani le cose andranno come devono andare.
MARE, MARE, MARE!!!!!
I METEREOLOGI PREVEDONO
UNA CALDA E ASSOLATA DOMENICA DI ASTENSIONE

POCHI QUORUM SULL'ARCO ALPINO, CON VOTI SPARSI SUL VENETO E FRIULI VENEZIA GIULIA.
LIEVI PRECIPITAZIONI DI VOTI NELLA TOSCANA, MARCHE E UMBRIA. CALDA INVECE L'ASTENSIONE IN TUTTE LE ALTRE REGIONI D'ITALIA.
NEL SUD PUNTE ALTISSIME DI ASTENSIONE (FINO ALL'80%) CON MILIONI DI SPIAGGIANTI IN SICILIA, CAMPANIA , CALABRIA E PUGLIA.
QUALCHE VELATO "SI" SULLE MURGE BARESI, ED IN PARTICOLARE UN PICCOLA E GAIA NUVOLETTE ROSA SOSPINTA DA VENDO(la) DI TRAMONTANA DISTURBERA' , MA NON PIU' DI TANTO, GLI SPIAGGIANTI.
SECONDO I METEREOLOGI DOMENICA E LUNEDI' SARANNO I GIORNI PIU' ASTENSIONISTI DEGLI ULTIMI 50 ANNI.
PRIMA DI RECARVI AL MARE PERO' RICORDATEVI .... DI COMPRARE LA CREMA SOLARE!!!
IL COLONNELLO SORVY
I VERI CLERICALI HANNO IL CAMICE BIANCO!
Dal racconto "La strana reclusione della vecchia signora" di Chesterton, una constatazione che ben descrive questi tempi (anche i tempi da referendum):
«Macché» rispose Grant «non ho detto proprio nulla contro gli insigni scienziati. Ciò di cui mi lamento è quella vaga filosofia popolare che si crede scientifica, mentre non è altro che una nuova religione, e della peggior specie. Quando la gente parlava della caduta dell'uomo, sapeva di parlare d'un mistero, di qualcosa che non poteva capire. Ora che parlano della sopravvivenza del più forte, credono tutti di capire di che si tratta e invece non solo non ne hanno la minima idea, ma anzi hanno un'idea distorta e del tutto falsa di ciò che queste parole significano. Il darwinismo non ha portato un bel nulla all'umanità, salvo il fatto che invece di parlare di filosofia in modo non filosofico, ora si parla di scienza in modo non scientifico.»
[da Gilbert K. Chesterton, Il pugnale alato e altri racconti,
via Buroggu
IL NEW SORVEGLIATO BLOG SPECIALE
Il Sorvegliato Speciale e New Blog New Blog imitano IL FOGLIO e RADIO RADICALE.
Si "ospitano" a vicenda.
Qui di seguito il post di New Blog New Blog che il Sorvegliato leggerà solo dopo averlo "postato".
Spero che questo sia un esempio di rispetto reciproco fra chi si ritrova su posizioni differenti, o addirittura opposte.
Per noi è facile farlo essendo veri amici. E avendo ciascuno rispetto delle ragioni dell'altro pur disapprovandole.
Speriamo diventi possibile anche per altri.
Non è "buonismo" è una "battaglia culturale", non può che esprimersi in questi termini.
Umberto (Mixumb) e Mario (Sorvy)
Caro amico cattolico astensionista,
innanzitutto ti ringrazio per aver avuto l’idea di questo piccolo scambio di lettere. Mi sembra una buona cosa. Io, radicale, sto postando questa mia lettera a te indirizzata sul tuo blog. Tu, cattolico astensionista, farai lo stesso sul mio blog con una tua lettera a me indirizzata. Sul modello di quello che stanno facendo Il Foglio e Radio Radicale. Mi scuso in anticipo per la lunghezza di questa mia.
Premetto che non mi sento particolarmente titolato a parlare per tutti coloro che sono radicali. Forse lo è il solo Marco Pannella, forse nemmeno lui. Noi radicali ci aggrovigliamo nei nostri pensieri e scazzi in un forum sul nostro sito dal quale io mi sono sempre tenuto alla larga. D’altronde, anche la qualifica di “cattolico astensionista” ricomprende persone diversissime. Io scrivo a te, e so che come te molti altri cattolici astensionisti sono meritori del mio “affetto”, che per un caso strano – o forse no – cresce all’aumentare della distanza tra le tue posizioni e le mie.
Ho sentito dire e letto molte cose poco veritiere, dal fronte che in qualche modo “rappresenti”, a proposito dei prossimi referenda. Ho sentito parlare, molto spesso a sproposito, di eugenetica e di controllo della razza, di scienziati criminali e di referendari nazisti, di far west e di astensionismo attivo, di difesa della vita e di equiparazione tra embrione e persona. Non ho mai sentito parlare di malati, di sofferenza, di “diritto alla felicità”: quel diritto alla felicità che contraddistingue il posto che noi amiamo, e che ci unisce più di quanto ci possa dividere il tema della fecondazione assistita.
Faccio fatica a ritrovarmi, ti confesso, nel quadretto che troppa gente “cattolica astensionista” dipinge quando descrive le personalità referendarie, le loro finalità, i loro interessi. Qui si pretende di farci passare per gente che non ha scrupoli, che manipola altre persone, che gioca a dadi con la creazione. Io invece devo ancora trovare qualcuno che abbia detto di votare si, che affermi di voler cambiare la razza, che voglia esplicitamente selezionare il colore dei capelli del suo futuro nascituro. Io ho visto e sentito gente che chiede ed è desiderosa di dare amore. Amore per quei figli che naturalmente non può avere, che all’estero sono permessi, e che qui sono negati. Passerò per fricchettone un po’ hippy, ma lo ripeto: amore.
E’ difficile riassumere tutti i punti per i quali dissento dalle cose dette dal fronte del quale, con affetto, ti sto ritenendo un rappresentante. Raffazzonando, e certamente dimenticando qualcosa, cercherò di farlo.
Non ritengo sia vero che il mantenimento della legge 40 sia compatibile con il mantenimento della 194: se l’embrione è una persona, lo è anche il feto, c’è poco da fare secondo me. Massimo rispetto per tutte le posizioni, ma il rispetto delle posizioni altrui presuppone che si ammetta la propria.
Non ritengo logico, né ritengo - con tutti i miei limiti - che possa apparire logico per qualcun altro, il fatto che si vieti o si renda inutile l’analisi preimpianto e si autorizzi l’amniocentesi.
Non ritengo che l’embrione sia una persona: lo potrà diventare, come pure no, ed è la natura che ce lo dice, non solo la scienza. Ogni giorno milioni di embrioni vengono distrutti dalla natura, ma non vedo funerali come non avevo visto battesimi, per loro.
Non ritengo sia opportuno accettare una legislazione che ha paragoni solo in Costarica, quando si parla di limiti così evidenti e sconclusionati alla ricerca scientifica: mi sembra che usiate il bazooka per eliminare una mosca, e i dànni sono tutti interamente a carico nostro.
Non ritengo sia giusto mettere sullo stesso piano i due fronti: nel senso che io non obbligherei te a fare nulla, ma tu obblighi me a fare qualcosa. Tu pretendi di estendere la tua visione a tutti, io pretendo di avere la mia e che tu abbia la tua senza che nessuno ti imponga la mia. Si chiama libero arbitrio, e comincio a credere che alla chiesa cattolica non piacerà mai.
Non ritengo che esista far west se vinceranno i si, e non c’era nemmeno prima: ma oggi si dipinge da parte del tuo schieramento un loschissimo futuro eugenetico se verranno eliminati 4 dei 20 divieti contenuti nella legge, prima della legge di divieti normativi non ce n’era nessuno (tranne il codice di autoregolamentazione degli scienziati, che per me e per molti altri paesi al mondo basta, e basta anche all’Istituto Superiore di Sanità, quindi al Ministero della Salute, quindi al Governo) e però non c’erano crociate, guerre culturali, chiamate alle armi astensioniste, non se ne parlava proprio. Anzi, campioni dell’astensionismo di oggi come Marcello Pera erano autori non più di 5 anni fa di emendamenti identici ai quesiti referendari.
Non ritengo che sia vero che se una legge sanziona l’induzione all’astensione da parte di ministri di culto e personalità che ricoprono incarichi istituzionali, quella legge debba essere vilipesa: le leggi si applicano, si combattono, si abrogano, si cambiano, si criticano ma quando ci sono le si rispetta. Non ritengo che sia corretta nè onesta la posizione astensionista, e l’unico momento in cui su questa vicenda sono d’accordo con Giuliano Ferrara è quando lui stesso la definisce un trucco: è legittima e non ho mai detto il contrario, ma quando si chiama a raccolta su una cosa che si considera fondamentale si dovrebbe spingere a pronunciarsi, e lo dice anche il vangelo che tu segui mentre io no. Una volta si faceva ironia sull’”armiamoci e partite”; oggi è ancora più ridicolo, “armiamoci e stiamo immobili”. Inoltre tu sai bene che il fronte astensionista è pieno di gente che se gli chiedi di abrogare una fantomatica legge che introducesse la selezione della specie e la rupe tarpa, ti direbbe comunque che non va a votare. Sono gli astensionisti seriali, e tu con loro non hai nulla a che fare, se non che approfitti della loro ignavia e la addizioni a coloro che hai chiamato a raccolta sul tema forse per te più importante. Sarà legittimo, ma non è onesto.
Non ritengo che questa consultazione referendaria si stia svolgendo nel rispetto delle regole. Non c’è stata informazione durante la raccolta firme, si è eliminato il quesito più importante farneticando circa una vacatio legis costituzionale mai evidenziata prima dell’approvazione della legge 40, si è silenziato il parere del comitato referendario (potere dello stato a tutti gli effetti) quando si è trattato di decidere una data, si è dunque scelta la data peggiore con scuse ridicole e false applicando il medesimo sotterfugio che nelle precedenti consultazioni referendarie era stato denunciato con forza proprio da colui che gogi è Ministro dell’Interno. Si è continuato ad informare parzialmente e in maniera meschina, si è accuratamente evitato di aggiornare le liste degli italiani all’estero alzando di fatto il quorum al 52/55%, si è impedito ai soldati italiani in missione all’estero per difendere la democrazia di esercitare il loro diritto democratico al voto in qualità di cittadini italiani, si eviterà di comunicare con gli sms come si è fatto per le elezioni, si è accetato che personalità istituzionali che dovrebbero essere super partes si concedessero di entrare nella competizione perdendo volutamente la loro equidistanza tra le parti che, tutte, dovrebbero rappresentare. Si è evitato accuratamente di rispondere al sospetto che i soldi che gli italiani, con una legge truffaldina che rispetto ma che vorrei abrogare, versano nelle casse della chiesa, siano utilizzati per la campagna astensionista (potrebbero essere in una posta che ha 30 milioni di euro nel bilancio 2004) invece che per le missioni per aiutare i Paesi più sfortunati (la stessa CEI parla del 20% del totale dei fondi destinato ai paesi poveri, sebbene la pubblicità ingannevole faccia vedere solo quello come utilizzo dei fondi). Si è coniato uno slogan che più disonesto non si potrebbe, “non si vota sulla vita”: i parlamentari che hanno approvato la legge hanno votato, eccome, ma per un motivo che di democratico non ha nulla i cittadini non potrebbero e/o dovrebbero farlo. Il percorso è stato questo, non temo smentite: in campagna elettorale noi radicali abbiamo fatto di tutto per portare all’ordine del giorno i temi della libertà di ricerca scientifica, e allora i leader di partito fecero di tutto per evitare di dire la loro, appellandosi a fantomatiche questioni di coscienza ma senza dire come la pensassero a coloro il cui voto chiedevano. Poi si è votata una legge blindata, respingendo 330 emendamenti su 330, e dichiarando (D’Onofrio) che avevano voluto fare un regalo di natale al papa. Poi si è combattuta la raccolta delle firme, silenziandone la promozione con tanto di veline del direttore generale RAI. Poi si è cancellato il referendum più importante. Ora che finalmente c’è la possibilità che su questi temi i cittadini dicano la loro, si sostiene che non lo debbano fare. Ma allora questa democrazia in cosa si sostanzia? Se io ti rappresento e tu non mi dici cosa vuoi fare, poi mi metti i bastoni tra le ruote se cerchi di esercitare il diritto di dire la tua, e alla fine dopo tue mille peripezie ti ammonisco circa il non dirla, ma che rispetto ti porto, io rappresentante a te rappresentato?
Non ritengo che la legge si cambierà in Parlamento, se il quorum non si raggiunge. E’ successo troppe volte che i politici hanno detto così e poi fatto come volevano, Berlusconi in testa e dietro tutti gli altri. Ci potevano pensare prima di abbattere tutti gli emendamenti proposti, e caso strano si è cominciato a parlarne solo dopo il raggiungimento delle 500.000 firme.
Non ritengo giusto chiedere abiure ai cattolici che si ribellano pubblicamente al diktat della CEI. Non ritengo liberale (ma d’altronde il tuo papa ha accomunato comunismo e liberalismo enumerando i mali da combattere) fare propaganda dai pulpiti delle chiese. Chi va in chiesa, e tu me lo insegni, ha un rapporto con quel luogo e con il ministro del suo culto che non è paragonabile a quello politico.
Non ritengo che sia corretto dimenticare che una sentenza della Corte Costituzionale ha sancito la non equiparazione nel sistema normativo italiano tra embrione e persona.
Non ritengo che sia onesto né opportuno, e in special modo per chi da cattolico ha sempre, giustamente perseguito l’aumento delle nascite, far finta di non vedere che nell’anno e mezzo di attuazione della legge 40 sono diminuiti i bambini nati in questo paese, e sono aumentate le coppie che hanno deciso di andare all’estero (vanno persino ad Ankara, amico mio: ad Ankara. Con buona pace di chi teme l’invasione degli invasati islamici turchi, ad Ankara sono più liberali di noi, su questo) per dare vita alla loro speranza di essere chiamati mamma e papà.
Non ritengo che sia giusto, che sia onesto, che sia accettabile, che si ergano a difensori della vita coloro che difendono una legge che destina allo sciacquone e solo allo sciacquone 30.000 embrioni già criocongelati. Per assurdo e sottolineo per assurdo, ammesso ma non concesso che sulla definizione di “vita” la ragione sia dalla parte tua, allora certo io non sono un difensore della vita ma non lo sei nemmeno tu: in quell’ipotetico - e da me considerato solo in iperbole – caso tu ed io siamo entrambi non difensori della vita. Ma io non pretendo di arrogarmi tale titolo.
Non ritengo giusto leggere sui manifesto del comitato scienza e vita che si consiglia di astenersi perché si è a favore della salute della donna. La legge impone a tutte le donne che rientrano nella casistica prevista cicli di bombardamenti chimici invece di uno solo. Il limite dei 3 embrioni presuppone che in caso di fallimento del primo trattamento si sottopone nuovamente la donna a nuovo trattamento, e questo va contro la salute della donna e non a favore.
Non ritengo abbiano torto coloro che esplicitamente affermano che scelgono di astenersi, e non di votare e dire “no”, perché astenendosi c’è la possibilità di vincere e invece dicendo “no” questa possibilità non c’è: ma questa è una palese e diretta ammissione del fatto che la maggioranza di coloro che votano vogliono abrogare la legge.
Non ritengo, per concludere, che sia sano affidarsi sempre e solo alla natura. Anzi, credo sia molto pericoloso. Ricordiamoci che la natura dice che una ragazzina a dodici anni è fertile: affidarsi esclusivamente ad essa significa ammettere per legge che quella ragazzina abbia la capacità giuridica tale per decidere di avere un figlio,con tutte le conseguenze del caso. Lo dico, con totale franchezza, solo a dimostrazione del fatto che la natura non può essere l’unico paradigma attraverso il quale decidere la propria condotta giuridica, né per imporre quest’ultima all’universo mondo.
Il temo che tutto questo non si esaurirà lunedì 13 giugno. Temo questo fiorire di atei devoti e cattolici praticanti con la padella in testa, pronti ad andare alle crociate contro la secolarizzazione. Lo dico senza offesa, come senza offesa prego te e la tua platea di amici di considerare tutta questa lettera, troppo lunga e disordinata, ma scritta col cuore. Temo che questa assurda guerra culturale tutta italiana, che mi appare con una evidenza cristallina tesa a ricostruire la breccia di Porta Pia, lascerà vittime dopo lunedì, e che proseguirà per molto tempo. Ti invio un abbraccio, conscio del fatto che per me è una battaglia che vale la pena di combattere (in maniera nonviolenta, ovviamente) al 200 %.
UN ANNO FA
Un anno fa, per mezzo dell’esemplare lavoro svolto da Calipari ed eseguito dalle Forze Speciali americane, fummo liberati e portati in salvo. Noi stessi contribuimmo, come si sa, ad agevolare il lavoro dei servizi, attraverso un angelo di quella terra. Non si finisce mai di ringraziare tutti coloro che pregarono ed operarono per noi, ed ogni volta che qualcuno mi chiede di aver sperato, durante quei giorni nella nostra liberazione, io sento sempre più quel profondo legame di gratitudine che mi lega ai miei connazionali e a Dio. Sono fiero di essere italiano, di essere stato testimone di ciò che l’Italia sa dimostrare a se stessa e a tutto il mondo. Già Fabrizio lo dimostrò negli ultimi istanti della sua vita: fu un eroe e non lo dimenticheremo mai. Grazie dunque a tutti… grazie alla potenza di Dio che ci ha aiutato…grazie a chi nell’ombra ha lavorato e a chi si è esposto pubblicamente…grazie al governo italiano ed americano e alle varie istituzioni…grazie a Maurizio Scelli ed ai suoi uomini della Croce Rossa per la persistente e coraggiosa attività…grazie ai nostri famigliari e a tutti i nostri amici che hanno dimostrato sacrificio e determinazione…ed un particolare e speciale grazie a mia moglie Emmanuela e al mio piccolo William.
LA "moderna" INQUISIZIONE
referendaria

ATTENZIONE A CIO' CHE DITE E NON DITE. GUARDATEVI LE SPALLE,
(e soprattutto attenzione a ciò che scriverete sui vostri blog).
E' tornata la "santa" INQUISIZIONE.
In pochi giorni sono stati denunciati preti, suore, ministri della Repubblica, Presidenti della Camera e del Senato, giornalisti e direttori di televisioni pubbliche e private.
Centinaia di monaci inquisitori, vestiti in borghese si sono intruffolati nelle chiese per registrare con appositi apparecchi registratori, le prediche di preti, vescovi, cardinali e pure qualche Papa.
Sotto stretta osservanza di un apposito ufficio inquisitore, si controlla ogni dichiarazione pubblica (e pure privata) di qualsiasi rappresentante dello Stato, di Regione, di Provincia e di Comune.
Possono esprimere giudizi sulla libertà di voto al momento solo nani e ballerine. Diritto assoluto di parola a case farmaceutiche, laboratori medici, osservatori astronomici e astrofisici, oncologi, fisioterapisti, pranoterapeuti, premi nobel per la matematica e la geografia, attori e attrici di teatro, di fiction, di intrattenimento, presentatori di giochi a premi in prima serata, purchè di stretta osservanza della religione "liberal-libertaria-libertin-libertuccia" anche se di pratica e derivazione marxista-maoista-leninista o saddamita-castrista
Le omelie registrate dai monaci vengono "approvate" e inserite nell'apposito registro del tribunale dell' Inquisizione con la "santa" approvazione se invitano a votare. Al contrario se vi sono riferimenti "discutibili" o addirittura "ribelli" (invitare a non votare può costare l'incarcerazione dai tre mesi ai quattro anni alla faccia della libertà di pensiero e di espressione!) vengono fatte chiamare le forze dell'ordine e denunciati gli eretici preti, atei, agnostici, laici, intellettuali, scienziati Astensionisti al Santo tribunale Inquisitore.
Siete avvisati. PAPANNELLA" NON PERDONA.
Sei una delle donne più straordinarie sulla faccia della terra!
"Ti chiamano bigotto, baciapile, servo del Papa e del Cardinale Ruini, mercenario della Chiesa Cattolica. Ti dileggiano con le parole retrogrado oscurantista reazionario e posando a neo illuministi, a progressisti, avanguardisti, ti buttano in faccia le solite banalità. Strillano che non si può imporre le mutande alla Scienza, che il Sapere non può essere imbrigliato, che il Progresso non può essere fermato, che i fatti sono più forti dei ragionamenti, che il mondo va avanti malgrado gli ottusi come te. Come me. Con burattinesco sussiego dichiarano che l'embrione non è un essere umano: è una semplice proposta di essere umano anzi di essere vivente, un
semplice grumo di cellule non pensanti. Con pagliaccesca sicurezza proclamano che non ha un'anima, che l'anima esiste se esiste il pensiero, che la sede del pensiero è il cervello, e il cervello incomincia a svilupparsi due settimane dopo che l'embrione si è attaccato all'utero materno. O che un feto incomincia a pensare solo all'ottavo o nono mese di gravidanza ..."
Oriana Fallaci
A partire da oggi il Sorvegliato si arricchisce di una nuova rubrica settimanale (...più o meno settimanale).
Nel post sotto il numero 1 della Ercole's Version.
Così dopo Sorvy e Shark, sul Sorvegliato Speciale c'è anche Ercole.
Benvenuto, Ercole, nel blog pù Sorvegliato della rete. Bè, adesso non esageriamo!
In Italia tutto è truccato. Dai conti pubblici alle dichiarazioni dei redditi, dalle donne (e gli uomini) alle auto, dalle bilance ai registratori di cassa, dai distributori alle concessioni edilizie, dai pentiti ai concorsi, da alcune prestazioni sportive fino, addirittura, alle elezioni politiche. Non mi riferisco al fatto che Vendola dai dati delle Prefetture ha ridotto ulteriormente il vantaggio su Fitto e non sappiamo fino alla fine... Fine (politica) di un "liberale-libertario"
Ormai ha perso completamente la testa e arriva ad invocare le manette per gli astensionisti.
"Coloro che, "ministri" del culto o "ministri" dello stato, intervengono per indurre (non per obbligare; si badi: per indurre) alla astensione gli elettori sono passibili di una pena che va dai 6 mesi ai tre anni".
Marco Pannella

I "LIBERALI" ILLIBERALI.
Siamo alle denunce.
Severino Antinori ha presentato oggi una denuncia-querela nei confronti del cardinal Ruini, dei presidenti Pera e Casini e di vari ministri. La motivazione di Antinori e' relativa all'attivita' di invito all'astensione che questi avrebbero portato avanti riguardo al prossimo referendum sulla procreazione assistita, vietata a pubblici ufficiali e ministri di culto dalla legge 361 del 1957. Analoga iniziativa presentata a Firenze da Raffaello Morelli, segretario della Federazione dei Liberali.
Se andiamo avanti così per Oriana Fallaci chiederanno addirittura l'ergastolo manco si credessero degli Adel Smith qualsiasi questi "referendari"!
... e si fanno pure chiamare liberali!
Io mi ASTENGO e lo dichiaro ... aspetto denuncia!
strabiliante, straordinario, superlativo
L'ex radicale RUTELLI che fa a pezzettini radicali ed alleati di sinistra
... e adesso voglio proprio vedere faccia-da-tolla-Prodi!!!
Il "bello guajone" sta dimostrando di avere un gran paio di palle.
Cosa che i due leader magni di destra e di sinistra non hanno.
L'uno tace e l'altro acconsente (a tutto e tutti).
... e mio papà mi ha già registrata all'anagrafe di Tocqueville.
Col nome di Condoleezza.