SORVEGLIATO SPECIALE

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venerdì, 30 settembre 2005

BATTAGLIE CULTURALI DI ROMAGNA.

by Sorvy

Il quotidiano locale 'La Voce di Romagna' ha cambiato testata e dall' 11 settembre esce con l' immagine della Statua della libertà in prima pagina. Il giornale edito dall'imprenditore riminese Gianni Celli ha inserito il nuovo simbolo grafico accanto alla testata tradizionale e l'immagine della statua è coronata dalle bandiere italiana, statunitense, britannica e israeliana. A fianco la dicitura 'Le ragioni dell'Occidente', dal nome del mensile che da dicembre 2004 esce in allegato alla 'Voce di Romagna'. Si è scelto l'11 settembre per ovvi motivi - hanno spiegato dal quotidiano -: quattro anni fa l'Occidente ha scoperto di essere in guerra, un conflitto iniziato molto tempo prima e dichiarato dal fondamentalismo islamico. Quattro anni fa tutti si dicevano americani. Oggi quella solidarietà è finita ed è stata spesso sostituita da critiche e insulti. "Con questa operazione la 'Voce di Romagna' - ha aggiunto il direttore Franco Fregni - ribadisce la sua scelta di campo e vuole ricordare ai suoi lettori che questo scontro è il principale problema del nostro tempo. Uno scontro che si vince con le armi, con la diplomazia ma soprattutto riscoprendo le radici dell'Occidente e la nostra identità, frutto di una storia drammatica e gloriosa. E' anche un omaggio a chi si sta battendo per il nostro futuro. Un futuro che speriamo sia di pace, libertà e giustizia, anche se buona parte dell'Occidente parteggia per il nemico, le previsioni sono terribili e la tentazione di fuga è dietro l'angolo. E' un piccolo contributo di carta ad una battaglia ben più pericolosa che si combatte su altri terreni. Ma anche un piccolo contributo di parole e di idee può essere importante nell'altro terreno di lotta, che è quello culturale".

postato da: ilfaro alle ore 13:28 | link | commenti (13)
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L'UOMO DEI MIRACOLI.

"Z., casalinga 66enne, affetta da una lesione che le fa perdere la memoria, non ricorda il volto del marito e della figlia. Nei numerosi test cui è stata sottoposta dai medici le sono state anche mostrate parecchie foto e ritratti di persone famose, da Napoleone ad attori celebri. Ma lei ha riconosciuto solo Silvio Berlusconi. All'epoca si era in piena campagna elettorale, nel 2001, e la cosa era in qualche modo giustificabile. Ma, sei mesi dopo quando le condizioni della donna erano peggiorate al punto da non riconoscere foto del marito, della figlia e dei vicini, continuava a sapere perfettamente chi era il premier. Gli specialisti hanno cercato altre personalità, per capire come mai l'unica rimasta impressa nella memoria della casalinga era quella di un politico. Ma hanno trovato solo la foto del Papa (Wojtyla) e di Cristo in Croce. Ma mentre di Silvio Berlusconi e di Gesù la signora era in grado di pronunziarne il nome, di Wojtila sapeva che era un Pontefice, ma non come si chiamasse, né di distinguerlo da altri Papi."

da TGCOM

Gesù e ... Berlusconi. MIRAAACOLO!!!

by Ercole

 

postato da: ilfaro alle ore 12:11 | link | commenti (6)
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giovedì, 29 settembre 2005

La Corea del Nord

è una "figata pazzesca".


Ted Turner, (boss della Cnn ed ex marito di "Hanoi" Jane):
"E' vero, sono magri, ma pedalano ancora"


By Shark.

Lunedì pomeriggio sulla Cnn, per lo stupore di Wolf Blitzer, Ted Turner, appena tornato da una visita in Corea del Nord, dichiara di essere convinto della sincerità della Corea del Nord e che gli Stati Uniti possano fidarsi del nuovo corso del regime che si ha promesso di non costruire armi nucleari.
Turner ha rigettato la descrizione di despota che si fa di Kim Jong Il, insistendo sul fatto che lui non sembrasse “troppo diverso dal resto della gente”, e ha analogamente respinto l’idea che egli tratti male il suo popolo, dal momento che Turner ha visto che la gente “era magra”, ma “andava in bicicletta”.
Quando Turner ha dichiarato che la Corea del Nord non rappresenta una “minaccia” per gli Stati Uniti, Blitzer ha suggerito che i suoi missili potrebbero raggiungere gli USA, spingendo l’ambientalista Turner a replicare: “Beh, cosa, le isole Aleutine? Non c’è niente lassù a parte qualche leone marino”.
Lo scambio in diretta, registrato da Megan McCormack della MRC, si è svolto alle 3:25 della costa orientale, nella Situation Room con Blitzer a Washington e Ted Turner a New York City.
Ho tradotto le farneticanti dichiarazioni del fondatore della Cnn, nonché - significativamente - ex marito di Jane Fonda, sulla Corea del Nord e la natura del suo regime. Potete ascoltare voi stessi l'intervista
qui.

"Blitzer ha mostrato uno spezzone del 19 settembre: “La Casa Bianca afferma di essere cautamente ottimista sulla nuova dichiarazione dell Corea del Nord di porre fine al suo programma nucleare. L’annuncio è arrivato oggi durante i colloqui a sei sugli armamenti tenuti a Pechino. In una nota la Corea del Nord dice testualmente di ‘impegnarsi ad abbandonare tutti i programmi di armamenti nucleari esistenti’. La Corea del Nord afferma anche di voler tornare al trattato di non proliferazione nucleare. Alla Casa Bianca, questa mattina, il Presidente Bush ha dichiarato di sperare che la Corea del Nord mantenga la sua promessa.
Il Presidente George W. Bush: “Hanno detto, in linea di principio, che abbandoneranno i programmi di riarmo. E noi abbiamo detto ‘Fantastico’. E’un magnifico passo avanti, ma adesso dobbiamo verificare se questo accade oppure no”.
Blitzer: “’Fidati, ma verifica’, come si diceva un tempo. Vogliamo parlare ancora un po’ degli sviluppi di oggi riguardo la Corea del Nord con il fondatore della CNN nonché Presidente della Turner Enterprises, Ted Turner. E’ con noi ancora una volta da New York. Tu hai trascorso un po’ di tempo recentemente in Corea del Nord, Ted. Questo accordo è stata una sorpresa per te?”
Turner: “No, no. Ho parlato con un certo numero di leader nordcoreani e sudcoreani, e anzi ho trascorso la maggior parte del tempo con il negoziatore nordcoreano,. E mi trovavo laggiù per cercare di convincere il Nord e il Sud a fare della zona demilitarizzata un parco internazionale della pace quando avessero firmato l’accordo, cosa che posso anticipare che avverrà abbastanza presto, adesso che abbiamo dei colloqui a sei, abbiamo l’accordo in mano. Ma mi sono divertito moltissimo. Sono assolutamente convinto che i nordcoreani siano del tutto sinceri. Non hanno nessun motivo per imbrogliare o per fare qualcosa per violare questo accordo molto prossimo. Voglio dire, penso che possiamo metterci i problemi della Corea del Nord e dell’Asia Orientale alle spalle e concentrarci sull’Iran e l’Iraq, dove abbiamo ancora delle difficoltà persistenti”.
Blitzer ha replicato: “Devo dirti, Ted, che considerati i precedenti della Corea del Nord, specialmente il fatto che durante l’Amministrazione Clinton, nel ’93-’94, avevano fatto una promessa del genere, che poi avevano violato e da cui si erano ritirati, non sarei sicurissimo di condividere il tuo ottimism”.
“Beh, sai, io ero anche ottimista riguardo alla Guerra Fredda, quando andai in Russia. Ma li guardai dritti negli occhi. E loro sembrava che fossero sinceri. Cioè, voglio dire, il fatto che uno abbia sbagliato in passato non significa che non possano fare qualcosa di giusto nel presente o nel futuro. Succede sempre così”.
Blitzer: “Ma questo è un regime dispotico e Kim Jong Il è uno dei peggiori uomini al mondo. Non è un’affermazione corretta?”.
Turner: “Beh, non sono riuscito ad incontrarlo, ma non mi sembrava..nelle sue foto che ho visto alla CNN..non mi sembrava troppo diverso dalla maggior parte della gente”.
Blitzer: “Ma guarda a come… guarda al modo in cui tratta la sua stessa gente”.
Turner ha affermato:”Beh, senti. Ho visto un sacco di gente laggiù. Erano magri e andavano in bicicletta anziché andare in macchine, ma –ah”

Blitzer: “Molta di quella gente sta morendo di fame”.
Turner: “Io non ho visto… non ho visto nessuna brutalità nella capitale o nella zona demilitarizzata. Siamo andati, abbiamo visitato, siamo andati in macchina attraverso la campagna per un bel po’ per arrivare a Panmunjom and Kaesong. Abbiamo girato. Certamente eravamo su un percorso speciale, ma non vedo… non c’è davvero motivo… la Corea del Nord ha già abbastanza problemi con la sua economia e l’agricoltura. Credo che vogliano raggiungere il mondo occidentale e migliorare la qualità della vita per il loro popolo come tutti gli altri. E credo che dovremmo dargli un’altra possibilità. Non ci costa niente. Abbiamo già degli accordi. E la Corea del Nord non ha mai posto nessuna significativa minaccia agli Stati Uniti. Voglio dire, l’intera economia della Corea del Nord rappresenta circa 30 miliardi di dollari all’anno. E’meno della città di Detroit. E’un posto piccolo, e non dobbiamo preoccuparci che ci attacchino”.
Blitzer: ”Beh, hanno un milione di soldati a poche miglia di distanza”.
Turner: ”Mezzo milione”.
Blitzer: ”Le stime più accurate dicono un milione. Un milione di soldati lungo la zona demilitarizzata”.
Turner: “Abbiamo mezzo milione di truppe, di cui 28 mila sono Americani e sono lì da 50 anni. Una delle cose che ho detto sia nel Nord che nel Sud è che è ora di porre fine alla Guerra di Corea ufficialmente e andare avanti. E mettere quelle centinaia di migliaia di giovani che se ne stanno laggiù seduti, metterli a costruire ospedali e strade e scuole nel Nord e nel Sud e migliorare il prodotto nazionale lordo. E’ uno spreco di tempo e di energia per loro stare lì”.
Blitzer: “Credo che alla fin fine, Ted, e spero che converrai, è che loro hanno avuto questa opportunità negli anni Novanta, quando firmarono lo stesso accordo e poi ingannarono. Non hanno mantenuto la parola. Ora che hanno una seconda possibilità. Spero che tu abbia ragione. Lo spero di sicuro”.

Turner: “Beh, anch’io spero avere ragione. Ma, sai, la Bibbia dice ci si aspetta che tu perdoni sette volte settanta, o qualcosa del genere, ma solo perché, solo perché, nel 1940 i tedeschi erano nostri nemici. Per gli ultimi 50 anni sono stati nostri alleati. Uguale con i russi, erano nostri nemici prima del 1991 prima che finisse la Guerra Fredda. Lasciamoli un po’ in pace. Lasciamoli tranquilli. E tra l’altro, anche se fosse vero, anche se ci minacciassero ancora, la minaccia sarebbe inesistente per gli Stati Uniti. Non ci possono minacciare. Voglio dire, sarebbe come una pulce che attacca un elefante”.
Blitzer: “E cosa dici di quei missili terra-terra che hanno, e la CIA-“.
Turner: “Non possono raggiungerci”.
Blitzer: “Beh, possono raggiungere il Giappone. Possono raggiungere la Corea del Sud. Possono raggiungere un sacco di nostri alleati”.
Turner: “Non possono raggiungere gli Stati Uniti, e noi possiamo annichilirli in 24 ore”.
Blitzer: “Ma non vorrai… non vorrai arrivare a quel punto. Ci sono delle stime, a proposito, secondo cui potrebbero raggiungere l’Alaska”.
Turner: “Beh, e cosa? Le isole Aleutine? Non c’è niente lassù, a parte qualche leone marino”.
Blitzer: “Beh, sai, è un problema serio. Spero che tu abbia ragione, come ho detto”.
Turner: “Lo so, è un problema serio. Voglio dire, non sono andato fin laggiù per buttare via il mio tempo”.
Blitzer: “No, no, no. Volevo solo… volevo solo dire quello che hai detto tu”.
Turner: “Ci sei mai stato?”.
Blitzer: “Sono stato in Corea del Sud. Sono stato nella zona demilitarizzata”.
Turner: “Sei mai stato in Corea del Nord?”.
Blitzer: “No, non sono mai stato in Corea del Nord”.
Turner: “Beh, voglio dire, almeno vacci e guardali negli occhi e parlaci prima di accusarli”.
Blitzer: “A proposito, ho fatto moltissime domande di ingresso, ma non mi hanno mai fatto entrare in Corea del Nord. Ma magari se vado con te la prossima volta mi lasceranno entrare”.
Turner: “Bene, ti ci porterò. Ho portato Christine Amanpour con me questa volta”."

 

 

 

Naturalmente a Turner è sfuggito che la Corea del Nord è un Paese in cui il popolo viene mantenuto in condizioni di indigenza estrema, e, nonostante i massicci aiuti alimentari dell'Occidente, si stima che dalle 600 mila ai 3,5 milioni di persone siano morte di fame negli anni Novanta. D'altra parte il regime comunista spende la vertiginosa percentuale del 25 % del Prodotto Interno Lordo in armi (la Corea del Sud ne spende il 2,7 %, gli Usa il 3,3 %, l'Italia l'1,9 %, il Giappone l'1 %). Non solo, ma in Corea del Nord esiste un sistema di campi di lavoro forzato e di concentramento in cui si stima che siano imprigionati 200 mila cittadini, e nei quali la mortalità raggiunge un tasso del 25 %. Un recente documentario della BBC ha mostrato che in uno di questi campi la Corea del Nord testa armi chimiche sui prigionieri in delle speciali camere a gas. I pochissimi fortunati che riescono a rifugiarsi nell'ambasciata cinese (!) o ad oltrepassare di nascosto il confine parlano di un inferno di repressione, fame, morte e desolazione. A Ted Turner d'altronde il pensierino viene " Certamente eravamo su un percorso speciale", ma no, davvero?
E nella pacifica Corea del Nord campeggiano ovunque cartelloni come questo:

e qui trovate i francobolli che emette la Corea del Nord. Vero esempio di paese "pacifico".

Un altro articolo del Sorvegliato sulla Corea del Nord: qui.

Shark.

postato da: ilfaro alle ore 23:05 | link | commenti (14)
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29 settembre

 

Happy birthday Mr. President

 

 Sorvy

E ADESSO SCATENATEVI COI COMMENTI:

mi raccomando non meno di 100.

postato da: ilfaro alle ore 12:31 | link | commenti (30)
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I libri della Fallaci vanno a ruba fra le iraniane.
Sono tradotti in farsi ed anche in inglese. Non tutti i libri della Fallaci sono legali in Iran ma non per questo non sono conosciuti. Circolano spesso clandestinamente. Allo stesso modo di come circola il proibitissimo libro dell’iranina Azar Nafisi “Leggere Lolita a Teheran” che è andato a ruba in tutto il mondo ma che è proibito nelle librerie della Repubblica Islamica. Si è messo in moto da alcuni mesi un meccanismo per cui chi riesce ad avere una copia in inglese del romanzo della Nafisi o di quelli della Fallaci, lo fotocopia e lo passa agli amici che a loro volta si impegano a divulgarlo.
 
“Do you Know Oriana Fallaci?”
Roz Hamizadeh ha pronta la stessa insistente domanda ogni volta che capita di incontrare un’italiana a Teheran, conosce a memoria “Intervista con la storia” e “Insciallah”. Alcuni dei testi permessi a Teheran, almeno finora.
Shirin Samii, titolare della libreria e casa editrice Ketab Sara, conferma la Fallaci-mania: “i suoi libri vanno benissimo. Sono stati tradotti in farsi ma ne vendiamo anche tanti in inglese. Sugli scaffali in legno chiaro, accanto al Corano, campeggia l’edizione economica di “Lettera ad un bambino mai nato”.
Basta domandare in giro per verificare. Azzadeh Assaran vorrebbe essere una giornalista coraggiosa. E lo è: bella, intelligente, femminista, di sinistra, si occupa di politica e diritti delle donne. Fa un lavoro che le rende 200 euro al mese e la mette nel mirino della polizia religiosa. Indovinate chi è il suo modello professionale? “La Fallaci. Perchè, voi giornaliste italiane avete altri idoli” mi chiede.
Tra le fans della scrittrice c’è anche l’attrice Manja Rakbari protagonista del film di Abbas Kiarostami “Dieci”: “E’ una tipa tostissima Oriana Fallaci. Magari avercene di più come lei”.
 
Il post è un sunto fatto da Sorvy di un articolo uscito oggi sulla Stampa di Torino della inviata a Teheran Francesca Paci.
Sorvy
postato da: ilfaro alle ore 12:11 | link | commenti (21)
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mercoledì, 28 settembre 2005

Quella bugia di Prodi
By Shark.

  

"Amici miei, per l seconda volta nella nostra storia,
un Primo Ministro britannico è ritornato dalla Germania
portando la pace con onore. Io credo che ci sarà pace
per il nostro tempo. Andate a casa e dormite tranquilli...". 

Neville "Appeaser" Chamberlain, settembre 1938 

 

"Non ci sono infedeli americani a Baghdad. Mai!"
"La mia sensazione è la solita: li faremo tutti a pezzi"
"Tranquilli, Baghdad è al sicuro, protetta"  
"Li abbiamo circondati nei loro carri armati"
"Al Jazeera sta facendo pubblicità agli americani!" 

Muhammed Saeed "Comical Ali" al-Sahaf, marzo 2003

"Le truppe italiane in Iraq sono truppe occupanti"

Romano "Mortadella" Prodi, luglio 2005

Come sappiamo tutti, e come ormai sanno anche i sassi, Prodi la scorsa estate aveva detto una bugia grande come una casa. Le nostre truppe in Iraq NON sono in alcun modo truppe d'occupazione. Le migliori spiegazioni del perché no sono qui e qui. Ma la spiegazione migliore di tutte è fornita dalle immagini seguenti. Le truppe italiane in Iraq sono per noi motivo di orgoglio e la loro presenza laggiù è necessaria. Non si dimentichi che la presenza della stessa Croce Rossa rientra nella missione Antica Babilonia e necessita del supporto dei nostri soldati. Che frase è quella di Prodi? Con quale spirito guarderebbe queste foto? Questo blog continua nel suo impegno di controinformazione, perché queste immagini non le vedete mai sui telegiornali delle tv "dominate" da Berlusconi.

Il nostro sergente neocon malmena dei bimbi.   

  

Bimbi all'uscita di un campo di tortura italo-israeliano.

 

I soldati italiani giocano spesso a chi investe più bambini.

Sadici italiani neocon strappano i denti agli alunni; il maestro è un collaboratore apostata.  

 

Ancora amputazioni. Il vecchio prega che arrivino gli amici di Prodi a salvarli dalle grinfie dei cattolici oscurantisti (vd. croce).   

Ogni bambino viene usato per degli esperimenti. La mamma vuole palesemente il ritiro delle nostre fascistissime truppe.

 

Qui è evidente in tutta la sua gravità che Prodi ha proprio ragione a volere il ritiro.

La soldatessa guarda i bimbi iracheni dall'alto in basso. Li umilia.

 

Sappiamo tutti cosa fanno i nostri soldati alle bimbe irachene. Quei bruti.

 Capo De Bartolomeo e il Vice Brig. CC Gigli distribuiscono acqua ai bambini

Ecco, il tipico nostro imperialismo: regalare l'acqua, tsk.

Il Magg. CC Iacuzio accompagnato da C° Trono distribuisce acqua ai bambini

Ridono tutti, il bimbo ha la bottiglietta, ma l'iracheno non sa ancora che il bandanato, oltre ad essere un berlusconiano, è Acquabomber in persona. 

Il Vice Brig.dei Carabinieri Gigli e C° 1^cl. Trono con alcuni bambini a Quall Al Sukkar 

Li terrorizzano con le armi.

C°-1-Cl.-Trono-distribuisce viveri ai bambini

Il bambino si chiede dove cavolo siano finiti i tre amici del popolo iracheno: Pecorario, Scanio e Diliberto...

Altro gioco degli italiani è quello di nascondere invisibili mine negli elmetti e farli provare ai bimbi.

Ritiro subito!!

Grazie ragazzi. Ciao Mortadella.

Shark.            

postato da: ilfaro alle ore 16:59 | link | commenti (45)
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Segnalo due articoli pubblicati sull'ultimo numero di IDEAZIONE:

 

RILANCIARE LE RAGIONI
DEL CENTRO DESTRA
“I liberali non abbiano paura della tradizione
intervista a Marcello Pera
di Giovanni Orsina

LA RIVOLUZIONE DEI BLOG
Blog, il libero mercato delle idee
dello straordinario Andrea Mancia

Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 16:59 | link | commenti
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postato da: ilfaro alle ore 09:25 | link | commenti (21)
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MA 'HHHE TU'DDICI?

"Damose da fffà

volemose i bene

semoho romani."

Maremma bucaiola ...

MOLTO, MA MOLTO MEGLIO L'ORIGINALE.

 

postato da: ilfaro alle ore 09:07 | link | commenti (8)
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martedì, 27 settembre 2005

L'AUTUNNO DI ERCOLE.

Ercole, come sapete, è il terzo Sorvegliato. C'è il tifoso superberlusconiano Sorvy, l'americanissimo e giovanissimo Shark e poi Ercole Savignano. Le sue posizioni non sempre coincidono con gli altri due, i quali sono molto più simili fra di loro nella loro visione della politica interna ed internazionale. Ercole ha molte altre cose in comune con Sorvy, oltre all'età e alla comune terra di origine (nord salento), antiche passioni e amicizie della loro giovinezza, letture e riferimenti culturali e stesso approccio sulla realtà.

Gli anni di università trascorsi insieme in una indimenticabile minuscolo appartamento assieme all'amico Greg li ha uniti moltissimo e per sempre. Un'esaltante periodo in cui ancora Sorvy non era "americano", nè Greg "luogocomunista". Ma vedevano insieme, con un certo distacco, da una vecchia televisione forse neanche a colori il primo bombardamento aereo della prima "Guerra del Golfo". Era il primo reality show della televisone di quei tempi e lo si viveva come tale.

 Eravamo in lotta perenne con i movimenti universitari di sinistra di allora e la destra non si sapeva neanche cosa fosse. Esisteva la DC & PENTAPARTITO (scomparsi) e la SINISTRA più o meno radicale (ancora viva e vegeta). Si faceva politica ma ci si divertiva soprattutto. Ci siamo tolte tante soddisfazioni in ogni campo. In quello della politica sicuramente la più grande fu quella di umiliare i movimenti di sinsitra della "pantera" (anni 1990-1991), schiacciandoli alle elezioni universitarie, da noi vinte a Bari in modo "bulgaro". Eravamo come quegli amici del film con De Niro "Sleepers" (vedi foto). Inseparabili. Veri amici. Greg era lo sciupafemmine incallito (indimenticabile la sua prima "bombardamento" antiamericano ... nella nostra camera prestatagli per una sera), Sorvy era il più "politico", attacabrighe (le prendeva sempre), sempre con un pennarello pronto e il manifesto del giorno da scrivere. Ercole il poeta gentile e romantico, cultore del vino e delle belle donne, a cui dedicava rose e poesie.

Finimmo l'università. Sorvy andò vivere in Romagna.

Come ben saprete Sorvy si è fatto "americano" e "berlusconiano", oggi sa cos'è la destra, l'ha scoperta leggendo molti libri, frequentando blog e comprando un minuscolo quotidiano tutti i giorni negli ultimi tre anni, spolpando avidamente la rivista ideazione. Sorvy sogna la Right Nation italiana.

Greg si è finalmente calmato con le donne anche perchè ha scelto la più bella come compagna per tutta la vita. Greg è il commentatore più polemico di questo blog, è un antiberlusconiano di fede assoluta e legge quotidianamente Repubblica accanto agli articoli (che gli convengono) del Foglio.

Ercole è il più "italiano", quello più "moderato", forse (posso osare, Ercole?) un "neodemocristiano". Ma non certamente un Folliniano, è troppo signore per avere a simpatia un personaggio scorretto e astioso come Mister Lampadina.

Ma lascio a lui il "post". E' un pò lungo perchè tratta diversi temi. Del resto era un pò che lo si aspettava, qui al Sorvegliato.

 

Cari abitanti e visitatori della Città dei Liberi,
volevo intervenire, come promesso tempo fa ai due litiganti (Sorvegliato e Greg), per dire la mia sui fatti di casa nostra. Par condicio: scontenterò Greg e non parlerò di gelati. Scontenterò Sorvy e dirò che amo Berlusconi come imprenditore e Presidente del Milan.
 
Pacs
Il matrimonio civile già esiste e quindi chi volesse avere tutti i vantaggi degli sposati può, nella maggior parte dei casi, sposarsi. Qualche piccolo aggiustamento a leggi civili può essere fatto per facilitare la vita a chi non può sposarsi. Ad esempio abbreviare i tempi per il divorzio, aumentare la quota di patrimonio disponibile ai fini del testamento, prevedere che i conoscenti possano sostituire i parenti nelle problematiche ospedaliere che molti evidenziano. Nutro dei dubbi sulla pensione di reversibilità al convivente che richiederebbe una copertura finanziaria non indifferente. E poi v’immaginate la caccia al vecchio morente da impalmare ? A rischio di far venire l’orticaria a qualcuno, dico che l’esempio è quello della legge sulla procreazione assistita, dov’è chiaramente riconosciuto il diritto all’accesso anche alle coppie conviventi infertili. Il punto debole sta in questo: chi mi dice che due sono conviventi? Nella legge 40 la coppia fa una autodichiarazione, mi sembra un po’ poco. Grillini dice: “dichiariamo la convivenza davanti all’Ufficiale dello Stato civile” = nozze gay. Io dico che il patto (rectius contratto) può benissimo essere una scrittura privata registrata all’Agenzia delle Entrate da esibire in copia all’abbisogna.
La mia impressione “ruiniana” è che con i PACS, più che verso il matrimonio gay che nemmeno Prodi dice di volere, si vada (più pericolosamente) verso un similmatrimonio egoista, pieno di diritti, senza molti doveri e, soprattutto, a tempo. Un po’ come i contratti dei calciatori. Se un anno prima della scadenza il tuo convivente non vuole rinnovare che fai? Lo mandi in tribuna? E se nasce un figlio dalla convivenza e poi mi rompo di te? Pago il mantenimento del figlio e non il tuo? Le suocere sono comprese nei PACS? E poi ‘sti figli che ogni cinque o sei anni devono cambiare papà, come la vogliamo chiamare? Flessibilità? Comunque vada, PACS o CCS, come dice il sempre più apprezzabile Rutellone, per gli avvocati si apre un nuovo filone d’oro. Deo gratias.
 
Le primarie nel centrodestra
E’ il vero colpo di teatro (o di teatrino). Chi l’avrebbe mai detto? Nella Cdl c’è democrazia e non cesarismo. Devo dire che ho subito un’obiezione pronta: negli USA le primarie si fanno solo fra gli sfidanti; quando l’uscente vuole e può candidarsi non deve prima vincere le primarie. La ragione è semplice: mettere in discussione il candidato che ha vinto la precedente elezione significa ammettere che ha governato male. Poi però devo notare che se veramente si faranno le primarie nel centrodestra con Berlusconi, Casini, Fini e anche Bossi in corsa, saranno molto più vere di quelle del centrosinistra dove, contro la Mortadella, hanno osato mettersi solo i contorni (Rutelli, Fassino, D’Alema, Veltroni saggiamente stanno a guardare). Non sarebbe sbagliato che a votare per le primarie fossero gli eletti nei consigli comunali, provinciali, regionali iscritti (al 31 agosto 2005) nei rispettivi gruppi consiliari e i parlamentari eletti. Sarebbe l’unica anagrafe oggettiva. Qualche migliaio di addetti ai lavori (eletti democraticamente) è certamente rappresentativo della volontà degli elettori; del resto, anche i sondaggi si conducono su campioni simili. Il metodo del centrosinistra non mi piace e si presta a sospetti (come conferma Mastella). Si faranno le primarie? Non lo so ma ad aprile sarà così Prodi 51 % Berlusconi 45% Altri 4%
 
Sistema elettorale
Sembrerebbe un argomento superato, ma vedrete che se ne tornerà a parlare. Dico subito che il proporzionale con sbarramento al 4% (o 5%) e premio di maggioranza contempera l’esigenza di rappresentanza equa dei partiti con l’eccessiva frammentazione (a che servono tre partiti socialisti e due comunisti, due repubblicani e quattro democristiani?) e la governabilità. Per cui, sulla carta, mi sembra più giusta del “mattarellum” che ha cuore la sola governabilità. Con il premio di maggioranza alla coalizione che ha avuto più voti (conteggiando anche quelli dei partitini che non accedono al riparto) si eviterebbe che accadesse come in Germania. Il vero furto di democrazia è l’assenza di preferenze come in Toscana. La libertà di preferenza va introdotta subito anche con liste ridotte, per ogni collegio. Bisognerebbe aggiungere un vincolo di coalizione che una volta violato porti allo scioglimento delle Camere. Meno necessaria mi sembra l’indicazione del premier sulla scheda.
Aggiungerei che le riforme costituzionali necessitino di una maggioranza dei 2/3 del Parlamento senza approvazioni multiple a maggioranza risicata, in modo da evitare le odiose riforme a colpi di maggioranza. Poi è indispensabile passare al finanziamento privato ai partiti; quello pubblico alimenta il caos e la necessità di visibilità anche delle pulci. Ognuno dica se vuole devolvere e a chi a chi l’1 per mille. Così si fa chiarezza anche dei rapporti politica-industria; delle scelte dei semplici mortali, invece, nessuno se ne curerebbe (anche perché dubito che lasceremmo qualcosa a ‘sti pupazzi).
 
Berlusconi e gli antiberlusconiani
Il limite di Berlusconi non è l’intelligenza o il conflitto d’interessi è che non ha la statura dello statista. L’altezza non c’entra, è la propensione a fare le cose per lo stato intero e non per una parte (in questo senso la malattia è diffusissima a destra e a manca). E’ sempre necessaria la mediazione tra le varie posizioni, altrimenti ad ogni cambio di governo avremo una nuova riforma scolastica, una sanitaria, una elettorale, una del lavoro e una della giustizia con le rovinose conseguenze per i cittadini (che siamo noi!). Questo non deve voler dire inerzia perché, dopo la mediazione, è indispensabile la determinazione nel fare le riforme veramente necessarie (pensioni, giustizia, università e ricerca scientifica). Le leggi ad personam sono l’inevitabile conseguenza delle Procure ad personam e della giustizia ad orologeria.
Poi bisogna sempre ricordarsi che in cinque anni la sinistra non ha fatto una legge sul conflitto d’interessi, è andata allegramente in guerra oltre l’Adriatico (ma le guerre non erano tutte sbagliate?) ha aumentato la pressione fiscale, si è vista bocciare dai sindacati stessi la riforma Berlinguer, ha cambiato più governi e ministri del centrodestra, è subordinata alla magistratura c.d. “democratica” (Greg questo lo sai vero?), non è laica, ma laicista. Quanto all’oscuramento di Santoro, Biagi, Luttazi, Travaglio, Grillo e compagnia, dico che al posto loro ci sono i loro cloni (più giovani e credibili) e che comunque, con la nuova televisione dei reality il posto che avranno anche con la tivù di sinistra sarà sempre la terza serata su rai tre, oppure il 10% si share come Ballarò. Vedete che alla lunga ci si rompe a sentire parlare dello stalliere di Arcore, della prescrizione, della calza e della sig.ra Ariosto. Ma cosa volete che importi a chi ha lavorato tutto il giorno di vedere e ascoltare certi soloni della giustizia e delle loro presunte verità?
 
La nuova DC
E’ chiaro a tutti che con questo sistema elettorale è impossibile che ciò avvenga. Non basterebbe nemmeno il proporzionale bisognerebbe (come ho letto in un commento) che i moderati lasciassero Prodi, D’Alema e Bossi e che Berlusconi facesse prima il Presidente della Repubblica, poi dell’ONU. Costituito UN partito con chi si riconosce nel PPE sulla base di principi quali libertà, persona, famiglia, sussidiarietà e fedeltà agli Alleati, bisognerebbe che tutti i leaders riconoscano IL Leader politico che ad oggi non può che uscire dalla rosa: Rutelli, Formigoni, Pera, Pisanu, Casini. Non potrebbe mai essere la nuova Democrazia Cristiana per il semplice motivo che i cristiani sono sempre meno e la Chiesa, dalla caduta del Muro, si è saggiamente chiamata fuori dalla politica e dai partiti, limitandosi solo agli interventi necessari (guerra, procreazione, pacs gli ultimi). Sarebbe un partito democratico, liberale e riformatore che non dimentica le radici greco-cristiano-giudaiche d’Italia e d’Europa. A destra resterebbero i leghisti fino alla loro completa civilizzazione politica, i nostalgici del Ventennio e gli xenofobi per non dimenticare proprio nessuno. La sinistra potrà finalmente fare la sinistra e sposare Pannella (eutanasia, eugenetica, nozze gay, liberalizzazione delle droghe, salario sociale, occupazioni scolastiche, sindacalismo, ambientalismo, moralismo, scandalismo, giustizialismo, girotondismo, giacobinismo, ecc.). I confinanti cespugli con le famose percentuali da prefisso telefonico sceglierebbero con chi allearsi.
 
Nostradamus pessimista
Non sarà così perché ai politici nostrani non conviene che la politica si faccia per riferimenti ideali e la loro applicazione ai problemi della società. Hanno perso l’abitudine. Non sanno da dove si comincia. Si sono innamorati degli affari e del popolo non gli interessa nulla se non affabularlo, in qualche modo, comprarlo. E’ più facile occuparsi di consigli di amministrazione e scalate alle banche che non di educazione o disoccupazione. E’ più facile suggerire ad un PM su chi indagare che non individuare un’idea su cui puntare.
Sarebbe tornare indietro? No, sarebbe la Rivoluzione ! Una rivoluzione però pericolosa perché al primo governo di sinistra-sinistra avremmo della “zapaterate”. Invece, con gli odiati democristiani un po’ di qua un po’ di là, tante cose vengono ammortizzate.
Alla prossima, cordialmente vostro
Ercole Savignano
postato da: ilfaro alle ore 16:50 | link | commenti (29)
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UCCISO IL NUMERO DUE DI AL QUAEDA IN IRAQ,

ERA UN PALESTINESE.

Il numero due della rete terroristica al Qaida in Iraq, Abu Azzam, e' stato ucciso nel corso di un'operazione congiunta irachena-americana: lo ha detto il consigliere della sicurezza nazionale Muaffak al Rubaie, precisando che la morte di Azzam e' avvenuta ieri. ''Siamo riusciti ad uccidere il numero due di al Qaida in Iraq'' ha detto Rubaie, secondo il quale l'operazione e' stata resa possibile grazie alla collaborazione di un informatore. Il blitz, ha detto ancora il responsabile iracheno, e' avvenuto con un'azione congiunta tra forze irachene e americane che hanno attaccato una casa nella capitale Baghdad. Abu Azzam, considerato il vice di Abu Musab al Zarqawi, e' con ogni probabilita' di origine palestinese.
(ANSA)

Secondo una ricerca effettuata dal centro israeliano Prism (the Project for the Research of Islamist Movements, www.e-prism.org) e riportata sul Corriere della Sera da Magdi Allam si rileva che oltre al Giordano Al Zarqawi ed al suo vice (da oggi fu vice) palestinese Abu Azzam, la nazionalità dei terroristi iracheni è quasi tutta extrairachena. Addirittura dei 154 terroristi uccisi in Iraq, 94 erano sauditi (61%), e dei 33 terroristi che a v e v a n o portato a termine degli attacchi suicidi, 23 erano sauditi (70%).  Togliendo poi gli egiziani, i siriani, i pachistani, gli afgani, i marocchini, i tunisini se non ci scappa anche un mezzo finlandese i terroristi nati e cresciuti in Iraq potrebbe essere si e no due o tre.

Glie lo dite per favore a Lilli Gruber ed anche a qualche centinaio di migliaia di "giustificazionisti" di sinistra che chiamare i terroristi "resistenti" proprio non si può? prima ancora che per questi morali, per motivi tecnici. Quando mai infatti una "resistenza" alla "occupazione militare" di un Paese viene svolta quasi esclusivamente da "milizie" esse stesse straniere? Quando mai i capi, vice capi e sotto capi della "resistenza" vengono tutti da fuori? Come dire che la resistenza italiana al fascismo l'hanno fatta esclusivamente Yugoslavi, francesi e spagnoli che, venuti sui nostri appennini tosco-romagnoli, non hanno mai conosciuto una piadina. Un pò di rispetto, per favore, per la vera "resistenza".

Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 10:47 | link | commenti (23)
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Oggi ho un anno in più.

Sorvy

(l'immagine è dello straordinario Norman Rockwell, lo stesso del logo del Sorvegliato)

 

postato da: ilfaro alle ore 09:34 | link | commenti (16)
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lunedì, 26 settembre 2005

Primarie, i no global occupano
la sede romana dell'Unione

 

Ve l'immaginate voi quelli dell'UDC col preservativo in testa (per assomigliare a Follini) che occupano le sezioni di Forza Italia? Mi sembra una gran bella trovata quella delle primarie dell'Unione e della C.d.L. Non c'è che dire. Approposito, io voto per Bertinotti a quelle dell'Unione, per Berlusconi a quelle della C.d.L. e per Greg come rappresentante migliore dei "luogocomunisti" di questo blog.

 

postato da: ilfaro alle ore 19:50 | link | commenti (26)
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Arriva la sessantaduesima assoluzione per Berlusconi.

Processo "All Iberian", quante volte ne avete sentito parlare? Quante centinaia di articoli sono comparsi su Repubblica? Quante dichiarazioni di sdegno e quanti girotondi sono stati fatti da Moretti & Scalfaro?

Ancora una volta ASSOLTO.

Non sarà forse questa la vera "anomalia" italiana? Mai un Capo del Governo al mondo è stato indagato per un numero così elevato di volte per poi essere immancabilmente assolto.

Non una volta, non due volte e neanche tre, quattro o cinque ... ormai non si contano più le assoluzioni a Berlusconi.

Questa è davvero la grande anomalia italiana.

by Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 19:20 | link | commenti (18)
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Nepotismo vs. giustizia (Francia vs. USA)
By Shark.

L'avevo già letta di sfuggita su Televideo, ma grazie a Centrodestra l'ho ritrovata.

postato da: ilfaro alle ore 13:22 | link | commenti (12)
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Scriviamolo "in silenzio":

ssssshhhh...non ditelo a nessuno, ve lo scrivo piano piano : IN ...POLONIA... HA VINTO LA DESTRA.

ssssshhhh, fate finta che non vi ho scritto nulla...

il "tifoso" Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 12:53 | link | commenti (23)
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venerdì, 23 settembre 2005

NON MOLLARE!


Il Sorvegliato è per Silvio Berlusconi. Sempre! Instancabilmente, irrimediabilmente, inesorabilmente per Silvio. Tanto quanto lo è per George Bush, per certi versi più di George Bush. Silvio Berlusconi ha rappresentato per l'Italia qualcosa che non si era mai visto prima: un'Italia più libera oltre che la nascita di una destra moderna, atlantica, riformatrice e moderata. Una novità assoluta in Europa. Paragonabile forse alla grande Right Nation americana, anche se nel piccolo. Una destra che non ha paura di dirsi tale. Più che mai adesso che Silvio è in difficoltà il Sorvegliato non gli gira le spalle e crede che ancora una volta ce la farà. Se non a vincere (ma chi se ne frega!) a rimanere nella storia di questo Paese. Come l'uomo che ha cambiato l'Italia.

Colui che ha resistito per anni ai disegni occulti dei poteri forti e della magistratura. Colui che ha combattuto, vincendole, le manovre FASCISTE di Procure & Sinistre S.p.A che volevano impossessarsi del potere attraverso un vero e proprio Stato di polizia.

Colui che ha subito i più velenosi attacchi che si erano mai visti in Italia e (dopo  Bush e Blair) i peggiori che si erano mai visto in Europa.

Ma noi siamo fieri di te Silvio. Anche per questo. Anche del male che ti hanno fatto e continuano a farti non solo  quelli che ti odiano ma - e soprattutto -quelli che ti pugnalano continuamente alle spalle magari dicendosi "alleati".

Silvio non mollare. MAI!

FORZA SILVIO!

Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 21:20 | link | commenti (47)
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Rappresentanti militari dell'Unione Europea alzano i tacchi e abbandonano una parata militare in Iran
By Shark.


L'Iran dispone ancora di un certo numero di missili balistici tattici SS-1B/C Scud, forniti dalla Libia e dalla Siria alla fine degli anni '80.

 

Come riportato dall'agenzia France-Presse di Teheran, rappresentanti militari dell'Unione Europea hanno abbandonato in segno di protesta una parata militare iraniana a Teheran il 22 settembre, dopo che erano stati fatti sfilare dei missili balistici mentre si intonavano slogan al vetriolo contro gli Stati Uniti e Israele. Questa notizia è stata riferita da diplomatici europei alla stessa agenzia di stampa.
"C'era una posizione comune tra i membri dell'Unione Europea: se la parata avesse incluso slogan e attacchi contro i nostri alleati ce ne saremmo andati", ha detto un diplomatico.
"I rappresentanti militari delle ambasciate di Francia, Italia, Grecia e Polonia erano presenti alla parata, e appena hanno visto gli slogan se ne sono subito andati", ha riferito un altro diplomatico.
Durante la parata, l'Iran ha esibito sei dei suoi missili balistici a medio raggio Shahab-3 addobbati con dei drappi con la scritta "Morte all'America" "Schiacceremo l'America sotto i nostri piedi"  "Morte a Israele" e "Israele dev'essere cancellato dalla faccia della terra".
"Saranno stati anche soltanto degli slogan, ma per noi sono inaccettabili", ha detto un altro diplomatico.
L'evento militare si è tenuto poco a sud di Teheran per celebrare l'inizio della "Settimana della Sacra Difesa", dedicata alle centinaia di migliaia di iraniani uccisi dopo che le forse dell'ex presidente iracheno Saddam Hussein invasero il Pase nel 1980.
Ha anche coinciso con l'acuirsi delle tensioni tra l'Iran e l'Unione Europea sulle ambizioni nucleari di Teheran.

Che governo simpatico. Hanno una così alta considerazione di noi europei che si permettono di prenderci in giro allegramente come se niente fosse.

Shark.

postato da: ilfaro alle ore 20:57 | link | commenti (4)
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giovedì, 22 settembre 2005

Poniamo fine alla discriminazione dei musulmani in Occidente
By Shark.

Dopo la croce della Croce Rossa, ora faremmo bene a ritirare dalla circolazione anche i gelati.
Il Sun riporta che la catena di fast-food Burger King si accinge a ritirare i suoi coni gelato perché il disegnino sulle etichette a strappo assomiglia un pochino alla parola "Allah".
Il personaggio che ha denunciato questa terrificante verità si chiama Rashad Akhtar, 27 anni, di High Wycombe, in Gran Bretagna, e si dichiara insoddisfatto, vuole che chi ha ideato quel disegno venga licenziato:

"[...] Quelli che hanno disegnato questa cosa credono di potersela cavare ancora. Questo è il mio jihad. Come potete dire che sia un ricciolo a spirale? Se lo giri in un verso, a destra, stai offendendo i musulmani [quando ho visto il cono] mi sono sentito umiliato". 

Come qualcuno ha commentato, non dovrebbero forse essere i musulmani a ritirare la parola Allah perché assomiglia un pochino a Mr Whippy?
Lo strapotere delle multinazionali è il nostro vero nemico. Resistere, resistere, resistere.

Shark.

postato da: ilfaro alle ore 17:45 | link | commenti (26)
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mercoledì, 21 settembre 2005

Meta...cchè ?!?

Bonaiuti : "Berlusconi ha definito metastasi le divisioni che possono portare una coalizione alla sconfitta, lo ha detto chiaramente. Se invece qualcuno dice che Berlusconi ha definito metastasi gli alleati, mi spiace, ma non dice assolutamente il vero".

Marco Follini non si monti la testa. Lui non è una "metastasi". Se proprio bisogna trovargli un termine medico che lo descriva perfettamente questo sarebbe : "pediculosi".

postato da: ilfaro alle ore 18:01 | link | commenti (33)
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postato da: ilfaro alle ore 12:55 | link | commenti (4)
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Plauso al Ministro degli interni.

Ennesimo successo per le forze dell'ordine e per il Ministro Pisanu.

Successo su tutti i fronti negli ultimi anni: Brigate Rosse sgominate, Boss della camorra pluriricercati arrestati, Mafia ridimensionata e capi mafiosi arrestati. Sacra Corona Unita praticamente azzerata, ladri delle Ville arrestati, Imam estremisti e filoterroristi espatriati, terroristi islamici implicati nella strage di Londra arrestati.

L'operazione della  rapina alla villa di Taormina è stata così eclatante che se ne potrebbe fare un film.

Non si era mai visto un Ministro degli Interni così bravo e - unico caso che si ricordi - così apprezzato da tutte le forze politiche di governo e perfino dell'opposizione. Non si contano le volte che il Capo dello Stato si è congratulato con Pisanu per il successo di importanti operazioni di polizia.

Ma vedrete, ci sarà qualcuno che commenterà che il Governo Berlusconi non ha fatto abbastanza per il mantenimento dell'ordine pubblico.

postato da: ilfaro alle ore 09:28 | link | commenti (8)
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martedì, 20 settembre 2005

QUANDO CE VO' CE VO' ...

by Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 12:59 | link | commenti (10)
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SI AI CCS, NO AI PACS.

Il Sorvegliato "sposa" la proposta dei CCS di Rutelli contro i pacs di Prodi.

Così sintetizzata la proposta di Rutelli

" 1) Occorre assicurare la protezione dei diritti civili degli omosessuali, anche perché inaccettabili aree di discriminazione persistono nella società italiana.

2) Nella prossima legislatura sarò possibile definire una normativa che regoli i Contratti di Convivenza Solidale per tutte le persone che intendono vivere insieme, prestandosi mutua assistenza, con beni e abitazione in comune. Si possono codificare simili contratti di diritto privato nel codice civile, in modo da precisare diritti e doveri delle persone che convivono, a vario titolo, incluse le persone omosessuali.

3) E’ da escludere, per l’indicazione tassativa dell’art. 29 della Costituzione, il “matrimonio gay”, così come altre figure giuridiche che possano introdurre forme simil-matrimoniali.

Il dibattito sulle “unioni civili” deve servire a fronteggiare e migliorare alcune difficili situazioni sociali e umane, ma non deve diventare un tormentone estraneo alle attese fondamentali degli italiani. Altrimenti, chi intendesse farne una bandiera della campagna elettorale si misurerebbe con un consenso ancora inferiore ai referendum sulla procreazione assistita, come confermano i risultati del sondaggio pubblicato oggi da Repubblica, secondo il quale 2 italiani su 3 sono favorevoli a regolamentare le convivenze, mentre 7 italiani su 10 sono contrari ad istituire forme matrimoniali o para-matrimoniali per le coppie omosessuali."

Bravo Rutelli.

Ma la CDL dov'è?

postato da: ilfaro alle ore 11:22 | link | commenti (4)
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PRODI SI CHE HA CAPITO DI COSA PARLAVA RUINI ...

Sui Pacs ho trovato un bel post di un blog scoperto da poco : NEOCONITALIANI (bel nome!)

ve lo riporto per intero:

 
Ruini, dalla presidenza della Cei, afferma :
I pacs istituiti in Francia (sembrano somigliare, n.d.G.L. ) ad un piccolo matrimonio, qualcosa di cui non c’è reale bisogno e che produrrebbe al contrario un oscuramento della natura e del valore della famiglia e un gravissimo danno al popolo italiano.

Tralasciando le polemiche sull’intervento di Ruini (condivisibile anche se, a mio parere, i Ccs – badate non i Pacs francesi criticati dal Cardinale, ma i Ccs – sono indispensabili, perché negare ogni tipo di riconoscimento alle coppie di fatto porterà ineluttabilmente – prima o poi – all’estremizzazione della materia ed al conseguente matrimonio gay), la risposta di Prodi è stupenda, da incorniciare :
Non voglio commentare le affermazioni di Ruini. Voglio però unirmi a lui nelle critiche che ha fatto sulla poca valorizzazione e sul poco sostegno della famiglia che è stato fatto fino a questo momento.

Come dire : “Sui pacs non ho sentito nulla; sono un cattolico adulto, poffarbacco! Invece ha fatto una forte critica al governo…”.
 
by NEOCONITALIANI
postato da: ilfaro alle ore 09:02 | link | commenti (4)
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lunedì, 19 settembre 2005

PACS TUA!!!

Ruini boccia i pacs di Prodi e li definisce una gravissima minaccia contro la famiglia (oltre che un istituto incostituzionale).

Il candidato Premier della sinistra autoproclamatosi "cattolico adulto" si mette nei guai per la seconda volta in pochi mesi con la Conferenza Episcopale Italiana che non è poi così ininfluente come quella Spagnola. Segno che l'era dei dossettiani cattocomunisti è ormai esiliata dalla Chiesa Italana dopo 20 anni di tentativi di egemonia clericale.

Riuscirà a conquistare i Comunisti dei Centri Sociali ed anche qualche raduno di gay Pride ma dalle parti di chi tiene famiglia e quella famiglia intende proteggere comincerà a prendere delle belle sberle "l'adulto" Prodi.

postato da: ilfaro alle ore 19:38 | link | commenti (10)
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ANDREA'S VERSION - COPYCAT n. 98

Ma tu guarda. Stava scritto su un giornale di sinistra che da lunedì potranno tornare a New Orleans in duecentomila, e dal lunedì successivo anche i residenti del Quartiere francese. Buttata lì come se niente fosse. Ciò che non ha accresciuto a dismisura la simpatia verso quel giornale. D’altra parte, sempre sulla stampa di sinistra, e sempre a proposito di simpatia, è in corso un interessante dibattito sul libro del professor Ricolfi: perché a sinistra siamo così antipatici? Chi la vede cotta e chi cruda, ovviamente. C’è Pansa che carica la dose sull’Espresso, altro che antipatici, insopportabili siamo, odiosi, malvisti, fastidiosi, supponenti, seccanti e malaccetti. E c’è Stajano che dissente sull’Unità. Antipatici, noi? Senso di superiorità? Ma quando mai? Siamo solo i migliori, i più generosi, i più coraggiosi, i più appassionati nonché, scusate tanto, gli unici a salvare un paese rovinato da chi non aveva occhi che per l’orto di casa. Vertenza assai interessante, come si vede. Essa però non ci riguarda perché, a destra, ci ritroviamo al momento concentratissimi su un altro dilemma: saremo più stronzi o più teste di cazzo? (Andrea Marcenaro IL FOGLIO del 17.09.05)

postato da: ilfaro alle ore 12:59 | link | commenti (2)
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Elezioni tedesche:

 Della serie: quanto valgono i sondaggi...

La vincitrice:

e lo sconfitto:

Ve li ricordate i sondaggi tedeschi? Dieci punti di vantaggio della CDU sulla SPD... ma cosa dico dieci, almeno tredici, e la Merkel stravincerà ... e non c'è storia per Scroeder... alla fine l'ex cancelliere tedesco per un pelo non vince le elezioni.

Secondo dati dell'Ufficio federale elettorale, l'Unione Cdu-Csu della sfidante Angela Merkel e' arrivata al 35,2% e la Spd del cancelliere Gerhard Schroeder al 34,3% (entrambe avevano ottenuto nel 2002 il 38,5% dei voti). I verdi sono risultati all'8,1% (8,6%), i liberali (Fdp) al 9,8% (7,4%) e il Partito della Sinistra all'8,7% (4% la Pds nel 2002). Il PdS, Partito della Sinistra (i Comunisti tedeschi) si sono uniti ad una grossa fetta di scissionisti della Spd capitanata da La Fontaine. Guardando i dati dei punti persi dalla Spd e quelli guadagnati da la Fontaine passato al PdS il travaso è riuscito alla virgola.

C'è un solo vincitore in queste elezioni tedesche: il Partito Liberale di centro destra. L'unico partito tedesco che è cresciuto realmente (+2,4). Tutti gli altri partiti o hanno confermato il vecchio dato o sono in discesa.

Io fossi in Prodi ci penserei a lungo prima di cantare vittoria sei mesi prima del voto. La Merkel veniva data dai sondaggisti dieci punti sopra allo sfidante appena qualche settimana fa. E invece ha vinto (forse) solo per un pelo.

postato da: ilfaro alle ore 08:47 | link | commenti (10)
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PROPORZIONALE SEI:

fine della storia.

Il Sorvegliato lo aveva previsto subito nonostante numerosi commentatori dei post precedenti ironizzazzero sulla sua chiave di lettura giudicata "fantasiosa"

Invece aveva proprio ragione:era una proposta di legge "fuffa" (come l'ha chiamata il Foglio) non di legge "truffa" (come l'ha definita Prodi). Una proposta di legge fatta apposta per essere affossata. Una legge che non sarebbe mai potuta diventare tale. C'era un gioco fra l'UDC ed il resto della maggioranza. Non potendo chiedere la luna Casini e Follini hanno chiesto una cosa subito sotto la luna: il proporzionale. Il resto della maggioranza, Fini in testa, avrebbe negato loro questo "capriccetto" e quest'ultima sarebbe uscita dal governo alle prime votazioni in parlamento (guarda caso sulla devolution).

Invece così non è andata. Nella maggioranza tutti si sono detti daccordo sulla "condizione di discontinuita" posta da Casini (scorrettezza istituzionale molto criticata dall'opposizone) anche se per mezzo di Follini. L'opposizione, GIUSTAMENTE, ha gridato al golpe facendo inconsapevolmente il gioco di Berlusconi.

Così l'UDC dovrà incassare una sconfitta politica che è molto di più di quello che appare superficialmente. Berlusconi sarà l'ultimo a dire che il proporzionale proprio non si potrà fare, perchè prima vuole godersi la scena di Casini che lo dice per primo mettendosi così una bella lapide addosso... e sperando di passare alle cose serie chè delle "discontinuità" democristiane non ne possiamo più.

postato da: ilfaro alle ore 08:32 | link | commenti (3)
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venerdì, 16 settembre 2005

PROPORZIONALE CINQUE:

... e dopo la vasellina, una carezzina.

L'unione prepara 550 emendamenti alla proposta di legge sul proporzionale.

Cinquecento paletti dell'opposizione al "capriccetto" di Follini.

La CDL si riunsce oggi pomeriggio a Palazzo Chigi:

"mica sono io Marco che non la voglio... guardati intorno, io ho fatto il possibile, anche Umberto e Gianfranco sono con noi. Tutti compatti con te. Ma noi non potremo mica fare la guerra civile per una legge elettorale impossibile. Quei monelli dell'opposizione non ce la faranno passare mai. Perfino Ciampi mi ha chiamato ...è molto preoccupato di ciò che potrebbe accadere se insistessimo troppo. Rassegnati Marco!... è che proprio ti sei bruciato una carta importante! O esci adesso caro dalla casa o non esci più... ma con quale motivo uscirai visto che noi ti abbiamo voluto tanto bene da assecondarti compatti nel tuo più impossible dei capriccetti?".

550 rose rosse per Berlusconi, e loro (quelli dell'opposizione) neanche lo sanno!

L'UDC smontata politicamente in meno di una settimana pezzo per pezzo con una GENIALATA di Berlusconi che non dimenticheremo mai.

Intanto nell'UDC monta una maretta che porterà ad una molto probabile spaccatura.

 

postato da: ilfaro alle ore 14:46 | link | commenti (12)
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PROPORZIONALE QUATTRO:

LA VASELLINA

Leggo dal Corriere della Sera di oggi: "ll premier ha sottolineato che si cercherà il confronto all'interno della coalizione e se l'esito del summit con i leader dell'alleanza sarà positivo verrà presentata all'opposizione una «proposta aperta». Non faremo «nessun diktat», assicura il Cavaliere. «Siamo delle persone ragionevoli», è inutile quindi «affannarsi e gridare al golpe»."

In altre parole potremmo intitolare: Come Berlusconi sta stuprando selvaggiamente quelli dell'UDC (forse con delitto finale) senza che quelli dell'UDC possano lamentarsene troppo.

Le parole usate da Berlusconi hanno sicuramente un tono da democristiani ma non c'è altro modo per far fuori un democristiano che quello di scendere al loro livello :"confronto all'interno della coalizione" "proposta aperta all'opposizione", "nessun diktat", "ragionevolezza" ....insomma chili e chili di vasellina.

Lo capisce anche un pazzo che Berlusconi (ma ci giurerei : anche Fini e Bossi) stanno giocando agli indiani. Sanno benissimo che il proporzionale non si farà mai in questa legislatura. Letteralmente impossibile. E allora perchè vanno avanti?

Perchè hanno capito che i democristiani si possono fare fuori solo democristianamente... appunto: con la vasellina.

 

postato da: ilfaro alle ore 10:05 | link | commenti (11)
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giovedì, 15 settembre 2005

PROPORZIONALE TRE ....

AGGIUDICATO!

Nei due post precedenti, Sorvy ha linkato/copiato due ironici e illuminanti (l'ironia è un'ottima lente di ingrandimento sulla realtà) pensieri di Christian Rocca (Camillo) e di Andrea Marcenaro (Andrea' Version) sulla proposta di modifica della legge elettorale in senso proporzionale.

C'è un'Asta politica attualmente in atto nella casa delle Libertà, oseri dire un'asta di tipo giudiziario, di quelle che di solito seguono i fallimenti familiari, dove la moglie inviperita spende il patrimonio del marito pur di non lasciargli più nulla e dove il marito si gioca alla corsa dei cavalli il guadagno del pegno della collana di perle della moglie. Un'alleanza quella di centro destra che ricorda molto il film "La guerra dei Roses".

Marito e moglie arrivano con l'astuzia a provocare il maggior danno possibile all'ormai ex-coniuge noncurante del possible danno che ci si può autoinfliggere. Una vera ossessione del tanto peggio tanto meglio.

Berlusconi è stato geniale questa volta. Non vi sembra anche a voi strano che sia Bossi che Fini non abbiano detto neanche "bah" per oltre 48 ore alla "grande" proposta di "discontinuità" di Casini e Follini che era solo un modo per mettere un veto grossissimo per poi far saltare l'alleanza. Hanno osato chiedere l'impossibile: una legge elettorale sei mesi prima del voto in senso proporzionalista. Roba da far venire l'infarto a Fini e da far sbraitare la lega a Pontida per un mese. Invece nulla. Quello che Casini e Follini non si immaginavano neanche un pò è che i sedicenti alleati in realtà si erano alleati veramente fra di loro (ma senza l'UDC) ed hanno ordito il trappolone del secolo: hanno detto di si alla proposta sapendo che era la mossa più inaspettata e spiazzante che si potesse immaginare.

Chiedevano il proporzionale come condizione per rimanere nel Polo? Bene, accettiamo.

Hanno lasciato che fosse l'opposizione a fare il lavoro sporco, tutta l'opposizione in gran completo, a ribellarsi e a promettere la guerra civile.

E qui c'è una seconda cosa che l'U.D.C. non si immaginava. A sinistra non ci sono sate rotture. La sinistra ha tenuto benissimo. La Margherita si è allineata a Prodi e ai D.S. e perfino Mastella non ha fatto casino. 

In questo modo Berlusconi, Fini e Bossi hanno raggiunto molti risultati con una mossa sola.

Solo dopo le 48 ore dall'uscita della proposta sul proporzionale, Fini ha dimostrato che spazio per una manovra del genere non ce n'è ed ora Casini e Follini si ritrovano con il cerino in mano nei confronti sia dell'opposizione che della maggioranza.

L'UDC va lasciata morire di morte naturale. E qual'è la morte naturale per un democristiano? L'AUTOCOMBUSTIONE.

Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 13:47 | link | commenti (19)
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PROPORZIONALE DUE

come la vede Sorvy sulla riforma elettorale neo-proporzionalista?

In modo molto simile a come la vede Andrea Marcenaro:

ANDREA'S VERSION - COPYCAT n. 96

In questi tempi di organismi geneticamente modificati, tocca vedere dei tipi veramente strambi. Gira, per esempio, un omino con la boccuccia a culo di gallina che sforna pensate politiche. Si era fissato a un certo punto col proporzionale. Minacciava gli amici, i quali erano ben più grossi di lui, e quasi li ricattava dicendo loro che se non gli davano almeno il proporzionale, basta, li avrebbe fatti perdere. Non che quelli non sarebbero riusciti a perdere in proprio, intendiamoci bene, ma non avevano esattamente il proporzionale nel cuore. Come peraltro la maggioranza dei semplici cittadini. L’omino con la boccuccia a culo di gallina però insisteva, insisteva, insisteva al punto che gli amici lo accontentarono. Scoppiò un putiferio. L’omino si spaventò. Era umano. Solo che, invece che spaventarsi e basta, egli alzò in alto il ditino, si fece bello con quelli del putiferio e tentò di far intendere loro che lui era come sempre il più disponibile, e che qui, e che là, e che anzi. Sarà stato per via degli ogm. Ma l’omino, il quale già aveva la boccuccia a culo di gallina, assunse in quell’istante le sembianze dello stronzo.

(Andrea Marcenaro del 15.09.2005)

postato da: ilfaro alle ore 13:11 | link | commenti
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PROPORZIONALE UNO

come la vede Sorvy sulla riforma elettorale neo-proporzionalista?

Esattamente come Camillo:
"Camillo è iper maggioritario, considera l'attuale legge una iattura e crede che l'unica riforma possibile sia l'abolizione della quota proporzionale e il ritocco della Costituzione in funzione maggioritaria. Detto questo, la mossa del Cav. mi pare geniale. Non sono d'accordo, ma è intelligente (non per uno statista, ma per il Cav). La critica secondo cui la legge elettorale non va fatta prima delle elezioni non sta in piedi (è ovvio che va fatta prima; dopo non ha senso anche perché sarebbe necessario rivotare, tanto che il cambiamento della legge elettorale costituisce per la dottrina uno dei tre motivi di scioglimento delle Camera). Fantastico assistere all'imbarazzo dei maggioritari nel Polo e dei proporzionalisti dell'Ulivo. Il paradosso è che con l'attuale semi-maggioritario (un sistema che favorisce la governabilità rispetto alla rappresentanza) abbiamo seimila partitini, mentre col possibile nuovo proporzionale (un sistema che garantisce la rappresentanza) non ci sarebbero più i pecorari scani, i mastella, i di pietro, i comunisti unitari, i comunisti italiani, i socialisti, forse neanche la lega né l'orribile Udc.
E di per sé il Paese non ne soffrirebbe."

Con un'aggiunta: se si potesse fare un proporzionale con lo sbarramento del 10% allora Sorvy sarebbe il primo proporzionalista d'Italia cioè un vero bipolarista, antiribaltonista e antidemocristianista.

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martedì, 13 settembre 2005

ANDREA'S VERSION - COPYCAT n. 95

Abbiamo acceso la televisione. Era domenica 11 settembre, giorno della tradizionale marcia della pace che si svolge nella nostra bella Italia. La famosa Perugia-Assisi. La Rete tre trasmetteva in diretta l’evento, con la gran folla dei partecipanti. Quanti partecipanti? La cifra era precisa: 200 mila. Tanti. Il giorno dopo, i giornali. Prima il Corriere della Sera: “Su Assisi si scatena d’improvviso un nubifragio. 200 mila in fuga”. Allora, 200 mila. Poi, Repubblica. Con Fassino che mangia dai frati, la lotta alla povertà, lo striscione “No justice, no peace”, finché si arriva al punto: “Il popolo arcobaleno si inerpica come un’ondata in piena – oltre 200 mila secondo gli organizzatori – fino alla Rocca di Assisi”. Confermati i 200 mila. La Stampa di Torino, il Tirreno di Livorno, il Secolo XIX di Genova, ma facciamola corta, confermavano tutti. Quand’ecco che capita tra i piedi il Messaggero e il Messaggero scrive: “200 mila per gli organizzatori, poco più di 5 mila nelle un po’ stitiche statistiche della Polizia”. 5 mila? Ohibò, la cosa allora è grave: viviamo forse in un paese dove la polizia è un po’ stitica e l’informazione indipendente ha la diarrea?

Andrea Marcenaro (IL FOGLIO del 13/09/2005)

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domenica, 11 settembre 2005

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venerdì, 09 settembre 2005

CERTI COMMENTI ...

NON POSSONO RESTARE NEI COMMENTI:

Sorvy, comunista per un giorno!

bourbaki :

Zappa, in america esistono se non sbaglio almeno 2 partiti che si dichiarano comunisti, e hanno presentato anche i loro candidati alle presidenziali. Il fatto che siano pochi e non se li fili nessuno dipende solo dal fatto che gli stati uniti sono un paese di salda democrazia, e certe idee sballate non attecchiscono.

zappa:

sì certo il motivo è questo. non 50 anni di insegnamento dell'odio nei confronti dei comunisti... ricordo che fino al 1990 chi aveva un tessera del partito comunista neanche poteva andare negli usa... grande democrazia... mmmhhh....

unospillo:

dal paese della fasulla libertà, e della radicata ipocrisia per fortuna che giunge Aroon che armato di una trave ripulisce il mondo dalle pagliuzze. aug...

Sorvy:

certo, tutti scappano dall'America, sono anni che chi può scappa dagli USA... è un inferno quel paese.
Per decenni rifugiati americani andavano in Russia, I texani facevano di tutto per scappare verso il Messico. Ma anche oggi c'è chi corre verso paradisi Comunisti come il Nord Korea, tantissimi vanno in Cina, ci sono i Boat People americani che corrono a Cuba da Fidel, molti muoiono affogati o mangiati dai pescecani pur di non tornare in America, da quel dittatore di Bush, cercano protezione e libertà sotto il comandante democratico dell'isola comunista. Conosco americani che pur di fuggire dalla dittatura di Bush o da quella di Clinton, di Reagan o di Jmmy Carter sono andati perfino in Afganistan ai tempi dei Talebani, andavano in massa verso l'Iran, chi poteva andava nella liberissima e democraticissima nazione di Saddam, l'Iraq. Si parlava appunto di "sogno Iracheno", nessuno avrebbe mai pronunziato al mondo il termine di "sogno americano".
I pochi fortunati che raggiungevano la libertà in Unione Sovietica parlava di libertà che in America non sarebbero potute neanche immaginare. Cosa sono infatti le ingannevoli libertà di parola, di stampa, libertà di fese, libertà di opinione, libertà economiche e libertà di libera proprietà a confronto con le libertà "COMUNISTE" ? NULLA ... infatti gli americani fuggivano, fuggivano in massa verso i paesi comunisti.
Eppoi come non vedere quanti americani che vengono in Italia rimangono così affascinati dal nostro moderno sistema politico e dalla nostra democrazia che chiedono subito ASILO POLITICO ...
Loro se lo sognano uno statista come Pecoraro Scanio o un comunista come Cossutta. Ne rimangono così affscinati che chiedono di avere la tessera del P.d.C.I. in ricordo di ciò a cui loro più manca.
Invece, quanto odio verso i comunisti hanno inculcato ai loro cittadini in America, quei vigliacchi ... hanno perfino lottato un guerra fredda durata decenni contro la Gloriosa Unione delle Repubbliche Sovietiche, osavano cincischiare di decine e decine di Gulag, si sono inventati personaggi (sicuramente pagati dalla CIA) come Solzenicjin, hanno lasciato credere che oltre cortina non vi fosse nè libertà, nè democrazia, nè benessere.
Poi è caduto il muro di Berlino e abbiamo invece visto la verità: migliaia, anzi no, milioni di cittadini dell'Ovest andare verso l'Est. Tantissimi Tedeschi, Francesi, Italiani correvano verso Est in cerca della libertà e della democrazia che per decenni l'Occidente e l'America aveva loro negato. In Puglia partivano le navi verso la ricca, prosperosa e moderna Albania, dove il Comunismo aveva creato un piccolo paradiso terrestre. Anche la Yugoslavia non se la passava male sotto Tito. O la Cecoslovacchia, L'Ungheria, la Romania, L'Ucrania ...
Delle nazioni che sotto il Comunismo avevano creato progresso, cultura, cinema, industria, ricchezza, benessere.
Mentre in America e nel resto dell'Occidente soffrivamo della mancanza di governi Comunisti. Eravamo così ignari di ciò che il Comunismo può crerare in termini di libertà e di democrazia.
Grazie a Dio abbiamo ancora la Cina, la democraticissima e liberalissima Cuba e quel PARADISO TERRESTRE che risponde al Nome di Korea del Nord. Peccato che non ci lascino entrare a vedere quanto bene stanno i Koreani a dispetto dell'inimicizia e dell'anticomunismo americano....
VIVA IL COMUNISMO ABBASSO L'AMERICA!


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Ma le buone notizie

non vanno di moda in Italia...

Il Pil cresce in Italia (per il secondo trimestre di seguito) di più degli altri Paesi Europei. Vicini alla crescita degli Usa.

Nel secondo trimestre il pil e' aumentato dello 0,7% in Italia, dello 0,8% negli Stati Uniti, dello 0,5% nel Regno Unito, dello 0,3% in Giappone e dello 0,1% in Francia, mentre e' risultato stazionario in Germania. Nel complesso dei paesi dell'area euro la crescita congiunturale e' stata dello 0,3%.

Ma non glie lo dite a Fassino ... potrebbe rimanerci male.

by Sorvy

 

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Il Marine
By Shark

                                                                   

The Marine

We all came together,
                                Both young and old                                  
To fight for our freedom,
To stand and be bold.

In the midst of all evil,
We stand our ground
And we protect our country
From all terror around
.

Peace and not war,
Is what some people say.
But I'll give my life,
So you can live the American way.

I give you the right
To talk of your peace.
To stand in your groups,
and protest in our streets.

But still I fight on,
I don't b**ch, I don't whine.
I'm just one of the people
Who is doing your time.

I'm harder than nails,
Stronger than any machine.
I'm the immortal soldier,
I'M A U.S. MARINE!

So stand in my shoes,
And leave from your home.
Fight for the people who hate you,
With the protests they've shown.

Fight for the stranger,
Fight for the young.
So they all may have,
The greatest freedom you've won.

Fight for the sick,
Fight for the poor.
Fight for the cripple,
Who lives next door.

But when your time comes,
Do what I've done.
For if you stand up for freedom,
You'll stand when the fight's done.

 

23 Marzo, 2003

 Ciao papà,

Fammi un favore, intitola questa poesia “Il Marine” e inviala a tutti i contatti email che hai in rubrica. Anzi guarda lasciaci inclusa anche questa lettera. Voglio che giri e arrivi in tutti gli Stati Uniti; voglio che sia letta in ogni casa, che sia vista da tutti, che sia sentita da tutti i cuori. Quindi per favore puoi inviarla da parte mia? Lo farei io ma sono sulla USS SAIPAN e il tempo che abbiamo a disposizione per le email non è lunghissimo. Sai una cosa, papà? Mi chiedevo sempre come sarebbe stato comprendere fino in fondo le parole di John Fitzgerald Kennedy nel suo discorso inaugurale.

 

“Nella lunga storia del mondo, solo a poche generazioni è stato garantito il ruolo di difendere la libertà nel momento di massimo pericolo. Io non  fuggo questa responsabilità. Io la accolgo”

 

Beh, adesso l’ho capito. E la accolgo davvero. Papà. Accolgo l’opportunità di fare quello che faccio. Anche se ho lasciato a casa una bellissima moglie, e anche se mi perderò la nascita del nostro primo figlio. Io prenderei questa decisione  altre settanta volte per combattere per il posto che Dio ha creato perché fosse la mia casa. Vi voglio bene e mi mancate tutti moltissimo. Vorrei essere lì quando Sandi avrà il bambino, ma dille che la amo, e che a Dio piacendo tornerò a casa presto.

Semper Fi.

 

Aaron.

 

[2]Diversamente da alcuni comunisti nel nostro Paese, io amo la terra in cui vivo, e tutte le libertà che mi sono state date. Io gioisco del fatto che noi viviamo in pace in un luogo dove possiamo avere la nostra religione, recitare le nostre preghiere, o scegliere di non farlo, e, a prescindere dalle tue preferenze, non sarai perseguitato dal tuo governo; non sarai fucilato, né impiccato, né umiliato pubblicamente per le opinioni che hai.

Infatti, è proprio quello che insegnano ai bambini a scuola. Vi rendete conto? La nostra Nazione insegna ai nostri bambini a pensare per conto proprio, e ad essere individui. Wow, è proprio una condizione orribile: libertà di fare ciò che vuoi entro i limiti della ragione, libertà di godere di qualsiasi tipo di istruzione o professione tu voglia. Sì, forse tutti quei dimostranti pacifisti hanno ragione: forse dovremmo smettere di batterci per questo dal momento che è così terribile.

SVEGLIA!! Tutto quello che avete vi è stato servito su un piatto d’argento. La maggior parte di voi non ha nemmeno pagato per averlo. Siete nati e Bang! Eccola qua, la tua libertà. Ma no, non io: non gli uomini che mi hanno preceduto né quelli che arriveranno. Molti sono morti; molti mariti hanno lasciato le loro mogli e le hanno rese vedove proprio per aver combattuto per quella bandiera. Molti padri hanno lasciato i loro bambini per sempre, proprio per fare in modo che quei bambini potessero crescere con la sicurezza di quella libertà che essi avevano conquistato per loro.

MOLTI GIOVANI UOMINI MUOIONO E MORIRANNO!! Pensateci: loro muoiono! Voi siete pronti a lasciare che qualcuno che non conoscete porti via la vostra vita, vi porti via, lontano da tutto quello che amate, da tutto quello che conoscete, per sempre…?

 

Caporale Aaron M. Gilbert
United States Marine Corps
USS Saipan, Golfo Persico
23 marzo 2003

Shark.

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giovedì, 08 settembre 2005

IL GIALLO DEL BIDONE GIALLO

Uno cerca di riflettere per capire quali possano essere state le motivazione che hanno portato ad una tale scelta di strategia comunicativa.
Effettivamente dopo i precedenti del pullman e del treno bisognava forse trovare un nuovo mezzo di locomozione (la nave era già stata usata da Berlusconi), per gli aerei non è periodo, e quindi si è optato per un bel camion con rimorchio.

Difficile però trovare un qualche appeal nell'idea di Tir. Il primo pensiero collegato a sì fatto mezzo corre sicuramente al film Duel di Steven Spielberg, cosa che capita spesso quando ci troviamo in autostrada accanto a questi bestioni. Un Tir, poi, è un mezzo su ruote ingombrante e inquinante, non può viaggiare il sabato e la domenica e non manovra nella stragrande maggioranza dei piccoli centri di cui è formata l'Italia. Insomma difficile trovare una tale summa di negatività in una sola idea.
Come raccontava Michele Serra a proposito del "nuovo che avanza", il primo pensiero che balza in mente all'idea del Tir di Prodi in arrivo è quella di farsi da parte per evitarlo.

Se per "far ripartire l'Italia" (come recita il pay off della campagna prodiana) devono usare l'immagine di un Tir, sono ridotti proprio male!

Chi sia stato il promoter che ha consigliato a Prodi una campagna elettorale così sconclusionata è un vero giallo. Una trovata così pessima non sarebbe mai stata accettata da Berlusconi che di immagine se ne intende un pò. Un giallo anche la scelta del colore del tir. Un giallo chi pagherà il carburante dell'ingombrante mezzo. Un giallo capire come possa in una qualche città nelle quali si fermerà riuscire a raggiungere il centro storico (viste le proporzioni e visti i divieti comunali a fare transitare i tir nei centri abitati). Un giallo anche capire come possano le troupe televisive inquadrare con efficacia un mezzo che ricorda più i venditori di panini alla porchetta nelle sagre paesane, con quel telone gommato alle spalle ed il tendone parapioggia sulla testa di Prodi. Sembra più la promozione di un vecchio film: Il giallo del bidone giallo. Eppoi quella scritta sul fianco: "per far ripartire l'Italia, sul serio" ... appunto cerchiamo di essere "seri"!

 

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mercoledì, 07 settembre 2005

VIA GLI ISLAMOFASCISTI DALL'ITALIA

MAGDI ALLAM sul Corriere della sera di oggi parla dell'Imam di Torino espulso ieri dall'Italia.

Vi riporto l'Inizio e la fine dell'articolo:

Bene ha fatto il ministro dell’Interno Pisanu ad allontanare uno dei più focosi e attivi apologeti della Guerra santa islamica e del terrorismo suicida in Palestina, Afghanistan, Iraq, Cecenia e Kashmir, nonché uno dei più spietati e cinici dispensatori di condanne di apostasia nei confronti dei musulmani che non condividono la sua interpretazione estremistica e terroristica dell’islam.
Attuando per la prima volta la nuova normativa in materia di anti- terrorismo, che ha raccolto il consenso dell'intero Parlamento, il ministro dell’Interno Pisanu ha salvaguardato l'interesse dell'insieme della collettività, italiana e musulmana.
 
(...)
 
Fino a ieri Bouchta ha detto e fatto tutto ciò pubblicamente e impunemente. Dobbiamo ringraziare Pisanu anche per l'onda lunga che il suo provvedimento provocherà, costringendo i musulmani, ma anche gli italiani ideologicamente collusi, a schierarsi in modo inequivocabile da una parte o dall'altra: o con lo Stato e la legge o con l'eversione e il terrorismo.
 
Magdi Allam
 
Invece i compagni del Manifesto (ci verrebbe da chiedere: "compagni di chi?" compagni degli islamofascisti, ahinoi...) si disperano per questa espulsione, si stracciono le vesti e gridano vendetta. In prima pagina sotto la foto gigante dell'Imam espulso campeggia il titolo: "CACCIA ALL'INFEDELE"  e più sotto si leggono queste righe:
 
"Anche il ministro Pisanu, da molti celebrato per la sua moderazione «democristiana», sembra ormai contagiato dalla sindrome paranoica Pera-Fallaci. Per sconfiggere il terrorismo internazionale è necessaria una lotta senza quartiere contro il mondo islamico. Occorre usare ogni possibile strumento di repressione e non andare troppo per il sottile quanto ai diritti delle persone. Si tratta di un'autentica allucinazione politica, sostanzialmente autolesionista, poiché chiude gli occhi di fronte alle motivazioni profonde del terrorismo e si produce in arroganti provocazioni e istigazioni all'odio e alla violenza. "
Sicchè sarebbe colpa nostra, colpa di Pisanu e colpa dell'arabo mussulmano moderato Magdi Allam se quelli si fanno terroristi. Siamo infatti noi, secondo il manifesto, gli "arroganti provocatori  e istigatori all'odio e alla violenza" Eccerto... mi pareva ammè!
postato da: ilfaro alle ore 18:35 | link | commenti (6)
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pensate che sia solo una vignetta? Nient'affatto. Provate a vedere quanti begli amici dei terroristi islamici ci sono in Italia.

Fra in "fiancheggiatori" pseudo-pacifisti dei terroristi islamofascisti vi sono anche dei nomi illustri:

Giorgio Bocca – Giornalista, "partigiano e storico della Resistenza" (?????) dopo il fascismo, durante il fascismo era fascista.

-Gianni Vattimo – Filosofo ed ex parlamentare europeo

-Giulio Girardi – Filosofo e teologo della liberazione

-Luigi Cortesi – Professore Università “l’Orientale”, Napoli

-Hamza Piccardo – Segretario nazionale UCOII

-Domenico Losurdo – Filosofo, Università di Urbino

-Katia Bellillo, parlamentare PdCI

-Falco Accame – ex Presidente della Commissione difesa della Camera dei deputati

-Franco Cardini – Istituto Studi Umanistici, Firenze

DA RICORDARSELI BENE QUESTI NOMI. Facciamo in modo che nessuno più scriva di loro: "antifascista".  

postato da: ilfaro alle ore 17:07 | link | commenti (31)
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Ne ho ordinati 5 (tre per i miei figli e 2 per quelli di Greg).

Sorvy

 

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martedì, 06 settembre 2005

John Roberts

NOMINATO A VITA CAPO DELLA CORTE SUPREMA DEGLI STATI UNITI.

Bush non poteva scegliere di meglio: è conservatore, è di destra ed  è cattolico.

Noi nel nostro piccolo, ma che dico piccolo ... nel nostro micro, dobbiamo accontentarci di Virginio Rognoni.

 

postato da: ilfaro alle ore 19:05 | link | commenti (13)
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Felicitazioni a Greg.

Il commentatore più "cattivo" e polemico del Sorvegliato è diventato padre per la seconda volta.

Gli mandiamo un abbraccio caloroso e ...

ci auguriamo che il pargolo "nun glie somigli pe nniente!" (sarà certamente bello come il sole e come la sua mamma).

 Sorvy, Shark ed Ercole

postato da: ilfaro alle ore 18:24 | link | commenti (11)
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Lo sciacallaggio mediatico continua

Così provocherà una svolta di destra

di Christian Rocca

postato da: ilfaro alle ore 16:47 | link | commenti (9)
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PERCHE' B16 HA INCONTRATO LA FALLACI:

PERCHE' "VIVIAMO UNA NUOVA STAGIONE FRA LAICI E CATTOLICI" E PERCHE' LA FALLACI "RAPPRESENTA UNA COSCIENZA CRITICA CHE IN QUESTO MOMENTO NON SI PUO' NON ASCOLTARE".

Queste alcune delle affermazioni che Il Vescovo Vicario di Roma (ossia il Vice di Ratzinger nella diocesi di Roma) nonchè Rettore dell'Università Lateranense (L'Università più importante della Chiesa Cattolica) Monsignor Rino Fisichella ha rilasciato in una intervista pubblicata oggi sul Corriere della Sera.

Il Sorvegliato in risposta ai numerosi commenti di scandalo generale, sdegno dei laicisti dogmatici  e di imbarazzo dei moralisti clericali (niente è più lontano dalla Chiesa Cattolica dei moralisti bacchettoni) riporta qui l'intervista di un Vescovo molto vicino, anche per motivi culturali oltre che di ruoli, a Benedetto XVI.

Vediamo cosa commenteranno ora i bacchettoni e le "animebbbuone" :

«Che il papa riceva Oriana Fallaci e parli con lei non dovrebbe stupire nessuno che non sia malintenzionato. Lei è un’interprete del nostro tempo, lancia un allarme su un pericolo che incombe e chiede di parlare al papa riservatamente, il papa accetta: è tutto qua! Certo che non è credente, ma ha riflettuto a lungo — come ha detto in un’intervista recente — sull’invito del cardinale Ratzinger ai non credenti perché si comportino "come se Dio esistesse". Un invito che ha definito "geniale"»: così il vescovo Rino Fisichella, rettore dell’Università Lateranense, commenta l'incontro di Oriana Fallaci con Benedetto XVI e le polemiche che ne sono venute.

Quell’incontro è apparso come una mossa politica...
«Esso invece è da collocare su un orizzonte culturale. Fa parte degli incontri con uomini e donne di cultura che il cardinale Ratzinger aveva sempre avuto e che Benedetto XVI continuerà ad avere. Incontri di vario tipo: dibattiti pubblici, come gli capitò di fare con Jürgen Habermas e Paolo Flores d’Arcais; pubblicazioni a quattro mani, come fu con il presidente Pera e incontri privati restati riservati, come doveva essere questo con la Fallaci».
Riservato perché comportava qualche imbarazzo?
«Nient’affatto. Riservato perché lei così aveva chiesto. Come nel caso degli altri intellettuali, è stata lei a sollecitare il colloquio. Lo desiderava moltissimo. Avvertiva un’affinità di vedute che voleva mettere alla prova. Aveva letto e sottolineato molti libri del teologo Ratzinger».
L’atea cristiana—come ama definirsi Oriana Fallaci — che si fa atea devota?
«Non amo questa espressione, che trovo impropria. Del resto l’aggettivo "devota" non si addice alla signora Fallaci. Sono atei intelligenti e rispettosi che hanno avvertito l’intelligenza degli scritti del cardinale Ratzinger».
Ma non sta diventando una moda, questa dell’ateo che dialoga con il papa?
«Viviamo una nuova stagione, tra laici e cattolici, che chiede incontri nuovi. Del resto la strada era stata aperta da Paolo VI che dialogava con diversi intellettuali, soprattutto francesi e da Giovanni Paolo II che ha ospitato a Castel Gandolfo interi simposi, con presenze non cristiane e che ha ricevuto giornalisti come Indro Montanelli, Piero Ostellino, Paolo Mieli ed Ezio Mauro».
Da che cosa è caratterizzata la nuova stagione?
«Da due urgenze: quella di una corretta lettura del momento storico e quella dei valori che è necessario recuperare. Chi avverte queste urgenze facilmente presta attenzione alla figura del nuovo papa, che con i suoi richiami alla ragione e all’identità dell’Occidente di fatto si offre come un punto di convergenza per mondi diversi».
La Fallaci era interessata, d’accordo. Mal’interesse del papa? L’animosità antiislamica della Fallaci non pone qualche problema?
«La Fallaci non è solo reazione all’Islam. È l’autrice di Lettera a un bambino mai natoe di Noi cannibali e i figli di Medea.Ma ovviamente c’è anche la questione islamica sul tappeto e chi la può negare? In questo come negli altri casi la sua analisi è una provocazione dell’intelligenza. Nel nuovo scenario mondiale non si pone soltanto il problema della solidarietà con gli immigrati».
Che cosa può aver detto al papa?
«Non c’ero e quindi non lo so. Magari lo dirà lei, se crede. Ma posso immaginare che abbia sollecitato l’interlocutore a proporre in pienezza la difesa della nostra fede e di ciò che essa è stata in grado di produrre nei secoli, anche in termini di arte, cultura, fondamenti della democrazia, attaccamento alla libertà».
E che cosa può aver detto il papa?
«Lo immagino in un atteggiamento di profonda attenzione verso una testimone del nostro tempo. L’intuizione che l’Occidente nutre "una specie di odio verso se stesso" — una frase del cardinale Ratzinger che è piaciuta alla Fallaci — in qualche modo accomuna queste due intelligenze libere ».
Ma i testimoni del tempo sono tanti...
«Io immagino che ognuno di loro possa legittimamente aspirare a incontrare il papa nella discrezione. Non è certo per colpa della signora Fallaci se si è saputo del suo colloquio del 27 agosto. Lei di certo rappresenta una coscienza critica che in questo momento non si può non ascoltare. I problemi esistono e occorre dialogare con tutti per risolverli. Il mondo è più ampio dell’Italia e la Fallaci è tra coloro che fanno conoscere l’Italia nel mondo».
Quali sviluppi avrà questo primo incontro?
«Esprimo il desiderio che Oriana Fallaci, geniale scrittrice e straordinaria giornalista, possa un giorno annoverare anche Benedetto XVI tra i grandi che ha intervistato ».

 

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lunedì, 05 settembre 2005

Cindy Sheehan e Katrina
By Shark.

- Chi è questa "Katrina" e perché sta rubando tutte le mie prime pagine? -

Shark.

postato da: ilfaro alle ore 17:26 | link | commenti (36)
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domenica, 04 settembre 2005

Perché dobbiamo stare in Iraq

Segnalo l'opinione di uno storico militare di Stanford.

Shark.

postato da: ilfaro alle ore 18:33 | link | commenti (6)
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sabato, 03 settembre 2005

Katrina, il terrorismo, Bush, e l'Europa

Qualcuno ha legittimamente espresso delusione per il fatto che il Sorvegliato Speciale non si sia diffusamente occupato delle vittime di New Orleans. I fatti sono questi: io, Shark, sono rimasto disgustato dalla reazione dei mezzi di comunicazione nostrani, dalle dichiarazioni tedesche, dalle interpretazioni dei cosiddetti intellettuali di sinistra, e così via. Esiste tutta una vastissima serie di articoli sui blog di Tocqueville (vedere per credere) che si dilungano sulla catastrofe in corso negli Stati Uniti. Si è anche sollevato l’interrogativo del se le vittime degli attentati siano più importanti delle vittime degli uragani, visto che parliamo spesso delle prime e non abbiamo dedicato nessun post alle seconde. Si avanza infine il dubbio: “non sarà mica perché Bush è sotto accusa per non avere fatto nulla e quindi voi siete imbarazzati?”.

Rispondo seccamente, per quel che mi riguarda, e se Sorvy vorrà integrerà con le sue opinioni:

  • Io provo il voltastomaco all’idea di controbattere a molti commenti che ho citato (voi sapete che opinione ho delle idee di Zucconi a.k.a. Zuckyoto). E se questo è il nostro dovere di blogger, esiste anche uno sconcerto che non tutti hanno il coraggio di sopportare ed esprimere. Molti altri blog nostri cugini ci sono riusciti, noi, finora, no.
  • Le vittime degli attentati non sono più “importanti” di quelle di un uragano, proprio come le vittime americane non sono più importanti delle vittime africane o asiatiche. La differenza che ci porta a parlare di qualcuno, ad accalorarci sopra, a discutere, ad indignarci, ad approfondire, ad esprimere ammirazione, o disprezzo, o solidarietà, sta qui: noi esprimiamo idee per cambiare la mentalità, e diffondere principi, e affermare valori. Le vittime del terrorismo, in tutto il mondo, non solo negli Stati Uniti, all’estero molte ma molte di più che negli Stati Uniti, rappresentano vittime innocenti della criminalità dell’uomo, di certe ideologie dell’odio che nascono e trovano sostegno in certi modi di pensare, come l’antiamericanismo, l’antioccidentalismo, il relativismo imbelle, il pacifismo strabico, l’ignoranza e il conformismo intellettuale. Queste storture noi crediamo di poter contribuire a cambiare, e ci proviamo. Inquadriamo le vittime irachene dei terroristi dicendo “Ecco, vedete chi colpisce il nostro nemico? Colpisce gli inermi deliberatamente, è contro la democrazia”. Inquadriamo le vittime di Londra dicendo “Vedete? I terroristi sono tra noi, rivedete il senso corrente del multiculturalismo europeo”. Inquadriamo le vittime di Istanbul e Beslan dicendo “Vedete? La guerra in Iraq non c’entra niente”. Ora, le moltissime vittime dell’uragano Katrina, le inquadriamo, e cosa diciamo? Vedete, quant’è potente la natura? Io non credo che il Protocollo di Kyoto sia efficace, e anche se lo fosse Katrina non dipende affatto, com’è stato dimostrato, dal surriscaldamento globale, ergo non possiamo puntare l’indice contro Bush, come non potevamo puntarlo contro i governi dello Sri Lanka e dell’Indonesia in occasione dello tsunami. Ecco come mai il Sorvegliato non affrontò la tragedia dello tsunami: quali idee avremmo potuto cambiare? Quali lezioni trarre, che non fossero quelle tecniche della prevenzione? Il Sorvegliato si è dilungato invece sul genocidio in Sudan e su altre situazioni, sulle vittime non americane, non occidentali. Laddove potessimo dimostrare l’inettitudine dell’Onu, o il falso moralismo degli ipocriti.
  • Noi imbarazzati per Bush? Quello che noi crediamo è che Bush non debba sentirsi imbarazzato per niente. Solo una mente distorta potrebbe accusare Washington di una catastrofe del genere. Ma era già stato fatto per lo tsunami, e per il sequestro Moro, e per Pearl Harbor, e per l’11 settembre, e per le scarpe di mia nonna che non si trovano più da anni, e per quel vaso di gerani rossi che cadde misteriosamente dal terrazzo e sfiorò lo zio Gino. Già, anche allora ci fu chi puntò il dito contro Washington. Ma il dubbio è presto risolto: noi crediamo che i soccorsi siano stati disposti in tempo, e che il purtroppo semplice motivo delle migliaia di vittime sia il fatto che un uragano dalla rotta imprevedibile e dalla forza improvvisa si sia scagliato contro una città molto grande e su coste basse, sull’immenso delta del più grosso fiume del continente e sui laghi circostanti, scatenando onde di nove metri. E’ a causa di questa immane tragedia naturale, inevitabile nei fatti, che così tanta gente è rimasta senza cibo e senza acqua. Le migliaia di morti sono state causate da un disastro naturale, e se i soccorsi non fossero stati disposti in tempo esse sarebbero state centinaia di migliaia. E’ proprio per questo che, quando parlo coi miei amici americani (uno di loro, nella Guardia Nazionale della Florida, è giunto proprio ora a New Orleans con l’incarico di proteggere gli ospedali da campo), la reazione alle critiche europee a Bush suona incomprensibile. Bush negli Stati Uniti non è affatto sotto accusa. Per cui nessun imbarazzo. Ancora, noi del Sorvegliato sappiamo che a causa dell’emergenza le carceri sono state evacuate, e ci sono quindi molti ladri e criminali in libertà. Questo può aiutare a capire un po’ di più la situazione delle rapine, degli stupri, dei furti. E' anche vero che molti, abituati a non lavorare e a ricevere sussidi dallo Stato, decidono di prendere gratis da altri ciò che non possono più ricevere gratis dalla previdenza sociale. Questo è un punto rilevato da molti osservatori conservatori, e spinge semmai ancora più verso le posizioni di Bush sui sussidi pubblici, in questo senso. I militari devono aprire il fuoco contro chi, ex detenuto o no, sotto minaccia, non abbandoni ciò che sta rubando, quando però ciò non siano vettovaglie. I militari non fermano e tantomeno aprono il fuoco contro chi prende cibo acqua e medicinali dai negozi. Anche la polizia locale ha dovuto forzare dei negozi per procurarsi cibo e acqua, figuriamoci. I militari sono là per aiutare la popolazione a difendersi dai criminali, e dove non l’hanno fatto prima di adesso è stato soltanto perché quelle zone risultavano irraggiungibili. In tutto il Paese è in atto una enorme mobilitazione dei privati. E non solo con soldi (200 milioni di dollari raccolti dai privati), ma anche con mezzi, imbarcazioni, pullman. Tre Stati, Louisiana, Mississippi e Alabama, più il Florida Panhandle, che si risolleveranno presto, grazie all’aiuto del resto del Paese. Mentre gli europei se la ridono.

Oggi il sublime Christian non si può perdere:

 

New Orleans è coperta d’acqua. Una buona parte della Louisiana e del Mississippi e dell’Alabama è in rovina. La più grande catastrofe naturale, totalmente naturale, della storia americana s’è portata via centinaia e centinaia di persone, forse di più. Gli sfollati, i senza tetto, i devastati e le vittime dell’uragano Katrina sono ancora in difficoltà. Chi senza casa, chi senza cibo, chi senza medicine, chi dipendente dalla gigantesca macchina di aiuti statale e federale. I danni sono incalcolabili, così come l’impatto sull’economia globale. E naturalmente non sono mancati gli sciacallaggi e i saccheggi e le violenze. Katrina non ci ha risparmiato quel caos tristemente noto ogni qualvolta una piccola o grande catastrofe si abbatte sulle nostre comunità. Un caos che sembrava inimmaginabile entro i confini della nazione più potente del mondo, non solo perché, come ha detto ieri George W. Bush, i risultati delle operazioni di soccorso “non sono accettabili”, ma per il solito “difetto di immaginazione” di politici e amministratori e burocrati che la Commissione sull’11 settembre nel suo rapporto sull’attacco alle torri gemelle aveva sancito nero su bianco. Stavolta nessuno credeva che l’impatto dell’uragano potesse essere così devastante, nessuno pensava che gli argini del Lago Pontchartrain potessero sbriciolarsi. E’ tutta qui la spiegazione della tragedia. Una tragedia che secondo gli esperti avrebbe potuto provocare centinaia di migliaia di morti, se i piani di evacuazione non fossero scattati per tempo. Solo che sono scattati in tempo.
Eppure sui giornali, specialmente su quelli italiani, spalleggiati dal sempre più inacidito New York Times e dalla galassia di blog radicali ed estremisti d’America, si è approfittato della tragedia per inscenare un disgustoso e ripugnante spettacolo di antibushismo, se non di antiamericanismo. Un fenomeno di sciacallaggio ideologico e di saccheggio intellettuale, pari a quello che in queste ore sta ulteriormente martoriando New Orleans, forse peggiore visto e considerato che non è motivato dallo stato di necessità ma da un micragnoso calcolo politico.
Gli articoli e i titoli dei giornali sono lì, a disposizione di tutti, con in neretto le solite firme dell’antiamericanismo made in Italy. E anche la più americana, la più informata e la più equilibrata di tutte, quella di Gianni Riotta, stona un altrimenti ottimo commento con la preoccupazione non preoccupante che gli Stati Uniti siano guidati da un presidente che divide. No, semplicemente sono guidati da un presidente che i compagnucci radical chic non accettano, non sopportano, non digeriscono. Che cosa abbia fatto Bush in questo caso per dividere, a parte leggere i giornali liberal che dividono mica male accusandolo di ogni empietà, non è dato saperlo. Anzi risulta che abbia arruolato Bill Clinton, piuttosto.
Per il FT, Bush era preparato. Così, mentre il compassato organo dell’establishment finanziario liberal, il Financial Times, titola a tutta pagina “Bush agisce per attenuare la crisi di Katrina” e all’interno spiega con precisione che “Bush era preparato ad affrontare l’uragano”, sulle gazzette nostrane (e americane liberal) si assiste a un carnevale di accuse alla Casa Bianca non solo e non tanto per le operazioni di prevenzione e di soccorso, ma addirittura di essere la causa prima, diretta e scatenante la forza distruttiva di Katrina. Le firme sono le solite: il fenomenale Zucconi detto Zuccopycat e d’ora in poi Zuckyoto, il neo-metereologo Ennio Caretto, il novello borghese Riccardo Barenghi, per restare soltanto ai grandi giornali. Repubblica ieri ha pubblicato anche due pagine di Howell Raines, il più disastroso direttore della storia del New York Times, solo pochi mesi fa costretto a ignominiose e scandalose dimissioni per aver coperto le truffe giornalistiche di un suo pupillo e per averle coperte con l’obiettivo ideologico di proteggere una legge totem per la sinistra liberal. Secondo Raines e i suoi discepoli italiani è tutta colpa di Bush. Senza di lui, non ci sarebbe stato nessun uragano. Senza di lui, Katrina avrebbe risparmiato New Orleans e gli argini del lago avrebbero certamente retto. Senza la sua sporca guerra in Iraq, in Louisiana tutto sarebbe filato liscio come l’olio. Bush non ha programmato nulla. Bush è in vacanza. Bush ha abbandonato il sud a se stesso. Bush ha inviato la Guardia nazionale in medio oriente. Bush ha trasformato l’America in Terzo mondo e, non contento, ogni giorno si adopera per far retrocedere anche l’Iraq. Il mantra dell’operazione mediatica italiota, come se davvero un battito d’ali a Roma potesse avere effetti a Washington, ripete che la tragedia provocata dall’uragano Katrina sia una vendetta, una rivincita della natura contro le politiche del presidente, di questo presidente.
 “I disastri”, nella splendida prosa immaginifica di Zucconi, sono sempre “cosiddetti naturali”, perché in realtà sono opera di Georgino e del suo spocchioso rifiuto di firmare il trattato di Kyoto. Georgino se l’è cercata e quindi l’America “non avrà bisogno dei nostri aiuti, di pacchi Onu e di beneficenza internazionale”. L’America “ha abbastanza soldi e mezzi” e infatti i giornali italiani non invitano a nessuna sottoscrizione, non pubblicano appelli, non organizzano collette per le vittime. Neanche un Sudoku di solidarietà. Neanche un soldo agli americani. Sono ricchi, che diamine. Sono carnefici e vittime delle loro stesse manipolazioni dell’ambiente. E, però, qualche riga più in là, con la stessa naturalezza e lo stesso cinismo, gli sciacalli intellettuali usano l’argomento opposto per andare, di nuovo, contro Bush: spiegano che i piani di evacuazione erano buoni soltanto per i ricchi e che le vittime sono i poveri disgraziati, i neri, i paria della società consumistica statunitense. Però, neanche un centesimo. Un blog americano di sinistra, tra i più autorevoli, ha invitato a non finanziare, a non aiutare, a non aprire il portafoglio per i cittadini della Louisiana, dell’Alabama e del Mississippi. Sono “red states”, Stati che hanno votato per George Bush: “Questi stronzetti ovviamente condividevano le politiche di Bush, quindi meritano di vivere le conseguenze del loro voto”. Non importa che il voto di New Orleans, come di quasi tutte le città, sia stato a favore di John Kerry, quello che importa è che “una parte di me – scrive il blogger Bradblog – crede che molti dei fan di George W. meritino di soffrire e di morire”. Ministri tedeschi, esperti britannici, estremisti islamici, mamme pacifiste e Michael Moore si sono uniti al coro del piove-governo-ladro. C’è chi ripete ogni due righe che il caos dei soccorsi e il disastro umanitario siano da addebitare alla guerra in Iraq, al fatto che Bush abbia inviato la Guardia nazionale nel pantano mediorientale. Ma non è vero: laggiù c’è meno di un terzo dei contingenti dei tre Stati coinvolti. Il resto era allertato e dislocato sul campo: 11 mila uomini prima che Katrina colpisse la costa, poi 21 mila, e 32 mila entro lunedì grazie all’esercito e alla marina.
C’è poi l’accusa di aver condotto politiche devastanti per l’ambiente, addirittura generatrici di uragani. Il no a Kyoto, innanzitutto. Ammesso che quel trattato serva a qualcosa, il no a Kyoto non è esclusiva bushiana. Ai tempi di Clinton, il Senato bocciò, con 98 voti a 0, un pacchetto di misure energetiche uguali a quelle previste da Kyoto. Cina e India non hanno firmato il trattato, mentre l’Europa kyotista si guarda bene dal rispettarne i termini. Il paradosso è che gli unici a seguire autonomamente i parametri di Kyoto sono le grandi multinazionali americane. Il surriscaldamento della terra, in ogni caso, non c’entra nulla con Katrina, come ha ammesso anche il New York Times.
Gli scienziati spiegano che il numero e la potenza degli uragani dipende dai ciclici e decennali cambiamenti di temperatura nell’oceano Atlantico. E’ sufficiente consultare il sito del National Hurricane Center per apprendere che oggi ci sono meno uragani, e meno potenti, rispetto agli anni 30, 40 e 50. Secondo l’Organizzazione mondiale meteorologica, un’Agenzia Onu, negli ultimi anni l’intensità degli uragani è diminuita. Sul Corriere, Ennio Caretto ha citato un esperto americano, il professor Kerry Emanuel, il quale avanza l’ipotesi che l’effetto serra c’entri, però s’è dimenticato di riportare la frase chiave del ragionamento di Emanuel e cioè che “ciò cui assistiamo nell’Atlantico è principalmente un cambiamento naturale”.
Il paradosso di questo sciacallaggio è che i santoni radical chic si sono trasformati nella versione integralista dei telepredicatori evangelici più conservatori. Quelli dicono che l’uragano è la punizione di Dio, ma almeno si basano sulle Scritture. Questi credono che Katrina sia la vendetta di un’intelligenza superiore nei confronti di chi rigetta Kyoto, ma con fede in Pecoraro Scanio.
    Christian Rocca

Shark.

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venerdì, 02 settembre 2005

LA SINISTRA? E' ANTIPATICA.

Le quattro (gravi) malattie della sinistra:
1 - l'ossessione della cornice (se lo fai tu è male ma se la stessa cosa la faccio io è bene)
2 - il politicamente corretto
3 - l'oscurità del messaggio
4 - la superiorità morale 
Queste 4 malattie rendono antipatica la sinistra.
 
Lo dice il sorvegliato? No lo dice un sociologo di sinistra che ha scritto un saggio in uscita nei prossimi giorni per la Longanesi. 
Si racconta che quando Dio creò il mondo concesse a ogni popolo due virtù perché potessero prosperare: fece gli svizzeri ordinati e rispettosi delle leggi, gli inglesi perseveranti e studiosi, i francesi colti e raffinati, gli spagnoli allegri e accoglienti, ma quando arrivò agli italiani disse: «Gli italiani siano intelligenti, onesti e di Forza Italia». All’angelo che gli faceva notare di averci assegnato tre virtù invece di due il Signore rispose: «È vero, però ogni persona non potrà averne più di due». Fu così che l’italiano che è di Forza Italia e onesto non può essere intelligente. Colui che è intelligente e di Forza Italia non può essere onesto e quello che è intelligente e onesto non può essere di Forza Italia. Questa feroce barzelletta politica che circola su Internet ci dice quanto forte e radicato sia il pregiudizio politico verso gli avversari non solo fra i dirigenti e gli intellettuali ma anche fra molti militanti della sinistra. E più di tante analisi sociologiche ci fa sentire il senso di supponenza morale verso l’elettorato che non pochi dispiaceri ha provocato agli avversari di Berlusconi e della Casa delle Libertà.Araccontarla è Luca Ricolfi nel suo nuovo e spietato saggio, Perché siamo antipatici. La sinistra e il senso comune, in uscita l’8 settembre da Longanesi.

Come si capisce dalla prima persona plurale del titolo, l’autore, docente di Metodologia della ricerca psicosociale all’Università di Torino, è dichiaratamente di sinistra, ma nonostante la recente affermazione alle regionali non dà per scontati i prossimi risultati. Le recenti competizioni politiche dimostrano che solo il 3 per cento del corpo elettorale passa da una parte all’altra: lo studioso è convinto che lo scongelamento dell’elettorato di destra sia più difficile a causa di un morbo sottile che accomuna militanti, intellettuali e politici di sinistra: l’antipatia. Una malattia all’apparenza meno devastante ai fini del consenso degli evidenti difetti della destra, dal conflitto di interessi del premier all’incapacità di esprimere una adeguata classe dirigente a livello nazionale e locale, ma più subdola e difficile da estirpare. Ricolfi ha individuato quattro agenti patogeni dai quali la sinistra dovrebbe liberarsi al più presto se vuole davvero tornare al governo. Il primo vizio, codificato da Luciano Gallino come «preferenza degli schemi secondari», è un’eredità della cultura marxista che per oltre un secolo si è esercitata ad addomesticare la realtà ai propri schemi. Oggi l’abuso degli «schemi secondari» si manifesta attraverso l’ossessione della cornice. L’intervento delle nostre truppe in Iraq è duramente criticato, ma «per Rutelli e Fassino un’eventuale vittoria di Kerry cambierebbe la cornice, e quindi il senso stesso della guerra». Alcune misure economiche del governo Berlusconi, come l’aumento delle pensioni minime o l’aumento della no tax area, sarebbero in perfetta sintonia con la politica di sinistra, che però le critica «perché non inserite in un quadro di crescita e di sviluppo».
Il secondo agente patogeno è la prevalenza del «politicamente corretto». (...) La sinistra è rimasta legata a una vecchia forma di linguaggio pubblico, o peggio continua a coltivare, con le eccezioni minoritarie dell’Italia dei valori, dei radicali e dei girotondini, il «linguaggio codificato» e poco chiaro della Prima Repubblica. È questa la terza malattia della sinistra: un’oscurità del messaggio che irrita non soltanto gli avversari ma spesso gli stessi elettori di sinistra.
Come esempi negativi Ricolfi cita le interviste in cui Rutelli e Fassino fecero il verso alle «tre I» del programma elettorale del 2001 di Berlusconi: I come Inglese, I come Informatica, I come Impresa. A queste tre parole, criticabili ma concrete, Rutelli rispose in un’intervista a Repubblica così: «Facciamo della qualità italiana una delle missioni fondamentali del Paese: le "tre I" di Italia, identità, innovazione». Commenta Ricolfi: «Qualcuno vorrà davvero credere che a una persona normale le "tre I" del centrosinistra possano far venire in mente qualcosa, dico qualcosa di concreto, che faccia capire che cosa un eventuale governo di centrosinistra farebbe?». E che dire delle «tre G» di Fassino? «G come Genti, G come Generi, G come Generazioni». Una «paralisi del significato che avvolge un po’ tutto, e per anni ha inibito persino la scelta di un nome per definire il centrosinistra»: si è passati da Progressisti a Ulivo, Uniti nell’Ulivo (Triciclo), Federazione dell’Ulivo (o Fed), Nuovo Ulivo, Grande Alleanza Democratica (o Gad), Alleanza, Unione per la Democrazia, infine Unione. L’oscurità del linguaggio è insieme un lusso e un vizio che nella Seconda Repubblica non è consentito. L’elettore in un sistema polarizzato vuol sapere quali programmi esprimono la destra e la sinistra.Ma quest’ultima, osserva Ricolfi, è incapace di rispondere a domande precise. Non certo per mancanza di preparazione dei leader, ma perché risposte precise scontenterebbero i «galli» dello schieramento: ciò che andrebbe bene a Mastella sarebbe bocciato da Bertinotti.
Ecco che oscurità e disprezzo per il senso comune servono non a confondere il nemico ma a circondare l'alleanza di una cortina fumogena, a non far allontanare gli amici. E veniamo alla quarta malattia, la più grave, il senso di superiorità morale. Alcuni leaderma anche molti intellettuali e militanti della sinistra sono davvero convinti di rappresentare la parte migliore del Paese e si pongono verso gli avversari, non solo Berlusconi, ma l’elettorato di destra, con un atteggiamento di supponenza che non aiuta certo a recuperare consensi. Anche qui l’autore non ha avuto difficoltà a trovare esempi. Anzi il suo punto di partenza è un articolo che Umberto Eco scrisse alla vigilia delle elezioni del 2001. Eco presentava il voto del 13 maggio come «un referendum morale» e poi si dilungava «in un’approfondita dissezione dell’Elettorato della Casa delle Libertà. Esso sarebbe stato suddiviso in due segmenti principali, Elettorato Motivato ed Elettorato Affascinato ». Da un lato dunque leghisti deliranti e imprenditori ricchi ed egoisti, quindi irrecuperabili, dall’altro persone ingannate, traviate e diseducate da decenni di televisione. Persone che probabilmente non hanno mai letto la Costituzione e non sanno cos’è l’Economist, ma che certo non amano essere trattati con sufficienza e guardano con diffidenza alla Missione del dotto, titolo di un saggio di Fichte del 1794 che lo stesso Eco ha di recente riportato all’attenzione del pubblico. Ricolfi invita dunque la sinistra a riflettere sui propri errori e a raccogliere la sfida lanciata da Berlusconi, che ha fatto della concretezza un’arma per il successo, anche se è spesso caduto in macroscopiche contraddizioni e ha mostrato di non conoscere la virtù dell’understatement morale. La sua chiarezza è un’arma a doppio taglio perché consente di contestargli facilmente gli errori e le promesse non mantenute. Ma la gente apprezza la sua vicinanza al senso comune e nello stesso modo apprezzerebbe un linguaggio chiaro della sinistra.
postato da: ilfaro alle ore 14:47 | link | commenti (25)
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Arthur Koestler (1905 - 1983)

A cent'anni dalla nascita di Arthur Koestler è stato pubblicato un bellissimo ritratto del famoso scrittore ungherese su Libero di oggi a firma di Martino Cervo.

Grazie Martino per avermi fatto scoprire uno dei più grandi miti del '900. Grazie per tutte le letture che mi hai consigliato.

Sorvy

 

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giovedì, 01 settembre 2005

Son turnèt!

Cari amici vicini e lontani, bentornati. Sì cioè sono io che sono tornato. Dopo un mese di agosto trascorso sulle spiagge della Sardegna () e delle Marche (), sulla tesi di laurea sul potere politico degli ebrei negli Stati Uniti (), e  sulla rabbia per non essere potuto andare al Meeting di CL, probabilmente da adesso in poi sarò più presente presso i vostri teleschermi [come vedete sono spiritoso stasera, ma il country di John Hamilton IV mi fa sempre questo effetto]. Di sicuro ho notato che Sorvy non vi ha fatto mancare la sua puntuale recensione di ogni più importante incontro di Rimini, e mi roderò dall'invidia per il resto dei miei giorni per l'autografo di Giuliano sul Foglio. Morirò ubriaco e solo in un motel di Topeka a causa di questo fatto.
Mah, certo, questi ciellini. Ti fanno crescere con la convinzione che questi siano una sorta di oscura setta, un groppuscolo di integralisti dediti ai più segreti rituali religiosi e poi di botto ne incontri uno, poi un altro e ti rendi conto che sono persone come te, anzi più felici, persone che sanno addirittura pensare, che sono laiche, equilibrate. E tu che pensavi tutte quelle cose, cosa vuoi, ci rimani male.
Non ho seguito molto gli avvenimenti di queste ultime settimane, come la furia di Katrina sul Dixieland, dove pare che essa abbia causato migliaia di morti, e dove la città del Mardi Gras è stata completamente allagata e distrutta. Gli Stati Uniti non stanno offrendo sempre belle immagini al mondo, episodi di sciacallaggio, violenze, anche se sembra che queste siano scoppiate dopo alcuni giorni di difficoltà dovute ad una gestione disastrosa della situazione. Le belle anime nostrane avranno indicato ai loro nipotini la televisione e sottolineato, davanti alle tavole imbandite, quanto "sono violenti e incivili gli americani ", mentre sussurravano a se stessi "(vabbè, c'è da dire che quelli sono anche tutti negri)". 
Ho visto
 i terribili fatti di Baghdad, dove i terroristi hanno voluto che mille persone morissero, altrimenti detto: i terroristi hanno ucciso mille persone. La situazione in Iraq, tuttavia, sta migliorando a vista d'occhio, sotto tutti i punti di vista. Questo è quello che mi risulta dai racconti dei militari, dalle corrispondenze dei bloggers iracheni, dagli sviluppi politici recenti, da opinioni come quella di Allam: "[...]Questa strage, proprio nella sua assoluta brutalità, conferma l'isolamento nel quale sono sempre più relegati i terroristi islamici. Qui in Italia e altrove rendiamoci finalmente conto che coloro che massacrano indiscriminatamente i civili sono terroristi aggressivi, non «resistenti» reattivi. Non sono il prodotto di una guerra di occupazione «ingiusta», all'opposto sono i nemici del popolo iracheno che nella sua maggioranza è stato ben lieto di essersi liberato della dittatura e crede sempre più nella libertà e nella democrazia. Il partito dei catastrofisti si rassegni: saranno travolti, insieme ai terroristi, dalla determinazione del popolo iracheno [...]".  I mezzi di comunicazioni non ci mostrano la straordinaria normalità (oh quale straordinario ossimoro) della situazione irachena, le migliaia di studenti che frequentano le scuole e le università, gli ospedali che stanno lentamente, ma efficacemente, riprendendo a lavorare, la presenza delle truppe verso cui non si è mai sviluppata una condizione di rigetto e di ostilità da parte della popolazione civile, ma solo dai terroristi. Decine e decine di giornali che scrivono liberamente e la fine del terrore istituzionalizzato di Stato sono la prova che questa guerra ha valso la pena di essere combattuta. I neocon non hanno mai nascosto, e Bush non ha mai nascosto, che creare le condizioni per la democrazia fosse uno degli obiettivi dell'intervento, convinzione questa saldamente radicata presso i nuovi conservatori di Washington. Nessuno di loro ha mai pensato che gli arabi non fossero capaci di gestire la democrazia, o che essa fosse un valore relativo all'Occidente, o che non fosse esportabile. La democrazia è invece per noi un valore assoluto, per il quale vale la pena di sacrificare la propria vita e le proprie risorse, nella convinzione che dalla democrazia sgorghi la libertà, e, da essa, e solo da essa, la pace per l'uomo.  
A questo proposito ho pensato di tradurvi liberamente un articolo di Jim Forsyth che ho trovato su un sito d'informazione di San Antonio in Texas. Parla di Cindy Sheehan (sulla quale è meglio che non mi pronunci). A presto.

Il razzismo del movimento pacifista 

 "Come la maggior parte dei giornalisti texani, anch’io ho fatto un pellegrinaggio per intervistare Cindy Sheehan e i suoi compari anti-guerra parcheggiati di fronte a Crawford. Uno di quei cartelli fatti apposta per la Tv e mostrati alle spalle di Cindy quando c’ero anch’io mi ha dato particolarmente fastidio. “Iraq” diceva il cartello tenuto alto da due prosperose bianche “E’ la traduzione araba di Viet Nam”. Tenendo quel cartello, presumo che esse favorissero l’idea che la guerra in Iraq finisse come quella del Viet Nam. Presumo anche che essi non si opporrebbero allo stesso destino per il popolo iracheno che toccò ai vietnamiti e ai cambogiani dopo la fine del coinvolgimento americano laggiù, destino che viene annoverato tra i più terribili nei dolorosi annali del XX secolo. Ma nel 1975 ci veniva detto da parte dal popolo della pace che dopotutto quelli erano soltanto asiatici, che probabilmente non avrebbero potuto capire la democrazia in ogni caso, e che [i pacifisti] sapevano che questa non avrebbe funzionato per ‘loro’. E’ triste vedere lo stesso atteggiamento ripetuto oggi, che non vale la pena sacrificare la vita di uomini come Casey Sheehan per dare libertà e democrazia a ‘quella gente’. In questo caso dei musulmani arabi dalla pelle scura. Anche se vi siete bevuti tutto quello che dicono i pacifisti fino all’ultima goccia, anche se pensate che il Presidente Bush sia stato obbligato dai capi della Halliburton ad iniziare la guerra in Iraq, e che egli abbia mentito intenzionalmente agli Americani sull’esistenza delle armi di distruzione di massa, la realtà nuda e semplice è che oggi c’è in modo evidente più libertà per il popolo iracheno e per quello afghano, circa 50 milioni di musulmani arabi dalla pelle scura. Sì, ci sono ritardi ed indugi sulla stesura di una Costituzione irachena, ma prima dell’aprile del 2003 macchinari di tortura in metallo che facevano a pezzi la gente e camere destinate agli stupri attendevano qualsiasi iracheno che osasse sussurrare la parola ‘Costituzione’. Sì, una guerriglia brutale continua a minacciare gli iracheni, una guerriglia che ha ucciso 25 mila iracheni in due anni e mezzo. Ma Saddam Hussein, perfino secondo le stime più prudenti, ha macellato un milione e mezzo di iracheni nei suoi 25 anni al potere (senza contare il milione che morì nella guerra che lui lanciò contro l’Iran). Così Saddam e i suoi scagnozzi hanno ucciso una media di 60 mila persone all’anno, mentre la guerriglia ne ha ucciso 25 mila in due anni e mezzo. Nonostante tutto il trambusto sulla guerriglia, l’aritmetica del diavolo indicherebbe che la vita per un iracheno medio è più sicura oggi di quanto lo fosse sotto Saddam. Ma sono soltanto musulmani dalla pelle scura, perciò non meritevoli dell’attenzione dell’America, per non parlare del suo sacrificio.
Il Presidente Bush è in realtà il più grande liberatore di musulmani della storia, considerando che non c’erano 50 milioni di persone in tutto il Medio Oriente quando Saladino ricacciò indietro le orde dei Crociati. Ma per gli attivisti contro la guerra, portare libertà dalla schiavitù e opportunità di democrazia e di benessere a della gente con la pelle scura è qualcosa per cui non vale la pena di sacrificare dei bianchi americani. Menomale che Cindy Sheehan non era lì intorno quando Lincoln stava redigendo la Proclamazione di Emancipazione.
Da poco ho guardato il magnifico film di Don Cheadle “Hotel Ruanda”, con un gruppo di amici, tutti democratici anti- Bush certificati. A film finito, il mormorìo generale nella stanza era “Perché l’America non ha fatto qualcosa?!” per fermare la strage del Ruanda.
Se Cindy Sheehan potesse averla vinta, e Bush fosse ‘sottoposto ad impeachment e processato per crimini di guerra’, per le sue guerre in Iraq e Afghanistan, come chiede lei, i veri perdenti sarebbero i futuri cittadini del Ruanda, e degli altri posti dove brutali dittatori avranno mano libera di massacrare tantissime persone, con la tranquillità che i leader americani avrebbero un prezzo politico troppo alto da pagare per intervenire e ‘fare qualcosa’. E non credo che molti di quei posti sarebbero popolati da bianchi caucasici" [By Jim Forsyth, News Radio 1200 WOAI] .

Shark.

P.S.: Ho aggiunto un link sotto la G => Giuppy, andate a darci un'occhiata.

postato da: ilfaro alle ore 23:17 | link | commenti (3)
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per non dimenticare

Un anno fa a Beslan 330 persone,

in grande maggioranza bambini

furono crudelmente assassinati

 dopo essere stati sequestrati,

lasciati nudi,

senza acqua e senza cibo

dagli islamofascisti.

Non dimenticheremo la barbarie dei nazisti islamici,

e non cederemo alla paura ed al ricatto

finchè il fascismo islamico non verrà sconfitto.

postato da: ilfaro alle ore 18:01 | link | commenti (5)
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UNA REGIA DIABOLICA

DIETRO LA STRAGE DI BAGDAD

di Magdi Allam (Corriere della Sera di oggi)

il più grave attentato terroristico della Storia che ha visto la gran parte delle vittime soccombere non per gli effetti dell’attentato ma per il panico prodotto dalla paura che esso potesse verificarsi. La strage di circa un migliaio di sciiti in Iraq è frutto di una diabolica regia di Al Qaeda che ha impiegato pochi colpi di mortaio, cibo avvelenato e provocatori di professione. Èuna strage che conferma come nella fenomenologia del terrorismo la devastazione psicologica abbia maggior peso della capacità di uccidere.

Una carneficina consumatasi in un clima surriscaldato e avvelenato dalla fede e dall’euforia per il «martirio», quello venerato dagli sciiti per i loro imam «martiri », quello praticato dai sunniti wahabiti che avendo condannato di eresia gli sciiti considerano legittimo il loro massacro. La realtà dimostra che il 90% dei terroristi suicidi in Iraq sono stranieri e di essi il 55% sono sauditi wahabiti. Si tratta di uno spietato regolamento di conti esploso dai primordi dell'islam tra fazioni che si rinnegano e si combattono pur facendo riferimento allo stesso Dio e allo stesso profeta Mohammad (Maometto). Ed è del tutto evidente la preminenza della dimensione politica in questo mattatoio umano dove ci si scanna per imporre il proprio «vero islam».
Questo terrorismo mira indubbiamente a destabilizzare il difficile fronte interno, sabotare il neonato processo di democratizzazione, far esplodere la guerra civile tra le molteplici etnie e confessioni che condividono l'identità nazionale irachena. Ebbene bisogna nuovamente dar atto ai dirigenti religiosi e politici sciiti di possedere un alto senso dello Stato e una profonda maturità politica nella loro determinazione a non prestarsi alla facile sollecitazione della vendetta, a non cadere nella trappola insita nell’odiosa trama del terrore che vorrebbe far appunto scatenare lo scontro interno tra sciiti e sunniti.
Dalla caduta del regime tirannico di Saddam Hussein, di cui gli sciiti insieme ai curdi sono stati le vittime predilette, i terroristi suicidi di Al Qaeda si sono fatti esplodere contro le principali moschee sciite a Najaf, Karbala e Kadhimiya, mietendo centinaia di vittime. Eppure il grande ayatollah Ali al-Sistani ha sempre chiesto che non si compissero rappresaglie contro i sunniti, nella consapevolezza che ciò consegnerebbe l'Iraq ai fomentatori dell'odio e della violenza.
Anche ieri il capo del governo, lo sciita Ibrahim al-Jaafari, ha messo in guardia dall'assecondare «il tentativo di sedizione pianificato dai predicatori dell' ingiustizia nel sangue». Detto ciò questa strage, proprio nella sua assoluta brutalità, conferma l'isolamento nel quale sono sempre più relegati i terroristi islamici.
Qui in Italia e altrove rendiamoci finalmente conto che coloro che massacrano indiscriminatamente i civili sono terroristi aggressivi, non «resistenti» reattivi. Non sono il prodotto di una guerra di occupazione «ingiusta», all'opposto sono i nemici del popolo iracheno che nella sua maggioranza è stato ben lieto di essersi liberato della dittatura e crede sempre più nella libertà e nella democrazia. Il partito dei catastrofisti si rassegni: saranno travolti, insieme ai terroristi, dalla determinazione del popolo iracheno.
Che si è dato la Costituzione più liberale e democratica del mondo arabo. Che è riuscito a rendere appetibile la partecipazione al voto ai sunniti per il referendum del 15 ottobre, dopo il boicottaggio delle legislative lo scorso 30 gennaio. E ora la speranza è che nel segreto dell'urna anche i sunniti riescano a emanciparsi dalla paura del terrorismo che ha messo radici sul loro territorio. Le questioni aperte sulla ripartizione dei proventi petroliferi e sul federalismo risulteranno più facilmente risolvibili quando verrà meno la minaccia terroristica. Che è il vero problema urgente dell'Iraq e del resto del mondo. Ecco perché i morti di Bagdad ci riguardano assai da vicino.
postato da: ilfaro alle ore 10:49 | link | commenti (12)
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