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"idiota e lurido Kant - se Dio non c'è tutto è permesso. Basta con la morale. Solo la carità è rispettabile. Cristo e Dostojevskij, tutto il resto sono balle" C.Pavese

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sabato, 29 ottobre 2005

Alla fine è sempre colpa dell'America
By Shark.

Da Panorama del 12 settembre scorso (Paolo Guzzanti, senatore di Forza Italia):

Per Eugenio Scalfari quello Usa è un impero che perpetra errori e orrori. Dimentica però di che cosa è stata capace l'Unione Sovietica.

 

Il ciclone Katrina ha riaperto l'eterna questione americana ed Eugenio Scalfari è intervenuto sulla Repubblica per illustrare la tesi secondo cui gli Stati Uniti, essendo un impero, non possono che perpetrare errori e orrori degli imperi del passato. Teoria suggestiva.
Ma noi possiamo testimoniare che da 15 anni l'America non discute d'altro sulle sue raffinate riviste, nei circoli intellettuali, sui libri, che questo tema: siamo davvero condannati a trasformarci in un impero per colpa dell'Europa che scarica su di noi le sue responsabilità?

Guardiamo le cifre. Gli abitanti dell'Unione Europea sono oggi 445,6 milioni contro i 290,8 degli Stati Uniti. Il prodotto interno lordo vede gli Usa in testa: 11 mila miliardi di dollari contro i 10 mila dell'Europa. Vecchio continente e Stati Uniti dunque se la battono. Ma ciò che fa dell'America una potenza unica e apparentemente imperiale sono la spesa militare, la ricerca tecnologica, la capacità di produrre cultura.

Questi fattori dipendono soltanto dal differente modo di produrre e spendere ricchezza: se l'Europa volesse, non avrebbe che da fare scelte conseguenti per sollevare gli Usa dai rischi imperiali e non sentirsi soverchiata. Quanto all'imperialismo nella storia, vorrei ricordare a Scalfari che gli Stati Uniti sono l'unica potenza che non ha mai voluto un suo impero anche se fu tentata di incamerare l'ex colonia spagnola delle Filippine. Donald Rumsfeld il 27 febbraio 2003 ha detto alla tv Al-Jazeera: «Noi non ce ne andiamo in giro rapinando proprietà, risorse e petrolio altrui, come faceva l'Unione Sovietica».

Inoltre gli Stati Uniti nel corso di un secolo hanno distrutto o contribuito a distruggere tutti i veri imperi: lo spagnolo, l'austro-ungarico, il tedesco, l'italiano, il giapponese, e minarono alle basi quello britannico con le clausole imposte da Franklin D. Roosevelt a Winston Churchill per i finanziamenti durante la Seconda guerra mondiale. Scalfari usa dunque un argomento sillogistico e per applicare poi la logica alla storia elenca quelli che a suo parere sono stati imperi e imperatori meritevoli di menzione.

Ed ecco sfilare nella sua elegante prosa Cesare e Napoleone, Filippo di Spagna e la Compagnia delle Indie, olandesi e portoghesi, francesi, belgi e tedeschi, senza trascurare l'Impero ottomano e la dominazione russa su Caucaso e Asia centrale, gli Asburgo e un ricordo della Roma imperiale.
Vasto elenco, ma con una voragine: manca proprio l'impero sovietico in Europa, tragico esempio di sfruttamento, soggezione militare, repressione della democrazia (Berlino, Budapest, Praga…).

Una svista? Improbabile: Scalfari non trascura nel suo elenco l'imperialismo russo (non sovietico) ma lo limita al Caucaso e all'Asia centrale. Dunque non si tratta di un lapsus historiae. Allora, cos'altro? Proviamo ad azzardare. Scalfari ha sempre condiviso con gli intellettuali francesi un naturale fastidio nei confronti degli americani. Di conseguenza, un po' come Charles De Gaulle, ha sempre coltivato una certa indulgenza, eccessi imbarazzanti a parte, per «l'impero del male».

Anzi, si può dire che fosse un tifoso se è vero che nel 1959, solo tre anni dopo la mattanza sovietica degli operai e degli studenti a Budapest, Scalfari scriveva sull'Espresso: «La Russia ha già vinto la grande sfida… nel 1965 le distanze fra i due massimi contendenti saranno ridotte al minimo e in alcuni fattori essenziali saranno scomparse.

Nel 1972 l'Urss sarà addirittura passata in testa non soltanto come potenza industriale, ma anche come livello di vita medio della sua popolazione». E aggiungeva: «Tutti i vecchi luoghi comuni della maggiore efficienza dell'iniziativa privata e dell'enorme sperpero di ricchezze che inevitabilmente si accompagna al collettivismo, cadono come castelli di carta di fronte ai risultati raggiunti in quarant'anni dall'economia sovietica».
Per quel che sappiamo, «l'enorme sperpero» consisteva già allora in un numero di morti e di prigionieri nei gulag che secondo gli storici russi non è inferiore a 20 e forse supera gli 80 milioni di civili scomparsi, guerra esclusa.

Ma questo accadeva 46 anni fa. Sarebbe interessante sapere perché oggi il grande giornalista non includa l'Urss fra gli imperi più immorali, sfruttatori e sanguinari della storia. E perché l'Europa preferisca oggi come ieri scaricare le proprie responsabilità su una nazione che ha sempre rifiutato un proprio impero e ha anzi distrutto con le armi e con la cultura gli imperi degli altri.


Shark

postato da: ilfaro alle ore 17:56 | link | commenti (2)
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venerdì, 28 ottobre 2005

... eppure c'è un silenzio assordante

«Israele da cancellare», il mondo s'indigna

La Chiesa condanna l'Iran su Israele

sento che manca una voce ... sento che qualcuno sta zitto ... sento un silenzio assordante.

Allora?! ... chi è che non ha avuto nessuna parola di condanna contro la minaccia reale dell'Iran di disintegrare Israele? E se non sbaglio la bomba atomica non tarderà ad essere costruita. Si parla di mesi 6. Un non niente. La minaccia è più che reale: E' DICHIARATA!!!

Chi è che non ha detto nulla? Chi non ha aperto bocca?

... eppure c'è un silenzio assordante.

ah, ecco ... i pacifisti!

Girate per siti, per blog, per monti e per mari.. trovatemi una parola di condanna da parte di un "pacifinto" qualsiasi, una dichiarazione, un documento, un post-it di Bertinotti, una vignetta di Vauro, un'articolo della Giuliana Sgrena, un lagrima delle due Simonette di un ponte per ... non dico una marcia, ma almeno una mossetta dell'anca. No, per le minacce di annientamento al popolo e allo stato ebraico non c'è spazio nella mente degli arcobacati. Solo silenzi o al massimo condanne agli ebrei. Come nei "bei" tempi andati.

I pacifisti all'epoca stavano con Hitler a tifare per l'apeasement di Monaco, degli ebrei ai pacifisti non è mai importato un fico secco, l'importante era la pace. Ad ogni costo. Anche se il prezzo sarebbe stato di lì a poco lo sterminio di sei milioni di ebrei nell'assoluto silenzio.


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 20:24 | link | commenti (2)
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Sempre più Eurabia e sempre più ridicoli.
By Shark.

Ancora il politicamente corretto. Adesso è il turno delle banche.

Via i salvadanai a forma di maialino per rispetto nei confronti degli islamici. Da The Age, giornale australiano:

British banks are banning piggy banks because they may offend some Muslims.

Halifax and NatWest banks have led the move to scrap the time-honoured symbol of saving from being given to children or used in their advertising, the Daily Express/Daily Star group reports here.
Muslims do not eat pork, as Islamic culture deems the pig to be an impure animal.
Salim Mulla, secretary of the Lancashire Council of Mosques, backed the bank move.
"This is a sensitive issue and I think the banks are simply being courteous to their customers," he said.
However, the move brought accusations of political correctness gone mad from critics.
"The next thing we will be banning Christmas trees and cribs and the logical result of that process is a bland uniformity," the Dean of Blackburn, Reverend Christopher Armstrong, said.
"We should learn to celebrate our difference, not be fearful of them."
Khalid Mahmoud, the Labour MP for a Birmingham seat and one of four Muslim MPs in Britain, also criticised the piggy-bank ban.
"We live in a multicultural society and the traditions and symbols of one community should not be obliterated just to accommodate another," Mr Mahmoud said.  "I doubt many Muslims would be seriously offended by piggy banks."

© 2005 AAP


Shark

postato da: ilfaro alle ore 15:33 | link | commenti (2)
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Guai a riformare la peggiore Università del mondo .

L'ITALIA - Gli unici atenei italiani che figurano nell'elenco stilato dal Times sono la Sapienza di Roma al 125/mo post, l'università di Bologna al 159/mo e, per la prima volta, l'università di Firenze, penultima in classifica delle prime 200 Università del mondo. Pessime postazioni delle nostre università.
GLI ALTRI STATI - La maggiore vitalità intellettuale del globo comunque ha sede nella cittadina americana di Cambridge - omonima della città britannica - che ospita Harvard e il Mit, il Massachussets Institute of Technology. Ma anche la California si distingue nel panorama accademico internazionale con la Stanford University in quinta posizione, Berkeley in sesta e il California Institute of Technology in ottava. Bene anche l'oriente con l'università di Pechino al 15/emo posto, subito seguita dall'università di Tokyo in Giappone (16/ma) e dalla National University of Singapore (22/ma).
postato da: ilfaro alle ore 09:34 | link | commenti (3)
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giovedì, 27 ottobre 2005

postato da: ilfaro alle ore 17:22 | link | commenti (2)
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VERGINI!?!

... o 72 acini d'uva passa?

Si è creduto che i martiri-killer, gli adepti dell'assassinio - suicidio che si dicono musulmani, ricevessero 72 donne vergini come ricche ricompense sensuali in Paradiso.

 Uno studio storico dei testi ( Cfr. Christoph Luxenberg, Die syro-aramaeische Lesart des Koran; Ein Beitrag zur Entschlüsselung der Qur’ānsprache. Berlin, Germany: Das Arabische Buch, First Edition, 2000), suggerisce che potrebbero restarne delusi.

Secondo lo studioso tedesco, invece che “fanciulle bianche dai grandi occhi neri, come perle nascoste” ( LV, 72) e “fanciulli di eterna giovinezza” simili a “ perle sparse” ( LXXXVI, 19), il Testo prometterebbe come ricompensa “uva passa bianca, di chiarezza cristallina o perlacea”  - houri ( v. Ibn Warraq reports - The Guardian ).

By GIANNI DE MARTINO

e intanto ieri un altro ragazzino si è fatto esplodere in Israele per 72 acini di uva passa.

Il kamikaze Hassan Abu Zeid, di 20 anni, originario del villaggio cisgiordano di Qabatya e membro della Jihad Islamica  si è fatto esplodere ieri in un mercato israeliano davanti ad un bancone che vendeva panini facendo almeno 5 morti e trenta feriti.


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 11:03 | link | commenti (1)
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Se ne trovano a migliaia

FOSSA COMUNE (del Regime di Saddam)

FESSO COMUNE (in un angolo dell'Occidente).

e a qualcuno gli danno anche il Nobel.

"...da quel 9 aprile 2003, liberazione di Baghdad, nell’antica Babilonia si gioca l’eterna partita tra la testardaggine della libertà e la cocciutaggine del fondamentalismo o del disinteresse fazioso e comodo di chi ama Harold Pinter, fresco Nobel, che vuole processare Bush o Blair, invece di Saddam." G. Ferrara


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 09:52 | link | commenti (1)
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Quel populista "scomodo per tutti" ...

come i cessi di una volta.

Vedrete ... io no (ho altro e di meglio da fare), che questa sera Celentano metterà a tema qualcosa che somigli ad una polemica con la sinistra. C'è chi dice che tirerà fuori niente-po-pò-di-meno-che la fecondazione assistita. O meglio ancora le manifestazioni studentesche che non sono "come quelle di una volta" e  dirà che una volta la sinistra era quella con l'orchestrina romagnola alle feste dell'Unità di Bologna e adesso invece tutte quella ruspe di Cofferati sui campi ... e canterà o farà cantare "dove una volta c'era la balera ora c'è ... una fabbrica (del programma)" e via andare con frasi tanto ad effetto quanto del più insopportabile bacchettonismo moraleggiante e molleggiato che manco il babbo di 'mi nonno quando parlava contro "quelle macchine infernali col motore a scoppio"...  Ma come tutti i populisti furbacchioni che si rispettano cercherà di passare per quello "scomodo per tutti". Insomma come i cessi di una volta.


Sancho

postato da: ilfaro alle ore 09:11 | link | commenti (2)
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bedda, beddissima, assai mi piace...


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 08:30 | link | commenti (3)
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mercoledì, 26 ottobre 2005

Lesson 1: Sorvy e l'inglese made in Italy

Fatti di vita vissuta. Come sputtanare il noto bloggista Sorvy.
Circa una settimana fa Sorvy telefona a Deka. Convenevoli, come va? Si tutto bene e tu? Bene, bene. Il colloquio si fa più impegnativo e Sorvy non sa che sta per sputtanarsi. Chiede: "Deka mi dai la tua mail?" "Si certo - rispondo -. Allora scrivi g underscore deca at yahoo.it". Lui: "Scusa dopo la G?" Io: "Underscore". Lui: "Come si scrive underscore con la e finale?" Io: "Sei un cretino underscore è il trattino basso ( _ ): viene g_(underscore)". "Ah scusa", fa Sorvy. Ma il dialogo continua. "Ok g_deca e poi?" Io: "at (@)" e lui: "At cioè?" Io: "Chiocciola". Lui: "E parla italiano...".
Della serie: Do you speak english? E ancora: ma tu capisci di Internet? No e allora che chiami a fa?


Deka

 

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Mancini e gli scommettitori coglioni

Si gioca, anzi si rigioca. La rubrica sportiva l'abbiamo inaugurata una settimana fa, ma è già stata derubricata. Perché? Una rubrica dovrebbe avere cadenza fissa, questa cade quando Dio (nell'ambito io) vuole e puote. Stasera si gioca e allora inauguriamo un nuovo stile: stile pagelle. Temi caldi parecchi, primo Fantacalcio (9). Il mio era iniziato alla grande e va così così, colpa del troppo turn over. Tu compri Trezeguet (8,5) e Capello (10) fa giocare Zalayeta (chi era costui?). Tu, cioè io, prendi Bojinov e Prandelli (7 finché i risultati gli danno ragione) mette dentro Pazzini e stasera a Siena gioca con una punta sola: Toni (costava troppo). Fatto sta che ti ritrovi costretto a schierare i peones Fava, Suazo e Rocchi, perché Corradi e Di Napoli no davvero non si può a meno che non torni la peste. Ce la giochiamo comunque, l'anno scorso s'è vinto quest'anno la vedo durissima. Parliamo di calcio vero (9) e di quello parlato (5) e pure di quello tribunalizzato (7), pacchi bomba al pm Lari di Genova per capirci. Mancini (5) dice che "chi scommette è un cretino". Traduco: Flachi è un imbecille, la spia-intercettata Bazzani un pirla, i sette giocatori della Lazio che si accordarono nel derby dello scorso anno con i sette della Roma dei coglioni. Di Canio (l'unico all'oscuro dei tutto) lo scemo del villaggio. Totti-incinto lo scemo dell'Olimpico. Ilary (10) una gran topa (Savy un giorno dirimerà per il pubblico la questione sulla rasatura del pelo). Stasera si gioca. Le schedine non le forniamo, ma alla Snai noi coglioni (9 di incoraggiamento per la legatina da tre partite) ogni tanto ci andiamo e ogni tanto vinciamo, mica come Mancini che non vince mai.
Turno interlocutorio, eccezion fatta per l'Inter per cui potrebbe rivelarsi un turno inculatorio. Ospita la Roma devastata: lo spogliatoio con Spalletti (5) doveva diventare un monastero, è una sorta di ciulodromo, dove così fan tutti come cazzo gli pare. Cassano (7,5) è fuori ufficialmente per infortunio, di fatto perché non firma, questione di soldi. La Roma non li caccia e lui non firma. Sacrosanto, per giocare a Roma bisogna essere pagati, anche bene. Vedi Roma e poi muori, calcisticamente parlando. Ultima: sabato big-match Milan-Juve. A chi perde non succede nulla, a chi vince non capita niente a chi pareggia è come l'Inter dell'anno scorso e quella che verrà.


Deka

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Oggi Milano prova a onorare don Giussani

parlando del suo rapporto con la bellezza.
A volere fortemente questa manifestazione è stato l'assessore alla Cultura Stefano Zecchi. Il quale è professore di Estetica all'Università Statale. La cosa interessante è che salvo errori od omissioni (nella vita si può cambiare) Zecchi non è cattolico. Ma ha riconosciuto nel sacerdote di Desio la tensione verso la bellezza che è la cifra dei grandi uomini. E soprattutto dei veri edificatori. Il grande prete, fondatore di Comunione e liberazione, ha sviluppato tutta la sua missione avendo per centro la metropoli dominata dalla Madonnina. Nell'ottobre del 1954, un prete lombardo, magro e svelto, saliva i gradini del liceo Berchet di Milano. Niente di strano: era l'insegnante di religione. Un'ora buona, quella, per i ragazzi della Milano laica e borghese, per mostrarsi liberi pensatori. Se non che sotto quella tonaca c'era don Luigi Giussani. Pensavano di mangiarselo con qualche citazione di Sartre o di Brecht. Cascarono male. Don Gius (fu subito chiamato così) li prese in contropiede proprio in nome della razionalità. Citava Pavese e Leopardi, Carducci e Salvemini. Rifiutava di separare il piano religioso da quello dell'esperienza quotidiana. Giussani portava a scuola dischi di Beethoven e un fonografo. Fece sentire il concerto per violino e orchestra in classe. Una ragazza scoppiò in pianto. In tanti lo seguirono. Che cosa ci trovavano? Il mistero dura ancora. Per il Gius il cristianesimo non è una morale o una dottrina, in fondo nemmeno una religione, ma è «una cosa dell'altro mondo che entra nel mondo». Lo disse quando aveva 15 anni a un suo compagno, il futuro vescovo Manfredini, dopo aver capito che "la donna" di cui parlava e desiderava Leopardi nelle sue poesie era Gesù Cristo, e questi era venuto nel mondo. Gesù Cristo come pienezza dell'umanità. Il primato della bellezza, della pienezza del senso. «Il centuplo quaggiù e l'eternità».
Milano oggi prova a fare i conti con questa vita, che si spense (si spense?) il 22 febbraio scorso. Don Giussani diceva di Milano: «È la città al mondo più bella per lavorare».

RENATO FARINA da LIBERO

 
Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 16:33 | link | commenti
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I PERO' STANNO A ZERO

LA SOVRANITA' DEI VERI RESISTENTI

Dal 9 aprile 2003 in Iraq c’è una guerriglia guerreggiata tra chi vuole tagliare le teste e chi invece vuole contarle. Tra chi sequestra le persone e chi le invita a votare. Tra chi spara agli operai in fila per un posto e chi intende trovare un posto agli operai in fila. Tra chi pretende una laica dittatura dell’Imamato o del Baath e chi spera di coltivare la fede islamica in uno Stato laico. Tra chi esige di nascondere le donne sotto veli di feroce ipocrisia misogina e chi vuole pari diritti per Marte e Venere. Tra chi ama la morte più della vita e chi difende la vita rischiando la morte. Le differenze sono tutte qui, le ragioni per scegliere da che parte stare pure.
Ma tanta Europa guarda ancora altrove, liquidando l’Iraq, cioè il principale fronte della guerra al terrorismo, il campo di battaglia dello scontro aperto dall’inciviltà, così: “Ah, sì, è quella cosa su cui non siamo stati d’accordo con gli anglo-americani; meglio, così ora se la sbrigano loro”. Come se la madrilena Atocha, la metropolitana londinese, il regista Theo van Gogh, i bambini israeliani, le Torri di New York, gli alberghi di Sharm o di Bali, la scuola di Beslan fossero sempre tragedie dell’altro mondo. Per fortuna, gli iracheni, come prima di loro gli afghani e dopo di loro i palestinesi, iniziano a sbrigarsela davvero da soli, con l’aiuto di chi ha scelto da che parte stare e che cosa fare. Perché da quel 9 aprile 2003, liberazione di Baghdad, nell’antica Babilonia si gioca l’eterna partita tra la testardaggine della libertà e la cocciutaggine del fondamentalismo o del disinteresse fazioso e comodo di chi ama Harold Pinter, fresco Nobel, che vuole processare Bush o Blair, invece di Saddam. Da quel giorno l’Iraq tutto decide le sorti dell’Iraq tutto: ha eletto un’Assemblea costituente; ha dato fiducia a un governo e voce a un’opposizione; ha creato partiti, centinaia di giornali, un esercito non baathista (nel senso che non ci sono più palle di cemento usate come oggetti di tortura da calciare); ha scelto guide religiose, come l’ayatollah Sistani, che dicono: “Via i turbanti dal governo” e leader politici che rispondono: “Ben vengano, per il bene del paese, i consigli e le mediazioni dei turbanti”; ha iniziato a processare il proprio trentennale carceriere e sta rimettendo in sesto strade, ponti, scuole. Infine ha scritto una Costituzione democratica, federalista, laica, anche se rispettosa delle radici musulmane del proprio diritto, l’ha messa ai voti da Mosul a Bassora, da Ninive a Erbil, e l’ha approvata: il popolo iracheno l’ha approvata. In un voto vero, tanto più vero quanto rischioso, perché recarsi al seggio in città vuote di coprifuoco vuol dire recarsi al seggio due volte: una per votare per qualcuno o qualcosa, l’altra per rispedire al sanguinario mittente la minaccia del terrore. Tutto ciò, infatti, è accaduto sotto la costante nuvola delle bombe e dei suicidi assassini, il che non sminuisce, ma accresce l’importanza di un processo politico libero e in atto capace di essere la cura contro il virus del terrorismo jihadista.
I però stanno a zero


Se anche la notizia di ieri non fosse stata così buona – l’Iraq ha approvato al 78 per cento la nuova Costituzione, dunque la Carta vale eccome – la nuova Babilonia non sarebbe tornata indietro. Comunque si sarebbe votato il 15 dicembre per il Parlamento, che invece di avere, coma ha ora, la possibilità di emendare la legge fondamentale, ne avrebbe scritta un’altra per poi sottoporre anche quella al voto. Comunque i sunniti, come dimostrano pure i risultati di ieri, stanno rientrando nella logica democratica e parlamentare dell’Iraq libero. Comunque – è vero – Zarqawi (o chi per lui) avrebbe continuato e continuerà a uccidere. E’ concepibile mollare adesso? E’ questa la soluzione? Si può immaginare di dare le chiavi della nuova casa al nemico? Ma che logica è? Perché l’Onu a Baghdad ha lasciato soltanto il ricordo splendido ma drammatico di Sergio Vieira de Mello? Perché le diplomazie franco-tedesche e affini non cambiano passo: dall’accidia del “comunque avevamo ragione noi” alla collaborazione del “che si può fare per aiutare gli iracheni?”? Perché anche la sinistra e la stampa pseudoresistente italiane non iniziano a porsi questi interrogativi? Perché sono scarse le critiche ai paesi arabi che per paura che la voglia di voto vero si diffonda nella regione (come peraltro già sta accadendo in Egitto, Libano, Palestina) si dimenticano della fratellanza araba nei confronti della Mesopotamia liberata?
Ora diranno che però l’Iraq è il nuovo Vietnam, che però il rebus sunnita non è ancora del tutto risolto, che però il terrore continuerà a fare stragi, che però gli anglo-americani sono invasori (invasori che scortano ai seggi gli anziani che devono votare?), che però il processo a Saddam non è molto in stile anglo-sassone, che però insomma Baghdad non è Ginevra. I però stanno a zero. Il nuovo Iraq ha una nuova Costituzione e sarà d’esempio. Il terrorismo sta perdendo perché gli iracheni hanno dimostrato di amare la democrazia più di quanto temano la morte. Sono loro i veri resistenti, sovrani secondo diritto.

 

GIULIANO FERRARA dall'EDITORIALE DEL FOGLIO DEL 26/10/2005

lettura proposta da


Sancho

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Metti che li incontro ...

 Brrrrrrr ...

Io questo weekend me ne vado da Forlì.

Colline marchigiane aspettatemi!


Sorvy

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LuttazziGate

 
Daniele Luttazzi ha passato gran parte degli ultimi anni a strillare perché gli impediscono di mangiare cacca a spese mie (e vostre) nella tv pubblica. Ma questa terribile censura ordita ai suoi danni dal regime berlusconiano sembra averlo spinto verso un classico caso di transfer freudiano. E il censurato, sbarcato su Internet, è diventato il più orribile (e sciocco) dei censori. A scatenare il "bianchetto" di Luttazzi è stato il clamoroso scivolone sul cosiddetto Cia-Gate di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi. Non pago della mastodontica figuraccia smascherata da Christian Rocca, Luttazzi ha pensato di esporsi ancora di più al ridicolo, cancellando dal blog i commenti di chi osava fargli notare gli errori contenuti nella sua fantasiosa ricostruzione (troppi, davvero troppi, perfino per lui) e "bannando" gli ospiti sgraditi (cioè tutti quelli che non la pensano come lui). I primi a cadere sotto la mannaia coprofaga sono i due mitici gemelli del blog 2twins, espulsi dalla Luttazzisfera per avergli consigliato la lettura di un libro diverso da quelli di Marco Travaglio. M&A reagiscono con veemenza, ma intanto la sacra spada di Luttazzi continua a mozzare teste. Jinzo di Italian Libertarians lancia la campagna "Fatti bannare dal bannato", mentre Esteban di Ingegnerblog ricostruisce benissimo tutta la storia e riesce ad attirare l'attenzione dei mainstream media, che per una volta fanno un lavoro decente che porta alla pubblicazione di questo articolo di Mattia Feltri su La Stampa. Interpellato dal giornalista del quotidiano torinese, Luttazzi peggiora la situazione: prima finge di cadere dalle nuvole, poi dà tutta la colpa allo staff che gestisce il suo blog (sic!), infine scivola mestamente nel delirio: "Il primo commento portava l’indicazione del sito Republican party. E’ propaganda politica. L’abbiamo dovuto eliminare e quelli successivi, a cascata, sono scomparsi. Nessuna censura". Quanto pacchiana sia questa menzogna lo spiegano molto bene sul loro blog i 2twins. Noi ci limitiamo a sottoscrivere il commento di Silverlynx sulla vicenda e ci facciamo quattro risate leggendo i post di Watergate2000 e Kagliostro.

postato da: ilfaro alle ore 09:33 | link | commenti (2)
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martedì, 25 ottobre 2005


SAVY 3

Perdere una puntata di Sex and the City
e sentirsi perdute per sempre
(o almeno per una settimana)
 
Possono succedere cose terribili. Dimenticarsi i figli a scuola, dimenticare ceci nella pentola a pressione, dimenticare il compleanno della migliore amica, dimenticare l'anniversario di nozze, dimenticare l'appuntamento dal dentista, dall'estetista, dal dermatologo, dal dietologo. Dimenticare le camicie in tintoria. Di tutto ci è capitato di dimenticare. Per poi pentircene con amarezza e correre ai ripari con palle cosmiche. Ma come ci si può sentire se ti dimentichi che c'è Sex & the City? Se sei stata in casa apposta tutta la domenica sera e poi alle 22.45 invece di incollarti tipo koala in estinzione allo schermo vai a stendere i panni nello stendino e fai altre amenità come preparare la colazione del giorno dopo? Come rimediare se la tua amica non le registra perchè-tanto-sono-le-repliche-e-le-ho-già-viste-l'anno-scorso e non è una neofita come te? Come sentirti se alle 23.13 a minuti 2 dalla fine della puntata trovi nel tuo cell l'sms dell'amico tuo preferito che ti aveva scritto alle 22.45 "Buona visione.." ma che tu non hai sentito perchè la tua cabina telefonica era troppo lontana dalla postazione dello stendino stesso? E allora non resta che correre, ma oramai c'è solo Carrie che guarda languida il pittore Petrovsky e in quel momento, come una mannaia, i tremendi titoli di coda.

E ti mangi le mani perchè, as usual, eri preparatissima, avevi già letto i trailer e già sapevi che in quella puntata Carrie aveva fatto sesso con Petrovsky, Steve affrontava il Dr. Robert (cavallone caffelatte) per dirgli di lasciare stare Miranda e lo trova impegnato non con una ma con due (cavalline), che Super Samantha si rendeva conto che i sentimenti di Smith per lei erano puri e genuini, a differenza dalla considerazione solo carnale da parte di Richard e che allora decidono di ricementare la loro relazione. Chi potrà mai restituirti tutto questo ben di dio? Ti avvilisci, chiedi a Freud come mai sia potuto succedere che ti sei dimenticata e scrivi prostrata un sms alla tua migliore amica/collega appena partita per una settimana di lavoro in Kazakistan cercando una consolazione impossibile quando lei bella come il sole di Amaty a 5 ore di fuso orario e 6000 km di distanza ti messaggia le 5 parole – con apostrofo e virgola incluse - più dolci mai lette: "trancs, l'ho registrato io". E ti restituisce la speranza, la vita torna a sorriderti, il tuo limite non è più l'ultima parola si di te e capisci il senso profondo dell'amicizia.
 

Savy
postato da: ilfaro alle ore 17:49 | link | commenti (3)
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FASCISMI DI SINISTRA.

Quando la "marcia su Roma" si fa con la bandiera rossa.

Cronaca di una marcetta su Roma:

"Assediare i palazzi del potere". L'obiettivo dichiarato gira fin dalla prima mattina nel corteo degli universitari partito dalla Sapienza occupata e rimbalza a piazza Esedra dove gli studenti medi, e molti loro professori, aspettano di partire verso il centro di Roma, Palazzo Chigi, la Camera dei deputati dove, per uno strano gioco del destino (SIC) li stanno aspettando rettori e docenti in un sit in di protesta contro la riforma Moratti di cui oggi si discute in Aula. Risultato: decine di migliaia di ragazzi, centomila per gli organizzatori, si incanalano verso via Cavour secondo i percorsi classici dei cortei studenteschi proprio mentre Silvio Berlusconi dichiara: "Oggi approviamo la riforma".

da LA REPUBBLICA


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 17:46 | link | commenti (10)
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APPROVATA LA COSTITUZIONE IRACHENA

Favorevole il 78% dei votanti

La Commissione elettorale irachena ha annunciato la vittoria del "sì" al referendum del 15 ottobre sulla bozza costituzionale. Il progetto della nuova costituzione è passato con il 78% di "sì" e il 21% di "no". Nonostante la bocciatura della provincia di Ninive, che ha respinto la costituzione con una maggioranza del 55%, il referendum quindi è approvato.


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 17:36 | link | commenti
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lunedì, 24 ottobre 2005

Desperate Housewives?

no, Desperate Zuccowives!

 

 

 

  La cosa più tremenda è che quelli di sinistra si prendono sempre sul serio. Toppo sul serio. Si vantano di essere i soli che fanno satira ma non hanno poi il minimo senso del ridicolo.

Volete un esempio?

 Zucconi e le casalinghe disperate.

Quelli di sinistra hanno un bisogno estremo di pensarsi con qualità morali, intellettuali, culturali e antropologiche al di sopra della media, la cui media per ovvi motivi viene calcolata con dentro anche la parte "becera", ignorante ed immorale del Paese che vota Berlusconi (oddio, signoramia, che schifo!).

C'è un serial di grande successo in onda su RAIDUE: Desperate Housewives. Un telefilm nè di destra nè di sinistra e forse proprio per questo semplicemente divertente. Ma una cosa che non è "de sinistra" per uno di sinistra è una cosa indegna, bassa, superficiale, indecorosa, cafona, sciocca... allora è obbligatorio tracciare con il piedino una linea sulla sabbia, sollevare il mento sdegnato e tacchète ... compiere il fatidico saltino di distinguo. La plebaia che non vede Ballarò il martedì sera ma Desperate Housewives è OUT. (Approposito, io non me ne sono perso una puntata e in ufficio da me quasi tutti la vedono).

Gli ascolti sono buonissimi ma, grazie a Dio secondo Zucconi, c'è un fenomeno carsico in controtendenza che esploderà a breve e sconvolgerà l'Italia: le casalinghe che non vedono Desperate Housewives.

Secondo un lettore di Repubblica infatti, in Italia sta avvenendo una "rivoluzione silenziosa delle casalinghe medie italiane" e lui se n'è accorto vedendo sua sorella che all'improvviso da una settimana all'altra "ha preferito Ballarò su RAI3 a Desperate Housewives " e poi, dulcis in fundo, è uscita di casa di mattino presto una domenica per recarsi a votare per le primarie.

Accidenti, mi tremano le gambine di "piccola e insignificante" pulce berlusconiana. Se una casalinga fa una cosa del genere (preferire Ballarò a Desperate Housewives), anzi se due, tre, dieci, cento casalinghe compiono un gesto così "rivoluzionario" e vanno poi a votare di mattina presto (ripeto: di mattina presto!!!) per Romano Prodi, vuoi vedere che siamo arrivati alla gloriosa rivoluzione e noi qui neanche ce ne eravamo accorti? Sognante dinanzi alle nostre fantastiche casalinghe americane così belle e disperate, vuoi vedere che perfino mia moglie si è messa a fare la rivoluzione alle mie spalle?

Poi Zucconi risponde al bizzarro lettore repubblicones molto moralmente superiore e gli conferma che le casalinghe italiane "sono le più difficili da ipnotizzare con i manifesti e gli spot" .

Sarà per questo che nessuna delle nostre si perde una puntata di Ballarò e, manco a dirlo, si alzano alla domenica mattina presto, di nascosto da noi mariti Berluscones per tradirci con una preferenza al democratico Romano.

Desperate Housewives o Desperate Zuccowives?


Gentile Direttore,
mia sorella, casalinga italiana media da sempre poco interessata alla politica e ai suoi fatti, la domenica del 16 ottobre 2005 è uscita di casa di mattino presto per recarsi a votare per le primarie e pensi che il martedì successivo ha preferito seguire Ballarò su RAI3 preferendola alla nuova puntata delle casalinghe disperate in onda su RAI2! Incredibile ha usato il suo libero arbitrio e ha fatto forse delle piccole scelte ma ha finalmente capito che solo partecipando si può cambiare. Ma ci pensa, forse è iniziata la rivoluzione silenziosa delle casalinghe medie italiane: e chi le ferma più!
Le rinnovo la stima e stia bene.
Ivan Fasiello

Visto che sono soprattutto casalinghe quelle che devono fare le "finanziarie famigliari", sono le più difficili da ipnotizzare con i manifesti e gli spot. Le ripeto: la sola formula per scegliere è la vecchia formula di Reagan, chiedetevi se state meglio oggi di come stavate quattro anni or sono.

Vittorio Zucconi

... acciderbolina , i superiori!!!


Sorvy

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postato da: ilfaro alle ore 09:21 | link | commenti
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venerdì, 21 ottobre 2005

Christian Rocca questa sera è a ottoemezzo assieme a Francesco Cossiga, Paolo Mieli, Piero Sansonetti.

E mica ce lo possiamo perdere!


Sorvy

 

postato da: ilfaro alle ore 19:30 | link | commenti
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IL FURBO CHE-LENTANO
 Cari amici,
il ritorno di Celentano merita qualche riga di commento.
Ha iniziato con l’elenco dei buoni (Cassano, Valentino Rossi, il Papa) e dei cattivi (Topolino(?), Moggi, Del Noce), tanto condivisibile, quanto scontato.
Poi è entrato in scena Gerard Depardieu. E’ un grande, secondo me il più grande, ma dell’Italia conosce solo donne cibo e vino. Il meglio. La lingua proprio no. Quando è in scena uno così, gli autori non servono, sul gobbo si può scrivere anche l’elenco telefonico, tanto il successo è assicurato.
Usa Del Noce (bersaglio preferito) e l’Annunziata per dire che si ha “paura delle parole”. Poteva citare il caso Ruini che è più illuminante. Certa sinistra se ne preoccupa solo in chiave elettorale.
Santoro illuminista è poco illuminato. Tanto rumore per nulla. Il suo intervento non graffia, “viva la libertà” lo dicono tutti. Uno sconosciuto filosofo delle mie parti, Zeccone, diceva: “la libertà è libera”, in pieno stile Celentano. “Voglio il MIO microfono” ha ripetuto l’ex europarlamentare. L’errore di Santoro è prima di tutto culturale. Il microfono, come il seggio di Strasburgo, non è MIO o TUO: te lo affidano altri e pertanto non puoi farne quello che vuoi, lo devi usare rispettando chi te lo ha dato. Se pensi di essere il padrone del seggio che occupi finisce che dopo un anno ti sei annoiato e te ne vuoi disfare; il risultato è che hai usato gli elettori, altro che “grande gesto”. Luttazzi con la storia che il programma “è mio” decise una sera, all’ora di cena, di mettere della merda SUA nel piatto NOSTRO.
Adriano è più furbo. Il programma è SUO ma sa che se vuole vincere deve fare audience, se vuole lo share non deve fare solo il Che-lentano, ma uscire di scena con la tessera di Forza Italia in mano. Luttazzi ne avrebbe fatto coriandoli. Ospiti famosi, buona musica, il solito sermone accompagnato da immagini toccanti, Crozza strepitoso, una signorina con tutte le cose a posto e bilingue e, in mezzo, tanto Che-lentano pacifista (arcobaleno e immagini di guerra) buonista (dopo le separazioni restiamo amici), populista (i politici distruggono il mondo) demagogico (i grattacieli sono brutti, i bambini sono più buoni degli adulti) il tutto condito con un malcelato antiberlusconismo che va di moda. Fa finta di bastonare anche la sinistra ma, in sostanza, dice che la colpa è “che non fa la sinistra”. E’ un’idea che pochi a sinistra hanno. Si dice equidistante da Prodi e Berlusconi, il furbo Che.  
Cordialmente vostro Ercole Savignano
postato da: ilfaro alle ore 15:35 | link | commenti (14)
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Marco Follini. La più bella boccuccia a culo di gallina che si sia mai vista, il più esagitato dei moderati, il più moderato degli esagitati, ormai parla così: io avrei fatto, io avrei detto, ora che mi sento più libero, adesso che non guido più un partito e via col tango. Eravamo sicuri che sarebbe rimasto un bersaglio fisso. Errore. Teppisti sì, ma infierire contro un Mariotto Segni bis sarebbe disumano.

dall'Andrea's version del 21.10.2005

 

 


Sorvy

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giovedì, 20 ottobre 2005

ANDREA'S VERSION - Copycat n. 101

Ricetta riservata a chi ha cari amici di sinistra. Dunque. Prenderne quanti bastano, disporli intorno a un tavolo, avviare la conversazione tenendo il fuoco basso, sarà più che sufficiente un: “Come va?”. Aspettarsi di rimando un: “Come va noi? Come va tu, berlusconiano di merda!”. Comprendere che si rodevano da tempo. Tacere, emettere un sospiro, porsi in posizione di ascolto. Le nostre primarie, il vostro Rutelli, quattro milioni di voti, le file dei seggi felici, lo stare tra compagni, i vecchietti premurosi, le vecchiette con la sedia, i compagni giovani, la mezza età, intere generazioni in piedi contro il regime. Tacere ancora, emettere due sospiri, accennare di sì con la testa. Evitare con cura la frase: ma faremo anche noi le primarie sul programma. Attendere stoicamente che il fuoco aumenti. Il partito democratico, il governo democratico, le banche democratiche, la magistratura democratica, i telegiornali democratici. Mostrarsi prostrati, esibirsi bolliti. Sparare a quel punto la domanda assassina: “Ma avete visto l’ultimo film di Benigni?”. Assaporare lo sbandamento e servire in tavola con un sorriso radioso.

Andrea Marcenaro da IL FOGLIO del 20.10.2005


Sorvy

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Ma che stai a dì ... a 'gnorante!

 
In diretta televisiva a SkyTg24 (clicca sulla foto per vedere il video), Romano Prodi ha dichiarato che "i voti delle nostre primarie in un giorno sono superiori a quelli che negli Stati Uniti partecipano alle primarie in un intero anno". Daw dimostra come il professore non sia neppure capace di fare le addizioni.
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Iraq: Costituzione approvata?
By Shark.

NAJAF, Iraq, Oct 20 (AFP) - The deputy speaker of the Iraqi parliament said Thursday that the country's post-Saddam Hussein constitution had been approved in a weekend referendum. "The draft constitution passed and the official results will soon be
announced," Hussein Shahristani, a Shiite, said from the holy city of Najaf
south of Baghdad.
Iraqis voted in a referendum on 15 October on the charter that would lay down the legal and democratic framework for the country following Saddam's ouster in a US-led invasion in 2003.
"We received initial results from poll observers around Iraq and the
independent electoral commission will make the official announcement," he added, without giving a timeframe.
The commission itself, which has delayed announcing the results after reporting vote irregularities, declined to comment on the statement, saying only that the vote count was not yet complete. Shahristani, a scientist jailed by the previous regime for refusing to participate in Iraq's alleged nuclear program, was in Najaf to create a new coalition called the "independents" to compete in the December parliamentary elections.


Shark

postato da: ilfaro alle ore 13:00 | link | commenti
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pensieri improvvisi:

Dopo le primarie è tutto un dibattere di posizioni all’interno della Margherita.

E Rutelli propone di posizionarsi insieme alla Camera e distinti al Senato.

Parisi ha la posizione: tutti insieme e sempre insieme.

Marini la posizione sempre distanti.

La Bindi sposa ( finalmente!) tutte le posizioni.

Gerardo Bianco di posizionarsi non vuole sentirne parlare.

Ora, che i DS volessero inchiappettare la Margherita losi sapeva, ignoravo che il problema fosse tutto nella posizione.


Sancho

postato da: ilfaro alle ore 08:49 | link | commenti
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mercoledì, 19 ottobre 2005

Quando gli "indignati" non s'indignano.

by Sorvy

"Il Manifesto, prima pagina. Editoriale sul processo a Saddam: ""Ma questo tribunale, voluto dagli Stati Uniti, va molto oltre l'anormalità giuridica di qualsiasi corte speciale. Il tribunale eserciterà la sua giurisdizione retroattivamente e o farà sulla base di figure di reato (SIC!!!!!)  che non erano previste dalla legislazione irachena e che sono state introdotte (SIC!!!!) proprio per consentire l'incriminazione e la condanna a morte dell'ex direttore". Dunque, secondo i compagni del Manifesto, le "figure di reato" dell'omicidio dei sudditi e della strage etnica "non erano previste dalla legislazione irachena". E non si rendono nemmeno conto che, fosse vero, queste poche righe sarebbero già la sentenza di condanna."

via Camillo.

Ah, questi indignati de sinistra, pur di difendere il nazista Saddam ed attaccare gli americani cosa si inventerebbero pur di non "indignarsi".


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 17:52 | link | commenti
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Giustizie. A Baghdad si processano gli ex-dittatori. A Madrid i militari americani.

via Enzo Reale


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 17:29 | link | commenti
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Saddam fa i capricci come i bambini
By Shark.

By HAMZA HENDAWI - Associated Press Writer

BAGHDAD, Iraq - (AP) Saddam Hussein pleaded innocent to charges of murder and torture as his long-awaited trial began Wednesday with the one-time dictator arguing about the legitimacy of the court and scuffling with guards.
The first session of the trial lasted about three hours, and the judge ordered an adjournment until Nov. 28.
Saddam and his seven co-defendants could face the death penalty if convicted for the 1982 massacre of nearly 150 Shiites in the town of Dujail.
They are being tried in the former headquarters of Saddam's Baath Party. After presiding judge Rizgar Mohammed Amin, a Kurd, read the defendants their rights and the charges against them _ which also include forced expulsions and illegal imprisonment _ he asked each for their plea.
He started with the 68-year-old ousted dictator, saying "Mr. Saddam, go ahead. Are you guilty or innocent?"
Saddam replied quietly, "I said what I said. I am not guilty," referring to his arguments earlier in the session. Amin read out the plea, "Innocent."
The confrontation then became physical. When a break was called, Saddam stood, smiling, and asked to step of the room. When two guards tried to grab his arms to escort him out, he angrily shook them off. They tried to grab him again, and Saddam struggled to free himself.
Saddam and the guards shoved each other and yelled for about a minute.
It ended with Saddam getting his way, and he was allowed to walk independently, with the two guards behind him, out of the room for the break.


Shark

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martedì, 18 ottobre 2005

"9 APRILE"

CI SIAMO!

Una cosa è certa: ci sarà da divertirsi. Intanto "l'Amor Nostro" in una sola giornata ha già annunciato tre cose importanti.

E l'adrenalina mi scorre già nelle vene.

DATA DELLE ELEZIONI - «Le elezioni per il Parlamento si terranno il 9 aprile: mi pare che questa data sia ormai confermata dal ministro dell'Interno. E successivamente ci saranno le elezioni per Regioni, Province e Comuni con la possibilità di un secondo turno che non cada nel periodo feriale. Cioè che sia contenuto entro il mese di maggio».

PRIMARIE PER IL PROGRAMMA
- L'altra novità della giornata è il richiamo della piazza che inizia a far breccia anche nel Cavaliere. Berlusconi accarezza l'ipotesi della consultazione di massa. L'idea l'ha lanciata prendendo la parola al convegno di «Liberal»: le primarie sul programma della Cdl.

IN PIAZZA IL 9 NOVEMBRE - Ma Berlusconi annuncia anche la prossima iniziativa della Cdl. O forse del governo. «Ho in mente una grande manifestazione per il 9 novembre, l'anniversario della caduta del muro di Berlino. Ho già preparato il discorso, mi ci do tutto, è un passaggio molto importante», dice dando appuntamento al «Giorno della Libertà», che è legge dello Stato dall'aprile 2005. Giornata, come si legge sulla Gazzetta ufficiale, istituita «quale ricorrenza dell'abbattimento del muro di Berlino, evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo».


Sorvy

 
postato da: ilfaro alle ore 19:19 | link | commenti
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Ecco come sarà il processo a Saddam.
(Il nazista che sarebbe ancora il padrone dell'Iraq se avessimo dato retta a Prodi).
By Shark.

 

Dall'Associated Press, traduzione mia.

Saddam Hussein verrà processato in un'aula di tribunale blindata e sorvegliata, sotto le regole del diritto internazionale ma con alcune differenze rispetto ai tribunali istituiti in passato per crimini di guerra.
La differenza principale rispetto ai processi più recenti è quella che a Saddam potrà essere comminata la pena di morte come possibile sentenza. E diversamente dalla maggior parte di casi del genere sin dai tempi della Seconda Guerra Mondiale lui verrà processato da suoi concittadini.
Il tribunale fu istituito da un governo iracheno ad interim creato dalle autorità d'occupazione USA, ma è ora gestito e riconosciuto da un governo iracheno democraticamente eletto.
Non ci sarà una giuria. Il presidente della corte interrogherà i testimoni, e tutti insieme i cinque giudici decideranno la colpevolezza o l'innocenza di Saddam e dei suoi co-imputati. Ai giudici sarà consentito chiedere consulenza a dei consiglieri internazionali.
Saddam sarà seduto insieme ai suoi co-imputati, probabilmente dietro un vetro di protezione. Avrà il diritto di chiamare dei testimoni [update: non direttamente, ma tramite i suoi avvocati], e, se condannato, ricorrere numerose volte in appello prima che la sentenza venga applicata. Ogni co-imputato avrà almeno un avvocato.
Se condannato, Saddam potrà ricorrere in appello presso una corte composta da nove giudici, la quale corte è parte del tribunale speciale iracheno istituito per indagare sui crimini che Saddam ed altri sono accusati di avere commesso durante i 23 anni di potere.
Se la sentenza viene pronunciata dopo che tutti gli appelli sono finiti, allora essa dovrà essere applicata entro 30 giorni, a prescindere dagli altri procedimenti giudiziari in corso. Se Saddam dovesse essere condannato a morte,  questo significa che potrebbe essere giustiziato mentre qualcuno delle sue decine di processi che dovrebbe in teoria affrontare sono ancora in corso.
Le accuse di questo primo processo non sono state ancora specificate, ma ci si aspetta che siano presentate durante la prima udienza. Il processo è legato al ruolo di Saddam e dei suoi sette co-imputati nel massacro compiuto nel 1982 di 143 persone a Dujail, una città a maggioranza sciita a nord di Baghdad, dopo un fallito tentativo di assassinio.
Non ci si aspetta che Saddam si pronunci durante la sessione inaugurale. Tuttavia, il suo avvocato chiederà probabilmente un rinvio, cioè la corte potrebbe aggiornarsi a molte settimane più tardi dopo i primi giorni di lavoro.
Deve essere ancora deciso se rendere pubblici i volti ed i nomi dei giudici. Ai testimoni potrebbe essere garantita qualche forma di portezione speciale, come l'occultamento delle loro identità.
I giornalisti potranno assistere al processo in aula, e qualche fotografia sarà ammessa. Invece le telecamere non saranno permesse nei primi giorni delle udienze. Non è chiaro se esse potranno essere consentite più avanti [update: differita di 20 minuti].


Shark

postato da: ilfaro alle ore 16:45 | link | commenti
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pensieri improvvisi:

Primarie. 4.370.000 votanti. Settecentomila per la questura.

Follini. "io Berlusconi non lo odio". Che culo! Pensa tu se lo odiava.

D'Alema. Come pronuncia l'aggettivo "inquietante" lui non lo pronuncia nessuno.


Sancho

postato da: ilfaro alle ore 15:32 | link | commenti
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PRIMARIE DELLA CDL?

SI, MA SUL PROGRAMMA .

«Una consultazione di massa, non per votare il leader del centrodestra ma sul programma, e chiedere ai nostri elettori di dare l'adesione al nostro programma. E, come ci ha insegnato l'Unione, sarebbe anche un modo per raccogliere fondi»: questa l'idea lanciata dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi prendendo la parola al convegno di «Liberal». Poi il premier è tornato ad attaccare le primarie dell'Unione: «non c'è nessuna certezza sul modo in cui si sono svolte». Poi spiega che «ci sono state infiltrazioni di gente della nostra parte - ha proseguito -. Mastella si è lamentato e il numero dei votanti è progressivamente aumentato a cabine chiuse...» «Io ho fatto una battuta - continua Berlusconi - dicendo che se vanno a votare solo loro vincono. Ma che loro sapessero inquadrare, militarizzare e mobilitare i loro elettori lo sapevamo bene. I sindacati - ha concluso - sono capaci di portare in piazza milioni di persone».

Brillante, come sempre.

Cosa dite, lo chiedo a Silvio di entrare anche lui nella redazione del Sorvegliato Speciale?


Sorvy

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Exploit iracheno
La democrazia inizia a funzionare. 

L’approvazione della Costituzione non è ancora stata ufficialmente annunciata, ma i dati parziali disponibili indicano che dovrebbe essere cosa fatta e già risaltano una serie di dati positivi che dimostrano come il voto del 15 ottobre abbia consolidato una svolta nella crisi irachena. La partecipazione massiccia al voto dei sunniti, innanzitutto. Sabato scorso, sono infatti accorsi in massa alle urne proprio quei milioni di elettori sunniti che il 30 gennaio scorso le avevano disertate col dichiarato scopo di invalidare l’intero processo democratico. Questa partecipazione va ben oltre il dato numerico.
Tutte le organizzazioni terroristiche sunnite hanno ribadito minacce e indicazioni di boicottaggio, ma non sono state seguite. Non hanno fatto paura nonostante, negli ultimi giorni, abbiano preso di mira proprio le sedi dei partiti sunniti che hanno scelto la strada del voto (in particolare quelle del Partito islamico iracheno che ha deciso di votare “sì”) e siano stati uccisi molti leader locali sunniti: ancora ieri i terroristi di al Zarqawi hanno messo su Internet un video con l’uccisione di un “servitore dei crociati”. Il coinvolgimento nel voto non significa che i sunniti abbiano deciso definitivamente di identificarsi nel processo democratico, ma indica che è finito il loro minaccioso “Aventino”.
Oggi non ha più presa sulle masse sunnite chi si illude che la ribellione possa produrre risultati pratici. E’ finita l’illusione – inseguita fino a pochi mesi fa da tutte le forze politiche sunnite – di potere spendere sul terreno politico e governativo il clima di caos provocato dall’iniziativa terroristica. A livello popolare, i sunniti hanno compreso che hanno soltanto un modo per far valere le loro ragioni: votare, accettare le regole del gioco democratico, rafforzare al massimo dentro le istituzioni il proprio peso e, per questa strada, tentare di imporre alle forze politiche curde e sciite – numericamente maggioritarie – soluzioni concordate. Tarek al Hashimi, segretario del Partito islamico iracheno, principale formazione sunnita (che pure aveva boicottato il voto del 30 gennaio) e che ha dato indicazione di votare “sì”, ha rivendicato questa svolta: “Abbiamo costruito un nuovo pilastro per l’edificio dell’unità nazionale degli iracheni”. I dati numerici mostrano dunque un Iraq diverso da quello in cui tanti profeti di sventura preconizzavano l’inizio imminente di una guerra civile. Nella provincia di Salahuddin, la cui capitale e Tikrit, la città di Saddam, l’affluenza alle urne è stata dell’80 per cento. Di più: in questa provincia il “no” – secondo i dati sin qui disponibili – forse non è riuscito a sorpassare la soglia del 75 per cento, cioè neanche nella provincia in cui è più forte la presa dei seguaci odierni del rais è stata superata la soglia dei due terzi dei voti contrari. Nella provincia di Anbar (la capitale è Ramadi) l’affluenza alle urne è stata addirittura del 90 per cento e qui i “no” hanno raggiunto il livello record del 90 per cento. Proprio qui ieri un raid aereo americano ha fatto – secondo le fonti ufficiali – settanta morti tra i terroristi. Complessivamente, la partecipazione al voto è stata del 61 per cento, contro un 56 delle scorse elezioni, con un’impennata nelle zone sunnite, compensata da una diminuzione nelle zone sciite, là dove la motivazione era sicuramente meno forte a causa della scontata approvazione della Costituzione.
Il secondo dato, che ha quasi dell’incredibile, sta nella varietà complessa dei risultati: nessun voto plebiscitario, nulla a che fare con gli esiti “bulgari” della tradizione araba, anche recente. Non è accaduto come in Libano o in Egitto, o in Palestina, là dove l’inizio del processo democratico si è risolto in maggioranze schiaccianti, poco credibili. Si tratta di una variazione dei risultati a scacchiera - spesso a sorpresa, spesso contrastanti con le aspettative del governo centrale – che dimostra anche come non sia stato imposto alcun controllo centralizzato dei seggi e delle commissioni elettorali locali e come la scelta del governo sia stata quella di collaborare in pieno con le Nazioni Unite (che offrono la sua assistenza tecnica). Vi sono dunque città come Kirkuk, dove pure è fortissima l’influenza curda, in cui il “sì” si è fermato al 60 per cento; a Diwaniya i voti favorevoli hanno superato di poco il 50 per cento; a Mosul, nella provincia di Ninive, su 778.000 voti espressi i “no” sono stati il 55 e i “sì” il 45 per cento. Proprio quest’ultimo risultato – se confermato – segna la fine delle speranze dei partiti sunniti più radicali di riuscire a fare scattare il meccanismo per cui la Costituzione viene bocciata se in tre province è rifiutata da più di due terzi degli elettori. Questa soglia è stata superata soltanto nelle due province di Anbar e Salahuddin (qui il dato, come si è detto, è ancora incerto). Questa democraticissima norma (le province irachene sono infatti 18 e quelle in cui abitano i sunniti sono meno popolate di quelle abitate dagli sciiti), che tutela in modo esasperato il diritto di piccole minoranze di fermare l’intero processo di democratizzazione, non ha avuto quindi l’effetto di bloccare la Carta costituzionale.
Carlo Panella (Il Foglio)

Shark
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NICKIE'S VERSION n. 1
Vola Benedetto vola.
riflessioni impopolari post Speciale TG1
di un crociato del nuovo millennio
 
Purtroppo non ho tra le mie carte la lettera illustre di Caterina al Papa in vacanza ad Avignone, ma scriverò a breve al mio amato Ratzinger, che non importa che ha ottanta e più anni, non importa che ognuno ha il suo carisma, e lui è di stampo del Tommaso d’Aqui che con l’ingegno e la ragione gli uomini a Dio avvicinava, perché coi libri pochi si convertono, e con l’incontro assai, disse Montalbano nel prossimo ed ultimo caso dove fu sparato mentre andava a votare Prodi alle primarie, che forse il Nazareno trascorreva molto tempo in sinagoga a battagliar d’ingegno coi sommi sacerdoti?
Non preferiva forse il pesce a casa di Zaccheo? E cucinar di brace con Pietro sulla spiaggia? E Francesco a piedi fino a casa del dannato Sultano?
Grande Benedetto, il tuo fedele crociato se d’amor ti ama, dallo stesso amor ti chiede il baldacchin di bronzo ornato di lasciare ai cardinali.
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Prodi: "siamo ben oltre la felicità" ...

...  praticamente in piena sega.


Sancho

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lunedì, 17 ottobre 2005

Parliamo di cose serie.

by Deka

Bene. Andiamo avanti e oltre perché ce n'era proprio bisogno.
L'ingresso di Guia-Savy ha tinto di rosa un blog da sempre azzurrino. L'Unione (state attenti perché l'arcobaleno spunta e se ne va), per fortuna non è
tutto, la politica neanche. Serve un'altra bella strambata per ristabilire l'ordine naturale delle cose. La domenica è sacra (in chiesa ci vada chi vuole) e consacrata al dio pallone e/o fantacalcio, il lunedì pure. E allora diventa obbligatorio parlare di calcio non giocato (per quello leggete il Corriere dello Sport, la Gazza è un giornale ridicolo). Tosatti pontifica sul Corsera con tanto di foto imbalsamata, io - che di sport scrivo per professione - lo faccio dalle pagine del Sorvegliato. Partiamo dal tema del giorno: Del Piero, sui razzi dei ragazzi glisso.
Godot Del Piero (remember Avvocato?) è finalmente arrivato o forse c'è sempre stato. Premessa: non sono tifoso della Juve e godo a vedere l'inizio di Controcampo per sentire i fischi a Mughini (lo sapevate che il tutto non è preparato e che il pubblico in sala lo fischia appena sale sul palco per mettersi il microfono? No, non lo sapevate). Del Piero dunque. Lasciamo stare i gol dell'ultima settimana e il fatto che con altre tre reti diventerà il miglior goleador di sempre di casa Juve. Parliamo dell'uomo. Sposato in segreto con Sonia (bella figa non velina e neanche Martina, Lapo impara) è l'uomo bandiera, quelli che...per i tromboni non esistono più. Mai un casino, mai una polemica, neppure un trans o un Lino B. che sia, neanche uno schiaffo in risposta a quello del romanista sfascia-Ferrari Candela, ma solo una faccia schifata e un "bravo, bravo", in eurovisione. Al Mondiale ci va? Non ci va? Chi lo sa. Una cosa è certa: piaccia o no c'è sempre, da sempre. Sotto esame, ma tanto lui ha studiato al Cepu.


Deka

postato da: ilfaro alle ore 19:59 | link | commenti
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ANDREA'S VERSION - Copycat n. 100

Tenetevi forte e leggete questa: “Con Mani pulite ci fu un’autentica caccia al politico. Si arrivò al dileggio delle istituzioni. E furono le forze reazionarie le protagoniste di quella campagna. La Lega e An”. Poi quest’altra: “I partiti non seppero reagire, furono supini”. E adesso questa: “Vi furono intrecci discutibili tra giustizia e informazione. Fa impressione la lettura dei quotidiani dell’epoca: sembrano scritti tutti dalla stessa mano”. Sono tutte e tre di Luciano Violante al quale dedichiamo una storiella. Un giorno di tanto, tanto tempo fa, Stalin teneva un comizio sulla grande piazza Rossa completamente stipata di folla. Era una folla muta, ordinata in infinite file. Mentre dal palco il Piccolo Padre stava parlando, improvviso e isolato, si avvertì laggiù in basso uno starnuto. “Chi è stato?”. Silenzio. L’ordine di Stalin ai cekisti schioccò come una frustata: “Fucilate tutta la prima fila!”. “Allora? Chi ha starnutito?”. Ancora silenzio. “Fucilate tutta la seconda fila!”. Il silenzio era opprimente. “Fucilate la terza!”. Fu a quel punto che dal fondo della piazza una manina tremante si alzò: “Compagno Stalin, ho starnutito io”. “Salute!”.

Andrea Marcenaro


Sorvy

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L'AUTOVIGNETTA

LORO  SI VEDONO COSI'.


Sorvy

 

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SAVY n.2


 

 

LA BARZ'UNIONE

Un uomo ricchissimo compra un'auto eccezionale, nella versione più lussuosa e tecnologicamente innovativa esistente.
Paga uno sproposito, ma la macchina è bellissima.

Fatti pochi chilometri,decide di accendere la radio...ma non riesce neanche a trovarla.
Il cruscotto, probabilmente progettato dalla NASA, contiene dispositivi di tutti i tipi, ma nulla che assomigli a un'autoradio.

Incazzatissimo, torna dal concessionario. "Mi avete venduto una macchina costosissima, costa quanto un Concorde, ma non ha la radio!"

Il venditore lo informa che la radio, incorporata nell'infonavigatore satellitare, sfrutta un sofisticatissimo congegno di riconoscimento vocale, per cui basta dire il tipo di  musica che si vuole, e lei la suona.

Il tizio prende la macchina, fa pochi metri, e dice: "Blues!". Subito la radio trasmette un bellissimo pezzo di B. B. King in dodecafonia dolby stereo surround che neanche al Madison Square Garden si sente così.

Dopo un po' decide di cambiare musica dice: "Rock!" e la radio commuta su un esaltante pezzo dei Deep Purple.

Dopo qualche minuto prova: "Bach" e immediatamente parte il secondo Concerto Brandeburghese. Beato dalla musica, non fa molta attenzione alla strada, e quasi investe un ciclista imprudente. Incazzatissimo gli grida: "Testa di cazzo!".
Subito la radio: "E adesso, dai microfoni di Radio Rai, la parola al leader dell'Unione Romano Prodi...sui risultati delle primarie".


Savy


postato da: ilfaro alle ore 15:42 | link | commenti
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Siparietto sulle "gloriose" primarie ...

Su La Stampa, Jacopo Iacoboni racconta la puntata di Alice, andata in onda giovedì sera su RaiDue e dedicata alle primarie, movimentata dalla presenza di un “senza volto” che, proveniente dalla platea, si è scaraventato nello studio, durante la diretta: “Pecoraro Scanio che urlava, «il ragazzo aveva tolto il passamontagna e mostrato i suoi documenti, che bisogno c’era di bloccarlo?», Di Pietro con gli occhi di fuori, «a Pegorà ma che stai a dì, hanno fatto come fanno sempre, la tecnica del blitz», Mastella che abbandonava lo studio per protesta spiegando alla conduttrice Anna La Rosa: «Io non ci resto qui con questa buffona», epiteto gentilmente rivolto a Simona Panzino, rappresentante del candidato senza volto... Eccole, le primarie dell’Unione…”.


Ercole

postato da: ilfaro alle ore 15:35 | link | commenti
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L'unione fa la farsa.

Gente che vota tre, quattro volte. Controlli ai seggi: zero.

Controllo ai centri di raccolta nazionale affidato alla macchina dei D.S. (ma va?).

Calcolatrici dove il tasto più usato è quello con la "X" sopra.

Telefonate con i dati di Bologna e di Firenze, di Ravenna o del Mugello fatte senza verificare la veridicità del risultato.

La pagliacciata del secolo. Sembra una quelle manifestazioni politiche piazzaiole della sinistra dove secondo gli organizzatori ci sono 1milione di persone e secondo la polizia e il ministero degli interni ce ne sono 100.000.

La differenza? E' che questa volta non c'era il ministero degli interni a dichiarare i propri dati (quelli veri).


Sancho

postato da: ilfaro alle ore 10:07 | link | commenti
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diciamo la verità:

a mme me pare na str...ata


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 09:40 | link | commenti
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sabato, 15 ottobre 2005

Il Sorvegliato ricorda il Caporalmaggiore Michele Sanfilippo, morto in Afghanistan per un incidente. Oggi è stato celebrato il funerale.  Sanfilippo lascia la moglie, due bambini e molto altro. Ciao Michele.


Shark

 

postato da: ilfaro alle ore 19:33 | link | commenti
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venerdì, 14 ottobre 2005

L'ULIVO NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

Alice nel Paese delle meraviglie, sarebbe interessante sapere quanti ascolti ha fatto ieri sera la trasmissione di raidue. Ospiti nello studio della conduttrice Anna La Rosa c'erano Clemente Mastella, Antonio Di Pietro, Alfonso Pecoraro Scanio, IIvan Scalfarotto e Simona Panzino. Cinque dei sette candidati alle primarie dell'Unione. A tema c'erano le primarie. Ma pur mancando il capo clown Romano, lo spettacolo è stata esilarante come nelle migliori commedie napoletane.

"Lo stanno prendendo a schiaffi, lo stanno prendendo a schiaffi!!! " - "O cacciate lei, o me ne vado io".  - "Quello che è accaduto è molto grave"- "Ma lo hanno preso a schiaffi!!! -"Uno per fare politica ci mette la propria faccia! Io ci ho messo la faccia quando da magistrato andavo in giro a rischiare la vita"- "Stai facendo una sceneggiata napoletana" - "mandate la pubblicità" - "Ma io non ho ucciso nessuno" - "io me ne vado" - "quelli che sfasciano le vetrine noi li facciamo parlare questa è la democrazia dell'ulivo" -  "dovevate farlo parlare anche se con la maschera in faccia" - "ma ccchè scherziamo non siamo mica a carnevale qui!!!" -  "di Petro cosa ne pensa lei del ..." - " io dico ...telefonate al numero verde" - "ci scusiamo con gli spettatori per l'increscioso episodio ma siamo in diretta" - "l'onorevole Mastella ci ha lasciato" - "Quello che è accaduto è molto grave" - "Non voglio avre neinte a che fare con chi ammazza gli anziani che non arrivano a fine mese" - "voterà per l'Unione?" - "NO!" - "ma lei è candidata per l'Unione?" - "questa è la democraticità dell'Unione, lei è una che sfascia e io la lascio parlare" - "Lo spettacolo che abbiamo dato ..." - "I vecchi non arrivano a fine mese" - "O cacciate lei, o me ne vado io".  - "Mastella se n'è andato"  ... "ci scusiamo con gli spettatori" ...

E questa sarebbe l'Unione? 

A ridatece Taricone.


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 15:32 | link | commenti
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I love Maggie

ieri ha compiuto 80 anni e per me rimane ancora bellissima.


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 14:22 | link | commenti
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SAVY n.1


 

 

  Come la RAI possa trasformare Montalbano da uno strafigo a un putto

 
Tranquilli, non sono come lei. Non potrei mai essere come la Guia. Innanzitutto – senza offesa – il Sorvegliato non è Ferrara – eppoi la Guia è davvero troppo cool. E io francamente vengo pur sempre da Frampula  e il mio inglese (anche se ci sto lavorando su..) non mi permette di suzzarmi ore e ore di serials USA via satellite e di cavalcare così le ultime novità. Al massimo potrei parlarvi di cose di casa nostra o comunque ricicciate da casa nostra. Cominciamo.
E cominciando vorrei subito dirvi che non avrei mai voluto cominciare così. Proprio sul blog del Sorvegliato. Cominciare parlando di Montalbano. Creatura della mente di vecchio tabagista-comunista Camilleri. Lo so è un gran comunistone. Facciamo così. Se proprio non ce la fate pensate almeno all’imitazione che ne ha fatto Fiorello.
Camilleri – diciamolo subito – scrive come un Dio. Davvero. Cominciate rilassati e cominciate leggendo i suoi racconti di Montabano. Sarà una droga, molto meglio della oramai nota doppietta pippa+travone. Li dovrete leggere tutti e tutti d’un fiato. Editi dalla Sellerio, si tratta di una decina circa di romanzi di un nuovo genere: il giallo terronico. Sicilianità pura (la Sicilia..una delle migliori produzioni di Dio), scritti in una specie di dialetto (ma molte parole in realtà sono neologismi). Fa ridere e molto. Oltre che avere dei pezzi di autentica poesia e dei fotoni circa la vita assolutamente potenti e very impressive.
E comunque il pezzo forte dei romanzi è lui: Salvo. Montalbano. Salvo Montalbano. Il più figo dei fighi. Affascinante, disturbato, bastardo e stronzo quanto basta per fare desiderare a qualsiasi donna che è una donna di averlo nel letto, ma anche a tavola e in ogni altro luogo. Io ne sono caduta innamorata. Quando ho finito di leggere tutti i libri in cui lui la faceva da protagonista, mi ci sono voluti mesi 2 per elaborare il lutto. Tant’è.
Allora una povera ragazza (Sorvy non ve l’ha detto: io sono una ragazza g i o v a n e) si gasa subito: che bello! la RAI fa la nuova serie di Montalbano. Ti prepari all’evento. Il cuscino morbido sul divano, il birrino e le pringles, la copertina. E’ tutto pronto per il primo incontro. E arriva lui. Salvo Zingarelli. Evabbè ci può anche stare.. ma non era il mio Salvo. Non mi prende, non mi fa perdere il tempo. Non è lui. E comunque non voglio fare la solita implulsiva-giudicante-sull’unghia. Pur deboluccia la puntata 1, aspetto tuttavia di vedere le altre epifanie di Salvo nei giovedì a venire. Ma ora è giunto il momento di parlare: non una, non due, non tre: quattro di sti cazzo di episodi mi sono bevuta. Diciamocelo: Montabano della RAI fa cagare. Da strafigo del libro a super putto asessuato della TV. La svidisa che si spoglia in casa sua e lui abbassa gli occhi, ma và! Lui che fa la ramanza ad Augello perché gli piace la topa (come noumeno, intendo), ma và! Insomma ’sto Montalbano è qualcosa a metà strada tra un frocio e un parrino.
E ti senti caduta come in una situazione di costrizione: tradita e defraudata del tuo Salvo, lo stesso già sai che li guarderai tutti gli altri episodi giammai cileccandone uno e solo perché parlano di lui.
Non è forse violenza questa? Pago forse io il canone RAI perché questi arrivino bel belli e mi restituiscono al posto del mio amore un finocchietto?
Cornuta e mazziata. Per fortuna che almeno Catarella è perfetto.

Savy
  (la Guia Soncini de noantri)
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giovedì, 13 ottobre 2005

Sarà una bugia che vi seppellirà
By Shark.

Linko l'articolo di Christian Rocca di oggi su Katrina. Questo articolo mette la parola fine a quella vergognosa messinscena del giornalismo sensazionalista liberal. La sinistra e gli antimericani italiani ed europei gioirono per delle bugie, ne inventarono di proprie, festeggiarono perché le molte migliaia di morti stavano lì a dimostrare che gli americani erano un popolo selvaggio, molto violento, che i poveri erano tanti, che non vi era alcun tipo di organizzazione, che Bush aveva fatto una figura da criminale di guerra anche in tempo di pace, e gli americani stupravano, uccidevano, e qui e là e tric e trac. Tantissimi di loro hanno esultato perché si trattava di decine di migliaia di morti, e c'era la guerra in Iraq, e tric e trac. Come sappiamo già da tempo erano tutte bugie. Come dice anche Rocca, erano tutte bugie. La loro analisi era sbagliata, e continueranno a non capire. "Come cavolo è possibile che in America i poveri non ammazzino i ricchi?", si chiedono "Com'è possibile che negli Stati Uniti un povero cristo afroamericano non violenti per rivalsa sociale la figlia di un ricco bianco? Mah, è proprio un Paese strano". E già, è proprio un Paese strano. Va da sé che neanche in Italia i poveri uccidono e violentano, ma i signori di sinistra non lo sanno, non essendo affatto poveri. Qualcuno di loro lo è stato, in passato, ma ha provveduto a rimuovere alcune vergogne. Come ha scritto Paolo da poco, oggi hanno la SUV da 40 mila euro e vestono Ralph Lauren... ma che ne sanno dei poveri?? Tantomeno di quelli americani. Bakunin (credo che fosse lui) diceva "Sarà una risata che vi seppellirà", nel caso della sinistra italiana io dico "Sarà una bugia che vi seppellirà". Vi ricordate quando prendevano per oro colato le bugie di Michael Moore? Vi ricordate quando dicevano che gli iracheni non sarebbero mai stati in grado di scrivere una Costituzione, e poi la Shari'a, i sunniti, e tric e trac?Adesso è stato il turno di Katrina. Continuate così, fàtece ride. P.S. Unica osservazione a Rocca: scrive "I fatti sono che Katrina ha colpito un'area di 233 mila chilometri quadrati, d'un niente più grande dell'Italia intera". Il senso non cambia affatto, ma l'Italia è grande 301 mila chilometri quadrati. Sono pignolissimo.

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Quanti morti ha causato l'uragano Katrina? Diecimila, come ha subito annunciato lo sciagurato sindaco di New Orleans? Oppure 25 mila, secondo le previsioni più audaci dei cronisti sul campo? Segnatevelo: sono 972 in Louisiana e 221 in Mississippi. Il conteggio ufficiale è terminato, l'acqua è stata prosciugata, la vita è ricominciata. Le cifre potrebbero crescere, ma resterebbero dieci o venticinque volte inferiori all'apocalisse raccontata dai giornali e dalle televisioni. I fatti sono che Katrina ha colpito un'area di 233 mila chilometri quadrati, d'un niente più grande dell'Italia intera. Soltanto immaginando l'impatto di un uragano di quella violenza su tutto il territorio italiano, da Trapani a Trento, si può intuire come in realtà i piani di prevenzione abbiano funzionato più che bene. Tutto il resto è falso. I reportage che raccontavano di razzie, stupri e omicidi erano basati su voci ora ufficialmente smentite. I racconti di bande armate che saccheggiavano, violentavano e sparavano sugli elicotteri o sui passanti erano inventati di sana pianta.
E' la più grande debacle giornalistica degli ultimi decenni. I giornali americani hanno cominciato a fare autocritica, a riconoscere il clamoroso errore, a coprirsi il capo di cenere. Dei 972 morti di New Orleans, soltanto 4 sono deceduti per arma da fuoco, al di sotto della media in una città che, prima di Katrina, aveva già contato 200 omicidi.
I resoconti dal Superdome erano altrettanto sopra le righe. Il bambino di sette anni stuprato e poi sgozzato non è mai esistito. Così come la bimba di dieci anni violentata e poi uccisa in un bagno. Le pile di cadaveri ammassati negli scantinati non sono mai state accatastate in mancanza di cadaveri. Le parole del sindaco su “quel fottuto Superdome dove per cinque giorni abbiamo visto cadaveri e hooligans uccidere e stuprare la gente” erano più delle solite bugie di un politico. Il capo della polizia, un altro che le aveva dette grosse, si è dimesso per la vergogna.
Nessuno, nemmeno uno, è stato ucciso dentro il Superdome. Se avete letto di 30 o 40 corpi stipati nei freezer delle cucine, era una bufala. Così come la notizia di gente costretta a mangiar cadaveri. Le voci sul sangue infetto non erano vere, nemmeno quelle sui bambini disidratati. I morti sono stati sei, di cui quattro per cause naturali, uno di overdose e uno suicida. False anche le notizie dei neonati nei cassonetti. False quelle degli squali che nuotavano per le vie del centro. Infondata la storia secondo cui il Congresso aveva tagliato i fondi alla città. Idem quella degli aiuti arrivati in ritardo perché la Guardia Nazionale era in Iraq. Piuttosto, ha svelato il Wall Street Journal, gli aiuti sono arrivati in ritardo per colpa del falso clima da guerra civile raccontato dai giornali e dalle autorità locali. Invece di mandare 50 guardie a distribuire i viveri, la protezione civile ha creduto fossero necessari mille uomini armati fino ai denti e addestrati ad affrontare un'insurrezione popolare. Non ce n'era bisogno. Ci sarebbe stato bisogno di una stampa decisa a verificare le voci più che a trovare conferma del proprio pregiudizio anti Bush. C'è un paradosso in questa storia: per accusare la Casa Bianca di aver abbandonato i poveri neri di New Orleans, la stampa non ha avuto remore a considerarli capaci di commettere ogni genere di crimine ed empietà. “Se al Superdome anziché afroamericani ci fossero stati bianchi di ceto medio - ha detto il direttore del Times di New Orleans - non ci sarebbe stato terreno fertile per lo spaccio di queste voci infondate”.
Christian Rocca


Shark

postato da: ilfaro alle ore 20:35 | link | commenti
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Vabbene, lo riconosco, avevo cannato ...

Ma non è che devo per forza azzeccarle tutte!

Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 19:20 | link | commenti
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APPROVATA ALLA CAMERA

La maggioranza in aula alla Camera, ha approvato la nuova legge elettorale. L'Unione non ha partecipato al voto. I deputati del centrosinistra sono pero' rimasti in Aula alzando la tessera che consente il voto elettronico. La legge passa con 323 sì, 6 no e 6 astenuti. Ora il provvedimento passa al Senato.

Il dibattito è stato durissimo con attacchi diretti. Adornato (FI): "Questa legge riduce la distanza tra chi vince e chi perde, ma la sinistra è così sicura di vincere?"


Sancho

postato da: ilfaro alle ore 19:09 | link | commenti
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BISOGNEREBBE DARE UN NOBEL

 AL PREMIO NOBEL.

Hanno trovato, gira che ti rigira per il mondo, un altro Dario Fo. Questa volta è inglese. Chiaramente antiamericano viscerale e ... come si dice "de sinistra" in inglese? Comunque l'hanno trovato ed è - incredibile davvero - ancora più modesto di Dario Fo.

Non è mica facile ragazzi, cosa pensate?


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 15:36 | link | commenti
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Da Scalfaro a Scalfar8
Cari amici,
il tema di questa volta è obbligatorio: le primarie dell’Unione.
Se passerà il proporzionale queste primarie varranno meno di un sondaggio demoscopico, perché ognuno correrà per sé. Chi vincerà? Prodi of course! E allora è inutile andare a votare. Ci sono sette candidati: tutti dicono che vorrebbero Prodi premier. Ma che ci stanno a fare gli altri sei? Ci stanno per mobilitare le proprie truppe con qualche mese di anticipo, per avere visibilità sui media, per potere chiedere più spazio nel programma e nei collegi. Per fare ciò, ognuno dei candidati si distingue per argomenti e posizioni dall’altro. Per paradossale che possa sembrare, quelli che si dicono contrari al proporzionale, di fatto, utilizzano quel sistema per iniziare a spartirsi il potere che pensano già loro. Il primo risultato certo è che la candidata no-global e Scalfarotto reclameranno uno o più posti in Parlamento ed è anche per questo che l’Unione oggi si oppone al proporzionale, perché i posti promessi, con la riforma elettorale, saranno più di quelli disponibili.
E’ inutile negarlo. Sono curioso. Curioso di vedere quante persone Di Pietro convincerà ad andare a votare con l’argomento che nessuno conosce: i 102 dico centodue punti “etici”. Chi li ha letti ? Entreranno nel programma? Quanti? Mastella e Bertinotti ascoltano gli spot e leggono i manifesti dell’altro ?. Clemente sa che Fausto dovrà avere dieci volte più spazio di lui nel programma e nei collegi ? Passi per i collegi (a Mastella ne interessano solo un paio per la famiglia), ma nel programma cosa ci sarà della falce e martello e cosa del campanile? I no-global, Scalfarotto e Pecoraro cosa vogliono di diverso da Bertinotti? Vogliono le stesse cose ma adesso si vogliono contare e vedere dove hanno adepti fidati. E’ un inizio. La Margherita,DS, Pdci e Sdi fanno votare Prodi. Come inciderà sul programma? I PACS si faranno? Le truppe saranno ritirate dalle missioni? La riforma Biagi sarà affossata? La legge sulla procreazione assistita sarà modificata?
Mi chiedo cosa unisca Bertinotti, Pecoraro Scanio, Scalfarotto, i no-global, Fassino, D’Alema, Diliberto, Boselli ecc.con la Margherita e l’UDEUR. Mentre tra i primi riconosco una matrice culturale comune che li legittima a stare insieme e a proporre alcune cose, i centristi di sinistra hanno in comune con la “gauche” de noantri solo un argomento: l’ostitilità nei confronti di Berlusconi. Bertinotti, per me il più sincero competitore di queste primarie, a precisa domanda su cos’abbia di positivo un’alleanza tra forze tanto disomogenee ha detto: “Il grosso merito è che siamo i becchini e gli eredi di Berlusconi”. Infatti, altro non v’è. Ora, ammettiamo che Prodi vinca contro Berlusconi o chi per lui, i vincitori saranno d’accordo solo nell’abrogare le leggi cosiddette “di favore”, nel cambiare la legge sul conflitto di interessi, tassare le rendite finanziarie e basta. Poi per tutto il resto sarà solo un gran caos. Non li terrà insieme nemmeno l’aspirazione ad imitare Zapatero in crollo di popolarità anche in Spagna. Fatto fuori Berlusconi non ci sarà più motivo di tenersi per la mano da Scalfaro a Scalfar8 e allora, come ogni girotondo, finirà con “tutti giù per terra”.
                                   Cordialmente vostro
                                   Ercole Savignano

Ercole
postato da: ilfaro alle ore 10:28 | link | commenti
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Novità dalle parti del Sorvegliato Speciale.

Come avrete notato più in giù c'è un intervento di Deka. Chi è Deka? Ma come, non ve l'avevamo ancora presentato? E' un nuovo redattore del Sorvegliato. Anche lui era un commentatore (sotto diverse spoglie) di questo blog. Adesso ha deciso di farne parte. E' un giornalista di professione. Scrive per diversi giornali e, a tempo perso, scriverà su questo blog. Dimenticavo di dire: è un grande amico di Sorvy e di Savy.  

Ma presto ci saranno nuovi arrivi, si stanno "scaldando" (preparando all'esordio) altri due, forse tre, spettacolari firme. I loro nomi? Forse Nick e Sancho e poi... non possiamo dirlo è un colpaccio... No, non è Giuliano Ferrara ma ci siamo vicini.

 Insomma il Sorvegliato Speciale si sta trasformando in un vero giornale on line.

Anche per riepilogare, un saluto dalla Redazione:

     
Deka

Savy

Ercole

Sorvy

Shark

postato da: ilfaro alle ore 10:20 | link | commenti
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Quando gli dei cadono.

Quando gli dei cadono fanno il botto. Lapo Elkann era la faccia simpatica della Fiat. Quello delle magliette stile retrò con il logo dell'azienda, del Fiat Cafè a Milano, delle foto nel bagagliaio della Punto, delle interviste a ruota libera, dei congiuntivi che poi tanto congiuntivi non sono. Oggi è un po' meno dandy, un po' meno nipote dell'avvocato Agnelli e un po' troppo di moda. Anche lui, nato a New York il 7 ottobre del 1977, con la maturità classica presa a Parigi nel 1997, con un'esperienza sotto falso nome da operaio nella fabbrica della Piaggio a montare marmitte a 17 anni e uno stage come assistente personale di Henry Kissinger, è finito nel circolo dei viziosi, quello di cui sono già soci Kate Moss e Paolo Calissano. Su di lui sempre i fari accesi e non perché era il responsabile della promozione del marchio Fiat. Lapo era quello che doveva essere: ricco, famoso, originale e con una fidanzata da urlo, Martina Stella. Andava a gonfie vele la sua operazione simpatia: Punto. E riga.


Deka

postato da: ilfaro alle ore 08:39 | link | commenti
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mercoledì, 12 ottobre 2005

Grazie a Daw per l'immagine.


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 17:55 | link | commenti
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CI SONO NO e NO.

Andrea's version / copycat n. 99

Ne ha sofferto, ma Umberto Veronesi ha infine deciso per un succinto comunicato in cui dice che non si candiderà a Milano. Non può candidarsi perché è giusto che resti con la Scienza. Ha passato una vita, con la Scienza. L’avrebbe anche fatto, ma non se l’è sentita di abbandonare la Scienza. Dal momento che ci sono cose che lui sa fare più efficacemente come uomo di Scienza. Il mondo della Scienza gli ha chiesto di non abbandonarlo. Poteva, proprio lui, assumersi la responsabilità di abbandonare la Scienza? Non potevo abbandonare la Scienza, è la risposta. Avrebbe fatto un torto a quella stessa Scienza. Il suo abito mentale è quello della Scienza. “Ho sempre lottato con l’arma della Scienza”. Centinaia di uomini di Scienza hanno già sottoscritto la sua Carta. E’ sempre il succinto comunicato a spiegare: Veronesi sta ponendo le basi per un’alleanza tra Scienza e società. Sta cercando un’intesa anche tra Scienza e fede. Intende dare più Scienza agli ambientalisti. Più Scienza ai governi. Sta fondando un movimento internazionale per la Scienza. Vogliamo dirlo che, in confronto, il no di Pippo Baudo faceva veramente cacare?

Il Foglio del 12/10/2005

postato da: ilfaro alle ore 16:37 | link | commenti
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 "Vorrei che Margherita e Udeur entrassero nel centrodestra",

ha detto Berlusconi conversando con i giornalisti a Palazzo Chigi. "Per la verità- incalza il premier- non capisco cosa c'è che ci distanzia come valori e come principi. Forse noi siamo più coerenti". Insiste Berlusconi: "Loro stanno di là, con coloro che li hanno affossati, che hanno praticato teorie molto diverse, che hanno un'ideologica che fa a pugni con la loro ideologica di base". E allora, "ancora io mi stupisco che ci possano essere queste appartenenze a una sinistra così composita, dove ci sono dei partiti che agitano orgogliosamente il vessillo comunista nel nome, per partiti che si definiscono cattolici".

 

Vecchia cara contraddizione dei cattolici che militano a sinistra. Mai risolta. Ma guai a chiamarli "utili idoti".

Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 16:30 | link | commenti
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DI TIRARE, TIRA

... e se qualcuno avesse ancora speranza sul nostro politically correct:

BY SAVY

 DA OGGI COMINCIA UNA NUOVA COLLABORAZIONE COL SORVEGLIATO.

La pubblicità della "nuova punto" è opera sua (o forse no?). Sicuramente questo è il suo primo "post".

Ve la presentiamo subito:

La prima donna del Sorvegliato si chiama Savy, l'avete già conosciuta nei commenti, prima che quello scorretto di Sorvy li eliminasse.

E' la Guia Soncini de noantri (questa definzione la farà arrossire ed emozionare), curerà il lato femminile quindi più graffiante di questo blog. Occorreva una donna al Sorvegliato per farlo diventare, se possibile, ancora più Kattivo. L'abbiamo trovata.

Benvenuta Savy.

Intanto per voi amati "sorveglianti" stiamo preparando moltissime altre sensazionali novità (potremmo dire "stupefacenti" per rimanere in tema col post)... e nuovi collaboratori in arrivo.

postato da: ilfaro alle ore 09:26 | link | commenti
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martedì, 11 ottobre 2005

Oggi un ricordo di ciò che non dovrà più essere.
By Shark.

Sto leggendo un bel libro sull'Olocausto e le informazioni che al riguardo arrivavano a Londra e a Washington. Milioni di ebrei uccisi perché erano ebrei. Vi riporto il messaggio del Bund di Varsavia, portato alla luce da un corriere polacco nel 1942 e consegnato agli inglesi:

"Quello che ci sta succedendo è assolutamente inconcepibile per degli esseri umani civili. Essi [in Occidente] non credono alle voci che sentono circolare. Dite loro che stiamo tutti morendo. Che salvino chiunque sia ancora vivo quando perverrà loro il rapporto. Non li perdoneremo mai per non averci fornito armi che ci avrebbero permesso di morire da uomini, con la pistola in pugno".

E segnalo questo articolo che ho trovato su Esperimento

«Mongolo, spastico, asilante, ebreo!»


E poi l'appendice

1. Mongolo!
2. Mongoloide!
3. Spastico!
4. Asilante!
5. Frocio!
6. Andicappato!
7. Vu' cumprà!
8. Albanese!
9. Negro!
10. Kossovaro!
11. Albanisch!
12. Rifugiato!
13. Ebreo!

Alcuni giorni fa ho detto ad un mio scolaro che aveva gentilmente e scherzosamente insultato un compagno chiamandolo ebreo, che anch'io ero ebrea. Ieri un ragazzo di un'altra classe mi ha chiesto se ero ebrea. Io ho detto, sì, perché?
Non potevo infatti dire che ero mongoloide, né spastica, né negra. Si sarebbe visto. Essendo qui da prima dell'arrivo delle navi albanesi in Puglia, non posso nemmeno dire di essere albanese. Anche l'appellativo Kossovaro è troppo recente. Lavoro, quindi non potrei essere né rifugiata né asilante. Non mi potrebbero chiamare nemmeno frocio.
Quando dico di essere italiana provo un certo non so ché, poi vigliaccamente mi affretto a dire che sono qui da tanti anni e che i miei figli adesso sono svizzeri. E poi da sposata ho acquisito un cognome così lombardo che è molto diffuso anche in Ticino… Così come ci sono tanti Bernasconi anche in Lombardia. Ma ebrea, quello sì, quello posso esserlo sempre.
Insegno in questa scuola da tredici anni. Ogni anno c'è un insulto che va per la maggiore. Questi insulti potrebbero benissimo servire per fare una ricerca antropologica o per rileggere la storia recente. E' da poco più di una ventina d'anni infatti che si parla di inserire i portatori di handicap nelle scuole. Il dibattito era molto vivace una quindicina di anni fa. Adesso se ne parla molto meno. Ci sono meno portatori di handicap? Meno bambini affetti dalla sindrome di Down? Speriamo!
Gli asilanti, ovvero richiedenti di asilo, ci sono sempre, così come i rifugiati, anche se ogni tanto gli danno un po' di franchi, dei vestiti, li caricano su un aereo con dei poliziotti e vrumm, di nuovo a casa, Kossovo, Albania, isola che non c'è. Rimpatriano così anche bambini che sono venuti qui a un anno e adesso ne hanno dieci, vuol dire bambini che sono cresciuti e sono andati a scuola qui, tengono per il Lugano, il Servette, l'Ambri, e forse per una squadra italiana famosa, come l'Inter o il Milan.
I miei scolari dicono che gli portano via il lavoro. Io insegno in una scuola privata, dove ben pochi sono i ragazzi che hanno problemi economici. Molti invece hanno solo poca voglia di fare o di lavorare.
Difficile ragionare in questi casi. Come raddrizzar le gambe a un cane, diceva mia suocera.
Ma quando sento "ebreo!" allora mi arrabbio.
Ne ho parlato con un collega. Ma scherzano, ha detto scherzando.
A me non piacciono le barzellette, le dimentico e non le so raccontare. Se mi raccontano una storia ci credo, non sono nemmeno capace di raccontare frottole, se non in casi eccezionali. Apprezzo l'ironia, meno il sarcasmo.
Non scherzo mai, dicono che sia un mio difetto. Ma rido un sacco delle cose che mi divertono. Mi diverto a parlar di cose serie.
Sentire insultare un ragazzo chiamandolo ebreo non mi diverte.
Mi fa arrabbiare. Tanto.
A me quel ragazzo che l'ha detto è simpatico. Cerco di parlargli e ci intendiamo anche abbastanza. Con altri colleghi ha parecchi problemi. Sta probabilmente cercando la sua strada, fra una canna e l'altra. Ma è contento quando riesce a prendere una sufficienza. Soffre probabilmente di un disturbo ossessivo-compulsivo, per cui ogni tanto in classe deve fare il verso di qualche volatile. L'anno scorso ho dovuto ritirargli il telefonino, perché lo stava usando tranquillamente davanti a me. Me l'ha dato subito, sorridendo. Mi spiace, sai, è la regola. Certo, ha detto dandomelo, lo so. E' un ragazzo sensibile e intelligente.
Così l'altro giorno, quando mi sono tanto arrabbiata, ho cominciato a spiegargli perché non si deve dire ebreo come insulto. Devo dire che mi ha ascoltata senza fare versi di volatili.
Ma da dove si comincia?
Io quando mi arrabbio mi impappino. Faccio una gran confusione. Non so esprimere chiaramente un concetto. Le cose importanti mi vengono in mente sempre dopo, dopo. Quando sto per addormentarmi e non ci riesco.
Ho dovuto dire però che purtroppo i cristiani non hanno fatto molto per non incoraggiare l'antisemitismo. Solo da poco è stata tolta l'accusa di deicidio. Che cos'è il deicidio, mi hanno chiesto.
Che gli ebrei sono sempre stati stranieri perché non hanno mai rinunciato né alla loro fede né alla loro lingua sacra. Che hanno cominciato a fare i banchieri perché non gli lasciavano comprare né case, né terreni. Oppure facevano i medici, altra professione vista con sospetto dalla popolazione. Che i re se ne servivano per farsi dare i soldi per combattere guerre insensate e quando non potevano restituire i soldi li cacciavano così da un momento all'altro, ammazzandone anche un po' già che c'erano. In Inghilterra gli ebrei sono stati assenti dalla metà del duecento fino al seicento.
Mi sono dimenticata però di dire che alcune di queste guerre per le quali i re chiedevano finanziamenti erano anche le crociate, che hanno segnato il vero inizio dell'antisemitismo ufficiale. Massacriamo tutti gli infedeli, cominciando dall'Europa, poi completeremo l'opera a Gerusalemme, dove ebrei e arabi convivevano.
Mi sono dimenticata di dire che la parola Ghetto è stata inventata in Italia, dove peraltro gli ebrei stavano meno peggio che altrove, perché un buon Medici in cambio del titolo di Granduca, per fare un piacere al papa, li ha fatti rinchiudere, appunto nei ghetti.
Mi sono dimenticata di dire che i buoni e devoti Ferdinando e Isabella di Castiglia verso la fine del 1400 hanno deciso di ripulire la Spagna dai non cristiani e obbligato gli ebrei o a convertirsi o a lasciare la Spagna.
Anch'io da piccola dicevo "Vil marrano!". Cinquecento anni dopo dire vil marrano a qualcuno era ancora un insulto. (I marrani erano gli ebrei convertiti.) Santa Teresa d'Avila, santa importantissima, apparteneva a una famiglia di vili marrani.
Anche Spinosa, il grande filosofo, era un marrano. Si era rifugiato in Olanda come molti altri ebrei che aiutarono i Paesi Bassi a rifiorire economicamente, così come avevano fatto altri che arrivarono a Livorno. La Toscana trasse gran giovamento da questi arrivi. Se qualcuno va in Turchia, Grecia, Bulgaria, se è molto fortunato o sa dove trovarli, potrà sentire ancora parlare uno spagnolo antico, appunto sefardita, da questi esuli dalla Spagna. Ne ho incontrato qualcuno a Istanbul. Parlavano turco e questo spagnolo. Facevano i negozianti, vendevano camicie e bottoni.
Ma, mi ha detto questo ragazzo, fanno ridere, con quei cappelli e con quelle barbe e con quei riccioli sulle orecchie. Lasciamo perdere, dico io, perché se si sta a guardare cosa c'è in giro, anelli al naso, capelli rossi verdi gialli e viola, c'è proprio di tutto. Ho capito però che era un ragionamento "politically incorrect". E le suore, dico io allora, anche loro vanno vestite in modo anacronistico. Appunto, dice lui. Meglio lasciar perdere, penso io.
Cerco allora di spiegare come nel 1648, proprio alla fine della terribile guerra dei trent'anni, in Polonia c'è stata una strage, il massacro di Chmielnitzky, quasi paragonabile, fatte le debite proporzioni, all'olocausto, e che in seguito una specie di rabbino, ma non proprio, il Ba'al Shem Tov, si è messo ad andare in giro e cercare di "rianimare" questo popolo ferito a morte, cantando, pregando e ballando, e i suoi seguaci, gli Hassidim, si vestono più o meno ancora come allora. Come anche gli Amish, in America, non ti ricordi la lettura sul libro?
Ho scritto alla lavagna il nome di Chaim Potok e il titolo di alcuni suoi libri, Danny l'eletto, Mi chiamo Asher Lev. Leggeteli, ho detto, sono belli. Chissà.
Difficile spiegare, non sono una storica, non ho i dati precisi. Ma so, di sicuro.
Avrei potuto raccontare la bella leggenda del Golem, questa specie di Frankenstein d'argilla, creato a Praga all'inizio del 1600, almeno così dice la leggenda, perché aiutasse e difendesse questi poveri ebrei sempre costretti a subire umiliazioni e angherie. Sembra che fosse molto bravo all'inizio, poi la cosa è scappata di mano e si dovette eliminarlo. Come? In un modo alquanto "cabalistico". Il rabbino che lo aveva per così dire "creato" aveva scritto sulla fronte del Golem la parola Emeth, che in ebraico vuol dire verità. Per farlo ritornare al suo stato di semplice argilla bastò cancellare la prima E, ottenendo così la parola Meth, che vuol dire morte.
Non ho avuto tempo di spiegare come con l'illuminismo e la rivoluzione francese fossero arrivate anche fra gli ebrei le idee egalitarie, la voglia di... emanciparsi.. e hanno dato, tanto, tanto. Hanno imparato le nostre lingue, sono usciti dai ghetti. Pensavano di essere persone normali, come tutti, coi loro difetti e le loro qualità. Ma soprattutto coi loro difetti, come così bene ci descrive Isaac Singer. Nel suo libro "Il Mago di Lublino" arriva a far dire al protagonista, perplesso nel vedere gli uomini nella sinagoga, "ma almeno mentre sono qui non commettono peccati, non fanno niente di male".
"Danza con la morte" definisce Chaim Potok l'emancipazione, nel suo libro "Wanderings".
Volevo suggerire di leggere "La Tela del Ragno", di Joseph Roth. Meglio non esagerare.
Non mi è venuto in mente di dire che tanti ebrei hanno cercato di costruire un'utopia in Russia insieme ad altri sognatori, ma poi.. ma poi… i gulag. Anche Trotsky, come Marx e sembra anche Lenin, era ebreo, veniva da uno Shtetl (villaggio) nella zona di residenza, una fascia di terra che va dalla Lituania al Mar Nero, se ne dovevano star lì, gli ebrei, un po' in Russia, un po' in Prussia, un po' nell'impero asburgico.. Ogni tanto, a seconda dell'umore, li cacciavano, o facevano un pogrom (spedizione punitiva in un villaggio di ebrei nella Russia degli Zar in cui si distruggeva e si massacrava), così, tanto per non saper cosa fare.
Le superstizioni. Chi conosce la religione ebraica sa che il sangue non c'entra affatto. E' stata una delle prime religioni a eliminare il sacrificio umano. Ma la mala erba è forte e ben radicata. C'era sempre in quei paesini un ebreo accusato di aver sacrificato un bambino per berne il sangue!
Tanti altri pregiudizi, sospetti, invidie, furono sfruttati persino dall'Okhrana, la polizia segreta degli zar, per elaborare un crudelissimo libello contro gli ebrei, "I Protocolli dei Savi di Sion", che servì a istigare all'antisemitismo e diffondere falsità in tutta Europa. Ancora oggi c'è chi ci crede.
Ho cercato di spiegare, persa ormai in questo labirinto di storie, fatti, idee, che finché queste cose sono a livello di osteria niente di grave. Terùn, Polentùn. E poi una bella bevuta.
Ma durante il nazismo la cosa è andata oltre. Licenza di ammazzare i Terùn, licenza di ammazzare gli asilanti, licenza di ammazzare gli ebrei, licenza di ammazzare gli handicappati, licenza di ammazzare gli zingari. E' proprio questo quello che è successo quando la politica, i governanti si sono impossessati delle idee da osteria e le hanno sfruttate per i loro fini. Certo la guerra ha dato una mano. La guerra è assenza di legge, assenza di controllo, assenza di tutto.
Non sono riuscita a dire tutte queste cose, però. Non c'era il tempo. Stava per suonare il campanello.
Sono forse riuscita a dire che il concetto di razza è scientificamente inesistente, certo non siamo cani o moscerini, ma il nostro DNA non è così diverso da quello di un gorilla.
Ho cercato anche di dire che uno scrittore, Franz Werfel, ebreo anche lui, ha raccontato in un libro scritto nel 1929, "I quaranta giorni del Mussa Dagh", che non solo gli ebrei sono stati decimati. Durante la prima guerra mondiale c'era stato un altro genocidio, quello degli armeni. Il genocidio del deserto, l'hanno chiamato. Hanno semplicemente deportato un popolo facendolo camminare a piedi, fino alla morte. L'anno scorso avevo un'allieva con il nome che finiva per –ian, come tutti gli armeni. La sua bisnonna si era miracolosamente salvata sopravvivendo per alcuni giorni accanto ai cadaveri di tutti i suoi famigliari, aveva poi avuto una vita avventurosissima, mi ha detto K. P.
Anche quello un popolo non guerriero, ma diverso, come tradizioni, lingua, cultura, religione, dal popolo dominante, i turchi. C'erano degli scienziati che assistevano i turchi in questa loro opera. Prestavano assistenza tecnica. Sì, perché l'eliminazione dei cadaveri creava dei problemi, in certi luoghi le montagne di corpi avevano addirittura deviato il corso di certi fiumi. Questi scienziati stavano quindi studiando dei gas letali. Ma i gas utilizzati allora erano troppo "pesanti", non funzionavano se non a pochi centimetri da terra. Ecco perché ad Auschwitz e in altri posti simili hanno fatto scendere i gas dall'alto, dalle docce.
Non ricordo se ho detto che Elie Wiesel, premio Nobel, sopravvissuto ai lager, ha detto, vigilate, perché queste cose possono capitare ancora. Cambogia, Ruanda, Yugoslavia. Basta una scintilla.
Gli ebrei, per dirla alla Don Giussani, sono il mio senso religioso.
Ecco perché non riesco a scherzare quando sento chiamare qualcuno ebreo. Non riesco proprio. Sono ebrea anch'io.

(Cristina Cattaneo su La Gazzetta di Sondrio, 27 settembre 2005)

Shark.

postato da: ilfaro alle ore 23:33 | link | commenti
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A 3 punti dall'Ulivo

Secondo un sondaggio della ipsos (per conto del Corriere della Sera) il distacco fra il centrodestra e il centrosinistra si è molto ridotto nell'ultimo mese.

CD dal 40-46 è passato al 42.5-48

CS dal 47-53 è passato al 45,5-51

Dal 7% di forbice (settembre) si è passati al 3% (ottobre).

Un bel balzo in avanti per la CDL. E in un solo mese. 

Vogliamo anche considerare che moltissimi sono ancora gli indecisi e le elezioni abbastanza lontane... ?

Non lo so se il centrodestra ce la farà a recuperare nei sondaggi ma fossi in Prodi sarei un pò più prudente nel cantar vittoria.

Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 18:39 | link | commenti
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MERCOLEDI' 12 OTTOBRE

COLUMBUS DAY

E' una festa degli americani e degli italiani.

postato da: ilfaro alle ore 17:54 | link | commenti
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Giù le mani da Internet!

Se c’è una cosa che in questi anni di globalizzazione transnazionale ha funzionato alla perfezione, questa è Internet, cioè il formidabile strumento di comunicazione, commercio e trasferimento dati inventato dal Pentagono e poi messo liberamente a disposizione di chiunque nel mondo avesse voluto utilizzarlo. Grazie alla supervisione tecnologica e amministrativa degli Stati Uniti, la Rete è diventata il luogo di libertà per eccellenza, in certi casi la valvola di sfogo della dissidenza politica, spesso l’unica oasi che consentisse ai singoli individui di scrollarsi di dosso la presenza protettiva e oppressiva dello Stato. Internet è libero come il Far West, ed è proprio la sua libertà la chiave del successo planetario. Ebbene, questa libertà potrebbe venire meno.
L’ideona è venuta all’Onu (e a chi se no?). L’Organizzazione guidata da Kofi Annan, non contenta di aver trasformato in disastro qualsiasi cosa abbia toccato, ha convocato per il 16 novembre, a Tunisi, il World Summit on the Information Society con l’obiettivo esplicito di togliere agli americani la gestione di Internet e di consegnarla ai burocrati del Palazzo di Vetro. Il progetto prevede di delegare all’Onu il governo e il controllo di Internet, oggi in mano a varie società private americane che lo esercitano in modo così liberale e aperto che nessuno si è mai accorto della loro esistenza. Un brivido corre già lungo la schiena di qualunque utente della Rete. Ma c’è di peggio. L’Onu vuole espropriare agli americani la loro tecnologia, fissare linee guida ben precise, gestire l’assegnazione dei domini, controllare il traffico sui siti, regolamentare il commercio e finanche i contenuti, in base al principio che Internet è “una risorsa globale”. A spingere per mettere Internet sotto tutela, guarda caso, ci sono i paesi Onu più minacciati dalla libertà globale che gli americani garantiscono agli utenti, ovvero le dittature d’Iran e di Cina. E con loro Russia, Arabia Saudita, Algeria, Cuba, Egitto, Pakistan, Tunisia. L’Unione europea, per non smentirsi, s’è schierata con loro, mentre il Dipartimento di Stato ovviamente non considera nemmeno per un secondo l’ipotesi di cedere la sovranità a un club di burocrati corrotti. Un problema globale di Internet esiste, specie in ambiti commerciali e di proprietà intellettuale. La via migliore per risolverlo è non toccare nulla, oppure affidarsi alle regole libertarie del paese che l’ha creato. La via peggiore è rivolgersi all’Onu e alla sua allegra congrega di dittatori.

Christian Rocca per Il Foglio, via Camillo.

Shark.

postato da: ilfaro alle ore 14:41 | link | commenti
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... e un giorno succede qualcosa all'improvviso,

 e tutto sembra diverso

"Reuven, man mano che che passeranno gli anni, scoprirai che le vicende più importanti della tua vita saranno spesso la conseguenza di cose stupide, come le chiami tu ..."cose qualunque" mi sembra un termine più adatto. Così va il mondo."

Scossi la testa. "non posso crederci, ecco, "ripetei. "Questa settimana mi ha dato il senso d'essersi svolta su un altro pianeta. L'ospedale, le persone che ho conosciuto, Tony Savo, il piccolo Mickey, Billy ... tutto per via di una partita di baseball."

Mio padre sorseggiava il tè, e mi guardò senza scostare le labbra dall'orlo del bicchiere. Non disse nulla, ma continuò ad osservarmi intensamente.

"Non capisco," soggiunsi. "Passano settimane e settimane, un sabato dopo l'altro, e io sono sempre lo stesso, non cambia niente, e un giorno succede qualcosa all'improvviso, e tutto sembra diverso".

Dal romanzo di Chaim Potok "Danny l'eletto"

Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 09:48 | link | commenti
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lunedì, 10 ottobre 2005

postato da: ilfaro alle ore 20:10 | link | commenti
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bollito...

postato da: ilfaro alle ore 20:08 | link | commenti
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Segnalazioni
By Shark.

Da ieri Face the Truth ha un collaboratore, si tratta dell'Aracnide. Segnalo il suo primo post, a mio avviso condivisibile e incisivo, sul nuovo (...) PSI e De Michelis. All'Aracnide non fa difetto la capacità critica e l'ironia. Segnalo anche il post di oggi di Snake, sul (flip) flop della manifestazione di ieri dell'Unione e di Romaaaaano...

postato da: ilfaro alle ore 14:53 | link | commenti
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FLIP FLOP

Il Flipper (sparacazzate) Prodi ha fatto la sua bella manifestazione della riscossa. Contro la fininanziaria e contro la legge elettorale ha chiamato a raccolta il "grande popolo della sinistra" peninsulare e pure isolano.

Dopo una serie di insulti abbastanza infantili, dal suo palchetto da fiera di paese, ha alzato la testa il flipper Prodi ed ha trovata la più piccola piazza che la sinistra ricordi da quando l'Italia è Repubblica. Trentamila mila persona appena. Moltiplichino pure per tre, come da loro abitutdine, il risultato non cambia. Un imbarazzante FLOP. Non c'erano mai state, vermante MAI,  in una manifestazione nazionale di sinistra così poche persone.

Altro che sinistra alla riscossa ...

by Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 12:09 | link | commenti
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domenica, 09 ottobre 2005

Restyling in corso.
Il Sorvegliato si fa più bello.
Ci stiamo lavorando sopra, cambieremo un pò la grafica, i caratteri, i colori.
Non è solo una questione di immagine, è ancora di più un questione di sostanza.
Abbiamo deciso di dare una svolta a questo blog.
All'inizio era un blog gestito da uno solo (Sorvy). Adesso è un blog a sei mani (si sono aggiunti Shark ed Ercole) e confidiamo in altri collaboratori (lanciamo fin d'ora l'appello). Un anno fa ci si accontentava di poco più di cento accessi al giorno. Quest'anno viaggiamo introno ai 350/400 accessi giornalieri. Ed il trend è costantemente in crescita.
Insomma, non è più il blog improvvisato anche se pieno di sorprese dei primi due anni.
Stiamo diventando dei professionisti della rete, Bill Gates prenda esempio da noi.
Vogliamo gestire e organizzare al meglio la nostra creatura.
Come avrete notato, da alcuni giorni non ci sono più i commenti ai post. La scelta è legata alla volontà di avere un rapporto più diretto e stringente con i "sorveglianti". Per questo abbiamo creato delle mail personali (mail di Sorvy, mail di Shark e mail di Ercole) che troverete accanto alle nostre foto sulla destra del monitor.
Ci eravamo infatti resi conto che per ogni post si creava un vero e proprio forum dove ci si confrontava sull'universo mondo tranne che sull'argomento del post.
I "fuori - post" creano solo confusione e di forum è piena la rete. Non è questo il nostro scopo. Noi intendiamo esprimere le nostre idee, confrontarci seriamente sia con chi la pensa come noi e sia con chi si ritrova in posizione diametralmente opposta. Ma per dialogare occorre innanzitutto civiltà, educazione e rispetto.
 
La cosa migliore allora è farlo in modo personale, non sullo stile delle risse da bar.  
Attendiamo fiduciosi tutti i vostri contributi, suggerimenti o critiche.
Sorvy, Shark ed Ercole
 
P.S. Un saluto a tutti quelli che ci conoscono, alla zia Gina e alla mamma.
postato da: ilfaro alle ore 11:25 | link | commenti
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sabato, 08 ottobre 2005

L'esercito di Zapatero continua a sparare agli immigrati
Il
modello della sinistra italiana non usa la diplomazia
By Shark.

    

Le enclaves spagnole in Marocco, Ceuta e Melilla, sono assediate da centinaia di persone, prevalentemente provenienti da zone subsahariane
colpite dalla siccità e dalla carestia, che cercano in ogni modo di forzare i confini “europei” in Africa. Il governo socialista di Madrid ha reagito a questa emergenza umanitaria con la costruzione di una doppia barriera di filo spinato alta sei metri a difesa del territorio, approvando una legge che prevede il rimpatrio immediato degli immigrati clandestini e ordinando alla guardie di frontiera di sparare su chi tenta di entrare nelle enclaves.
Ancora ieri sono stati uccisi sei migranti, altrettanti la settimana scorsa, e non si vede la fine.
José Luís Rodriguez Zapatero ha però sparso un po’ di lacrime di coccodrillo sulle vittime delle sue decisioni, denunciando la “lacerante disparità di
condizioni economica tra Europa e Marocco, Europa e Africa”. Più o meno come fece la sinistra italiana quando una nave di migranti fu affondata nello stretto di Otranto durante il suo governo. L’Europa, tanto prodiga di frasi umanitarie, in concreto, continua a non fare niente di niente. Il commissario Franco Frattini ha inviato una missione tecnica a Melilla, ma lamenta di non poter fare di più perché i paesi nordici, anche loro prodighi di raccomandazioni, rifiutano di affrontare l’argomento. La Spagna è investita da un problema immane, che non è in grado di affrontare con le sue forze,ma quel che fa concretamente è solo sparare ai poveretti che tentano di violare le sue frontiere. La preoccupazione dominante, espressa anche da ambienti ufficiali, è che una massiccia entrata di emigranti modifichi a favore degli islamici l’equilibrio demografico di Ceuta e Melilla. Nei giorni scorsi El País, il principale quotidiano spagnolo di orientamento zapaterista, ha pubblicato una vignetta che sarebbe piaciuta
a Umberto Bossi, in cui la cartina dell’Europa meridionale era sormontata dalla scritta “Africa sobresahariana”. Raffiche di fucileria sugli immigrati,
barriere di filo spinato, espulsione immediata senza alcuna garanzia e in violazione della legge sull’immigrazione, campagne di opinione “demografiche”: possibile che la sinistra non sappia fare di meglio? A quelli che parlano a sproposito del “lager” di Lampedusa, che accusano la legge Bossi-Fini di essere “peggio delle leggi razziali”, e che poi inneggiano a Zapatero, si può consigliare una crociera a Ceuta e Melilla, paradiso dello zapaterismo reale.

Da "Il Foglio" di oggi. Due articoli de "Il Giornale" qui e qui. D'altra parte come si fa a non adorare un simpaticone come Zapatero, famoso perché non si alza in piedi quando sfila la bandiera degli Stati Uniti? E se i suoi militari sparano contro gli immigrati, pazienza.

Il Foglio di oggi riporta anche la notizia di cui avevo parlato io qualche giorno fa:

Il politically correct s’intestardisce contro Winnie the Pooh

Spettri e fazzoletti di carta. Ossessionati dallo spettro di New Orleans, gli inglesi si domandano se il laboratorio multiculturale più grande d’Europa stia scivolando in una situazione di apartheid strisciante. Il grido d’allarme sulla crescita dei ghetti, lanciato dal presidente della Commissione per l’uguaglianza razziale, Trevor Phillips, sta dividendo l’opinione pubblica. Il fenomeno dell’accentrarsi di presenze etniche si è accentuato nella misura del 30 per cento
in 10 anni, anche secondo dati della Royal Geographical Society. A Bradford, nel 1991, il 4,3 per cento della popolazione di origine pachistana viveva concentrato in aree etniche: oggi è salito al 13,3. A Leicester si è passati dal 10,8 al 13 per cento. La nuova generazione sarebbe meno integrata della precedente. Un’inchiesta curata da Phillips rileva che il 95 per cento dei bianchi britannici ha tutti o quasi tutti amici bianchi e ben il 55 per cento di questi non sarebbe in grado di fare neanche un nome di un amico non bianco. D’altra parte, il 37 per cento dei cittadini non bianchi ha un amico bianco (erano il 47 per cento) e il 37 ne ha solo colorati (erano il 31 dieci anni fa). Eppure il Regno Unito è il paese occidentale col maggior numero di famiglie miste e il professor Danny Dorling dell’Università di Sheffield sostiene che l’unica reale discriminazione è quella del reddito. E il paradosso vuole che intanto gli inglesi si flagellano in ossequio al culto del politically correct. Ultima vittima il tenero Piglet, noto in Italia come Pimpi. Il maialino amico di Winnie the Pooh è stato bandito dagli uffici del Comune di Dudley, West Midlands, un’area a forte presenza etnica.
All’inizio del ramadan alcuni impiegati islamici avevano protestato per la presenza del disegno del maialino “impuro” che occhieggiava sorridente da una confezione di fazzolettini di carta. Di conseguenza la scatola è stata bandita come haram, cioè proibita, dagli uffici comunali. Lo stesso destino
attende giocattoli, calendari o ninnoli di porcellana a forma di peccaminosi porcellini.

Shark.

postato da: ilfaro alle ore 13:06 | link | commenti
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venerdì, 07 ottobre 2005

Ferrara-Lerner, è divorzio.

 

 

 

 

 

La giornalista del Manifesto Ritanna Armeni potrebbe tornare ad affiancare Ferrara al posto di Gad ad ottoemezzo.Ce ne faremo una ragione. Infondo alla Zi' Ritanna eravamo tanto affezionati.

Svy

postato da: ilfaro alle ore 19:01 | link | commenti
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SALVATORE STEFIO, LA STAMPA E ...

 IL SORVEGLIATO SPECIALE.

by Sorvy

Leggo a pagina 7 de LA STAMPA di Torino di oggi un articolo a firma di Guido Ruotolo su Salvatore Stefio dal titolo "L'ex ostaggio che tifa per la Fallaci" nel quale si cita anche il blog del Sorvegliato Speciale.

Non è un gran bell'articolo. Infastidisce soprattutto l'articolo precedente (stessa pagina e stessa firma) dove Ruotolo non perde occasione di attaccare Stefio, Cupertino e Agliana, colpevoli - anche se non lo dice - di non avere avuto la stessa sorte toccata a Quattrocchi. Del resto come si fa a parlare bene di ostaggi che al momento della loro liberazione (avvenuta fra l'altro senza riscatto ma con le armi in pugno di sporchi soldati americani) non ostentano la maglietta di Emergency di Gino Strada o magari qualche bella copia del Corano regalata dai "gentilissimi" rapitori, ma quella della "Coalition Force"?

Salvatore Stefio scese dal Jet che ce lo riportò a casa, con una maglietta con su scritto "coalition forces"  e questo per la pancia del giornalismo pacifinto di sinistra è qualcosa di intollerabile.

Del resto cosa ci si aspetta da un giornalismo che arriva a fare una vergognosa vignetta (Vauro) su Quattrocchi, colpevole  di essere morto per denaro (ve la ricordate? "Morire per denaro. Banconote a mezz'asta")? 
Non si sono sprecati aggettivi sprezzanti e oltremodo offensivi sui giornali di sinistra ma anche su quelli cosiddetti indipendenti come LA STAMPA. Ci fu addirittura un magistrato della procura di Bari che giustificò il termine vergognoso di "MERCENARI" riferito ai quattro italiani rapiti.

Ma pare che tutto questo non sia ancora bastato al giornalismo di sinistra.

Ruotolo è andato a condurre un'inchiesta sul nuovo lavoro di Salvatore Stefio. Pare che Stefio sia stato assunto dalla Croce Rossa.

Ma dov'è lo scandalo? 

Eccolo trovato. Dice Ruotolo: succede in Italia, e non solo, che l'amministrazione pubblica spesso assume familiari, figli, vedove di uomini dello Stato morti in servizio, o anche familiari delle vittime del terrorismo o della mafia. "ma quali meriti può vantare Salvatore Stefio, per avere questo trattamento privilegiato?"  sottintendendo un certo sentimento: " ...solo per una prigionia vissuta con la scimitarra sotto alla gola e manco fosse stato poi sgozzato dai terroristi islamici."

Come dire: "per guidare un ambulanza del 118 Stefio si faccia prima ammazzare e poi ne riparliamo."

L'articolo dopo, quello dove si cita Il Sorvegliato (si, Ruotolo cita proprio questo blog con tanto di url: www.sorvegliatospeciale.splinder.com, leggere per credere), è se possibile ancora più meschino. Non ve lo riporto tutto, non lo merita. Non vi faccio neanche il riassunto.

Vi riporto solo certi passaggi, quelli a mio parere più vergognosi perchè subdoli. Cioè "fra le righe".

 "Giusto un anno fa, era il 18 ottobre, guardandosi attorno (sic), in attesa di qualche nuova avventura (sic!), Salvatore Stefio riceveva a Palermo, nella Chiesa di San Giovanni, l'investitura di Cavaliere dei templari". Un ritratto fra lo 007 e l'avventuriero che si caccia nei guai è bell'e confezionato, anche se in realtà stava in una chiesetta.

"Sui blog che intercettano pensieri ed opere del nostro ex ostaggio (sic), impazzano le riflessioni, le risposte. Stefio è diventato un maitre-à-penser di una certa destra." (dispregiare, dispregiare ... )

Vorrei proprio vedere un articolo di Ruotolo o di chiunque altro in cui le Simonette anzichè essere chiamate vezzeggiativamente le "due Simone" vengono chiamate (forse per nostalgia dei rapimenti?) le "ex ostagge".

Poi si cita Il Sorvegliato Speciale come un fan di questa "certa destra" capitanata dal blog di Stefio, solo perchè anzichè attaccarlo nei commenti del suo blog come fanno gli attivissimi e volgarissimi nogglobal, gli danno ragione e gli dimostrano solidarietà per i continui attacchi a lui ed anche al povero Quattrocchi, la cui memoria sul blog di Stefio viene spesso oltraggiata ed offesa. 

Ma il pezzo forte è nella chiusura dell'articolo.

Scrive Ruotolo: " Salvatore Stefio, noncurante delle critiche, si lascia andare a contorte analisi politiche, e cita: "da patriota difendo la mia nazione in ogni caso, in patria o all'estero e difendo gli interessi nazionali. Sono d'accordo con la linea occidentale e italiana del governo"".

Mi lasci chiedere, Ruotolo, ma la contorta analisi politica dell'ex ostaggio Stefio quale sarebbe? Quella di essere d'accordo con il governo italiano?

Sarò, come dice lei, di una certa destra (quella Berlusconiana o, peggio ancora, quella Bushiana e americana), ma in quella dichiarazione io non ci trovo niente di contorto... tranne la sua buona fede di giornalista nel commentarla.

E poi un sassolino dalla scarpa me lo voglio togliere. Forse ha ragione lei, Ruotolo. Sono di una "certa" destra. Le altre "destre", quelle non atlantiche e non democratiche, quelle nostalgico-fasciste o antiamericane, non mi interessano, grazie.

Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 17:27 | link | commenti
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FORSE A LONDRA, MA A FORLI' ....

SHARK NE AVEVA GIA' SCRITTO QUI.

La vignetta di Cox&Forkum sull'assurdo multiculturalismo europeo.

Una cosa mi rassicura:  in Romagna NO PASARAN.

Ci hanno già provato a Forlì nelle scuole con la piadina senza lo strutto per rispetto ai bambini mussulmani ed il risultato è stato che le piadine sono state sputate dai bambini romagnoli insieme al cus-cus (provate voi a mangiare una piadina senza lo strutto... è una cosa vomitevole) ma voglio vedere se qualcuno proibisce il prosciutto a un romagnolo con la scusa del multiculturalismo ... mo glie lo fasssio vedèeere io il molticoltoraliiiscmo! 

postato da: ilfaro alle ore 12:24 | link | commenti
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giovedì, 06 ottobre 2005

Solidarietà a chi spara per difendersi
E se uccide tanto meglio.
By Shark.

Stamattina, mentre facevo la mia solita corsa alla fine del mio allenamento quotidiano in palestra, guardavo la televisione, e ho sentito questa notiziona: un benzinaio a cui è stata puntata addosso una pistola durante una rapina ha reagito sparando con la sua pistola legalmente detenuta ed ha ucciso il giovane rapinatore, che, neanche ventenne, aveva già effettuato un paio di altre rapine in altrettanti distributori di benzina, nel Barese.
Questo ragazzo era un criminale incallito, e adesso non nuocerà più a nessuno. Il suo ultimo bel gesto è stato quello di fare di un uomo, comunque, un assassino. Mentre correvo sul mio treadmill non ho potuto esimermi dal commentare con un "Bravo" indirizzato al benzinaio. Quel benzinaio è in questo momento indagato per omicidio colposo, e non voglio neppure prendere in considerazione l'ipotesi che faccia anche soltanto un giorno di carcere. Salterà fuori che la pistola era un giocattolo, chissà. Shark è del parere che se uno entra nel tuo locale, o in casa tua, e ti minaccia con un'arma, finta o no io che ne so?, tu abbia tutto il diritto di reagire e sparargli. Chiarisco che se mi trovassi in quella situazione cercherei di colpire il delinquente per ucciderlo, per impedirgli di fare lo stesso a me o ai miei cari, anche se ferito. Mi passerebbe davanti l'immagine dei miei figli, di mia moglie, e non troverei giusto, anche nei loro confronti, andare per il sottile.
Pochissimo tempo fa, durante un ennesimo tentativo di rapina ad un portavalori, una delle guardie ha sparato e ucciso un pluripregiudicato napoletano. Quella guardia, proprio come il benzinaio, sono tornati a casa dalle loro famiglie, e niente conta più di questo, per me.
Credo che se le coppiette che quest'estate sono state aggredite e in cui le ragazze sono state violentate da inutili e pericolosi criminali, ebbene, se queste coppiette avessero avuto con sé una pistola, al massimo avremmo avuto qualche criminale in meno. Di certo delle ragazze stuprate, in meno. Non porterei il rimorso neanche per un istante se eliminassi o ferissi una banda di balordi che intende fare una cosa del genere alla mia ragazza, anzi ne andrei fiero.
Io credo che, nonostante due tra i ministri migliori che l'Italia abbia mai avuto, Pisanu e Castelli, e la presenza della Lega e di AN nell'esecutivo, la situazione della sicurezza nel nostro Paese sia pessima, al limite del disastroso, e la responsabilità si chiama magistratura, la magistratura che interpreta le leggi come se fossero eccessive punizioni non applicabili, come se si stesse dando un votaccio ad un bambino sfortunato. Per non parlare del terrorismo, vero Forleo?
Da poco, in Sicilia, una banda di romeni ha ucciso durante una rapina il proprietario di un'abitazione. Questo per altro non aveva reagito e i suoi movimenti erano stati equivocati. Questa banda aveva effettuato numerosissime rapine in villa, e dopo essere stata processata e condannata, non ha scontato neanche un giorno di galera grazie al patteggiamento. Ha ricominciato subito a rapinare, e questa volta ha ucciso.
Shark esprime la sua solidarietà al benzinaio, alla guardia e a tutti quelli che hanno contribuito a liberare il Paese da inutili assassini, e a tutti quelli che di questi inutili assassini sono state le vittime. Ai loro figli e alle loro famiglie.
Per la sinistra (e quindi per gran parte della magistratura) la criminalità è un fenomeno sociologico da comprendere e giustificare. Deriva dalla povertà, non dalla malvagità. La malvagità non esiste (eccezioni: Berlusconi, Bush, Sharon, Blair, etc etc). I delinquenti delinquono perché sono poveri (falso), quindi reagiscono all'ingiustizia del capitale (falso) e in ultima analisi la colpa è della società (falso).
I liberali veri credono nell'autodeterminazione, nella facoltà e nella capacità di scelta responsabile, di cui rispondere nel bene e nel male. Tant'è che, vagamente in ritardo, anche Bassolino e Cofferati, che partiti dalle piazze e dalle barricate sono diventati sindaci e uno anche Presidente di Regione (quindi si sono imborghesiti, quindi hanno il potere, lo gestiscono, e forse stanno capendo di aver sbagliato tutto nella loro vita) hanno detto che la sinistra deve piantarla con questa cultura giustificazionista: la criminalità non deriva dalla povertà. E'pieno di poveri che non rubano e non uccidono. In realtà non ci voleva molto ad arrivarci, soprattutto per chi rappresenta i poveri. Ma meglio tardissimo che mai.  

P.S. Apprendo che è stato riaperto il fascicolo Placanica-Giuliani. Un esperto sostiene che la traiettoria del proiettile non sia stata deviata da un calcinaccio, ed anzi il colpo sarebbe stato diretto. Mah. A me era sembrato di vedere un criminale che cercava di scagliare un estintore contro un carabiniere inerme. Avrò visto male io.

Shark.

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Copio e incollo da Face the Truth, bell'articolo sulla legge finanziaria.
Shark.

La nuova finanziaria: un'ottima chance per ridurre inutili sprechi

La nuova finanziaria, come del resto ci si aspettava, ha sucitato un polverone di polemiche. Ovviamente l'opposizione non ha perso tempo e ha deciso di mobilitare la piazza, sotto la guida di Romano Prodi. Sono diversi i punti criticati, ma uno spicca per importanza: quello relativo ai tagli agli enti locali. In particolare, il centro sinistra sostiene a tutto campo quella che è una madornale menzogna: secondo tale assunto, il governo avrebbe deciso di calare la mannaia sui servizi sociali, abbandonando al loro destino comuni e province. Da qui, forse anche in buona fede (dovuta alla massiccia propaganda del Professore), i timori e gli appelli delle amministrazioni locali guidate dal centro sinistra a che l'opposizione si mobiliti.
Penso sia opportuno fare chiarezza su questo punto, perché le critiche lanciate dal centro sinistra non hanno la loro ragion d'essere.
Nel corso degli anni ho avuto modo di avere una certa dimestichezza ed esperienza diretta del mondo degli enti locali e vorrei descrivere alcune caratteristiche e meccanismi di spesa, che potremmo chiamare più banalmente sprechi.
Prima di tutto però, occorre porre in luce un assunto fondamentale della finanziaria stessa: i tagli agli enti locali non riguardano i comuni con meno di 3.000 abitanti e soprattutto non riguardano la spesa sociale e il trattamento economico del personale. E' questa la caratteristica che smonta tout court le critiche mosse dall'opposizione: se i tagli non riguardano i servizi sociali essenziali e il personale, evidentemente né i cittadini, né gli impiegati saranno penalizzati da tale manovra.
Ma allora che cosa si tagliano? Le teste forse? Ironia a parte (non me ne vogliate, non so resistere!), potete leggere voi stessi su questo link all'articolo 3 che i tagli riguardano esclusivamente incrementi di spesa per consumi intermedi, per consulenze, per spese di rappresentanza e per auto di servizio. Non solo. Infatti, al comma 2 del medesimo articolo si legge che il provvedimento riguardante i tagli delle consulenze esterne non riguarderanno le università, gli enti di ricerca e gli organismi equiparati.
Allora qual'è il problema? Addirittura non viene toccato l'importantissimo settore della ricerca scientifica!
La verità è che nella pubblica amministrazione ( e in specie, negli enti locali) ci sono numerosi sprechi e altrettanto numerosi privilegi acquisiti. E qui posso tornare alla precedente affermazione riguardante la mia esperienza diretta sugli enti locali.
Prendo il caso dei tagli alle consulenze esterne. Utilizzerò nomi fittizi per esemplificare ciò che ho constatato coi miei stessi occhi.
Il comune X possiede, come tutti i comuni, un sistema informatico necessario per le quotidiane attività lavorative. Ogni impiegato utilizza un pc e tutti i computer sono collegati in rete ad un server. Evidentemente gestire i problemi che possono nascere all'interno del sistema stesso, siano essi di manutenzione o di risoluzione di problematiche più gravi, non è compito certo degli impiegati che spesso non hanno una conoscenza profonda dell'informatica.
Per questo motivo il comune X decide di affidarsi ad un consulente informatico esterno, la ditta Z. La ditta Z per massimizzare il profitto cerca di soddisfare anche altri comuni. Ma il comune X ha spesso grossi problemi e chiede l'intervento della ditta Z. I costi non sono certo modesti per il nostro comune: spesso i pc vengono portati via dai tecnici e gli impiegati devono rimanere senza il loro indispensabile strumento di lavoro per diversi giorni, spesso per problemi banali, come ad esempio la presenza di un virus che potrebbe essere tranquillamente risolto dagli impiegati stessi. Nel tempo gli interventi di questo genere si moltiplicano e per il comune X, in aggiunta agli altri, si concretizza un ulteriore spreco.
La ditta Z dal canto suo, essendosi accaparrata un'ampia fetta di mercato talvolta è inefficiente, può permettersi di dettare i tempi tecnici di manutenzione forte dell'esclusiva accordatale dagli enti locali.
Ebbene, tutta questa bella storiella, come vi dicevo, è assolutamente vera e probabilmente riguarda molte altre realtà.
Che fare allora, se la finanziaria 2006 taglia i finanziamenti per le consulenze esterne? Significa forse che nel comune X gli impiegati dovranno rinuciare ai computer e rispolverare le vecchie macchine da scrivere?
Una soluzione più razionale c'è ed è quella di assumere, in collaborazione con altri comuni, un esperto di informatica a tempo indeterminato. In questo modo, il comune X, ma anche il comune Y, H, K, ecc. divideranno le spese per pagare mensilmente il tecnico, quest'ultimo lavorerà a turno in ciascuno dei suddetti comuni, con uno stipendio fisso. Semplice ed efficace, senza alcuno spreco, ma, anzi, con un netto risparmio.
Potrei anche fare l'esempio dei geometri del comune X: molto spesso infatti, questo comune ricorre a geometri esterni, pur avendone in organico ben 2. Attraverso i tagli, il comune eviterebbe di ricorrere a consulenti esterni, utilizzando le risorse umane che già possiede.
Come vedete cari lettori di Face the Truth, è tutto un problema di sprechi e di razionalizzazione delle risorse: potrei fare esempi a iosa su questo tema, ma preferisco non appesantire troppo il discorso.
Gli esempi che ho fatto servono solo a far capire l'essenza della finanziaria.
Allora le conclusioni che si possono trarre riguardo le reazioni del centrosinistra possono essere due: o non hanno letto il disegno di legge (cosa che francamente non credo proprio), o - ipotesi questa più fondata - sono come sempre in malafede e trasformano la realtà in ipotesi fantasiose.
Certamente anche gli amministratori locali che non vogliono rinuciare ai privilegi (come le auto blu) hanno la loro quota di ipocrisia: non sono però un bell'esempio per la popolazione.
La manifestazione prevista per sabato sarà proprio il festival della falsità.
Per questo motivo elogio Tremonti, perché, pur essendo il centro destra in procinto di finire il mandato politico, ha avuto il coraggio e la lucidità di portare avanti questo innovativo progetto. Se il centro sinistra vincerà le prossime elezioni, non aspettiamoci tagli agli sprechi: prepariamoci invece a nuove tasse per finanziare nuove inutili spese.
C'è anche chi, per fortuna, non vede tutto grigio. Il presidente di Confindustria Montezemolo ha infatti espresso soddisfazione per questa finanziaria e anche la Confartigianato (mai troppo tenera col governo) si è dichiarata soddisfatta. Segnali positivi dunque.
Ci sarebbero tante altre questioni interessanti da approfondire riguardo la finanziaria del 2006, ma credo che la cosa migliore da fare sia sempre quella di leggere il testo con attenzione. Un'attenzione che forse Romano Prodi e il resto dell'Unione hanno rivolto più ai pregiudizi e alle falsità che non all'evidenza.

Snake

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mercoledì, 05 ottobre 2005

APPENA FINITO DI LEGGERE.

Lo consiglio a tutti.

Imperniato sulla figura di Don Giovanni d'Austria, figlio naturale di Carlo V e fratello di Filippo II re di Spagna, il più famoso e valente ammiraglio e generale del suo tempo, appassionato dagli ideali patriottici, eroe della repressione dei mori dalla battaglia di Lepanto, il romanzo si estende su tutto l'arco della storia europea del Cinquecento.

Dello stesso autore avevo già letto altri due romanzi storici: "L'Albero della vita" e poi il bellissmo La Liberazione del Gigante." Il primo ambientato nel Roma del IV secolo (Costanzo, Elena e Costantino), il secondo è la storia romanzata di Federico II e San Tommaso d'Aquino

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Lettera al dott. Andrea Mancia

Dott. Mancia, deve essere onorato di queste polemiche pretestuose che piovono addosso a Tocqueville. Segno inequivocabile che Tocqueville è un luogo importante, che inizia a creare intorno a sè un'attenzione (e quindi RABBIA e INVIDIA) che non c'è in nessun altra parte della blogosfera italiana. Gli aggregatori diversi da Tocqueville non durano il tempo di uno sternuto. In questa città virtuale, ma non troppo virtuale per me, c'è qualcosa che rappresenta una novità assoluta e fastidiosissima sia per chi avversa il pensiero liberale e conservatore (e fin qui niente di strano), sia per chi, pur trovandosi più o meno nella stessa AREA politica o culturale, crede di essere una prima donna e non tollera che non si parli solo ed esclusivamente di lei (ma questi sono problemi personali e spesso di carattere psciologico non certo di carattere culturale).

Mi vengono in mente almeno tre nomi (tutti e tre hanno in comune un anticlericalismo viscerale ma soprattutto di natura ossessivo-compulsiva francamente preoccupanti fossi il loro psicanalista) ma non voglio dargli la soddisfazione di citarli, perchè non aspettano altro che la polemica pretestuosa che faccia parlare di loro. Siamo insomma nel campo di Sigmund Freud.

Nessuno qui in Italia più di lei, Dr. Mancia, ha chiaro quanto sia importante Tocqueville, perchè conosce bene il fenomeno americano dei blog vicini ai Repubblicani di Bush come nessun altro (siamo o non siamo lettori di IDEAZIONE?). Siamo sicuri che, grazie anche a Lei, la città crescerà in numero di abitanti, importanza e soprattutto diventerà una vera Right Nation italiana sullo stile d'oltroceano. Ma allo stesso tempo la sua caratteristica "fusionista" la rende importantissima. Nient'altro mai visto in rete, una vera città dei liberi.
Questa, Dr Mancia, è una piccola GRANDE RIVOLUZIONE. Per questo non le saremo mai abbastanza grati per il ruolo fondamentale e per lo sforzo ciclopico che lei sta compiendo. E mai abbastanza rammaricati di non fare la nostra parte a sufficienza ...il sottoscritto praticamente NULLA se non quello di scrivere quasi giornalmente sul suo scalcagnato ma appassionato Blog.

Un saluto e un ringraziamento che le chiedo di estendere a tutti gli aggregatori di Tocqueville,

 orgoglioso e fiero Tocquevilliano, Sorvegliato Speciale.

Sorvy


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ANDREA'S VERSION / COPYCAT n. 99

"Batteva i denti e imprecava muovendo le gambe con scatti improvvisi. Dopo qualche minuto cominciò a vibrare. Roma, via Due macelli, in pratica a piazza di Spagna. Piombò in ginocchio senza motivo apparente, gridando come un ossesso frasi incomprensibili: “Voglio Fazio! Non voglio più Fazio! Neanche più Tremonti! Ma adesso lo rivoglio! Vorrei il proporzionale! No, non lo voglio più! Datemi le primarie! E guai a voi se me le date!”. Dava davvero in escandescenze. Urlava al cielo espressioni sconclusionate: “Vale ciò che ho detto a maggio!”. Ma certo, a maggio, provarono a placarlo i primi soccorritori. “No, ciò che ho detto a giugno!”. Ha ragione, meglio giugno. “No, a settembre!”. E vada per settembre. L’unico risultato era che continuava a sbarrare gli occhi, a fare il furibondo e a infuriarsi con tutti quanti anche perché, così almeno ruggiva, le tivù non gli prestavano attenzione. Finché non ha raggiunto l’acme: “E’ arrivato il momento di ridurre le controversie!”. E giù un bel morso alla mano dell’onorevole Giovanardi. Un tale scalmanato che gliel’ho dovuto chiedere. Scusi, ma lei chi è? “Io? Il capo dei moderati”."

Andrea Marcenaro da IL FOGLIO del 05/10/2005

 

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martedì, 04 ottobre 2005

Riporto un articolo di Bruno Vespa, da Panorama del 28 settembre.

Shark.

Chi ha paura della parola del Papa?
C'è un 10 per cento di elettori che sceglierà solo all'ultimo. E in cima alle preoccupazioni: prezzi e sicurezza del lavoro

Quanto conta la Chiesa nella politica italiana? Perché sulla questione dei pacs c'è stata una nuova frattura tra Francesco Rutelli e il resto dell'Unione, mentre in Alleanza nazionale ha lasciato segni permanenti la decisione di Gianfranco Fini di votare al referendum per la procreazione assistita?
Quando in giugno sono andato a Barcellona per una conferenza, il giornalista di un grande quotidiano spagnolo ha cominciato la sua intervista chiedendomi se l'Italia è l'ultima riserva cattolica d'Europa.
Confesso di essere rimasto spiazzato: non mi aspettavo che la cura Zapatero avesse trasformato fino a questo punto (e in pochi mesi) quella che i cronisti della mia generazione erano abituati a chiamare «la cattolicissima Spagna».
Ebbene, se questo significa che la Chiesa in Italia conta più che negli altri paesi europei, la domanda era corretta.
Negli ultimi 60 anni la situazione è mutata radicalmente. Pio XII era terrorizzato dai comunisti e si occupava di politica a tempo pieno. A Giulio Andreotti era affidata la mediazione, spesso difficile, tra il papa e Alcide De Gasperi.
Anche Giovanni XXIII ebbe un'influenza politica rilevante nel suo breve pontificato.
Patriarca conservatore a Venezia (abbandonò la città per protestare contro la presenza del congresso socialista), fu il pontefice più amato dai progressisti: memorabile l'udienza alla figlia e al genero di Nikita Krusciov che inorgoglì i comunisti italiani e procurò uno sconquasso nell'ala destra della Curia.
Paolo VI ebbe in Andreotti e Aldo Moro gli interlocutori prediletti.
Fece interventi diretti e pressanti perché non fossero approvate le leggi sul divorzio e sull'aborto. La Dc, pur tra qualche riserva, si trovò di fatto costretta a promuovere il referendum sul divorzio per dimostrare la sua scelta di campo.
Il primo papa straniero dei tempi moderni, Giovanni Paolo II, non è mai entrato in questioni politiche dirette. In Polonia aveva mobilitato contro i comunisti le masse cattoliche per difendere i diritti civili. Nel 1994 non capì la scissione del Partito popolare che indeboliva il fronte cattolico, ma i tentativi di Camillo Ruini per scongiurarla fallirono. Sulle questioni etiche è stato tuttavia inflessibile.
Sulla stessa linea sembra muoversi Benedetto XVI.
Nessun intervento sugli schieramenti politici, ma estrema attenzione alle scelte parlamentari che riguardano temi etici, come accadde prima del referendum sulla fecondazione assistita. Quando il cardinale Ruini parla, ha le spalle assolutamente coperte.
Una parte rilevante delle forze politiche e della grande stampa arriccia il naso o protesta vivacemente per quelle che giudica interferenze inammissibili.
Ma qual è l'atteggiamento della popolazione italiana? Alcune indicazioni utili in questo senso vengono da un sorprendente sondaggio condotto dall'Ispo di Renato Mannheimer che è stato presentato il 30 settembre a Orvieto durante un convegno organizzato da Libertà uguale.
Secondo il sondaggio, quasi il 70 per cento degli italiani ritiene che la Chiesa tenda a influenzare le scelte legislative.
Il 22 per cento vede lo zampino della gerarchia ecclesiastica in qualunque provvedimento, il 47 soltanto sui temi etici più importanti. Ma il dato più rilevante è che la maggioranza assoluta degli italiani ritiene opportuno l'intervento della Chiesa su questioni eticamente delicate che coinvolgano scelte politiche.
In particolare, il 10 per cento risulta favorevole a interventi ecclesiastici anche vincolanti, mentre il 49 per cento giudica opportuno l'intervento della Chiesa nel merito delle scelte legislative, limitandolo tuttavia soltanto a indicazioni di carattere generale.
Questa percentuale è particolarmente forte nell'elettorato di Alleanza nazionale, sale al 56 per cento presso gli italiani che si sentono di centrodestra, al 54 per cento nei residenti nelle regioni del Nord-Est e, sorprendentemente, al 60 per cento nella fascia di età fra i 35 e i 44 anni.
Il 38 per cento degli italiani che giudica inopportuno qualunque intervento della Chiesa cresce tra i giovanissimi e le persone mature, tra i residenti dell'Italia centrale (44 per cento) e nelle grandi città (48 per cento).
Sale al 60 per cento tra gli elettori che si sentono di sinistra, ma si ferma al 55 per cento tra i Ds e al 52 per cento tra gli elettori di Rifondazione comunista. Forse siamo davvero l'ultima riserva cattolica d'Europa.

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Per rivincere domani. E' nato Blogs for CDL, un network di blog per che farà campagna per il centrodestra in vista delle prossime elezioni. L'iniziativa è in linea con l'evoluzione dei rapporti tra web e politica e si rifà alla recente esperienza americana. Molti auguri agli autori del progetto che sono, tra l'altro, cittadini di TocqueVille.

postato da: ilfaro alle ore 19:37 | link | commenti (1)
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La faccia del diavolo
By Shark.

  

                       

Queste sono alcune delle foto scattate sulle teste dei terroristi di Bali. Queste sono le facce del male, le facce di chi ha vissuto per odiare e per uccidere. Abbiamo visto uno di loro camminare tra i tavoli di un ristorante, gente comune che mangiava e rideva, adulti e bambini, e l'abbiamo visto farsi saltare in aria senza pietà. Ha ucciso alcune decine di persone sull'isola del peccato, quella Bali abitata da infedeli induisti per il 93 % e dove è fiorente il turismo occidentale, soprattutto australiano. Non l'hanno fatto perché sono poveri, non l'hanno fatto perché sono oppressi. L'hanno fatto perché ci odiano, e ci odiano per quello che siamo. L'Indonesia non è in Iraq, Bali non è nella coalizione dei volenterosi, Bali non è piena di ebrei, Bali non ha occupato Gaza né le sue multinazionali spadroneggiano nel mondo.
I terroristi islamisti hanno tutta l'intenzione di fare a pezzi gli infedeli, sia che essi siano ebrei, induisti, cristiani, atei, omosessuali, comunisti, o semplicemente non fanatici come loro. Questa guerra al terrorismo ci riguarda molto da vicino perciò dobbiamo continuare a combattere. Nonostante gli imbecilli, la cui mamma è come da tradizione estremamente prolifica.

Infatti un gruppo di quei bambini-fuori-corso-viziati-figli-di-papà, che si fanno chiamare Disobbedienti proprio come all'asilo, ha pensato bene di protestare energicamente contro l'esercitazione anti-terrorismo di Roma, stendendosi in mezzo alla strada, accendendo fumogeni e facendo il solito circo che contraddistingue i no-global. La loro dichiarazione: "L'esercitazione è stata una tragica messa in scena, per abituare la gente a un clima di paura".
Lo Stato imperialista e fascista ne ha fermati in tutto tre, mentre il figlioletto del Parlamentare di Rifondazione Comunista Russo Spena ha denunciato di esser stato malmenato dalle forze dell'ordine (oooh, gli devono aver stropicciato la Lacoste, come quella che porta Bertinotti in spiaggia...). Una marea di simili dementi non si vedeva dai tempi della "spesa proletaria".
Segnalo al riguardo il post di
Face the Truth.

Shark.

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 IL LIBRO DI SCALISE: "I SOLITI EBREI"I soliti ebrei. Viaggio nel pregiudizio antiebraico nell'Italia di oggiI soliti ebrei. Viaggio nel pregiudizio antiebraico nell'Italia di oggi

 

Era da un pò che volevo comprarlo. L'ho fatto questo sabato. Un libro che non poteva mancare nella libreria del Sorvegliato.

Qui un intervista all'autore di cui riporto un passaggio:

"Come nasce l’idea del libro?
Da una serie di episodi assolutamente personali e ripetuti. Circa due anni fa, frequentando quelli che consideravo amici, ho ascoltato dei commenti inauditi, scandalosi nel loro essere espliciti. Prima due signori che hanno cominciato a esternare cose disgustose sugli ebrei e su Israele, poi un’amica, che pure è una donna molto sofisticata, gentile e mite, la quale durante una cena mi ha fatto andare tutto per traverso soffiandomi all’orecchio: “Tu non li conosci gli ebrei! Quelli, quando possono, ti pugnalano alle spalle!”. Ho sentito quasi fisicamente il peso di quel problema che fino a quel momento mi pareva per lo più teorico, isolato, non così radicato e inquietante. Nei giorni successivi ho accumulato un forte sentimento d’ira e di rabbia e alla fine ho concluso che il modo migliore per risolverlo fosse quello di mettermi a scrivere, registrare e denunciare ciò che accade tutti i giorni attorno a noi. "

Anche a Sorvy è accaduto qualcosa di simile:

Era l'11 settembre del 2001. Era appena crollata la seconda torre a New Yok e mi trovavo davanti ad un televisore insieme ad altre persone. Eravamo sconvolti per ciò che stava succedendo. Sono uscito dalla stanza dove c'era la TV per telefonare a mia moglie. Ho incrociato giù per le scale un vecchio signore che conosco molto bene. Uno di quelli che in città viene considerato un "uomo di cultura". Lo fermai. Gli raccontai in modo concitato quello che avevo appena visto in televisione. Lui non si scompose. Gli dissi che l'attacco era di matrice islamica. Lui mi rispose con una frase che non dimenticherò mai finchè vivo. Mi disse:"Tutta colpa degli ebrei" e aggiunse "Degli ebrei e degli americani che li proteggono. Cosa ci può aspettare da migliaia di squilibrati che, usciti da campi di concentramento, gli si regala per pietà uno Stato tutto loro? Finchè esiste Israele non ci sarà pace nel mondo." Questo lo disse a caldo, senza neanche avermi prima chiesto quante fossero secondo la televisione le vittime dell'attacco. Rimasi sbigottito e non ebbi il coraggio di rispondergli ... mi sentivo come se avessi ricevuto una bastonata tremenda alla allo stomaco.

Il fumo delle Twin Towers volava alto quando tornai a vedere lo schermo e nella mia testa si mischiava in modo nauseante al fumo dei crematori di Auschwitz.

Quella data mi ha segnato. Quelle immagini in televisione erano all'improvviso diventate chiare: si trattava di una riproposizione moderna della Shoà quella che io stavo vedendo in diretta da New York, ad opera del "nuovo nazismo".

 E' stato quello l'inizio della mia ribellione al moderno nazismo. Determinante quell'incontro col vecchio uomo "di cultura". Ma ne ho incontrati altri, moltissimi altri che più o meno la pensavano in quel modo. Gente di destra e di sinistra. Anche se questi ultimi, incredibilmente erano molti di più. Antisemitismo puro. Antiamericanismo viscerale. Giustificazionismo delle ragioni degli islamofascisti dal gusto politicamente corretto e raffinato. Pseudopacifismo strabico ipocritamente di sinistra. Da allora cominciai a studiare l'America e Israele. Cominciai a conoscerli ed amarli. Affinchè i miei figli non mi dicessero un giorno ciò che involontariamente ed inconfessabilmente rinfacciamo ai nostri padri... di aver vissuto col nazifascismo ma di non averlo combattuto abbastanza.

 

postato da: ilfaro alle ore 10:52 | link | commenti (12)
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I pacifisti che non lo sono

Traduco l'ultimo post di Cox & Forkum:

Tratto da "Anti-guerra un cavolo: i pacifinti che hanno protestato a Washington", di Christopher Hitchens su Slate.com, riguardo alle proteste anti-guerra dello scorso week-end:

Essere contro la guerra e il militarismo, nella tradizione di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, è una cosa. Ma avere una lunga storia di consistente sostegno alla guerra e al militarismo, dall'Armata Rossa nell'Europa dell'Est ai serbi della pulizia etnica ai Talebani, è decisamente un'altra cosa.

È davvero una disgrazia che la stampa liberale [cioè di sinistra, ndT] si riferisca a tali nemici del liberalismo come a "pacifisti", quando in realtà sono apertamente a favore della guerra, ma dall'altro lato della barricata. C'è stato forse un solo striscione che diceva: "No al jihad"? Ovviamente no. O un solo striscione che diceva: "Sì all'indipendenza dei Curdi" o "Sosteniamo la lotta delle donne afgane"? Non fatemi ridere. E questo in una settimana in cui gli afgani sono tornati a votare, e gli iracheni si preparavano a farlo, sotto la grandine di fuoco di quelli che fanno saltare le moschee e i palazzi dell'ONU, decapitano lavoratori e giornalisti, proclamano la fatwa contro il tipo sbagliato di musulmani, e blaterano diatribe isteriche contro ebrei e indù.

Alcune delle figure dominanti in questo "movimento", come George Galloway e Michael Moore, sono abbastanza schifosi da dire apertamente che sostengono l'alleanza baathista-jihadista. Altri preferiscono dichiarare le proprie simpatie in maniera più nascosta. Il modo più semplice per smascherarli è questo: ascoltateli finché non cominciano a criticare almeno un po' quei criminali, e poi aspettate qualche secondo e li sentirete dire che, sì quei tipi sono proprio cattivi, ma li hanno inventati o creati gli Stati Uniti.

dal blog di Ernesto (BUROGGU)
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domenica, 02 ottobre 2005

postato da: ilfaro alle ore 23:53 | link | commenti (6)
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Quel maiale di Osama Bin Laden
By Shark.

 

Al Qaeda ha colpito di nuovo Bali, ha colpito l'Indonesia. Ancora vittime innocenti, bambini insanguinati, paura e orrore. Il terrorismo colpisce i più innocenti per sua natura. Ne deriva, tuttavia, che l'Indonesia deve trovarsi per forza in Iraq, sennò non si spiega. Come cavolo è possibile che attacchino l'Indonesia se non è un Paese occidentale, cristiano, bianco, non è in Iraq? Altri Paesi imperialisti che evidentemente sono in Iraq e non lo sapevamo: Filippine, Turchia, Egitto, Russia, Thailandia, Tunisia, Arabia Saudita, Marocco.
Nello stesso tempo accade
questo. In Gran Bretagna, dopo il gelato di Burger King, stanno togliendo dalla circolazione anche tutto ciò che ha forma di maialini o su cui sono disegnati questi animali: calendari, portapenne, fermacarte, i pupazzi di Winnie Pooh se in compagnia del suo amico Piglet, scatole di fazzoletti con il disegno di un maialino, giocattoli, poster, soprammobili....
Il motivo: il Ramadan (quel periodo in cui digiunano di giorno e si devastano la notte, NdR) si avvicina e i maiali sono considerati impuri, quindi i musulmani si offendono e poi i terroristi sono giustificati quando ci fanno saltare in aria.  Leggendo l'articolo troverete che si tratta di "tolleranza per le credenze altrui", laddove credo che "altrui" sia sempre e solo un sinonimo di "dei musulmani". Invitiamo pertanto tutti gli italiani a rimuovere i salvadanai et similia dai luoghi pubblici e se possibile anche da quelli privati (metti che ti piomba in casa un compagnetto islamico di tuo figlio, che fai? Vorrai mica traumatizzarlo, già ha subìto la visione di qualche crocifisso qua e là, poveraccio). Ecco un'immagine lesiva della dignità dei musulmani, raffigura Winnie Pooh con Piglet:

P.S. Nota per gli animalisti e per i nostri amici a quattro zampe: nessuna parte di questo post intende risultare offensiva  dei suini in alcun modo, e ci scusiamo per l'azzardato accostamento con singoli individui (pseudo)umani. L'opinione di questo blog è che gli unici maiali impuri siano Osama Bin Laden e i suoi seguaci. Ah, che bella la libertà d'espressione, lo riscrivo: Osama Bin Laden è un maiale. Ancora scusa ai maiali.

Shark.

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