SORVEGLIATO SPECIALE

"idiota e lurido Kant - se Dio non c'è tutto è permesso. Basta con la morale. Solo la carità è rispettabile. Cristo e Dostojevskij, tutto il resto sono balle" C.Pavese

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martedì, 31 gennaio 2006

prime anticipazioni del "porta a porta" di questa sera

Come ha giustamente detto lui stesso «A chi dà fastidio vedere Berlusconi può usare il telecomando», ma siamo sicuri dell'altissima audiance che catturerà anche questa sera perchè, sempre  «in tutte le trasmissioni in cui ho partecipato c'è stato un incremento di ascolto e credo che questo abbia terrorizzato la sinistra che quindi si è inventata lo scandalo delle mie apparizioni ...».


Sancho

postato da: ilfaro alle ore 20:02 | link | commenti (1)
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SILVIO MI HA SCRITTO.

Cordiali felicitazioni a me e

"un grosso bacio" a mia figlia:

felicitazioni

 oltre ad un graditissimo regalo.

... sperando che lo Sceriffo di Notthingam (se vincerà le elezioni) non se lo ripiglia


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 19:14 | link | commenti (3)
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ANDREA'S VERSION - Copycat n. 109

“La campagna elettorale non può diventare l’occupazione militare della tv”. Dopo aver dato sul Corriere della Sera tutto quello che poteva dare, Marco Follini si è concesso a Repubblica. Uomo dei più leali tra quanti ne militano nella Casa delle libertà, oltreché pensatore tra i più lucidi, egli ha valutato interessante iniziare la campagna elettorale molestando l’Amor nostro. Profondo conoscitore delle dinamiche che presiedono alla politica mondiale, Follini non ha mancato di far notare come “qui non siamo nell’America anni 60, in cui la camicia azzurra di Kennedy o la barba poco rasata di Nixon potevano fare la differenza tra una presidenza democratica e una repubblicana”. Acuto osservatore delle dinamiche che presiedono alla politica italiana, Follini ha voluto altresì osservare che: “Se la politica sta tutti i giorni in tv, e si confonde la mattina con la schiuma da barba e la sera con le torte in faccia, non ha il tempo di confrontarsi con la gente”. Ora. Riflessioni del genere si prestavano perfino a una presina per il culo. Trattandosi però di un prezioso alleato, faremo i Neri Marcorè dei moralmente inferiori.

Andrea Marcenaro da IL FOGLIO del 31/01/2006.

per chi non avesse capito la Andrea's version, prego leggere il post precedente.


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 18:42 | link | commenti (1)
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Neri Marcorè: la satira dei servi

"Domenica scorsa, a "Parla con me" su Rai 3, Neri Marcorè ha imitato il segretario dei diesse Piero Fassino.
Una gag naturalmente non eccessiva, figuriamoci, ma insomma ci si accontenta; del resto sono lontani i tempi in cui la banda Dandini si permetteva di fare satira su D'Alema. Due sculacciate, il sinistro sopracciglio alzato e via, cassata in anticipo qualche puntata.
Quindi rivedere una sottospecie di satira contro la sinistra è stato un evento apprezzabile. Circa.
Ma Neri Marcorè si è pentito alla velocità del suono e così ha dichiarato:"non credo che lo rifarò, è un problema ideologico, la sinistra non attraversa un bel momento, non me la sento di infierire con la satira".
Ecco, adoro l'anima nobile della sinistra che non infierisce, è una delle caratteristiche che ne determina la superiorità morale e antropologica.
Ovviamente il nostro Marcorè si è affrettato a smentire senza smentire nulla, come una perfetta recluta agli ordini del comandante:
Quindi niente più imitazione di Fassino, a Parla con me, che ai diesse non è proprio piaciuta.
No no, mica è autocensura, non scherziamo: è che la servitù, quando è di classe, certi sgarbi al padrone non li fa. Nemmeno per scherzo."

da Rolli

postato da: ilfaro alle ore 18:35 | link | commenti (2)
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Legittimo sospetto. Si indaghi sulla laurea "rubata" da Antonio Di Pietro.


Sancho

 

postato da: ilfaro alle ore 13:01 | link | commenti (4)
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BRAVO ROBINIK!

 Questo è il commento che ho lasciato a ROBINIK in uno dei più bei post scritti ultimamente a TOCQUEVILLE.

"Robi sei un mito. Un post che dovrebbe stare fra i manifesti di Tocqueville. Bisognerebbe lasciare anche il titolo :”Chiarimenti Necessari”. Semplicemente PERFETTO! Dovremmo copyincollarlo tutti quanti noi questo post (commenti compresi) sui nostri relativi blog. Non so se ti stai rendendo conto di quello che hai scatenato. Leggi e rileggi tutti i commenti uno ad uno … Sono mesi che aspettavamo tutti quanti questi “chiarimenti necessari”. Se te ne andassi te da Tocqueville dovremmo andarcene via tutti… tranne tre o quattro radicali che rimarrebbero a presidiare ciò che non gli appartiene ma che, per prassi, tradizione, o addirittura progetto a tavolino (in una di quelle stanze della Radio Radicale dove lavora uno di noi) intendono demolire dall’interno. Lo hanno sempre fatto, basta vedere la loro lunga storia di distruzioni e divisioni, polemiche e battaglie perverse.
I radicali non vanno cacciati, vanno lasciati al loro triste destino … quello di dimostrare l’incompatibilità con i principi liberali, la loro intolleranza, i loro oscurantismo modernista, la loro cultura di morte, l’impossibile convivenza con la destra, ma anche con la sinistra. Bisogna lasciarli ciarlare senza dargli alcuna importanza. Questo infatti proprio non possono sopportarlo. Che gli altri li ignorino.
Pannella come dici sempre tu è il papa laico di una religione delle più intolleranti e mortifere. Adorano tutto ciò che puzza di morte, di carne in decomposizione, di feti gettati nel cesso, di fiale, fialette, alambicchi e iniezioni letali. La politica estera è solo una cavallo di troia (verso dx), come i pacs (verso sx). Pannella ha bisogno di portare morte, polemiche, divisioni, scandali e scioperi della fame. Per soddisfare i suoi adepti che gli obbedisno come ad un papa. Di più: lo venerano come un dio.
Quello gli interessa.
Chiunque tenti di dividere Tocqueville, magari dall’interno, dovrebbe essere sbattutto fuori. Ma i radicali no. Vanno lasciati lì. E ignorati. Perchè loro quello cercano: Entrare in un gruppo (coalizione di partiti o aggregazione di blog, non importa) sperando di fare tanto casino per poi essere cacciati.
Nessuno vuole cacciare i radicali. Ma i radicali non si permettano di dividere Tocqueville, Stiano (se vogliono) nell’obitorio della città a cianciare di morte, di eutanasia, di aborto, di pacs, di quanto è bravo Zapatero (vedi gli incredibili ultimi post di JmMomo!), di come è meglio Prodi di Berlusca e di come loro sono i veri “liberali/liberisti/libertari/libertucci”.
Andiamo avanti caro Robinik, e non curiamoci di loro. La città è per fortuna LIBERA. E tu ti sei dimostrato un gigante!
Con affetto e stima, Sorvy del Sorvegliato Speciale."

 

 


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 12:17 | link | commenti (2)
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lunedì, 30 gennaio 2006

L’ angolo del sommelier

 

Dunque, vediamo se in colpo solo riusciamo ad accontentare il buon Deka, (sei un infaticabile campanilista!), anche nell’intento di stemperare i toni della politica, pur non annoiando i nostri lettori, una vera impresa! Quella di Masciarelli è un’azienda vinicola abruzzese di tutto rispetto, che quasi ogni anno raccoglie consensi dalle più accreditate riviste italiane del mondo enologico. Tanto per cominciare, ci troviamo a San Martino sulla Marruccina, ai piedi della Maiella e nel contesto naturale che D’Annunzio amò descrivere in qualche sua poesia. Un posto ideale per coltivare viti, in particolar modo un vitigno dalla bacca di colore nero intenso, chiamato Montepulciano. Un’uva che origina il vino diventato istituzione da quelle parti, così ricco di polifenoli che, paradossalmente, quando imbottigliato in casa e senza troppi accorgimenti diventa bevanda. Risulta, infatti, così pastoso che gli abruzzesi usano tagliarlo con la gassosa. Nel nostro caso certo un vino speziato ed intenso, di gran corpo, anche se abbastanza morbido e abbastanza fresco. Consigliato con il cinghiale ma forse anche con gli arrosticini di pecora. Giusto per confermare il suo spirito campanilista, anche il bianco preferito (Villa Gemma) del nostro Deka richiama le origini nostrali della vite, in quanto composto per la maggior parte da trebbiano d'Abruzzo, con un completamento di cococciola (un vitigno autoctono abruzzese) ed una presenza minima di chardonnay. Un vino fine ed elegante dal profumo fruttato e un sapore intenso ed equilibrato. Da non dimenticare quando passate da quelle parti e desiderate mangiare cibo a base di pesce, o magari una pasta con le alici. 

  
Durand

 

 

 

postato da: ilfaro alle ore 15:16 | link | commenti (6)
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Limitare i figli?

E' un dovere di noi genitori.

(P. Mastrocola)

da La Stampa, venerdì 27 gennaio, p. 29,

Circa due mesi fa è apparso su alcuni quotidiani un appello sull'educazione. Era nato sull'onda del meeting settembrino di CL a Rimini, è firmato da intellettuali, giornalisti, scrittori, docenti, scienziati, imprenditori, e ora continua più o meno visibilmente a girare raccogliendo altre firme. Al centro c'è il libro di don Giussani, Il rischio educativo, ripubblicato di recente e presentato in varie città d'Italia. Messaggio fondamentale dell'appello è che oggi sia «in crisi la capacità di una generazione di adulti di educare i propri figli», e che si tratti di una vera e propria emergenza nazionale, ancor più grave di quella politica ed economica.
Credo che la maggioranza di noi resti allibita e incredula davanti ad affermazioni simili: ma come, l'educazione è un problema? ma quando mai? Se chiedessero a un campione di noi genitori se stiamo o no educando i nostri figli, quasi tutti risponderemmo in coro: ma sì, certo.
Penso che abbiamo dell'educazione un'idea un po' vaga, e anche bifronte; da un lato, pensiamo che si tratti solo di insegnare ai figli due o tre cosucce quali proferire qualche strascicato buongiorno e buonasera, lavarsi i denti e non mettersi le dita nel naso in pubblico; dall'altro lato, la parola educazione ci suscita immagini truculente, tipo padri feroci che picchiano i figli o anche solo li mandano a letto senza cena.
Insomma, per noi l'educazione o è una irrilevante questione formale oppure è un macigno di crudeltà e quindi la aborriamo come la peste.
Il clima postsessantottino, in cui viviamo immersi da circa quarant'anni e che sembra destinato a durare altri quaranta, non aiuta, impedendoci di vedere alcunché di buono nelle parola educazione. L'abbiamo per sempre associata a parole "brutte" quali autorità, autoritarismo, antidemocratico, illiberale, repressivo. Insomma, pare molto scorretto oggi educare un figlio. Pare un gesto violento e autoritario, che limita fortemente la libertà del giovane, la sua crescita autonoma e il suo cosiddetto percorso interiore. E noi genitori oggi, va da sé, mai vorremmo in alcun modo limitare un figlio.
E pensare che la parola educazione, di per sé, è così innocente! Se guardiamo alla sua etimologia, viene da e-ducere e vuol dire condurre via, condurre fuori da. C'è l'idea di fare uscire, portare all'aperto. E per far ciò, certo, bisognerebbe indicare, proporre, forse anche imporre, una via. Ohibò, e perché mai addirittura imporre? leveranno qui gli scudi alcuni. Semplice: perché se a noi adulti sembra buona una certa via, è naturale che vorremmo che nostro figlio la prendesse. E gliela vorremo indicare con forza, cioè anche forzandolo un po', almeno all'inizio. E perché mai faremmo tale violenza a nostro figlio? Perché abbiamo una convinzione. Una convinzione che rischiara così tanto la nostra vita e la fornisce di un senso, che vogliamo condividerla con nostro figlio, vogliamo passargliela, perché illumini anche la sua vita.

Arbitrario, autoritario, violento? Può darsi. Ma è qui che ci soccorre il libro di don Giussani. Non so se senza quell'appello l'avrei mai letto (non sono particolarmente legata al mondo cattolico.). E non so se l'ho capito nella sua vera essenza. Ma mi piace moltissimo l'idea che educare voglia dire prendersi un rischio, che l'adulto indichi con forza una via, ma poi accetti il rischio che il figlio non la scelga, che ne prenda un'altra tutta diversa. E' qui che viene tutelato, anzi, esaltato l'aspetto democratico dell'educazione. L'adulto deve rischiare di essere perdente. Non importa, avrà comunque passato al figlio l'idea che esiste qualcuno che crede in qualcosa, a tal punto          da volere che altri ne seguano l'esempio. Questa è l'idea forte che passerà al giovane: che ci sono passioni, preferenze, convinzioni, e che non è sempre tutto uguale, intercambiabile, opinabile, indifferente.
Credo che il libro di don Giussani dovrebbero leggerlo proprio i laici.
E anche gli intellettuali, e le persone molto colte, e le classi molto alte, e la gente di sinistra soprattutto se ha fatto il sessantotto. Non vorrei mai che il problema educativo interessasse quasi esclusivamente i cattolici, oppure in generale le famiglie che sfortunatamente sono meno agiate, meno colte e vivono in un mondo arretrato di qualche decina d'anni: mi sembra a volte qua e là di aver notato proprio questo, e cioè che solo gli appartenenti a tali categorie sono ancora in grado di sgridare un figlio, persino di punirlo o premiarlo, e di indicargli fortemente la via, esigendo (esigendo!) moltissimo da lui. A costoro non fa tutto uguale, e non hanno paura di limitare un figlio. Se vedono che fa una cosa che secondo loro è sbagliata, gli vietano di farla, tutto qui.

Noi invece tanto colti, laici, di sinistra, noi postsessantotto, postdiluvio, postdatati, postdottori, nonché postumi di noi stessi, ci siamo autoimmobilizzati: non battiamo palpebra difronte al figlio che non studia, non lavora, non rientra a casa (a un'ora decente), non aiuta, non legge. Siamo. rispettosi delle sue scelte, e orgogliosi di non limitarlo.
Certo, c'è un piccolo problemino che soggiace a tutto questo discorso: bisognerebbe, per educare, sapere almeno in linea di massima che cosa è giusto e che cosa è sbagliato e quali sono le vie buone dove vorremmo condurre i nostri figli: ma questo è esattamente quel che non sappiamo più, e questa è esattamente la sfida che ci attende. Siamo lontani persino dalla certezza pur negativa del montaliano «solo questo oggi possiamo dirti: ciò che non siamo, ciò che non vogliamo». Non sappiamo più niente, e rimaniamo immobilizzati e dubbiosi. Confusamente sentiamo che non è bello che i nostri figli passino il pomeriggio davanti a un videogioco dove il marine trucida il vietcong, non ci piace, non vorremmo che lo facessero, ma non sappiamo bene in nome di quale principio assoluto e condiviso vietarlo. Inoltre non vogliamo per nulla incrinare la felice beatitudine dei nostri figli, creando motivi di scontro: lavoriamo tutto il giorno, torniamo a casa stanchi morti e ci affaticherebbe non poco combattere e difendere strenuamente le nostre idee; più comodo abbandonare le mucche al pascolo. Infine, così fan tutti. Dunque, per queste tre ragioni, se anche - forzandoci molto - riusciamo a dare regole e divieti, sono regole e divieti molli, che non hanno dietro niente, nessuna ragione che li motivi. Regole e divieti di cartapesta, come un set di Cinecittà. Al massimo, difronte al figlio che si inanella naso orecchie e ombelico, osiamo dire: preferirei di no. Come il famoso scrivano Bartleby. E così approdiamo a quella che mi pare oggi la filosofia trionfante, quella del laisser faire. Lasciamo fare, e speriamo che passi. Come l'influenza.
Mi viene da pensare a Fetonte. Se suo padre, niente meno che il dio Sole, avesse rifiutato di fargli guidare il carro infuocato, Fetonte sarebbe ancora vivo. Doveva impedirglielo: il figlio era giovane, inesperto, e quel carro troppo pericoloso. Ma tant'è, è andata così e Fetonte, fulminato da Zeus, è precipitato nel Po. A futura memoria. La domanda ora è questa, a cui rispondere crocettando la casella giusta: il dio Sole è stato

 

a) un padre debole e vigliacco,

b) un uomo (un dio!) mirabilmente liberale, oppure

c) semplicemente politically correct?


Sorvy

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venerdì, 27 gennaio 2006

 

27/01/2006

GIORNATA DELLA MEMORIA

per non dimenticare

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giovedì, 26 gennaio 2006

73 giorni all'alba. E' UFFICIALE

5 MORE YEARS


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 19:22 | link | commenti (1)
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PRODI, CI SEI

ce la fai?

sei connesso?

Video: guarda la "gag"


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 18:43 | link | commenti (10)
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LETTURA IMPERDIBILE:

Perché la democrazia conviene comunque

L’ultimo rifugio di quelli che dall’11 settembre 2001 a oggi non-ne-hanno-azzeccata-una è un nostalgico “si stava meglio quando si stava peggio”. I palestinesi votano a Gaza? Un disastro, signora mia. La democrazia per gli arabi? Una pia illusione di quei pasticcioni degli americani. Trattandosi di ex territorio occupato da Israele, i nostalgici che scrivono sui giornali non arrivano a rimpiangere i carri armati con la stella di David. Restano però più che scettici sul futuro democratico dei popoli arabi, quasi fossero “unfit”, incapaci di vivere senza un bel dittatorone coi baffi che li educhi e li bastoni per benino.
I nostalgici hanno un bel record di opinioni separate dai fatti. Prima hanno spiegato che gli americani non avrebbero mai e poi mai invaso l’Iraq, un quarto d’ora dopo hanno profetizzato un Vietnam nel deserto a causa di una bufera di sabbia. Poi hanno previsto che i marines si sarebbero ritirati immediatamente e a gambe levate. In seguito hanno raccontato come e perché Bush e Blair avrebbero perso le elezioni. Non contenti di tali previsioni sballate, hanno immaginato che i rieletti George e Tony avrebbero cambiato linea politica, che sarebbero diventati più buoni e finalmente più attenti ai loro preziosi suggerimenti. Così hanno irriso ogni ipotesi di voto in Afghanistan e in Iraq, predetto sollevamenti delle piazze arabe e la fine del processo di pace.
Quando, mannaggia a Bush e a Sharon, si è formata una nuova leadership palestinese, Israele si è ritirata dai territori, si è cominciato a parlare concretamente di Stato palestinese e a Kabul, Baghdad e Gaza si è votato veramente, gli editorialisti accigliati hanno convenuto che nella regione si sarebbero aperti foschi scenari teocratici.
Passata la nuttata del pericolo islamico nella Costituzione irachena, i nostalgici dello status quo hanno sviscerato le differenze etniche dell’Iraq e preannunciato il ripido declino verso la guerra civile. E’ andata male pure questa. Le diverse etnie irachene si sono messe d’accordo e i sunniti di Ramadi hanno cominciato a dare la caccia agli sgherri di al Qaida. A quel punto gli analisti dei giornali italiani si sono trovati a corto di argomenti. Che fare?
Ora, finalmente, pare ne abbiano trovato uno: si stava meglio quando si stava peggio. A Gaza, per esempio. La partecipazione al voto di Hamas, invece di essere salutata comunque come un evento positivo, fa tanto sospirare i nostalgici del “quando c’era Lui”, cioè Arafat. A leggere gli editoriali degli ultimi due giorni, non del Manifesto ma del Corriere della Sera, gli americani non sono riusciti a promuovere la democrazia, ma a esportare la teocrazia. A costoro non importa leggere i recenti dati di Freedom House, i quali registrano il miglior risultato di sempre nel mondo, e nel mondo arabo in particolare, quanto a diffusione di libertà e democrazia. Non tengono nemmeno conto di una ricerca della Bbc, pubblicata dallo stesso Corriere di ieri, secondo cui nella classifica globale dei popoli ottimisti sul proprio futuro, al primo posto ci sono iracheni e afghani liberati dai loro torturatori. E all’ultimo posto gli italiani.
Votare e basta ovviamente non produce società democratiche modello. Anzi rischia di far nascere democrazie illiberali. Però da qualche parte bisogna cominciare per riscattare le società oppresse. Viceversa si rimane impantanati a discutere se sia nato prima l’uovo democratico o la gallina liberale. Promuovere prima il liberalismo o lo sviluppo economico, e soltanto in un secondo momento rimuovere gli ostacoli alla democrazia, è un’idea bizzarra. Il liberalismo e il rispetto dei diritti umani, a differenza di un secolo fa, non possono esistere in società che non siano anche democratiche. L’esperienza storica dimostra che puntare sulla democrazia alla lunga paga sia in termini di progresso sociale sia in termini di benessere economico. La nuova classe dirigente eletta dal popolo, anche se non è liberale, è costretta ad adattarsi alle istituzioni e alle procedure democratiche. E a poco a poco ne viene plasmata. Si obietta che il medio oriente sia un’altra cosa, che l’odierna società islamica non possa essere paragonata alla Germania postnazista. Si dice, insomma, che non è possibile trapiantare una società aperta in una regione che non ha mai conosciuto né libertà né istituzioni democratiche. In realtà la stessa cosa si diceva dell’Italia nell’immediato dopoguerra. Se si vanno a riprendere le cronache dalla Germania occupata, si nota che non sono molto diverse da quelle scritte nei mesi successivi alla caduta del regime di Baghdad. Nel 1945 la democrazia sembrava impossibile in Europa e in Giappone. E quando sono crollate le giovani democrazie dell’Europa meridionale e orientale, tutte a maggioranza cattolica, gli analisti conclusero che la democrazia era compatibile soltanto con il protestantesimo e non adatta ai popoli latini. Esattamente come ora si dice che non sia compatibile con l’Islam o con gli arabi.
Il 90 per cento dei paesi cattolici oggi è amministrato da governi eletti democraticamente. Siamo sicuri che prima o poi non si dirà la stessa cosa del mondo musulmano? Le stesse previsioni erano state avanzate sul futuro di Taiwan e della Corea del sud, oggi salde democrazie ma allora giudicate senza speranza a causa di una presunta incompatibilità tra la democrazia e il confucianesimo.
Un buon risultato di Hamas alle elezioni palestinesi può far tornare in mente il caso algerino. Nel 1992 un colpo di Stato militare ha impedito lo svolgimento del ballottaggio per non consegnare il paese agli islamisti del Fis che avevano stravinto il primo turno. Non sappiamo che cosa sarebbe successo col Fis al governo, non sappiamo cioè se avrebbe creato una Repubblica fondamentalista pericolosa per gli algerini e per i vicini oppure se avrebbe condotto l’islamismo radicale verso una normalizzazione istituzionale. Sappiamo, però, che l’instaurazione di una dittatura ha scatenato una guerra civile che ha prodotto 100 mila morti, appiattimento degli islamisti moderati sulle posizioni radicali, stato di polizia e, ancora oggi che in teoria il terrorismo è stato debellato, 400 morti l’anno. E non c’è né democrazia né rispetto dei diritti umani.
L’Iraq, Gaza e l’Afghanistan non sono diventate democrazie di tipo svizzero e probabilmente non lo diventeranno mai, così come l’Assemblea siciliana non è la copia del Parlamento inglese. Ma ora le forze democratiche mediorientali hanno l’opportunità di avere un impatto reale nel futuro dei loro paesi, un’eventualità che non avrebbero mai avuto se Saddam, Arafat e il mullah Omar fossero rimasti al potere. Le forze democratiche potranno ovviamente essere sconfitte dai dittatori e dagli islamisti, ma per la prima volta hanno la possibilità di vincere. Gli scettici convinti che la democrazia in medio oriente non potrà attecchire perché non c’è mai stata, si dimenticano di una cosa banale: fosse vero, la democrazia non esisterebbe da nessuna parte e non sarebbe mai nata, perché la dittatura e l’oppressione sono più antiche della democrazia e della libertà. Prima di essere liberi, siamo stati tutti oppressi. Prima di essere sovrani, siamo stati tutti sudditi.
Non è necessario aspettarsi che in medio oriente si instauri un modello democratico uguale e identico a quello di Westminster. E’ sufficiente stabilire regole minime che consentano ai musulmani della regione di avvicinarsi alla partecipazione politica sulla scia dei loro correligionari in Turchia, in India, in Malesia, in Indonesia. Sarebbe già una grande conquista se in medio oriente si formasse una nuova classe dirigente che non inciti i cittadini a farsi saltare in aria dentro un bar o una pizzeria, ma a entrarci per ordinare un caffè o una capricciosa.
La democrazia non è un sistema perfetto e questa imperfezione può anche consentire a movimenti totalitari di arrivare al potere sfruttando le libertà democratiche, come è successo nel passato. Ma in sé questo non è un argomento contro la dottrina Bush. Non dimostra il contrario, cioè che senza la democrazia non ci sarebbe stato il fascismo. E non lo può dimostrare per il semplice fatto che l’assenza di democrazia è già fascismo.

Christian Rocca

postato da: ilfaro alle ore 15:22 | link | commenti
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AFP

Sarà difficile adesso costruire la pace con uno Stato di terroristi.
La Palestina di fatto con questo voto si condanna all'emarginazione internazionale ed apre la pagina più buia della sua storia.
Come si potrà adesso dialogare con un governo di Kamikaze e di bombaroli? Con un governo che non darà tregua ad Israele finchè questa non scompaia dalle mappe (come dicono in Iran).
Vedremo con che coraggio certa sinistra e certi stati europei si schiereranno con questa "nuova Palestina".
Aspettiamoci di tutto a questo punto.
 
postato da: ilfaro alle ore 09:41 | link | commenti (3)
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Hamas vince le elezioni e la colpa è di Israele.
By Shark.

 

Dieci minuti fa si parlava a Tutte le Mattine della vittoria dei nazifascisti di Hamas su al Fatah alle elezioni palestinesi. Oltre al fatto che non considero al Fatah una specie di Democrazia Cristiana in salsa mediorientale ma dopo tutti questi anni questo o quello per me pari sono, è stato naturalmente stomachevole sentire il solito mantra antiisraeliano e autoflagellatorio della sinistra questa volta per bocca di Costanzo, della Costamagna (leggasi Santorina) e compagnia bella: "Ha vinto Hamas... e adesso sono cavoli amari. Ma dicchiè la colpa? E' colpa di trent'anni di sbagli, è colpa di chi non ha voluto capire la cultura dell'altro...è colpa di chi non si è aperto al suo prossimo...". Insomma, si capisce che la colpa è di Israele e di Washington che l'ha sostenuto. Intanto Olmert ha chiarito che non riconoscerà una rappresentanza di Hamas, che è strutturata come un'organizzazione terroristica e che ha come esplicito obiettivo la distruzione di Israele e dei suoi abitanti, al governo dell'ANP e l'amministrazione americana ha ribadto che non tratterà con Hamas che è "una organizzazione terroristica". E mo so' cazzi.

P.s. La trasmissione ha ripreso quota, vigore e spessore un minuto fa appena è entrato in studio Silvio. La Fenech è estasiata, e noi no?!

Shark.

postato da: ilfaro alle ore 09:26 | link | commenti
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mercoledì, 25 gennaio 2006

Claudio Risè ha aperto un blog.

Se svolgo il "mestiere di padre" e sono il padre che sono, nonostante i tanti limiti, è anche per merito suo, di una sua conferenza a Forlì (indimenticabile quella serata, due anni fa, nella sala "S.Caterina") oltre che dei suoi libri . Un maestro da seguire. Soprattutto se si vuole essere padri teneri e forti. Con il suo sito è stato fra i primi aderenti di Tocqueville. Sicuramente una ricchezza enorme per tutta la città dei liberi e, come piace dire a lui, dei selvatici!

 


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 20:00 | link | commenti
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JimMomo è ai vetri (per Zapatero).

"Da troppo poco tempo al governo, le notizie che giungono su Zapatero sono contradditorie (sic!!!). Alcune autorevoli fonti (tirare l'autorevole Enzo per la giacchetta su Zapatero è veramente il colmo!) parlano di un atteggiamento di governo più anti-cattolico che anti-clericale (e cosa c'entra???), di un approccio eticista nella legislazione (eticista? ambè, in regime di relativismo capisco la tua accezione di "etica". Zapatero l'etico relativo.) e di cedevolezza nei confronti del terrorismo basco (e non solo basco, ti dimentichi il terrorismo islamico ... scusa se è poco). Certo, bisognerà ammettere che il giudizio su Zapatero è ancora aperto (solo per te a quanto pare). Nel recente dibattito europeo per il bilancio dell'Unione è stato al fianco di Blair, forse più dell'Italia (ma cosa c'entra la posizione filoBlair di Zap. sul bilancio dell'Unione? Non sai veramente a cosa attaccarti), ed è notizia di qualche giorno fa che in poco più d'un anno al governo ha tagliato le tasse in una misura che Berlusconi in cinque anni non è riuscito (bene, bravo, bis! Capisco, è per il taglio delle tasse che sei un fan di Zapatero?) Rimane, dal punto di vista della comunicazione (SIC!!!), un investimento rischioso per la Rosa nel Pugno."

Il giudizio su Zapatero è ancora aperto?

Bè, quello su Pannella, caro JimMomo non lo è più.

Inutile arrampicarsi sugli specchi come fai da mesi, provocando quel fastidioso rumore delle unghie sul vetro. Pannella sceglie Zappatero. Tu segui Pannella. Ma abbi almeno il coraggio di dire le cose come stanno. Altro che comunicazioni sbagliate e taglio dele tasse.

Scegliete di stare con Zapatero e contro Berlusconi. Legittima scelta. Siete nell'Unione, benissimo. Onori ed oneri.

Ma non farci più sentire quel rumore stridulo di unghie sui vetri. Si sente l'eco in tutta TocqueVille.

Dimenticavo Jim, ... buona avventura!


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 16:04 | link | commenti (2)
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In breve / E scusate se è poco!
Adesso finalmente anche i padri separati, svestendo la tuta da Batman e rimettendo i panni di genitori, potranno ambire a trascorrere il giusto tempo con i propri figli...
 
 (ANSA) - ROMA, 25 GEN - Le commissioni infanzia e giustizia del Senato hanno definitivamente approvato stanotte, in sede legislativa, la legge sull'affido condiviso. ''Finalmente entrambi i genitori avranno parita' di diritti ma anche di doveri nei confronti dei figli in caso di separazione'', ha commentato il sottosegretario alla Giustizia, Jole Santelli, spiegando che i bambini avranno il diritto irrinunciabile di mantenere solidi rapporti sia con la mamma che con il papa'.

Durand

postato da: ilfaro alle ore 15:31 | link | commenti
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Il colle si è appianato. Evidentemente Berlusconi aveva ragione. O no?

 ... e il predecessore rosica da morire.


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 10:04 | link | commenti (5)
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martedì, 24 gennaio 2006

In breve / Legittima difesa

(ANSA) - ROMA, 23 GEN - La Camera ha definitivamente approvato la legge sulla legittima difesa. L'Unione ha votato contro la misura, fortemente voluta dalla Lega. I voti a favore sono stati 244, quelli contrari 175. In base al testo approvato sara' possibile ricorrere alle armi per difendere la propria incolumita' o i propri beni nella propria casa. Dopo la votazione, effettuata a scrutinio segreto, ci sono stati applausi soprattutto dai banchi occupati dai deputati della Lega.


Durand

postato da: ilfaro alle ore 16:51 | link | commenti
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DEKA'S VERSION



This is the last one. Allora ricapitloliamo. Scrivo un post, in pieno cazzeggio, come al solito, per spezzare un diluvio di pezzi sulla politica. Fanghino subito ci vede lo scandalo, la crepa. Spazziamo il campo dai dubbi, in questa casa di crepe non ce ne sono. Le fondamenta sono fatte col cemento armato, le pareti sopportano qualsiasi terremoto. Il Miscredente poi si prende la briga di scrivere una mail a tutti i sorvegliati in cui mi dà dell'egocentrico piagnucolone cui nessuno scrive. Di costoro non mi interessa nulla e poi sì, sono egocentrico, mi piace essere il più bello e bravo di tutti, dimostrare di essere superiore, avere la più grande approvazione possibile. Bene così? Ok. Ora l'unica cosa che davvero non capisco è l'indignazione di Shark. Ovvio che si cazzeggiava, ovvio che non era un attacco personale, ovvio che la mia stima nei suoi confronti e nel suo lavoro di commentatore e perché no di "spazzino" resterà immutata anche dopo tutto ciò. Ho apprezzato parecchio l'ironico post di Shark in risposta al mio primo. Non capisco invece il piccato commento al secondo. In quanto al danno d'immagine (vedi la mail del Miscredente) gli ricordo che questo blog non è il New York Times. Certo a ciascuno il suo: io continuerò a cazzeggiare, Shark a scrivere di ciò che succede in ogni angolo del mondo, Sorvy a coniare nuovi improbabili termini in inglese, il Miscredente a schiumare. Il voto sul nuovo Dekalogo era solo un modo per coinvolgere i Sorvegliati in un puro cazzeggio stile aperitivo delle 18. La vita, almeno la mia, è fatta, anzi direi piena, anche di cazzate, risate e ironia. Ultima considerazione. I panni sporchi si lavano in famiglia? Qui vestiamo tutti di bianco purissimo come i Bee Gees, con abiti appena usciti da una lavatrice caricata col Dash. Panni sporchi non ce ne sono. So che è dura crederci anche perché in giro ci sono sempre i soliti Miscredenti.


Deka


P.S.: Un intristito word count segnala 1956 battute.

postato da: ilfaro alle ore 16:25 | link | commenti (15)
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NOW STOP!!!

I'm very tired, very very stufed!

All These insinuation on my Knowledge of English... This is the last time I'm telling you, my dear Deka... bad head of dick.

Now stop! You breaked my bolls, bad bastard.

I Speak English discretly and I'll demostre you. This post is in English, not for case!

Once you sfotted me because I don't Know that "chioccioline" symbol (This: @ ) in english write it "AT" and "little short line" (This: _ ) underscuuu... or I don't-know-still-as-minchyas-to-be-writted-it.

These is a little particular of English idiom, stupid.

I studied english for a long time. Think you that in my university (the famous Bary University and precisly Political Scence ... 10 years ago) my dear Theacher Msr Phillips convinced me to repeat the exame of english seven times... until not was very security that I speak and write english perfettly. Of course!

Now I tell you: Why you sfott me? Only because you lived years ago in London city you take a lot of areas?? EH?

Of course the english speaked in Bary city is not perfettly Londoner accent. But that not want to say that I don't speaking English, anz!

Cert volt my english is must comprensible of you londoner english. Almen so it seem to me.

My grandmother saw frequently thet anybody speak a dialett so easy as Pugliesian that all people can it understand, She sead.

Infact She understand it easy-easy but the other dialects (for exemple: Milanian, Genoeses, Venicians, Neaplesian, Bolognesian and all other lenguage) don't. And so I.

You English i don't understand one "loved cucumber"  (CETRIOLO for the ignorants).

But my Puglesian-English is CLEAR, ELEGANT, EASY-EASY and overall for all ears (great ear and little ear or earchiettas).

Peccat that I write better and speak worse.

On the speaking I must to do a little of allenament. Comunq, tornand to the post (this post) I'm riusced to do sufficient battuted in word as first post completly in English me la sono OUTED ("cavata" for ignorants) very well, and in only 30 minutes.


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 11:59 | link | commenti (4)
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Viuulenza ... e un voto per disinfestare
un blog pieno di squali.

Si esagera! Sollevo la questione morale. Se vuoi trasformare questo Blog in un campo di battaglia allora la parola d'ordine è sempre la stessa: Viuuulenza! Sei proprio un comunista! "Pronto", "Prontissimo". Prima le regole non c'erano e tu stravolgendo la realtà come il peggior Prodi di turno te ne vieni fuori con la lista delle infrazioni come un vigile urbano. A parte la follia di andare a controllare la lunghezza dei miei pezzi (pesante, pedante come Sorvy), devo per caso interrogare il word count sui tuoi? Shark rimembri ancora quello con il messaggio di Bin Laden? Per giunta in english, giusto per dimostrare la tua supposta superiorità intelletuale a Sorvy che giusto oggi mi ha inviato un sms con scritto "I understud" per dirmi, in un inglese teutonico, che aveva capito. Con l'appoggio di desistenza di Savy, quello morale di Nick (per inciso sempre fradicio), e del democristiano "non pervenuto" Sorvy (con me col cuore anche se s'incazzerà per essere stato accomunato a boccuccia Follini) ho deciso di lanciare una crusade per ringiovanire questo Blog. Tu invece non vuoi cambiamenti, sei come la sinistra. Io propongo la Tav per il "Sorvegliato Speciale" e tu rispondi come un anarchico qualsiasi, scendendo in piazza (bada bene non in campo) contro il rinnovamento. Piagnucoli: "No, non mettiamo regole, siamo tutti figli dei fiori. Scriviamo delle mappazze di roba così dimostriamo di essere liberi". Mi manca solo mettete fori nei vostri cannoni. Io come la commissione europea? Maronna' mia. "Lacci e lacciuoli" servono per limitare gli accentratori. Io per vedere pubblicato un mio pezzo devo sempre passare dalla purga "democristiana" (Pronto) e buonista di Sorvy e così pure tutti gli amici miei bbelli . Tu invece accendi il pc e bum, butti dentro. Quindi mi rimetto alla volonta sovrana degli autori del blog. Siete chiamati a votare sulla mozione Deka. Chi vuole le nuove regole dica sì, solo sì please (per Sorvy significa per favore) con un post.


Deka


P.s. Per Mannheimer non hai speranze. L'impietoso-ignavo word count segnala: 2063.

postato da: ilfaro alle ore 11:23 | link | commenti (3)
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ANDREA'S VERSION - Copycat n. 108

Abbia pietà di questo povero vecchio cui la vita non ne ha risparmiata una. Non mangio fritti per via della salute, brindo a sprazzi per lo stesso motivo, sussumo caffè Hag, divido le sigarette in due e adesso vado pure al girotonic, la ginnastica per sentirsi giovani. Sono stato in coma farmacologico. Tutte le volte che qualcuno va in coma farmacologico, ciò che da un po’ di tempo sembra capitare con una certa frequenza, a tavola partono i sospiri e si guardano tutti di sbieco con l’aria di dire: ora riattacca a raccontare la sua. Abbia pietà di questo povero vecchio. Ho la mitralica artificiale, la Mondadori non farebbe un dramma se andasse in tilt anch’essa, i polmoni sono spugnosi, respiro a fatica, vado in clinica ogni due per tre, tengo la colonna storta, la lussazione congenita dell’anca (bilaterale), il rilassamento dei ligamenti mandibolari, più protesi dentarie, il sangue scoagulato, il fegato a sinistra, sono stato operato di tonsille, all’appendice e mi hanno tolto un’ernia. Scorgo all’orizzonte una vaga promessa di emorroidi. Perché, onorevole Pier Ferdinando Casini, lei vuol farmi venire anche l’orchite?

Andrea Marcenaro (il Foglio del 24.01.2006)



Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 10:36 | link | commenti
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lunedì, 23 gennaio 2006

Il Sorvegliato, è guerra civile
By Shark.


Nella foto: Shark si pappa Deka in un sol boccone...

Ah ah ah. Intendasi la qui presente come una risposta al post di Deka.
A]Orbene, lunghezza proposta da Deka per i post, con esplicito riferimento ai miei: 2400 battute caratteri inclusi.
Post dello stesso Deka che hanno superato tali limiti negli ultimi tempi:

1) 19 dicembre, totale battute: 3.414
2) 15 dicembre, totale battute: 3.924
3) 6 dicembre, totale battute: 3.308
4) 5 dicembre, totale battute: 2.680
5) 17 novembre, totale battute: 2.914

E qualcun'altro mi è sicuramente sfuggito. Per non parlare di lunghissimissimi post di Sorvy e della Savy... Della serie "Non guardate la pagliuzza nell'occhio di quell'altro...".
B]"Per sproloquiare ci sono i commenti"... un modo come un altro di dire che Shark sproloquia? Annàmo bbène. In realtà negli ultimi mesi il problema era ed è stato quello opposto: Sorvy si lamentava, e a ragione, della scarsità di post da parte degli altri sorvegliati. In altre parole, la questione non è porre un tetto massimo (e perché mai? Chi non ha voglia di leggere spenga il computer), semmai un livello minimo per poter mantenere la carica di sorvegliato.
C]Esprimo parere assolutamente contrario su questo punto, ma capisco che a Deka ciò dia un po' di fastidio: si lamentava già più volte di non ricevere commenti a sufficienza sui propri interventi biografici. Se si decidesse di levare il blocco Splinder per i commenti la mia condizione è che sia Deka ad occuparsi dei troll e dei commentatori sgraditi.
D]Perdincibacco, quanto sei centralista, regolatore, burocratico, e limiti, e tetti, e regole, e norme... sembri la Commissione Europea.

Infine no, non sono stato affetto da logorrea dopo la laurea. Facendo un rapido controllo si può facilmente notare come da dicembre a oggi i miei interventi siano drasticamente diminuiti. Solo nell'ultima settimana, data la carenza di post da parte degli altri sorvegliati, me so dato un po’ più da fare.

Shark.

P.S. L'impietoso word count segnala: 2064 contro 2301. Tié.
P.P.S. Sono disponibile ad impartire ripetizioni su come registrarsi a Splinder.

postato da: ilfaro alle ore 19:37 | link | commenti (10)
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AUT AUT

"Se non si ritenesse di dare le due settimane che abbiamo richiesto, potremmo arrivare a dire di spostare la data del 9 aprile, visto che nessuno ci obbliga, e arrivare alla scadenza naturale delle Camere".

Silvio Berlusconi


Sancho

postato da: ilfaro alle ore 19:22 | link | commenti (2)
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... minchia che freddo!!


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 18:44 | link | commenti (1)
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Quiet please!

Altrimenti shout down.


A Wimbledon, proprio quello che i provinciali italiani definiscono "il mitico" "leggendario" "storico" torneo di tennis (solo perché si gioca in Inghilterra),  quando il pubblico rumoreggia l'arbitro dalla sua torre-seggiolone richiama all'ordine: "Quiet please!". Cordiale, ma fermo. Ecco, posto che nei cessi di Wimbledon non scorre acqua di colonia e che le fragole (plastificate) con la panna (in polvere, siamo english) oltre che costare 8,50 sterline (circa 13 euri)  sono immangiabili, posto che al di fuori del centrale ci sono campetti che manco quelli di periferia, che l'erba non è per niente british, ma piuttosto tendente al marrone stile San Siro (se qualcuno ha ancora il mito degli stereotipi inglesi me lo dica che facciamo due chiacchiere), ecco, posto tutto ciò, da Wimbledon possiamo fregare il "Quiet Please!". Assurgo ad arbitro e dal seggiolone del mio ufficio richiamo tutti all'ordine. Ci abbiamo provato una settimana fa (Savy and me), ma con risultati scarsi. Pannella usa fare scioperi della fame, io mai potrei anche perché sennò l'amica mia bbella Savy il venerdì non può più venire a sbafare cene di pesce. Sì ma dove sta la notizia? Ah Deka che ci devi dì? Il messaggio vale soprattutto per i curatori e gli scrittori di codesto blog, in particolare per Mr. Shark. Diventato dottore si è subito montato la testa e come tutti i professoroni è stato affetto da logorrea. Un fiume, costantemente in piena. La battaglia di allargare gli orizzonti di questo blog (una ripassatina a termini quali figa, calcio, cibo, vino, shopping, cinema, playstation, musica, libri, fantacalcio, aperitivo, serata etc. etc, farebbe bene a molti appartenti al Sorvegliato) è malamente perduta. Sì Savy, non ce la possiamo fare. Allora chiediamo almeno di istituire una nuova serie di regole.

 1) I pezzi non devono mai superare le quaranta righe (a battuta 60, come si dice in gergo tecnico. Insomma al massimo 2.400 caratteri, spazi inclusi come precisa il word count di Word).

 2) Non è concesso fare più di un intervento postato al giorno (per sproloquiare ci sono i commenti).

3) I commenti devono essere riaperti al pubblico (commentatori sgraditi come Troll&Company vanno eliminati dal gestore).

4) Articoli di giornale, testi altrui etc. vanno linkati e non riportati per intero (esiste la possibilità di mettere un testo in word e allegarlo se proprio si vuole inserire sul blog l'enciclopedia della Treccani come ha fatto Sorvy con la sua "libreria del sorvegliato").

Sicuri di una vostra positiva risposta porgiamo cordiali saluti.


Deka


P.S. L'impietoso word count segnala: 2301 battute. Wow ...ci sto dentro!

postato da: ilfaro alle ore 17:34 | link | commenti
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sabato, 21 gennaio 2006

Ancora sulla tregua offerta agli Usa. Non facciamoci prendere in giro.
Shark.

 

 

Cosa ci comunica veramente l'offerta di tregua agli Stati Uniti fatta da Bin Laden?
Le mie impressioni vanno controcorrente rispetto alle interpretazioni più diffuse in questi giorni, secondo cui se uno offre una tregua non può che sentirsi debole. Dissento. Ecco le mie impressioni e , al punto 5, perché non sono ottimista.

1. Notevolissime somiglianze con l'offerta di tregua offerta nell'aprile del 2004 all'Europa.
2. In generale sembra di leggere un concentrato di idiozie di Zucconi, Diliberto, Luttazzi, Michael Moore e compagnia cantante: la lobby sionista (sempre utile), i militari americani che si suicidano (cercare di scavare un cuneo tra il popolo, i familiari dei soldati e le autorità), i militari americani che torturano e uccidono (cercare di scavare un solco tra i pacifisti e l'America delle truppe, spaccare il Paese), il Pentagono usa gli acidi sui civili (Ranucci è pur sempre un figo), gli americani stanno perdendo la guerra al terrorismo (luogo comune piuttosto diffuso) le multinazionali che hanno finanziato Bush e che fabbricano armi (Michael Moore), la guerra in Iraq ha solo rafforzato il terrorismo (Scalfari insegna) etc etc...prendete questi argomenti uno per uno vi accorgerete che sono esattamente gli argomenti della nostra sinistra. Quale diessino in Italia non crede che gli ebrei negli Stati Uniti costituiscano una lobby con un po' troppo potere? Quale "unionista" non ha mai detto che i soldati americani sono solo le vittime inconsapevoli della macchina di morte bushiana? Eppure contemporaneamente, signora mia, li abbiamo visti tutti, i militari americani, torturare i prigionieri! E' una pratica diffusa... Etc etc.
3. Se nell'offerta di tregua all'Europa si tentava palesemente di dividere Washington da noi, questo è un tentativo ancora più deciso di separare l'America "di destra" da quella "di sinistra", per spaccare il Paese come all'epoca del Viet Nam.
4. Mi colpisce l'accenno che si fa alla possibilità che il mondo civile (non l'Occidente da solo, ché in questa situazione irachene ci sono i giapponesi e altri stati non occidentali) vinca il conflitto: "Se vincete voi - dice Osama - attenzione! Perché ci vendicheremo e rifaremo un altro 11 settembre". Insomma, Bin Laden ammette di mettere in conto la possibilità di perdere, e lo ammette in un messaggio diretto al popolo americano.
5. Non sono esageratamente ottimista. L'offerta di tregua all'Europa arrivò esattamente tre mesi prima degli attentati a Londra. In generale la lettera mi sembra molto strana, sembra contenere una marea di messaggi in codice per le cellule in sonno. Infine, il nostro cantare vittoria mi sembra tanto un cadere nella trappola. Ci crediamo veramente?
Nella storia teologica islamica, durante l'espansione del Califfato musulmano, era prassi comune per Maometto e i suoi seguaci offrire una tregua subito prima di attaccare.  Agli abitanti dei paesi e dei villaggi che stavano per essere convertiti era offerta una scelta: convertitevi o morite in battaglia. In quest'ottica la tregua è offerta da una posizione che si percepisce di forza, non di debolezza.
Voglio dire, qual'è il significato della parola "tregua" nel mondo islamico e islamista di oggi? Quante volte i militanti di Hamas e di altri gruppi hanno chiesto o offerto una tregua agli israeliani? Quanto sono durate queste tregue? Sono finite esattamente non appena i gruppi si sono completamente riforniti di armi. Questa gente non segue quelle che noi chiamiamo le regole di guerra, le usano contro di noi! Uccidono regolarmente quei pochissimi legittimi prigionieri di guerra che riescono a catturare. Rapiscono e quasi sempre uccidono persone che non possono essere considerate legittimi obiettivi di guerra nemmeno usando la  più fervida delle fantasie. Niente è più accurato di una bomba umana, e loro mirano con precisione a luoghi di culto, scuole, ospedali, donne, bambini.
Cantiamo davvero vittoria perché ci è stata offerta un'altra tregua?

Shark.

postato da: ilfaro alle ore 15:07 | link | commenti
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Gli USA: "Il ritiro delle truppe italiane strettamente legato alle crescenti capacità irachene"
By Shark.

WASHINGTON - (AP)
Il Dipartimento di Stato ha preso nota giovedì della decisione dell'Italia di ritirare le sue truppe dall'Iraq, e ha specificato che le autorità italiane avevano precedentemente collegato un ritiro alle capacità difensive dell'Iraq.
L'Italia aveva lasciato non ben definito il calendario del ritiro, ma il Ministro della Difesa Antonio Martino ha annunciato un limite di un anno per concludere la missione. Il portavoce del Dipartimento di Stato Sean McCormack ha detto che l'Italia aveva in precedenza condizionato il suo ritiro all'"abilità dei servizi di sicurezza iracheni di prendere in consegna e gestire quelle funzioni che stavano svolgendo le truppe italiane".
L'Italia ha anche assicurato che continuerà a contribuire all'addestramento degli iracheni attraverso la NATO, ha chiarito McCormack.


Alla Casa Bianca il segretario Scott McClellan ha espresso apprezzamento per il contributo dell'Italia in Iraq. Ha aggiunto che l'Italia sta organizzando il ritiro tramite "close consultations" con le forze della coalizione.
Ha detto che in parte la decisione dell'Italia riflette il progressivo sviluppo della capacità difensiva irachena.
"Stiamo mettendo su sempre più forze di sicurezza irachene. Loro stanno assumendo sempre maggiori responsabilità per la loro difesa", ha detto McCormack.
 

Shark.

postato da: ilfaro alle ore 13:35 | link | commenti
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venerdì, 20 gennaio 2006

Le combattant suprême

Le combattant suprême

Giuliano Ferrara dal Foglio del 20/01/2006


Sorvy

 

postato da: ilfaro alle ore 19:30 | link | commenti (2)
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Al Qaida sta perdendo.

Osama bin Laden offre una tregua perché non si dà pace

Osama bin Laden offre una tregua perché non si dà pace. E non si dà pace perché dove lui voleva costruire un Califfato del terrore – dall’Afghanistan al Marocco, passando per il Libano, la Palestina , l’Egitto, l’Iraq – ora si vota, si parla di riforme e le donne iniziano a poter far sentire la loro voce. Non si dà pace perché dove prima al Qaida costruiva campi d’addestramento per terroristi d’ogni provenienza oggi ci sono le basi dei marine. Non si dà pace perché paesi che prima potevano garantirgli traffici di armi dal potenziale terrificante, come la Libia o il Pakistan, adesso hanno dismesso la gara agli armamenti e provano a ripulirsi un po’ la loro fedina da stato canaglia. Offre una tregua “equa e a lungo termine”, pur minacciando nuovi terribili attacchi all’America, perché l’America ha affrontato di petto il cuore della ferocia jihadista: l’amore per la morte che è odio per la vita, per la democrazia, per la libertà, per le altre religioni. Fa sentire la sua voce, batte un colpo, perché non è più nemmeno al centro della scena, non è più neppure il problema numero uno, il nemico da indebolire, scavalcato da quell’Ahmadinejad che minaccia Israele per mettersi alla testa del magma globale del terrore e delle brigate che colpiscono le persone e la civiltà a Tel Aviv come a Baghdad, ad Atocha come a Londra.
Osama bin Laden dice che non sono state le misure antiterrorismo ad aver garantito la sicurezza degli americani proprio perché sono state anche le misure antiterrorismo a garantire la sicurezza degli americani. Deve rincuorare quel che resta della sua rete perché la sua rete è indebolita, braccata, senza patrie che la proteggano, senza porti sicuri nei quali riparare, mentre anche l’ultimo regime laico-islamista, la Siria di Damasco, barcolla sotto la pressione internazionale e perfino la Francia multiculturale, multipolare e non interventista ricorda (adesso) per bocca del suo presidente Jacques Chirac che contro i terroristi non esclude l’uso dell’atomica. Osama bin Laden offre una tregua, ma una tregua di solito chi la offre? Chi sta perdendo, chi ha perso. Questo non significa che la guerra al terrorismo è finita, ma è la prova che può essere vinta.

GIULIANO FERRARA (editoriale de IL FOGLIO del 20/01/2006)


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 19:07 | link | commenti
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Il testo integrale del discorso di Osama
By Shark.




Quello che segue è il testo integrale del nuovo messaggio audio mandato dal leader di Al Qaeda, il maiale Osama bin Laden. Alcune parti del nastro sono state trasmesse sulla televisione Al-Jazeera, che ha però pubblicato la versione completa sul suo sito web. Il testo è stato tradotto dall'arabo dall'Associated Press.

Bin Laden sembra rivolgersi al popolo americano:

"My message to you is about the wars in Iraq and Afghanistan and how to end them. I did not intend to speak to you about this because this issue has already been decided. Only metal breaks metal, and our situation, thank God, is only getting better and better, while your situation is the opposite of that.

But I plan to speak about the repeated errors your President Bush has committed in comments on the results of your polls that show an overwhelming majority of you want the withdrawal of American troops from Iraq. But he (Bush) has opposed this wish and said that withdrawing troops sends the wrong message to opponents, that it is better to fight them (bin Laden's followers) on their land than their fighting us (Americans) on our land.

I can reply to these errors by saying that war in Iraq is raging with no let-up, and operations in Afghanistan are escalating in our favor, thank God, and Pentagon figures show the number of your dead and wounded is increasing not to mention the massive material losses, the destruction of the soldiers' morale there and the rise in cases of suicide among them. So you can imagine the state of psychological breakdown that afflicts a soldier as he gathers the remains of his colleagues after they stepped on land mines that tore them apart. After this situation the soldier is caught between two hard options. He either refuses to leave his military camp on patrols and is therefore dogged by ruthless punishments enacted by the Vietnam Butcher (U.S. army) or he gets destroyed by the mines. This puts him under psychological pressure, fear and humiliation while his nation is ignorant of that (what is going on). The soldier has no solution except to commit suicide. That is a strong message to you, written by his soul, blood and pain, to save what can be saved from this hell. The solution is in your hands if you care about them (the soldiers).

The news of our brother mujahideen (holy warriors) is different from what the Pentagon publishes. They (the news of mujahideen) and what the media report is the truth of what is happening on the ground. And what deepens the doubt over the White House's information is the fact that it targets the media reporting the truth from the ground. And it has appeared lately, supported by documents, that the butcher of freedom in the world (Bush) had decided to bomb the headquarters of the Al-Jazeera in Qatar after bombing its offices in Kabul and Baghdad.

On another issue, jihad (holy war) is ongoing, thank God, despite all the oppressive measures adopted by the U.S Army and its agents (which is) to a point where there is no difference between this criminality and Saddam's criminality, as it has reached the degree of raping women and taking them as hostages instead of their husbands.

As for torturing men, they have used burning chemical acids and drills on their joints. And when they give up on (interrogating) them, they sometimes use the drills on their heads until they die. Read, if you will, the reports of the horrors in

Abu Ghraib and Guantanamo prisons.

And I say that, despite all the barbaric methods, they have not broken the fierceness of the resistance. The mujahideen, thank God, are increasing in number and strength — so much so that reports point to the ultimate failure and defeat of the unlucky quartet of Bush, Cheney, Rumsfeld and Wolfowitz. Declaring this defeat is just a matter of time, depending partly on how much the American people know of the size of this tragedy. The sensible people realize that Bush does not have a plan to make his alleged victory in Iraq come true.

And if you compare the small number of dead on the day that Bush announced the end of major operations in that fake, ridiculous show aboard the aircraft carrier with the tenfold number of dead and wounded who were killed in the smaller operations, you would know the truth of what I say. This is that Bush and his administration do not have the will or the ability to get out of Iraq for their own private, suspect reasons.

And so to return to the issue, I say that results of polls please those who are sensible, and Bush's opposition to them is a mistake. The reality shows that the war against America and its allies has not been limited to Iraq as he (Bush) claims. Iraq has become a point of attraction and restorer of (our) energies. At the same time, the mujahideen (holy warriors), with God's grace, have managed repeatedly to penetrate all security measures adopted by the unjust allied countries. The proof of that is the explosions you have seen in the capitals of the European nations who are in this aggressive coalition. The delay in similar operations happening in America has not been because of failure to break through your security measures. The operations are under preparation and you will see them in your homes the minute they are through (with preparations), with God's permission.

Based on what has been said, this shows the errors of Bush's statement — the one that slipped from him — which is at the heart of polls calling for withdrawing the troops. It is better that we (Americans) don't fight Muslims on their lands and that they don't fight us on ours.

We don't mind offering you a long-term truce on fair conditions that we adhere to. We are a nation that God has forbidden to lie and cheat. So both sides can enjoy security and stability under this truce so we can build Iraq and Afghanistan, which have been destroyed in this war. There is no shame in this solution, which prevents the wasting of billions of dollars that have gone to those with influence and merchants of war in America who have supported Bush's election campaign with billions of dollars — which lets us understand the insistence by Bush and his gang to carry on with war.

If you (Americans) are sincere in your desire for peace and security, we have answered you. And if Bush decides to carry on with his lies and oppression, then it would be useful for you to read the book "Rogue State," which states in its introduction: "If I were president, I would stop the attacks on the United States: First I would give an apology to all the widows and orphans and those who were tortured. Then I would announce that American interference in the nations of the world has ended once and for all."

Finally, I say that war will go either in our favor or yours. If it is the former, it means your loss and your shame forever, and it is headed in this course. If it is the latter, read history! We are people who do not stand for injustice and we will seek revenge all our lives. The nights and days will not pass without us taking vengeance like on Sept. 11, God permitting. Your minds will be troubled and your lives embittered. As for us, we have nothing to lose. A swimmer in the ocean does not fear the rain. You have occupied our lands, offended our honor and dignity and let out our blood and stolen our money and destroyed our houses and played with our security and we will give you the same treatment.

You have tried to prevent us from leading a dignified life, but you will not be able to prevent us from a dignified death. Failing to carry out jihad, which is called for in our religion, is a sin. The best death to us is under the shadows of swords. Don't let your strength and modern arms fool you. They win a few battles but lose the war. Patience and steadfastness are much better. We were patient in fighting the Soviet Union with simple weapons for 10 years and we bled their economy and now they are nothing.

In that there is a lesson for you
".


Shark

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Pronti a tutto anche senza Sharon
di Fiamma Nirenstein

 

Ehud Olmert, primo ministro israeliano ad interim
Il governo confida nella soluzione pacifica, ma ricorda: «Noi abbiamo i missili nucleari: in caso di attacco, l'Iran è finito. In poche ore».


Seria, ogni giorno di più: così Israele considera la minaccia di Teheran. Tanto che Ehud Olmert, primo ministro ad interim dopo il ricovero in ospedale di Ariel Sharon, colpito da emorragia cerebrale, ha tenuto la sua prima riunione di gabinetto discutendo anche una relazione del ministro della Difesa Shaul Mofaz sul pericolo iraniano e le conseguenti contromisure. Il giorno prima in Israele i servizi segreti avevano scoperto il tentativo di infiltrazione nelle alte sfere di una presunta spia iraniana. Jirias Jirias, 57 anni, un arabo israeliano, ex sindaco di Fassuta, cittadina della Galilea, sarebbe stato reclutato nel 2004 a Cipro, incaricato di iscriversi al partito Meretz-Yahad, con il compito di farsi eleggere alla knesset e spiare il parlamento.



L'Iran vede Israele come uno dei principali nemici. Oltre alle recenti minacce del presidente Mahmoud Ahmadinejad, la distruzione di Israele è stata fin dai tempi dell'ayatollah Ruhollah Khomeini parte della strategia della Repubblica islamica. Questa porzione d'Occidente incuneata nel Medio Oriente impedisce a Teheran di realizzare il sogno che Ahmadinejad ha ben descritto quando ha augurato il peggio al premier in ospedale: «La morte di Sharon porta gioia nel cuore dei musulmani» ha detto «noi crediamo che l'Islam non sia ristretto entro precisi confini geografici, gruppi etnici o nazioni. Non ci vergogniamo di dichiarare che l'Islam è pronto a dominare il mondo». Israele, soprattutto se raggiunge l'accordo con i palestinesi, disturba questo progetto. L'Iran può già contare su una base da cui far partire agenti e razzi katiusha contro Israele, il Libano del sud, dove operano le milizie degli hezbollah, finanziate e armate dal regime degli ayatollah con l'aiuto della Siria.

Nel 2004 le cellule controllate dagli hezbollah hanno causato il 21 per cento delle vittime per attentati terrostici in Israele. Nel 2005 Majdi Kamal Amal, esponente di Hamas e degli hezbollah, arrestato vicino a Nablus, ha confessato che i suoi uomini hanno introdotto numerose cellule a Gaza. Spie dell'Iran sono state arrestate mentre fotografavano la ferrovia israeliana e tra i palestinesi esistono gruppi, più o meno graditi, di «iraniani» pubblicamente riconosciuti. E nessuno ha dimenticato la nave Karin A, che viaggiava verso le spiagge palestinesi carica di armi pesanti e leggere.
Oggi l'Iran ha alzato il tiro e minaccia Israele con le bombe atomiche in costruzione. Sharon aveva formato una commissione di sicurezza per stabilire la strategia difensiva. Il suo punto di vista, più volte espresso e certamente fatto proprio da Ehud Olmert e da Shimon Peres, è che Israele non intende essere la vittima sacrificale dell'Islam. Israele è pronto a reagire, si tratti della scelta di un'esplicita politica di deterrenza oppure della preparazione di un attacco diretto a sei reattori individuati come obiettivi primari, pronosticato per marzo dal settimanale tedesco Spiegel, ma negato recisamente.

Il generale Dan Halutz, capo di stato maggiore, ha lasciato intuire la preoccupazione dell'esercito dichiarando, il 13 dicembre, che l'Iran avrebbe cominciato ad arricchire l'uranio a marzo di quest'anno. Ma la bomba, aveva aggiunto, non sarà pronta fino al 2008. Meir Dagan, capo del Mossad (il servizio segreto di Israele), sostiene invece che i tempi potrebbero essere più brevi: «Se gli iraniani sono in grado di confezionare un ordigno atomico, non vedo perché dovrebbero limitarsi a fabbricarne uno soltanto» aggiunge.
«Non è necessario disporre di grandi quantità di uranio, basta arricchirlo nella misura sufficiente. E l'Iran ha già prodotto 40 tonnellate di Uf6, una quantità che può produrre 40 chili di materiale fissile». Dagan crede comunque che ci sia ancora spazio per soluzioni pacifiche, sempre che la comunità internazionale (di cui Israele, a eccezione degli Usa, si fida sempre poco) prenda una posizione decisa, soprattutto attraverso il Consiglio di sicurezza dell'Onu.

In realtà, più che prepararsi a un attacco, Israele si allena all'eventuale risposta e predispone una strategia di effettiva deterrenza. Un indizio sulla strada che il governo dello stato ebraico vuole intraprendere viene dal generale Yaacov Amidrod, ex capo dei servizi dell'esercito: «Israele deve dire chiaramente che se aggrediti abbiamo la possibilità di reagire con una forza enorme: se verremo attaccati, in poche parole, l'Iran sarà finito».
Ciò a cui Amidrod e altri esperti si riferiscono è la possibilità sia di difesa sia di contrattacco: se un missile Shahab-3, di quelli che sfilano regolarmente nelle parate militari a Teheran (capaci di portare una testata nucleare) tentasse di penetrare lo spazio di Israele, non è affatto sicuro che riuscirebbe a centrare l'obiettivo. Il sistema antibalistico Freccia II (Hetz II) ha dimostrato, in una simulazione a dicembre, di poter distruggere agevolmente questo tipo di razzi. «Ma che colpisca o no il bersaglio, non cambia la loro intenzione di distruggerci» insiste Amidrod. «Quindi dobbiamo mettere in chiaro con Teheran che risponderemo».

Israele potrebbe scatenare un'offensiva aerea o lanciare i missili Jericho dalla gittata di 1.500 chilometri, o ancora decidere di ricorrere ai tre sottomarini Dolphin (che presto diverranno 5 per il recente acquisto di altri due esemplari dalla Germania), in grado di sparare missili nucleari. La minaccia potrebbe limitarsi all'uso di bombe, come la 21 mila libbre Gbuy-43/B, «micronukes» con potere esplosivo limitato, ancorché potentissimo. «Per ora l'intenzione è ancora quella di fermare l'Iran con la diplomazia internazionale, ma certo se ci rendessimo conto che l'Iran costruisce armi atomiche e continuasse a minacciarci apertamente, le cose potrebbero cambiare» dice Gerald Steinberg, professore dell'Università Bar Ilan ed esperto di armi di distruzione di massa.



Nel 2001 l'ex presidente dell'Iran, Akbar Hashemi Rafsanjani dichiarò: «Se un giorno l'Islam verrà in possesso dell'atomica oggi in mano israeliana, l'arroganza globale avrà fine. L'uso di una sola bomba contro Israele non lascerà niente in piedi, mentre una risposta israeliana potrà appena danneggiare il mondo islamico». E questo è il vero problema di Israele oggi, quello che potrebbe sparigliare le carte in tavola, come dice Steinberg: perché la deterrenza funzioni come durante la guerra fredda, è necessario che entrambe le parti siano interessate alla sopravvivenza della loro gente. E l'Iran è un paese in cui dal 2004 migliaia di persone hanno firmato per diventare terroristi suicidi.

Shark.

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giovedì, 19 gennaio 2006

A PROPOSITO DI BANCHE
E COOPERATIVE

Due maestri (Giancarlo Cesana e Giorgio Vittadini) e un grande amico (Martino Cervo) fanno il punto.

Dal sito di Comunione e Liberazione tre giudizi seri di tre persone che ragionano sulla realtà italiana senza il paraocchi delle ideologie  e degli schieramenti.

Ci scrive un leader cattolico
che conosce bene
la morale e la storia

Giancarlo Cesana, Il Foglio, 17.01.2006


Non buttate con l'acqua sporca
anche coop e banche popolari

Giorgio Vittadini, Il Riformista, 22.12.2005


"S'indaghi su Unipol ma
è sbagliato sparare su tutte le Coop"

Martino Cervo, Libero, 04.01.2006


Sorvy

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In fase di sorpasso.

Pubblicati oggi due nuovi sondaggi di due diverse società di rilevazioni.

Entrambi indicano che la forbice fra il cdx e il csx si è assotigliato enormemente. Soprattutto se si pensa che appena un mese fa il Csx considerava la partita ormai chiusa. Il distacco a favore del Csx è invece secondo l'Euromedia Research dell' 1,3 e secondo l'Ekma Ricerche del 2,9.

Ma entrambe le società non tengono conto di una possibile alleanza fra il Cdx e la lista di Rauti (accreditata intorno all'1,5%)

Manca un niente insomma per il fatidico sorpasso.

Da Sondaggipoliticoelettorali.it :

Euromedia Research (Ghial Media Srl)

campione: 1000 persone

data della rilevazione 16/01/2006:

Forza Italia: 20.4 - Alleanza Nazionale: 11.7 - UDC: 5.8 -  Lega Nord: 5.3 PRI – Liberal: 0.7 -  PLI: 0.4 - Riformatori Liberali: 0.6 - Socialisti di De Michelis: 0.5 - Alternativa Sociale: 1.1 - Democrazia Cristiana: 1.6 - Giovane Italia: 0.2

Cdx 48.3 

Uniti nell’Ulivo: 31.0 - La Rosa nel pugno (SDI+Radicali): 2.1 - Popolari-UdeuR: 1.5 - Verdi: 3.2 - Comunisti italiani: 2.9 - Italia dei Valori: 2.1 - Rifondazione Comunista: 6.8 

 Csx  49.6

 Altri: 2.1 (Rauti + liga veneta + altri)

SCHEDA BIANCA/NULLA: 1.5

 

INDECISI: 26.4



 

Ekma Ricerche Srl

campione: 1000 persone

data della rilevazione 16/01/2006:

Forza Italia: 20.5 - Alleanza Nazionale: 13,5 - UDC: 6,5 -  Lega Nord: 3,0 PRI – Liberal: 0.7 -  PLI: 0.4 - Riformatori Liberali: 0.0 - Socialisti di De Michelis e Nuova D.C. di Rototondo: 1 - Altri partiti di Centrodestra 1,5

Cdx 47,1

Uniti nell’Ulivo: 31.0 - La Rosa nel pugno (SDI+Radicali): 3,5 - Popolari-UdeuR: 2,2 - Verdi: 1,7 - Comunisti italiani: 1,7 - Italia dei Valori: 1,0 - Nuovo PSI di Bobo Craxi 1,0 - Rifondazione Comunista: 8,0 - Altri Partiti 1,0. 

 Csx 50,0

Altri Partiti (Rauti + liga veneta etc.) : 2,9

indecisi: 18,5

non voto: 9

non dichiara: 9


Sorvy

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Bush: "Saddam è un macellaio. Spero sia condannato presto"

L'ex dittatore iracheno Saddam Hussein è un macellaio. Lo ha affermato il presidente degli Stati Uniti George W. Bush ricevendo alla Casa Bianca un gruppo di esuli iracheni. L'inquilino del 1600 di Pennsylvania Avenue ha quindi confessato di essere in trepidante attesa del verdetto di condanna del Tribunale iracheno che sta processando l'ex rais per crimini contro l'umanità.

"Spero che quel macellaio possa pagare per i crimini commessi contro il suo popolo - ha aggiunto il leader repubblicano - io spero che abbia la punizione che merita. Spero che la persona che ha brutalizzato molta gente abbia la condanna che si merita in base alle regole del diritto".

Shark.

postato da: ilfaro alle ore 10:31 | link | commenti (3)
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Come direbbe Miss O'Hara: "DOMANI E' UN ALTRO GIORNO". (purtroppo per i diesse). LE TEMPESTE ROSSE PROSSIME VENTURE SECONDO IL CORRIERE. Pare che l'intera tangentopoli a confronto col "tesoretto rosso" (UNIPOL-TELECOM) era meno di un furto di gallina. Quello che sta venendo fuori è un vero vaso di Pandora. Dal corriere della sera di oggi le prime indiscrezioni sullo scandalo del secolo: LA SCALATA TELECOM E LA PISTA AMERICANA . La vedo lunga, molto lunga, questa campagna elettorale.

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IL DIBBBATTITO n° 2

- Compagno, hai letto sull'Espresso? i 50 milioni di "consulenze" al compagno Consorte non erano 200 ma 300.

- Minchia compagno, ma se chiedavamo un consulenza a Previti non ce la si cavava con un paio de milioni?


Sancho

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mercoledì, 18 gennaio 2006

Silvio,

un fantasista senza rivali.

 



Libertà e vitalità contro perbenismo e moralismo: ecco perché il Cavaliere è unico.

Mi domando e mi ridomando perché mi piaccia Silvio Berlusconi, che secondo me ha vinto la guerra ma perderà la battaglia elettorale. E mi rispondo che il motivo in fondo è uno solo: perché non è perbene, non è convenzionalmente e ipocritamente perbene, non conosce e non pratica la tecnica del perbenismo. La sua libertà di movimento, il carattere ostinatamente privato dei suoi comportamenti pubblici, la sua individualità esuberante e mattacchiona sono in conflitto con quella caricatura di etica protestante, di puritanesimo e di rigore giacobino che deforma in un ghigno surreale anche le migliori intenzioni dei suoi avversari, cioè la classe dirigente professionale, che fa la politica di mestiere, alla quale probabilmente l’Italia tornerà ad affidarsi in una ordinaria alternanza di governo il prossimo 9 aprile.
Gianni Riotta del Corriere una volta sognava il socialismo con Rossana Rossanda, per sua stessa ammissione, e più tardi si è messo a sognare il capitalismo con l’avvocato Giovanni Agnelli. Sempre un socialismo rigoroso e perbene, un capitalismo rigoroso e perbene, giornali perbene, banche perbene, deontologia impeccabile, tutto a posto. Non sono di quella pasta, mi spiace. Mi piace la devozione, ma non la compunzione.

Comprendo il moralismo pessimista, che magari sconfina nel cinismo, non il moralismo ilare, beato, sicuro di sé, spesso violento. L’inferiorità etica di Berlusconi, cioè la prestanza e l’evidenza del suo conflitto di interessi, mi sembra garanzia della sua superiorità liberale, nel senso della tolleranza e del disincanto, in un paese che fa della finta severità di vita la sua quotidiana giaculatoria, il suo credo canterino e insincero.
Ho ospitato per la prima volta in vita mia Berlusconi in tv. Era la rappresentazione plastica di un uomo politico in difficoltà ma indomabile, che vuole rimontare con la volontà, con la messa di sé a disposizione del pubblico più vasto possibile, senza alcuno scrupolo. Tutto quello che avrei voluto diventasse, da quando entrò in politica, da quando gli diedi una mano nei suoi primi passi, ricevendone in cambio appoggio e amicizia, Berlusconi non lo è mai diventato. Per questo, paradossalmente, lo stimo e lo voterò.
Lo avrei voluto più istituzionale, più autorevole, più perbene, e invece niente: è rimasto un unicum, una star mediatica popolare, un’opera pop, l’uomo del trucco e del cerone pesante, l’uomo della battuta spinta, capace di passare dalla politica al calcio senza soluzione di continuità, facendo in pratica lo stesso discorso da imprenditore milanese che non perde a nessun costo la sua corteccia, il suo genoma, e che dà quel che può dare truccandosi ma senza mascherarsi.
I più intelligenti a sinistra, per esempio Paolo Gentiloni, il capo della Vigilanza parlamentare, capiscono che questa irriducibilità di Berlusconi al mestiere grigio dell’autorevolezza, alla misura discorsiva media, all’omologazione con il resto del ceto politico, è una sua esclusiva virtù e un suo punto di forza, e suonano l’allarme. Un uomo capace di dire di se stesso che è il simbolo di una corretta divisione tra affari e politica, essendo nella posizione oggettiva in cui è, non è un bugiardo, è un fantasista, un fabulatore, un attore che si scrive da solo il copione e lo recita con una capacità di immedesimazione, con una volontà di crederci che rasentano l’incredibile.
Ma questo non mi porta all’irrisione, al contrario, mi rende chiaro che la libertà che si prende Berlusconi è la misura esatta della libertà che ci lascia: possiamo giudicarlo per quel che è e rappresenta, fidarcene o no ma sulla base di un’identità lealmente mai rinnegata. E un tipaccio così, che in fondo è entrato in politica per essere lasciato in pace, per non essere distrutto dalla canea del ’93, è la garanzia del fatto che saremo a nostra volta lasciati in pace, che non subiremo le manovre avvolgenti della politica, che resteremo, se ce la dovesse fare, nel pieno di un antiregime dell’antipolitica.

Chi invece mal sopporto, pur nel rispetto che si deve all’avversario, sono i politici perbene, quelli che ti fanno dimenticare come Romano Prodi il loro passato, che sembrano non essere mai stati dirigenti dell’Iri, boiardi e ministri di Giulio Andreotti o consulenti della Goldman Sachs, quelli che parlano delle cooperative e del loro rapporto con il mercato o della barca e del mutuo e delle rate con il sussiego deontologico di un analista della piazza finanziaria o di un hobbysta moderno, che elevano continue barriere etiche tra sé e la realtà delle cose, mentre vengono da una gloriosa tradizione materialista e storicista, e sanno benissimo quale sia il rapporto effettivo tra la politica, gli apparati, il potere e i soldi.
In un paese normale, gli infingimenti della tecnica politica sarebbero in sé sopportabili, un ingrediente ordinario della vita dello stato e dei partiti. Ma in un paese come l’Italia, dove la caccia alla verità è lo sport nazionale più praticato, dove vecchie barbe come Eugenio Scalfari ancora ci stanno a coglionare con il mito ipocrita di Enrico Berlinguer, c’è bisogno di strafottenza, di noncuranza agile e acrobatica, delle qualità non perbeniste del presidente del Consiglio più incredibile del mondo.
Insomma, il centrosinistra è pieno di gente bravissima a comparire, ma nessuno occupa la scena con quella vitalità e libertà che sono le caratteristiche del loro uomo nero, del Cav.

Giulianone, per Panorama.


Shark

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DIBBBATTITO in SEZIONE

- Hai, sentito? i 50 milioni sono diventati 200.

- Minchia, continuano a fare consulenze!!

ispirata da una vignetta di Vincino sul Foglio di oggi.


Sancho

postato da: ilfaro alle ore 16:15 | link | commenti
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martedì, 17 gennaio 2006

 

    Non è ancora Game Over,

ma Tilt!

 

  

Abbelli tutti sapete che difficilmente mi trovo d’accordo con l’amica sua (di Nick) bbella, ma stavolta mi tocca dar ragione a Savy. Qui si sta davvero esagerando. Tutti fuori di testa e Patrick di Striscia la Notizia è già partito con un carretto pieno di “Gongoli” per

 Sorvy (), Shark(), Ercole (), Durand (), Sancho () 

e tutti gli altri malati di questo blog. Ora datevi una regolata. Guardate che “lunga e diritta correva la strada” che porta alle elezioni. Non c’è bisogno di mettere su 5-10 post al giorno sempre sulla stessa solfa. Ahò è basta!! Come direbbe Fiorello “Pronto”, “Prontissimo”. Ma non vogliamo essere solo distruttivi, siamo propositivi. E allora eccovi un abstract tratto da sabato notte. Una di quelle serate che i moralisti disprezzano e che la Tondini (presto scoprirete che è un soggetto da Oscar e anche un po’ Telegattona) dileggia con la sua solita spocchia del “tanto io l’ho già fatto: è una malattia che passa”. Sabato ore 20.30: Deka in casa affetto da malanni di stagione. Ha fissato vari appuntamenti per la tarda serata, ma stacca il cellulare e si mette a letto rinfrancato dai due gol di Diana a Lecce che lo spingono sempre più in vetta al fantacalcio. Nello stesso momento Lucio sta facendo finta di fare il babbo a casa, Savy cena&prega, Merloni è già avanti di quel po’ dopo una sestina di birrette e Nick c’ha il biberon in mano.  Ore 22.34: Nick chiama Deka, il cell è spento. Ore 22.40: Suona la sveglia del cell di Deka con tanto di messaggio in english: “Do you want switch on the phone?” Phone acceso, scarica di sms. Da Lucio: Sei un bluff dove sei? Da Nick: C’è anche la Bagnoli … Ore 23: Mi alzo Savy non risponde. Sms a Savy: Hai finito di pregare? Sei pronta per la dissolutezza? Ore 24: Sono pronto esco. Sms a Savy: Sono sotto scendi. Risposta. Piscio. Scende, andiamo sui colli di Cesena. Strada panoramica con ghiaccio in terra, macchina parcheggiata. Lucio con cuffietta aspetta nel bar adiacente con Merloni alla birretta number 12 e le carte in mano. Gelato, amaro, maraffa (persa all’ultima mano). Arriva l’amico bbello della serata Nick accompagnato da Bertozzi. Siamo pronti si entra. Nick è avantissimo (fradicio..).Tutti in pista Nick ubriaco come non mai si convince di essere John Travolta e convince Savy che lei è Uma Turman. Bertozzi è Queentin Tarantino. Parte la rivisitazione di pulp fiction. La gente che “affoga nell’unica sala: la discoteca”. E Nick che in pratica fa il vuoto attorno a sé. Savy riemerge. Deka: “Si va? Dì a Nick se viene con noi”. “Torni con noi?” “No. Adesso mi ubriaco (si autoriteneva ancora lucido, ndr) e vado via quando chiude il locale”. Ciao bbello. Ce ne torniamo verso casa alle solite 4 o’clock. Grande serata. Siamo fatti così, siamo proprio fatti così. Nick sano e salvo a casa. E chi se ne frega di Unipol e Berluska?  

 

  
Deka
 
 

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E' tornato !

Dopo un anno esatto di chiusura torna il blog del grande Liapunov. Con un nuovo nome e un look originalissimo. In questo anno di "riposo" ha comunque collaborato saltuariamente con lo storico blog di I LOVE AMERICA (I.L.A.) , uno dei primissi blog italiani.

Io Frinarelli l'ho conosciuto una domenica di un anno fa a Milano. Vi assicuro che la somiglianza con il bambino delle barrette kinder  è strabiliante. Comincio a credere che sia veramente lui.

Seguitelo perchè merita.


Sorvy

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take it easy

 

 

 

 Ero partita carica, ma ora inizio a rendermi conto che l’obiettivo è davvero troppo ambizioso.. Alleggerire, snellire, sdrammatizzare ’sto blog a 4 mesi dalle elezioni è davvero troppo anche per chi, come me, è avvezzo alle missioni impossibili..

Sorvy è già impestato, armato come il giappone, addirittura blocca i trolls in entrata. Accecato dall’Amor Nostro, infuocato dagli ultimi mesi di battaglia, non capisce più niente e va perdendo di lucidità.

Che fare? Quale alternativa proporre? Come attirare la vostra attenzione di assetati assatanati dalle political issues? Se voi redattori e voi lettori del presente blog foste uomini tipici basterebbe parlarvi di f**a e, oplà, tutti mi ascoltereste. Mi leggereste. Mi commentereste.

Ma, ahimè so già che così non è, non sareste qui a respingere gli assalti dei trolls, ma navighereste in ben altri siti (peraltro, forse un giretto ogni tanto ricondurrebbe tutti i problemi nella loro giusta dimensione...).

In sintesi questo è il grido, l’appello che lancio: take it easy... insomma, mangiamoli questi comunistoni ma non diventiamo pesanti come loro…

 


Savy

 

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lunedì, 16 gennaio 2006

LA DIVERSITA' DELLA SINISTRA.

Quella del Ds è una realtà molto diversa da quella degli altri partiti, ed ha le sue ragioni nella stessa storia del Pci. Esso dovette, per poter sussistere nei tempi della guerra fredda, costituirsi in Italia con un sistema di strutture auto-referenti. E' proprio questo che ha permesso al Pci-Pds di uscire indenne, grazie anche al compagno Greganti, dalle mani di Mani Pulite.

Dalle Regioni rosse le cooperative si sono mosse alla conquista del Paese. Che questo processo potesse avvenire, nonostante la sua rilevanza politica e sociale, senza il controllo diessino, sembra incredibile. Sarebbe stato un atto di leggerezza politica, per il segretario dei Ds, non seguire con attenzione una tale evoluzione del sistema cooperativo. E' su questo problema che ha voluto attirare l'attenzione il presidente del Consiglio con il suo intervento presso i magistrati romani.

dal sito di Ragionpolitica


Sorvy

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NON MOLLA L'OSSO

«Prodi sui giornali di oggi dice che presto andrà a incontrare il presidente delle Generali Bernheim. Si dimentica di dire che lo ha già incontrato non molto tempo fa». «Guarda caso, nei giorni caldi dell'offerta pubblica di acquisto sulla Banca Nazionale del Lavoro. Proprio come D'Alema che ieri, per gentile suggerimento del Presidente degli Industriali del Lazio Valori, si è dovuto ricordare di essere andato, anche lui, a cena con lo stesso presidente delle Generali».  S. B.

«Improvvisamente l'estate scorsa, tutti i leader dell'Unione sentono il bisogno di incontrare separatamente, nel giro di pochi giorni, il numero uno del gruppo che detiene un decisivo 8,7% della Banca Nazionale del Lavoro, in quel momento sottoposta all'offerta pubblica d'acquisto di una grande banca spagnola a cui si opponeva il tentativo di scalata dell'Unipol. Una coincidenza davvero singolare, visto che tutti questi commensali insistono nel dire che con Bernheim di tutto hanno parlato tranne che della vicenda Unipol. C'è da giurare che i loro giornali sono pronti a credergli». S. B.

fonte: Il Corriere della Sera on line


postato da: ilfaro alle ore 14:27 | link | commenti
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GRAZIE PANNELLA!!!!

Dal disastro della bozza di programma

(che due terzi dei partiti della sinistra non intendono sottoscrivere)

al caso UNIPOL - D.S.

Ma il vero problema per Prodi si chiama Marco Pannella.

«Lo spirito delle primarie se n'è andato» lamenta costernato Romano Prodi che di spiriti se ne intende. E poi intima: «O si corre sotto un'unica bandiera o è meglio che ciascuno corra con la sua». La lista unica - ormai un fantasma inarrivabile - servirebbe al Professore bolognese per imporre la sua leadership sui singoli partiti e per fermare le spinte allo sfascio del centrosinistra che negli ultimi giorni si sono fatte più forti.
Non bastava il bailamme scoppiato sul programma (dopo aver lavorato per mesi a un librone dei sogni, Prodi se l'è visto bocciare da metà della sua coalizione), non bastava il ciclone Unipol sui Ds (margheriti e prodiani sono pur sempre sulla stessa barca, anche se non nella stessa banca), adesso c'è Pannella che - appena legittimato dallo stesso Prodi -
provvede a bombardare il tentativo prodiano di ricucire con la Chiesa e col mondo cattolico.
Dalla padella alla brace e dalla brace a Pannella
. L'inizio della campagna elettorale di Prodi sembra più accidentato della sintassi di Di Pietro e della «r» di Bertinotti. Pannella è il più colossale combinaguai della politica italiana. Pannella, dopo aver colonizzato i socialisti di Boselli, pretende di inserire i Pacs nel programma dell'Unione. Forzatura suicida perché i registri delle coppie di fatto nei comuni sono stati un flop e perché la stragrande maggioranza degli italiani è decisamente contraria al riconoscimento della «famiglia gay» (clamoroso il sondaggio realizzato da Repubblica un anno fa: riconoscere come matrimonio anche la convivenza gay? Si dichiarava contrario il 62 per cento contro il 32; ancor di più erano i contrari all'adozione di bimbi per coppie gay).

Si sa da sempre che Pannella non solo non porta voti, ma li fa perdere. E rischia di far perdere al centrosinistra pure un partito, l'Udeur di Mastella. Che potrebbe perfino essere decisivo. La «Rosa nel pugno» più che una calamita di voti si annuncia come una calamità. 

da IL GIORNALE (A.S.)

Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 10:31 | link | commenti (9)
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BERLUSCONI NON MOLLA.

"Osservo che man mano che passano i giorni arrivano le conferme una per una che tutto quello che negavano all'inizio era invece vero, con buona pace di quella pretesa e sbandierata diversità dei Ds, che evidentemente non è mai esistita e non esiste".

"Io quindi non solo ho sempre detto la verità ma se ho dovuto informare i magistrati, come del resto mi era stato chiesto in maniera pressante, è stato solo per stroncare il tentativo della sinistra di accusarmi di aver detto il falso, altrimenti avrebbero continuato a dire che io avevo mentito. Evidentemente, invece, quello che diceva il falso non ero io. Adesso aspettiamo che si risalga ai 50 milioni di euro e a tutto il resto". 
Silvio Berlusconi replica anche al segretario Ds sulla colazione tra i dirigenti del botteghino ed i vertici delle Generali. Nel corso della trasmissione di Fabio Fazio, Piero Fassino, "a proposito dello scandalo Unipol ha parlato di un semplice pranzo e di un solo colloquio telefonico: a me pareva che ci fossero molte, molte telefonate" (pare 17 conversazioni telefoniche fra Fassino e Consorte in soli 5 giorni e mica giorni qualsiasi, ma i giorni della scalata alla banca (di cui i diessini si sentivano già i "padroni").

Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 09:39 | link | commenti
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domenica, 15 gennaio 2006

Dedicato ai troll.

Da oggi il Sorvegliato Speciale, come tanti altri blog, restringe l'accesso ai commenti ai soli utenti registrati Splinder. In questo modo miriamo a ridurre e poi ad eliminare la partecipazione di tanti inutili troll. Ricordiamo che chiunque può registrarsi gratuitamente a Splinder, e invitiamo i nostri affessionàti lettori a farlo: si tratta dell'unico modo tramite il quale si potrà commentare.
Ringraziamo gli amici che ci hanno assistito con i loro consigli, Snake, il Partigiano William, il Miscredente, Faramir e gli altri.

L'addetto al "lavoro sporco"
Shark.

postato da: ilfaro alle ore 16:37 | link | commenti (3)
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venerdì, 13 gennaio 2006

FALCE E BANCHETTE

"Quando sentivo dire che i Ds avrebbero fatto il tifo e non scesi in campo nella vicenda della scalata Unipol a Bnl, mi risultava il contrario. Che erano stati chiesti incontri conviviali con il presidente delle Generali che deteneva un pacchetto dell'8% di azioni Bnl. Ho raccontato da chi avevo avuto l'informazione e ho detto: sentite se è vero. Sentite il presidente Bernheim di Generali...". Invito superfluo quello del premier, visto che la procura di Roma ha già deciso di convocare Tarak Ben Ammar, indicato dallo stesso Berlusconi nel corso della conferenza stampa come fonte della notizia del presunto incontro. Un episodio che, se appurato, secondo il premier non è "penalmente rilevante", bensì "politicamente rilevante".

Sono a tutti gli effetti una Merchant Bank questi D.S. (Denaro Sonante) già P.C.I. (Partito Comunista Itailiano). Cadute le ideologie restano i "dindini" che gestiscono come fossero una finanziaria. Pranzi, cene, telefonate, e tanti, tanti, tanti CONFLITTI DI INTERESSI.


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Enzo non sbaglia mai.

Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 13:18 | link | commenti (1)
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Stanno litigando sulla BOZZA,

dico la BOZZA, del programma.

Bertinotti non la firma, I verdi neanche loro, Mastella minaccia di uscire dallo schieramento se rimane quella. Rutelli ha il mal di pancia sui Pacs, Grillini ha il mal di pancia per Rutelli, Cossutta e Diliberto si mettono di traverso. Domani manifestano quelli dell'Arci gay con Grillini contro Ratzinger, dopodomani la rosa nel pugno contro Ratzinger, dopodomanil'altro Mastella contro Pannella e a favore di Ratzinger,  Prodi dice che è sbagliato manifestare domani per i matrimoni gay e che non serve manifestare (basta farli in silenzio), Grillini gli risponde "vaffanculo" (anche se non è ancora chiaro il culo di chi), La tav no, dicono in "NO-TAV" dell'Ulivo, la "TAV forse" dicono i "TAV-FORSE"dell'Ulivo, La TAV-Si dice Prodi sottovoce, ma non lo scrive. Nel programma la Tav non c'è ma c'è un pò di ponte. Il ponte sullo stretto. I No-Tav dicono: "neanche quello!". Pure i verdi dicono: "neanche quello". Nel correntone D.S. dicono "neanche quello" ma si riferiscono a D'alema più che al ponte sullo stretto. Stretto è il programma, anzi la BOZZA, Stretti sono i tempi per cambiarlo. Strettissimi le manovre per accontentare tutti. "Tutti per uno. Uno per tutti." gridano i Diesse alla fine della direzione di partito di nuovo ricompattati. "Tutti per Unipol, Unipol per tutti" gridavanono i Diesse alla fine della penultima direzione di partito. Tranne Fassino che era al telefono e faceva già il "PADRONE della Banca".

Ma le elezioni le vinciamo noi dice Prodi.

All'Unità è la cosa che li preoccupa di più:

Svy

 

postato da: ilfaro alle ore 12:56 | link | commenti (2)
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OPS!

da IL GIULIVO

postato da: ilfaro alle ore 11:53 | link | commenti
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contrordine compagni:

non si parli più al telefonino...

ma bassa voce e vicino - vicino.


Sorvy

 

postato da: ilfaro alle ore 11:44 | link | commenti
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L'OFFESINO.

Piero Fassino dichiara che non parteciperà mai ad alcun confronto tv col premier.

"Prendiamo atto che Fassino ha paura del confronto" ha commentato il portavoce del premier Paolo Bonaiuti.

postato da: ilfaro alle ore 11:38 | link | commenti
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giovedì, 12 gennaio 2006

Unipol, Berlusconi domani va dai pm di Roma

Silvio Berlusconi sarà sentito venerdì come testimone, secondo quanto si è appreso, dai magistrati romani che indagano sulla scalata di Unipol alla Bnl. Il presidente del Consiglio aveva accennato di essere a conoscenza di informazioni comprovanti il coinvolgimento dei Ds nell'affare, scatenando molte polemiche. Fassino lo aveva invitato a presentarsi subito ai pm.

Berlusconi lo accontenta subito. Domani mattina si recheranno a Palazzo Chigi due procuratori romani,

Vediamo se finisce come con l'invito di Fassino ai Giornali a pubblicare le intercettazioni che lo riguardavano, salvo poi lamentarsene quando è stato preso in parola. Adesso invita Berlusconi ad andare a testimoniare in procura ciò che lui dice di sapere e Berlusconi: "signorsì!" ... insomma non si può dire che Fassino non venga accontentato ogni volta ...

Quanto nervosismo in chi ha la coda di paglia!!!

"Allora ... siamo padroni di una panca????" ... in tribunale?

postato da: ilfaro alle ore 17:17 | link | commenti (32)
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Berlusconi: "La Cdl è in rimonta
Programma Unione? Acqua fresca"

"I sondaggi ci danno al 48,4%"

 Il premier sostiene che il suo schieramento si trova, in base ai sondaggi, a meno 1,2% rispetto al centrosinistra. "Ho letto il loro programma, è solo acqua fresca, non c'è nulla che sembri un sussulto di intelligenza".


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 15:44 | link | commenti (10)
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SE LO DICONO (perfino) L'SWG e LA REPUBBLICA

Figuriamoci i sondaggi "veri":

 

FONTE : LA REPUBBLICA.

postato da: ilfaro alle ore 13:17 | link | commenti (8)
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postato da: ilfaro alle ore 09:34 | link | commenti
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NUOVO ABBONATO

E' IN EDICOLA il primo numero del 2006 di IDEAZIONE.

E' una bella sensazione vederselo recapitare a casa (l'ho trovato ieri nella mia bellissima cassetta americana). Io, Sancho e Shark infatti siamo nuovi abbonati (ce lo siamo regalato per Natale).

Consiglio l'acquisto in edicola della preziosa rivista ed eventualmente la sottoscrizione dell'abbonamento (è previsto anche uno sconto speciale per i blog di Tocqueville).

In questo numero in particolare articoli di :Pierluigi Mennitti - Daniele Bellasio - Paola Liberace - Andrea Mancia - Vittorio Macioce - Giovanni Orsina- Mario Sechi - Eugenia Roccella - Dario Antiseri, - Nathan Sharansky - Victor Davis Hanson - William F. Buckley Jr. - Edward N. Luttwak - Francis Fukuyama - Norman Podhoretz - Alessandro Gisotti - Mario Seminerio e molti altri.


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 09:32 | link | commenti
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mercoledì, 11 gennaio 2006

Le truppe americane a Mosul
By Shark.

Il maggiore dell'esercito Usa Eric Elgin mentre prescrive delle medicine per un bambino iracheno durante un programma di medical civic action ad Almeshahama, in Iraq, il 5 gennaio del 2006.

(NICK WADHAMS - Associated Press Writer) Quando il capitano Pat Flynn e la sua squadra bussano alle porte delle case, a Mosul, alla ricerca di dritte e informatori, gli iracheni li fanno spesso entrare in casa e li accolgono con caramelle al cioccolato e tea servito in minuscole tazzine.
Quando gli chiede se siano stati intimidati o minacciati, loro scuotono la testa con enfasi, “No”.
E’ un brutto segno.
“Il 90 per cento di loro dice che è il posto più sicuro al mondo in cui vivere”, dice Flynn, 29 anni, un comandante di plotone del Primo Reggimento di Fanteria, Secondo Battaglione della 172esima Brigata Stryker. “Ma noi sappiamo che si tratta di una bugia, perché c’è quel 10 per cento che poi viene e ti dice cosa sta succedendo davvero”.
Questo gap riflette la sfida che deve affrontare l’esercito statunitense a Mosul, una città che è stata salutata come uno dei successi più importanti nei mesi recenti. Liberi di circolare nella città quanto mai in precedenza, le truppe Usa si stanno rendendo conto di non essere più semplicemente loro l’obiettivo principale.
I comandanti della 172esima Brigata Stryker, le cui truppe pattugliano Mosul, ritengono che dal dicembre 2005 gli insorgenti abbiano messo da parte le truppe Usa con tutti i loro veicoli d’attacco pesantamente blindati. Nel frattempo hanno iniziato ad attaccare i civili, a cui è permesso tenere una pistola e 50 pallottole per famiglia.
I militari statunitensi fanno l’esempio di quella che sembra una campagna di assassinii contro i capi dei quartieri, chiamati “mukhtars” e i recenti attacchi ai distributori di benzina e alle autocisterne, una tattica che secondo loro è legata ad una decisione da parte del governo di aumentare i prezzi del carburante.
Il prossimo passo potrebbe essere un’ondata di attacchi contro gli eletti di dicembre e i candidati delle prossime elezioni locali.
“Abbiamo osservato un significativo cambiamento negli obiettivi degli attacchi da parte degli insorgenti”, dice il maggiore Richard Greene, il responsabile dell’unità di Flynn.
“Sino alle elezioni, i loro obiettivi erano la polizia irachena e l’esercito iracheno. Non vogliono creare dei problemi con noi. Adesso abbiamo notato che gran parte delle violenze consiste in intimidazione di civili”.
I problemi a Mosul, dove le truppe sfuggono in gran parte agli attacchi ma i civili no, sono paradigmatiche di un problema più grave presente in Iraq. E il modo in cui gli americani gestiscono la situazione della terza città dell’Iraq potrebbe servire da esempio per il resto del paese, a causa delle dimensioni di Mosul e della complessità etnica, un misto di sunniti, sciiti e curdi. Quella composizione significa che alcuni indicano Mosul come un microcosmo dell’intera nazione.
Il Presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, in un discorso di dicembre, ha deto che gli abitanti di Mosul e della città meridionale di Najaf “stanno osservando tangibili miglioramenti nelle loro vite”. In effetti, la città aveva fatto molta strada rispetto all’anno precedente, quando la polizia fuggiva regolarmente dalle proprie caserme e le truppe statunitensi ingaggiavano sparatorie con gli insorgenti.
Le truppe statunitensi sono libere di parcheggiare i loro veicoli Stryker pesantemente blindati agli incroci e andare in libera uscita, camminando per le tortuose strade della città senza timore di gravi assalti.
Ma ciò che è chiaro è che gli iracheni credono che gli insorgenti li tengano d’occhio, e chiedono frequentemente le truppe Usa per maggiore sicurezza. I soldati raccontano che quando visitano una casa, capita che la famiglia a volte chieda loro di fingere una lite e urla, oppure, quando escono dall’abitazione, di metterli contro il muro e perquisirli, mostrando forza e risolutezza. “Capita che ci invitino dentro casa, ci offrano il tè, e non dicano niente, e questo significa che si sentono spiati o che sono stati intimidati”, dice Greene, “Possono anche non chiederci di entrare, e questa è una chiara indicazione che non siamo i benvenuti e che c’è probabilmente una ragione”.
La consapevolezza che gli insorgenti sono là fuori ha portato gli americani a competere per guadagnarsi la lealtà dei civili quando possono.
Le alcune centinaia di truppe che attualmente pattugliano la città trascorrono la maggior parte della giornata andando di casa in casa alla ricerca di informazioni sugli insorgenti che, appunto, ormai non vedono che di rado in prima persona.
Queste interviste da parte delle truppe Usa sono estremamente diverse dai raids che furono bollati come infami nelle prime settimane della guerra, quando i soldati sfondavano le porte e ammanettavano gli uomini fuori nella polvere. Adesso, i soldati stanno bene attenti a togliersi gli elmetti e gli occhiali da sole, e a mettere le armi sul pavimento.
Mentre l’addestramento dell’esercito iracheno e delle unità di polizia va avanti, i soldati americani hanno anche cercato di migliorare l’immagine delle autorità irachene da queste parti; in un caso, hanno addestrato i comandanti iracheni a distribuire cibo e oggetti nelle scuole durante una campagna di relazioni pubbliche.
“Hanno capito che non resteremo qui per sempre”, dice Flynn, “e’ una questione di attesa, e loro ci possono e ci vogliono aiutare ad andarcene”.
Durante una recente visita dopo il tramonto, i soldati si erano seduti a bere il caffè con un uomo che avevano soprannominato Joseph, il quale aveva riferito informazioni in passato riguardo a degli insorgenti che avevano lanciato tiri di mortaio e sparato qualche colpo. Lui si era lamentato dei calcoli e di alcune ustioni, indicandosi la pancia.
“Il mio dottore ti può dare qualcosa per lo stomaco” disse il sergente Adam Smith, “Così quando torniamo lo porteremo con noi. Vorrei poter fare di più per lui”.

Shark.

postato da: ilfaro alle ore 19:52 | link | commenti
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Il Presidente poliziotto di quartiere:

Silvio Berlusconi ha partecipato oggi a Roma alla presentazione di 700 nuovi poliziotti e carabinieri di quartiere. Per l'occasione il premier ha posato per i fotografi provando i berretti delle nuove leve.


Sorvy

 

postato da: ilfaro alle ore 18:29 | link | commenti (15)
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SUPERIORE SPREZZO DEL RIDICOLO

«La lezione morale e politica di Berlinguer vive in noi ogni giorno, non per una ragione genetica, ma per i comportamenti che ci ispirano».

Abbiamo tirato un grosso sospiro di sollievo. Perchè temavamo che la superiorità morale potesse avere una qualche origine genetica. Ha fatto bene il segretario dei Diesse Fassino a precisarlo a margine della lunga riunione di partito.

Superiore magari anche lo sprezzo del ridicolo nella incredibile precisazione.


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 16:40 | link | commenti (5)
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E' NORMALE TUTTO QUESTO?

logo legacoop

Nella Provincia di Forlì e Cesena gli appalti sono tutti in mano alle Cooperative rosse.

Tutti o quasi. Non siamo in grado di dare delle percentuali ma ci giochiamo qualsiasi cosa che stiamo parlando di una fetta di appalti superiore all'80%.

Chi vive in città mi confermerà che tutto (dalla culla alla bara) deve passare dalle cooperative diessine. Mi sconvolse appena arrivato a Forlì, 10 anni fa che i cartelli per affiggere i manifesti funebri avevano l'effige della falce e martello, probabilmente l'appalto della cartellonistica era in mano a qualche cooperativa intitolata magari "Karl Marx".

In città non c'è un manifesto di Forza Italia (4x4) integro e sapete perchè? Perchè chi affige i manifesti è una cooperativa rossa e guarda caso i manifesti elettorali di F.I. sono tutti storti e incollati a metà. Durano in media mezza giornata perchè alla sera (specie nella zona della stazione!!!)  vengono scientificamente strappati, magari dagli stessi che al pomeriggio li avevano incollati malamente. A Forlì ci sono decine e decine fra Case del Popolo, circoli ricreativi, Arci gay, Arci donna, Arcicaccia, Arci giovani, Arci vecchi ... 'Arci loro, ma nessuno si chiede chi paga le spese di un impero immobiliare dal valore incalcolabile? C'è una villetta lungo la via Dragoni con lo stemma dei Diesse chiusa da anni. Chissà quanto vale? Il fatto è che ci sono così tante case del Popolo che la metà di esse sono chiuse perchè non si sa cosa farsene. Milioni di euro di proprietà del partito. in una piccola città di provincia.

A Forlì tutto è Diesse.

Volete l'elenco delle cooperative rosse che gestiscono tutto? L'elenco è impressionante. Sopratutto se considerate che Forlì è una città di appena 100.000 abitanti, poco più che un paese: Godetevi la lunghissima lista:

Produzione Lavoro - Industriali:
Soc. Coop. UMANITARIA Edile
Coop. Muratori e Manovali s.r.l.
CONSCOOP - consorzio
Coop. ARTE MURARIA s.r.l.
FORNI-COOP
COOPSTRADE
SIGLA ESCAVAZIONI FAENZA srl
Coop. Lav. Agr. Forestali Cesenate - C.L.A.F.C.
CONSORZIO COMETA
STUDIO COOP
DIMENSIONE AMBIENTE piccola soc. Coop.
GEO-EXE
NEXTIA piccola soc. Coop.
Coop. Operai Imp. Elettr. Cesena - C.O.I.E.C.
Coop. Elettr. Install. ForlÏ S.c.a.r.l. - C.E.I.F.
IDROTERMICA COOP
Coop. Frigoriferi Industriali - C.F.I.
Torricelli s.r.l.
Coop. Pavimentatori Rivestitori - CO.PA.RI.
SO.G.GE.TEL. Srl
NEXT MEDIA scrl
UNISER Soc. coop. a r.l.
Coop. Verniciatori Cesenatico - CO.VE.C.
Coop. Verniciatori Gi‡ Sardi - CO.VE.SA.
Coop. Costruz. in Faleganameria - COCIF
Coop. GIULIANI INFISSI
PRINCESS PIU'
PREMIATO STAB. TIPOGR. DEI COMUNI
Coop.PUBBLINEON Soc. Coop. a.r.l.
Coop. Calzaturificio Civitellese

Culturali:
Ce.Pa.C.
Coop Polimedia
CULTURA E PROGETTO
FRATELLI D'ITALIA Piccola Soc. Coop.va
ROMAGNA MUSICA Piccola Soc. Coop.va
ACCADEMIA PERDUTA
MERCUZIO piccola Soc. Coop.va
SESTO POTERE piccola soc. coop.
MACRO Coop.va a r.l.
CYBER 2000
PURAVIDA
GIRASOLE scarl

Agroalimentari:
Coop. Servizi per líAgricoltura ìC.S.A.î
Coop. Agr. Santa Maria Nuova
Coop. Agr. Castrocaro - Terra del Sole
Coop. Agr. del Bidente "C.A.B."
Coop. Agr. Bertinorese
AZIENDA AGRICOLA V. SENZANI srl Coopservizi
Coop. Lavoratori Carpineta
Ass.ne Lavoratori Agricoli Cesenati - A.L.A.C.
Coop. Agricola Forlivese C.A.F.
APOFRUIT Soc. Coop. a.r.l.
Coop. Umanitaria Produt. Rom.li Ass. C.U.P.R.A.
CANOVA s.r.l.
EUR.O.P. FRUIT soc. coop. a r.l.
LUGARESI FRUTTA soc. coop. a r.l.
VALLE RUBICONE soc. coop. a r.l.
ORTOCOOP soc. coop. a r.l.
TOP FRUIT ROMAGNA soc. coop. a r.l.
GEMMA soc. coop. a r.l.
LA CAVEJA soc. coop. a r.l.
IL BOSCO soc. coop. a r.l.
G.F. soc. coop. a r.l.
Cons. SOLO NATURA soc. coop. consortile
coop. SOLE DI MONTAGNA
Cantina Coop. "Terre Forlivesi"
DUE TIGLI s.r.l.
LA CENTENARA piccola soc. coop.
Coop. Agricola Cesenate - C.A.C.
ORGANICA srl
SATIVA
L' ORTOLANO
C.A.I.Cons. Agrario Intreprovinciale ForlÏ-Cesena-Rimini
Coop. Produttori Uova Associate - CO.P.U.A.
Coop. Nazionale Italiana Veterinari CO.N.I.VE.
Coop. C.A.F.A.R. soc. coop. a rl
Coop. Lav. Agr. Forestali Forlivese - C.L.A.F.F.
C.A.F. Cooperativa Agricola Forestale soc.coop.a.r.l.
Coop. Lav. Agr. Forestali Riminese - C.L.A.F.R.
Coop. Territorio Ambiente - C.T.A.
Coop. Agro Ippoturistica Ridolla - C.A.I.R.
CLOROFILLA
Centrale Sperimentazioni e Servizi Agro-ambientali
GREENLAB Soc. Coop. a r.l.
GRUPPO MEDITERRANEO soc coop a rl
FRUIT SERVICE soc. coop. a rl
C.R.P.V. Centro Ricerche Prod. Vegetali soc. coop. a ril
Coop. Casa del Pescatore Cesenatico
Coop. Lav. della Piccola Pesca "F. Corridoni"
Ass.ne Produttori Pesca


Servizi e Trasporti:
FORMULA Servizi Soc. Coop. a.r.l.
Coop. FACCHINI E TRASPORTI
Coop. Facchini Cesenatico - CO.FA.C.
Coop. Servizi Mercato Ortof.lo CO.S.M.O.
Coop. Gruppo Facchini Piazza Stazione
Soc. Coop. Facchini Merc. Ortofr.lo SO.CO.F.M.O.
Coop. Facchini Forlimpopoli
Coop. Facchini Riuniti CO.FA.RI.
Coop. Gruppo Facchini
FORO BOARIO piccola soc. coop.
Coop. Educatori Fisici Sportivi
Lago del Sole
SECAM
PUBBLIFEST
COPOSTEL
SERVICE FEST
IL PARCO Soc. Consorziale
AROUND SPORT piccola soc. coop.va
Consorzio FORMULA ambiente soc. coop. a rl
SWIM.CE Societ‡ consortile a r.l.
ACTION LINE - Servizi linguistici
POLYCALOR srl
CARPE DIEM scrl
Coop. EDICOLANTI Soc. coop. a.r.l.
L'ALMANACCO piccola soc. coop.
ANIMA MUNDI soc coop a r l
CONSORZIO ARCHIMEDE scarl
Coop. Bagnini di Spiaggia Villamarina-Gatteo
Coop. Esercenti Stabilimenti Balneari
La Trottola s.r.l.
POLO AUTOTRASPORTI
Cons. Artig. Trasp. Escav. - C.A.T.E.
TRASCOOP TRASPORTI


Consorzi Artigiani:
Coop. Approvigion. Panificatori - CO.A.P.
Coop. Idraulici Artigiani Forlivesi - C.I.A.F.
Coop. Artigiani Meccanici Cesena - C.A.M.C.
Coop. Artigiani Meccanici - C.A.M.
Cons. Artigiani Imp. Elettr. Cesena - C.A.I.E.C.
ELFI Spa -Cons. Elettricisti C.E.A.R. scrl

Dettaglianti:
CONAD Romagna Marche


Consumo:
Coop. Consumo Cusercoli
Coop. Consumo del Popolo Santa Sofia
Coop. Adriatica
C.I.C.C. Soc. Coop. a r.l.

 

Sociali:
Coop. Assistenza Domiciliare - C.A.D.
LA MONGOLFIERA
ACQUARELLO Soc. Coop. Sociale ar.l. O.n.l.u.s.
LA FONTE (ex cans)
COOP. SOCIALE LA TRACCIA
Coop. Sociale IL MANDORLO (Tipo B)
Coop. Sociale AL MARGINE (Tipo A)
HUMANITAS piccola soc. coop.
SANITA AMICA
Cons. Cooperazione Sociale e Solidale
Coop. Sociale ZOE' scrl onlus
Coop. Inserim. Lav. Sociale - C.I.L.S.
Coop. Forlivese Polivalente - CO.FOR.POL.
Coop. Inserim. Lav. Sociale - C.C.I.L.S.
Istituto Oncologico Romagnolo - I.O.R.
Istituto per lo Sviluppo della Cardiologia
TRAGITTI
Coop. Sociale LA VELA
Coop. ALVEARE
Coop. Soc. ARKE' a r.l. onlus
SESAMO piccola soc. coop. Onlus
PORTA APERTA piccola soc.coop Sociale arl
GROUP SERVICE
L'AEROPLANO piccola soc.coop. Onlus
PETER PAN piccola soc.coop. a r.l. Onlus
Coop. Soc. Integrata e di Promozione Meldolese - C.S.I.P.M.


Terziario:
C.E.Da.F. srl
COOPSERVIZI
SAPIM -Servizi Avanzati per l'Impresa
ABBAINO
Coop. MEUCCI 17
ASSICOOP ROMAGNA SPA
JUPITER piccola soc. coop.va
CO.FI.RO
CO.RO.GA.
Coop. Agricoltura Moderna
TEOREMA srl
INPUT 2001 srl
CIPES
SOCED C.N.A. Servizi Coop. a r.l.
EDIT SAPIM srl
INSIEME SALUTE ROMAGNA
SKYMAX DG
C.C.S. srl
CERTALDO ENERGIA srl
FOSCHI ENGINEERING srl
SOPHIA srl
CONTROVENTO piccola soc. coop.
FINACOOP
Coop. Garanzia di Credito ai Commercianti
Comprensorio di ForlÏ e Cesena
INCOOP
Casa della Libert‡ e del Lavoro (C.G.I.L.)
Imprenditori Commerciali e Turistici Associati
I.C.T.A
Coop. Sviluppo e Commercio Turismo
Centrale Immobiliare srl
ALIMENTARE ROMAGNA
Immobiliare ANDREA COSTA srl
SO FIN PAR
ANTICA MILIZIA srl
DE.VAL. srl
PUNTA DI FERRO srl
ASSANO srl
SUPER CONAD SPAZZOLI srl
LA TILIA srl
EDIL COOP 2000 scarl
ALIMENTARE ROMAGNA s r.l.
Coop. Edificatrice Santa Sofia
Coop. Edificatrice Comunale di Cesenatico
Coop. Edificatrice Comunale di Dovadola
Coop. Edificatrice Comunale di Predappio
Coop. Edificatrice Comunale di Galeata
Coop. Edificatrice Comunale di Civitella
Coop. Edificatrice Comunale di Meldola
Coop. Forlivese di Edificazione
Coop. Edificatrice Comunale Cesena
Coop. Edificatrice Comunale di ForlÏ
LA CASA
DOMUS
Coop. EDILIZIA DEL BOSCO
Cooperativa Tecnologie Informatiche


Ricreative:
Coop. Casa del Lavoratore
Coop. Casa del Lavoratore Bussecchio
Coop. Culturale "Taverna Verde"
Coop. "Settecrociari"
Coop. Casa del Popolo di Gambettola "IDEA"
Coop. Culturale Martiri del Lavoro Montecastello
Coop. Culturale Casa del Popolo
Coop. Culturale "L. Rivalta"
Coop. Casa del Popolo "Igino Cecchini"
Coop. Casa del Popolo Sant'Egidio di Cesena
Coop. Casa del Lavoratore di Mercato S.
Coop. Casa del Popolo Villacalabra
Coop. Circolo Ricreativo "Rubicone"
Coop. Casa del Lavoratore di Borgo Paglia
Coop. Ricreativa Culturale Predappio
Coop. Culturale "A. Palareti"
UNICA Soc. Coop. a r.l.
Coop. Ricreativa "E. Ruscelli"
Coop. Culturale "Martiri della Libert"
Coop. Casa del Popolo di San Vittore
Coop. Ricreativa Culturale Reduci Combattenti
NOVACOOP Soc. Coop. a r.l.
Coop. Culturale "F. Dell'Amore"
Coop. Ricreativa Culturale "G. Matteotti"
Coop. Cult. Assistenza Servizi Tempo Libero

NON SI CONTANO POI LE CASE DEL POPOLO gestite da associazioni e non da cooperative.

Stiamo parlando di oltre un centinaio di immobili nella sola provincia.

E questo non è conflitto di interessi????


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 11:54 | link | commenti (14)
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Non vogliamo che assessori DS assegnino appalti ad aziende DS

 

Ho seguito Ballarò con insofferenza. L'argomento della serata era legato alla bocciatura sacrosanta della scalata Unipol a BNL- Al solito Floris è molto bravo nel trasformare le cipolle in caviale.
L'intera trasmissione si è così giocata sul tema (non dichiarato, ovviamente) del salvataggio DS. Di fronte a un debole, debolissimo, Cicchitto (ma possibile non inchiodarli mai con cifre e dati?) e a un Castelli combattivo ma certo non specialista del tema, c'era il Gotha della sinistra.
Fassino e D'Alema essendo in quarantena per motivi di opportunità, c'erano Rutelli, Bersani e Scalfari.
Scalfari ha spostato il ragionamento indietro di 50 o 70 anni, tornando a rivendicare la "diversità" (vel: superiorità) della sinistra, in quanto "fatta da braccianti, operai, dipendenti". Ed ha invitato ad andare a Bologna per "vedere quel popolo". Delirio puro: la base elettorale dell'Unione è più ricca della base elettorale della CdL. Bologna poi è una delle città più ricche d'Italia già dai tempi del fascismo. Qui il discorso era divenuto ideologico e razziale, quindi senza alcuna speranza di utilità per lo spettatore desideroso di sapere e giudicare. Ma tanto Ballarò come Repubblica appartengono per intero ai media del '900, interessati soltanto a indirizzare lettori e spettatori a pensare secondo la "fonte della verità" di turno.
Come si sarebbe svolto un ipotetico processo a Mussolini per frode fiscale nel 1938? Mussolini sarebbe stato assolto "a prescindere"... Ma forse con qualche obiettività maggiore di quanto è andata la questione "scalate bancarie" a Ballarò. Di cosa discutere quando l'imputato diventa l'accusatore grazie al giudice?
La questione delle scalate bancarie è diventata subito un affaire giudiziario, invece che politico come doveva essere in una trasmissione politica, anche per ignavia di Cicchitto.
E' chiaro che sul tema giudiziario la questione riguarda al più, a oggi, una ventina di privati cittadini.
Ed è chiaro che evitare di dire e giudicare la controparte, equivale e prendersi ogni colpa senza voler controbattere. Eppure oggi siamo di fronte alla classica trave nell'occhio del moralizzatore.
Nessuno è invece riuscito a dire le cifre, intanto, che da sole danno l'idea del problema politico enorme... i 200.000 miliardi di lire che l'Unione (non i soli DS) fattura con i supermercati e le banche, ma anche e soprattutto (qui sta la questione politica sempre elusa) con gli Enti locali, a partire dalla gestione dei Lavori Pubblici, dalla gestione delle manutenzioni e dei servizi, dalla gestione dei rifiuti, da quella della realizzazione di strade e palazzi, piscine comunali, ospizi, scuole, interi quartieri, la cementificazione dell'intero Paese... a finire con la gestione dei servizi sociali (handicap, Case di riposo comunali, ospedali...).
Questo è l'enorme conflitto di interessi.
C'è un finanziamento da parte delle cooperative, ufficiale e forse anche un altro canale non ufficiale, ma c'è anche un plusvalore aggiunto (dare lavoro a un elettore che cosa è, visto che non è illegale?).
Si è così parlato della auto-multa da 1800 euro di Berlusconi e della banca della Lega (due sportelli in tutto), mentre Bersani prendeva la maschera di Pantalone, tanto bene da sembrare la Pietà di Michelangelo o San Sebastiano trafitto dai dardi. Queste nugellae (come cosuccia è Mediaset rispetto alle Coop) erano equiparate a colossi come i supermercati Coop e Conad (80.000 dipendenti, con un sistema bancario interno e interazioni con Unipol e le Coop di produttori) con una sfacciataggine da regime totalitario, con risatine, con tremori.
Non ci interessa sapere se ci sono dei finanziamenti occulti a Prodi o a Fassino. Forse ci sarà un giudice più fortunato di Tiziana Parenti che troverà colpevoli e reati. Speriamo di no. Ma ora e comunque noi non vogliamo più che assessori diessini possano assegnare, non una ma mille volte al mese in diecimila Enti locali, un appalto a una azienda "diessina" o della Margherita. Questo enorme conflitto di interessi continua a essere completamente ignorato da tutto il Paese, e la massa escrementizia che ne deriva comincia a puzzare davvero troppo.

di Paolo di Lautreamont (Le Guerre Civili)

un esempio: andare a vedere gli appalti vinti nell'edilizia, nei servizi, nelle mense scolastiche, negli spettacoli ...negli ultimi venti anni nella Provincia di Forlì - Cesena (una a caso, la mia). Vedere quante volte le cooperative rosse "vincono" gli appalti. Vedere l'ostracismo verso tutte le imprese non inquadrabili. Vedere gli innumerevoli trucchetti dell'onnivoro Partito (da queste parti "IL" Partito è uno ed uno solo) per assegnare i lotti, far vincere le gare, regalare licenze etc. Uno per tutti lo scandalo (insabbiatissimo) in cui fu coinvolta la vecchia amministrazione comunale per l'assegnazione di aree dismesse (ex Zuccherificio, Ex Mangelli, Ex Foro Boario etc. etc. etc. a Cooperative Rosse) ma nonostante le iniziali indagini della magistratura poi non se n'è saputo più nulla. Come sempre.

Ad esempio fra un'ora (alle 10,30 del 14/12/2005) ci sarà un incontro pubblico della LEGA delle COOPERATIVE di Forlì dove a presentare i progetti (leggi AFFARI) per il 2006 della legacoop Saranno i Sindaci (TUTTI DIESSINI) di Forlì e Cesena, Nadia Masini e Giordano Conti, insieme al Vicepresidente della Provincia, Luigi Sansavin al Centro Engel, in via Ravegnana 407 a Forlì. Come dire, gli affari delle coop per il 2006 me li presenta pubblicamente e direttamente e sfacciatamente il sindaco diessino e il presidente della provincia diessino, ossia chi mi assegnerà (sen'zaltro) l'appalto. COSA NOSTRA.

E QUESTO NON E' CONFLITTO DI INTERESSI????

Sorvy

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martedì, 10 gennaio 2006

Ci siamo...

Da oggi la campagna elettorale di Forza Italia entra nel vivo. Prosegue “l’Operazione verità”, tesa a comunicare le riforme realizzate dal governo. Per questo motivo Silvio Berlusconi era presente ieri sera su “La Sette” al programma televisivo “Otto e Mezzo”, condotto da Giuliano Ferrara; mercoledi' 11 gennaio sara' ospite di “Porta a Porta” e venerdi' 12 gennaio partecipera' alla puntata di “Conferenza stampa” di Anna La Rosa, in onda alle 14 su Raiuno.

Inoltre da oggi www.ragionpolitica.it
<http://www.ragionpolitica.it> , il settimanale on line del Dipartimento Formazione di Forza Italia diretto da Gianni Baget Bozzo, diventa quotidiano: ogni giorno vi troverai articoli di approfondimento e di commento ai principali fatti della politica nazionale ed internazionale. Grazie per l’attenzione. …e andiamo avanti!

Antonio Palmieri
resp. internet Forza Italia


Durand

postato da: ilfaro alle ore 19:51 | link | commenti (9)
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lunedì, 09 gennaio 2006

Un anno con Enzo.

Il meglio del 2005.


Sorvy

 

postato da: ilfaro alle ore 18:52 | link | commenti
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Stasera l'AMOR NOSTRO ospite di Giuliano Ferrara.


Sorvy
 

postato da: ilfaro alle ore 18:25 | link | commenti (13)
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Oh, come si stanno incartando!

«Non ricordo conversazioni con Consorte, forse sarà capitato ma non me lo ricordo...»

Massimo D'Alema

Questa è veramente bella!!!

Se non "conversavano", tutte le volte (e saranno centinaia) che si sono incontrati cosa facevano assieme D'Alema e Consorte?


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 15:53 | link | commenti (2)
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FACCE DI BRONZO

... dicono che sia tutta una campagna orchestrata dalla destra. Eppure le maggiori critiche, quelle più impietose sono all'interno della sinistra. Ma fino a ieri si ripeteva un vittimistico ritornello :«Dalla Cdl è in atto una campagna di aggressione e disinformazione. Fassino esprime una tensione etica e morale che attraversa tutta l'Unione».

Siamo sicuri?

Cesare Salvi (Ds): «Il partito, tutto il partito, riconosca con un po’ di umiltà che tifare è stato sbagliato. Ed essere umili significa riconoscerli subito, gli errori, non dieci anni dopo, perché dieci anni dopo sono capaci tutti».

Fabio Mussi (Ds): «nel caso delle scalate bancarie, e delle recenti alleanze che si sono intrecciate, sono stati commessi errori politici che rimandano a limiti piu’ di fondo - politici, strutturali, etici, culturali - via via accumulati dalla sinistra italiana».

Fausto Bertinotti (Prc): «Sono incerti fra due linee, entrambe negative. La prima è quella dell’arrocco: è la vecchia sindrome della congiura, del nemico “esterno”. L'altra è affermare che nelle coop c’erano alcune “mele marce” da eliminare per poi continuare tutto come prima. Sono visioni miopi, minimaliste. Occorre invece chiedersi perché tutto ciò è accaduto. I Ds abbiano il coraggio di aprire una discussione di fondo: da questa storia non si esce con l'istinto di conservazione, ma con una discussione dolorosa».

Marco Rizzo (Pdci): «grave vicenda Unipol».

Giampalo Pansa (intellettuale Ds): «Secondo me, uno come Fassino, che fa politica da una vita, che è intelligente e accorto, sapeva benissimo chi era davvero Consorte, come si muoveva, quali alleanze stringeva. Ma a Fassino premeva che le coop prendessero la Bnl. E per quel fine è passato sopra a tutto... E se uscissero altri conti a Montecarlo o in Svizzera?».

Una campagna della destra???
Siamo proprio sicuri?

 Estratto da Harry

 

postato da: ilfaro alle ore 12:11 | link | commenti
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CRAXI rimuore (...dal ridere).

Qualche giorno fa la Jena (Riccardo Barenghi Ex direttore del Manifesto, mica uno sporco giornalista di destra!!!) su La Stampa aveva scritto più o meno così:

"E' come se in questi giorni Bettino Craxi fosse morto di nuovo.

Ma questa volta dal ridere."

Lustri e lustri di autocertificata "superiorità morale della sinistra" ... gettati nel cesso!

Ci scappa da ridere a noi, figurati a lui, che l'aveva sempre detto!


Sorvy

postato da: ilfaro alle ore 10:36 | link | commenti
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"Siamo scossi ma sereni"

Gavino Angius

postato da: ilfaro alle ore 10:08 | link | commenti (2)
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La vispa Teresa
avea tra l’erbetta
A volo sorpresa
gentil farfalletta
E tutta giuliva
stringendola viva
gridava distesa:
«Allora siamo padroni di una banca?».


Sancho

postato da: ilfaro alle ore 09:04 | link | commenti
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Cade un'altra bugia sugli Stati Uniti
By Shark.


Apprendiamo in questi giorni (non rosei per la sinistra nostrana) di un'ennesima leggenda sugli Stati Uniti smentita e smascherata. Sacco e Vanzetti, presunte vittime dell'ingiustizia del sistema giudiziario statunitense, non furono affatto vittime di alcuna ingiustizia, buggerarono i loro contemporanei e anche tantissimi dei nostri. In realtà furono condannati per reati effettivamente commessi, come ha svelato una lettera di Upton Sinclair riportata dal L.A. Times, sulla quale peraltro giungono conferme da altre fonti.
Cade un'altra bugia storica, la registriamo.
Qualcuno, un pochino deluso (dal sistema che "purtroppo" non aveva sbagliato), non la prende benissimo:

Il regista Giuliano Montaldo dice che lui, sul caso Sacco e Vanzetti, rimane innocentista. Complimenti. Si vede che il suo bisogno di immaginare di essere un fan della verità è più forte della tentazione di esaminare i fatti che potrebbero deludere questa sua nobile fantasia. Ma ancor più ammirevole è lo scrittore americano Kurt Vonnegut. Lui non resta innocentista. Lui della verità se ne sbatte. A lui se Sacco e Vanzetti fossero innocenti o colpevoli non frega niente. A lui importa soltanto ricordarci che l'America è da buttare. Tanto che per dimostrarlo, in certe circostanze, come quelle, per esempio, delle lotte sociali negli States degli anni Venti, occorre essere pronti a giurare il falso.
Il cocciuto innocentismo di Montaldo e lo sfacciato giustificazionismo di Vonnegut circoscrivono la gamma delle reazioni della grande famiglia degli intellettuali progressisti alle ultime rivelazioni sul caso dei due anarchici italiani che settantaquattro anni fa furono condannati alla sedia elettrica per aver ucciso, durante una rapina, i guardiani di una fabbrica di scarpe. Sia l'atteggiamento dell'uno che quello dell'altro sono comunque del tutto conformi allo stile intellettuale e morale (una perfetta miscela di candore e di cinismo) dell'idealismo rivoluzionario.
Difficile è comunque stabilire dove finisce il candore e dove incomincia il cinismo quando Montaldo dichiara che del suo vecchio film che girò su Sacco e Vanzetti oggi non cambierebbe neanche una battuta o un fotogramma. Aggiungendo che quelle rivelazioni lo indignano.
Ragion per cui non intende dedicare nemmeno una briciola della sua intelligenza di campione del cinema impegnato alla valutazione del fatto che dalle carte inedite di Upton Sinclair – lo scrittore americano che negli anni Venti si batté come un leone per la causa dell'innocenza dei due anarchici italiani – è venuta fuori una lettera che basta da sola a far crollare per sempre l'edificio innocentista. Sicché tutto lascia supporre che egli preferisca immaginare che il povero Sinclair delirava quando il 12 settembre 1929, due anni dopo la morte di quei due disgraziati italiani, scrivendo a un suo amico fidato, confessò di aver sempre saputo (avendolo appreso ai tempi del processo dal legale dei due imputati) che essi erano colpevoli. Ammettendo fra l'altro di aver sostenuto la causa innocentista fino al giorno della sua morte perché temeva di essere radiato come “traditore” dal movimento anarco-socialista. Cosa che avrebbe fra l'altro gravemente compromesso il successo dei suoi libri...
Ma ancor più arduo è forse stabilire dove finisce il cinismo e incomincia il candore di Vonnegut quando egli lascia intendere che la sola America che ama è quella che sognano da sempre gli intellettuali radical-chic come lui. I quali da ormai circa un secolo si sono votati a una causa il cui principale presupposto è l'idea che il loro paese fa schifo. Ragion per cui di loro si può dire che non servono mai con tanta audacia e passione la loro causa come quando per dimostrare quanto il loro Paese fa schifo raccontano qualche balla.
Non sarà proprio questa fisima – il bisogno di immaginare di essere sempre nel vero, anche e forse soprattutto quando dice il falso – la virtù che definisce, sotto tutti i cieli, il moderno intellettuale progressista?


Shark

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giovedì, 05 gennaio 2006

IL CAPITALE

A proposito di libri letti, in questi giorni capiamo cos'hanno capito in questi anni quelli che hanno letto IL CAPITALE.


Ercole

postato da: ilfaro alle ore 13:47 | link | commenti (1)
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