SORVEGLIATO SPECIALE

"idiota e lurido Kant - se Dio non c'è tutto è permesso. Basta con la morale. Solo la carità è rispettabile. Cristo e Dostojevskij, tutto il resto sono balle" C.Pavese

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mercoledì, 31 agosto 2005

Detto "papale papale"

Il Papa chiarisce cos'è la solidarietà a tutti i moralisti. Siano essi terzomondisti, pauperisti, no-globalisti o comunisti:

"Per essere "solidali" c'è bisogno della benedizione di quel Dio che spesso è escluso e dimenticato."

Benedetto XVI

Mi ricorda la frase che ha campeggiato per mesi su questo blog dell'ateo Cesare Pavese (un ateo devoto ante litteram come Ferrara, Pera e la Fallaci) che scriveva: "Basta con la morale, solo la carità è rispettabile, Cristo e Dostojeski tutto
il resto sono balle"

postato da: ilfaro alle ore 11:05 | link | commenti (13)
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martedì, 30 agosto 2005

I SUPERLAICI 

PERA, FERRARA E LA FALLACI. 

 Questo è un gran giorno per i laici italiani. Per i laici veri. I “superlaici”. Quelli che fanno uso della ragione, quelli che guardanno la realtà come si guarda dalla finestra (aprendola), quelli che sono liberi dai pregiudizi e dai dogmi sia questi clericali che laicisti (anche i laicisti hanno i loro dogmi ed i loro feticci intoccabili). Oriana Fallaci è stata ricevuta da Papa Benedetto XVI. Si sono visti in gran segreto. L'incontro è avvenuto sabato scorso a Castel Gandolfo ma la notizia è trapelata solo adesso. Chissà che facce avranno avuto nel momento del loro primo incontro. Mi immagino la minuta e invecchaita figura di Oriana avvicinarsi al “suo” Papa. Prendergli il braccio, senza però baciargli la mano, perché lei non è credente e non ha mai baciato le mani di nessuno. O forse si. Si saranno perfino abbracciati, anche se l’abbraccio sono certo sarà avvenuto alla fine dell’incontro. Ratzinger probabilmente le avrà solo stretto la mano. Insieme avranno passeggiato lontani da sguardi indiscreti. Si saranno parlati a lungo. Oriana le avrà parlato della sua malattia, dei suoi libri, del suo dolore di fronte all’odio che gli intellettuali benpensanti le riversano sui giornali. Della condanna a morte che l’Islam ha già emesso su di lei. Avranno parlato molto a lungo. Soprattutto la Fallaci avrà parlato tanto dei suoi libri, delle sue paure, della politica, ma - sono sicuro - anche della vita e della morte. Si, della sua vita e della sua morte. Ratzinger l’avrà ascoltata con attenzione tenendole fisso lo sguardo. Come dicono sia solito fare quando ascolta qualcuno. Uno sguardo accogliente. Uno sguardo che è un abbraccio più forte di qualsiasi abbraccio.

E’ contento oggi Il Sorvegliato Speciale. Contento come un bambino per questo incontro inatteso e bellissimo. Ma contento anche per tanti altri incontri fra laici intelligenti e i cattolici. Contento per ciò che sta avvenendo in questi ultimi tempi. Direi a partire dalla campagna sul referendum o forse già da molto prima. Tanti laici e cattolici cominciano a camminare assieme.

Ma cosa sta succedendo davvero nel mondo laico? Il mondo laico è in crisi. Spaccato. Da una parte ci sono i laici laicisti, quelli che vivono fideisticamente i loro dogmi anticlericali, ma che poi, sprofondati nei loro salotti, si ritrovano senza alcuna ancora di salvezza non avendo più nient'altro al di fuori del loro relativismo vuoto e del "pensiero debole".

Una chiesa, quella dei laici laicisti, con un seguito di altrattanto tristi discepoli  del nichilismo e  relativismo decadente. Una chiesa che ha come simbolo il nulla e come tempio i salotti buoni e politicamente corretti della sinistra radical chic, soprattutto quella dei giornali numerosissimi e dominanti.

Le personalità più brillanti e più intelligenti del mondo laico invece guardano alla Chiesa cattolica ed in particolare a questo Papa con sempre maggiore attenzione. Prima Marcello Pera, poi Giuliano Ferrara infine Oriana Fallaci. Tre delle menti più illuminate del mondo laico italiano dichiarano in numerose occasioni che dalla Chiesa potrà arrivare la rinascita dell’Europa e di tutto l’occidente.

La rinascita dell’Italia.

 La rinascita della nostra cultura.

Dichiarano in diverse occasioni che la Chiesa rappresenta il luogo dove sono gelosamente conservati i cromosomi del nostro popolo, della nostra identità occidentale, le nostre “radici”.

Marcello Pera arriva a scrivere un libro insieme all’allora cardinal Ratzinger dal titolo “Senza radici”.

Ferrara scopre negli ultimi mesi un entusiasmo nel suo rapporto intellettuale con alcuni uomini di Chiesa e con alcuni movimenti, come quello di cielle, che gli faranno dire appena giovedì scorso al Meeting di Rimini delle cose bellissime.

 “ Io sono qui con voi per affetto, per amicizia, perché ci siamo incontrati in una battaglia che considero una delle più belle di tutta la mia vita culturale, giornalistica, e anche politica, ma sono qui soprattutto per questo, perché credo profondamente nella libertà. Il mio problema, lo dico senza volere creare una situazione ad effetti speciali, è che mi sono reso conto nel corso del tempo, che questa idea della libertà, come è naturale, è sentita, vissuta, elaborata con particolare acutezza, con particolare passione e con particolare intelligenza in quelli che verrebbero definiti gli ambienti “oscurantisti”. Ecco: non ho mai trovato tanta passione per la libertà, nel mondo liberale o nel mondo comunista, quanta ne ho trovata nel mondo dell’oscurantismo cattolico. Mai!” e poi ancora: “una delle cose belle per cui sono felice tutte le volte che vi incontro, è che c’è ancora la possibilità di stupirsi vicendevolmente. Nei “dibbattiti” quelli con due b, i dibattiti laici, quelli tollerati, consacrati dalle idee correnti, non ci si stupisce mai, non ci si meraviglia mai: la pensano tutti sempre allo stesso modo. Invece ho visto che qui al Meeting siete fantastici perché ha parlato Pera e abbiamo avuto due Cardinali che hanno detto che ha sbagliato, oggi c’è Monsignor Rino Fisichella che dice che aveva ragione. C’è un bel pluralismo dentro la Chiesa e dentro Comunione e Liberazione! Che Dio ve lo conservi! Che Dio ve lo conservi!” 

Adesso Oriana Fallaci incontra il Papa. Quel Papa di cui aveva detto in una intervista pubblicata questa estate della parole bellissime: 

 «Santità» gli dico «Le parla una persona che La ammira molto. Che Le vuole bene, che Le dà ragione su un mucchio di cose. Che a causa di questo viene dileggiata coi nomignoli atea-devota, laica-baciapile, liberal-clericale. Una persona, inoltre, che capisce la politica e le sue necessità. Che comprende i drammi della leadership nonché i suoi compromessi. E che rispetta l'intransigenza della fede. Però il seguente interrogativo glielo devo porre ugualmente: crede davvero che i mussulmani accettino di dialogare coi cristiani, anzi con le altre religioni o con gli atei come me? Crede davvero che possano cambiare, ravvedersi, smetterla di seminar bombe?». Wojtyla era, sì, un grand'uomo. Ma, secondo me, su quello sbagliava Prima o poi (meglio prima che poi) Papa Ratzinger riempirà il vuoto. Il suo volto è buono, il suo sorriso è mite, ma i suoi occhi sono molto fermi. Molto risoluti. Joseph Ratzinger, Papa Benedetto XVI, è tra i più acuti interpreti della crisi d'identità europea Karol Wojtyla, Papa Giovanni Paolo II, sconfisse il comunismo e cercò il dialogo con l'Islam Il Corano, libro sacro dell'Islam, ordina il Jihad, la Guerra santa, contro i «cani infedeli» con Hitler, Francia e Inghilterra firmarono il Patto di Monaco e un anno dopo si ritrovarono con la Polonia invasa dai nazisti. È un uomo davvero raziocinante, Benedetto XVI. Guardi come affronta, lui, l'irresolubile problema di conciliare la fede con la ragione. Capisce benissimo che nei riguardi dell'Islam il laicismo ha perso il treno! Che i laici a parole ma non a fatti sono mancati all'appuntamento loro offerto dalla Storia. Che soprattutto a Sinistra si sono messi dalla parte del nemico. Un nemico deciso ad estendere la sua ideologia teocratica all'intero pianeta. Altrettanto bene capisce che, mancando all'appuntamento loro offerto dalla Storia, quei laici hanno aperto una voragine. Hanno creato un vuoto da riempire."

I nuovi laici, alleati dei cattolici e del Papa, e la Chiesa Cattolica lo riempiranno quel vuoto, quella voragine nella quale l'occidente sembra precipitare.

postato da: ilfaro alle ore 18:41 | link | commenti (37)
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ORIANA FALLACI

RICEVUTA DA

BENEDETTO XVI

ROMA -Oriana Fallaci è stata ricevuta in udienza privata da Benedetto XVI nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo.

L'«atea-devota» che da tempo pone alla Chiesa lo scomodo interrogativo se sia possibile o meno per il cristianesimo dialogare con l'Islam, è stata accolta, sabato scorso, nella residenza estiva del pontefice, sui colli albani. Ratzinger ha dato il benvenuto alla scrittrice nella riservatezza più totale, lontano dalle telecamere e dai clamori della stampa. In una recente intervista la Fallaci aveva affermato di «ammirare molto» questo Pontefice, per il modo in cui difende le basi della cultura europea e le radici cristiane del continente.

Caute indiscrezioni sull'incontro sono circolate in ambienti riservati, a Roma e negli Usa. Ma, al di là di questo, null'altro è filtrato anche se non è difficile ipotizzare che il Papa e la Fallaci abbiano affrontato - malgrado le diverse sfumature - un tema caro ad entrambi: la difesa dell'Occidente.

FONTE: IL CORRIERE DELLA SERA

postato da: ilfaro alle ore 16:34 | link | commenti (20)
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CIELLE: "IL NOSTRO VOTO ALLA CASA DELLE LIBERTA'"

Corriere della Sera, sabato 27 agosto, p. 11, Vittadini: Silvio ci ha deluso ma Cl continuerà a votare lui (R. Bagnoli)

DA UNO DEI NOSTRI INVIATI RIMINI - E' deluso da Silvio Berlusconi ma finirà per votare ancora la Casa delle libertà. La ragione sta in una frase chiave: «Non voterò mai Romano Prodi che ha definito occupanti i nostri soldati in Iraq, la politica estera del centrosinistra mi fa spavento». Giorgio Vittadini, presidente della fondazione per la sussidiarietà e uno degli animatori storici del Meeting, parla a titolo personale ma è convinto di intercettare buona parte del pensiero ciellino.
Perché delusi dal Cavaliere?
«Perché non ha dato una svolta, non è stato come la Thatcher. Diciamo che non è stata colpa sua. E' partito bene ma poi l'apparato ha fermato molte cose, il bipolarismo ha prodotto un sistema bloccato. Il suo governo non ha avuto la forza culturale di realizzare il programma della coalizione».
Nel 1994 e nel 2001 Comunione e liberazione si è schierata con Berlusconi. E nel 2006?
«Come tendenza generale il voto alla fine andrà verso la Casa delle libertà».
Però non lo avete invitato. Come mai?
«A me non dispiace che, rispetto ai soliti Prodi e Berlusconi di tutti gli anni, siano emerse persone intermedie come Tremonti, Formigoni, Rutelli che hanno parlato di contenuti».
Berlusconi ancora leader o avanti i "giovani"?
«Voglio vedere prima il programma di ogni leader. Voglio capire che società vogliono costruire Casini, Rutelli, Formigoni e poi deciderò. Sono contro il divismo in politica».
Lei ha detto: no a tentativi "grembiulati" di determinare la politica italiana. Nomi e cognomi?
«Nessun riferimento alla massoneria. Ma all'opacità con cui vengono eletti i rappresentanti del popolo. Caso clamoroso la Toscana che abolisce le preferenze con i partiti che indicano gli eletti».
C'è qualche intervento che vi ha dato fastidio?
«No direi di no, semmai il pregiudizio di qualcuno che Cl sia divisa, o da che parte stiamo su alcuni temi importanti come la definizione di meticciato».
E da che parte state? Con Pera o contro?
«Noi siamo contro l'illegalità. Se a Milano c'è una moschea con un leader che predica la violenza va espulso lui non chiusa la moschea».
E come spiega che qui al Meeting si sono venduti più libri della Fallaci che di Don Giussani?
«Non lo so. Però posso garantire che, culturalmente, ci riconosciamo totalmente nell'approccio di Magdi Allan più che in quello della Fallaci».
La Lega è l'unico partito assente. Perché non lo avete invitato?
«E' stato un caso. E il livore del Carroccio non lo capisco visto che anche la Padania dice che abbiamo molti argomenti in comune. Negli anni passati sono venuti molti esponenti della Lega».
Lei ha bacchettato il bipolarismo. Anche Cl nel grande centro?
«Mi ha colpito molto quello che ha scritto Michele Salvati sul Corriere. E cioè che ci possono essere idee del centro più conservatrici di quelle dei poli. Per essere chiari siamo con il progetto dell'Intergruppo parlamentare: individuare alcuni temi importanti come la scuola, il federalismo, la legge elettorale, etc. sui quali raggiungere intese bipartisan. Non si possono cambiare le regole con ogni nuovo governo. Per il resto avanti con il bipolarismo».

postato da: ilfaro alle ore 15:04 | link | commenti (9)
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IMPERDIBILE FERRARA.

Per quelli che oggi non hanno comprato il foglio:

qui e qui

postato da: ilfaro alle ore 14:57 | link | commenti
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IL SORVEGLIATO SPECIALE VOTERA' ALLE PRIMARIE PER FAUSTO BERTINOTTI.

Vota e fai votare per Fausto Bertinotti,

fargli avere più del 40% dei voti è il modo migliore per sconfiggere Prodi, il più grande sfigatone che l'Italia abbia mai conosciuto.

Non permetteremo ad un democristo kattokomunista di governare l'Italia.

postato da: ilfaro alle ore 14:37 | link | commenti (12)
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L'ALJAZEERSTAMPA DI TORINO

Ve la ricordate la Stampa di Torino? Quella dove c'erano i servizi più obiettivi sulla politica internazionale? Quella di Maurizio Molinari, di Fiamma Nirenstein... Non c'è più!

E' arrivato Giulio Anselmi (giornalista della sinistra più radical chic che ci sia in Italia) come direttore ed è avvenuta la svolta: le prime pagine della stampa sono più AlJazeeriane del Manifesto e di Liberazione, sicuramente battono l'Unità quanto a catostrofismo antiamericano.

L'occupazione militare della sinistra (pacifascista e antiamericana) prosegue silenziosa sulla stragrande maggioranza della Stampa così detta "indipendente". La cosa passa liscia come l'olio.

Epperò Ricucci rappresenta un problema per l'informazione in Italia...

In prima pagina a caratteri cubitali oggi c'è il titolo: "Nicola ci disse: attenti agli americani. Calipari non si fidava. Tensione alle stelle in Iraq".

il titolo di ieri di apertura recitava pressapoco così:" L'Iraq sull'orlo di una guerra civile".

Quando neanche l'Unità è mai arrivata ad essere così Al Jazeeriana.

 

postato da: ilfaro alle ore 11:08 | link | commenti (6)
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Comprare il Foglio oggi è d'obbligo.

C'è la trascrizione dell'incontro di Giuliano Ferrara al Meeting di Rimini.

postato da: ilfaro alle ore 10:09 | link | commenti (2)
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Sacrifici e rotture.

Ma chi glie lo ha chiesto all'U.d.c. di martoriarci così tanto?

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lunedì, 29 agosto 2005

Meeting di Rimini.
SUPERLAICI , LA FEDE e LA RAGIONE.
 
L'incontro bellissimo SUPERLAICI , (cliccando sopra si può ascoltare in audiovideo) di Giuliano Ferrara al meeting di Rimini è un grande avvenimento che non tutti hanno colto, sicuramente non lo hanno colto i giornali. Non lo hanno colto i cattolici. Soprattutto non lo hanno colto molti pseudo laici (in realtà laicisti bigotti).
La grande amicizia negli ultimi tempi fra i Superlaici (Ferrara, Pera e da ultima - io ci spero - Oriana Fallaci) con i cattolici ed in particolare con l'attuale pontefice dimostra che la ragione laica e la fede cattolica sono fra loro alleate. I ragazzi del Meeting lo dicono infatti da 50 anni, da quando cioè un giovanissimo Don Giussani (il fondatore di C.L.) iniziò ad insegnare religione nel liceo Berchet di Milano e nacque il primo nucleo di quelli che poi diventeranno i "ciellini".
Ed insegnava che la fede è ragionevole. Perchè la ragione è guardare la realtà in tutti i suoi fattori.
La nostra vita è mistero, non è nostra. La viviamo, la sentiamo, la percepiamo, possiamo avere mal di schiena o mal di testa, ma non è nostra. La vita è piena di cose non nostre. Come diceva Chesterton, gli atei, non sono quelli che non credono a niente, ma sono quelli che credono a tutto. Cioè credono che l'embrione diventi persona dopo quattordici giorni, che far la fecondazione eterologa dia la felicità, che la vita sarà migliorata - chissà come - da una scienza che realizzerà il sogno di cui parlava Eliot nei Cori da La Rocca: «Essi cercano di evadere dal buio esterno e interiore, sognando sistemi talmente perfetti che più nessuno avrebbe bisogno di essere buono». C'è un grandissimo esempio di don Giussani. Ebbe una furibonda discussione sulla ragione col professore di filosofia del liceo Berchet che sosteneva la ragione illuministica, scientifica, che fa dire: «Credo solo a quello che vedo, a quello che provo». Alla fine della discussione don Giussani, attorniato dai ragazzi, chiese al professore: «Senta, io non sono mai stato in America, eppure sono sicurissimo che l'America esista. Lei crede che c'è l'America?». Don Giussani commenta: «E lui, poveretto, fu coerente e disse: "no"». Andando via don Giussani disse ai ragazzi: «Giudicate voi chi ha l'idea migliore di ragione»...
Non è una caso allora che il tema della prossima edizione del Meeting (la XXVII) dopo la libertà è sulla ragione.
postato da: ilfaro alle ore 14:17 | link | commenti (7)
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Fuga da New Orleans

...ma cosa ci fa un città dal nome francese in America?

Che l'Uragano Katrine sia tutto un complotto della CIA per sbarazzarsi di una città dal nome francese?

postato da: ilfaro alle ore 13:50 | link | commenti (6)
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Tocqueville è a quota 400 iscritti.

Non c'è niente di paragonabile nella blogsfera italiana.

 

postato da: ilfaro alle ore 13:46 | link | commenti (2)
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domenica, 28 agosto 2005

LA ROSA BIANCA

Alexander Schmorell, Sophie Scholl, Hans Scholl, Willi Graf, Kurt Huber, Christoph Probst, Traute Lafrenz e altri.

Questi ragazzi sono la "Rosa bianca", l'unico gruppo di "resistenza" in Germania durante tutto il regime nazista.

Eppure si trattava di un gruppetto di soli sei ragazzi (quelli della foto) ed una ragazza (Sophie, nella foto è in alto sulla inferriata).

Catturati all'Università di Monaco (dove studiavano per lo più alla facoltà di medicina) vennero decapitati nello stesso giorno dopo solo qualche ora dalla sentenza.

Vi era una mostra bellissima al Meeting di Rimini sulla "Rosa bianca".

Questa è la "resistenza".

Bisognerebbe spiegarlo a Lilli Gruber.

postato da: ilfaro alle ore 22:59 | link | commenti (5)
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venerdì, 26 agosto 2005

AL MEETING LA POLITICA INTERNAZIONALE

QUELLA VERA!

Mentre i giornali e la sinistra italiana fanno un gran chiasso sulle parole di Scelli (parole da irresponsabili), al Meeting si fa la politica internazionale.

L'incontro è alle ore 17,00 di oggi.

Il ministro degli esteri Iracheno, quello Afgano e quello Italiano si incontreranno in un dibattito al Meeting sulla nuova fase di nascita della democrazia nei paesi Arabi. Si parlerà della Costituzione irachena, dell'apporto che i contingenti di pace internazionali (compreso quello italiano) stanno dando per la rinascita di due Paesi per troppo tempo schiavi delle peggiori dittature della storia (Saddam e i talebani).

Ma tutto questo, vedrete, interesserà poco la nostra opposizione in Italia. Non ne parleranno neanche. E anche i giornali (tutti in mano a Berlusconi?) ne parleranno il meno possibile. Parleranno di Scelli, parleranno ancora di "resistenza irachena" e di "truppe di occupazione".

A loro interessa raccogliere 1€ a testa per ogni partecipante alle feste dell'Unità. "1€ per cacciare Berlusconi" c'è scritto nei banchi all'ingresso delle feste. Forse sarà per raccogliere quell'euro a testa che inviteranno il ministro degli esteri di Cuba in un incontro di politica internazionale sul "dittatore" Berlusconi. In fondo per la sinistra italiana cos'è la politica internazionale se non uno dei tanti appigli per parlare solo e sempre di Berlusconi?

postato da: ilfaro alle ore 14:59 | link | commenti (10)
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NON AVERE PAURA DI PERDERE.

In difesa di Pera scrive Robinik (da pochi giorni si è rifatto il blog... un bellissimo blog):

"Voglio solo pensare come sia possibile aspirare ad un Centrodestra maturo (e non ad un polo brandizzato che possa sconfiggere i sinistrati) o aspirare ad un movimento neo-con Italiano senza che ci sia la possibilità di definire con chiarezza quali sono i valori in cui crediamo e fino a che punto siamo disposti a difenderli.
Sarebbe ora che laicisti, destra sociale, cattocomunisti, centristi e anticlericali seguissero l’esempio dei radicali trasferendosi nello schieramento di Centrosinistra. Ad oggi quello è il loro posto."

Bravo, Robinik. La migliore vittoria è non avere paura di perdere, lasciando a casa chi "nun ce vole stà".

postato da: ilfaro alle ore 10:56 | link | commenti (28)
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  Giuliano Ferrara il peso massimo

 ... e non parlo certo della sua stazza fisica. Ieri al Meeting ho dovuto faticare per sentirlo parlare. Un'ora prima dell'inizio dell'incontro che si è tenuto in una sala da tremila posti c'ero anch'io a fare la fila. Aperta la sala, non sono riuscito ad entrare. Solo quelli che erano venuti a fare la fila un'ora e mezza prima delle 15,00 hanno avuto questa fortuna. Bloccati gli accessi ho dovuto cercare una postazione video all'esterno, ve ne sono diverse dislocate in varie parti della fiera. Solo che ovunque c'era un numero sproporzionato di persone e non si sentiva nulla per via della gran confusione. Ho ascoltato l'incontro seduto per terra in un angolo della fiera grazie alla mia radiolina tascabile sintonizzata su radio radicale.

 I punti più belli del discorso sono stati quelli in cui ha svelato l'enorme differenza che c'è fra il concetto di libertà nel mondo cattolico che è di un respiro ampio e molto più laico rispetto al concetto di libertà "teorizzato" nei salotti della sinistra ex e post comunista dove tutti la pensano allo stesso modo, dove la "tolleranza" è solo l'alibi per cancellare il "rispetto". Il vero pluralismo lo si può incontrare al Meeting. Dove, partendo dalla propria identità, partendo da quello che si è si può incontrare chiunque senza pregiudizi.

 Ferrara rappresenta il vero  "superlaico" ( titolo dell'incontro).

 Straordinario il passaggio del discorso in cui ha risconosciuto come evidente una superiorità culturale nella Chiesa che il mondo così detto "laico" ha ormai perso completamente. C'è una oggettiva superiorita di pensiero nell'intellettuale Ratzinger sull'intellettuale Vattimo, dell'intellettuale Caffarra sull'intellettuale Zucconi soprattutto nell'idea di cosa sia la "libertà". Solo che Zucconi e Vattimo hanno la presunzione di considerarsi "laici" ed invece sono solo dei moralisti pieni di chiusure culturali ed intellettuali. Dogmatici nel loro nichilismo.

 Solo un "superlaico" può avere la libertà di accorgersi di questo.  

Nota finale: nei corridoi della fiera, dopo l'incontro, il sorvegliato è riuscito a strappare a Giuliano Ferrara un stretta di mano (e che mano!!) ed un autografo sulla prima pagina del Foglio, da conservare nella teca degli autografi dei vari giornalisti del Foglio (possiedo già quella di Buttafuoco, Agnoli, Rocella, Scarafia). Ma non chiamatemi feticista! 

postato da: ilfaro alle ore 10:14 | link | commenti (1)
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giovedì, 25 agosto 2005

Diario dal meeting.

Mentre un mare di gente andava a sentirsi l'incontro con Formigoni e Rutelli (non c'era posto nemmeno nei corridoi vicini all'auditorium e nelle diverse postazioni con schermo gigante), mentre molte centinaia di persone ascoltavano in un altra sala Magdi Allam (anche qui tantissime persone antistante la sala e davanti a postazioni esterne incasinatissime con schermo gigante), il Sorvegliato ha preferito andare a sentire l'incontro di presentazione del libro "Contro il cristianesimo". Relatori: Eugenia Roccella, Lucetta Scarafia e Assuntina Morresi. Moderatore: Renato Farina.

Per fortuna non c'era posto nelle altre due sale perchè mi sarei perso un capolavoro di incontro.

Ma perchè quelli del Meeting gli incontri più belli li fanno in contemporanea?

Oggi invece è la giornata di Tony Capuzzo (al mattino) e di Giuliano Ferrara (al pomeriggio).

Il Sorvegliato non può perdere altro tempo ... corro a Rimini ad occupare un posto in prima fila negli incontri (per me) più importanti della giornata e forse dell'intero Meeting.

Vi relazionerò in serata.

postato da: ilfaro alle ore 10:42 | link | commenti (5)
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mercoledì, 24 agosto 2005

QUESTA E' DAVVERO BELLA

... adesso si sentono anche "minacciati".

Che pagliacci!

 

 

postato da: ilfaro alle ore 16:11 | link | commenti (2)
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DISCONTINUITA'

Ha ragione Casini a dire che non bastano gli spot a farci vincere e non basta nemmeno un leader carismatico. Occorre una novità anzi una "discontinuità" nel Polo. Solo così si può pensare di vincere.

Giusto, giustissimo.

Allora, vediamo su cosa bisogna "discontinuare".

Sono tre anni che il Polo continua a dividersi soprattutto per colpa dell'U.D.C.: "discontinuino" allora a di dividere il polo.

Sono almeno tre anni che Follini fa la boccuccia a culo gallina ogni volta che si prova a varare delle riforme (vedi la riforma costituzionale, ma anche quella sulla giustizia, sul lavoro, sulla scuola, sulle pensioni ...), allarghi la boccuccia Follini, "discontinui" a fare l'ovetto ogni volta che si tratta di fare qualcosa che si era già concordato in precedenza e soprattutto che era nel programma del governo.

Sono più di tre anni che Tabacci dice che occorre un rimpasto, un rimpastino, una verifica, una rotazione di ministri. "Discontinuità" significa smetterla di proporre tali inutili e dannosissime pratiche democristiane. Queste pratiche sono in assoluto quelle che fanno perdere più voti.

Sono più di tre anni che Casini inciucia con i margeheritini. "Discontinuità" nelle manovre sotterranee. Esca alla luce del sole. Dica apertamente se per lui da tre anni a questa parte il suo principale obbiettivo è stato quello di voler distruggere il Polo e in particolare Forza Italia, massacrare Berlusconi (servirsi con l'inganno anche del credulone Gianfranco Fini) e poi fare un terzo Polo, un grande centro concorrente si alla sinistra che alla destra.

Sono più di tre anni che Berlusconi ascolta e cede a tutto ciò che Casini e Follini gli chiedono di fare: Governo Bis, siluramento di Tremonti (grazie al pollo più scemo del pollaio che risponde al nome di Gianfranco Fini), slittamento delle riforme... "Discontinui" Berlusconi dall'ascoltare Casini.

Sono più di tre anni che Casini invoca la sconfitta. "Discontinui" dal fare il sabotatore.

La "discontinuità" non basta invocarla dagli altri occorre dare il proprio esempio "discontinuando"ancora a lungo con questo stillicidio premeditato.

Viva allora la "discontinuità".

postato da: ilfaro alle ore 15:45 | link | commenti (6)
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martedì, 23 agosto 2005

UN GIGANTE!

La telefonata di Abu Mazen
Il presidente dell'Autorità nazionale palestiense ha chiamato oggi il presidente israeliano Moshe Katzav per esprimergli il suo apprezzamento "per i coraggiosi passi del governo israeliano" sul ritiro dalla striscia di Gaza e nel nord della Cisgiordania.

Il silenzio della sinistra italiana (a parte una timida dichiarazione di Fassino) è assordante. Segno del pregiudizio antisemita della nostra sinistra che non sa riconoscere un uomo ed un popolo coraggiosi che concretamente lottano per la pace nel medioriente.

postato da: ilfaro alle ore 20:53 | link | commenti (39)
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immagine: "The runaway" di Norman Rockwell
Era il 21 agosto del 2003
a distanza di due anni il Sorvegliato si scopre
ancora più curioso e appassionato alla realtà
di quanto non lo fosse già al suo inizio.
FREE THOUGHTS ABOUT THE UNESCAPABLE REALITY
il sorvegliato - liberi pensieri sulla realtà inevasa

Qualche mese dopo la nascita di questo blog ne scrissi il manifesto. Le riporto perchè sono più che mai fedeli dello spirito che anima questo blog. Un perfetto identikit del Sorvegliato:

Sorvegliato Speciale, come un bambino inesperto. Coinvolto in una grande avventura. "Niente di che" ... dicono. Invece lui, poggiato a terra il suo piccolo fagotto, prova a spiegarlo: è una avventura !!! Guardato, anche per questo con curiosità e simpatia dal barman americano, con paterna attenzione dal poliziotto (ci sono sempre dei maestri autorevoli sulla sua strada). Il bambino (the runaway) non fugge mai la realtà. Non la evade. Fugge, piuttosto, la superficialità di un mondo ridotto a semplice "morale". Fugge il PERBENISMO (da grande non sarà mai uno "de sinistra"). Fugge l'"IDEA" (più o meno buona) da applicare sulle cose (anche la destra gli sta stretta con tutti i suoi divieti). Fugge soprattutto la grande IDEA sognatrice, quella che chiamano "UTOPIA" (U-topia cioè non-luogo), meno di aria fritta (grazie Griso !). Non fugge la realtà. Fugge l'ideale scisso dalla realtà ("un altro mondo è possibile" dei no-global, ma che esiste solo nelle loro teste, aria fritta appunto). Fugge le idee della "ggente". Più di tutto fugge le ideologie, idee su larga scala. Fugge l'ideale della mente umana, immensa prigione. Fugge il moralismo, esito costante delle proprie "buone idee". Il moralismo può essere cattivissimo e crudele (perfino assassino) quanto più si crede la soluzione rivoluzionariamente giusta. Il bambino sceglie naturalmente dove stare. Di qua la realtà, di là la morale. Qui la libertà, lì la prigione. E' sorvegliato con curiosa simpatia, più spesso con cinica commiserazione (è un bambino, cosa vorrà mai più della morale?). La morale dei giusti, la morale degli onesti, la morale di quelli "buoni a prescindere".

E' bella l'immagine di norman Rockwell. Il bambino rappresenta una vera posizione di realismo e di fascino verso le cose, anche quelle apparentemente ordinarie. Le cose "in quanto sono" (realtà) , non per quello che "dovrebbero essere" e non sono (moralismo). Il bambino ama la vita. Ama soprattutto stare diritto sul suo sgabello a parlare delle sue grandi passioni. Passioni smisurate. Raccontate in modo scomposto e sbracciato come solo i bambini san fare ... non sa dire (non è colto), è impreciso, sbaglia verbo, impacciatissimo con l'inglese (neanche Madam Philips è riuscita ad insegnarglielo), ma si sbraccia e ascolta ... dice, sicuro, del bene che c'è. Del bene che c'è sempre nella realtà, senza gli "a prescindere". Del bene che c'è negli occhi e nel cuore di chi sa stare ai fatti. Della carità.

"Basta con la morale, solo la carità è rispettabile, Cristo e Dostojeski tutto il resto sono balle" diceva lo scrittore non credente Cesare Pavese.

Come Pavese, senza presunzione nè falsi pudori, voglio fare di questo blog il mio "mestiere di vivere".

Dalla mia parte ho una sufficiente dose di ironia e la sana consapevolezza (incosciente!!!) della assoluta imperfezione e inadeguatezza del bambino che ama la LIBERTA' e che non sfugge mai la REALTA'.... un pò come la mia America Bambina.

Scusate i miei eccessi, se mi sbraccio con foga.

Oggi, a distanza di 2 anni, solo alcune aggiunte:
 
  • Ringrazio Shark ed Ercole. Il blog non è più solo di Sorvy (che scrive in questo momento) ma anche loro.
  • Alcune statistiche: in due anni questo blog è stato "sorvegliato" 110.000 volte, una media giornaliera di 150 ingressi.
  • Dedico questo blog a tutti voi sorveglianti. E' un luogo di passione questo blog; si litiga, ci si scontra, ci si sbraccia ma un luogo di massima apertura a tutto e a tutti. Un luogo dove la realtà non è evasa.

FREE THOUGHTS

ABOUT THE UNESCAPABLE REALITY

by Sorvy. 

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GRANDE CENTRO? NO, GRAZIE.

Il "grande centro"? piuttosto passo a Prodi & Bertinotti. Giuro che pur di non favorire il democristianismo appoggerei anche il bolscevismo duro e crudo. Io che sono un liberale cattolico e anticomunista. Ma i democristiani mi fanno venire l'orticaria. Il democristianismo oggi è una idea politica assolutamente antidemocratica anzi, oserei dire, di "stampo mafioso". Esagero? Mica tanto. Provo ad argomentare: la teoria di Casini, Follini, Tremonti, DeMita e Andreotti si  basa sul "doppio forno". Se la si analizza con un pò di onestà il "doppio forno" rappresenta una forma di controllo del potere di tipico stampo mafioso, basato sul ricatto. Il centro governa sempre o con la destra o con la sinistra. Destra e sinistra si alternano non sulla base del voto popolare ma sulla base della convenienza dei mafiosi democristiani che decidono di volta in volta con chi allearsi. La forza neodemocristiana potrebbe fare il bello ed il cattivo tempo con un semplice 10% e condizionare ogni giorno che Iddio comanda forze politiche (di destra o di sinistra poco importa) che magari godono del 45 % del voto popolare. La formazione pseudo-centrista, se pur minoritaria, controllerebbe di fatto tutto minacciando la destra di passare con la sinistra e minacciando la sinistra di passare con la destra. Una roba assolutamente "porca". Pur di bloccare questo disegno tanto velleitario quanto antidemocratico sarebbe necessario un accordo fra destra e sinistra per eliminare questi mafiosi dalla scena politica nazionale. Ad esempio con una legge elettorale ancora più di stampo maggioritario ed eliminando una volta per tutte la quota proporzionale della attuale legge. Purtroppo un sogno. Almeno nell'immediato. Destra e sinistra sono troppo impegnati a guardare alla prossima campagna elettorale per capire che chiunque vinca, con i democristiani fra i piedi, godrebbe di una vittoria di Pirro. Abbiamo visto quanti problemi hanno dato Follini e Tabacci (con il loro 3virgolauncazzo) al governo Berlusconi, impedendogli di fatto di governare e logorando il Capo del Governo in modo sistematico e snervante. Ma destra e sinistra non riescono a guardare al futuro. Non riescono a preferire il coraggio di rischiare una possibile sconfitta al posto di un governicchio inconcludente. La D.C. oggi sarebbe il male peggiore. Meglio Prodi e Bertinotti.

by Sorvy

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IL GIORNO DI JULIAN

by Sorvy

Della libertà si può fare esperienza, e quindi parlarne, solo attraverso l’incontro con uomini liberi. Si comincia a capirne la natura imbattendosi in persone che si portano il suo aggettivo - libero - stampato nello sguardo e nel cuore. Lo ha detto il più grande amante della libertà comparso sulla faccia della Terra: «Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». E la verità per Gesù di Nazareth non è una formula da studiare in solitudine. È un dono, una cosa più grande degli interessi di ciascuno, testimoniata dall’uno all’altro.
«La libertà è energia di adesione al reale, all’essere. È adesione ad altro da sé, che compie, fa crescere, costruisce e realizza la nostra persona»

Lunedì 22 agosto al meeting è stato il giorno di Tremonti (incontro dal titolo "C'è una politica per il dopodomani?") e di Josè Maria Aznar e Hans-Gert Poettering (incontro dal titolo "Per una Europa Popolare").

Ma soprattutto è stato il giorno di Julian Carron, successore di Don Luigi Giussani (Comunione e Liberazione) che ha presentato l'incontro clou di tutto il meeting: "LA LIBERTÀ È IL BENE PIÙ GRANDE CHE I CIELI ABBIANO DONATO AGLI UOMINI ".

L'ovazione di migliaia di persone per Julian Carron a conclusione del suo intervento è durato tantissimo.

Segno del grande affetto e della stima che i ciellini hanno per Carròn.

Se qualcuno volesse ascoltare per intero tutti e tre gli incontri potrà trovarli qui.

(nella foto don Julian Carron accanto a don Luigi Giussani)

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domenica, 21 agosto 2005

21 agosto: apertura del Meeting di Rimini

"Un alleanza fra laici e credenti"

Si è aperto oggi il Meeting di Rimini con l'incontro fra Marcello Pera e Giancarlo Cesana.

Riporto qui alcuni passaggi dell'incontro (molte frasi per comodità - lo confesso - le ho rubate ai siti del Corriere della Sera e di Repubblica):

 "L'Occidente attraversa una crisi morale. Oggi la cultura diffusa in Occidente è un pericolo per l'Occidente stesso". Il riferimento, chiarisce, è al "relativismo, la dottrina che tutte le culture sono uguali, che non si possono comparare e non si possono porre su alcuna scala per giudicare se una è meglio dell'altra". "I relativisti - rincara il presidente di Palazzo Madama strappando un caloroso applauso ai quattromila raccolti nell'auditorium della Fiera - scherzano con il fuoco".

"In Europa si diffonde l'idea relativistica che tutte le culture hanno la stessa dignità etica; si pratica il multiculturalismo come diritto di tutte le comunità, e non importa se genera apartheid, risentimenti e terroristi di seconda generazione". Nel mirino di Pera anche i pacifisti e il concetto di società multietnica.
"Questa crisi è grave, per questo dobbiamo cercare un fondamento alla democrazia liberale dell'Occidente e darle un senso che vada oltre la sua mera efficacia di strumento di benessere materiale". Passando alla situazione italiana, Pera afferma quindi che "tanti laicisti, liberali, socialisti, azionisti, comunisti e anche qualche cattolico cosiddetto 'adulto' hanno provato a dare un violento colpo di forbice ai valori: ma sono ancora lì che si accarezzano la guancia per lo schiaffo ricevuto al referendum".

 
 
 
COLPA DEL RELATIVISMO -  Sostiene Pera che è il «relativismo, la dottrina per la quale tutte le culture sono uguali, che non si possono comparare e non si possono porre su alcuna scala per giudicare se una è meglio dell'altra», l'elemento più preoccupante in questo momento per l'Occidente. «I relativisti scherzano con il fuoco», ha affermato strappando l'applauso ai circa 4 mila presenti. «C’è ancora chi crede che la democrazia sia la faccia istituzionale del relativismo morale. Questo è un errore pericoloso. Una democrazia relativista è vuota, ci fa perdere identità collettiva e ci priva di qualunque senso obiettivo del bene. Provate a togliere qualche agio a questi intellettuali relativisti, provate ad approvare in modo democratico qualche misura che li riguardi (magari la riforma dell'università) e vedrete che passeranno agli strilli, ai girotondi e magari alla resistenza. Tanti laicisti, liberali, socialisti, comunisti e anche qualche cattolico cosiddetto 'adulto' hanno provato a dare un violento colpo di forbice ai valori: ora si accarezzano la guancia per lo schiaffo ricevuto al referendum».
».
«EUROPA, PERDUTO IL SENSO RELIGIOSO» - Secondo Pera l'Europa è il simbolo di questa crisi. «In Europa si evitano di menzionare nella Costituzione le radici giudaico-cristiane.
«In Europa - prosegue Pera interrotto continuamente da applausi - rinasce l'antisemitismo e sono più le critiche allo Stato di Israele che gli atteggiamenti di comprensione; in Europa si approvano leggi che disgregano la famiglia e si mettono con arroganza e protervia al voto popolare i valori della persona e della vita (la legge spagnola sulle coppie omosessuali e il referendum italiano sulla fecondazione assistita)».

«MULTICULTURALISMO GENERA APARTHEID E TERRORISTI» - «In Europa si diffonde l'idea relativistica che tutte le culture hanno la stessa dignità etica; si pratica il multiculturalismo come diritto di tutte le comunità, e non importa se genera apartheid, risentimenti e terroristi di seconda generazione. In Europa si alzano le bandiere arcobaleno anche quando si è massacrati e si ritirano le truppe dal fronte della guerra contro il terrorismo anche quando il terrorismo fa vittime in casa nostra: il riferimento è alle marce della pace contro l'America e alla decisione spagnola sull'Iraq».

«PARTITO UNICO» - «Penso che il partito unico, premiership, primarie, neocentrismo e simili siano importanti e dovranno essere affrontate», ha detto Pera. «Ma dopo, non prima. Prima dobbiamo definire la nostra identità. Fissare in quale luogo vogliamo vivere, con chi e come».

Per Pera è necessaria un’alleanza seria e salda fra laici e credenti «per riaffermare e salvare la nostra identità occidentale, democratica e liberale perché contro di noi è stata dichiarata "una guerra santa"».
«Dobbiamo difendere l'Occidente», ha aggiunto Pera, «perché le nostre libertà e democrazia non sono questioni locali, ma riguardano l'essenza della natura umana. Dobbiamo accettare la sfida e fare la nostra parte».
 
postato da: ilfaro alle ore 22:36 | link | commenti (24)
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giovedì, 11 agosto 2005

MEETING DI RIMINI

dal 21 al 27 agosto

Fiera di Rimini

by Sorvy

Quest'anno a tema c'è la libertà. Questo il titolo: "La libertà è il bene più grande che i cieli abbiano donato agli uomini". Il 26° Meeting prende spunto da una frase che Don Chisciotte della Mancia pronuncia, senza retorica alcuna, riferendosi al suo scudiero Sancho Panza: «La libertà, Sancho, è uno dei doni più preziosi che i cieli abbiano concesso agli uomini: i tesori tutti che si trovano in terra o che stanno ricoperti dal mare non le si possono eguagliare: e per la libertà, come per l’onore, si può avventurare la vita».

Il Sorvegliato sarà presente come molti altri blogger cittadini di Tocqueville (La città dei liberi).

Queste alcune delle personalità che parleranno nei tanti, tantissimi incontri di politica, cultura, attualità, esperienza religiosa (oltre 150 incontri in una sola settimana):

Giuliano Ferrara (giornalista)

Marcello Pera (Presidente del Senato)

Magdi Allam (giornalista)

Tony Capuozzo (giornalista)

Abdullah Abdullah (Min. Esteri Afgano)

G. Fini (M. Esteri Italia) e H. Al Zebar (M. Esteri Iraq)

Josè Maria Aznar (ex primo Ministro Spagnolo)

Roberto Formigoni (Gov. Lombardia)

Pupi Avati (regista)

Giancarlo Cesana (Consiglio Nazionale C.L.)

solo per dirne alcuni, ma anche: Giorgio Israel (Prof Universitario e Giornalista del Foglio), Francesco Agnoli (prof. Univ. e collaboratore del FOGLIO), Angelo Vescovi (medico e collab. del FOGLIO), Sandro Bondi (del direttivo di Forza Italia), Giulio Tremonti (vice Presid. del Consiglio e vice Presid. Forza Italia), Mario Mauro (vice Presidente del Parlamento Europeo , Forza Italia), Giuseppe Pisanu (ministro degli Interni), Mons. Carlo Caffarra (vescovo di Bologna), Eugenia Roccella (collaboratrice de Il Foglio), Lucetta Scaraffia (collaboratrice de Il Foglio), Monica Maggioni (giornalista), Paolo del Debbio, Lorenzo Albacette (editorialista N.Y. Times e New Repubblic), Francesco Rutelli, Giulio Andreotti, Oscar Giannino (giornalista), Han Gert Poettering (presidente del Gruppo del Partito Popolare Europeo), Julàn Carron (Presidente della Fratern. di Comunione e Liberazione).... ma ci sono centinaia di altri ospiti.

Presenze previste: 800.000. Lo scorso anno furono oltre 700.000 presenze.

Qui tutto il programma:

Ci vediamo a Rimini!

Il Sorvegliato racconterà tutti i giorni su questo blog il sunto degli incontri che ascolterà.

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 Pil nel secondo trimestre 2005 a +0,7%

Si tratta dell'incremento maggiore dal primo trimestre 2001, cioè da prima dell'11 settembre.

 «Il dato sul prodotto interno lordo smentisce le Cassandre del "tutto va male" e dimostra che l'economia tiene, che gli italiani sanno reagire e stanno reagendo».

Silvio Berlusconi

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martedì, 09 agosto 2005

 

dal sito americano più dissacrante, più anti-leftist e più politicamente scorretto SACRED COW BURGERS

 

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senza giri di parole

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LA FORMULA REP.

Il Giornalismo "superiore"

Ogni tanto vado a leggere la rubrica "lettere al direttore" su la Repubblica on line (spendere 1 euro per Rep. cartaceo? ma neanche morto!)

Rubrica curata da Vittorio Zucconi.

E' altamente istruttivo leggere Vittorio Zucconi per imparare la tecnica dei Republicones. La chiamo: FORMULA REP.

Non c'è bisogno di argomentare su Rep. perchè le opnioni ed i commenti di Rep. sono dogmi per i lettori. Primo dogma: superiorità morale di Rep.

La solita eccezione morale della sinistra che più è presunta più diventa dogmatica. Chi è di sinistra è AUTOMATICAMENTE moralmente, culturalmente, ideologicamente, antropologicamente SUPERIORE di chi non lo è. Fosse pure un assassino, un assassino di sinistra è meno assassino di uno che non lo è. Un fruttivendolo di sinistra è fruttivendolo due volte più di un fruttivendolo che non lo è.

Dogma.

Di più: chi milita nella sinistra, per il solo fatto di trovarsi dalla "parte giusta", ha il vantaggio di vedere cancellati tutti i propri peccati, una "moratoria" per il passato, una specie di "INDULGENZA PLENARIA" che si acquisisce non - come nella Chiesa Cattolica - con un pellegrinaggio a Santiago de Compostela ma con il solo dichiararsi di sinistra o meglio "de sinistra".

Un esempio emblematico è una lettera di un signore di Como che riporto qui sotto. Si dichiara scandalizzato del fatto che è stato ricordato, in una trasmissione televisiva, il passato fascista di Giorgio Bocca. Come si permetterebbero certi giornalisti di ricordare una cosa del genere riguardo a Giorgio Bocca? Eppure è una cosa vera. Giorgio Bocca era un fascista. Scriveva articoli antisemiti su i giornali fascisti, inneggiava al Duce. Faceva le marcette in piazza Venezia e le marchette ai funzionari del Partito Fascista. Insomma era un fascistone come Duce comanda. Al pari del suo esimio compagno ex-camerata Dario Fo.

Ma guai a dirlo. Anzi il suo passato viene ripulito ben benino: "Giorgio Bocca: uno che scrive libri da 60 anni, che è nato negli anni 20 e già nel 1943 faceva il partigiano. " Il Partigiano??? A guerra finita, forse, qando tutti i fascisti come Dario Fo e Giorgio Bocca diventarono all'improvviso "partigiani", ma solo quelli che dal P.N.F. passavano al P.C.I. erano i fascisti che non erano stati fascisti. Ma ci sono centinaia di articoli di Giorgio Bocca che provano la sua accesa militanza fascista. Alcuni sulla superiorità della razza italica e contro gli ebrei assoluatmente imbarazzanti. La firma è la sua: Giorgio Bocca.

 Articoli pubblicati sulla stampa fascista dell'epoca. Lui non ha mai smentito ciò che non poteva smentire. Ha rimosso con l'aiuto del P.C.I. tutti i suoi vecchi ricordi. E' passato armi e bagagli dalla camicia nera alla bandiera rossa. Ma Girgio Bocca è stato per anni un MILITANTE FASCISTA. E' questo il punto. Inequivocabile. Solo la FORMULA REP. può cambiare in mdo assolutamente dogmatico la realtà dei fatti. "Lei non sa chi sono io!?!?!" risponde il republicones scandalizzato. Sono un "superiore". Il Passato non esiste più. I fatti non esistono più. Esiste il dogma. La superiorità.

LA FORMULA REP.

LA FORMULA CRAXI
Caro Zucconi,
la settimana scorsa ho visto un dibattito su Telelombardia dove c'era il leghista Borghezio "solo contro tutti". Nel finale, Borghezio ha dato apertamente e ripetutamente del fascista a Giorgio Bocca, con gli "argomenti" ormai tristemente noti: è stato fascista, poi ha cambiato casacca, eccetera. Come facevano con Norberto Bobbio, quando era ancora vivo. Il moderatore non ha battuto ciglio, anzi ha terminato lì il dibattito , come se fosse un normale "far casino" la reazione dei presenti alle enormità che stava dicendo Borghezio, ormai a ruota libera. Queste trasmissioni non sono da sottovalutare: le guardano in tanti, e probabilmente non hanno mai letto una riga di Giorgio Bocca: uno che scrive libri da 60 anni, che è nato negli anni 20 e già nel 1943 faceva il partigiano. Lei difende spesso la sua categoria, e penso che faccia bene; ma oggi di giornalisti veri mi sa che ne rimasti ben pochi, e questi "moderatori" hanno ben poco a che spartire con l'idea "alta" del giornalismo, e anche con quella media. Oggi l'esempio da seguire è Feltri, o magari Fede...
cordiali saluti
Giuliano Bovo
Como

Non devo difendere Bocca, che non ne ha bisogno, soprattutto di fronte a personaggi di questo patetico calibro. E' sempre la mitica "formula Craxi" sul "sono tutti ladri come me". Se tutti sono fatti passare per puttane, nessuno è puttana.

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venerdì, 05 agosto 2005

Straordinario Christian Rocca:

Mas-si-mi-lia-no?!? Meglio Ugo
Avete visto i giornali di oggi a proposito di Zawahiri? Titolano tutti sul ritiro dall'Iraq e nessuno cita l'Afghanistan (che per Zawahiri non è slegato dall'Iraq). Come sapete, ho sempre pensato che il motivo della disinformazione spacciata dai nostri giornali fosse ideologico, antiamericano, postcomunista, terzomondista. Spesso mi è venuto il dubbio che all'ideologia antiamericana si coniugasse una certa ignoranza e sciatteria della categoria. Ma oggi mi è venuta l'illuminazione. Nei titoli mettono solo l'Iraq per un motivo semplicissimo: la parola Afghanistan è troppo lunga e nei titoli non ci sta.

Rocca, uno con il quale starei volentieri 5 minuti a prendere un caffè al bar, anche se mi toccherebbe andare fino a New York.

postato da: ilfaro alle ore 14:37 | link | commenti (1)
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ANDREA'S VERSION / COPYCAT numero 92

"L’edificante riunione in perfetto stile Onu, raccontata da quel delizioso succhia bottoni che risponde al nome di Beppe Severgnini. Quattrocento politici, accademici, economisti e ambientalisti riuniti per cinque giorni in quel di Tallberg luogo da fiaba a un passo da Stoccolma. Il re di Svezia si aggirava stralunato tra musiciste sudafricane; gli economisti russi incrociavano il presidente georgiano, Saakashvili, diretto verso il tennis; funzionari francesi ballavano il rock con irachene dai capelli corti mentre “l’indiano Shashi Tharoor, vice di Kofi Annan, giocava col suo black berry e un americano, poco distante, “leggeva in inglese poesie cinesi sui palestinesi a uno svedese, per la gioia di quattro sudamericane”. Durante la prima colazione “si chiacchiera sulla riconciliazione in Ruanda, poi si passa a cose più complicate. Ed era bello scoprire che a cena, intorno a un tavolo da otto, sedevano cinque continenti, sei lingue e quattro religioni. I luoghi hanno un’anima e le nazioni pure”. Questa dell’anima è veramente delicatissima. Speriamo che John Bolton, il quale a quanto pare è tutto corpo non rovesci il tavolo con un rutto."

Il Foglio del 5/08/2005

postato da: ilfaro alle ore 14:11 | link | commenti (1)
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NOI CROCIATI, PRODI COMPRESO

Il video di Zawahiri dà un motivo in più per restare in Iraq e Afghanistan

A noi crociati, questo al Zawahiri che è numero 2 dei fascisti islamici di al Qaida, ieri ha dato un motivo in più per continuare a sostenere i legittimi, liberi e democratici governi iracheno e afghano (gli unici del mondo musulmano). E a sostenerli anche militarmente, fino a quando non saranno in grado di difendersi da soli. Con la solita videocassetta inviata agli accoglienti studi di Al Jazeera, l’ideologo dei macellai-stragisti ha rivolto “all’alleanza crociata” un’ennesima richiesta di tregua (segno di debolezza), seguita dall’immancabile minaccia di attentati. Vengono in mente subito due cose. La prima: chiamandoci “crociati”, i terroristi confermano di considerare la guerra in corso una guerra religiosa e non per il petrolio o per l’ideologia folle dei neocon, come spiegano i teorici nostrani del tutti-a-casa. Continuare a negare questa evidenza, girarsi dall’altra parte e non riconoscere l’esistenza, ma soprattutto la natura, del nemico che ci vuole tagliare, e ci taglia, la testa non è soltanto stupido, è pericoloso. Un errore, peraltro, che il mondo civile ha già commesso con Hitler prima e con Stalin poi (e anche in quel caso furono i predecessori di Bush e Blair, cioè Roosevelt e Churchill e poi Reagan e Thatcher, a rimboccarsi le maniche).
Qualche segnale di risveglio però c’è: la Francia si sta rendendo conto di aver sbagliato tutto e zitta zitta ora caccia gli estremisti, prepara un Patriot Act e denuncia il gioco sporco iraniano sul nucleare. Purtroppo da noi non è così: la sinistra politica e giornalistica italiana si è perfino dimenticata delle poche e timide (ma serie) parole di Fassino dopo le elezioni irachene, segno che quelle parole non sono mai state pienamente accettate e che dalle parti dell’Ulivo i diritti delle donne, la democrazia e la libertà interessano meno dell’ultima polemica con Calderoli. La seconda cosa è questa: per Zawahiri, i crociati sono tutti, non solo Bush e Blair, ma tutti i cristiani presenti in Afghanistan e in Iraq. C’è anche Prodi, per intenderci. Tra i crociati c’è anche la lobby politicamente corretta del giornalismo chic, quella che dice di non mangiare vongole se non quando c’è da far partire un fondo comune che-però-no-non-ci-cambierà. Tra i crociati c’è anche quell’unica coalizione al mondo che non ha ancora capito che Afghanistan e Iraq sono la stessa guerra. E non perché lo dice Bush, ma perché lo dice, anzi l’ha sempre detto, al Qaida. Zawahiri, infatti, chiede di ritirarci dall’Iraq e dall’Afghanistan, non solo dall’Iraq. E a Kabul proprio ieri l’Italia ha assunto la guida della forza multinazionale. Sarebbe carino che il crociato Prodi comunicasse se una volta al governo adempierà alle richieste di Zawahiri in pieno o solo a metà.

editoriale del Foglio del 05/08/2005

postato da: ilfaro alle ore 13:41 | link | commenti (10)
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giovedì, 04 agosto 2005

PERCHE' IL CENTRO DESTRA

VINCERA' LE ELEZIONI DEL 2006

Mancano almeno 8 mesi alle elezioni politiche, sempre che si vada al voto ai primi di aprile anzichè in maggio. Otto mesi di campagna elettorale accesissima. In otto mesi posso essere ribaltati tutti i pronostici e tutti i sondaggi. Perfino in una nazione come l'Italia dove lo spostamento dello "zerovirgola" da uno schieramento ad un altro è considerato un "terremoto politico".

Ricordo che prima delle elezioni presidenziali americane e fino a 5 mesi dalle elezioni Britanniche tutti i sondaggi davano in grande difficoltà Bush e Blair nei loro rispettivi paesi. Poi si è visto come è andata a finire. In Germania un alluvionè ribaltò la sicura sconfitta del Cancelliere socialdemocratico. In Spagna non fu un alluvione ma un bomba fascista (islamofascista) a dare una insperata volata dell'ultima ora al loro "Bambi" nazionale. La sinistra farebbe bene a non cantare troppo presto vittoria e si ricordì che fine fece la "gioiosa macchina da guerra" di Occhetto nel 1994.

In otto mesi tutto infatti può ancora accadere. Bisogna vedere come finirà il voto delle primarie della sinistra. Di quanto Prodi prevarrà su Bertinotti (un Bertinotti al 25% sarebbe già un problema grossissimo da gestire per la coalizione di sinistra che vedrebbe la sinistra estremista avanzare diritti di veto già prima delle elezioni). 

Se i sondaggi ad oggi sono quelli che Piepoli ha pubblicato sul Corriere della Sera non sono affatto negativi per Berlusconi. Tutt'altro. In Aprile e in maggio il centro destra era sotto al centro sinistra di ben 5 punti. In giugno ha ricuperato in modo nettissimo riducendo la forbice della metà: 2,5%. E c'è un "ma". Se il centro destra è dato al 47% e il centro sinistra al 49,5 % non si sono conteggiati i voti di Alternativa Sociale della Mussolini e quelli di Rauti e delle formazioni minori tutte aggregabbilimal centro destra compresi i voti sciolti di quei radicali che mai e poi mai voterebbero per Prodi. Ebbene, Berlusconi, che non è un fesso come Fini o Storace, saprà portare a casa quei voti altrimenti persi. A questo punto le due formazioni sono assolutamente appaiate. E questo già oggi, otto mesi prima di andare al voto.

Le formazioni al governo normalmente recuperano voti negli ultimi mesi, in quanto ad esse appartengono la grande maggioranza degli indecisi. Gli indecisi quasi sempre si riducono negli ultimi giorni a favore della coalizione in quel momento al governo. Accade così in tutti i paesi del mondo (è una legge statistica elettorale riconosciuta valida dappertutto) ed è accaduto così nel 2001 quando il grande distacco fra L'ulivo e il Polo che era addirittura dell'ordine dell'otto/nove per cento si ridusse in modo straordinario a favore di Rutelli di appena un paio di punti, non permettendogli comunque di prevalere.

Berlusconi non è uno sprovveduto. Il suo silenzio di quest'ultimo periodo mi ricorda la quiete prima della tempesta. La campagna elettorale che ha in mente Berlusconi, se sarà lui il candidato premier, sarà senz'altro efficacissima. Soprattutto se riuscirà, come sembra probabile,  ad eliminare l'"IMPAR CONDICIO" e fare un campagna all'Americana. Si parla di contatti con i promoter e consulenti della Campagna di Bush.

Il centro destra avrà la possibilità di mostrarsi più compatto nei programmi di quanto possano fare le sinistre. Berlusconi potrebbe incalzare i suoi avversari praticamente su qualsiasi argomento sapendo di mettere facilmente in difficoltà Prodi che non può spendere la omogenità della sua formazione. 

Di seguito il sondaggio di Piepoli pubblicato sul Corriere della Sera  

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mercoledì, 03 agosto 2005

Freedom List

 
Ecco la lista di chi ha capito cosa sta succedendo nel mondo, di chi fa qualcosa per salvare l'Occidente dalla sua cieca volontà di sottomissione all'Islam fondamentalista.
Siamo a un punto di svolta e, in Italia, vicini a subire il nostro primo attacco terroristico.
Cominciano a riflettere su quello che scrivono queste persone, cominciamo a pensare che il nemico è tale e non è una tragedia pensarlo ritenerlo come lui stesso si dichiara.

Giuliano Ferrara
Magdi Allam
Carlo Rossella
Marcello Pera
Christian Rocca
Oriana Fallaci
Thomas Friedman
Pino Buongiorno
Robert Kagan
Charles Krauthammer
Michael Leeden
David Frum
Daniel Pipes
Toni Capuozzo
Ayan Hirsi Ali
Bernard Lewis
Carlo Panella
Benedetto XVI
Andrè Glucksmann
Fausto Biloslavo

Riflettete su quanto successo negli ultimi 4 anni (o meglio dalla dichiarazione di guerra di Osama Bin Laden del 1998) e provate a leggere quello che queste persone hanno scritto e tutt'ora scrivono.
Provate ad aprire gli occhi e a non avere paura della verità.
 
dal blog da me appena scoperto: manuelfree (Area Libera)
postato da: ilfaro alle ore 16:38 | link | commenti (30)
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John Bolton è il nuovo ambasciatore americano all’Onu e chiunque abbia a cuore le Nazioni Unite dovrebbe esultare, anziché piagnucolare. Con la scelta del suo fedelissimo, Bush conferma di voler puntare sull’Onu, non di volerla scartare. E se c’è una speranza, una sola, che l’Onu possa diventare quell’efficace strumento di difesa della pace e della sicurezza internazionale di cui all’articolo 1 della sua Carta, quella speranza oggi viene nutrita più che mai. Solo un mastino come Bolton, deciso senza-se-e-senza-ma ad attuare la politica di sicurezza post 11 settembre e pro-democratica della Casa Bianca, può liberarci dalla congrega di burocrati corrotti e di violatori di diritti umani che ormai fanno il bello e il cattivo tempo alle Nazioni Unite. Ridotta come è ridotta, l’Onu è un’organizzazione politica inutile. Incapace di dare seguito alle proprie risoluzioni e addirittura di definire che cosa sia il terrorismo. Un’organizzazione che fa da scudo alle dittature e che produce scandali finanziari e sessuali senza precedenti. Di fronte a questo disastro, solo chi ha ben presente che “le nazioni unite non esistono”, come disse una volta Bolton, può essere in grado di guidare una riforma radicale. Soltanto chi sa che le nazioni non sono affatto unite, può avere qualche chance di successo perché sa che tra esse ce ne sono alcune che non condividono (anzi negano) i valori di civiltà, di progresso pacifico e di rispetto dei diritti umani di gran parte del mondo.
Cinque mesi dopo la sua nomina, bloccata al Senato dai giochi parlamentari dell’opposizione (e non dal Senato, come ha scritto ieri il Corriere della Sera) cioè da un ostruzionismo che ha impedito alla maggioranza di confermare la scelta del presidente, George Bush ha deciso di avvalersi di una prerogativa costituzionale che gli consente di mandare avanti la sua scelta e di lasciare che sia la nuova sessione congressuale di gennaio 2007 a confermare la nomina. A settembre, Bolton si batterà per la riforma. Ma, fuffa a parte, state certi che il suo obiettivo sarà prevenire il pericolo nucleare iraniano e coreano del nord.

da Camillo

postato da: ilfaro alle ore 13:00 | link | commenti (4)
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martedì, 02 agosto 2005

postato da: ilfaro alle ore 19:41 | link | commenti (11)
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lunedì, 01 agosto 2005

Basta, pietà... è il primo di agosto... spegnetegli il microfono!

Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 19:37 | link | commenti (13)
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 "Ci sono purtroppo molti modi
per soffrire e per morire.
 Il più stupido è rinunciare a difendersi
per paura di apparire retrivi
nei salotti e nei giornali
ove si decide cosa sia politicamente corretto
e cosa no."
  
PATTI PERICOLOSI
  
In una intervista al Corriere (28 luglio) Giuliano Amato si è detto preoccupato che possa emergere in Italia un «maccartismo antiislamico». E' una giusta preoccupazione. Però bisognerebbe individuare una linea di confine che consenta di decidere cosa sia maccartismo e cosa no.
Prendiamo le tesi che Magdi Allam, giorno dopo giorno, con grande lucidità, illustra su questo giornale. Allam sostiene che per ignoranza, ignavia, superficialità, abbiamo permesso, nel corso degli anni, che la rappresentanza dell'Islam italiano venisse «sequestrata» dai Fratelli Musulmani e dai wahhabiti, pericolosi gruppi fondamentalisti che controllano gran parte delle moschee e degli altri luoghi di aggregazione musulmana nel nostro Paese. Gruppi la cui ideologia è impregnata di odio per l'Occidente, e che non perseguono il fine dell'integrazione dei musulmani in Italia ma quello del proprio radicamento territoriale come corpi separati. Pare si sia verificata una grave distorsione del meccanismo della rappresentanza. A partecipare nei luoghi di aggregazione è soprattutto la minoranza dei fondamentalisti militanti, mentre la maggioranza di musulmani venuti per lavorare in pace non partecipa. Risultato: la minoranza estremista si è presa il cento per cento o giù di lì della «rappresentanza islamica». E' maccartismo dire che è suicida tollerare questa situazione?
Non corriamo solo rischi di attentati a breve termine. Corriamo anche rischi a più lungo termine: come fare crescere potentati islamici fuori controllo, in grado di intimidire i tanti musulmani non rappresentati proprio perché non estremisti. Per non parlare del fatto che i luoghi di aggregazione dominati da quei gruppi sono brodo di coltura dei futuri kamikaze. Coltiviamo con cura la leggenda secondo cui esisterebbe un Islam «moderato». Ma gli esperti ci spiegano che non esiste. Esistono musulmani che apprezzano la democrazia, i diritti civili, la parità giuridica fra uomini e donne, e che non vorrebbero essere governati dalla legge islamica. E poi ci sono gli altri, quelli con cui non si capisce su cosa dovremmo «dialogare».
L'Italia è un Paese di grandi talenti e intelligenze private, individuali, ma anche, spesso, di grandi esibizioni di stupidità pubblica. Non andrà a finire che saremo l'unico Paese al mondo a battezzare come «Islam moderato» niente meno che i Fratelli Musulmani? Non sarà proprio con loro che andremo a fare quella «consulta islamica » di cui ha parlato il ministro Pisanu? Magari accontentandoci di qualche frase di condanna del terrorismo in Europa (dagli stessi che seminano odio contro il nostro modo di vita, esaltano la guerra santa, inneggiano ai kamikaze in Palestina e in Iraq)?
In Gran Bretagna venne fatto un patto tacito con i fondamentalisti. E' finito male. Ma almeno si era trattato di una scelta deliberata. Noi rischiamo di fare un «compromesso storico» con l'estremismo senza neppure saperlo (per esempio, grazie all'ignoranza di amministratori locali che, come ha documentato Allam, finanziano moschee controllate dai Fratelli Musulmani). Ci sono purtroppo molti modi per soffrire e per morire. Il più stupido è rinunciare a difendersi per paura di apparire retrivi nei salotti e nei giornali ove si decide cosa sia politicamente corretto e cosa no.
 
 
postato da: ilfaro alle ore 16:22 | link | commenti (7)
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Vedi Paris e poi muori.

Ma com'è possibile che appena un Rais, oppure uno dei più potenti re arabi vanno a Parigi dal loro amico Chirac tempo due o tre giorni e tirano le cuia?

Mammamia che gattaccio nero!!!

 

postato da: ilfaro alle ore 11:42 | link | commenti
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