SORVEGLIATO SPECIALE

"idiota e lurido Kant - se Dio non c'è tutto è permesso. Basta con la morale. Solo la carità è rispettabile. Cristo e Dostojevskij, tutto il resto sono balle" C.Pavese

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martedì, 29 novembre 2005

 

 Né clericali Né moralisti

Chi ci legge da anni ha incontrato con un certo anticipo in queste colonne le questioni eterne di cui oggi, nell’attualità del tempo che si muove si perde e si annuncia, tutti discutono con passione: il problema della verità di ragione e del relativismo, le avventure del diritto naturale, la bioetica e tutte le faccende che riguardano il nascere (clonazione, aborto, fecondazione artificiale) e il vivere (matrimonio, famiglia, sessualità) e il morire (eutanasia), l’identità occidentale con le sue radici giudaiche e cristiane e la sfida islamista, la differenza in Europa e in America tra laicità e ideologia laicista, tra secolarismo e ideologia secolarista, e molto altro ancora di quanto dilaga finalmente, felicemente, confusamente nei discorsi pubblici e privati. Un certo numero di sciocchi definisce tutto questo cultura teocon oppure clericalismo oppure moralismo. Qualche mascalzone ha anche osato affibbiarci xenofobia o misoginia o razzismo, ma con i mascalzoni non si parla. Lo sciocco, che invece costringe a rare precisazioni perché è più diffuso e pericoloso del mascalzone, vede il dito e non la luna, si sa; e lo sciocco italiano adotta sempre la più facile classificazione micro-politica, fatta sempre a misura delle sue micro-ansie, delle sue micro-ambizioni.
Non siamo clericali perché non premiamo i prelati né cerchiamo premi da loro. Non siamo una vetrina per passerelle vaticane. Il nostro è un giornale che cerca di definire razionalmente i fatti in un tempo in cui la ragione flette sotto il peso del pensiero negativo e delle più evanescenti interpretazioni, e se trova la ragione tra i preti e nel popolo cattolico, se ne rallegra e va avanti nella discussione, e se non la trova tra i guru del neosecolarismo, tra gli automatismi ideologici e le intolleranze alla realtà del popolo laicista, se ne dispiace e va avanti nella ricerca e nella discussione. Non siamo nemmeno moralisti. Non coltiviamo l’idolatria dei valori, che è un pallido sostitutivo sia della fede privata, sia della confessione pubblica della fede, sia di un’idea della vita e della politica priva di fede nel trascendente ma non di realismo intellettuale. Abbiamo difeso la parola “peccato” dall’aggressione ignorante dei parlamentari europei, e la parola “matrimonio” dalla falce dei canonisti zapateriani in ginocchio di fronte ai loro stessi idoli; ma non perché prescriviamo come si debba vivere, piuttosto perché vogliamo discutere della buona vita, e senza imposizioni, né di stato né di fede né di cultura né di incultura. Sappiamo che l’ironia è l’arma più forte, a patto che nasconda qualcosa di buono e di bello, magari di allegro.
“E poi noi ci muoviamo continuamente tra due preti, ci destreggiamo tra due bande di preti; i preti laici e i preti ecclesiastici; i preti laici che negano l’eterno del temporale, che vogliono disfare, smontare l’eterno del temporale, quello che sta dentro il temporale; e i preti ecclesiastici che negano il temporale dell’eterno, che vogliono disfare, smontare il temporale dell’eterno, quello che sta dentro l’eterno” (Charles Péguy, “Véronique”).

Giuliano Ferrara da IL FOGLIO del 26.11/05


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 18:21 | link | commenti (32)
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notizia del giorno.

Pierfurby ha ssss-mentito.

Ma se non si riferiva a Berlusconi (per carità di Dio, ma neanche per sogno) e non si riferiva all'opposizione (non creo risse e polemiche con l'opposizione) dica allora a chi si riferiva quando ha parlato degli illusionisti. Perchè dei cruciverba tardo democristiani senza soluzione non sappiamo cosa farcene. E il Paese non ha tempo da perdere con i giochetti verbali di Casini con l'epilogo della ... ssss-mentita. Democristianerie d'altri tempi.


Sancho

postato da: ilfaro alle ore 10:13 | link | commenti (8)
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lunedì, 28 novembre 2005

 

L'ho sempre detto io:

 Bruce Willis è il più figo di tutti.


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 20:12 | link | commenti (20)
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QUANDO LE BOCCUCCE FANNO OOOH

Quando le boccucce fanno oooh
c'è un topolino
mentre le boccuce fanno oooh
c'è un cagnolino
se c'è una cosa che ora so
ma che mai più io rivedrò
è un cavaliere che da un bacino
in un congresso democristiano
Tutti gli uddiccini fanno oooh
dammi la mano, mi lasci solo
sai che da soli non si può senza qualcuno (SILVIO),
non saremmo stati mai nessuno
ma se c’è in palio un bel giochino o un seggiolino
magari litigano un pò
e col ditino ad alta voce
fanno gli offesi e i permalosi
Così ogni cosa con loro è una sorpresa
e invece di giocare con la palla con tutti gli altri
le boccucce fanno oooh e vanno via con il pallone.
 
  
Quando i Follini fanno oooh
che meraviglia, che meraviglia
ma che scemo vedi però però
e mi vergogno un po'
perchè non so più fare oooooooh
e fare tutto come mi piglia
perchè Follini e Tabacci e poi Baccini non hanno peli
ne sulla pancia, ne sulla testa, ne sulla lingua.
 
   I Casini sono molto indiscreti,
ma hanno tanti segreti
come i poeti
i democristiani sanno cos’è la fantasia
e anche qualche bugia
o mamma mia... bada
ma ogni cosa (ORMAI) è chiara e trasparente
che quando un grande piange
c’è sempre un uddiccino, che bel piccino, tutto carino, con il pugnale ancora in mano…
  e sanguinante…

… e con la boccuccia aperta fa …

 oooooooooòh
ti sei fatto la bua
ma è colpa tua.

  quando le boccuce fanno oooh!

by

Sancho

postato da: ilfaro alle ore 17:30 | link | commenti (4)
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DURAND E GLI SCIOPERI GENERALI

Riporto il primo post di Durand. L'ottavo SORVEGLIATO. A partire da oggi collaborerà con gli altri sette sorvegliati ed avrà una mail tutta sua (tvdurand@tiscali.it). Per le presentazioni ufficiali provvederremo più avanti. Solo un'anticipazione: con Durand il Sorvegliato mette piede in Toscana (dopo Romagna, Veneto, Sardegna e Puglia).
Questa mattina mi sono svegliato di buon’ora e ...
 
complici le condizioni Meteorologiche non propriamente confortanti, ho deciso di impegnare il tempo leggendo Libero, per curiosare e scoprire se Vittorio Feltri avesse speso due parole sullo sciopero generale di qualche giorno fa.
Et voilà, come per incanto, trovo un articolino di Antonio Castro che Dà qualche idea sui soldi che annualmente vengono versati nelle casse dei Sindacati per mano delle istituzioni e non solo?
 
 
AI SINDACATI 1170 MILIONI
PER FARE SCIOPERI INUTILI
 
Un miliardo 171 milioni di euro, tanto incassano ogni anno i sindacati italiani.
Tradotto in lire circa 2.267 miliardi del vecchio conio, tra contributi Associativi dei pensionati e quelli dei cinque milioni di lavoratori iscritti. Ma non basta. A questi bisogna anche sommare i 320 milioni di euro che Cgil, Cisl e Uil (e le altre sigle sindacali) portano a casa per l’attività di patronato, senza dimenticare i quasi 100 milioni di euro che il ministero dell’economia gira puntualmente ai Caf (i Centri di assistenza fiscale) per l’attività di supporto nella compilazione delle dichiarazioni dei redditi e fiscali. Et voilà, il gioco è fatto: totale 1.171 milioni di euro. Ma la cifra complessiva, assicurano gli esperti del mondo sindacale è da considerarsi approssimata per difetto. Non è impresa facile fare i conti in tasca al mondo dei rappresentanti dei lavoratori. I sindacati, infatti, non devono presentare un bilancio consolidato.
[…]
E poco più in là, in un articolo di Maurizio Stefanini, la notizia clou che mi ha lasciato di stucco (un tempo mi avrebbe meravigliato, ma visto L’atteggiamento ripetitivo e ormai scontato dei sindacati verso questo governo, niente appare più così improbabile!), che riassumo nei seguenti dati.
Sciopero generale, un vizio solo italiano:In Inghilterra non se ne fa uno dal 1926. Negli USA sono solo locali. In Spagna però ci sono stati 5 scioperi generali dal ritorno della democrazia nel 1977, contro i 5 che in Italia si sono susseguiti contro il solo governo Berlusconi.
Contemporaneamente all’ultimo sciopero, un altro sciopero generale politico si teneva in Bangladesh. Ma lì se l’opposizione chiedeva le dimissioni del
governo, è perché lo accusava di essersi imbrancato con gli integralismi islamici.
A questo punto mi è venuto spontaneo un unico pensiero:
Se indicessero uno sciopero generale di domenica, senza indugio e con Assoluta serenità mi precipiterei in azienda a lavorare!
 
Buona domenica anche a voi.
 

Durand
postato da: ilfaro alle ore 10:31 | link | commenti (15)
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sabato, 26 novembre 2005

Lezioni di scienza politica e politica comparata
By Shark.

Ho ricevuto l'analisi seguente da uno dei miei amici texani. Non è stata nostra cura premurarci di essere politically correct.

 Democratici:
Hai due mucche
Il tuo vicino non ne ha neanche una
Ti senti in colpa per le tue capacità
Barbra Streisand ti canta una canzone

 

 

 

 Repubblicani:
Hai due mucche
Il tuo vicino non ne ha neanche una
Embé?

 

 

 

 

 Socialismo:
Hai due mucche
Il governo te ne prende una e la dà al vicino
Formate una cooperativa in cui tu insegni a lui a mungere la mucca

 

 

 

Comunismo:
Hai due mucche
Il governo se le prende tutt’e due e ti dà il latte
Aspetti ore per avere un po’ di latte
E’costosissimo e rancido

 

 

 

 

 

 

 Capitalismo all’americana:
Hai due mucche
Ne vendi una, ti compri un toro e ti fai una mandria di mucche

 

 

 

 

 Burocrazia all’americana:
Hai due mucche
Stando al nuovo programma agricolo il governo ti paga per farne fuori una, mungere l’altra, e poi butta via tutto il latte per sbaglio.

 

 

 

 Corporation americana:
Hai due mucche
Ne vendi una, ci fai un leasing e fai un’OPA sulla seconda.
Obblighi le due mucche a fare il latte di quattro mucche; ti stupisci quando una delle mucche muore. Emetti un comunicato agli analisti dicendo che hai ridimensionato l’azienda e stai tagliando le spese. Le tue azioni salgono.

 

 

 

 Corporation francese:
Hai due mucche
Fai sciopero perché vuoi tre mucche
Vai a pranzo e bevi vino
La vita è bella

 

 

 

 Corporation giapponese:
Hai due mucche
Le miniaturizzi in modo tale che siano grandi un decimo delle mucche normali e producano latte per venti volte tanto.
Le mucche imparano a viaggiare su treni incredibilmente pieni.
La maggior parte di loro sono le prime della classe alla scuola per mucche.


 Corporation tedesca:
Hai due mucche
Le modifichi in modo che siano tutte bionde, bevano birra, producano ottimo latte e facciano 200 all’ora.
Sfortunatamente chiedono anche 13 settimane di ferie all’anno.

 

 

 Corporation italiana:
Hai due mucche ma non sai esattamente dove sono finite.
Mentre gironzoli a cercarle, incontri una bellissima donna.
La inviti a pranzo.
La vita è bella.

 

 

 

 Corporation russa:
Hai due mucche
Bevi un po’ di vodka
Le conti e ti sembra di averne cinque
Ancora un po’ di vodka
Le conti ancora e adesso sono 42
Arriva la mafia russa e s’impadronisce di tutte le tue mucche, che siano 2 o 42.

 

 

 Corporation talebana:
Possiedi tutte le mucche dell’Afghanistan, che sono due
Non le mungi perché non puoi toccare le parti intime di un’altra creatura
Ricevi un assegno di 40 milioni di dollari dagli Stati Uniti per escogitare alternative alla produzione del latte, ma tu usi il denaro per comprare armi.

 

 

 Corporation irachena:
Hai due mucche
Si nascondono
Ti spediscono nastri registrati dei loro muggiti

 

 

 Corporation polacca:
Hai due tori
Gli impiegati vengono regolarmente mutilati e uccisi nel tentativo di mungerli.

 

 

 

 

 Corporation belga:
Hai una mucca
La mucca è schizofrenica
A volte la mucca pensa di essere francese, a volte fiamminga
La mucca fiamminga non vuole condividere niente con la mucca francese
La mucca francese vuole avere il controllo sul latte della mucca fiamminga
La mucca chiede il permesso di essere tagliata a metà
La mucca muore felice


Corporation della Florida:
Hai una mucca nera e una mucca latina
Votano tutti per la mucca più bella
Qualcuno che preferisce la mucca latina vota per sbaglio la mucca nera
Qualcuno vota per entrambe le mucche
Qualcuno non vota per nessuna
Qualcuno non sa proprio come si vota
Alla fine, un gruppo di persone da altri Stati ti dice qual è secondo te la mucca più bella

Corporation californiana:
Hai milioni di mucche
Producono dell’autentico formaggio californiano
Solo cinque di loro parlano inglese
La maggior parte sono clandestine
Ad Arnold piacciono quelle con le tette più grosse

Shark.

postato da: ilfaro alle ore 12:02 | link | commenti (16)
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venerdì, 25 novembre 2005

SORVEGLIATI ALIMENTARI

 


 

 

Domani è la giornata nazionale della Colletta Alimentare.

Una iniziativa che a partire dal 1997 coinvolge tantissimi supermercati su tutto il territorio nazionale.

Coinvolge di sicuro anche questo blog. Domani infatti, Sorvy, Deka, Nick, Sancho, Ercole e la  "Soncinissima" Savy saranno nei loro bei supermercati a raccogliere, inscatolare, volantinare o a guidare camioncini.

Per domani non resta che affidare il blog allo squalo (il nostro rampantissimo Shark) che dalla sua Sardegna saprà come attirarsi in poche ore tutti i trolls della rete. A meno che non preferisca anche lui fare la raccolta alimentare in qualche supermercato "extracontinentale".

Appropoisto, il nostro squalotto Shark fra pochi giorni diventerà finalmente dottore e lo giustifichiamo se nell'attesa del fatidico giorno, per sfogare un pò la tensione, si sollazzasse strapazzandoli come non mai i suoi cari commentatori per metà trolls e per metà "Greg".

Quanto ai sorvegliati volevamo solo dirvi che molto ma molto presto da sette diventeremo otto. E' in arrivo il secondo veneto del gruppo. Un modo per ricordare che su questo blog si fa l'Italia... e pure gli italiani (già presente Veneto, Emilia Romagna, Sardegna e Puglia, non male no?).

Per voi Sorveglianti un nuovo ed appassionato appello:

Andate numerosi ai supermercati e comprate gli alimenti per il BANCO ALIMENTARE... e magari, quando lo fate, pensate un poco a noi. Magari se c'è un figo/figa che porta la famosa formichina della spesa disegnata sulle spalle, chissà ... potrebbe essere uno di noi.

 

 

              

 

la storia del Banco Alimentare.

postato da: ilfaro alle ore 16:36 | link | commenti (5)
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cartoni animati per bambini (iraniani)

trasmessi dalla televisione iraniana:

Windows Media Player

La peggiore propaganda antiebraica di Hitler non arrivò a tanto.

E qualcuno pensa di fermarli con la "diplomazia" questi?

Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 13:06 | link | commenti (3)
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Ecco i nuovi crimini di guerra degli amerikani
By Shark.

1. Prima gli wasp si lasciano avvicinare dai bimbi, poi li rapiscono.

2. I piccoli iracheni sono ignari del fosforo contenuto nei pennarelli regalati dagli amerikani.

3. Si inaugura un centro di tortura. Il signore dietro con la camicia gialla sta per tirare fuori una pistola con cui sparerà alla bimba.

4. Un amerikano bianco e razzista procede all'amputazione del piede della piccola per puro divertimento. Il bambino, disperato, cerca con lo sguardo Zarqawi che li possa aiutare.

5. L'aguzzina sionista perquisisce un bambino. Ogni scusa sarà buona per procedere all'esecuzione.

6. Ancora giocattoli al fosforo.

7. Volete che vi dica cosa contiene quella borsa? Povera bambina...

8. Sottoposto a scosse elettriche ad alto voltaggio, l'anziano invoca l'aiuto del suo amico Sigfrido Ranucci.

9. Un tipico pederasta sionista nei pressi di Falluja.

10. Gli occupanti procedono ai massacri di civili. L'opinione pubblica americana è stufa di questi scandali.

11. L'anziano sta pensando "Allahu Akbar, se non vince Prodi e questi carnefici non si ritirano siamo fritti".

12. Il padre della bambina ha chiaramente imparato a diffidare degli amerikani.

13. Il bambino è terrorizzato, il padre è sull'orlo del suicidio.

14. Riposate in pace, ragazzi.

Shark.

Update: visto il gradimento che riscuote sempre questa mia iniziativa, vi rimando anche a questo e questo. Il secondo link vi illustra la crudeltà dell'occupazione degli italiani.

postato da: ilfaro alle ore 00:33 | link | commenti (34)
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giovedì, 24 novembre 2005

Va ora in onda: "Processo alla Fallaci".

Dedicato a chi ieri sera ha visto quella porcheria chiamata "L'infedele".

Trasmissione inguardabile di quel giacobino di Gad Lerner su LA7.

Fallaci bashing

"Il mondo è sempre stato pieno di cretini affaccendati (leggi: Gad Lerner), di maligni (leggi: Gad Lerner), di invidiosi (leggi: Gad Lerner), che s’impiantano come parassiti (leggi: Gad Lerner),sul corpo vivo di qualche idea forte, che respira, cercando di estrarne la linfa vitale attraverso la negazione ossessiva della sua virtù, della sua libertà. Segno sicuro di squalificante viltà culturale è l’attacco paranoide (leggi: Gad Lerner) a Oriana Fallaci, che continua instancabilmente. Una scrittrice che ovviamente può essere come tutti criticata, che ha come tutti molti difetti, primo tra i quali un allegro e furbo egocentrismo, e manca però dei guasti capitali della mediocre cultura giornalistica italiana: l’ignavia (leggi: Gad Lerner), l’indifferenza (leggi: Gad Lerner), il formalismo (leggi: Gad Lerner), la dissimulazione disonesta (leggi: Gad Lerner). La Fallaci parla alle moltitudini che la leggono e si occupa di cose serie, che i lettori di questo giornale conoscono bene: l’islam, il multiculturalismo, la bioetica, la vita e le passioni e i sentimenti e le questioni esistenziali del mondo occidentale, del mondo moderno. Sa che cosa sia una notizia, per esempio l’11 settembre. Sa che cosa sia una tendenza di lungo periodo, per esempio l’immigrazione islamica e l’islamismo politico insediati in Europa. Reagisce alle cose che accadono con veemenza morale, in uno stile molto personale che comunica visioni, paure, ipotesi aperte su quel che è noto e su quel che è ignoto: da Terri Schiavo al mito eugenetico del bimbo sano. Succede che sbagli, incespichi, balbetti, ma non cade mai nel nullismo mediocre dei saputelli. Cerca, racconta, commenta con una libertà di tono inaudita, che dà i brividi ai tiepidi, gela il sangue ai conformisti, ma incuriosisce il mondo, passa in ogni lingua, provoca sollecitudine e interesse nel Papa.
La paranoia anti-Fallaci, l’Oriana bashing di tanti libretti e di tante chiacchiere benpensanti (leggi: Gad Lerner), che non valgono più nemmeno la pena di una citazione (leggi: Gad Lerner),  mostra a quale livello di piattezza (leggi: Gad Lerner),  di banalità (leggi: Gad Lerner),  di chiusura culturale (leggi: Gad Lerner),  possa arrivare quella specie di pensiero unico (leggi: Gad Lerner), che passa il tempo a confortare se stesso (leggi: Gad Lerner),  a immaginarsi buono (leggi: Gad Lerner), nella grondante ansia di solidarietà, accogliente e dialogante (leggi: Gad Lerner),  senza la preoccupazione malsana dell’identità (leggi: Gad Lerner),  nascondendo il fiele dentro il miele (leggi: Gad Lerner) . Nel Diario di Bernanos è l’immenso curato di Torcy a spiegare: “Le bon Dieu n’a pas écrit que nous étions le miel de la terre, mon garçon, mais le sel”. Ecco, la Fallaci è per il mondo della cultura laica quel grano di sale che brucia e che irrita la ferita aperta del pensiero debole e indifferente (leggi: Gad Lerner). Chissà che non si trovino un paio di persone intelligenti, e ce ne sono anche in un establishment evanescente come quello italiano, disposte a usare le loro idee, non tanto a difesa di Oriana, che si difende benissimo con il suo silenzio e con la sua scrittura torrenziale, quanto a difesa del nostro diritto a non annegare nella stucchevole (leggi: Gad Lerner),  mielosa caciara (leggi: Gad Lerner)  dei Fallaci-bashers (leggi: Gad Lerner).

GIULIANO FERRARA su IL FOGLIO del 24/11/2005.

i "leggi: Gad Lerner" sono miei,

Ferrara invece non lo cita mai Gad e neanche risponde più alle sue lettere (pur pubblicandogliele sempre) e nonostante Gad Lerner gli scriva  disperatamente e con frustrazione (e tanta, tanta invidia) un giorno si e l'altro pure.


Sancho

 

postato da: ilfaro alle ore 20:21 | link | commenti (9)
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FATTO!

Varata oggi l'ennesima riforma di questo governo.

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha definito la riforma del Tfr approvata dal governo «la migliore in atto nel sistema europeo, o comunque una delle migliori». Tremonti ha sottolineato il successo del governo Berlusconi e «i fallimenti dei Governi Prodi, che tenta e non riesce, dei governi D’Alema, che tenta e non riesce, e il successo del governo Berlusconi».

... che riesce!


Sorvy

 

postato da: ilfaro alle ore 19:39 | link | commenti (3)
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Thanksgiving Day 2005

A Proclamation by the President of the United States of America

"Thanksgiving Day is a time to remember our many blessings and to celebrate the opportunities that freedom affords. Explorers and settlers arriving in this land often gave thanks for the extraordinary plenty they found. And today, we remain grateful to live in a country of liberty and abundance. We give thanks for the love of family and friends, and we ask God to continue to watch over America.

This Thanksgiving, we pray and express thanks for the men and women who work to keep America safe and secure. Members of our Armed Forces, State and local law enforcement, and first responders embody our Nation's highest ideals of courage and devotion to duty. Our country is grateful for their service and for the support and sacrifice of their families. We ask God's special blessings on those who have lost loved ones in the line of duty.

We also remember those affected by the destruction of natural disasters. Their tremendous determination to recover their lives exemplifies the American spirit, and we are grateful for those across our Nation who answered the cries of their neighbors in need and provided them with food, shelter, and a helping hand. We ask for continued strength and perseverance as we work to rebuild these communities and return hope to our citizens.

We give thanks to live in a country where freedom reigns, justice prevails, and hope prospers. We recognize that America is a better place when we answer the universal call to love a neighbor and help those in need. May God bless and guide the United States of America as we move forward.

NOW, THEREFORE, I, GEORGE W. BUSH, President of the United States of America, by virtue of the authority vested in me by the Constitution and laws of the United States, do hereby proclaim Thursday, November 24, 2005, as a National Day of Thanksgiving. I encourage all Americans to gather together in their homes and places of worship with family, friends, and loved ones to reinforce the ties that bind us and give thanks for the freedoms and many blessings we enjoy.

IN WITNESS WHEREOF, I have hereunto set my hand this eighteenth day of November, in the year of our Lord two thousand five, and of the Independence of the United States of America the two hundred and thirtieth."

GEORGE W. BUSH

Questo il discorso pronunciato oggi da Bush in occasione delle festa del ringraziamento. Festa che negli Stati Uniti si celebra dal 1789, quando George Washington decretò che venisse celebrata tutti gli anni il quarto giovedì di novembre affinchè "we may then all unite in rendering unto Him our sincere and humble thanks."

E' durato tre minuti d'orologio il discorso a braccio di Bush, comprese le pause ed i sorrisi. In quei tre minuti ben 5 volte è stato nominato (mai invano) il nome di Dio.

Ve l'immaginate voi un qualsiasi politico italiano che in un discorso, non dico alla nazione, ma al consiglio comunale di Forlimpopoli (poveri forlimpopolesi sempre presi ad esempio di buco del culo), in soli 3 minuti pronunzi per 5 volte il nome di Dio?

Ci chiediamo cosa succederebbe in Italia se accadesse ciò. Ci sarebbe una levata di scudi anti "clericofascista" con tanto di ghigliottinamento del Buttiglione di turno (che per altro qundo fu accusato del fattaccio, aveva detto meno di quello che dice normalmente e tutti i giorni un qualsiasi politico americano, di destra o di sinistra). Eppure noi siamo il Paese più cattolico del mondo e loro il Paese più laico e libero del mondo.

Pannella e Capezzone che si dicono i più convinti fans di Bush e "filoamericani senza riserve!", cosa direbbero loro, i catt-busters, agguerriti come non mai adesso che si sono alleati a quel grande statista di Boselli, se in Italia il discorso di Bush l'avesse fatto un certo, chessòio... Silvio Berlusconi? Oppure un "Cattolico ADULTO", e VACCINATO come Prodi? Ma, restate tranquilli, cari Capezzonelli, qui non corriamo di questi rischi perchè sia l'uno che l'altro stanno molto "accuorti" a pronunziare l'impronunziabile, alla faccia della laicità e della libertà di pensiero e di parola di chi invece quel Dio vuol pregare e ringraziare - perchennò - pubblicamente. Perchè se non si può dichiarare ciò che si ha di più caro al mondo che libertà di parola è? E se uno deve censurare, per rispetto "degli altri", ciò a cui si crede e ciò di cui la propria cultura bimillenaria è fatta, che rispetto è degli altri? Visto che non si ha rispetto neanche per se stessi? Come dice Ferrara Giulano o Marcello Pera, che credenti fra l'altro non sono: come si può amare l'altro se non si rispetta ed ama innanzitutto se stessi, come si può amare la cultura islamica se non amiamo innanzitutto la cultura cristiana, come si può rispettare l'altro se non rispettiamo, amiamo, accettiamo noi stessi? La nostra storia. la nostra cultura, quindi la nostra identità, che è piaccia o no, da molti secoli è radicata, generata, viluppata dalla religione ebraica e quella cristiana. Come mai in Europa negano le radici ebraiche e cristiane nella costituzione quando la libera, liberale e democratica America il nome di Dio ce lo mette perfino sul dollaro. Bel accetto nella costituzione e ringraziato nelle feste di quella grande Nazione di uomini liberi quale essa è. Adesso capite perchè amo l'America più di quanto riesca ad amare la mia Europa.

Comunque niente polemiche. Perchè oggi è il giorno del ringraziamento. Festa in America ma festa anche un pò per me.

E, quasi dimenticavo, grazie a Dio.


Sorvy
 

postato da: ilfaro alle ore 13:41 | link | commenti (7)
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mercoledì, 23 novembre 2005

 

Notiziona


Secondo Repubblica, Bush voleva bombardare Al Jazeera.
Cioè, 'secondo Repubblica':
"Secondo quanto scrive oggi il quotidiano inglese Daily Telegraph [...] Il giornale inglese cita come fonte un memorandum segreto [...] hanno detto fonti anonime [...] Secondo un responsabile britannico anonimo [...] secondo un'altra fonte [...] Ancora un'altra fonte ha detto che..."
Come dire:
'Aò, m'addetto mi'cuggino che gliel'addetto n'artro che conosce uno chè amico de uno chesse serve dd'o stesso pizzicaròlo 'ndò annàva una checc'aveva na'sstoria co'r cognato de una cc'aveva sentito dì da n'artro che Elvisse l'avésseno propio pijàto l'alieni, anvédi'.

Che poi, fosse pure vero, sarebbe la dimostrazione che non è affatto scemo: forse che il Genio che l'ha preceduto non l'ha bombardata, la TV di Belgrado, che di porcate ne sparava molte meno?

by IL GRISO

postato da: ilfaro alle ore 16:45 | link | commenti (6)
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Siamo su MAGNA CARTA.

(Fondazione presieduta dal Presidente del Senato Marcello Pera.)

"Una via per Arafat
Lascia senza parole la decisione del sindaco di Marano, Mauro Bertini, di annullare la dedica una via di quel comune ai Martiri di Nassiriya e sostituire la targa con una dedicata ad Arafat. Tanto più se questo accade nel secondo anniversario dell'attentato e mentre si cerca, come nel caso dell'iniziativa dell'Appello di Magna Carta, di mantenerne vivio il ricordo. La decisione del sindaco di Marano ha fatto scalpore anche sulla rete e in particolare nei blog. Vogliamo segnalarvene alcuni tratti da

Tocqueville - La città dei liberi:

 http://sorvegliatospeciale.splinder.com/post/6358792-

 http://ilcannocchiale.splinder.com/post/6354812 -

 http://barney-version.blogspot.com/2005/11/tutti-gli-esercenti-di-via-arafat.htm ".


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 15:51 | link | commenti (2)
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APPELLO

MAGNA CARTA (la fondazione del Presidente del Senato M. Pera)

fa suo l'APPELLO partito da Comunione e Liberazione.

APPELLO CHE RILANCIAMO su questo piccolo blog:

Se ci fosse una educazione del popolo tutti starebbero meglio.

 Per aderire.

I primi firmatari
Allam Magdi, vice direttore Corriere della Sera
Amicone Luigi, direttore Tempi
Astorri Romeo, preside della facoltà di giurisprudenza Università Cattolica del Sacro Cuore
Avati Pupi, regista

Bavetta Sebastiano, professore di economiaLondon School of Economics Londra
Bazoli Giovanni, presidente Banca Intesa
Bechis Franco, direttore Il Tempo
Belpietro Maurizio, direttore il Giornale
Bersanelli Marco, professore di astrofisica Università degli Studi di Milano
Bertazzi Pier Alberto, professore di  medicina del lavoro Università degli Studi di Milano
Bonacina Riccardo, direttore editoriale Vita
Boffo Dino, direttore Avvenire
Borghesi Massimo, professore di filosofia morale Università di Perugia
Borgna Eugenio, libero docente in Clinica delle malattie nervose Università degli Studi di Milano
Botturi Francesco, professore di filosofia morale Università Cattolica  del Sacro Cuore
Branciaroli Franco, attore

Calearo Massimo, presidente Federmeccanica
Campiglio Luigi, prorettore Università Cattolica del Sacro Cuore
Caprara Massimo, scrittore
Cesana Giancarlo, professore di medicina del lavoro Università degli Studi di Milano Bicocca
Chiosso Giorgio, professore di  storia dell’educazione Università degli Studi di Torino
Colombo Valentina, professore di lingua e letteratura araba Università della Tuscia
Cominelli Giovanni, esperto di politiche scolastiche

De Bortoli Ferruccio, direttore Il Sole 24ore
De Maio Adriano, presidente Istituto Regionale di Ricerca della Lombardia – IreR
Doninelli Luca, scrittore

Farina Renato, vice direttore Libero
Feliciani Giorgio, professore di diritto canonico Università Cattolica del Sacro Cuore
Ferrara Giuliano, direttore Il Foglio

Grassi Onorato, professore di storia della filosofia medievale Lumsa Roma
Guzzetti Giuseppe, presidente Fondazione Cariplo

Israel Giorgio, professore di storia della matematica Università degli Studi di Roma-“La Sapienza” 

Liguori Paolo, direttore TGCOM Mediaset

Mazza Mauro, direttore TG2 Rai
Mazzotta Roberto, presidente Banca Popolare di Milano
Mazzuca Giancarlo, direttore Quotidiano Nazionale
Morpurgo Claudio, vice presidente Unione delle Comunità Ebraiche Italiane - Ucei
Muccioli Andrea, responsabile comunità San Patrignano
Mussari Giuseppe, presidente Fondazione Monte dei Paschi di Siena

Nembrini Francesco, presidente Federazione Opere Educative - Foe

Ornaghi Lorenzo, rettore Università Cattolica del Sacro Cuore

Persico Roberto, presidente Associazione Professionale Diesse
Polito Antonio, direttore Il Riformista

Quagliariello Gaetano, presidente Fondazione Magna Carta

Ribolzi Luisa, professore di sociologia dell’educazioneUniversità degli Studi di Genova
Risè Claudio, psicoanalista
Rondoni Davide, poeta
Rossella Carlo, direttore TG5 Mediaset
Roth Luigi, presidente Fondazione Fiera Milano
Roversi Monaco Fabio Alberto, presidente Fondazione Carisbo

Sapelli Giulio, professore di storia economica Università degli Studi di Milano
Scaglia Silvio, presidente Fastweb
Squinzi Giorgio, amministratore unico MAPEI

Ugolini Elena, preside Liceo Malpighi di Bologna

Versace Santo, presidente Gianni Versace spa
Vignali Raffaello, presidente Compagnia delle Opere
Vittadini Giorgio, presidente Fondazione per la Sussidiarietà

Zamagni Stefano, professore di economia politica Università degli Studi di Bologna

Sorvy

 

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martedì, 22 novembre 2005

ANDREA'S VERSION - Copycat n. 104

Avrete letto la formidabile scoperta. Un gruppo di ricercatori dell’americana Rutgers University è riuscito a cancellare la paura intervenendo su stathmina, un gene attivo nelle cellule dell’amigdala, che è appunto il centro cerebrale preposto al meccanismo. La ricerca americana ha acceso la luce sull’origine dello spavento e su quel complesso di reazioni che si scatenano nell’organismo animale di fronte a una minaccia incombente. Gli esperimenti della Rutgers sono per ora limitati ai topi. I roditori cui il gene stathmina è stato disattivato sono diventati letteralmente spavaldi, non hanno reagito di fronte a scosse elettriche e si sono avventurati in spazi da cui avevano l’abitudine di rifuggire. A nessuno può sfuggire l’importanza strategica della scoperta per il genere umano. Se da un lato la paura ci tiene lontani dai guai, ed è indispensabile alla sopravvivenza, dall’altro può uscire all’alveo della normalità e debordare in comportamenti immotivati o in sindromi da panico. Sostengono per esempio gli scienziati che un domani, titillandogli la stathmina, l’onorevole Giuliano Amato potrebbe perfino dire in giro di essere stato craxiano.

Andrea Marcenaro (da Il Foglio del 22/11/2005)


Sancho

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lunedì, 21 novembre 2005

SE SI TRATTA DI C.L.
ANCHE D'ALEMA DIVENTA RAZZISTA.
 
Ieri pomeriggio Massimo D’Alema ha partecipato ad un convegno dei DS a Roma. (…) D’Alema è intervenuto sulla polemica in corso in tema di aborto. “In Italia non c’è una spaccatura tra laici e cattolici” ha garantito “si è creata una grande forza riformista che supera le divisioni tra laici e cattolici e mette insieme le migliori energie riformiste del Paese”. L’esponente della sinistra riformista si è chiesto: “Si può pensare che una donna che vive il dramma dell’aborto e va in consultorio pubblico, lì trova i militanti di Comunione e Liberazione?”. E si è risposto che no, “non è così che funziona”. Applausi. Quindi l’esponente della sinistra riformista ha spiegato che la sua posizione “non è frutto di relativismo etico”, quanto piuttosto “dell’etica della solidarietà”, “nel rispetto della libertà della donna”. Perché già di suo, dice D’Alema, “l’aborto è un dramma”. E uno mica può passare dalla padella alla brace, trovandosi davanti un ciellino al consultorio. Uno dell’Opus Dei ancora ancora. La logica dalemiana sembra avere una sua potenza geometrica: i consultori sono luoghi pubblici, ergo laici, ergo aconfessionali, ergo per chi esprime una identità religiosa o solide convinzioni morali sono destinati a rimanere off-limits. I seguaci di don Giussani, poi, devono proprio stare alla larga. (…) Siccome non si può dare di razzista ad un esponente della sinistra riformista, viene solo da notare che a norma di legge “il personale addetto ai consultori deve essere in possesso di titoli specifici in una delle seguenti discipline: medicina, psicologia, pedagogia, assistenza sociale, nonché dell’abilitazione, se prescritta, all’esercizio professionale”. Non si parla di CL. E che sarebbe poi strano, per non dire folle, se “pubblico” venisse a coincidere con a-religioso, o soggiogato a un’inquietante “etica di Stato”. Con la stessa logica, può un ebreo insegnare all’Università? Un buddista lavorare in ospedale?
Martino Cervo (LIBERO, domenica 20/11/2005)


Sorvy
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MA GLI ABITANTI DI MARANO DI NAPOLI

SI CHIAMANO FORSE "MARAMALDI"?

Un pò di storia prima:

Anno 1530 - "Maramaldo, tu uccidi un uomo morto!".
Fabrizio Maramaldo, condottiero napoletano, era schierato con i Medici contro l'esercito della Repubblica Fiorentina. Nel 1530, in occasione della battaglia di Gavinana, trafisse a morte un suo prigioniero, ferito e inerme: il capitano Francesco Ferrucci. Da qui il detto sopravvissuto fino ai giorni nostri: "Maramaldo, tu uccidi un uomo morto!".

Anno 2005 - (21 novembre - Marano di Napoli). Polemica a Marano, grosso comune alle porte di Napoli, per la decisione del Sindaco Mauro Bertini, esponente del PdCI, di cancellare "via Martiri di Nassirya", recentemente istituita dal Commissario Prefettizio che prima di lui reggeva la Città. Nella foto, la cerimonia di intitolazione di "viale caduti di Nassirya"Via la targa ai caduti di Nassiriya quindi, al suo posto una bella targa ad Arafat, prima ed

unica in Italia. Quel che non è andato giù al Sindaco Campano è quel "martiri" nel nome della via. Se fosse stata intitolata ai "caduti di Nassirya"  non ci sarebbero stati problemi, ha dichiarato.
«Non credo siano da considerare dei martiri». Ha detto Bertini- «Martire è colui che sceglie un'idea e per quella si fa uccidere, è uno che volontariamente si espone per l'idea a cui ha dedicato la vita. I militari italiani erano andati a Nassiriya a svolgere un lavoro per il quale erano pagati, ed erano consapevoli dell'eventualità di rischiare la vita. Sono stati mandati lì dal governo che vuole difendere una quantità di interessi, fondamentalmente quelli dei petrolieri italiani"
Cancellata via "martiri di Nassirya", il sindaco ha intitolato una via a "yasser Arafat".

Sindaco Maramaldo tu "uccidi degli uomini morti" ... e per sostuirlo con un terrorista internazionale. Un personaggio da commedia napoletana con tanto di ammoina e di mossetta ma sullo stile comunista. Basta vedere come ha trasformato il sito "istituzionale" del Comune in una via di mezzo fra il no-global Indymedia e la sezione del partito di Cossutta. Alla faccia di chi non lo ha votato. Questi sono i metodi dei comunisti italici nell'anno domini 2005. Gli stessi di sempre.

Una bella "monnezza" questo comunismo alla "pommarola". E Prodi, Prodi ... cosa dice Prodi di questa robaccia che si trova nella sua Unione?


Sorvy

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Il Milionario Speciale.

Il Sorvegliato Speciale vale 109.520,76 dollari.
Sorvy, ti posso lasciare i 76 cents.


Shark

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RADIO CAPITAL ... e il mio cappuccino.

Questa mattina mi si è bloccata la colazione nello stomaco.

Ho ascoltato Radio Capital per alcuni minuti. Una voce rauchissima snocciolava delle corbellerie infilate una all'altra. Un rosario delle peggiori stronzate dell'anno pronunziate a raffica:

"Bush in Cina non ha detto niente di realmente importante, solo parole inutili".

"Il regime in Italia non c'è ancora e sottolineo la parola ANCORA".

"In Italia siamo l'Argentina dell'Europa, se Berlusconi vincesse le elezioni saremmo l'Argentina del mondo"

e gigionava con i radioascoltatori con battute del tipo "potremmo vendere i Bond italiani all'Argentina".

Un radiascoltatore brasiliano (con una telefonata registrata) ha detto che lui è venuto in Italia carico di belle speranze e poi ha scoperto che in Italia c'era Berlusconi ed è rimasto così deluso che vorrebbe tornarsene nel suo Brasile dove nel frattempo è arrivato Lula. L'uomo dalla voce rauchissima anzichè chiedergli cosa ci facesse un brasiliano cosi tanto deluso nell'Italia di Berlusconi e perchè non facesse ritorno nella sua amata madrepatria con l'amato Lula come presidente, gli ha risposto pressapoco così: "Quando vincerà il centrosinistra e Berlusconi tornerà a casa lei si sentire come nel suo Brasile e non sentirà la mancanza di Lula". Si gli ha detto proprio così.

Io a questo punto stavo quasi per vomitare il cappuccino dal finestrino quando la sigla annunciava la fine della trasmissione di Radio Capital ed è stato svelato il nome del giornalista con la raucedine: Vittorio Zucconi.

Il cappuccino si riassestato di colpo nello stomaco. Vittorio Zucconi  e non altri. Mi sono tranquillizzato. "Guarda un pò, è Zucconi" mi son detto "... e mica Zucconi merita che io sporchi il mio finestrino."

 


Sorvy
 

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venerdì, 18 novembre 2005

Nuovi documenti rivelano che Saddam

nascose armi di distruzione di massa.


By Shark.


Combat Engineers accorpati al Terzo Battaglione, Quarto USMC,
Regimental Combat Team-1 mentre portano alla luce un nascondiglio
di armi dal cortile di un'abitazione irachena a Halabisah, durante
l'operazione Peninsula Plague il primo marzo 2005. L'esperienza e
l'equipaggiamento degli Engineers hanno portato al rinvenimento di
molteplici nascondigli per armi durante l'operazione.
Foto del Lance
Corporal Paul Robbins Jr.


Documenti iracheni recentemente scoperti che stanno venendo tradotti dagli analisi dei servizi USA indicano che il governo di Saddam Hussein elaborò estesi piani per occultare le armi di distruzione di massa dell’Iraq prima dell’invasione americana del marzo del 2003 – e che intratteneva rapporti approfonditi con Al Qaeda prima degli attacchi dell’11 settembre.
Le prove esplosive sono state scoperte tra “milioni di pagine di documenti” riportate alla luce dall’Iraqi Survey Group Weapons Search Team, come
riporta Stephen Hayes del Weekly Standard. Nel numero del 21 novembre, Hayes rivela che i documenti trovati in un nascondiglio contengono una quantità notevole di carte, dati e informazioni provenienti da un certo numero di agenzie di intelligence irachene e unità militari.
Anche se finora il Pentagono ha rifiutato di rendere pubbliche queste esplosive carte, Hayes è riuscito ad ottenere una lista dei titoli dei rapporti.

Gli argomenti evidenziati nei documenti dell’Iraq all’epoca ancora sotto embargo comprendono:

Documenti iracheni recentemente scoperti che stanno venendo tradotti dagli analisi dei servizi USA indicano che il governo di Saddam Hussein elaborò estesi piani per occultare le armi di distruzione di massa dell’Iraq prima dell’invasione americana del marzo del 2003 – e che intratteneva rapporti approfonditi con Al Qaeda prima degli attacchi dell’11 settembre. Le prove esplosive sono state scoperte tra “milioni di pagine di documenti” riportate alla luce dall’Iraqi Survey Group Weapons Search Team, come . Nel numero del 21 novembre, Hayes rivela che i documenti trovati in un nascondiglio contengono una quantità notevole di carte, dati e informazioni provenienti da un certo numero di agenzie di intelligence irachene e unità militari. Anche se finora il Pentagono ha rifiutato di rendere pubbliche queste esplosive carte, Hayes è riuscito ad ottenere una lista dei titoli dei rapporti. Gli argomenti evidenziati nei documenti dell’Iraq all’epoca ancora sotto embargo comprendono:

1.Ordini di acquisto di agenti chimici (dicembre 2001).
2.Formule e informazioni riguardo gli agenti delle armi chimiche irachene.
3.Posizione delle armi e dei depositi di munizioni (con mappe).
4.Negazioni e occultamento delle armi di distruzione di massa ed esecuzioni dei prigionieri di guerra.
5.Ricerca e approfondimento sul veleno
ricin.
6.Equipaggiamento per guerra chimica destinato ai Fedayeen Saddam.
7.Nota dal Servizio Segreto Iracheno per nascondere informazioni ad una squadra di ispettori dell’ONU (1997).
8.Inchiesta del Ministro della Difesa Iracheno sul perché dei documenti relativi alle armi di distruzione di massa furono rinvenuti da una squadra di ispettori ONU.
9.Corrispondenza tra varie organizzazioni irachene in cui si forniscono istruzioni per occultare armi chimiche ed equipaggiamento.
10.Corrispondenza dal Servizio Segreto Iracheno alla Commissione Industriale Militare che riguarda informazioni raccolte da satelliti di intelligence straniere sulle armi di distruzione di massa (dicembre 2002).
11.Pulizia delle tute isolanti e istruzioni su come nascondere sostanze chimiche.
12.Progetto del Servizio Segreto Iracheno su come comportarsi durante le ispezioni UNSCOM (1996).

E ancora, altri rapporti suggeriscono che i legami tra l’Iraq e Al Qaeda fossero ben più profondi del previsto, e presentano titoli come:

1.Incontro segreto tra un esponente dei Talebani e il governo iracheno (novembre 2000).
2.Documento di Huday Hussein riguardante attività dei Talebani.
3.Possibili elementi di Al Qaeda in Iraq.
4.Sforzi iracheni di cooperazione con gruppi ed individui di opposizione in Arabia Saudita.
5.Rapporto dell’intelligence irachena sulla attività dei curdi: citazione di un rapporto curdo su Al Qaeda – citazione della presenza di Al Qaeda a Salman Pak.
6.Rapporto del Servizio Segreto Iracheno sulle dichiarazioni di rapporti tra l’Iraq e Al Qaeda.
7.Spostamenti di denaro dall’Iraq all’Afghanistan.

Nonostante i titoli dei rapporti siano impressionanti, Hayes appare cauto e dichiara che è difficile sapere come stanno le cose con certezza prima che i testi completi siano disponibili.
E’ possibile, scrive, “che il documento di Uday Hussein riguardante l’attività dei Talebani fosse critico di qualche particolare politica dei Talebani, ma è ugualmente possibile, dato il noto ruolo di Uday come agente di collegamento tra il regime iracheno e Al Qaeda, che ci fosse in gioco qualcosa di molto peggio”.
“Cosa fu discusso all’Incontro Segreto con l’esponente dei Talebani e il Governo Iracheno nel novembre del 2000? Potrebbe essere qualcosa di innocuo, o forse no. Sarebbe interessante saperne di più".
Hayes nota anche che un’ulteriore prova sul sostegno di Saddam Hussein per Al Qaeda potrebbe essere andato perduto per sempre.
“Quando David Kay gestiva l’Iraqi Survey Group alla ricerca di armi di distruzione di massa, diede disposizioni alla sua squadra di ignorare qualsiasi cosa non fosse direttamente correlata agli sforzi del regime di procurarsi armi di distruzione di massa”, afferma.
“Di conseguenza, i documenti che descrivevano l’addestramento e il finanziamento dei terroristi da parte del regime furono etichettati come “Di nessun valore per l’intelligence” e spesso scartati, stando a due fonti diverse”.

Christian Rocca ha già parlato di Hayes qui, qui e qui. Nel suo libro "The Connection", scrive Rocca lo scorso 12 luglio, "Hayes ha raccontato che in una base in Qatar l’intelligence americana sta analizzando oltre un milione di pagine sequestrate negli uffici dei servizi iracheni al momento della caduta di Baghdad". Credo che si possa trattare, considerata l'approssimazione delle informazioni, delle stesse carte.
In più, sentite cosa dice Brad L. Maaske, che ha girato un documentario in Iraq intervistando decine e decine di persone. Il documentario si chiama "Weapon of Mass Destruction: The Murderous Reign of Saddam Hussein"; dice Maaske "Ci sono interviste su interviste di gente che dice di aver visto camion e tir carichi di roba andare verso la Siria e la Valle libanese del Bekaa. E naturalmente noi abbiamo cercato di seguire le tracce come potevamo. Le forze armate Usa non possono andare in Siria, non possono andare in Libano. Ma la domanda è: dove sono andate tutte quelle armi?". Continuate pure a leggere l'articolo. E magari comprate questo dvd (altro che Fahrenheit).


Shark

postato da: ilfaro alle ore 23:59 | link | commenti (37)
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EMERGENZA EDUCAZIONE

L’Italia è attraversata da una grande emergenza. Non è innanzitutto quella politica e neppure quella economica - a cui tutti, dalla destra alla sinistra, legano la possibilità di “ripresa” del Paese -, ma qualcosa da cui dipendono anche la politica e l’economia. Si chiama “educazione”. Riguarda ciascuno di noi, ad ogni età, perché attraverso l’educazione si costruisce  la persona, e quindi la società.
Non è solo un problema di istruzione o di avviamento al lavoro.
Sta accadendo una cosa che non era mai accaduta prima: è in crisi la capacità di una generazione di adulti di educare i propri figli.

qui:  il resto dell'APPELLO

qui: i primi FIRMATARI 

(fra i quali evidenzio alcuni nomi dei primi 70 firmatari: Giuliano Ferrara, Magdi Allam, Pupi Avati, Franco Bechis, Maurizio Belpietro, Ferruccio De Bortoli, Giorgio Israel, Muccioli Andrea, Antonio Polito, Claudio Risè, Santo Versace, Stefano Zamagni)

 

 

 

 

 

 

 

DAL SITO DI COMUNIONE E LIBERAZIONE


Sorvy

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giovedì, 17 novembre 2005

SESSO E GOL
Oltre te mi scopo solo la maglia 

Me l'ero persa ma merita davvero. Lo scenario è lo stadio Partenio di
Avellino. Domenica scorsa si gioca Avellino-Pescara, campionato di Serie
B. I biancazzurri (Pescara) sono già in vantaggio, ma all'inizio della
ripresa Matteini con un gran tiro dal limite raddoppia. Il giovane
Davide, appena 23 anni, vola sotto la curva per sfogare la sua gioia. Il
pazzo (grandissimo!) si leva la maglia numero 9 la stende perfettamente a
terra e poi la scopa letteralmente. Mima il gesto della penetrazione,
posizione del frate. A fine gara spiega: "L'ho fatto per la mia ragazza
perché capisca che posso tradirla solo con una maglia e con il
Pescara". Un mito assoluto, lo dico da sfegatato tifoso pescarese e da ex
Rangers della Curva Nord.
Ma c'è un però. Il però si chiama Maurizio Crosetti, opinionista a
tutto campo di Repubblica. Da vero moralista, come poi è il suo quotidiano,
scrive: "C'è chi ha sniffato la linea laterale, chi ha mimato raffiche
di mitra, chi ha sfasciato la bandierina. Ora abbiamo pure l'arrapato
dell'area di rigore. E se è vero che certe scene possono urtare il
buongusto di molti, questa sembra piuttosto pornografia dell'imbecillità".
Ipxe dixit.
Sta di fatto che se lo fa Lucarelli (comunista e di Livorno) tutti
dicono che è originale. Se si azzarda Matteini è un imbecille. La morale
(non solo per Shark) è: boicottate sempre più Repubblica.
Un in formissima


Deka

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Incontri ravvicinati



Viva la Lega, viva la devolution. Bravi, bene, il bis la sinistra ce lo risparmi. Grazie.
E' questo l'argomento del giorno no? No. E' un altro. Racconti di vita vissuta fuori dalla redazione di Bologna. Vi svelo un ordinario giorno da inviato, tanto ormai Sorvy vi ha svelato la mia professione di giornalista.
Martedì ero inviato a Milano al 63° Salone della Moto. Doveva essere il solito giro di marchettoni alle case costruttrici, si è rivelata una mattinata caotica. Colpa del Premier nostro: Silvio Berlusconi. Ha inaugurato lui la fiera e dopo 40 minuti di conferenza ("Mi sembra di essere un santo. Quando mi guardo allo specchio so di avere una faccia da persona per bene, ma a sentire gli altri - quelli della sinistra - dovrei aver paura di stare anche con me stesso") è sceso a fare un giro per gli stand.Non seguo la politica per il mio giornale, ma che vuoi sei lì e allora vai dietro al Berluska. Vi racconto la situazione. Oltre alle sue guardie del corpo (sei con l'auricolare e il filo in stile vecchio mollettone che pende dall'orecchio destro) c'erano circa 60 agenti tra polizia, carabinieri, finanza, vigili e polizia penitenziara. Tra qualche collega (femmina) demente che urlava domande sulla politica internazionale,
pretendendo risposte, e qualche microfono di Sky che volava sbattuto via da un carabiniere, col Premier ho parlato anch'io, per ben due volte.
Quel che più conta è che mi ha anche risposto. Insomma a un certo punto, per culo, mi trovo a mezzo metro da lui e gliela butto lì: "Presidente le piace ancora Van Basten dopo la vittoria dell'Italia in Olanda". Mi guarda si ferma e mi fa: "Amo Van Basten, ma avete equivocato come al solito. Ancelotti è e resta il nostro allenatore a tutti gli effetti. Ma ripeto che amo Marco Van Basten". Il corteo riperte, la rumba anche. Botte dagli agenti, cazziatoni dai fotografi ("insomma sei sempre in mezzo") e solidarietà dalla collega senza voce della Gazzetta che il giorno dopo con quella frase ci ha aperto il
giornale. Dieci minuti dopo stessa scena. Il Deka vicino Berluska che da due passi è veramente plastificato, basso e ceronato. Domanda: "Presidente
che dice di questa storia di Moggi al Milan?" Si ferma di nuovo e risponde: "Sono cose infondate. Moggi al Milan? Non è vero niente. E poi siamo qui per parlare di moto". Ripartiamo. Qualche foto, un saluto a due-tre espositori e poi Berluska sparisce con il nemico Colaninno (ex Telecom do you remember?) a pranzo. Il delirio è finito. Sembrava di stare in un film, era la realtà patinata del mondo del giornalismo. Perché ve l'ho raccontato un po' per stroncare le velleità giornalistiche di chi ci legge, un po' per far capire a tutti quanto è facile in una bolgia simile estorcere una dichiarazione e farne ciò che vuoi. "Travisarla" come dice l'uomo e come fanno i giornalisti, quelli veri dei quotidiani politici, non noi bravi ragazzi che ci occupiamo di sport.

Deka

postato da: ilfaro alle ore 17:31 | link | commenti (3)
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Devolution, un’occasione per il Sud

Dal dibattito che ha preceduto l’approvazione della riforma costituzionale si capisce bene quale sarà il tema su cui insisteranno, nella campagna referendaria, i nemici della devolution. La devolution, si sostiene, sposta risorse dal Sud al Nord, e quindi ha l’effetto di rendere irreversibile la condizione di minorità del Mezzogiorno. In realtà è stato il meccanismo basato sui trasferimenti a rendere difficile la selezione di una classe dirigente meridionale capace di far da sé con le proprie forze. Lo spiega bene Nicola Rossi, parlamentare Ds e già consigliere economico del governo di Massimo D’Alema. Rossi ha calcolato in 120 miliardi di euro i fondi pubblici destinati al Mezzogiorno negli ultimi sette anni. Ne deduce che “al Sud i soldi arrivano. Semmai troppi”.
La devoluzione rende responsabili le amministrazioni regionali, che debbono legiferare in modo esclusivo su temi rilevanti, e questo dovrebbe conferire loro l’autorità politica necessaria per delineare specifiche scelte per lo sviluppo dei loro territori, senza contrattarle nell’anticamera di qualche ministero.

Lo Stato non abbandona le regioni, nel nuovo meccanismo, ma si concentra su funzioni proprie, a cominciare dalle infrastrutture, che col sistema attuale dei trasferimenti hanno visto proprio il Mezzogiorno restare indietro. Quando saranno emanate le leggi sul federalismo fiscale, necessario completamento della devolution, non mancheranno procedure di riequilibrio a favore delle regioni meno sviluppate. Quel che conta, però, è che gli amministratori del Sud hanno l’occasione di trasformarsi da postulanti in governanti, gli imprenditori del Sud hanno la possibilità di interloquire sul territorio con istituzioni dotate di poteri decisionali di cui rispondono direttamente. E’ la situazione attuale, in realtà, che porta le risorse meridionali, umane e finanziarie, a emigrare verso aree di maggiore sviluppo. I nuovi meridionalisti invocano un capovolgimento dell’ottica tradizionale: la devolution è l’occasione per farlo.

 Editoriale di Giuliano Ferrara (IL FOGLIO del 17/11/05)


Sancho

postato da: ilfaro alle ore 14:13 | link | commenti (2)
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ANDREA'S VERSION - Copycat n. 103

Vietata la Coca Cola dal centrosinistra al Comune di Torino. Era ora. Fabbricare il programma. Abolire la pizza nel genovesato, ancorarsi alla focaccia. Considerare le origini globali dello stoccafisso. E del baccalà. Genova e Vicenza unite nella lotta. Riconsiderare la questione-lana. Che viene dalla pecora. Che viene dall’Australia. Che discende dall’Inghilterra. Che bombarda l’Iraq. Che le cravatte di Bertinotti poi magari sono al fosforo bianco. Basta. Torino ha tracciato il solco, chiuderla con le multinazionali, regionalizzare il conflitto. Stanare il mondializzato. Spazzare via da Trento il tortellino Rana. Canéderli, a Trento. Soltanto canéderli. Un canéderlo. Due canéderli. Ma canéderli. Piantarla col kamasutra a Bologna. Recuperare il gusto della tradizione locale. Un pompino. Due pompini. Ma pompini. Arrosticini a Chieti, cantucci a Siena, cassate a Palermo. Contro la Coca Cola imperiale manderemo giù tutto, casséula, bagna cauda, lardo di Colonnata, cotechini di Modena, sopressate calabresi, sanguinacci e salami di Felino. Un’unica preghiera semi-globale: lasciateci l’Alka-Seltzer.
Da IL FOGLIO del 17/11/2005

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mercoledì, 16 novembre 2005

Tocque-Ville  

postato da: ilfaro alle ore 20:01 | link | commenti (7)
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DEVOLUTION

 "Se sono emozionato? Sì che lo sono...". Umberto Bossi è da ieri a Roma, ma è quello di oggi per lui il giorno tanto atteso. Si vota la devolution. E lui c'è. Dopo la malattia, l'assenza forzata da Roma, le dimissioni da Parlamentare per approdare a Strasburgo. Il leader del Carroccio segue con moglie e figli il dibattito dalla tribuna degli ospiti.

Ma non era questo il governo che non ha fatto nulla per questo paese?

La ventesima riforma in 5 anni. Alcune epocali, come appunto quella sulla DEVOLUTION.

Mica male  venti riforme se si pensa che all'opposizione c'è il deserto di idee e di programmi.

Anzi no, uno ce l'hanno, abbattere Berlusconi.

Volete che vi ricordi le cose importanti fatte da questo governo? Paragonatele pure ad uno dei 50 o 60 governi che ci hanno preceduto.

 
Riforma federale
Promemoria in 45 punti
Meno tasse per tutti
Giustizia
Ambiente
Immigrazione
Riforma dell'università
Riforma della scuola
Pensioni
Italia sicura
Iraq
Legge Biagi
Abolizione della leva
Italia digitale
Riforma TV
Diritto societario
Conflitto d'interessi

Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 19:24 | link | commenti (10)
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Dice mia moglie...

che sto esagerando con le bandiere americane in casa. E la copertina della piccola Condi (terzogenita - 5 mesi) a stelle & strisce è un pò monotana se accostata al bavaglino e al lenzuolino. Troppe strisce, troppe stelle, dice.

Andrea fa la prima elementare e quando la maestra gli chiede di disegnare una casa, immancabilmente accanto alla casa disegna sempre una bandiera. Americana. Il problema, ha detto la maestra a mia moglie, è che la bandiera - sempre americana - la disegna anche quando il soggetto è "Paesaggio autunnale", "la mia famiglia", "Il mio animale preferito", "cosa vorrei fare da grande".

Anche il segnalibro da regalare al papà nella seconda settimana di scuola è stato un cartoncino con ... la bandiera dell'America.

Mia moglie dice che sto esagerando. Solo perchè alla sera racconto alla secondogenita (Giulia) la favola di Jappy-Jappy uno scoiattolo a ... New York. E lei, quattro anni, chiede tutte le volte: "Papà, quando andiamo a nuiocch?"

E tutti quei quadretti di Norman Rockwell nella camera dei bambini, non sono un pò tanti ... mi dice. E quelle targhe di macchine americane. Non vorrai mica collezionarne una per ogni Stato. Dove le mettiamo 50 targhe.

Mia moglie dice che sto esagerando perchè ho incorniciato e appeso il famoso paginone del Foglio con la bandiera Americana. Quella che Ferrara regalò in un inserto il 10 novembre 2001, in occasione dell'USA DAY. Non ha voluto che lo attaccassi sul nostro talamo... l'ho appeso in salotto.

Mia moglie è preoccupata perchè la bandiera dell'America in giardino ci ha procurato un pò di guai con i vicini. La cicciona che abita di fronte a noi, figlia quattordicenne del famoso primario dell'ospedale, quello con la bandiera della pace sul balcone oramai scolorita,  ha rigato la macchina con un chiodo. Ma non era la mia di macchina ... era quella di mia moglie. Lei dice che è stato una ragazzata ma che probabilmante le siamo antipatici per via della bandiera a stelle e strisce ...

Mia moglie esagera quando dice che io esagero.

Io, infatti, non esagero per niente...


Sorvy

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E voi siete "obbedienti" o "disobbedienti"?

Dunque, io sto con Ferrara. Ferrara sta con Cofferati. Dio mio, quindi io sto Cofferati?
L'opinione di Giulianone su Panorama, dedicato alla mia amica diessina di Bologna che detesta i punkabbestia per il modo in cui trattano i cani:

Io sto con Cofferati, da sempre
di Giuliano Ferrara
3/11/2005


Ma perché la sinistra cambia testa secondo se è al governo oppure all'opposizione? Questo il documento del sindaco sulla legalità che Prc ha bocciato, con il sì di Bertinotti »Forum
Dalla cultura del piagnisteo alla ruspa democratica.
Dalla sociologia politicamente corretta al decisionismo politico del sindaco di Bologna. Dalla legittimazione di ogni abuso, in nome della marginalità come valore, alla legalità che spazza via la baraccopoli dell'ideologia migrante, multichic, e i suoi abitanti in carne e ossa, così poco presentabili per il ceto medio bononiense.
Dai titoli infami dell'Unità di Furio Colombo («Bossi-Fini, un'altra strage») alla santa corale pro Sergio Cofferati, il giustiziere della città grassa cantato nella nuova messa gregoriana di quella sinistra che digerisce anche i sassi. Il tutto senza battere ciglio. Il tutto senza una riflessione adeguata, responsabile, seria. Il tutto con molta presunzione, e in vista della banalità del governo.
Sergio Cofferati, il sindaco della "città grassa"
Domando alla Repubblica, che con Khaled Fouad Allam ha scoperto finalmente l'esportabilità della democrazia e con Francesco Merlo ha finalmente consacrato la legge e l'ordine: volete spiegare un po' meglio perché ora state con gli americani morti per una costituzione e con il Rudy Giuliani delle Due torri? Io a Bologna sto con Cofferati perché a San Patrignano stavo con Vincenzo Muccioli, perché appena posso mi accapiglio con Luigi Manconi e con la sua visione allucinata della convivenza universale, perché il tentativo dell'interista milanese Gad Lerner di costruirsi un'identità bastarda e multicult mi fa sorridere.

Io a Bologna sto con Cofferati perché il sindaco Giancarlo Gentilini di Treviso, quello che su tre che ne dice due sono frescacce, faceva ordinaria amministrazione e buongoverno quando sbaraccava dalle piazze storiche le minoranze pittoresche e squinternate della marea immigrata della sua città.
Io a Bologna sto con Cofferati perché nel 1977 stavo con il sindaco Renato Zangheri contro Toni Negri, Gilles Deleuze e Félix Guattari che volevano legalizzare l'anarchia, perché all'Università di Roma nel marzo del 1977 stavo con Luciano Lama e contro le P38 che lo buttarono fuori senza tanti complimenti.

Sto con Cofferati perché la penso come Tony Blair quando non fa la star del multiculturalismo impazzito, quando ricorda che non si può disporre dei diritti degli altri, il diritto alla sicurezza fra questi, in nome dei propri fantasmi culturali, in nome della vaga idea di una società universale buona in cui la carità diventa vizio e obbligo di stato invece che virtù privata.
Sto con Cofferati perché contrasto civilmente, anche sapendo ascoltare ma avendo qualcosa da dire, la religione secolare delle eminenti suore sociologiche come Livia Turco e Chiara Saraceno, signore di uno spirito di accoglienza che senza regole di ferro si risolve in piccola barbarie quotidiana.
Ma voi amici liberal, pacifisti e multiculturali, perché ora state con gli americani, che per la costituzione democratica irachena sono morti in 2 mila falcidiati dalla «resistenza», e con Cofferati il decisionista, il ripulitore delle rive del fiume Reno, il cacciatore di lavavetri venuti dall'Est e di squatter?
Come mai al G8 io stavo nella zona rossa, solidale con il diritto dei capi di stato del mondo a far politica in sicurezza, e voi premevate alle porte con la folla variopinta e arcobaleno dei migrantes, e ora senza battere ciglio vi ritrovo a fare da battistrada alla ruspa democratica che i migrantes letteralmente li sbaracca? Volete darci qualche ulteriore spiegazione, di grazia?
Quindici anni fa, con i frutti del mio stipendio televisivo da calciatore, mi sono comprato un appartamento a Manhattan. Allora c'era il sindaco David Dinkins, un simpatico democratico, nero, che non combinava alcunché.
Poi è arrivato Giuliani, bianco, repubblicano e giustiziere, e al suo seguito l'algido miliardario Michael Bloomberg, e oggi nonostante la crisi della borsa e l'11 settembre e l'infinita accoglienza multiculturale di quella città, Manhattan ha i sapori della Svizzera, non puoi fumare d'estate nemmeno ai tavolini sul marciapiede, all'aria aperta, e si gira per Harlem dove le case cominciano a costare un occhio della testa, e la generale ripulitura dal crimine, in particolare dal piccolo crimine, si vede in quasi ogni angolo della città.

Non è il mio sogno personale, io per temperamento e formazione ho «nostalgie de la boue», un po' di fango nelle scarpe mi piace, ma è il sogno delle grandi maggioranze, e che in una città si possa vivere un poco più sicuri non mi è mai sembrato, come sembra agli elegantoni dell'Upper West Side, un'ambizione disprezzabile.
Anche per questo capisco Cofferati, che non governa una pazza metropoli millenaria come hanno fatto di compromesso in compromesso e con perizia Francesco Rutelli e Walter Veltroni, ma un paesone colto e sensibile della grande provincia italiana, una città che però è anche sazia e disperata, come diceva il cardinale Giacomo Biffi, e che paradossalmente vuole continuare a stramangiare e a stradivertirsi senza troppi punkabbestia che ruzzolano tra le sue gambe.

La realtà e il realismo del buongoverno sono questioni complicate, Cofferati dovrà affinare il suo senso delle sfumature, ma la sinistra che cambia testa a seconda di dove mette il culo, se al governo o all'opposizione, qualche spiegazione in più la dovrà dare, mi sembra.
E se sperano di risolvere tutta questa buona, cattiva e falsa coscienza «coniugando solidarietà e legalità», come dicono loro nella neolingua eufemistica, auguri e figli maschi.


Shark

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7 piccoli sorvegliati.

Sveliamo (a piccole dosi) la nostra identità.

 Sorvy. Impiegato amministrativo.

 Shark . Studente universitario.

 Ercole. Avvocato.

 Savy. Dirigente Soc.Onlus. In questi giorni è in Sudan.

 Deka. Giornalista.

 Sancho. Medico.

 Nick. Architetto e docente.

Tutti sposati, tranne Shark. Totale figli: 11.  Viviamo in maggioranza in Romagna. Ma fra noi c'è un veneto, un sardo ed un pugliese.

La redazione del Sorvegliato si riunisce con cadenza più o meno quindicinale nelle peggiori osterie della Romagna.

Sorvy.

postato da: ilfaro alle ore 10:32 | link | commenti (8)
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Stasera vado a vederlo al cinema.

Domani piccola recensione sul sorvegliato.


Sorvy

 

 

postato da: ilfaro alle ore 10:05 | link | commenti
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lunedì, 14 novembre 2005

Vi ricordate? Di lui dicevano...
By Shark.

Ho ripescato questo vecchio articolo, e farsi quattro risate non guasta mai. Grazie al sito dell'eccezionale Lino Jannuzzi.

LE ULTIME PAROLE FAMOSE: IL CAVALIERE NON HA FUTURO.

Dio che ridere: il Tgl ha invitato Achille Occhetto a commentare il discorso che Silvio Berlusconi ha spedito ai telegiornali della nazione, dice che scendera’ in campo, ha detto proprio cosi’ - e Occhetto infatti ha detto che il discorso «e’ risibile». Il Tg3 il discorso l 'ha troncato subito e in compenso l'ha fatto commentare al verde Mauro Paissan: «Mi ha fatto ridere, per la sinistra Berlusconi in politica e’ un vantaggio». Le risate. Sulla 'Stampa c'e’ Curzio Maltese che la mette cosi’: «Ricorda da vicino il salottino di rappresentanza di Guido Angeli, il profeta di Aiazzone. I toni sono da tema scolastico da quarta elementare». Ridicolo. Finto. Anzi di plastica. Ovvio che perdera’. Su Repubblica del 27 gennaio 1993 c'e’ Eugenio Scalfari che titola cosi’: «Il ragazzo coccode’». Scrive: «Ieri mattina il Grande Fratello era la’, finalmente si era materializzato, si era incarnato, corrispondeva ai desideri repressi dei suoi fans, alla loro voglia di esibire i muscoli, abrogare la ragione, di sostituire la tolleranza con “l'arroganza del potere». Perdera’, ovvio. C'e’ Giampaolo Pansa che sull' Espresso del 4 febbraio dice questo: “Spira da berlusconi politico qualcosa cheha il sapore finto della plastica e ha la cadenza rigida, automatica della clonazione messa a punto in laboratorio”.

Frankestein. Ma l’ha gia’ detto anche Pansa: “Forse il Silvio in carne ed ossa e’ davvero defunto… un replicante torvo della fissita’ quasi robotica, i tratti tirati e smagriti da un chirurgo plastico cresciuto all'ombra del dottor Frankenstein... E le mani? Mani come artigli... Un incubo sempre ritornante. Un fantasma mummioso che risulta impossibile scacciare... adesso e’ sceso tra noi”. Farebbe paura, non facesse ridere: «Berlusconi e’ un'imitazione di imitazioni - scrive Gianni Vattimo sull'Espresso del 21 gennaio - ed e’ l'immagine della tarda modernita’ fantasticata dal piu’ profondo della provincia italiana”. Il peggio. “C'e’ un abisso tra la passione dell'avvocato Agnelli per la Juventus - distingue il filosofo - e il legame organico del Cavaliere con l'immagine del Milan». Insomma, perdera’. Dev'esser chiaro che per altro ha deciso di scendere in campo - scendere in campo: ma come parla - perche’ e’ indebitato sino alla collottola. Carlo De Benedetti, di passaggio a Milano per consegnare un memoriale che raccontava qualche lustro di tangenti, nel maggio precedente 'aveva detto questo: «Alla fine nascera’ un Paese nuovo, e le persone meritevoli avranno il loro spazio” Ma non voleva mlca profetizzare il destino di Silvio Berlusconi, un mezzo fallito:: «Sua emittenza in rosso” titolera’ l’Espresso del 10 ottobre in una delle molteplici, svariatissime copertine dedicate a Frankenstein. E sara’ anche piu’ esplicito il senatore pidiessino Vincenzo Visco: «Un grande im-prenditore che si candida alla guida del Paese in realta’ e’ pressoche’ fallito... dai bilanci consolidati tenuti nascosti per molto tempo emerge una situazione finanziaria per la quale la bancarotta scatterebbe non appena i creditori lo decidessero...

Chi era l'economo de l'Espresso? Massimo Mucchetti, si chiamava. E allora un'altra copertina: «A me i soldi! A me i voti!». La Confindustria con Berlusconi del resto era gelida. L'Economist dell'll dicembre aveva fatto un articolo intitolato «Burle-squoni» in cui la futura parlamentare Tana De Zulueta aveva scritto questo: «I ricavi della pubblicita’ televisiva ristagno, i debiti stanno crescendo e la struttura della televisione italiana e’ sottoposta a revisione da parte del governo». Perdera’, dunque. Lo temevano persino i fidatissimi Fedele Confalonieri e Gianni Letta, mentre per quanto riguarda Massimo D’Alema non si e’ ancora capito se avesse davvero pronunciato la fatidica frase: «Lo manderemo all'estero a mendicare all'angolo di una strada»; D'Alema ha smentito, ha detto che era solo una battuta da Transatlantico peraltro diversa: «Altro che andare al governo, se le banche gli chiedono di rientrare quello finira’ col chiedere l'elemosina in via del Corso». Diversa, si’. Era un modo come un altro per dire che perdera’. Anche Gianfranco Miglio rassicurava i dirigenti leghisti: non era possibile che Berlusconi potesse improvvisare un partito vincente senza avere sedi ne’ organizzazione territoriale. La politica e’ fatta cosi’, Mino Martinazzoli durante un incontro glielo aveva detto chiaro: «Cavaliere, non si fa politica con il pallottoliere». A Martinazzoli importava poco di strani dati e sondaggi sventolati dal dilettante: aveva da mondare il nuovo Partito popolare. Aveva da fare altri calcoli politici, aveva da rapportarsi al prossimo successo pidiessino alle politiche dopo quello clamoroso gia’ incassato alle amministrative: con Paolo Mieli che aveva plaudito a «l'effetto stabilizzante del voto» ed Eugenio Scalfari parimenti alla «Grande alleanza stipulata tra la societa’ civile e la sinistra riformatrice e riformata, tra la borghesia progressista e il lavoro dipendente produttivo».

FINALMENTE. RESTAVANO I DETTAGLI: quell'Occhetto primo ministro, ma siamo sicuri? E Romano Prodi? Basti che la Voce di Montanelli, ancora nel giorno delle elezioni del 27 marzo, riproporra’ il vero nodo: «Nei salotti romani gia’ da un paio di mesi si gioca sull’accoppiata che vede Prodi a Palazzo Chigi e Ciampi al Quirinale». Dunque chi se ne frega di Frankenstein (perdera’) e chi se ne frega delle «campagne elettorali e battaglie politiche di inquietante stampo sudamericano», come definite da Massimo Riva su Repubblica; chi se ne frega del becero fascistume di quel comico indebitato guerriero, quel parvenu che aveva sostenuto Gianfranco Fini nel ballottaggio romano con Francesco Rutelli (perso, infatti) e che pertanto si era meritato la tre, centesima copertina de l'Espresso. Col fez in testa. Berlusconi. Figurarsi. Mancava Berlusconi, adesso. La discesa in campo. Gianni Pilo. Le spillette. Le videocassette. Iva Zanicchi. Con la procura di Milano ad arrestargli: il fratello, e quello la’ con gli occhi spiritati ad avvertire «chi ha scheletri nell'armadio», e la finanza con la raffica di perquisizioni e tutto il resto. Berlusconi. Ma che voleva fare. «Potra’ capitarle -scrisse Pansa -di essere sbranato... Si prepari a perdere, impopolare miliardario di Arcore. Ha presente il suo amichetto Craxi? Temo che a lei andra’ peggio. Molto peggio». Ed era vero. Peggio che andare in Tunisia, in quel periodo, c'era solo il restare in Italia. (Questo articolo e’ stato scritto da Filippo Facci per “il Giornale”)


Shark

postato da: ilfaro alle ore 23:43 | link | commenti (3)
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Finchè a sinistra sognano così ...

manifesto realizzato dal noto sito di sinistra INDYMEDIA


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 11:46 | link | commenti (7)
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Se il Cav. capisse che ha vinto.

Guardi le cassette di Celentano (dove Prodi non c’è) e se ne convinca

Celentano è passato da numero uno assoluto, tra i gemiti del tifoso di destra deluso e i guaiti di piacere del cretino di sinistra illuso, ma resta Berlusconi. Cioè, il trionfo di Berlusconi. Giusto ieri l’umoralista Michele Serra su Repubblica scriveva che loro, quelli “de sinistra”, non odiano Berlusconi, lo disprezzano. La tv di Celentano, piazzata sempre intorno allo share utile a vincere le elezioni (intorno al 50 per cento), invece lo ha amato, corteggiato, ne ha parlato senza acrimonia e con blando vittimismo al microfono di Santoro, ne ha riso di gusto e con mitezza insieme a Benigni, lo ha messo su un trono di cartapesta, lo ha rappresentato in parola e in effigie, sagomato, attaccato, schernito, blandito fino a censurare – grande paradosso celentanesco – uno sketch della Bambinaccia su di lui, lo ha insomma premiato come l’unico sogno che valga la pena di sognare o, secondo i gusti, l’unico incubo da cui valga la pena di svegliarsi, insomma l’unico. Dunque il re della commedia. Dunque il regnante che vigila sull’immaginazione degli italiani, un impero su cui non tramonta mai il sole. Non è solo una battuta, il berlusconismo fuori da ogni par condicio di Celentano e dei suoi soci autori ospiti epurati e comici. E’ una verità perfino piatta, banale. L’altro, lo sfidante Prodi, non c’era, e se c’era si dormiva. Non esserci, si sa, è il peggio che ti possa capitare. Questa è quindi una verità utile, se la vorrà meditare, a Berlusconi in persona, e alla destra piuttosto stanca che sopravvive e si batte dopo cinque anni di importanti riforme (lo ha scritto più o meno così Sergio Romano ieri nel Corriere) e di cattiva politica, raddoppiata da una demenziale, abissale scomparsa della fantasia, della cultura, dell’effetto sorpresa nella comunicazione pubblica. Berlusconi ha vinto. Deve capirlo. Ha vinto anche se dovesse perdere le elezioni. Ha vinto sui processi aggressivi e sulle parzialità dell’accusa penale. Ha vinto il record della governabilità nazionale. Ha vinto un posto unico di riformatore del sistema. Ha imposto, come lamentano nell’estrema sinistra, un suo modulo ideologico liberale. Ha vinto trasformando gli avversari tutti, da Fassino a Cofferati, da Rutelli a D’Alema. Ha vinto ripulendo il bavero di Chirac di un capello fuori posto, perfino facendo delle stupide corna in una foto di gruppo, perfino dicendo corbellerie nell’aula di Strasburgo su un certo Schulz da barzelletta, e si vedrà fino a che punto abbia vinto quando si farà la storia della guerra al terrorismo e per la democrazia nel mondo islamico dopo l’11 settembre, roba epocale. Ma ha vinto anche partite minori, come il fatturato delle sue aziende, cresciuto nonostante la ottima salute della Rai. Ha vinto vendendo parte di Mediaset, sta probabilmente brigando per vincere nei giochi di riallocazione delle sue immense risorse, i giochi della finanza. Ha vinto quando Fini viene accolto come un politico democratico senza macchia a Gerusalemme, quando Casini giganteggia come politico neodemocristiano e si consente il lusso di lavorare da delfino, quando Fassino manda un messaggio sui gulag, quando Rutelli elogia la legge Biagi. Ha vinto, punto. E se Prodi dovesse farcela a sostituirlo, è semplicemente normale, ordinario che sia così. Il declino italiano non c’è, se non come quota parte del malessere europeo. E le balle si dissolveranno puntualmente. Non perché il tempo sia gentiluomo, magari perché il tempo è furbo, la sa lunga, e perfino su una panchina nel parco di Macherio, con un cane che gli ciondoli tra le gambe, Berlusconi sarà sempre l’uomo della fine di secolo, quello che ha fermato le gioiose macchine da guerra dei forcaioli e ha imposto a tutti il tema della libertà economica e politica in una cavalcata tra alti e bassi, vittorie e insuccessi, durata dodici anni tutti indistintamente e sempre da lui stesso dominati, al governo come all’opposizione.

Se Berlusconi, aiutandosi con le cassette di Celentano e il suo share of voice, visto che la nicchia del Foglio non lo convince, comprendesse non solo intellettualmente ma psicologicamente questa verità che lo riguarda, allora non si degraderebbe a fare una campagna elettorale da capo di Forza Italia, un partito che può benissimo perdere le elezioni, e tornerebbe a essere se stesso in solitario, a scompigliare i giochi e le carte, a essere sereno e ottimista, a metterci quel po’ di fantasia che la politica romana alla lunga gli ha prosciugato nelle vene. Forse, se capisse che ha vinto, e fino a qual punto ha vinto, vincerebbe anche le prossime elezioni. Guardi le cassette di Celentano (dove Prodi non c’è) e se ne convinca.

GIULIANO FERRARA DA IL FOGLIO DI SABATO 12/11/2005

un altro esempio:

quale altro politico italiano avrebbe possibilità di avere una "google" tutta sua? Prodigoogle ... ?!?!?

Neanche Bush ha la sua google!!! Quando si satira, si chiacchiera, si attacca in modo ossessivo l'avversario poi non ci si lamenti se alla fine questo VINCE SEMPRE.


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 09:42 | link | commenti (1)
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Infamante Prodi.

 

L'attuale leader (senza partito) dell'opposizione e probabile futuro Presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha perso tutta la già poca credibilità che ancora conservava.
Questo succede quando non si è portatori di proposte nuove ma si deve rincorrere le uscite del competitor in un affannoso e poco produttivo botta e risposta. Se da una parte tutti i sondaggi danno la sinistra vincente e Prodi futuro primo ministro, dall'altra parte assistiamo a una situazione decisamente anomala: non è il Professore a dettare l'agenda politica del Paese, ma è ancora il Cavaliere a farlo. Prodi deve ancora rincorrere, deve affidarsi alle uscite (discutibili o meno) di Berlusconi e ad esse replicare.
E' un paradosso: nel 2001 con la sinistra al governo e il centrodestra dato per vincente in tutti i sondaggi, era proprio Silvio Berlusconi a fare politica.
In questo contesto è facile scivolare in sfortunate dichiarazioni: accade così che di fronte alla proposta di Berlusconi ("più case per tutti"), Prodi arrivi a replicare affidandosi all'insulto, alla diffamazione e alla calunnia. Il Professore, commentando la proposta del Cavaliere, ha ricordato "gli amici di Berlusconi", in particolare il parlamentare di Forza Italia Dell'Utri e i suoi "portinai e stallieri", ricordando così improbabili e  poco seri legami mafiosi. Sono toni durissimi, degni di un bar e di qualche birra di troppo: queste parole pronunciate da Prodi ci regalano un Professore affranto, disturbato, volgare, violento e insicuro di vincere.

 


By DAW
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venerdì, 11 novembre 2005

Che orrore!
Che vergogna!



«Né il sol più ti rallegra
Né ti risveglia amor».
Il Pianto antico di Carducci custodisce nel cuore della nostra storia quel mistero per cui Dante Alighieri prega la Madonna perché una ricchezza di umanità nuova affermi la vittoria del bene attraverso il suo dolore di sposa e di madre:
«In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s’aduna
quantunque in creatura è di bontate».

Così in noi diventa grande l’urto del cuore per il giudizio della signora, moglie del brigadiere Coletta, che ha parlato davanti alle telecamere del telegiornale.
«In te misericordia», perché l’uomo cade senza conoscere il dove, il come e il quando.
«In te pietate», perché l’uomo è debole, contraddittorio e fragile fino alla morte.
«In te magnificenza» è il comunicarsi di una forza di vittoria come luce finale.
Bontà è il motivo di azione per l’uomo.

Quanto canto popolare potrebbe risorgere, se una educazione del cuore della gente diventasse orizzonte di azione dell’Onu, invece che schermaglia di morte – favorita da quelli che dovrebbero farla tacere - tra musulmani ed eredi degli antichi popoli, ebrei o latini che siano. E questa sarebbe la vera ricchezza della vita di un popolo!
Se ci fosse una educazione del popolo, tutti starebbero meglio.
La paura o il disprezzo della Croce di Cristo non farà mai partecipare alla gioia di vivere all’interno di una festa popolare o di una espressione familiare.
La testimonianza di Dante Alighieri è rifiorita nel dolore della signora Coletta:
«In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s’aduna
quantunque in creatura è di bontate».

Don Luigi Giussani ai caduti di Nassiriya

Il 12 novembre del 2003, a Nassiriya, diciannove fra carabinieri e civili italiani, in missione in Iraq, furono trucidati dagli islamonazisti.

Per ricordare, vi invito a sottoscrivere questa iniziativa della Fondazione Magna Carta.
Per aderire :
qui.




Sorvy

 

postato da: ilfaro alle ore 20:11 | link | commenti (3)
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giovedì, 10 novembre 2005

 

"DIBBBATTITO" IN CORSO FRA I SETTE SORVEGLIATI

 SULLE VIE "DI MEZZO" E "DEMOCRISTIANERIE" VARIE...

La dura legge della vita:

scegliere


"Nel mezzo del cammin di nostra vita

 mi ritrovai per una selva oscura

 che la diritta via era smarrita"

(giuro che me la sono ricordata a memoria, ndr).

Dovrebbe più o meno pensarla così il sommo. E già questo basterebbe a stroncare ogni velleità di Nick. Ma andiamo oltre. Non passo a fare la lista della spesa delle brutture di 40 anni di governo DC (mi fa schifo solo scriverlo), ma resto sullo stesso piano dell'Amico Mio (questa l'ho presa in prestito da Savy-Guia).

Nella vita bisogna tutti i giorni fare una scelta, altrimenti non ti gusti nulla. Esempi:

Strettamente sessuale - Le tette sono due una a destra (solitamente la più grossa) e una a sinistra. Le chiappe sono due: una di qua e l'altra di la. La topa è unica vero, al centro, ma verticale, cioè non schierabile. Due però le possibilità d'ingresso: o di sopra o di sotto.

Subdolamente clericale - Vero Gesù di Nazaret nell'ultima cena stava seduto nel mezzo. Sapete che anch'io condivido la parola di Nostro Signore e non vorrei apparire blasfemo, ma alla fine mi pare l'abbiano crocefisso. Forse a molti non andava a genio quel suo dire date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio. Insomma il popolo non ci capisce una mazza: o lui o te chi adoriamo?

Scientificamente mojito - Vita reale. La sera quando usciamo e facciamo tardi (e Savy rompe le palle che ha sonno) tu vai al bancone e chiedi un mojito (di solito), un cuba Libre, un coca e rum. Non acqua fresca cioè una cosa che non ha odore né sapore ed è anche incolore. Tu chiedi perché hai scelto di ubriacarti, perché hai scelto...

Spasmodicamente Hollywood - "Scegliete la vita. Scegliete un lavoro. Scegliete una carriera. Scegliete una famiglia. Scegliete un cazzo di televisore gigante. Scegliete lavatrici, automobili, lettori cd e apriscatole elettrici. Scegliete il fai-da-te e di chiedervi chi cazzo siete una domenica mattina. Scegliete di sedervi su un divano a spappolarvi il cervello e a distruggervi lo spirito davanti a un telequiz. E alla fine scegliete di marcire. Di tirare le cuoia in un ospizio schifoso, appena un motivo di imbarazzo per gli stronzetti viziati ed egoisti che avete figliato per rimpiazzarvi. Scegliete il futuro. Scegliete la vita". (Dal film Trainspotting) In sintesi scegliete qualcosa: non di stare al centro e di non scegliere mai un cazzo. 


Deka

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Le rivolte in Francia sono colpa degli imprenditori
E io sono Napoleone
By Shark.

  

Tre minuti fa su "Tutte le mattine", il programma del dalemiano Maurizio Costanzo, si parlava dei disordini in Francia e l'interpretazione che ha riscosso i maggiori consensi in studio è stata questa: "I disordini in Francia son causati dal disagio sociale e generazionale, da un '68 non masticato", e Costanzo felice come una Pasqua: "Cètto, cètto, il ddisàggio ggenerazionale e sosciàlee", e poi, ancora, in un trionfo di risibili interpretazioni paleo-marxiste: "Perché, la violenza di un imprenditore che porta via la sua produzione da Parigi spostandola a Bucarest o in Cina, quella non è violenza? Qualcuno dovrà pur rispondere di questa violenza dell'imprenditore", e Costanzo: "Cètto, la violènza dell'imbréndidòree", e la Donatella Rettore (nella foto potete vedere il sudore sulla sua fronte, all'uscita della fabbrica), seduta  lì vicino ad annuire vistosamente, prima di criticare un provvedimento del governo sui cd, e la giornalista Costamagna, già amica e collega di Santoro, ad annuire vistosamente anch'ella. 
 Costanzo è di sinistra? Certo che sì, lo sappiamo tutti. Costanzo in Mediaset è potente? Un pochino, mi pare. La Costamagna che idee ha? Bene. Ma la dittatura mediatica di Berlusconi dov'è? Dov'è??? La invoco.
Non è grottesco che miliardari come Costanzo si attacchino ancora al mantra marxista del "è colpa dei ricchi"? Come Celentano che critica i grattacieli, mentre la sua villa non è fatta di fiori ma di mattoni e cemento, e critica il petrolio, mentre non credo che lui si sposti in bici, e che come Costanzo, Santoro e tanti altri nuota letteralmente nei MILIARDI.
Per chi volesse integrare la propria conoscenza dei milionari in euro che votano per Rifondazione Comunista può dare un'occhiata qua.
Tra i sostenitori del comunismo italiano troviamo Franca Valeri, Mario Monicelli, Ricky Tognazzi, Enzo Iacchetti (quanto guadagna Enzo Iacchetti? Rifondazione Comunistaaa???), Claudio Amendola, Francesca Neri, Sandra Milo, Leo Gullotta, Dario Vergassola, Giobbe Covatta, la stessa Luisella Costamagna, i professori Piero Bevilacqua e De Masi, Gabriele la Porta, Wilma Labate, Achille Benito Oliva, Tiziano Sclavi.
Se dagli elettori di Rifondazione Comunista togliamo i milionari in euro e i molto benestanti, non rimane praticamente nessuno. Proletari di tutto il mondo, unitevi.

Shark.

postato da: ilfaro alle ore 11:44 | link | commenti (16)
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Ennesimo attentato nazislamico.

Questa volta ad essere colpita a morte è la Giordania.

Le vittime sono nella stragrande maggioranza di cittadinanza giordana e di fede musulmana. A dimostrare come le prime vittime del nazislamismo sono i musulmani stessi.

Attacco terrorista quasi simultaneo in tre alberghi internazionali di Amman, la capitale della Giordania: 57 morti (diversi bambini) e 300 feriti è il bilancio non definitivo dell'azione dei kamikaze. Colpiti il Grand Hyatt, il vicino Radisson Sas e il Days Inn. Gli ordigni sono esplosi poco prima delle 21 di ieri sera. Questa mattina è arrivata la rivendicazione di Al Qaeda che, d'altra parte, era già stata indicata dagli organismi di sicurezza giordani.

Al momento dell'esplosione, al Radisson era in corso un banchetto di nozze con oltre 250 invitati. Una cerimonia di alto livello: gli sposi, Ashraf Al Akhras e Nadia Al-Alami sono rimasti entrambi feriti e hanno perso i oro genitori. Tra gli invitati c'era il noto produttore cinematografico siriano, Mustafa Al Akkad che è stato ferito e ha perso la figlia Rima.

La Giordania ha chiuso tutte le sue frontiere lasciando aperta solo quella con Israele. Davanti all'Hyatt Hotel ha parlato anche il ministro degli esteri inglese Jack Straw, al rientro da una visita a sorpresa a Bagdad.

Tutte le testimonianza parlano di morti e feriti sparpagliati nei locali colpiti, di gente disperata in fuga. Intorno agli alberghi sono stati immediatamente allestiti dei posti di blocco.


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 11:17 | link | commenti (1)
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Prodi, anche la Giordania ha truppe in Iraq?
By Shark.

La risposta è NO. Come non ce le avevano l'Egitto, la Russia, l'Indonesia, l'India, e altri Paesi colpiti da Al Qaeda e soci. Prodi, allora che cazzarola dici? Pensi che siamo tutti degli imbecilli?


Shark

postato da: ilfaro alle ore 10:38 | link | commenti (3)
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mercoledì, 09 novembre 2005

SHARONOTTI NO!

Detto fra noi, Sorvegliato Nick, se il "giusto" e il "bello" fosse solo una questione di "vie di mezzo" avremmo pure il meglio nella sfumatura fra

Sharon Stone e Andreotti. Ma a differenza tua io preferisco la nettezza dell'originale (quello di Sharon Stone però) e ti cedo volentieri la sfumatura "Sharonotti". Quanto alle cose "in mezzo" io ci trovo anche il buco del culo ... ma non è che ci sia da vantarsi granchè su quest'ultimo.

Approposito, te lo dico nell'orecchio... la Democrazia Cristiana, con il suo grigio bizantinismo, dopo il Partito Comunista, è stata la peggiore Jattura che l'Italia poteva meritare da Mussolini in poi. Causa principale era proprio il nullismo e lo sprechismo dell' essere "la via di mezzo a tutto e tutti".

Altro che elogio della via di mezzo, quasi quasi mi tengo Celentano ... meditate gente, meditate.


Sorvy

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Elogio della via di mezzo

  E’ già una nuovo cult, dividere la vita in and out, up and down, così Prodi è lento, Ferrara è rock, Biondi è lento, Maroni è rock. Biaggi è lento, Valentino è rock, la Parodi è lenta, la Buonamici è rock, e così facendo la vita si divide in grattacieli e casettine di campagna dove Celentano sereno munge le sue mucche biologiche, mentre noi coglioni dividiamo il mondo in bianco e nero, tra quelli di Berlusca, e quelli che odiano Berlusca. Eppure Dio ha fatto il mondo con mille sfumature, compreso gli uomini, compreso il Purgatorio a mediare le colpe dell’inferno e i meriti del Paradiso. L’Italia le migliori cose le ha fatte nel dopoguerra con La Democrazia Cristiana , che non era né rock, né lenta, ma stava in mezzo. Perché la figa tra le gambe, non sta forse nel mezzo? anche il pisello sta nel mezzo, può anche finire nel mezzo delle tette, Del Piero relegato sulla fascia non rende, mettetelo nel mezzo dietro le punte…, Maradona, Totti, Kakà, Platini, giocano nel mezzo, e Gesù di Nazareth nell’ultima cena stava seduto nel mezzo. Come possiamo celentani dividere gli uomini tra Santi e peccatori, se i più grandi peccatori son diventati Santi ed il peggior Papa ha scritto l’Angelus? Mediate gente, meditate. Ah, dimenticavo, io sono rock, molto rock.

 

(Sharon Stone in Basic Instinct)

 
Nick 
 

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9 novembre 1989

Berlino, Checkpoint Charlie, agosto 2005
Qui un articolo di Pierluigi Mennitti (direttore di Ideazione ) scritto un anno fa sulla storia del Muro di Berlino.

Pierluigi è un brindisino come me (ed Ercole).


Sorvy

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9 novembre 1972

Buon compleanno, Enzo.

Enzo è The best italian blogger.


Sorvy

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Ma come sempre la vignetta più efficace (e più bella) è quella di COX & FORKUM


Sorvy

 

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martedì, 08 novembre 2005

  9 NOVEMBRE 2005

PRIMA FESTA DELLA LIBERTA'

Contro ogni dittatura fascista, comunista, nazista e islamista.

PER LA LIBERTA' DEI POPOLI.


Sorvy

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oui, oui ... je suis FRANCE

 


Sorvy

 

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CONTAGIO DEL MAL FRANCESE.

"Il contagio del fuoco arrabbiato delle periferie varca i confini di Francia per arrivare in Belgio e in Germania. A Bruxelles sono state incendiate cinque automobili nei pressi della Gare du Midi – da dove parte il treno per Londra – nel mezzo di un quartiere abitato per lo più da immigrati e già teatro in passato di episodi di violenza. Le autorità, allarmate, stanno monitorando “molto da vicino” la situazione. Intanto però sono bruciati veicoli – e sembra parte di un edificio – anche a Brema, nel nord est della Germania, e a Berlino, nel quartiere Moabit, sono state ritrovate carbonizzate durante il weekend, almeno sei. La polizia tedesca parla di “emulazione” delle banlieues francesi, e il ministero dell’Interno bavarese ha dichiarato il timore “della presenza di società parallele” in un paese che conta 3,2 milioni di musulmani (la seconda comunità più grande d’Europa, dopo la Francia). Il ministro dell’Interno designato, Wolfgang Schauble, ha denunciato la condizione di molti quartieri delle metropoli tedesche “isolate” dal resto della città. “La priorità del nuovo governo dev’essere l’integrazione”, ha detto Thomas Steg, portavoce del gabinetto. Intanto l’Unione europea ha offerto il suo aiuto a Parigi." (DAL FOGLIO DEL 08/11/2005)


Sorvy

 

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Pare che i francesi - come peraltro gli succede dal 1815 - non siano in grado di dare lezioni a nessuno.

"Così c'è chi commenta 'un infedele di meno' - nessuno che gridi al fascismo? questo qui non era neppure sceso in piazza, men che meno stava prendendo a travate le camionette dei carabinieri - e chi propone la 'soluzione' Pace in Cambio di Territori per placare l'intifada antifrancese, ricordando impietosamente l'arroganza cialtrona qualche anno fa di uno Chirac in visita in Israele che voleva farla da padrone e insegnare agli altri come rispondere (porgendo l'altra guancia) alla violenza assassina, quando non è capace neppure di badare a quella in casa sua. (...)

Dalla sindrome di grandeur non è esente neppure un islamologo competente come Gilles Kepel, che intervistato dal settimanale olandese Vrij Nederland del 29 ottobre (mica un secolo fa) sentenziava che in Francia sarebbe stata impensabile una scena come quella dei poliziotti piangenti al processo contro l'assassino di Van Gogh. (...)

Pare invece che i francesi - come peraltro gli succede dal 1815 - non siano in grado di dare lezioni a nessuno. "

pezzettini di Griso


Sorvy

 

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ANDREA'S VERSION - Copycat n. 102

Dunque, Mario Pirani ieri l’ha spiegato bene. Non ha aderito alla manifestazione del Foglio per Israele, anche se aveva aderito con entusiasmo a quella del 2002. Questa volta no, perché non è ammissibile dire che l’Iran è pericoloso se non si accenna che a maggior ragione lo è, in quanto c’è stata la guerra all’Iraq. E le elezioni irachene sono state influenzate dal clero sciita. E questo ha provocato un rafforzamento dell’area geopolitica egemonizzata dalla teocrazia iraniana. E in Iraq la guerra civile non potrà non estendersi dopo la frustrazione sunnita. Mentre l’Alleanza atlantica si è rotta. E la potenza militare Usa ne è uscita in tal modo indebolita. E così adesso l’esercito americano non potrà impegnarsi anche sullo scacchiere iraniano. E l’ayatollah iraniano ne approfitta. E prepara la bomba per colpa anche del Foglio. Il quale ha appoggiato la guerra in Iraq. E magari la sgancia, magari su Israele. Quindi Pirani non si unisce al Foglio, che è corresponsabile di tutto questo po’ po’ di casino. Vabbè, dispiace ma pazienza. Vorrà dire che staremo da soli su due fronti: quello dell’Iran e l’altro di quelli che deliran.

da Il Foglio del 08/11/2005


Sorvy

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lunedì, 07 novembre 2005

LA NUOVA MARSIGLIESE

Allah enfants de la Islamisme,
Le jour de gloire est arrivé !
Contre nous de l'europacifisme,
l'islamofascisme est arrivè...


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 19:25 | link | commenti (5)
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PARISLABAD MESSA A FERRO E FUOCO.

La Bagdad d'Europa incendiata da bande di giovani musulmani eppure Bush questa volta non centra ... fino a prova contraria.

ULTIME NOTIZIE DALLA FRANCINSTAN:

  • Il sindaco neogollista di Raincy (Seine-Saint-Denis), Eric Raoult, ha annunciato di aver firmato un decreto che instaura un ''coprifuoco eccezionale'' nel suo comune a partire da stasera.
  • E' morto il pensionato di 61 anni, picchiato nella notte tra giovedì e venerdì a Stain, nella periferia di Parigi, mentre era a guardia delle auto del palazzo dove abitava.
  • Le bande di giovani hanno infatti cominciato a sparare: a Grigny, a sud di Parigi, usando fucili da caccia hanno colpito decine di poliziotti. Due sono in condizioni gravi, uno è stato colpito alla gola e l'altro a una gamba: ora sono ricoverati in ospedale.
  • Una giornalista televisiva sudcoreana è stata aggredita da alcuni rivoltosi nel sobborgo nord di Aubervilliers. Secondo quanto riferito dal cameraman che lavora con la reporter, alcuni giovani li hanno circondati, chiedendo dei soldi e li hanno poi presi a calci e pugni furiosamente. I due sono stati salvati dall'intervento dei poliziotti. La donna è stata ricoverata.
  • Una scuola materna è stata data alle fiamme a Saint-Etienne e otto camion sono stati bruciati a Roanne, nel centro del Paese. A Rouen e a Le Havre, nell'ovest, sono state incendiate diverse automobili. Nella periferia di Rouen, un'auto-ariete è stata lanciata contro un commissariato di polizia, secondo fonti della prefettura. Il bilancio complessivo e’ pesante: 32 feriti, di cui 29 poliziotti (due, colpiti da arma da fuoco, sono in condizioni gravi) e anche un bambino di 13 mesi.
  • Chirac e' sceso direttamente in campo, all'improvviso, dopo 10 notti di rivolta in banlieue durante le quali non aveva preso la parola in pubblico.
    La Francia, con gli occhi addosso di tutto il mondo - addirittura russi e americani che mettono in guardia i loro turisti a Parigi - ha reagito stasera al massimo livello alla peggiore crisi della banlieue che si ricordi, una vera rivolta.



Sorvy

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L'inferno Francia

Sconvolgente: la moglie del primo morto francese (ucciso a calci e pugni nell'intento ) da la colpa della morte del marito al ministro degli interni Sarkozy per le sue parole "provocatorie".

A Parigi, il sole sorge su una città devastata e ferita. Trentaquattro poliziotti sono rimasti vittime dell'undicesima notte consecutiva di violenze nelle banlieues, 1.400 auto incendiate; 395 teppisti arrestati: la notte peggiore dall'inizio della rivolta, e oggi la prima vittima dall'inizio degli scontri.

Questa mattina è spirato in ospedale, a causa delle gravissime lesioni subite, un pensionato francese di 61 anni che venerdì scorso era stato aggredito mentre era guardia della sua auto. Ma per la vedova del pestato a morte la colpa è del ministro degli interni francese. Mistero del multiculturalismo francese e del politicamente corretto d'oltralpe. Ma cosa sta succedendo alla decadente Francia se una donna arriva a giustificare gli assassini del proprio maritofacendo capire che sono le "vittime" delle provocazioni di un politico? Sono a questo punto i francesi


Sorvy

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sabato, 05 novembre 2005

Lettera aperta contro Bush.
By Shark.

"Bush mi ha tolto il lavoro e mi ha ucciso i figli"

A tutti voi,

Grazie per avermi concesso l'opportunità di esprimere la mia opinione. Ho perso il lavoro quasi due anni fa. Quando Clinton era presidente io mi sentivo tranquillo ed ero benestante, ma negli ultimi anni abbiamo dovuto chiudere i nostri stabilimenti. Semplicemente non riuscivamo più a competere con gli stranieri. La manodopera straniera lavorava ad un costo bassissimo, e sotto pessime condizioni. Loro facevano turni molto lunghi, e molti addirittura perdevano la vita sul lavoro. Difficilmente questa competizione può essere chiamata "leale".
Sono stato cacciato dal posto in cui avevo lavorato per 34 anni. Non c'è stato neanche un solo programma governativo ad aiutarmi. Come può Bush definirsi "compassionevole"?

In più, e cosa molto peggiore, ho perso due dei miei figli nella crudele guerra di Bush in Iraq. Loro hanno dato la loro vita per il loro Paese, e per cosa? Solo perché gli amici petrolieri di Bush si potessero arricchire.

Il mio dolore per la perdita dei miei figli è indescrivibile. Anche se è certo poca cosa rispetto alla perdita dei figli, devo purtroppo dire che ho perso anche la casa. Semplicemente non mi è rimasto nulla.

Come fa Bush a dire di essere cristiano, quando ignora gente come me? Sono un cittadino anziano con diversi problemi di salute. Non mi trovo certo in una situazione in cui possa cercare un nuovo lavoro. Sono stato ridotto al punto di vivere in un buco, e tutto ciò a causa del Presidente Bush. E quando le autorità mi hanno trovato lì dentro, hanno avuto pietà della mia sfortuna? No, mi hanno arrestato.

Signor Bush, io la sfido a guardarmi in faccia e a dirmi che lei è un uomo compassionevole! La sfido a guardarmi in faccia e a dirmi che lei è un cristiano! Se mi fossero rimasti dei soldi, li donerei al Partito Democratico. Se nel 2000 fosse stato eletto Al Gore io avrei ancora il mio lavoro, una casa, e, cosa più importante, avrei ancora i miei carissimi figli!

Saluti,

Saddam Hussein.

By 
Shark

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venerdì, 04 novembre 2005

Gli interventi alla manifestazione per Israele

 


Come è nata la fiaccolata dei meticci
editoriale di Giuliano Ferrara


Molti, diversi, opposti, uniti
l'intervento di Magdi Allam


Emilia Guarnieri, noi cristiani siamo tutti ebrei
di fronte a chi vuole uccidere Israele (questa è la mia esperienza)

l'intervento di Emilia Guarnieri


Il rabbino Di Segni e il Salmo 83
l'intervento di Riccardo Di Segni

dal sito di Comunione e Liberazione


Sorvy

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CIELLE alla fiaccolata per Israele.

Hanno aderito molti esponenti nazionali di CIELLE (da Cesana a Vittadini, del Consiglio Nazionale di CL, dal governatore Formigoni a Guarnieri, Presidente del Meeting). E diverse sono state le organizzazioni cattoliche presenti. Le Acli e la Comunità di S. Egidio fra le prime ad aderire oltre a Comunione e Liberazione. Scontata la rinuncia da parte dai movimenti cattopacifisti antiglobalisti come Pax Christi, movimento cattocomunista che - questa volta - preferisce rimanere a casa rilasciando questa dichiarazione:  «Così non si gettano ponti, così si mantengono i muri». Peccato. Perchè Pax Christi non si è mai posto in passato di questi problemi quando c'è stato da manifestare contro Bush, contro Sharon e contro Israele. Ma a manifestare in difesa degli ebrei "si fa peccato".

Cielle fra tutte le associazioni cattoliche è stata la più coinvolta nella manifestazione organizzata da Giuliano Ferrara al quale il movimento cattolico, soprattutto negli ultimi mesi, è particolarmente legato da profonda e sincera amicizia.

Non è un caso che fra i tre relatori Ferrara abbia scelto un musulmano (Magdi Allam, vicedirettore del Corriere della Sera), un ebreo (Di Segni, presidente della Comunità Ebraica di Roma) ed una cattolica (Emilia Guarnieri, ciellina e Presidente del Meeting di Rimini).

Bellissimo l'intervento (pubblicato sul Foglio) di Emilia Guarnieri alla fiaccolata. E' lungo ma vale la pena leggerlo:
04.11.2005
IL FOGLIO
Emilia Guarnieri, noi cristiani siamo tutti ebrei
di fronte a chi vuole uccidere Israele (questa è la mia esperienza)

l'intervento di Emilia Guarnieri

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15.000 fiaccole per Israele.

e Tocqueville era in prima fila:



per le foto un rigraziamento  a The Right Nation
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giovedì, 03 novembre 2005

Catturato il numero uno di Al Qaeda in Europa
Intanto i francesi uccidono in Costa d'Avorio
By Shark.

 

Sarebbe stato catturato in Pakistan Abu Musab al-Suri, l'artefice degli attacchi a Londra  e a Madrid, il più pericoloso esponente di Al Qaeda conosciuto in Europa. La sua ossessione è sempre stata quella di colpire l'Italia.
Panorama ne aveva parlato qui, la Padania qui, L'Unità qui; qui il Corriere. Windsofchange ne parla qui. Globalterroralert ne offre un profilo qui.
Stando ad anonime fonti del controterrorismo americano che l'hanno riferito alla NBC. sarebbe stato catturato in Pakistan. I pakistani non confermano l'arresto, com'è normale in questi casi. Se la notizia fosse vera noi italiani dovremmo brindare e festeggiare, ma il mondo va al contrario e pochi sanno chi è quest'uomo e quasi nessuno sa che è stato (forse) catturato.

Intanto, comunque, in Africa i francesi continuano a mostrare il volto umano dell'Europa. L'approccio francese in Costa d'Avorio consiste nell'uccidere i negretti: soldati francesi hanno soffocato un ivoriano dentro un blindato. Quest'estate avevano quasi occupato militarmente il povero Paese africano, invadendo le strade della capitale con i carri armati ("France responded by destroying Ivory Coast's small air force, seizing the international airport in Abidjan and sending armored vehicles into the streets"). Avevano sparato su dei civili ("Dozens were killed when French troops fired on demonstrators"). Avevano saccheggiato le banche ("In June, a French military court sentenced 12 soldiers to prison for repeatedly robbing a bank in the rebel-held north"), avevano persino violentato una ragazza ("That month, the French army said it was investigating four soldiers for allegedly sexually abusing an Ivorian girl").

La statua del governatore francese nel centro di Abidjan è coperta da scritte "Andatevene" e "Non dimenticheremo mai quelli che sono morti a causa delle pallottole dell'esercito francese". Ma molto lontano in Europa, la Francia è un esempio di pacifismo, un esempio per tutti quelli che accusano gli Stati Uniti di affrontare in modo grezzo e arido le problematiche di altre culture e altri Paesi.


Shark 
          

postato da: ilfaro alle ore 17:48 | link | commenti (2)
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... e per chi a Roma non potrà esserci:

Fiaccolata per Israele


Speciale Tg2 seguirà in diretta a partire dalle 21.00 di questa sera la fiaccolata che si svolgerà davanti alla sede dell'Ambasciata Iraniana in Roma, promossa dal quotidiano "Il Foglio" a sostegno del diritto di Israele di esistere.

Alla manifestazione parteciperanno la società civile e numerosi leader politici di maggioranza e opposizione.

Lo Speciale Tg2 - Fiaccolata per Israele, condotto da Luca Salerno, avrà ospiti in studio Ferdinando Adornato, Fausto Bertinotti e Marcello Veneziani. Collegamenti da Milano con Ferruccio De Bortoli e Renato Farina, e da Parigi con Lilli Gruber.

Da Gerusalemme il corrispondente Claudio Pagliara raccoglierà commenti e reazioni ufficiali.


Sorvy

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TUTTI A ROMA

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mercoledì, 02 novembre 2005

SULLA STRADA DELLA LIBERTA'

"Ogni difesa degli ebrei che non difende Israele è ipocrisia, o antisemitismo mascherato. Viva Israele!"

Giancarlo Cesana,  reponsabile di CL

da Il Foglio 1.11.2005

Aderiamo all'appello del Foglio,

e facciamo nostre le parole di Giancarlo Cesana

A ROMA CI SAREMO!

 

 
Sorvy

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SIAMO IN RIPRESA.

Se lo dice perfino Repubblica...

L'Fmi rivede le previsioni per l'Italia:
Pil +0,2% e deficit al 4,3% nel 2005
L'economia italiana mostra segni di ripresa e il Fondo Monetario Internazionale ne prende atto, rivedendo al rialzo le proprie previsioni. "I segnali di ripresa sono positivi - ha detto stamane il capo delegazione dell'Fmi Alessandro Leipold, durante la conferenza stampa di fine missione in Italia tenuta con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti - ci sono tutti e ci portano a prevedere un +0,2% nel 2005 e +1,6% nel 2006.

La revisione al rialzo delle previsioni sull'economia italiana è stata anche favorita dalla finanziaria per il 2006, che viene giudicata dall'Fmi "responsabile".

Sancho

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Il partito della boccuccia non si smentisce mai.

Hanno un solo punto politico, programmatico, culturale:

giocare di rimessa e segnare quante più volte possibile nella porta della "propria" squadra.

Silviè, porta pazienza ...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Sancho

 

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"Gli iraniani vivono come farfalle

 in un barattolo di vetro da 26 anni.

Ghazal Omid"

“Gli iraniani vivono come farfalle imprigionate in un barattolo di vetro ormai da ventisei anni. Aiutateci ad aprire il coperchio”.
L’appello di Ghazal Omid, giovane scrittrice iraniana, è caldo e appassionato, dettato dall’amore per il suo popolo e la rabbia contro l’estremismo teocratico dei mullah. Omid, che ha 35 anni e vive fuori dall’Iran, ha scritto un libro coraggioso – “Living in Hell: a true odyssey of a woman’s struggle in islamic Iran against personal and political forces” – in cui racconta la sua triste esperienza personale e la trasformazione della società iraniana a opera di “irresponsabili fanatici che – dice al Foglio – hanno trattato gli iraniani come se fossero idioti, e che hanno intenzione di fare la stessa cosa con il resto del mondo”. Come molti esuli iraniani, Omid è costantemente minacciata di morte – e il suo sito, livinginhell.com, attaccato dagli hacker – per aver raccontato la vita quotidiana, soprattutto delle donne, in Iran. “Mi criticano perché ho scritto di essere stata violentata da mio fratello e di essere cresciuta in una cultura nella quale non avevo diritto di parlare. Mi chiamano puttana e dicono che sono soltanto un’opportunista”, racconta, quasi trattenendo il fiato. Mahmoud Ahmadinejad non è una sorpresa per Omid – “Non è una persona capace e ci porterà in un’oscurità ancora più buia di quella in cui siamo già”, dice – perché ripete ciò che i “mad mullah”, i mullah  pazzi, ripetono da sempre: sono queste ideologie ad aver distrutto un paese meraviglioso. Quel che più fa soffrire Omid è il “lavaggio del cervello” che è praticato di continuo e che rischia di cancellare anche il ricordo di ciò che l’Iran era e può ricominciare a essere. “Basta guardare le donne – spiega – Sono state oppresse per così tanti anni che hanno finito per non considerarsi più una forza, pur essendola. Molte ragazze sono cresciute annullandosi e tutto quello che sanno fare è servire gli uomini. Mi chiedo come una futura generazione di donne condizionate in questo modo potrà diventare indipendente, capace di pensare autonomamente e pronta a opporsi al regime”. Omid sa che le minacce dei mullah non sono semplici provocazioni, si ricorda gli insulti quotidiani contro Stati Uniti e Israele, e soprattutto il fatto che, da quando ha 15 anni, “nessuno è riuscito a spiegarmi perché dovevo gridare tutte le mattine a scuola ‘morte a Israele’ o ‘morte all’America’”. Si ricorda i rogrammi tv in cui si proclama che, se avesse le armi nucleari, “l’Iran le userebbe per uccidere israeliani e americani”, la miseria a cui questo regime costringe molti iraniani. Oggi, di fronte ad Ahmadinejad che vuole togliere Israele dalla faccia del mondo, Omid non si stupisce, ma è contenta delle reazioni di condanna, e spera soprattutto nel contenimento della minaccia nucleare, che dall’Iran si spargerebbe in tutti i paesi islamici: “Il governo di Teheran è come un serial killer che dà ai suoi bambini le armi più pericolose”.

(...) Per questo la manifestazione organizzata dal Foglio è “splendida”: serve a far capire che la minaccia dei mullah è “un pericolo per tutti”: “Non è più soltanto un affare di Israele”.


Sorvy

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By Umberto

Riporto una lettera del mio caro amico Umberto pubblicata sul Foglio di oggi:

Abbiamo passato quattro anni a sentire strepitare goffamente gente che mentre bruciava soddisfatta una stars and stripes accusava l’Italia di essersi ridotta a servo dell’imperialismo amerikano, baggianeggiando che piuttosto che fedeli alleati ci eravamo trasformati in sudditi azzerbinati sulle posizioni dell’amministrazione Bush: che naturalmente erano tutte sbagliate, nessuna esclusa. Non c’è stato organo di stampa, personaggio politico o comico di riferimento della sinistra italiota che non abbia denunciato e stigmatizzato la totale dipendenza del nostro paese rispetto ai voleri dei presunti, cattivissimi neocon. Oggi che una nota della Casa Bianca ribadisce che gli Stati Uniti non hanno alcuna intenzione di influenzare la vita politica italiana e non l’hanno fatto in passato, incredibilmente c’è tutta la sinistra che esulta facendosi scudo di tale (sacrosanta) dichiarazione, strumentalizzandola senza rendersi conto di quanto ridicola risulti l’ennesima giravolta.

Umberto Mucci (Il Foglio del 02/11/2005)


Sorvy

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DURUD BAR AZADI, ZENDEBAB ISRAEL

(Viva la libertà, Viva Israele)

TocqueVille "parla" per la prima volta, con un comunicato stampa pubblicato dal Foglio, che riportiamo di seguito.

"Tocqueville sottoscrive e partecipa alla fiaccolata che testimonierà, sotto la sede dell’ambasciata iraniana di Roma, la volontà di combattere contro ogni forma di razzismo, di democidio, di totalitarismo. Tocqueville riunisce più di 500 blog di area liberale, conservatrice e riformatrice. La community è nata grazie al supporto della rivista Ideazione. Siamo sinceramente lieti della partecipazione del segretario DS on. Piero Fassino, ma nello stesso tempo esprimiamo gravi preoccupazioni per l’ondata neorazzista anti-israeliana e anti-americana che infanga da troppo tempo molte testate giornalistiche e molti movimenti sedicenti “progressisti” e “pacifisti” di tutto il mondo e dell’Italia. Non abbiamo dimenticato che, al tempo delle stragi della seconda Intifada, c’era chi scriveva sul secondo quotidiano italiano che la “questione ebraica” si sarebbe meglio risolta col “trasferimento degli ebrei” in Africa o Argentina, e disprezziamo il razzismo antiamericano che si respira in ogni articolo di troppa stampa. Ci sentiamo tutti israeliani e siamo al fianco di quel popolo che è stato martoriato in Europa e dall’Europa solo pochi decenni fa, e che oggi vive sotto minacce verbali gravissime e minacce nucleari ancora peggiori. La difesa, la liberazione, la tutela del popolo iraniano e dei cittadini del sud del Mediterraneo, devono passare attraverso la diffusione dei princìpi democratici liberali; la crescita economica di quelle popolazioni sarà possibile solo con una netta cesura delle relazioni pericolose con i loro leader aguzzini". 

Finalmente la città dei liberi fa qualcosa di diverso dalla semplice "collazione" dei post dei cittadini, operazione che non di rado appare come un semi-automatismo non del tutto meditato.
A proposito della pubblicazione sul Foglio, peraltro, il caso ha voluto, a meno di un nostro abbaglio, che non sia stata pubblicata sul sito del Foglio la pagina con il comunicato di TocqueVille nel solito file .pdf scaricabile oggi dalla home page e da domani dall'archivio hanno corretto l'errore e la pagina è stata pubblicata. In pratica, Comunque la pagina cartacea del giornale diventa ancor più il primo piccolo cimelio storico della città. Ogni cittadino orgoglioso di essere tale la conservi, con l'auspicio che sia l'inizio di una lunghissima serie.

Update - Da non perdere l'audiointervista di Andrea Mancia via radioweblog, a proposito di TocqueVille, futuro della blogosfera e altro.

by FRIERTocqueVille "parla" per la prima volta, con un comunicato stampa pubblicato dal Foglio, che riportiamo di seguito.

"Tocqueville sottoscrive e partecipa alla fiaccolata che testimonierà, sotto la sede dell’ambasciata iraniana di Roma, la volontà di combattere contro ogni forma di razzismo, di democidio, di totalitarismo. Tocqueville riunisce più di 500 blog di area liberale, conservatrice e riformatrice. La community è nata grazie al supporto della rivista Ideazione. Siamo sinceramente lieti della partecipazione del segretario DS on. Piero Fassino, ma nello stesso tempo esprimiamo gravi preoccupazioni per l’ondata neorazzista anti-israeliana e anti-americana che infanga da troppo tempo molte testate giornalistiche e molti movimenti sedicenti “progressisti” e “pacifisti” di tutto il mondo e dell’Italia. Non abbiamo dimenticato che, al tempo delle stragi della seconda Intifada, c’era chi scriveva sul secondo quotidiano italiano che la “questione ebraica” si sarebbe meglio risolta col “trasferimento degli ebrei” in Africa o Argentina, e disprezziamo il razzismo antiamericano che si respira in ogni articolo di troppa stampa. Ci sentiamo tutti israeliani e siamo al fianco di quel popolo che è stato martoriato in Europa e dall’Europa solo pochi decenni fa, e che oggi vive sotto minacce verbali gravissime e minacce nucleari ancora peggiori. La difesa, la liberazione, la tutela del popolo iraniano e dei cittadini del sud del Mediterraneo, devono passare attraverso la diffusione dei princìpi democratici liberali; la crescita economica di quelle popolazioni sarà possibile solo con una netta cesura delle relazioni pericolose con i loro leader aguzzini". 

Finalmente la città dei liberi fa qualcosa di diverso dalla semplice "collazione" dei post dei cittadini, operazione che non di rado appare come un semi-automatismo non del tutto meditato.
A proposito della pubblicazione sul Foglio, peraltro, il caso ha voluto, a meno di un nostro abbaglio, che non sia stata pubblicata sul sito del Foglio la pagina con il comunicato di TocqueVille nel solito file .pdf scaricabile oggi dalla home page e da domani dall'archivio hanno corretto l'errore e la pagina è stata pubblicata. In pratica, Comunque la pagina cartacea del giornale diventa ancor più il primo piccolo cimelio storico della città. Ogni cittadino orgoglioso di essere tale la conservi, con l'auspicio che sia l'inizio di una lunghissima serie.

Update - Da non perdere l'audiointervista di Andrea Mancia via radioweblog, a proposito di TocqueVille, futuro della blogosfera e altro.

BY FRIEDRICH


Sorvy

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