La libreria di Sorvy,
aggiornata alle letture fatte negli ultimi mesi:
presto nascerà la "libreria del Sorvegliato Speciale", cioè la raccolta dei titoli dei migliori libri letti da tutti gli otto sorvegliati negli ultimi anni. Magari accompagnata da piccole recensioni (di due righe) o consigli di lettura.
Intanto per l'inizio del 2006 si prospettano grandi novità: L'arrivo di un "sensazionalissimo" nono sorvegliato. Non possiamo svelarvi nulla al momento, ma se l'operazione riesce, vi assicureremo un anno di fuochi d'artificio.
La sua foto scattatagli alle spalle e a tradimento è già in nostro possesso ed è un importante indizio.

Una probabile nuova veste grafica è nei nostri pensieri e magari il trasferimento ad una piattaforma nuova, più veloce, più pratica dell'attuale "Splinder". Ma ... tempo al tempo.
CLICCA QUI PER SCARICARE LO
SHOW DI BERLUSCONI DA FIORELLO
(file mp3, 6.5 Mb)

CHE MITO!!!
grazie a Daw
LA REALTA', IL DATO E IL DONATORE.
"Credo che ciò che caratterizza la modernità sia il risentimento per tutta la realtà come dato, per tutto ciò che si presenta come dato. E che non ci sia salvezza per noi tutti se non nell'abbandono di questo risentimento, ovvero nel ritorno alla gratitudine. Ma questa è una disposizione d'animo che ci risulta particolarmente difficile, da quando viviamo in un mondo senza Dio. Cioè davanti a un dato senza il Donatore."
Alain Finkielkraut

Natività - William Congdon
Auguri di un Vero Natale
cioè ricolmi di "gratitudine per il Donatore"
e di un felice anno nuovo a tutti voi
dai vostri Specialissimi Sorvegliati:








Shark, Sorvy, Ercole, Savy, Deka, Sancho, Nick, Durand.
CHE SIA UNA VERA FESTA
Uffa! Sono arrivato buon ultimo. Tutti che tirano fuori le citazioni più belle, si scomodano veri genii e a me Sorvy mi chiama e mi dice: "Facciamo una tregua natalizia così cogliamo l'occasione per fare gli auguri a tutti. Mandami due righe". Sì bell'idea
ti mando due righe.Di cosa? Savy ha tirato fuori Berlicche (l'avrà letto a 12 anni e sottolineo ancora una volta che non è quella della foto quindi smettetela di fare a gara e dirle quanto sei bbona!), Sorvy ci ha messo il carico con il Papa, Sancho l'asso di cuori col Gius, Ercole in stile mistico ha rispolverato un mix tra vangelo e libro Cuore, quel contestatore nato di Greg non ha torvato niente di meglio da fare che infilarsi, redimersi e fregarsi Gaber. Durand si è preso Umberto Saba. Ma visto che le sfighe non vengono mai sole, Shark è diventato pure dottore, lasciandomi l'unico triste infermiere (anzi manco quello) di questo blog di laureati fenomeni. E adesso io che ci metto
ancora Nick, figurati se non caccia una massima di Sant'Agostino. Siate buoni, è Natale. Perdonate la scontatezza: tanti auguri a tutti.
Arles, seconda metà di luglio 1888 "E' veramente un fenomeno strano che tutti gli artisti, poeti, musicisti, pittori, siano materialmente degli infelici, anche quelli felici. Ciò riporta a galla l'eterno problema: la vita è tutta visibile da noi, oppure ne conosciamo prima della morte solo un emisfero? Dichiaro di non saperne nulla, ma la vista delle stelle mi fa sempre sognare, come mi fanno pensare i puntini neri che rappresentano sulle carte geografiche città e villaggi." Vincent Van Gogh.
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Sorvegliate amici, vigilate, che la vita è uno sputo, prendete il treno, andate a milano, guardatetevi dal finestrino e contatetevi le rughe attorno agli occhi. Auguri a tutti,

A Gesù Bambino
di Umberto Saba
La notte è scesa
e brilla la cometa
che ha segnato il cammino.
Sono davanti a Te, Santo Bambino!
Tu, Re dell’universo,
ci hai insegnato
che tutte le creature sono uguali,
che le distingue solo la bontà,
tesoro immenso,
dato al povero e al ricco.
Gesù, fa’ ch’io sia buono,
che in cuore non abbia che dolcezza.
Fa’ che il tuo dono
s’accresca in me ogni giorno
e intorno lo diffonda,
nel Tuo nome.
Merry Christmas.
By Shark.
Come vi ha comunicato Sorvy, Shark non è più Shark, adesso è Dottor Shark.
Dopo cinque anni di Romagna ho finalmente raggiunto l'obiettivo finale della "carriera" universitaria: laurea magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche. Mi trovo a Forlì dalla fine di novembre, e in questo mese sono successe tante cose. Di alcune vi farò partecipi, altre le terrò per me.
Sono stato ospitato da un gruppo di vecchi amici in Via Bruni, e per me è stato come stare a casa mia. Sono tornato nella mia storica palestra in centro, la Black Star, dove la mia presenza è stata in questi anni così assidua che di me si è detto "ormai fai parte dell'arredamento". Ho rivisto il lìder maximo della palestra, Maurizio, sosia di Mel Gibson nonché bravo cantante lirico e padre di due bambine, che si definirebbe nazionalista e cristiano (proprio come il nostro amico Salvatore Stefio), sua moglie Enrica - entrambi sono stati citati nei ringraziamenti della mia tesi di laurea. Ho rivisto Will, il mio amico ballerino e coreografo di Manhattan (e unico afroamericano che conosco in Italia). Sono potuto uscire un po' di volte con Nicholas, che Sorvy ha conosciuto alla mia laurea, il palestratissimo ivoriano che abbiamo soprannominato "Il Messia" per la sua saggezza. E poi Endri, albanese di Tirana, che mi ha ospitato insieme a Fabrizio, salentino, a Pal, kosovaro, e a Mario, andaluso. Mario mi ha insegnato i segreti della masterizzazione dei dvd e di tutti i filmati/video etc (yes, illegal).
Una sera Sorvy mi ha anche portato ad una riunione di quella setta di "fanatici" di CL. E'stata una bella esperienza perché ho visto coi miei occhi cosa sia un gruppo di incontro di Comunione e Liberazione. Di tutti i gruppi cattolici che ho conosciuto (Azione Cattolica, che ho frequentato in passato, Saveriani, etc) questo è decisamente il gruppo più aperto e stimolante. Nessun fanatismo, nessun congrega di esaltati. Qui ho conosciuto anche Deka, personaggio simpaticissimo e acuto, nonché buongustaio almeno quanto me.
Purtroppo la prima settimana di dicembre è morta mia nonna Laura. Mia nonna Laura è stata la persona che mi ha insegnato cosa sia la bontà più pura. Questo ha rappresentato per tutti noi durante la sua vita. Una donna capace di commuoversi per la morte di un fiore, una donna capace di pietà e compassione per ogni innocente essere del creato (no, non per Zarqawi). Nella sua vita ha curato centinaia di persone, cani, gatti, volatili. Pochi giorni prima di morire, mio nonno le regalò un cagnolino per non lasciarla sola in casa, e quel cane le è stato vicino per 15 anni. La preoccupazione più grande di mia nonna è sempre stata quella che il cane morisse prima di lei, sennò sarebbe rimasto solo. Andò proprio così, ma lo stesso anno, nel giorno dell'anniversario della morte di suo marito, si trovò sul terrazzo una micina abbandonata, e questo fu interpretato dai più suggestionabili della famiglia come un segno di mio nonno che si ostinava a non volerla lasciare sola. Mia nonna, novantenne, adottò la gatta, la curò, ebbe pazienza con lei quando iniziò a giocare e distruggere tutti i soprammobili, i vasi, le bottiglie. Ma la gattina non visse a lungo: dopo pochi mesi si ammalò. Ed era inverno, e nessuno di noi potrà dimenticare l'immagine di mia nonna che, a novant'anni passati, vegliava la gatta malata, a fine dicembre, da sola, in piena notte, seduta su una sedia senza andare a dormire, e con la stufa spenta per paura di danneggiare la creaturina ammalata ai polmoni con il gas della bombola. Noi cercavamo di farle compagnia, di convincerla a distendersi almeno sul divano, a novant'anni le gambe fanno male, e i piedi sono gonfi, e il freddo lo senti di più. Mia nonna era piccolina, ma noi tutti vicino a lei eravamo insignificanti quando ci guardava con gli occhi rossi e alle tre di notte di un 28 o 29 dicembre copriva la gatta con la coperta.
In un'altra occasione ricordo di averla trovata in lacrime in cucina, perché per colpa sua una cavalletta era stata schiacciata da una macchina di passaggio. Un amore sviscerato, questo per gli esseri viventi, che lei ha trasmesso a tutta la nostra famiglia.
Quando è morta mi hanno detto che tutti piangevano come bambini, e mio padre, suo genero, ha detto a mia madre, sua figlia: "Tua madre era una piccola grande donna".
Ho dedicato la mia tesi di laurea e la giornata intera a lei. Quando tornerò a casa, dopo Natale, la prima cosa che farò sarà andare a salutarla al cimitero. Andrò da solo, e di sicuro piangerò davanti alla sua foto.
Scusate se mi sono perso in questo racconto, ma volevo mandare un pensiero a lei, nel primo Natale in cui non potrò farle gli auguri. Il mio amico Ron della Pennsylvania le ha fatto fare una serie di messe nella sua città, e ha mandato un messaggio toccante che ha commosso i miei. In maniera simile, ho chiesto a Sorvy di dedicarle una preghiera, e sono certo che se tutto quell'universo in cui lei credeva ciecamente esiste, questi pensieri le sono arrivati.
Una decina di giorni dopo, a doveri burocratici adempiuti, ho deciso di distrarmi e ho fatto una gita di due giorni a Roma insieme ad un gruppo di amici andalusi, catalani e delle Canarie. Sono stati due giorni meravigliosi in cui la potenza della Città Eterna mi ha decisamente ricaricato in vista dello sprint finale.
Questi siamo noi in Piazza di Spagna... quale sarò io?

Sono seguite feste, uscite di gruppo, serate, cene e cenoni, chicas muy friendly e tonterìas varie.
Poi è arrivata la mia ragazza, e mi ha riportato sulla retta via (tsk, come se le donne sapessero cos'è la retta via...)
Poi sono arrivati i miei, ed altri amici. I giorni e le ore precedenti alla discussione, com'è mio carattere, ero rilassatissimo. Non ho mai organizzato un discorso sulla tesi, né l'ho mai ripassata, la mattina non ero affatto teso o nervoso, e anche l'incontro (per la prima volta) tra i miei e la famiglia della mia ragazza (diversi in tutto, simili in niente) mi ha lasciato del tutto calmo. La discussione è andata benone, gli astanti hanno apprezzato, e i docenti in toga l'hanno considerata un lavoro "superiore alla media" delle tesi. L'argomento era l'influenza degli ebrei americani sulla politica estera degli Stati Uniti d'America. Molti mi hanno chiesto una copia. E' seguita la proclamazione, e poi trasferimento in massa da Ceccarelli in Piazza Saffi. Rinfresco, tanti brindisi, i regali (Sorvy mi ha regalato un paio di stupendi gemelli con la bandiera a stelle e strisce), amici e tante tante foto.
Due giorni dopo i miei sono ripartiti, e così la mia ragazza. Stasera Sorvy mi ha invitato a cena (ha promesso una cena "alla pugliese", forse complice il fatto che ci sono i suoi genitori... ma io dico, perché non hamburger e freedom fries in piena yankee tradition?? Scherzo
). Più tardi prenderò una birra con Nicholas, il grossissimo Ivoriano in partenza per Parigi, nonché unico francofono che conosco (e NON francese, sia chiaro, ma solo francofono).
Trascorrerò il Natale nelle Marche, e sarò a casa per Capodanno.
Tornerò a farvi compagnia e/o a farvi venire i travasi di bile fra una settimana, intanto lascio ai troll ampia libertà di postare nei commenti a questo post. Ma appena torno rinnovo la promessa di essere ancora più kattivo, fascista e amerikano. Censure comprese.
Auguro a Sorvegliati e Sorveglianti delle vacanze serene e se possibile divertenti.
A presto.
Shark.
SENSAZIONALE:
DA PARTE DEL PIU' CRITICO, PUNGENTE, CATTIVISSIMO (e allo stesso tempo il più sinceramente affezionato) SORVEGLIANTE e COMMENTATORE DI QUESTO BLOG (ebbene si, è lui):
Greg!


Buon Natale.
A Tutti.
Faccio gli auguri a tutti,
ma proprio a tutti (trolls compresi).
Perché quello che accade con il Natale è per tutti: profondamente e singolarmente amati da Dio che si fa uomo. Le nostre liti, passioni, divergenze, insulti, stima e ammirazioni, affetto non avrebbero un briciolo di senso senza Colui che è il senso di tutto. Per questo l’augurio più vero è di farsi amare da questo senso: accettare di farsi amare.

Natività - Giotto (Cappella degli Scrovegni, Padova)
“… Viene il Natale per assicurare la gioia all’uomo: l’uomo raggiungerà la felicità, che è lo scopo della vita. La sicurezza della gioia! La certezza di questo è necessaria per vivere, e la certezza c’è quando si è in compagnia (se uno non ha la compagnia, è perché non la chiede. Se la chiede, viene data). Cristo è la suprema compagnia che Dio fa all’uomo. Per questo, auguri.” - Luigi Giussani
L’èlbar dla véita.

“Dio bussa alla nostra porta. Noi siamo sordi a Lui, perché le orecchie dei nostri cuori sono talmente piene di tanti rumori del mondo che non possiamo sentire questa silenziosa presenza che bussa alle nostre porte. ... E così, insensibili e sordi alla sua presenza, pieni di altre cose, non sentiamo l’essenziale. Lui bussa alla porta: ci è vicino e così è vicina la vera gioia, che è più forte di tutte le tristezze del mondo e della nostra vita”.
Benedetto XVI
Traduco le parole del Papa con una bellissima poesia in dialetto romagnolo (di Sant'Arcangelo di Romagna, nel Riminese) ...cosa mi tocca fare da quando mi hanno adottato qui in romagna! (Confesso di averci impiegato tre giorni per tradurla e capirla visto che le uniche parole nel dialetto romagnolo erano, ovviamente, volgarità come queste). Ma alfine ne ho apprezzato la straordionaria bellezza. L'attesa dell' "ELBAR DLA VEITA" è verso una presenza: "l'essenziale", che è il significato della vita ed è "la vera gioia" più forte "delle tristezze del mondo e della nostra vita". Il dialetto romagnolo poi, per quanto incomprensibile per in non addetti, è straordinariamente leggiadro e pieno di musicalità fatta di rami che soffiano al vento (ah le "esse" romagnole come sibiliano senza paragoni al mondo) e che esalta la bellezza delle cose dette. Molto diverso dal duro dialetto salentino, quello della mia terra di origine, che è più diretto e schietto, quasi violento nel suo scandire le parole, il tempo, come sassi che rotolano (le "dentali" del salento sono veri dardi che ti si scagliano addosso). Ma non meno efficace nel dire dell'albero della vita.

L’èlbar dla véita. - L’èlbar dla véita e crèss / tra di cripaz ad gènga. / L’èlbar dla véita / l’è malèd, ròtt / e l’à di béus ad fiama: / epure u s mòv / e va d’in sò, e zirca / e stréssa al brazi pianìn / tal su ghirlandi ad luce. / L’èlbar dla véita / e gònfia e’ pèt di su rém / tl’aria che e’ zil / u i à purtè datònda / ènca s’u n sa duvò / d’avréil ch’ u s svigiarà / che pòst l’avrà te mònd / una fuìna vèirda. / L’èlbar dla véita e va / incòuntra ma la sòrta.
L’arvulu ti la vita. - L’arvulu ti la vita cresci / ntra li criepi ti li petri / l’arvulu ti la vita / è malatu, ruttu / teni buchi ti fuecu: / eppuru si movi / si ni ‘nchiana all’aria, cercula, / 'mpizza li rami chianu chianu / Ntra ghirlandi ti luci. / L’arvulu ti la vita / Si gonfia ‘mpiettu ti rami / Ntra l’aria ca lu cielu / l’è criatu ncueddu / puru ca no sapi a dò eti / ca allu mesi ti aprili / s’ava discitari. / Ce postu teni ntra sta terra / Na fugghiazza verdi. / L’arvulu ti la vita / S’ava cuntrari cu la sorti. Auguro a tutti di vivere un Natale pieno di significato, oltre le parole.
Le nuovissime lettere di Berlicche - XIV

Malacoda, demonico nipotino,
Non ho tempo di risponderti adesso. Il giorno che gli umani chiamano natale si avvicina, ed io sono occupatissimo. Devo fare sì che tutti lo festeggino
al meglio.Tutto ieri sono stato su a vigilare sulle luminarie. Le luci sono molto importanti. Devono rigorosamente raffigurare soggetti impersonali come stelline e fiocchi di neve. Se per caso ci fossero soggetti proibiti, come stelle comete o addirittura presepi, provvedo personalmente a farle saltare - mi travesto da Babbo natale e striscio sui balconi - ma non ne vedrai molte in giro.
Ho poi visitato personalmente tutte le famiglie che conosco che ancora facevano il presepio. Ho consigliato a tutte loro di comprare altre statuine, magari semoventi, ed effetti di luce. Se proprio devono che facciano almeno un bel presepe professionale, da collezionisti.
L'importante è che l'attenzione non si fissi lì, sulla capanna. Ma naturalmente è l'albero quello da privilegiare. Non prendiamoci nessuna chance che qualche bambino faccia domande indiscrete. I regali poi sono molto importanti. Devono essere il più possibile, e costosi
quanto si può. Che ci si tenga, che si faccia fatica a trovarli. Qual più bel dono poi di una bella settimana bianca o viaggio ai tropici in qualche località esotica senze noiose chiese?
E quindi il cenone. Deve essere ricco e abbondante, il più possibile lungo e allegro, magari anche un poco sregolato. E si finisca con la tombola,
possibilmente molto dopo mezzanotte. Vedi, c'è da fare, c'è da fare. Che il Nemico si sia fatto uomo non deve importare a nessuno. Che non si nomini mai. Che nessuno si ricordi, che nessuno si offenda, che nessuno sappia.
Al lavoro, quindi, e buone feste Tuo zio Berlicclaus
Domenica alle 23.15 è finito. Per me la domenica era il giorno del Signore e di Sex and the City. Ora è solo il giorno del Signore. Senza nulla togliere (al Signore), ma Carrie, Samantha, Charlotte e Mirando aggiungevano quel non so che..Ora posso tranquillamente saltare dal sabato al lunedì.
Leghista, ciccione, bastardo, deputato.
Linciaggi di branco e altre violenze in nome dell’ideologia redentrice
Induce serene ed equilibrate condanne morali il pestaggio di un deputato e di due agenti della polizia ferroviaria in treno, da parte dei reduci di una manifestazione politica estremista che scorreva però nel grande e coccolato letto della protesta anti-Tav. “Provocazione a parte”, è la premessa dell’indignazione controllata del ministro dell’Interno. Fino al pomeriggio di ieri, a quarantott’ore dai fatti, anche il presidente della Repubblica e il capo del governo avevano lasciato che la collera salisse nei loro cuori silenziosa, in interiore homine. Per non parlare del centrosinistra, che messo di fronte al naso rotto di quel leghista, ciccione, bastardo, razzista, deputato, ha saputo trovare tutti i toni giusti della denuncia pelosa, pelo per pelo (la provocazione di non voler fuggire come attenuante, al solito, e poi gli aggressori non c’entrano con la grandiosa manifestazione, chissà chi ha voluto rovinare una radiosa giornata eccetera). Per tante ragioni Borghezio non è Giovanni Amendola, ma i suoi aggressori sono squadristi e il suo linciaggio richiederebbe una severità repressiva non enfatica, un “ora basta” che non si è udito. Che cosa avremmo udito e letto se al termine di una manifestazione leghista quel che è accaduto a Mario Borghezio fosse successo, a parti rovesciate, a Nichi Vendola o a Paolo Cento o a Oliviero Diliberto o a Franco Grillini?
Ma alla fine il problema non è che non sia venuto giù il teatro per i fischi, piuttosto che non si voglia capire in quale abisso di intolleranza porta la religione civile dell’umanità da riscattare, l’ammiccamento strutturale verso i compagni che sbagliano di una politica di sinistra impeccabile nella teoria e nei programmi e nei protocolli di civile urbanità. Un linciaggio è un linciaggio, e se si porta appresso un coro di approvazioni verbali da parte dei Casarini & altri giottini, è un doppio linciaggio. Che si moltiplica ancora con l’irruzione nel gazebo di Forza Italia a Pisa, con la gogna per Cofferati che celebrava un ordinario Natale civico bolognese a fianco di monsignor Caffarra, con l’esclusione violenta dei conferenzieri israeliani dalle Università, con le lezioni manesche e altro che hanno intimidito il sindacalista cislino Pezzotta e lo hanno rimesso in carreggiata, con gli atti di vandalismo anticristiano alla chiesa del Carmine di Torino, con le spisciazzate dementi del liceo Parini di Milano e della Università Statale. Sicuri che non stia succedendo qualcosa di nuovo, anzi d’antico, e che vada bene così?
Editoriale de IL FOGLIO di oggi.
MA NON CHIAMATELI FASCISTI!

Basterebbe la rubrica della repubblica on line (scritto tutto minuscolo, come merita) "lettera al direttore" e diretta da QUEL GENIO di Vittorio Zucconi per fornire materiale a questo blog vita natural durante. E' impressionante come QUELLA rubrica sia un pozzo di infomrazioni per studiare tutti i tic della sinistra, la sua presunta superiorità, le dichiarazioni perfettissime dell'essere di sinistra, il politically correct only, i sermoni moralistissimi di chi è "giustamente" di sinistra, il sentirsi ogni di più buoni, buonissimi... i migliorissimi, nati senza peccato originale, immacolatamente "concezionati", le indignazioni più colorite di chi è di sinistra, "signora-mia!", le giustificazioni più improbabili, le coop che sono un'altra cosa..., la "ggente", la "ggiustizia" ed infine le condanne ai compagni che sbagliano ma che quando sbagliano sbagliano poco.
Zucconi lo conosciamo a memoria. Made in sinistra per eccellenza. Oggi vi facciamo vedere come i "compagni che sbagliano", sbagliano si, ma sbagliano poco poco...
Si parte dall'analisi dell'aggredito (che razza di coglione, brutto stronzo e razzista schifoso) solo dopo si emette sentenza (no, no, e no). Politically correct minimalista in questo caso: No- no-e-no .
Tutto qui, Zucconi????
Per lei degli squadristi fascisti in salsa no-global e anti-tav, anche se sono comunisti ed affini, che attaccano su un treno un uomo perchè ha delle opinioni politiche avverse alle proprie, non sono squadristi fascisti? Se poi lo riempiono di pugni, minacciano di gettarlo dal treno in corsa, gli sputano in faccia, lo spintonano ed infine con un pugno ben assestato sul viso gli fratturano il setto nasale, sono solo dei ragazzini un pò scalmanati ai quali va detto un appena: "no, no e no".
Eccovi la lettera scioccante di una lettrice di Repubblica e la risposta PA-ZZE-SCA (!) nel suo minimalismo del suo direttore. Gli basta scrivere: No, Marcella, no e no. Come dire, maaasssì, hanno fatto un cosa che non dovevano ,,, ma non esageriamo. Non chiamateli fascisti!!!
VOCI BIANCHE
Sarà stata una "pirlata" il cazzotto a Borghezio ma anch'io, come il sig. Melfi non ho provato orrore.. anzi. forse perché sono di sinistra, meridionale, donna e (spesso) non violenta ma sentirlo nei comizi (ripresi da blob) vomitare, sempre e solo volgarità mi ha fatto, spesso, dimenticare tutto quello che sono e desiderare che qualcuno, detto fatto!
Mi associo agli auguri ... per il prossimo anno!
Marcella Carnevale
ZUCCONI: Se tutti i coglioni dovessero essere colpiti con la violenza, il mondo sarebbe popolato di castrati. No, Marcella, no e no.
"BONTA" VOSTRA, ZUCCONI!

N.B. Questo post è in risposta a un commento di Bimbo al post di
Petomen che trovate poco più in basso.
Anime pure, danni "Collateral" e "L'avvocato del diavolo"

Non ho fatto l'obiettore di coscienza (ho saltato pure il militare), non ho mai messo piede in un ospedale psichiatrico, non ho lavorato in una scuola materna e neanche in una cooperativa di handicappati. Sono cinico, cattivo e per niente politically correct. Direi anche viziato, con un reddito medio-alto rispetto ai miei coetanei, un lavoro strafigo, una bella macchina e soprattutto mi piace fare l'aperitivo con la mia amica del cuore nel locale più fighetto della città, parlare degli articoli sulle borse griffate della Soncini, tirar tardi la sera con Nick l'amico mio "bbbello" passando da un locale all'altro, tornare a casa alle 5 del mattino ubriaco ascoltando e stonando in macchina Vasco a tutto volume dopo aver regalato un anello a una sconosciuta fuori dalla
discoteca solo per sentirmi dire dalla stessa "Sei fuori, ma molto brillante". Ecco questo è il mio mondo di luci, inutilità, futilità e di amicizie robabilmente pronte a crollare al primo vero problema serio. La mia deprecabile realtà è immersa nel consumismo più spinto e nell'immoralità più bieca, come mia madre, mia nonna e l'altro giorno pure il papa non smettono mai di ricordarmi. E' anche la realtà condannata da tutti i sociologhi e i filosofi ben pensanti del nostro tempo e da chi dice che "i giovani non hanno più valori, ma vogliono tutto e subito". Sono uno di quei giovani, ma senza ipocrisie e senza pentimenti, direi anzi con molta fierezza, e soprattutto senza l'aspirazione di diventare un bravo ragazzo che fa tante cose belle per salvare il mondo: obiettore, bambini, handicappati, malati mentali e via dicendo. Redimetemi per favore perché la penso esattamente come Tom Cruise nel film "Collateral" (chi vuole si legga il post su Petomen poco più sotto). Mi devo preoccupare?
La mia umanità è totalmente distrutta? No, non penso sia devastata, anzi esattamente il contrario. A te Bimbo (cfr sempre il post di Petomen) piace vivere la tua vita così? Bene, bravo, bis. Sei appagato, felice, realizzato? Sono sinceramente (lo dico senza ironia) felice per te.
Anche io sono felice della mia vita e mi sento anche discretamente realizzato. Pongo però una domanda: chi decide cosa è bene e cosa è male? Nel film "L'avvocato del diavolo" Al Pacino - il Diavolo - a un certo punto dice: "Dio ti mette la mela sotto gli occhi e dice: guarda, ma non toccare. Tocca ma non mangiare. Mangia ma non gustare. Stabilisce le regole e tu sei sempre perdente". Certo è il diavolo, vanitoso, irriconoscente e superbo che sfida Dio. Ma resta la domanda: "who set the rules"? Se a farlo sono gli uomini le regole possono essere giuste o sbagliate a seconda dei punti di vista. Non trovate? E allora io del bon ton, del politically correct e di tutto ciò che non mi piace non so davvero che farmene. Sentite di dover rispettare un protocollo scritto da altri o autonomamente creatosi nel tempo? Liberissimi di farlo. Io seguo il protocollo che più mi piace, perché alla fine ne seguo uno anch'io come tutti, perché non ho la pretesa di dirmi libero e indipendente perché quel che mi sta attorno, che io lo voglia o no, mi influenza eccome. Non accetto però prediche e soprattutto non tollero il "ci si comporta così". Mi comporto in funzione della mia felicità al motto de "Il fine giustifica i mezzi", ma anche come canta Vasco del "Quando arrivano i conti sai, ognuno paga comunque i suoi e stai tranquillo che io i soldi ce li ho".
Deka
DR. SHARK
... in mare aperto!
Questa mattina Shark diventa dottore in Scienze Internazionali.

Auguri da Sorvy, Sancho, Deka, Ercole, Savy, Durand, Nick.
HANNO VINTO GLI IRACHENI
E NOI ITALIANI DOVREMMO IMPARARE DA LORO

Se nelle prossime elezioni politiche italiane avessimo in tanti la coscienza che hanno avuto ieri gli iracheni sarebbero elezioni veramente democratiche.
Cari amici,
il tempo farà diventare la democrazia un fatto normale anche in Iraq, speriamo.
Come quasi tutti sanno, demo-crazia significa che il potere appartiene al popolo. I Greci provarono davvero a farlo esercitare al popolo nell'Agorà, ma l'esperimento non durò molto.
Il voto è lo strumento che consente di esercitare la democrazia (elezioni e referendum). Da qualche tempo avanza un'altra espressione di democrazia: il sondaggio. Capire in anticipo quello che il popolo vuole o si aspetta, determina le scelte dei politici che, infatti, diventano sorprendentemente mutevoli anche in breve tempo.
E' questione antica che i risultati dei sondaggi, come delle elezioni possono essere manipolati, ma ciò appartiene alla normalità della vita, dal momento che dalle donne ai motori, dai libretti universitari ai conti pubblici, dai pentiti alle prestazioni sportive tutto può essere truccato con successo e impunemente.
Quello che a me sembra necessario presupposto della democrazia non è la limpidezza del voto, ma la Libertà.
Infatti, quando non c'è Libertà qualsiasi scelta, espressa attraverso un voto o un'opinione, è figlia di un ricatto, piccolo o grande che sia.
In Italia le elezioni meno libere sono, in questo senso, quelle Amministrative, dove il ricattatore è prossimo al ricattabile; anzi, a volte, il ricattatore è egli stesso ricattato (molti sono in lista perché non possono dire di no e devono "portare" il loro contributo).
Se pensiamo che gli Iracheni hanno votato tre volte in un anno, mettendo ogni volta in gioco la loro stessa vita, allora dico che hanno vinto gli Iracheni.
Noi votiamo più volentieri sotto ricatto o per simpatia, tanto che le elezioni amministrative hanno affluenze altissime. Se ci fosse in gioco la vita ogni volta che ci rechiamo alle urne cosa faremmo? Andremmo ? Voteremmo ? Come ?
Gli Iracheni hanno vinto perché votando hanno espresso, finalmente, il loro pensiero su quello e su chi vorrebbero per il futuro che oggi possono pensare solo per i propri figli e nipoti.
Se nelle prossime elezioni politiche italiane avessimo in tanti la coscienza degli iracheni sarebbero elezioni veramente democratiche.
Pensate che si potrebbe votare non preferendo slogan preparati a tavolino, manifesti sempre più grandi e persuasioni più o meno occulte.
Si potrebbe votare solo sull'idea dell'Italia che ho e che vorrei lasciare in eredità ai miei figli.
Si potrebbe votare non per Prodi o Berlusconi, ma per altro.
Unioni gay o no. Liberalizzazione delle dorghe o no. Filoamericanismo o no. Libertà di iniziativa privata o statalismo. Scienza umana o ultra-umana. Riforme o stagnazione.
Magistratura indipendente o democratica. Scuola libera o okkupata. Israele o Al Quaeda. Grandi opere o ambientalismo.
Che ne dite?
Cordialmente vostro
Ercole Savignano
ABBIAMO
VINTO
LE ELEZIONI

OLTRE IL 70% DI VOTANTI
Schede elettorali esaurite, seggi aperti oltre il previsto e i sunniti che accorrono alle urne come mai accaduto sinora. Le ottimistiche previsioni della vigilia sono state confermate nella giornata di ieri, da molti definita "storica". Le urne si sono aperte in Iraq per 15 milioni di elettori chiamati a eleggere il nuovo parlamento. Ma i risultati non saranno noti prima di 15 giorni, anche se lo spoglio delle schede è cominciato già ieri in serata.
HANNO CLAMOROSAMENTE PERSO LE ELEZIONI:
i pacifinti, i profeti di sventura, gli amici di Saddam, gli amici di Al Zarqawi, Al Zarkawi, Lilli Gruber, il partito Baath, Emercengency e Gino Strada, Saddam Hussein, la santa casa dei francescani di Assisi, il Partito dei D.S., i marciatori della pace insieme agli incendiari di bandiere, Romano Prodi e i suoi bofonchiamenti, i sorrisi a 24 ganasce dei "cattolici adulti" che parlano di valoooori della pace e dimenticano che Hilter e Mussolini non sono stati abbattuti con i valori dei partigiani ma con lo sbarco americano. Hanno perso le elezioni tutti i trolls pacifinti che commentano da due anni e mezzo questo blog, hanno perso le elezioni nell'ordine: Repubblica, L'Unità, il TG3, Gad Lerner, Ballarò. Hanno perso le elezioni gli amici Siriani di Saddam, Giulietto Chiesa, la francia intera che da oggi conta meno di niente, la Spagna di Zappatore, i giottini che sfasciano tutto ai G8, don Gallo, Don Mazzi, Don Ciotti, Don Stronzi. Hanno perso le elezioni chi "i-terroristi-sono-più-adesso-che-quando-c'era-Saddam". Hanno perso le elezioni chi "la-guerra- è stata-fatta-per-il-petrolio". Hanno perso le elezioni "dove-sono-le-armi-di-distruzione-di-massa???" e lo dicono davanti alle immagini di numerosi fosse comuni dei curdi gasati da Saddam. Hanno perso le elezioni chi "ri-ti-ria-mo-ci-su-bi-to!".
Ha perso le elezioni la sinistra italiana. Ha perso le elezioni chi "10-100-1000-Nassirjia". Ha perso le elezioni il mio amico Greg. Ha perso le elezioni chi "la-democrazia-non-si-esporta". Ha perso le elezioni chi "la-democrazia-si-può-esportare-con-la-forza" ma lo dice troppo tardi. Ha perso le elezioni chi oggi titola così, dimenticandosi con chi stava fino a ieri mattina. Ha perso le elezioni chi non titola affatto e gli brucia ... cacchio se gli brucia.
HA VINTO LA NUOVA REPUBBLICA DEMOCRATICA IRACHENA
HA VINTO IL POPOLO IRACHENO LIBERATO DAGLI AMERICANI.
e poi nel nostro piccolo,

LA STUPIDITA'
Oggi Massimo Gramellini sulla prima pagina de LA STAMPA è degno del migliore Andrea Marcenaro.
Azzeccatissima poi con il post precedente.
Berlusconi dice a Vespa: "Non credo che gli italiani possano essere così stupidi da affidarsi a questi signori della sinistra". Un classico intercalare da bar. Chi non ha mai detto ad un amico: "sarai mica così stupido da..."? Ma i media per una smania di semplificazione che spesso non è neppure sfiorata dalla malizia, ruminano e risputano il messaggio con assetto modificato: "Per Berlusconi chi vota a sinistra è stupido".
A questo punto il copione prevede una serie di passaggi scontati, attesi per le prossime ore. I commentatori di sinistra insorgono. Quelli di destra sghignazzano. I "nè-nè" prendono le distanze da entrambi. Tabucchi e Furio Colombo, tanto per non drammatizzare, chiedono l'intervento di Amnesty International. Sabina Guzzanti, con la voce di D'Alema, dice che - se chi vota a sinistra è stupido - chi vota a destra è un gangster: e guai ad obiettare qualcosa, perchè la sua è satira. D'Alema, con la voce di D'Alema, dice che gli italiani, per quanto stupidi, non potranno mai esserlo come cinque anni fa, quando votarono per Berlusconi. Berlusconi con la voce di Bondi, si dichiara vittima di un complotto e giura che per cinque minuti non parlerà più. Prodi ridacchia a mezza bocca e qualche suo elettore, vedendolo in tv, si sente un pò stupido.
Massimo Gramellini (LA STAMPA del 15/12/2005)
ZUCCONI IL ... "GENIO".
Leggo nella Rubrica "lettere al Direttore" del Sito On Line di Repubblica una lettera di un "povero-pensionato-di-63-anni-cardiopatico-bypassato-sarà-un-caso-(?)-giusto-dal-2002" che si lamenta perchè Berlusconi da dello stupido a chi vota a sinistra. Mi rincuora la risposta di Zucconi.
Le soluzioni alla pittoresca ed originale risposta sono due:
1 - Zuc. ha confuso la risposta scambiandola con un'altra, e non ci fa proprio una bella figura...
2 - Altro che stupidi-perchè-di-sinistra, Zuc. è un genio. Siamo noi (che non votiamo a sinistra) che non comprenderemo mai... abbastanza.
SIAMO DAVVERO STUPIDI
Egregio signor direttore
sono uno dei tanti italiani "stupidi e superficiali" che votano a sinistra perché "gli piace il colore del simbolo" (che altro dire?). Se il nostro "premier" non ha approvato un'altra legge ad hoc, sembra che dare del "faccia di M." a qualcuno non sia offensivo. Volevo chiederle: siamo in possesso di una registrazione video o audio che possa inequivocabilmente dimostrare che quella faccia di M... mi perdoni nuovamente, è più forte di me, abbia effettivamente detto quelle parole e che non si tratti di un "fraintendimento" dei soliti "stupidi e superficiali". Se esiste questa registrazione, perché non divulgarla su scala internazionale? Il mondo deve sapere che siamo "stupidi", perbacco. Ed io, 63 anni, moglie, 2 figli, 37 anni di lavoro, pensionato, cardiopatico bypassato dal 2002 (coincidenza?), casa, mutuo, assicurazioni obbligatorie, canone Rai... eccetera, potrei querelarlo, quel faccia di M... Magari assieme a qualche milione di italiani, come me "stupidi e superficiali".
La saluto cordialmente, assieme a qualche milione di italiani...
Aldo Marino
Ha notato qual è l'editore del libro? Mondadori. Cioè Berlusconi. Dunque il Presidente del Consiglio è andato a pubblicizzare e promuovere un libro prodotto dalla propria casa editrice e scritto da un tizio che adopera la Rai (pagata da noi) per fare propaganda a ogni ora a un libro che farà incassare molti soldi a lui e al Presidente del Consiglio. Altro che conflitto di interessi, questo è il regime degli interessi incestuosi. VITTORIO ZUCCONI
Repubblica (15 dicembre 2005)
L'ULTIMA ORA DI ...

Fatevi due risate: è un'Ansa, direi che c'è poco da commentare e molto da ridere.
(ANSA) - CINETO ROMANO (ROMA) 14 DIC - Morire per un peto di troppo. È successo in una casa di cura per anziani a Cineto Romano, in provincia di Roma dove ieri, la notizia si è appresa oggi, è scoppiata una lite, l'ennesima, tra un settantacinquenne e un novantenne, compagni di stanza.
Ieri mattina, erano le 7, tra i due, che erano a letto, la lite, dopo che il più anziano aveva provocato l'ira del compagno con un nuovo peto. I due si sono graffiati e spintonati, finchè il novantenne, affetto da una cardiopatia, è caduto sbattendo la testa sul pavimento. La morte è stata istantanea, Ai soccorritori, che gli chiedevano cosa fosse successo, il settantacinquenne non ha avuto esitazione nel raccontare che all'origine della lite c'era un peto di troppo del suo compagno.
E' LA DEMOCRAZIA, BELLEZZA!
Iraq, altissima l'affluenza alle urne.

Quant'è bella la democrazia e che privilegio esportarla in tutto il mondo.
Secondo i primi dati della tarda mattinata si prevede una altissima affluenza alle urne. Questa volta anche i sunniti votano in massa.
A fine mattinata infatti sembra essere stata gia' superata la percentuale di votanti del referendum sulla Costituzione del 15 ottobre, che ricordiamo è stata del 60%. Si prevede quindi che ben oltre il 70% degli Iracheni si recheranno a votare dimostrando così che la democrazia è una rivoluzione possibile anche in un paese islamico. Che la democrazia è per qualsiasi paese del mondo.
Bush e la sua amministrazione hanno avuto ragione sui gufi e i pacifinti di tutto dell'occidente e la data di oggi sarà incisa sui libri di storia e èporteranno il suo nome e quello dei Paesi che lo sostengono in questa importante missione.
'Questa e' una grande giornata, in cui vediamo il popolo iracheno assumersi la responsabilita' di votare per un futuro migliore. E' anche un giorno di festa e una grande vittoria contro il terrorismo'', ha dichiarato il presidente Jalal Talabani, che alle 07 in punto e' stato il primo a votare nel seggio allestito a Suleimaniya, nel Kurdistan iracheno.
I "valori della destra" ?!?!
... e mica siamo"de sinistra"!
E lo chiameno pure "intellettuale di destra", lo chiameno.
Siamo messi bene. Proprio bbbene...
... i va-looo-ri.

VOLEVO FARE IL GIORNALISTA
(3a puntata)
Dal vostro ex inviato.
Riepilogo delle puntate precedenti:
L’ultima fermata era stata l’aeroporto di Bologna. Parto con volo della British Airways, il milione e mezzo di Federico in saccoccia e la borsa del Francavilla Calcio nella pancia del boeing piena zeppa di roba da mangiare preparata ad arte da mamma’ Gabriella. Sbarco a Heathrow e non so una parola d’inglese. Tutto nuovo, bello. Salgo sulla Tube destinazione Stepney Green, west-est di Londra. È la zona più povera, dove vivono indiani non integrati, studenti russi e dove a suo tempo animava le notti del quartiere Jack lo Squartatore. Mi attende Francesco Plazzi, un tizio che avevo conosciuto tanti anni prima a scuola e che avevo poi chiamato per farmi ospitare. Non divago, ma vi dico solo che l’appartamento dove mi sistemo è simile a quello degli extracomunitari in una qualsiasi degradata periferia italiana. Il mio letto è un divano sfondato. Vabbè a 19 anni tutto si sopporta.
Passo i primi 15 giorni a capirci qualcosa. Non so neanche dov’è il campo d’allenamento del Chelsea in cui giocano Vialli, Zola e Di Matteo. Insomma ero arrivato il 15 gennaio, ma il primo articolo di 30 righe lo piazzo il 31 dicembre sul Messaggero nazionale. E’ il mio grande inizio. Il giorno dopo mi chiama Paolo Colaiacomo, un amico di Federico, che lavora a Tuttosport e mi chiede se scrivo 30 righe sulla giornata di campionato. Nel giro di una settimana divento il collaboratore da Londra di due giornali nazionali. Un trionfo. Fatto sta che la vita è dura perché i soldi sono pochi e i giornali italiani pagano praticamente niente e con dei tempi biblici. Però a me il tutto piace. Il campionato inglese, parlare con Vialli, Zola, Ravanelli e gli altri. I giornalisti che vengono in trasferta mi iniziano a conoscere. Il top però è Inghilterra-Italia a Wembley. Verso la fine di febbraio gli azzurri si giocano le qualificazioni mondiali in Inghilterra. Il Messaggero mi accredita a Wembley, io ragazzino di 19 anni devo fare gli spogliatoi dei Leoni. Un sogno che si avvera. Sono nello stadio più famoso del mondo con tutti i più grandi giornalisti: ce l’ho fatta. E di fatti il giorno (vittoria dell’Italia per 1-0 con gol di Zola) dopo mi telefona il capo dello sport di Repubblica: Fabrizio Bocca. “Ho visto i tuoi
spogliatoi sull’Inghilterra. Sai conosco bene tuo padre… Vuoi scrivere per noi”. E sono tre. Non ci crederete ma quando le cose vanno bene diventa una pacchia. Settimana seguente squilla il telefono di casa, non avevo manco il cellulare. “Sono Italo Cucci (dirigeva il Guerin Sportivo ai tempi, ndr). Dobbiamo fare un pezzone sull’Arsenal. I miei ragazzi (Matteo Marani che era venuto in trasferta a seguire la Nazionale a Wembley, ndr) mi dicono che hai voglia di scrivere. Beh vediamo se sei capace: fai 120 righe sull’Arsenal”. Pubblicato con il titolo: “Mettiamo fiori nei nostri cannoni”. Per chi non lo sapesse il nickname deell’Arsenal è Gunners. La stagione va avanti, io vado sempre più alla grande. Tutto bene a parte i soldi che non arrivano e il problema non è secondario.
Intanto ho fatto la conoscenza di tutti gli altri corrispondenti da Londra. Il mio mito vivente, di ieri e oggi, è Giancarlo Galavotti corrispondete assunto della Gazzetta dello Sport. Poi c’è la simpatica Deborah Bonetti, sua collaboratrice alla Gazzetta. Paola De Carolis, mia omonima, e collaboratrice del Corriere della Sera. Elisabetta Tonni collaboratrice raccomandata del Corriere dello Sport e infine quello che diventerà il mio amico: Gabriele Marcotti collaboratore non pagato del Corriere dello Sport alle prime armi come me, ma diversamente da me ricchissimo di famiglia. Questa è la squadra che se la giocherà per i prossimi tre anni a seguire. Un’altra sfida da vincere.
(3-Continua)
N.B: Vedo dai pochi commenti delle due "puntate precedenti" che sono pochi quelli interessati a questa storia, ma visto che gli amici miei belli (Nick, Savy e il buon Durand) me lo chiedono vado avanti nel mio racconto.
MA IO QUESTA VOLTA STO CON PANNELLA
E SOCCI E' UN BACCHETTONE.
Non ho tempo di scrivere perchè e per come quello stronzo di Pannella a volte, pochissime volte per la verità (1 volta su 100?) conduce delle battaglie sacrosante (1 su 100 appunto). Ma non posso negare che quella sull'amnistia sia una battaglia giusta. Di più: sacrosanta. E non è che siccome la propone Pannella è meno giusta. Non è che era giusta quando la sosteneva quel signore venuto da lontano vestito tutto di bianco (G.P.II) e non lo è più adesso che la propone "er puzzone". Il fatto che Pannella si contrapponga ai cattolici su quasi tutto non impedisce ad un cattolico di riconoscergli dei meriti quando, per una volta, ce li ha. E siccome questa volta, a mio pare, ce li ha, io gie ne do atto. Anzi Pannella questa volta batte tutti i politici di destra e di sinistra. Vista l'ignavia che regna in questo parlamento. Vista la mancanza di palle di tutti i candidati premier (di destra e di sinistra, comprese le tre punte). Vista la nullezza di tanta sinistra pseudogarantista e di tanta destra pseudoriformista.
Oggi ho da lavorare duro. E il blog viene dopo. Non ho il tempo di approfondire e chiedo scusa. Il titolo di questo post è più che eloquente e di supporto vi "allego" la lettera di Socci ('nsene può der bacchettone) al Foglio di oggi e la risposta che gli da Giuliano Ferrara:
SOCCI: Scusi se torno sulla sua risposta, ma la sua lettura di un clerico-Pannella sacerdote dogmatico della sua religione, per quanto vera e appropriata si rivela superata dagli eventi perché il Corriere della Sera ha sfornato il secondo editoriale in tre giorni dedicato all’iniziativa pannelliana. Fa pensare la trasformazione del prestigioso quotidiano in “Notizie radicali”, che già avevamo notato durante il referendum. Ma qui mi preme sottolineare che il giornale stavolta se la prende con i cattolici perché tacciono anziché accodarsi alla manifestazione radicale. Dopo che ogni pronunciamento della Chiesa è stato criminalizzato e si sono addirittura minacciati di arresto 40 mila parroci, oggi Pannella e l’esercito di complemento pretendono che i cattolici si mettano al suo seguito e servano la messa cantata pannelliana come sacrestani e coristi. Ci vuole una discreta faccia, non crede? E’ chiaro che Pannella per questo Natale è intenzionato a scalzare il Bambinello e farsi adorare lui, nella grotta, ma noi siamo affezionati a quel fanciullo e continuiamo a preferirlo al leader radicale. Preferiamo ascoltare il Papa nostro piuttosto che il Papa laico col suo Pacs vobiscum. Anche se sappiamo come andrà a finire: dopo le sberle che ci siamo presi per ingerenza, ora comincia l’aggressione per mancata ingerenza. Se la facciano loro la manifestazione e portino in piazza tutti i milioni di consensi che il Corriere attribuiva al referendum radicale prima della verifica delle urne.
FERRARA: Veramente nel Corriere ho letto che Giancarlo Cesana, leader laico di Cl, ha intenzione di fare Pannella Papa, se riesca a varare l’amnistia di Giovanni Paolo II. La generosità e il senso dell’umorismo sono doti cristiane o atee? Non so, ma io ci sarò. Ci sarò anche per lei, caro Socci, e per questa destra impantanata nella sua grevità priva di gravitas, una destra (con eccezioni molto felici, Bondi e molti altri) che dice di “no” al malato Bossi pur di ribadire un “no” al malato Sofri, la destra della libera coscienza di Castelli, così cagionevole e così mutevole, la destra che ha pasticciato sulla ex Cirielli, che si è ostinatamente rifiutata di difendere i suoi, quando aggrediti ingiustamente, difendendo tutti, e ha scelto di difendere e male i propri, lasciando affogare gli altri. Valori, li chiamano.
ANDREA'S VERSION - Copycat n. 106
Premessa: sull’amnistia stiamo con Pannella. Ma non così per dire, ci stiamo a corpo morto. Stiamo con Pannella tutte le volte che possiamo, d’altronde. Sempre. O meglio, proprio sempre no, tutte le volte che Santa Madre Chiesa ce ne dà il permesso. Fatta la premessa, vogliamo però subito esprimere il massimo dell’apprezzamento e diciamo pure la nostra più strepitosa ammirazione per un grande giornale italiano, anzi per il più grande. Il quale non si limita a stare toto corde con Pannella sull’amnistia, ma fa di più. E in un senso preciso. Che in una pagina, cioè, vuole svuotare le carceri, e in quella dopo le vuole riempire di furbetti. Poi risvuotarle ancora, poi riempirle di nuovo, in una sorta di “adesso tutti fuori”, “ma adesso tutti dentro” che, nell’arricchire lo stampato di un sorprendente brio, si pone nel contempo il problema che mai venga meno, al suo Pannella e al nostro, quella materia prima in assenza della quale gli verrebbe difficile digiunare un domani. Tra l’altro, ciò consente al maggior giornale italiano di smetterla con gli atteggiamenti paludati e di somigliare in modo sorprendente alla porta girevole dell’Hotel Plaza.
Andrea Marcenaro (Il Foglio del 15.12.2005)

Addio maggioritario, torna il proporzionale.
Il Senato ha approvato in via definitiva la legge elettorale. Il testo è passato con 160 sì, 119 no e 6 astenuti.
Con la nuova legge si torna al sistema del proporzionale ma con premio di maggioranza.

Adesso si attende la firma di promulgazione da parte del Presidente della Repubblica che secondo Prodi è vittima di manovre poco pulite, condizionamenti e ricatti. Quando il "condizionato e ricattato" Ciampi firmerà la legge tutti i partiti giocheranno in proprio, sia quelli a destra che quelli a sinistra. Ed io potrò senza troppi mal di pancia (a volte gli alleati puzzano e pure parecchio) tifare da questa curva (il blog) per il mio grande partito.

Dario Fo: un Nobel di cazzate e di brutte figure.

Da buon EX FASCISTA ed EX REPUBBLICHINO, poi convertitosi al marxismo leninismo ed infine all'attuale qualunquismo giustizialista e moralista ... insomma dacchè è nato sempre dalla parte sbagliata,
pratica il vecchio motto ducesco dei tempi della sua giovinezza: ARMIAMOCI E PARTITE!
Ma le telecamere lo incastrano miseramente.
BY Miscredente.
Ma l’America è questa.

Non è la terra promessa e non è la landa dei barbari.
La pena di morte è un cuneo conficcato nella coscienza della nazione, a volte ricacciato indietro altre, come ora, accarezzato; mai lasciato cadere nell’indifferenza.
La barbarie della pena di morte è un vulnus alla coscienza americana stessa che esprime un concetto tipicamente puritano: la giustizia umana che scimmiotta quella di Dio.
Da questo punto di vista anche l’ergastolo pone lo stesso quesito.
Ma l’America ha un conto aperto con questa faccenda e spero possa accogliere un giorno pienamente il suo ideale di umanità e di libertà cancellando questo obbrobrio.
Ma lo scandalo non mi sembra la risposta più adeguata.
Chiedo scusa fin d’ora alle anime belle: ma l’aborto è così distante da questa filosofia? Per carità l’accostamento è paradossale per certi versi ma nella sostanza se non ci precipitiamo a buttarla sulle solite polemiche, direi NO non è diversa.
E non è questa una contraddizione conficcata nella carne di tutto il mondo occidentale?
Non lo dico per ridurre l’impatto della scelta di usare la pena di morte ma per ricordare che UNO solo può salvarci anche dalle nostre contraddizioni e che UNO solo è perfetto.
Non è questa la mia America.

Tutti i lettori del Sorvegliato sanno quanto io mi sia sbracciato e sperticato in appassionate dichiarazioni d'amore all'America e al suo popolo in questi due anni e mezzo di esistenza del Sorvegliato Speciale. Tante volte l'ho difesa dagli attacchi stupidi e prevenuti di troppi antiamericani che rappresentano purtroppo la maggioranza degli italiani. Non ho mai smesso di difenderla dalle ingiuste accuse dei numerosissimi commentatori di questo blog che credendola la causa di tutti i mali del mondo l'attaccano tutti i giorni usando perfino i più futili argomenti (l'ultimo è stato l'augurio di Bush per le "festività prossime" , motivo di attacco per un mio caro amico commentatore). Vi ho raccontato di come ho riempito la mia casa di simboli patriottici americani. Bandiere a stelle e strisce. Vi ho detto di come i miei bambini hanno imparato ad amare come me la bandiera americana, riconoscendola come simbolo di libertà. Tutti voi conoscete quanto sia dichiaratamente fazioso e consapevolmente fazioso, ed orgogliosamente fazioso quando c'è l'America di mezzo.
Ma stamattina no. Non me la sento di difenderla. Non è la mia America questa qui.
Oggi ha dato il peggio di sè. E sono triste come può essere triste ed arrabbiato chi viene tradito dalla persona amata. E non è la prima volta.
Stanley 'Tookie' Williams, condannato a morte, è stato giustiziato poco dopo la mezzanotte di oggi con un'iniezione letale, nel carcere di San Quintino, a 30 KM a nord di San Francisco, dopo che il governatore della California Schwarzenegger e la Corte Suprema hanno respinto la richiesta di grazia.
Così una legge barbarica, vergognosa, disumana, indegna di qualsiasi paese del mondo e tanto più di un paese civile, moderno e progredito quale l'America ha spezzato il mio cuore.
George Bush dovrà compiere ora uno sforzo in più per convincermi della suo conservatorismo compassionevole. Lo pretendo proprio perchè credo nella sua idea di conservatorismo compassionevole. Ma la compassione deve valere per tutti. Tutti!
La giustizia umana non esiste. Giustiziare un uomo per delle colpe anche gravissime, anche le peggiori immaginabile, fa di un uomo un boia. Sempre. E di uno Stato giusto uno Stato ingiusto. Sempre.
Giustiziare in nome dello Stato è la più grande debolezza di quello Stato. La mia America non è questa. La mia America è forte, non debole. Invece oggi si è dimostrata così debole.
Se fossi stato laggiù, in California, sarei stato certamente in mezzo a loro:


DEDICATO A QUELLI CHE SI DICONO "REALISTI",
di qualsiasi colore essi siano, a quelli che non vogliono vedere che faccia ha il terrore. Quelli che di fronte ad Hitler, a Stalin, Mao, Pol Pot, Saddam ... hanno preferito per decenni girare la testa dall'altra parte, far finta di non sapere e di non vedere. Quelli che, anche nei commenti di questo blog, accusano (sempre e soltanto!) le colpe di chi la libertà e la democrazia la posseggono e magari da "IDEALISTI" la voglio esportare. Con le armi. Si, con le armi.
Perchè solo con le armi si sarebbe potuti bloccare il genocidio di decine e decine di milioni di morti del nazismo e del comunismo nel '900. Ed in nome del pacifismo o peggio, del realismo (la famosa real politic che cede al ricatto dei mostri, sperando di strappare clemenza) si innalza un muro di ignavia e silenzio colpevole. E non basta un bandiera della pace per cancellare la colpa di quel silenzio complice di vecchi e nuovi nazismi (si chiamino islamofascismo o comunismo cinese)
- e una matita? Ti serve una matita?
- No, grazie,
Il negozio odorava di carta, matite, e pastelli. Era un odore caldo. Mi piaceva stare in quel negozio. Yudel Krinsky mi guardò da dietro al banco e mi sorrise.
- Cos'altro posso fare per il figlio di Reb Aryeh Lev?
- Stalin ha mandato molte persone in Siberia?
Sbattè le palpebre. Poi annuendo con il capo, disse:
- Ah, capisco.
- Ne ha mandate molte?
- Molti milioni.
- Il mondo ha fatto qualcosa?
- Esattamente ciò che ha fatto quando Hitler ha ucciso gli ebrei.
- Cosa?
Assolutamente niente.
- Non capisco.
- Cos'è che non capisci.
- Perchè il mondo è rimasto in silenzio.
- Anch'io non capisco.
Chaim Potok "Il mio nome è Asher Lev" - Ed. Garzanti (pag. 68)
ANDREA'S VERSION - Copycat n. 105
Ascolta questa preghierina, abbiamo accumulato sufficienti titoli. Caro Gesù Bambino, ti preghiamo tutti insieme, facci la cortesia che dal Nigergate venga fuori qualcosa contro Pollari, il Sismi, o contro Berlusconi o chi ti pare a te, ma che venga fuori qualcosa, qualsiasi cosa, basta che quei due si quietino. Sulla terra non ne possiamo più. Bonini e D’Avanzo ci danno il tormento. Martino e Nadal, Nadal e Martino, la “signora” e il “signore”, un giorno la Cia che va bene, il giorno dopo che va male, e l’Fbi, e non l’Fbi, scusaci tu che sai tutto, caro Gesù Bambino, ma non puoi sapere. Non sono cattivi, è che non sanno come uscirne. E se non per noi, fallo per Ezio Mauro. Lui è davvero disperato. Quello di sopra che vuole la tessera numero 1, manco fosse Paperone col centesimo. Quelli di sotto bussano. Bussa Bonini: “Ho uno scoop con D’Avanzo”. Bussa D’Avanzo: “Ho
uno scoop con Bonini”. E il poveretto che deve fare? Pubblica. Ma ci perde la salute, caro Gesù Bambino. Fai qualcosa per il tuo compleanno. Dimostra al mondo che la guerra all’Iraq l’ha mossa Pollari con quel guerriero di Gianni Letta. Risulterà un po’ grossa, ma amen.
Andrea Marcenaro (IL FOGLIO del 09/12/2005)
TAV e TAVOR

La sinistra (non quella santa donna della Bresso!) dice che non si fa così: bisogna parlare a chi non interessa ascoltare! e non si spinge durante le occupazioni! e non siamo in Iraq! E che sul Tav bisogna farlo ma più tardi! E che se si aspettava qualche mese mentre i francesi scavavano magari a noi ne toccava fare meno di galleria! E siamo sicuri che serva ‘sta TAV! Pecoraio dice che basta attaccare qualche vagone in più ai treni che già ci sono! Mandiamo a puttane anche le olimpiadi così imparano! E intanto cosa dite se ne parliamo ancora un po’? CAROTAGGI? UN CAVOLO! Piano con la verdura se no qualche finocchio insorge! Che PACS! Il governo non ci sa fare? Ora ci pensa Prodi che convoca i sindaci, sì quelli che ha già
sentito la Bresso. Ma vi rendete conto una strage di stato: 10 contusi subito dimessi. Non vogliamo la TAV, non vogliamo Scansano, non vogliamo gli inceneritori, non vogliamo… ma che cazzo vogliamo!?! Siamo realisti vogliamo l’impossibile. Noi siamo per il trenino, un trenino di chissenefrega… UNA POLITICA LINEARE E UNITA! PRESTO... DATEMI UN TAVOR!

Nani e ballerine.

Nel casino generale un presidente della camera si è dimesso per poter fare politica; beninteso non si è dimesso dalla carica di presidente della camera bensì dal gruppo misto dove si collocava per rispetto del ruolo istituzionale.
Ora il nostro bel (vero che è bello!?!) presidentino, a boccuccia spiegata, dice che basta che si prenda qualche 1-2 % in più, giusto per sfiorare il 6% e il posto di premier tocca a lui, e questo lo afferma da presidente della camera ivi graziosamente collocato dal puzzone che ha appena il 20% dei consensi , haimé, calanti rispetto ai 25 di prima.
Diamine! Chapeau!
Però con queste ballerine (entrainause?) dell’UDC non meravigliamoci se vince il nano!
E Lotta Continua affondò
Su Le Guerre Civili , pacatamente, la storia di Lotta Continua e non solo.
Incredibile quanto si possa imparare da quest'uomo.

Secondo una sentenza dei giudici della cassazione "sporco negro" si può dire.
E "magistrati teste di cazzo"?
Volevo fare il giornalista (2a puntata)
E allora si comincia davvero. Il primo pezzo sui tifosi è solo il frizzantino che mi apre le porte del giornalismo. Siamo a settembre e il mio articolo piace al caporedattore. “Bravo, domani vai a un funerale”. Ci vado, scrivo e sono due. Inizio a
entrare al giornale con un altro spirito, mi sento parte integrante della redazione. Sono il più giovane, sto sempre attaccato a quelli dello sport. Passo un sacco di pomeriggi a battere e impaginare i risultati delle categorie minori. Lupo Rosso-Pianella 4-0 e via così. Mi tocca il lavoro da sguattero: rileggere i pezzi degli altri e scovare i refusi (gli errori). Scrivo le didascalie delle foto, il morale dopo un po’ si abbassa. Ma arriva la botta di culo. Il giornale decide di ampliare la parte sportiva: c’è una pagina in più tutti i giorni. Mi danno una rubrica il giovedì. Il capo mi chiama e mi fa: “La facciamo sul calcio amatoriale. Tutte le settimane voglio un personaggio”. E io lavoro e scovo. Il vecchio di 78 anni che gioca tutte le domeniche, i gemelli diversi “uno basso e tarchiato, l’altro magro e slanciato”, così scrissi (che vergogna), della stessa squadra. Ma il personaggio numero uno resta tale Peppoloni. Faceva il benzinaio sull’autostrada e aveva ormai 45 anni. Era stato un emigrante in Belgio. Lì aveva giocato con Pfaff il portierone del Belgio prima che gli cadesse in testa una trave. L’aveva quasi ucciso, gli stroncò la carriera. Ma fu Peppoloni a lanciare la mia e ancora oggi quando chiamo il Messaggero di Pescara tutti lì a gridare:”Oh c’è Peppolone al telefono”.
Ecco questi erano gli inizi nella provincia denuclearizzata del giornalismo sportivo. La domenica poi era giorno di festa perché c’erano 30 righe di spogliatoi da fare sul Pescara o sul Castel di Sangro. Da settembre arriviamo a fine novembre, quando accade l’imponderabile: babbo Federico si ammala. “E’ un po’ di giorni che ho la tosse. Portami all’ospedale di Atri da tua zia (sua sorella, ndr) che mi faccio visitare”. Non era tosse, ma un ascesso polmonare. Un buco di (2-Continua)d’ora dopo usciti dall’ospedale. Federico è pazzo, ma ha pensate degne del miglior Leonardo da Vinci. Gli piace poi parecchio la teatralità, il colpo di scena. Fatto sta che non si sa come in una settimana riesce a comprarmi un biglietto aereo e a mettermi in tasca un milione e mezzo di vecchie lire. Vado, si riparte. E il viaggio continua.
MILANO - Oriana Fallaci ha accettato l'Ambrogino d'Oro, la massima onorificenza della città di Milano. E lo comunica lo stesso giorno in cui, nella sua Firenze, il sindaco Leonardo Domenici riceve la Mezzaluna d'oro, il premio dell'Islamic Anti-defamation League. Paradossale incrocio delle appartenenze che dal nemo propheta in patria porta, ai giorni nostri, alle polemiche parallele tra i banchi di Palazzo Marino e quelli di Palazzo Vecchio. In entrambi i casi, sempre nel suo nome. A Milano si è litigato e combattuto per assegnarle il massimo premio cittadino. A Firenze, invece, il confronto si è avuto perché non si assegnasse al sindaco un premio che, come le sue motivazioni chiaramente
dichiarano, è contro la Fallaci. Infatti, la Islamic Anti-defamation League aveva deciso di dare il premio a Domenici per il suo impegno nel « dialogo » delle culture, ma anche perché il sindaco si era rifiutato di assegnare alla Fallaci il Fiorino d'oro, la massima benemerenza fiorentina. Domenici, dopo le polemiche sollevate da Forza Italia, aveva posto come condizione, per l'accettazione del premio, che venisse eliminato il riferimento al Fiorino d'oro negato alla Fallaci. continua su LIBERO...CRONACA DI PROVINCIA.

Scoperto un blog strafico: l'ombelico del mondo.
Seleziona le notizie dei giornali locali del Nord Italia. Qui una piccola selezione:


It has been brought to our attention by several officials visiting our establishment in Rome that offensive language is commonly used by our Italian speaking staff. Such behaviour, in addition to violating our policy, is highly unprofessional and offensive to both visitors and staff. All personnel will immediately adhere to the following rules: 1. Words like cazzo, porca puttana or mi sono rotto il cazzo and other such
expressions will not be tolerated or used for emphasis or dramatic effect, no matter how heated a discussion may become. 2. You will not say ha fatto una cazzata when someone makes a mistake, or se lo stanno inculando if you see someone being reprimended, or che stronzata when a major mistake has been made. All forms and derivations of the verb cagare are utterly inappropriate and unacceptable in our environment. 3. No project manager, section head or administrator under any circumstances will be referred as figlio di puttana, coglione, testa di cazzo. 4. Lack of determination will not be referred to as mancanza di palle nor will persons who lack initiative be referred to as bradipo or cagone. 5. Unusual or creative ideas offered by the management are not to be referred as cagate mentali or idee del cazzo. 6. Do not say come rompe le palle nor ha rotto i coglioni if a person is persistent; do not add gli fa ancora male il culo if a colleague is going through a difficult situation. Furthermore, you must not say siamo nella merda (refer to item # 2) nor ci hanno aperti when a matter becomes excessively complicated. 7. When asking a someone to leave you alone,you must not say vattene affanculo nor should you ever substitute May I help you? With che cazzo vuoi? 8. Under no circumstances should you ever call your elderly industrial partners vecchi stronzi. 9. Do not say me ne sbatto when a relevant project is presented to you, nor should you ever answer ciucciami il cazzo when your assistance is required. 10. You should never call partners as frocio or mignotta; the sexual behavior of our staff is not to be discussed in terms such as culattone or bagascia. 11. Last but not least, after reading a note please don't say mi ci pulisco il culo. Just keep it clean and dispose of it properly. Thank you. Regards.
Volevo fare il giornalista
Dal vostro inviato

Il mio esordio in uno stadio l'ho fatto a due anni (Giulianova-Milan di Coppa Italia), la prima trasferta a tre: Verona-Lecce. Poi dai 6 anni fino ai 25 "Any given sunday" (Ogni maledetta domenica) l'ho dedicata alla palla. In giro con babbo Federico per tutti gli stadi d'Italia, aspettando fuori che papà mio, la disorganizzazione in persona, trovasse il direttore sportivo o l'addetto stampa e che questi gli donasse un biglietto per "mio figlio che aspetta fuori", così diceva lui. Le firme importanti del giornalismo sportivo e non le ho conosciute tutte. A cinque anni mi infilai nell'ufficio di Giorgio Tosatti con le caramelle in mano e dissi: "Ne vuoi una?" Mi guardò poi iniziò a urlare: "Claudia (la segretaria, ndr) chi è questo bambino, chi l'ha fatto entrareeee..."

Scappai via, ma a qualcuno la carammela dovevo offrirla. E allora dal settimo piano scesi al quinto. Lì c'era Scalfari. Eugenio in persona perché Repubblica fino a poco tempo fa era nello stesso palazzo del Corriere dello Sport a Roma in P.zza Indipendenza. Anche a lui la stessa domanda:
"La vuoi una caramella?". "Sì dammene una, devono essere buone". Mi accompagnò fuori, chiese alla segretaria chi ero, mi restituirono a Federico già nel panico perché non mi trovava più. Volevo fare il giornalista fin da piccolo. Papà era il mio mito. Mentre gli altri bambini facevano la fila io e mio fratello ci facevamo la foto con Zico e Maradona, stringevamo la mano a Platini, eravamo sempre dentro lo spogliatoio a fine gara e prima della partita mangiavamo al tavolo con gli allenatori più importanti. Tutti i colleghi mi conoscevano: ero la mascotte. Passavo i pomeriggi al Messaggero di Pescara a riscrivere come i biancazzurri avevano vinto la domenica e come la Curva Nord era sempre più calorosa. Ecco la mia giovinezza l'ho spesa anche così. Un privilegiato. poi un giorno, finito il liceo classico, tra mille difficoltà e varie bocciature mi presento dal babbo mentre scrive sul Toshiba con i tasti bruciati dalla Marlboro. "Ho deciso: voglio fare il giornalista". Risposta secca, dopo una lunga boccata . "Sei un coglione, non se ne parla". Non mollo, ma a Bologna non avevo chance. E allora Federico che non ne può più mi dice: "Va bene, tornatene a Pescara e vai al Messaggero. Io ho cominciato lì". Arrivo, conosco il capo da una vita, mi aspetto di essere trattato bene. Passo una settimana a non fare niente. Un giorno mi dice: "Facciamo una pagina sui tifosi per la prima di campionato. Li conosci tutti falla tu". Il 4 settembre 1996 esce il mio primo pezzo vero sul Messaggero. Titolo: "Non abbiamo paura di volare". Neanche io, finalmente parte l'avventura. Si comincia.
(1-Continua)
Deka

CHIU' PILU PI TUTTI
Tiziana Maiolo da sinistra chiede che nella fabbrica del programma di Prodi venga inserito un punto programmatico per gli anziani: distribuzione gratuita di Viagra dai 65 anni in sù.
La ministra Prestigiacomo vorrebbe che Berlusconi nel prossimo contratto con gli italiani inserisse un promessa chiara: preservativi gratis ad adolescenti e giovani sotto i 23 anni.
Ma agli sfigati di mezz'età chi ci pensa?
Non dico un sei per quattro in giro per le città con la famosa promessa "chiù pilu pi tutti" che, diciamo la verità, sarebbe alquanto demogagogica, ma almeno una Blow Dall dalla chioma bionda e i modi gentili, magari un tantino morbida e frigidina, non si dovrebbe negare a nessuno.
Neanche agli "svantaggiati" di mezz'età di destra ... o di sinistra.
"La rispetto... come si rispetta un colpo di pistola."
Solidarietà all'ennesima vittima di Magistratura Milanese s.c.a.r.l.
la più famosa fra tutte le cooperative rosse.

guerra per colpa delle bombe tirate dagli Antonov del governo del Nord, musulmano, contro le popolazioni del Sud, cristiano e animista. Abbiamo incontrato solo qualche scimmietta. Adesso c’è la pace. Ma non c’è più nulla. E avete presente il nulla? Senz’altro è un’immagine più ricca di quello che c’è lì. E avete presente quei discorsi che si sentono al bar che l’Africa sarebbe un paradiso per la natura stupefacente, ma è un inferno per la povertà, le malattie e le guerre? Ecco, sono veri. Ma c’è tanto di più da dire. Ma è inutile che ci provi a spiegarvi.. voi siete mai stati dentro ad una puntata di Gaia (dove c’è quel coglionazzo inglese che striscia con i coccodrilli, si avvinghia a boa di 7 metri, si arrampica sui baobab, mangia posha con neri altissimi statuari con l’anello al naso - a dire la verità adesso vanno molto di moda anche i bianchi con gli anelli al naso) e ogni due per tre dice “che splendide creature!”? O avete mai accompagnato una spedizione di National Geographic? Voi no, io sì. Bè, insomma, una specie..In realtà non per turismo, ma per lavoro, ma questo è un altro discorso, materia per un altro pezzo su questo blog, fino a che Sorvy non mi espelle.
come il nostro sole a mezzogiorno; scuole (“scuole”…) come pollai con classi 4 metri per 4 con 150 bambini rannicchiati a terra senza un quaderno in mano, ma solo occhi grandi come padelle a guardare un insegnante troppo smilzo per tutti quei ragazzini; cortili della scuola (“cortili”..) dove al posto delle altalene e degli scivoli ci sono bunker dove le suore nascondevano i bambini più piccoli che non riuscivano a correre nelle caverne delle montagne per fuggire alle bombe lanciate dagli Antonov di cui sopra; montagne (“montagne”…) laviche nere altissime dalle forme più immaginifiche come la scenografia
delle favole che parlano dei giganti; gli esami (“esami”…) scolastici da sostenere nella vicina Uganda (120 km circa, si sta via dalle proprie famiglie per quasi 3 mesi…) e per andarci è un viaggio della speranza che si sa quando si parte, ma non si sa se si torna e infatti 3 bambini non sono tornati, uccisi dai ribelli del nord Uganda che hanno attaccato il camion che li portava là; capanne (le vere capanne… io quest’estate sono stata in vacanza in un villaggio in Cilento con le mie amiche e abbiamo dormito – che è very fashion, fa molto “poor style” - in tukul pavimentati con il bagno dentro e la ventola per l’afa che non c’era: ecco non quei tukul lì, ma quelli veri che nella paglia marcilenta del tetto si annidano gli scorpioni e dentro c’è la terra battuta e per andare in bagno fuori (se ti va di culo) ci sono i gabbiotti delle latrine (non quelle chimiche che mettono da noi negli stadi quando canta Vasco) immerse di mosche. Le capanne fanno da casa, scuola, ospedale, centro amministrativo (per amministrare non si capisce cosa..); l’aeroporto (“aeroporto”…) come quelli dei film di Indiana Johns...si chiama “air strip” è una lingua di terra battuta nel villaggio di Ikotos appoggiato ad una montagna dove atterrano ballonzolando chessna grandi come libellule; notti buie (“buio”..) perché l’Africa non è nera perché ci abitano popolazioni dalla pelle nera, ma perché la notte (quando non c’è la luna) è nera e buissima e allora ho capito che io il buio non l’avevo mai visto prima di andare lì; il caldo (“caldo”..) di 43 gradi veri che picchia e brucia tutto quello che incontra; check point (“check point”…) con ragazzini di 12 anni con il fucile in mano che alzano una sbarra fatta di una lunga canna per fare passare il nostro pick up.
Ci sono stata, ve lo giuro, non me lo sono inventata per dare un tocco esotico al blog del Sorvy, ma non mi pare vero che ci sia un posto così nel mondo, così bellissimo e così bruttissimo. Ma quello che davvero non mi pare vero, non mi pare possibile, è che ci sia gente (della mia età…anche più giovane, sebbene, come sapete, io sia giovanisssssima..) che ad un certo punto abbia pensato e trovato bello e vantaggioso per sè incrociare la propria vita con quella di questa gente. E decidere di lavorare con loro a costruire pozzi, scuole, formare gli insegnanti, educare i bambini. Questo è davvero un altro mondo. Non l’Africa che raccontano tutti e che anche io vi ho raccontato. Ma questa gente. Sono loro “le splendide creature”, le vere giraffe del nostro tempo.
Non che mi disturbi vedere un altro partito allinearsi alla tendenza comune, iniziata dalla stessa Russia (quale miglior testimone della nuova bandiera a tre bande orizzontali?), per la campagna di abolizione di questi simboli che hanno minato la democrazia mondiale per molto tempo. E' un chiaro segno di ammissione di colpa per aver inseguito principi utopistici con mezzi che oltrepassavano di gran lunga la sacralità dei fini...non dimentichiamoci tuttavia che, dalle fonti dei servizi informativi emerse che lo stesso Cossutta fu definito dal KGB, cioe´ da Vasilij Mitrokhin come il contatto confidenziale del KGB a Roma.