Alcuni aggiornamenti:
le date dell'incontro dei giovani liberali italiani dovrebbero essere il 20 maggio e il 21 (con alternative il 19 e il 20 oppure la settimana successiva).
Il posto più probabile è la Liguria (comoda da Milano-Torino etc., e bella da vivere in questo periodo. Da Sicilia in aereo, a Roma c'è già stato un incontro).
Stiamo verificando una ospitalità a prezzi davvero contenuti: in un giorno o due dovremmo saperne di più.
Entro lunedi metteremo in linea su Tocqueville, Opinione, Ideazione etc un archivio per raccogliere le prenotazioni (una volta che avremo un computo preciso dei costi).
Contiamo di avere tra gli ospiti dei nomi di rilievo. Ricordiamo, però che l'ospite di massimo rilievo saremo noi. Si tratta di fondare qualcosa di nuovo, che agisca anticipando i tempi e i modi usuali, creando una interfaccia permanente tra società, scuola, cultura, politica; un soggetto di riferimento, con un "proprio" quotidiano, con una rivista, dei siti...
Si tratta di essere finalmente soggetto attivo della storia, dell'informazione e della cultura.
Non perdere questa occasione.
Suggerimenti, indicazioni etc. in commenti. Ovviamente, il tam tam è d'obbligo. Cerchiamo di essere in molti.
ANDREOTTI & CARUSO, I PARIA.

Giulio (scappiamo) Andreotti:
«Il problema della missione esiste e va risolto, bisogna lasciare l'Irak agli iracheni».
La missione di pace quindi per Andreotti è il problema, non il terrorismo. Quindi via la missione di pace, o come preferisce dire il speriamo-mai-presidente-del-senato, "risolviamo il problema missione", lasciamo l'Irak agli iracheni, chiudiamo occhi, bocca, naso, e alziamo i tacchi. Se questo è il miglior Ministro degli Esteri della Prima Repubblica ... speriamo di arrivare presto alla quinta repubblica per allontanarcene il più possibile.
Francesco (ma) Caruso:
«L'attentato di Nassiriya è un atto ignobile e deprecabile, ma che va contestualizzato.Quelli dei kamikaze sono atti di disperazione ed esasperazione, ma che fanno parte di una strategia scelta da gruppi armati per contrastare le forze occupanti».
Alla fine di questa dichiarazione ha anche detto "se si aspettavano da me i giornalisti qualche dichiarazione truce, sappiano che non ci casco più, non sono fesso". Caruso, non ce n'è bisogno. Non è che non sappiamo distinguere fra l'inno di partito "10,100,1000 Nassiriya" e la "scelta strategica per contrastare le forze occupanti". Siceramente, per me è più "truce" la seconda, quella che ti sembra meno "truce".
Sorvy

Parola di ex (molto ex) andreottiano. Ma ero piccolo allora e un pò confuso.
Andreotti no. Per questi motivi ... in realtà sono di Harry ma io lo sottoscrivo uno per uno e ve li elenco pure:
Però, a mio parere, una sconfitta di Andreotti per un solo voto al senato sarebbe il migliore dei risutati possibili. Non vedere Andreotti Presidente e far sentire alla sinistra che il panettone a Palazzo Chigi il Prodino non lo mangerà. Ma che dico il panettone ... neanche il cocomero!!!
Quindi: Forza Marini con un misero +1.
LUTTO E VERGOGNA.

LUTTO.
Sono tre i morti dell'attentato islamofascista di questa mattina a Nassiriya. Tre martiri per la libertà, Un maresciallo dei carabinieri, un capitano dell'esercito di appena 34 anni che lascia un bambino di pochi mesi ed un soldato rumeno. Sono stati coinvolti nell'attentanto anche due militari del nucleo radiomobile dei carabinieri di Roma. Secondo le prime informazioni sarebbe in condizioni molto gravi.
VERGOGNA.
Adesso vogliamo i nomi e le foto (ma anche le tessere di partito) di quelli che appena due giorni fa a Roma gridavano "10,100,1000 Nassiriya". Sono gli amici o alleati dei fascisti islamici e per questo motivo vanno legalmente perseguiti come apologeti di terrorismo e di fascismo. Non importa se poi si scopre che sono anche deputati della Repubblica sotto il vessillo di Rifondazione Comunista. Fascisti e amici dei terroristi e come tali vanno trattati.
NOSTRI SOLDATI UCCISI A NASSIRIYA.

Almeno quattro morti nell'esplosione di un ordigno avvenuta questa mattina a Nassiriya verso le 7,30 ora italiana . Il Comando della missione Antica Babilonia comunica che quattro militari sono deceduti nell'attacco e che un quinto versa in gravi condizioni. L'ordigno è esploso al passaggio di un convoglio del contingente internazionale. Uno dei mezzi - una camionetta italiana - è stato colpito.
A bordo del mezzo c'erano quattro italiani ed un rumeno, ma non viene spiegato quale sia il militare rimasto ferito.
Chi gli antifascisti? E chi i fascisti?

Una delle bandiere di Israele bruciata ieri a Milano.

Letizia Moratti, fischiata, insultata e cacciata dal corteo con il padre, partigiano (decorato da Ciampi) ed ex deportato a Dachau. Bandiere di Israele bruciate e la Brigata ebraica costretta ad abbassare i vessilli per poter partecipare alla manifestazione. Esponenti di Forza Italia presi a calci e sputi tra gli applausi della piazza. L'ex capo del pool Mani pulite Gerardo D'Ambrosio, oggi senatore Ds, che invece giustifica fischi e insulti purché «antifascisti». A Roma sono rispuntati cori "10,100,1000 Nassirya".
Ma chi sono i fascisti?
E chi gli antifascisti?
Sorvy
Fascisti di "ESTREMA SINISTRA"
La condanna è ferma. «Vergogna» e «rabbia» sono stati espressi dall'ambasciatore israeliano in Italia Ehud Gol, di fronte al «barbaro comportamento» dei «fascisti» della sinistra estremista che hanno bruciato alcune bandiere israeliane durante la manifestazione a Milano per il 25 aprile.
LA PROTESTA DI ISRAELE - «Da ebreo e israeliano, ieri, mi sono colmato di vergogna e di rabbia alla vista del barbaro comportamento dei fascisti della sinistra estremista che hanno profanato la sacralitá della festa della liberazione del 25 aprile, assieme alla memoria dei caduti della Brigata Ebraica in Italia, dando alle fiamme le bandiere dello Stato d'Israele nel corso del corteo di Milano», ha affermato Gol in un comunicato stampa diffuso dall'ambasciata a Roma.
LE BANDIERE BRUCIATE - «Come ogni anno, anche nel prossimo mese di maggio mi recherò, assieme alle famiglie, sulle tombe dei caduti della Brigata Ebraica che sacrificarono la propria vita per liberare l'Italia e che, da allora, sono sepolti nella sua terra, in Emilia Romagna. - ha proseguito l'ambasciatore - Sarebbe opportuno che l'Italia ufficiale, in quella occasione, chiedesse loro scusa, alla luce del comportamento teppistico di ieri a Milano». «Indigna in maniera particolare il fatto che questi elementi hanno ritenuto opportuno bruciare le bandiere d'Israele proprio nel giorno in cui lo Stato ebraico commemorava la Shoah e onorava la memoria dei sei milioni di vittime sterminati dai nazisti. - ha sottolineato Gol - Queste persone, così come gli altri che negano la Shoah e invitano alla distruzione dello Stato d'Israele, sono un pericolo per il mondo democratico occidentale».
PIU' TRISTI DI COSI' ... SI MUORE.

"Non c'è più tempo e non c'è più Berlusconi come alibi.
È il giorno giusto per capirlo: il giorno di questa vittoria senza festa."
"Adesso, il centrosinistra diventa la misura di se stesso, di ciò che sa fare e di ciò che vuole essere, senza più specchi deformanti davanti ai cittadini che lo hanno mandato al governo e all'altra metà dell'Italia che lo attende diffidente alla prova. (...)
Ma i problemi maggiori - sembra un paradosso, ma è una colpa - sono nell'area riformista, quella che dovrebbe naturalmente esprimere una cultura di governo. Il voto, e il dopo voto, hanno detto una verità sgradevole: così com'è, quell'area non è all'altezza della sfida difficilissima che l'attende. (...) Per oggi, non per domani. Non c'è più tempo e non c'è più Berlusconi come alibi. È il giorno giusto per capirlo: il giorno di questa vittoria senza festa."
PRODINO'S SOAP OPERA
Non sanno ancora se hanno vinto, e già si stanno scannando.
Cronaca di un governo che ancora non c'è: Bertinotti mette il veto su qualsiasi alternativa alla sua autocandidatura alla Presidenza della Camera. Marini fa lo stesso al senato: "guai a chi me lo tocca". I diesse fuori da tutte le cariche istituzionali sono furiosi. Ieri sera Fassino, ospite di Ferrara ad otto e mezzo, ha dichiarato che non rinunceranno per nessun motivo al mondo alla Presidenza di una delle due Camere. Prodi bofonchia. D'Alema apre all'opposizione. Bertinotti chiude. I piccoli partiti pretendono ministeri e sottosegretari a più non posso. Tutti si dicono "determinanti" per la vittoria. Perfino la Sbarbati con il suo 0,1% dei Repubblicani di sinistra "sono determinante, eccome. Senza di me non si raggiungeva quello 0,6 per mille di vantaggio sulla CDL". Di questo passo un ministero non lo si negherà a nessuno, neanche a Sgarbi e ai Pensionati. A questo punto ci chiediamo se gli rimarrà qualche sottosegretariato al primo partito della coalizione: i Diesse. Prodi bofonchia. Fassino ha la bava dalla rabbia. Che nel quadro del suo viso sofferente non è un bel vedere. Prodi fa la sua prima dichiarazione di politica estera aprendo ad Hamas pochi giorni prima dell'attentato Kamikaze di Tel Aviv. Hamas non condanna l'attentato quindi lo rivendica. Tutto il mondo condanna. Tutto il mondo appunto, tranne Prodi ... minchia, che tempestività !!!! Un inizio di politica estera che la dice lunga. Il Financial Time boccia senza riserve il governo Prodi - non ancora venuto alla luce - sbatacchiando il mortadella in ogni modo "niente riforme con Prodi, l'Italia andrà allo sfascio, addirittura vogliono elimare la legge Biaggi, pazzi furiosi!"... pronosticando per l'Italia prossima ventura l'uscita dall'Euro. Prodi con la faccia più da culo che si conosca al mondo, dice che il Financial Time pur parlando esplicitamente di Prodi si riferiva a Berlusconi. Facendoci così venire il dubbio che quando F.T. in tutti e cinque gli anni del passato governo scriveva (male) di Berlusconi in realtà si riferiva a Prodi
... ed è solo la sigla di apertura di questa Soap Opera Uliviana.
Ci sarà da divertirsi, altro che!

ANDREA'S VERSION - COPYCAT n. 131
Ma certo che ha ragione Prodi, era del tutto evidente che gli inglesi del Financial Times ce l’avevano con l’Amor nostro e non con lui. Sono fatti così gli inglesi, chi li conosce non sbaglia. Sempre ricercati, mai diretti, a parte quella volta a Dresda. Figli di un linguaggio diplomatico millenario che adora sopra tutto il gioco di rimbalzo, un ti dico e non ti dico che noi abbiamo poi tradotto alla carlona in quel parlare a nuora perché suocera intenda. Sono così gli inglesi, non lasciatevi fuorviare dai corpo a corpo nella Camera dei Comuni. Capita. Ma non a caso hanno inventato loro il cricket, un gioco tipo i quattro cantoni dove, per tornare al punto in cui già sei, devi colpire una palla che rimbalza, schizza di qua, poi scappa di là, riverbera e rimpalla. Sono così gli inglesi. Assoluti maestri del biliardo, e nel biliardo, professori di carambola, dove di nuovo non a caso si impatta una biglia con l’intenzione calcolata di colpire l’altra. Sono così gli inglesi e c’è poco da fare. Volendo attaccare l’Amor nostro, è venuto loro naturale scrivere che Prodi ha degli alleati del cazzo con un programma di merda.
Andrea Marcenaro (il Foglio del 19/04/2006)
Pasqua in casa Sorvyello.

Moglie stesa sul divano, Sorvy sbragato sull'altro divano. Serata pasquale all'insegna del relax. Di bambini, pappine, pannolini, urla, pianti, capelli strappati ... niente. Tutto finito. Televisione appena accesa. Rai Uno. The Passion di Mel Gibson.
Scena della crocifissione. I bambini, tutti e tre di sopra. Mi sa che dormono. Abbassa. No, dormono. Musica terribile. Suspance. Scene terribili. Il volume in effetti è alto.
Subwoofer messo a dura prova, buoni rapporti con vicini anche. I bambini tanto non si svegliano. Scoppiasse un bombardamento aereo non si svegliano. Scena cruciale. Gesù muore. Cade un goccia dal cielo. Primo piano della goccia. La goccia si spiaccica sul suolo. Parte il terremoto. Il terremoto spacca il tempio. Scuote il Golgota, La croce ondeggia. Il crocifisso è morto. I soldati romani scappano. Maria rimane. Giovanni pure. La goccia spiaccicata era l'anticipo di un temporale. Ma il terremoto continua. Terremoto e temporale insieme. I cielo si è fatto nero. Il terremoto continua. I soldati romani sono "iti". E noi siamo lì, sul divano.
"Minchia che figata l'effetto surround. Un impiantino niente male, eh... sette casse, niente fili, un subwoofer che è un terremoto. Quando si dice 700 euri spesi bene. E si risparmia sul cinema..."
Mia moglie mi fa notare il lampadario ondeggiante ...Puttana, che Subwoofer!
Sulle locandine davanti alle edicole stamattina (ieri i giornali non c'erano): Terremoto con epicentro Forlì .
"quando si dice 700 euri ... di subwoofer".

VEDO, PREVEDO, INDOVINO...
L’Italia sta andando verso un periodo tranquillo e sereno. Il governo futuro avrà la strada spianata dall’opposizione e tutto sarà pervaso da collaborazione e solidarietà. Sono le previsioni del prossimo futuro degli esperti della Nexus.
Fonte: rubata.
il Ladro:
Non faremo un'opposizione becera.
Dichiariamo fin d'ora che di Prodi ci piacerà tutto ... anche il pistacchio.
Dedicata al mio amico Greg Fanghino

Caro Direttore, pare che oltre quindici milioni di macchine intasino le autostrade per il mare o i monti e, calcolando oltre due persone per vettura, si ha, all’incirca, trentacinque milioni di italiani protesi verso le vacanze. E pensare che solo un paio di settimane fa a molti degli aspiranti vacanzieri mancava il latte alla “quarta settimana”. Quella sì che era miseria, mannaggia.
Risposta:
Quella bestiale mistificazione è la vera vittoria del centrosinistra. Ma come hanno fatto? Con quali complici ci hanno rifilato quella panzana? E’ una cosa da studiare, ora che Visco critica per eccesso di pessimismo il Financial Times. Giorni felici e beckettiani ci attendono. Più latte per tutti.
Giuliano Ferrara


"Adesso il compito ingrato di tirare la carretta
prendendo gli sputi tocca a loro.
E ancora non hanno iniziato a governare,
ancora non c'è stato alcun voto al Senato."
Fausto Carioti

Il Financial Times scrive che la vittoria di Prodi è stata talmente striminzita da mettere in seria crisi la governabilità del Paese, al punto da ritenere probabile l'uscita dell'Italia dall'euro entro il 2015. Il passaggio chiave: «Prodi offre il genere sbagliato di riforme già fallite in altri paesi europei» e la ristretta maggioranza su cui poggia la sua coalizione al Senato «potrebbe non consentirgli di attuare il già insufficiente programma». Ovviamente, tutte queste cose sul programma di Prodi a Londra si erano guardati bene dal dirle in termini così chiari prima del voto. Tradotto in italiano, l'articolo del Financial Times significa che gli ambienti finanziari inglesi fanno il tifo per un governissimo di larghe intese guidato da un tecnico (Mario Monti è il primo della lista), e l'unico che sembra averlo capito, incredibilmente, è Roberto Maroni. Presto il Financial Times sarà imitato dai grandi quotidiani italiani. La sinistra, incredula perché abituata a vedere il quotidiano del gruppo Pearson (stessa casa madre dell'Economist) bastonare sempre e solo Berlusconi, ci resta un po' male. Daniele Capezzone, che evidentemente ha già scordato i rapporti di forza all'interno dell'Unione e il peso dell'estrema sinistra, coglie la palla al balzo per chiedere a Prodi di «puntare su riforme liberali». Rifondaroli e comunisti italiani manco gli rispondono più.
Intanto, dall'altra parte dell'oceano, persino il New York Times, ovvero la versione a stelle e strisce di Repubblica, si domanda a voce alta se Prodi sia un calmo sereno, come a lui stesso piace dipingersi, o, molto più banalmente, un debole bollito, come lo vede una bella fetta del resto del mondo.DOVE SIAMO NOI?
"Nella via Crucis non c'è possbilità di essere neutrali."

Cari fratelli e sorelle,
abbiamo accompagnato Gesù nella "Via Crucis". Lo abbiamo accompagnato qui, sulla strada dei martiri, nel Colosseo, dove tanti hanno sofferto per Cristo, hanno dato la vita per il Signore, dove il Signore stesso ha sofferto di nuovo in tanti.
E così abbiamo capito che la "Via Crucis" non è una cosa del passato, e di un determinato punto della terra. La Croce del Signore abbraccia il mondo; la sua "Via Crucis" attraversa i continenti ed i tempi. Nella "Via Crucis" non possiamo essere solo spettatori. Siamo coinvolti pure noi, perciò dobbiamo cercare il nostro posto: dove siamo noi?
Nella "Via Crucis" non c'è la possibilità di essere neutrali. Pilato, l'intellettuale scettico, ha cercato di essere neutrale, di stare fuori; ma, proprio così, ha preso posizione contro la giustizia, per il conformismo della sua carriera.
Dobbiamo cercare il nostro posto.
Nello specchio della Croce abbiamo visto tutte le sofferenze dell'umanità di oggi. Nella Croce di Cristo oggi abbiamo visto la sofferenza dei bambini abbandonati, abusati; le minacce contro la famiglia; la divisione del mondo nella superbia dei ricchi che non vedono Lazzaro davanti alla porta e la miseria di tanti che soffrono fame e sete.
Ma abbiamo anche visto "stazioni" di consolazione. Abbiamo visto la Madre, la cui bontà rimane fedele fino alla morte, e oltre la morte. Abbiamo visto la donna coraggiosa, che sta davanti al Signore e non ha paura di mostrare la solidarietà con questo Sofferente. Abbiamo visto Simone il Cireneo, un africano, che porta con Gesù la Croce.
Abbiamo visto, infine, attraverso queste "stazioni" di consolazione che, come non finisce la sofferenza, anche le consolazioni non finiscono. Abbiamo visto come, sulla "via della Croce", Paolo ha trovato lo zelo della sua fede e ha acceso la luce dell'amore. Abbiamo visto come sant'Agostino ha trovato la sua strada: così san Francesco d'Assisi, san Vincenzo de' Paoli, san Massimiliano Kolbe, Madre Teresa di Calcutta. E così anche noi siamo invitati a trovare la nostra posizione, a trovare con questi grandi, coraggiosi santi, la strada con Gesù e per Gesù: la strada della bontà, della verità; il coraggio dell'amore.
Abbiamo capito che la "Via Crucis" non è semplicemente una collezione delle cose oscure e tristi del mondo. Non è neppure un moralismo alla fine inefficiente. Non è un grido di protesta che non cambia niente. La "Via Crucis" è la via della misericordia, e della misericordia che pone il limite al male: così abbiamo imparato da Papa Giovanni Paolo II. È la via della misericordia e così la via della salvezza. E così veniamo invitati a prendere la via della misericordia e a porre con Gesù il limite al male.
Preghiamo il Signore perché ci aiuti, perché ci aiuti ad essere "contagiati" dalla sua misericordia. Preghiamo la Santa Madre di Gesù, la Madre della Misericordia, affinché anche noi possiamo essere uomini e donne della misericordia e così contribuire alla salvezza del mondo; alla salvezza delle creature; per essere uomini e donne di Dio.
Amen!
Benedetto XVI - Via Crucis al Colosseo - Roma
VENERDI' DI PASSIONE
... "l'unica storia veramente importante che sia mai accaduta" (Charles Péguy).



in tutto il mondo in queste ore si ricorda la passione di Gesù.

Via Crucis, New York - Brooklyn
SORVY


Ma in Italia ti dicevano: «E basta con ‘sto conflitto di interessi». E «smettiamola di demonizzarlo, perché se no facciamo il suo gioco». Ma lui il suo gioco, a causa del gigantesco conflitto d’interessi, che si estende dal suo banchiere Fiorani ai suoi giornalisti che lo mettono in onda quando vuole, con fiero disprezzo di quella miseria della “par condicio”, lo ha fatto come ha voluto.
Lo ha fatto impiegando senza scrupoli tutti i suoi mezzi, col pieno uso e abuso del suo potere di dire quello che vuole, quando vuole.
L’incubo finisce nel momento in cui siamo autorizzati dai risultati elettorali a usare i verbi al passato. Berlusconi era il caimano, e non c’era niente di grottesco o di esagerato, o di «attacco che fa il suo gioco» in quella scena finale del film di Nanni Moretti. Effettivamente Berlusconi esce dalla scena del suo potere illegale (illegale perché esercitato in pieno conflitto di interessi e dunque contro le regole non solo della democrazia ma anche del codice civile e del corretto capitalismo) dopo avere distrutto tutto quello che poteva distruggere: fiducia e rispetto fra gli italiani, immagine del Paese, condizioni morali (la sua protervia di inquisito che definisce «infami» i giudici) e condizioni materiali (la crescita zero, unica al mondo fra le democrazie industriali).
Ma, come se non bastasse tutto il danno che ha accumulato (insieme al ridicolo e al risibile con cui ha divertito alle nostre spalle il resto del mondo) Berlusconi ha combattuto casa per casa, prima di lasciare (come lascerà, splendida prospettiva) il potere. Nell’assemblea della Confindustria, a cui teoricamente appartiene, si è battuto per fare tutto il danno possibile, dividendo, accusando, diffamando, mostrando che il suo scopo era di lasciare solo rovine. Nell’assemblea della Confcommercio ha insultato con deliberata volgarità metà del Paese, e dunque metà di coloro che lo ascoltavano, intento a provocare ancora più spaccatura, ancora più animosità, ancora più rancore, ancora più sospetto, ancora più impegno a combattersi fra italiani (e persino nel mondo del consumo, che tipicamente cerca armonia, perché la gente incattivita non compra).
Dalle tribune delle sue incursioni elettorali nel mondo dei media, che per lui ha spalancato le porte del conflitto di interessi e del dominio illegale delle notizie, ha usato tutto il talento negativo di cui è dotato, tutte le risorse distruttive che sono la sua arma di comunicazione, per aumentare la spaccatura dentro il Paese. Nella conferenza stampa, cupa, allarmante, da Repubblica di Weimar, che ha tenuto nel pomeriggio dell’11 aprile, Berlusconi propone minacce. Sono minacce pesanti, se pronunciate da un uomo che può comprare di tutto, e che non si da pace di non aver potuto piegare più di metà del Paese.
Non c’è alcun precedente, nelle culture democratiche, di un lavoro così intenso e continuo di attacco e screditamento con cui Berlusconi ha tracciato i confini di un suo virtuale campo di concentramento mentale nel quale relegare le figure e le immagini che non si devono vedere e non si devono sentire. Ho detto «campo di concentramento mentale». Ma non dimenticate che è molto forte la capacità mentale di un uomo immensamente ricco e disposto a governare violando leggi e decenza, e sfuggendo alle sentenze per corruzione e falso che lo inseguono, di trasformare in fatto fisico, in evento reale ciò che desidera. Voci hanno taciuto e figure sono scomparse in questi anni. E in questi anni scomparire dalla radio, dalla televisione, dai grandi giornali, vedersi tagliare con scrupolosa pignoleria ogni pubblicità e moltiplicare, attraverso l’immensa compiacenza dei volontari, le fonti di denigrazione, è un buon modo per rendere effettiva e reale la lista di proscrizione che un primo ministro in apparenza democratico ha imposto all’Italia.
Una tale cappa di conformismo e silenzio è disceso sul mondo della gran parte della informazione italiana, da separarla drasticamente dalla informazione del mondo. Per sapere quanto è grande questa differenza vi basterà osservare che i senatori eletti all’estero, con l’eccezione di uno, hanno aderito a Prodi e al governo dell’Unione. Perché ciò che sanno dell’Italia lo hanno appreso da corrispondenze e commenti e dalle televisioni dei Paesi in cui vivono e in cui non vige né il dominio della Rai Pionati-Vespa, né quello di alcuni commentatori italiani di buona firma. Infatti, anche in queste ore, mentre nella sede della Lega Nord di Milano gli uomini di Bossi si stanno prendendo a botte, c’è chi si preoccupa sinceramente (per la milionesima volta, ma senza imbarazzo) di quanto sia diviso il centrosinistra e di come si farà a governare.
E se lo chiedono mentre tutti sostiamo su detriti e macerie della legge elettorale più vergognosa, la «porcata» che la gente di Berlusconi ha preparato come trappola per rendere l’Italia ingovernabile.
L’intento distruttivo è stato forte e purtroppo continua. Senza uomini come Marcello Pera alla presidenza del Senato, come Roberto Castelli alla Giustizia, come Tremonti a manomettere i conti dello Stato, riuscirà difficile a Berlusconi imporre i suoi interessi e far votare con la consueta fretta e il consueto voto di fiducia (mentre intanto si blocca il respiro economico del Paese) le sue leggi vergogna.
Ai suoi tempi, che finiscono adesso, Berlusconi non ha avuto bisogno di fatti veri e di risultati realmente ottenuti. Gli bastava andare - o mandare - in televisione, ospite in case amiche di proprietà o d’affitto, e dire ciò che riteneva utile dire, inventando fatti e inventando cifre. Tanto nessuno, tra gli illustri interlocutori dei migliori giornali, e tra i direttori delle migliori testate, si sarebbe permesso di interrompere il monologo o di correggere anche una sola cifra falsa. Sapevano tutti di avere di fronte un primo ministro ricco, potente e vendicativo.
Sarà immensamente difficile governare. È già annunciata l’intenzione di scatenare guerriglia parlamentare. La Casa delle Libertà ne ha già dato l’annuncio. Sono gli stessi che chiamavano «ostruzionismo» la presentazione di emendamenti migliorativi alle loro terribili leggi.
Sarà immensamente difficile. Ma certo non gioverà a Berlusconi il confronto quotidiano e continuo con la persona normale Romano Prodi, senza cerone, senza tacchi, senza violenza offensiva, senza il seguito sottomesso che tocca solo a chi è più ricco del sultano del Brunei e ha fama di essere più generoso con chi lo compiace.
Il confronto fra la artefatta invenzione dello spettacolo e la vita vera di un cittadino competente [Iri? Sme? Alfa Romeo?] che sa quello che fa, governa con cognizione di causa e si prepara, atto per atto, a rendere conto, non gioverà all’uomo dell’immagine. Invece dell’abbaglio televisivo che si protrae per infinite puntate, la “audience” (meglio definibile come i cittadini della Repubblica che hanno votato) avrà di fronte un normale governo [con Luxuria e Caruso], come in ogni altro normale Paese democratico.
Questo Paese, prima di Berlusconi, ha avuto una sua buona e solida reputazione nel mondo [quale, l'Italietta?]. Prodi lo vuole riportare in quel punto, al livello di prestigio che l’Italia aveva quando è entrata - tra l’incredulità di molti, ma con i conti in ordine - nell’Europa dell’Euro [e sai che figata].
Noi sappiamo che Berlusconi e i suoi cortigiani faranno il possibile perché ciò non avvenga. Sono responsabili di un disastro e vogliono farci credere che quel disastro è dovuto a cause di forza maggiore. Ogni atto di governo, adesso, li inchioderà all’evidenza dei loro clamorosi errori. Potete scommettere che, alla faccia del loro sbandierato patriottismo, si batteranno perché, grazie alla guerriglia di opposizione, l’Italia diventi ancora peggiore. Non risparmieranno ogni possibile sabotaggio. La parola è dura ma va sottolineata perché è un preannuncio, un appuntamento da ricordare, fra poco. È ciò che si apprestano a fare come “contributo” per il Paese che hanno così gravemente manomesso.
Ma noi sappiamo che Prodi è un ostinato, uno che mantiene le promesse [e speriamo di no!]. Ci sarà un Italia. E non sarà quella offesa e umiliata e spinta dal vanesio e incompetente primo ministro che sta per andarsene, alla crescita zero.
il fantasmagorico governo dell'Unione

Prodi è deciso: "Governerò 5 anni e darò stabilità a Paese". Viva viva. Tenendo buona la dimostrazione per assurdo del teorema provo a immaginare il nuovo consiglio dei ministri. Fra un po' sarà guerra sui nomi. La mia proposta di governo eccola qui.
Presidente del Consiglio: Romano (Mortadella) Prodi
Vice Premier: Piero (Pompe funebri) Fassino
Ministri senza portafoglio
Attuazione programma di governo: Daniele (cialtronico) Capezzone
Funzione Pubblica: Marco (trombato) Pannella
Innovazione e tecnologia: Rita Levi Montalcini (Treccani in uno)
Italiani nel mondo: Mirko (rincoglionito) Tremaglia
Pari Opportunità: Wladimir (transgender) Luxuria
Politiche Comunitarie: Fausto (cachemire) Bertinotti
Riforme istituzionali e devoluzione: Abolito
Rapporti con il Parlamento: Oliviero (moderato) Diliberto
Sviluppo e coesione territoriale: Willer (tex) Bordon
Ministri
Esteri: Luigi Pallaro (Senador do Brazil)
Interno: Francesco (disobbediente) Caruso
Giustizia: Emma (drogalibera yeah, yeah) Bonino
Economia e finanze: Giovanni (mazzetta) Consorte
Attività produttive: Diego (scarparo) Della Valle
Istruzione: Eco (ddupalle) Umberto
Lavoro e politiche sociali: Massimo (marinaretto) D'Alema
Difesa: Cicciolina ("mi scopo Bin Laden in cambio della pace")
Politiche agricole e forestali: Rosi (passerona ammuffita) Bindi
Infrastrutture e trasporti: Pecoraro (No Tav, no party) Scanio
Salute: Emilio (Cocalibre... sniff... sniff) Colombo
Beni culturali: Di Pietro (che c'azzecc) Tonino
Comunicazioni: Mieli (terzista...staminchia) Paolo
DEKA
Quant'è bello
Christian Rocca "nostro":
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Riconteggio una cippa
Non c'è in corso nessun riconteggio, in corso c'è il conteggio. Quello vero, quello ufficiale, l'unico. I deputati e i senatori sono proclamati dalla Corte di Cassazione che ancora non ha proclamato nessun eletto. Deve prima, attraverso la magistratura locale e gli uffici circoscrizionali, recuperare i verbali dei seggi, fare le somme e i conteggi ufficiali e poi infine proclamare gli eletti. Entro il 28 aprile. I dati del Viminale non sono ufficiali, non lo sono mai stati, il Viminale non si occupa di proclamare gli eletti. Quelli del Viminale sono dati informali raccolti dalle Prefetture. Qui c'è spiegato tutto. Peppino Calderisi dice che, a ogni elezione, tra i dati informali e quelli ufficiali c'è un discostamento di 40-60 mila voti. Questa volta ci potrebbero anche non essere, oppure potrebbero esserci a favore del centrosinistra. Ma, ovviamente, anche a favore del Polo. Aspettiamo, vista l'esiguità dello scarto. Questa è la prima cosa. Poi c'è la questione delle schede "contestate", cioè quelle non assegnate ai seggi, ma formalmente contestate dai rappresentanti dei partiti. Sono 43 mila. I magistrati dovranno controllarle e, eventualmente, assegnare i voti alle liste. Di nuovo, potrebbe non cambiare niente o potrebbe rafforzare l'Unione, ma anche assottigliare lo scarto oppure far vincere il Polo. Fine. Non c'è nessun riconteggio. Berlusconi farebbe bene ad aspettare, tacendo. Prodi farebbe bene ad aspettare, pur forte del risultato informale del Viminale, ma senza fare lo smargiasso.
13 aprile
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Dopo Provenzano, altri primi effetti del governo Prodi
Da Repubblica: "Industria, la produzione a febbraio
in rialzo del 3,3%, +0,8% su mese"
12 aprile
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Al direttore
Gli italiani all’estero regalano la vittoria all’Unione. Tutto, piuttosto che avere Umberto Eco tra i coglioni.
Christian Rocca
Il Foglio, 12 aprile
Continuiamo a godere come ricci.
By Shark.
Ore 23:05. Il comunista filo-cubano Rizzo e il radicale liberista filoamericano neocon Capezzone si stanno facendo a pezzi su Liberitutti. Willer Bordon (Margherita), seduto al centro tra i due, non sa dove guardare. Capezzone ha dichiarato che loro sono dalla parte dei dissidenti cubani che marciscono nelle carceri di Castro, mentre lui è orgogliosamente dalla parte di Fidel. Rizzo ha confermato che è vero, e ha detto che fortunatamente i radicali, con cui non vi è alcun accordo su politica estera ed economica, sono insignificanti dal punto di vista numerico alla Camera. La Russa se la gode quanto noi che guardiamo. Update: ore 23:24, il nostro amico Andrea Mancia interviene al programma. 
SHARK
BRAZIL
Brazzziiiiiiilllll .... Prodigno si attacca ad un senadorignu do u Brazzzzziiiiiiilllllll!
ma se percaso chillo scugnizzau fijo de napulitano do u Brazzzziiiiiiilllllll
perde u areo do u Brazzzzziiiiiiillllll ....... cad' a fiducia a u guvernuuuuuuuuuuuu.....
Brazzziiiiiiilllllll ....
Brazzzzziiiiiillllll...
Braaaaaazzzzziiiiiiiiiiillllll!
Non ci poteva andare meglio
By Shark.

Ecco perché noi ridiamo e loro no:
Silvio Berlusconi non l'ha presa bene e cerca di uscirne fuori in qualche modo. E' comprensibile. Però, fosse stato possibile immaginare un risultato a tavolino che fosse utile alla Casa delle Libertà, la seconda scelta da fare a mente fredda (dopo la vittoria con ampia maggioranza parlamentare in ambedue i rami, ça va sans dire) sarebbe stata proprio questa, ovvero la vittoria dell'Unione con una maggioranza impalpabile nella Camera storicamente più difficile da controllare, nel periodo più difficile dell'anno. Ogni altra alternativa sarebbe stata peggiore.
Aver conquistato il Senato per un pugno di voti, infatti, si sarebbe rivelato una jattura. A quel punto ognuna delle due coalizioni avrebbe avuto il controllo di una Camera. L'Unione, grazie al premio di maggioranza, avrebbe avuto un forte controllo di Montecitorio, mentre la Cdl sarebbe stata sopra di pochi senatori a palazzo Madama. Però tanto sarebbe bastato ad attribuire alle due coalizioni identiche responsabilità. Per il centrodestra questo si sarebbe tradotto, con ogni probabilità, nell'obbligo morale e politico ("per il bene del Paese...") di sostenere un governo tecnico o un esecutivo "di solidarietà nazionale" a guida Mario Monti o affini. Ma alla Cdl è andata bene così. Primo: perché gli elettori detestano simili inciuci, che li fanno disamorare dei loro eletti. Secondo: perché il prossimo governo avrà come compito principale di varare la Finanziaria 2007. Un compito, anch'esso, elettoralmente devastante.
Posizione ancora meno invidiabile sarebbe stato trovarsi al posto dell'Unione. Esposto a ogni vento e a ogni ricatto di ogni singolo senatore, il centrodestra avrebbe avuto il compito ingrato di varare la Finanziaria con la certezza di vedere il proprio documento stravolto a palazzo Madama. E si sa che è proprio tra novembre e dicembre che è più alta la mortalità dei governi, specie quelli che possano su maggioranze esigue. Insomma, la Cdl sarebbe stata costretta a stare sulla graticola per mesi, forse un anno (impossibile che un governo con una simile maggioranza possa durare di più), facendosi prendere a schiaffi dall'opposizione senza avere lo spazio di manovra necessario a varare una riforma degna di questo nome. Per inciso, chi conosce quella palude chiamata Senato sa che questo è difficile da controllare anche con maggioranze di venti senatori. Figuriamoci quando il vantaggio su cui si può contare è di un uomo e due figure: basta una piccola epidemia d'influenza al momento sbagliato per far cadere un governo.
Ora in questa posizione difficile ci si trova l'Unione e il cerino acceso è nelle mani di Romano Prodi. Il quale mostra di non aver capito molto di ciò che è successo. Dice che governerà cinque anni, che la sua è stata una grande vittoria e parla davvero come se avesse ricevuto un'investitura popolare. L'uomo che aveva promesso di unire l'Italia se ne sta semplicemente fregando della maggioranza degli italiani. Chiedendo di avere il mandato a governare ha firmato il suo suicidio politico. Lo hanno capito bene i Ds, i quali usano infatti un linguaggio assai più cauto. Gavino Angius insiste perché la presidenza di una delle Camere sia data a un esponente della Cdl, con la quale secondo lui andrebbe concordata anche l'elezione del presidente della Repubblica. Massimo D'Alema, dopo le prime figuracce, si guarda bene dal suonare la tromba: ora parla di un «paese spaccato» e di un risultato «molto tirato, al di là di quello che era prevedibile». Piero Fassino tira il freno a mano e dice che il loro governo «rappresenterà l'intero Paese facendosi carico delle aspettative e delle esigenze di tutti, con attenzione e scrupolo anche di chi ha votato il centrodestra». Parole pesate e pensate, che fanno intravedere l'atmosfera pesante che si respira da quelle parti. Già pensano a quando si dovranno votare provvedimenti come il rifinanziamento delle missioni militari italiane all'estero o i primi decreti fiscali o quando qualcuno dei tanti parlamentari della sinistra estrema tirerà fuori la proposta di legge sui Pacs o la libertà di ricerca sugli embrioni. Tutti temi sui quali al Senato, sulla carta, esiste già una maggioranza diversa dall'Unione.
La verità è che hanno paura: presto il compito ingrato di tirare la carretta prendendo gli sputi della minoranza toccherà a loro. La Cdl lascia il governo e inizia la sua campagna elettorale nel modo migliore: con le mani libere, all'opposizione, sapendo di poter contare su più elettori di quanti ne abbia l'Unione. Tra un anno si vota. E la Cdl li indicherà e dirà agli italiani: hanno avuto la loro occasione, ecco come l'hanno usata (grazie a A Conservative Mind).
Stesso sensatissimo ragionamento di The Right Nation:
Lo diciamo chiaro e tondo: noi siamo contrari al recount (a meno che, naturalmente, non vengano accertati gravi brogli capaci di ribaltare il risultato della Camera). Siamo contrari, non solo perché non vogliamo vedere il nostro splendido Caimano fare la fine di Al Gore in Florida, ma soprattutto per l'invincibile e sadica curiosità di vedere questa sinistra provare a governare il paese con uno straccio di maggioranza al Senato e con una solida minoranza nel paese. Siamo ansiosi di vedere i capigruppo dei partiti della sinistra fare incetta di vaccini anti-influenzali per non far ammalare senatori e senatori a vita. Siamo tremendamente eccitati di fronte alla prospettiva di assistere al dibattito sulla Finanziaria, quando Montezemolo arriverà all'incasso e l'estrema sinistra farà sentire tutto il suo peso nella coalizione. Enzo ha perfettamente ragione: "Le percezioni in politica a volte contano più dei numeri. Se nella CdL prevalesse il buon senso, si capirebbe che perdere così è quasi meglio di una vittoria".
Shark.

FELICITAZIONI TELEGRAFICHE
Felice come una "Pasqua" per annunciata morte e imprevista resurrezione Berlusconi Silvio STOP. Attendo con ansia formazione nuovo "serio governo" STOP. Riposare qualche mese opposizione est rigenerante STOP. Cinque anni governo meritano si o no piccolo breve riposino (... che diamine) STOP? Quale più dolcissima sconfitta ricevere voti di maggioranza Paese ad Senato e 50% esatta di voti ad Camera? poteva chiunque mago immaginare questo risultato straordinario STOP? Scopriamo adesso oltre 50% italiani arriva fine mese STOP altro 50% fabbrica scarpe in Cina STOP. Niente male per paese che non può comprare latte propri figli STOP. Entusiasmo travolgente sinistra STOP. Si può essere più coglioni di così STOP? Divertimento assicurato per quattro o forse cinque mesi STOP. Prima di grande dramma di seconda caduta Mortadella STOP. (sarà Bertinotti, Capezzone, Lussuria, Mastella o Caruso questa volta?) STOP Già dichiarazione Senatore Rio de Janeiro (italinigno in mundo): senza mio ministerigno do Samba Prodi non governigna una chipotas STOP. Montalcini già senatrice vita (bè... più che vita ...senatrice, STOP) imbalsamata in sarcofago refrigerato con respiratore incorporato dichiara: mi sacrifico in vita per "pochino felicità" tutti STOP. Capezzone pone primo veto per "accanimento terapeutico" senatrice a vita...STOP Pannella richiama Capezzone: stai zitto coglione! STOP!
Ah... STOP, dimenticavo scopo principale telegramma felicitazioni STOP: Auguri! STOP FELICI e "COGLIONI fino in fondo" STOP.

P.S.: Vedere in tv D'Alema e Capezzone alle 16,30 e poi alle 21 è stato meglio che vincere il derby. Ascoltare Prodi è stato come tornare bambini quando davano Stanlio e Ollio: era un modo per organizzarci la felicità. La serietà al governo.
GRAZIE SILVIO.

Per non passare per opportunista scrivo adesso. Alle ore 13,05. Due ore prima quindi della chiusura dei seggi e dell'inizio dello spoglio.
La mia convinzione è che si perda.
Abbiamo lottato con te Silvio, con questa consapevolezza. Anche se la speranza rimane un'altra.
Grazie Silvio per come hai lottato, per la tua determinazione in questi anni, per averci garantito degli spazi di libertà e di costruzione di una "speranza politica" nuovi.
Grazie perchè hai tenuto testa ai poteri forti ed anche a quelli piccoli (Casini) e piccolissimi (Follini).
C'è ancora bisogno di te ora che abbiamo perso. C'è ancora bisogno di te per la costruzione di una aggregazione liberale, cattolica e riformista possibilmente unita in un unico soggetto politico per l'Italia di domani.
Se invece fra due ore io mi sarò sbagliato e tu avrai vinto allora non ci sono dubbi: "SANTO SUBITO"!
Sorvy
incrociamo le dita
Il Sorvegliato si ferma... fino a lunedì.
Non posterò oggi pomeriggio. Neppure sabato. E neanche domenica.
Avrò Silvio Berlusconi nei miei pensieri certo (e anche nelle mie preghiere, perchè no?) ma non voglio aggiungere più nulla sul blog a conclusione di questa lunghissima, snervante campagna elettorale.
Solo un ultimo appello a tutti voi ... destri, sinistri, centrini, rosapugnoni ma soprattutto indecisi.
Lo prendo in prestito da una persona che stimo (per quanto culturalmente a me molto distante): Christian Rocca.
Lui che ha sempre votato Pannella questa volta scrive così:
Non ho mai votato il centrodestra, voto stavolta il Caimano perché, almeno a parole, su politica estera, economica e del lavoro propone cose che condivido pienamente. D'accordo, politica estera a parte, quelle cose che dice poi non le fa, non le ha fatte. E' vero anche se è un po' ingeneroso: la riforma del mercato del lavoro e quella delle pensioni e una semplificazione fiscale le ha fatta (io aggiungo anche la riforma sulla scuola). Il punto è che gli altri, cioè gli avversari, sono conservatori che quelle riforme non le vogliono fare nemmeno a parole, anzi una volta al governo le ritireranno o depotenzieranno. E poi c'è un'altra cosa: preferisco la visione della vita e della società del Caimano a quella cattocomunista.
e poi quella di un mio amico che mi ha detto:
"Se solo fosse un pò consapevole il Caimano che quello che lui dice è molto di più di quello a cui crede ... la libertà dell'individuo è molto più importante della capacità dello Stato di dare la felicità ai suoi cittadini. Perchè io vorrei un individuo libero, slegato dalle ideologie, e solo un pragmatico e liberale come lui può salvarci dalla deriva buonista del modello cattocomunista. Solo il caimano può garantirci dal rischio di diventare tutti "cittadini un pochino felici" - ultima trovata ideologica della vecchia guardia dossettiana e post comunista: l'ideologia del pollo in batteria . Io invece voglio più società e meno Stato. Più libertà e meno "felicità di Stato". Stavolta, più che mai, voto Forza Italia."
Non so come andrà a finire lunedì. In ogni caso sarà un successo. Cinque anni fa non esisteva Tocqueville. E Tocqueville c'è anche perchè per la prima volta in Italia si è intravista la possibilità di costruire qualcosa di mai vista prima: il tentativo di una RIGHT (italian) NATION sul modello americano. In questo, bisogna riconoscerlo, c'è anche il merito di un uomo che ha scombinato la politica e le idee. Fosse solo per questo come dice Giuliano Ferrara, abbiamo già vinto. Sia che si vinca sia che si perda noi ci siamo. E non intendiamo fermarci.
Che Dio ci aiuti.
Intanto nell'attesa, questo del fine settimana ho due libri da divorare:
Qui Christian Rocca (Camillo) sul libro di David Brooks - "Happy Days".
Qui Pierluigi Menniti di Walking Class su "La cattedrale e il cubo".
Il segretario cittadino di Trani dei Democratici di sinistra ha querelato Silvio Berlusconi perché "ha apostrofato con il termine 'coglioni' coloro che voteranno per il centrosinistra". Altre denunce arrivano dal Veneto. Secondo Giovanni di Random Bits, ora è tutto chiaro: "Non era un'offesa, era una semplice constatazione".Ecco come vota questo blog:
LA CAMERA DEL SORVEGLIATO:
Forza Italia 44,4%
Lega 22,2 %
Udc 22,2 %
Bush 11,2 %
IL SENATO DEL SORVEGLIATO:
Forza Italia 77,6%
Alleanza Nazionale 11,2%
Bush 11,2%
LE INTENZIONE DI VOTO DEI SORVEGLIATI:
intenzione di voto di Savy
Trattandosi di dichiarare la propria intenzione di voto mi trovo costretta a mettere l'accento sulla parola intenzione.
E perciò: INTENZIONALMENTE io voterei come il mio amico Sorvy. FI alla Camera e FI al Senato.
MA è successo che ho dovuto fare un voto di scambio. Un amico che (pur essendo mio amico) avrebbe votato BERTINOTTI al Senato e UDC alla Camera. Abbiamo discusso. Gli ho detto "no, dai Pier no! Ma passi Pier, ma Fausto no!" Allora lui mi ha detto: "io non voto Fausto al Senato e voto Silvio solo se tu voti Pier alla Camera e non voti Silvio". Il bastardo sapeva che per me Pier sta come per lui Silvio..
COSA AVREI DOVUTO FARE??? COSA AVRESTE FATTO VOI???
E allora andrà così:
Savy voterà FI al Senato e UDC alla Camera.
Ma solo per la causa, perche non si dica che ho un amico ... coglione!
(scusa Savy ma il logo del tuo secondo partito mi è venuto piccolo ... firmato: Sorvy)
LA CHIESA SI MUOVE:
anche COMUNIONE E LIBERAZIONE
per ricordare che "gli avvenimenti ci impongono di scegliere". Un volantino che esprime una opinione esattamente opposta a quanto affermato il leader dell'Unione Romano Prodi oggi . Il professor Prodi ha detto di considerare la fede come "una cosa troppo importante per essere strumentalizzata in campagna elettorale". Invece Comunione e Liberazione, facendo tesoro dei documenti del Cardinal Runi e dell'ex Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede Joseph Ratzinger (un tantino più competente sulla fede del "cattolico adulto" dossettiano -cioè cattocomunista - Romano Prodi) e di Papa Benedetto XVI (per gli amici Joe Ratzy e stretto amico dell'ex prefetto della dottrina della fede...) dichiara nel volantino:
"Gli avvenimenti ci impongono di scegliere. Il Papa e i Vescovi offrono il criterio per giudicare quali opinioni politiche sono compatibili con la fede e la legge morale naturale. (...)Come cristiani non possiamo votare chi vuole escludere la Chiesa dalla vita sociale, relegando la fede alla sfera privata e soggettiva. Ci sono principi che non sono negoziabili: vita, famiglia, libertà di educazione. Come cristiani sosteniamo chi riconosce il valore infinito della persona e ne difende la libertà di cercare la verità, la bellezza, la giustizia e la felicità."
COMUNIONE E LIBERAZIONE
OGGI FARO' ANNUNCIO SU AZIONE GIUDICI CONTRO ME
"Oggi farò un importante annuncio su un'azione della magistratura di Milano nei miei confronti durante la campagna elettorale, su cui sono riuscito ad ottenere informazioni".
Lo ha detto Silvio Berlusconi parlando a Sky tg24.
PROVE DI REGIME

Giuliano Ferrara imbavagliato alla sua trasmissione Otto e mezzo su La7 in segno di protesta per quello che è accaduto a Mediaset. «con la par condicio la sinistra cerca di giocare la partita delle elezioni dal centrocampo, perché senza il confronto libero non si capisce chi dice la veritá e chi mente».
Sorvy
Questo è un appello:
Abbiate cura di loro.
Maneggiateli con cura.
Non agitateli troppo.
Non capovolgeteli
... insomma non rompete i mei "votanti di sinistra".


ascoltata su "viva Radio due":
Notizia Ansa: Berlusconi dichiara che nonostante tutto vincerà le elezioni e mentre lo dice si gratta i comunisti.
Sorvy
p.s.: di queste elezioni ne ho proprio due comunisti anch'io. Non vedo l'ora che arrivi lunedì.
ANDREA'S VERSION - copycat n. 112
A parte che non si capisce come possano esistere delle teste di cazzo talmente teste di cazzo da non votare uno che ti toglie l’Ici sulla prima casa, e pur non essendo in grado di capire se chi tentenna davanti a una misura così trasversalmente vantaggiosa sia più un babbeo o più un pezzo di stronzo, a parte questo, l’unica cosa certa è che i manigoldi dell’altra parte si stanno cacando sotto. Ma lasciamo da parte i commercianti e proviamo a ragionare con pacatezza sui famosi indecisi in generale. Solo delle grandissime teste di minchia possono respingere la mano che li sostiene. Soltanto dei belinoni col botto staranno ancora a menarsi il torrone se andare o non andare a votare. Ma muovessero il culo, vivaddio, ma alzassero le chiappe dalla sedia e corressero a deporre quella cacchio di scheda al chiaro scopo di metterlo in quel posto a chi altro non sogna che di metterlo in quel posto a loro. Bischeri, palude di minchioni, razza di scimuniti che non sono altro. Noi qui che ci facciamo un mazzo tanto e quelli sempre a ravanarsi l’oca: ancora non so, decido domani, magari dovrei chiedere. Orsù, svegliati, o amata moltitudine di mezze seghe.
Andrea Marcenaro da IL FOGLIO del 05/04/2006
Forse davvero stanno perdendo.
Per me questa è la campagna elettorale più appassionante degli ultimi trent'anni. Esagero? Forse no. E' bella perchè non è affatto scontata e si gioca sul filo di lana. La sinistra al contrario giura che è una campagna elettorale brutta. Si, da loro punto di vista è veramente brutta. Di più: si sta trasformando in un vero incubo. Il motivo è chiarissimo. Sono partiti con la sicurezza pressochè assoluta di vincere a mani basse. Già alle scorse regionali chiedevano le dimissioni immediate di Berlusconi "per non perdere altri mesi preziosi". Facevano e disfacevano poltrone, sedie e sgabelli... ministeri, sottoministeri.
Invece Berlusconi questi mesi li ha usati tutti nel modo migliore. Fregandosene di chi gli chiedeva di anticpare i funerali, anche in casa propria erano in molti a chiedere di portare in spalla il feretro. Invece lui non ha ascoltato nessuno. Neanche il grande Ferrara. E' stato lì, calmo, fermo deciso. Ha legiferato. Ha messo alla porta qualcuno dei suoi più truci aspiranti becchini (leggi Follini). E' andato in giro per le televisioni a spiegare i cinque anni del suo governo. Ha zittito chi nella sua alleanza voleva già sostiutirlo inventandosi le tre punte. Ha lavorato giorno e notte per questa campagna elettorale come mai si era visto prima fare da qualsiasi altro candidato, prima repubblica compresa.
La sinistra ha pensato, nonostante tutta la combattività del cavaliere, che fosse solo questione di tempo e che anche, senza muovere foglia, la vittoria era comunque in tasca.

Di colpo la sinistra si è svegliata a pochi giorni dal voto e si è accorta che il cavaliere "nero" come un don Chisciotte qualsiasi, eroico e senza paura, combatteva indomito senza fermarsi un solo momento. Tutti i giorni sul suo cavallo. Spesso, spessissimo da solo. I suoi alleati non esistevano granchè, macchissenefrega avrà detto fra sè.
Verso la fine della campagna elettorale anche gli alleati hanno capito che il distacco con la sinistra, grazie alla "pazzia" di Silvio, si stava riducendo in modo straordinario. Imprevedibile. Oltre ogni più ottimistica previsione.
Anche i sondaggi sventolati dalla sinistra con troppa baldanza e superiorità alla fine hanno dovuto capitolare. Fino al silenzio. Si parlava di undici punti di distacco a dicembre, ve lo ricordate? Poi di otto in gennaio. Di cinque a febbaio. Infine di tre o addirittura due punti in marzo. Poi, per legge (ma come siamo liberali in Italia!!!) il silenzio li ha sostituiti.
Intanto a pochissimi giorni dal voto, Berlusconi riesce a fare un faccia a faccia televisivo in cui dichiara di voler eliminare l'ICI dalla prima casa e letteralmente inchioda un Prodi bofonchiante al tappeto. C'è un vero terremoto nella sinistra nella notte. I giornali della "nuova gioiosa macchina da guerra REP.CORR.MESSAG.STAMP. all'unisono titolano che c'è stato un pareggio. Avevano i titoli già fatti con "ha vinto di nuovo Prodi"... ma proprio non ci riescono a pubblicarlo quel titolo. Diventerebbero ridicoli perfino ai loro più fedeli lettori di sinistra. Devono accontentarsi nel dichiarare "il pareggio" che tradotto vuol dire "la peggiore sconfitta". Sono nervosi. Si vede anche nel dopo faccia a faccia. A Ottoemezzo, A Matrix, dall'Antipatico. Sono nervosissimi. Poi nella mattinata di oggi si scopre che le società internazionali di scommesse, già nelle prime ore dopo il faccia a faccia stravolgono le quotazioni. Addirittura le bloccano. Berlusconi dato perdente (da due anni) con Prodi nella mattinata praticamente raggiunge il Professore (Gli scomettitori ne sanno molto di più dei sondaggisti, perchè scommettono soldi, perchè hanno buone fonti e perchè in maggioranza stranieri quindi non coinvolti emotivamente). Ed anche i sondaggi riseravati, oramai non più pubblicabili, ieri sera devono avere avuto qualche contraccolpo particolare. Perchè la sinistra oggi è nervosissima. Davvero senza controllo. Ne volete una prova? Il Corriere della Sera e Repubblica "hanno fatto addirittura un'edizione straordinaria" neanche fosse stata dichiarato l'attacco all'Iran da parte di Bush prendendo come appiglio la seguente frase di Berlusconi: "Scusate il linguaggio rozzo, ma efficace: non credo che in Italia ci siano tanti coglioni che voteranno contro il proprio interesse". Corr. e Rep. fanno il medesimo titolo e a caratteri cubitali (il Corriere un pò più a sinistra di Rep. -oramai -aveva il titolo in rosso!). La faziosità dei tiotli è vermante fuori da ogni grazia di Dio: "offende gli elettori dell'Unione". Il Corriere attualmente fa apparire Berlusconi come un pazzo, infatti titola: "Continua il duello da solo".
Insomma il nervosismo non li tiene più. I sondaggi post faccia a faccia evidentemente circolano nelle redazioni dei giornali della sinistra. E, angosciati, non trovano null'altro di meglio che sperare di creare uno scandalo lì dove scandalo non c'è. Se Berlusconi avesse avuto intenzione di offendere la sinistra avrebbe detto "delinquenti politici", come ha fatto Prodi, non avrebbe certo detto "Scusate il linguaggio rozzo, ma efficace". La parola sinistra fra l'altro nella frase incriminata non compare neanche. Non c'è neanche uno dei tanti aggettivi normalmente e quotidianamente sparati dall'organo dei D.S., L'UNITA' o da qualche segreterio di partito dell'opposizione come: ladri, appartenenti ad una umanità moralmente inferiore (Occhetto), mercenari ( Prodi ai GIOVANI di Forza Italia), evasori (D'Alema), con le mani sporche di sangue (Diliberto), casalingehe rintronate da mediaset, beoti, idioti, fascisti, classisti, cialtroni, cafoni, ignoranti, senza cultura, stupidi, mafiosi, guerrafondai, assassini, barbari. E Berlusconi solo oggi è stato chiamato il Vanna Marchi della politica dal "moderatissimo" Ermete Realacci
Ma tutto questo can-can artificioso ci conferma solamente una impressione. I sondaggi che hanno in mano Rep. & Corr. li rende nervosi. Molto nervosi. E se fanno una edizione straordinaria su un cazzata così.... bè forse stanno perdendo davvero.
Bombardati i "coglioni" talebani
AHHH! Però l'AHHH pensatelo con l'accento di Homer Simpson. Mamma che goduria. Che figura ieri Prodi. Tre le bombe sparate dal Presidente da custodire gelosamente nella memoria.
1) SB: "Quando ho detto a Prodi che è un poveraccio non intendevo offenderlo, anzi. Lo immagino - poveraccio - seduto al consiglio dei ministri con da una parte Luxuria che regala spinelli, di fianco la Bonino con il cartello "Vaticano Talebano", più in là Caruso con il passamontagna arcobaleno e i bulloni in tasca e infine D'Alema vestito da marinaretto.
2) SB: "Io sarò ubriaco, ma lei è solo l'utile idiota della sinistra".
3) SB: "Abolirò l'ICI. Si, avete sentito bene. Abolirò l'ICI sulla prima casa"
L'altro era lì che s'arrampicava sugli specchi. Le tasse sui bot le metto e non le metto, la patrimoniale sì ma solo per i ricchi e poi organizzo anche un po' di felicità per i poverelli perché i ricchi sono infelici. Oddio, oddio che goduria. Sto male. E oggi ancora SB regala un'altra perla: "Ho troppa stima dell'intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare facendo il proprio disinteresse". Purtroppo in giro di coglioni ce ne sono veramente tanti e alla fine le elezioni le vinceranno loro. SB però ci ha regalato una serata impagabile. Altro che duello noioso. Prodi è noioso e ha rotto con quella sua aria da prete bonaccione. Non solo ci ha regalato l'euro, ha pure promesso più tasse. Ha ragione SB quelli che votano a sx sono proprio dei coglioni. Le chiacchiere stanno a zero. I proclami di SB invece vanno a mille.
Ps: Dopo la vignetta del parlamento ulivista, SB merita almeno il voto al senato. Quindi cambio la mia dichiarazione di voto: Lega alla camera, Fi al senato.

Vladimir Luxuria "che regala spinelli"

di fianco la Bonino "con il cartello vaticano talebano".

più in là Caruso con il passamontagna arcobaleno e i bulloni in tasca

e infine D'Alema vestito da marinaretto
TAXMAN
il supereroe dei coglioni.
"Ho troppa stima dell'intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare facendo il proprio disinteresse". Lo ha detto Silvio Berlusconi nel suo intervento alla Confcommercio. "Scusate il linguaggio rozzo ma efficace", ha aggiunto. (VIDEO)

PANNELLA & BONINO
"ORCHI" BOLLITI

Lettera da Il Foglio di oggi:
Al direttore - Insospettita dal fatto che in Lombardia pare ci siano troppi medici obbiettori, troppi ciellini e troppi pochi aborti, Emma Bonino ha chiesto al Corriere della Sera (pagine milanesi) una seria campagna di informazione affinché venga subito varata una commissione di inchiesta per verificare l’applicazione della legge 194 in Lombardia. Ora, pur non esercitando la professione di ginecologo alla Viale o di volontario per la vita alla Casini, e sebbene mi riconosca un po’ responsabile della sovrappopolazione formigoniana in Lombardia, mi permetto sospettare che la Bonino ha preso un grosso granchio se – come sembra presupporre la sua esternazione – ha preso alla lettera l’appello inviato da Marco Pannella a Beppe Grillo (“Se il nazicomunismo cinese non avesse stabilito da generazioni di nazisticamente impedire la natalità, sterminando con la forza dello Stato feti e neonati, e genitori ‘colpevoli’, a che punto di già non saremmo? Se non imbocchiamo subito la strada di un ‘rientro dolce’ della popolazione del pianeta da 6 miliardi di persone più o meno alla metà nell’arco di 4 o 5 generazioni, di un secolo, continueremo a esser travolti dallo tsunami natalista”). Capisco che a Emma Bonino possano non piacere i bambini, però mi pare che il titolo della legge 194 sia “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza”, non “Norme per il massacro sociale delle mamme e il ‘rientro dolce’ dei nuovi nati”. Mi pare anche che l’articolo 1 della medesima legge reciti “Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio. L’interruzione volontaria della gravidanza, di cui alla presente legge, non è mezzo per il controllo delle nascite. Lo stato, le regioni e gli enti locali, nell’ambito delle proprie funzioni e competenze, promuovono e sviluppano i servizi socio-sanitari, nonché altre iniziative necessarie per evitare che l’aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite”. Spiace che alla Bonino dispiaccia che in Lombardia la 194 sia applicata e invece che servire la solita ribollita di zuppa abortista, serva ancora a far nascere qualche piccolo, brutto e pidocchioso anatroccolo. LUIGI AMICONE
Pannella parla a Beppe Grillo come un orco che non sa di esserlo, e le ingiunzioni della Bonino sono il canto dell’orchessa. Quando non è in sé, Marco è contro di sé. Non è un bambino cinese, non è Giovanardi con le sue “fissazioni antinazi”, ma qualche volta risulta bollito.
Giuliano Ferrara
COMMENTI A CALDO DI UN TRIONFO.
"Sembra che Prodi dopo il faccia a faccia sia stato visto attaccato ad un lampione ubriaco… poveraccio." (Robinik )
"Ho vinto io. Se fosse stata una partita a tennis sarebbe finita 6-0 6-0". (Silvio Berlusconi, ANSA)
"Tripletta negli ultimi tre minuti. Il brasiliano silviao che non ti aspetti" (Andrea Mancia, The Right Nation)
"Grandissimo Silvio!!!" (Savy, via sms)
"Domani possono scrivere quello che vogliono ma S.B. ha stravinto" (Ercole via sms)
"Dopo l’appello finale sono saltato sul divano come se l’Italia avesse vinto i mondiali. Magari i mondiali non li ha vinti ma c’è un’ottima possibilità che si sia vinta i prossimi 5 anni. Io non ci credo che qualcuno possa credere realmente senza pregiudizi antiberlusconiani in Prodi." (Robinik)
"Liguori da Ferrara gongola come se avesse segnato la Roma." (Andrea Mancia, The Right Nation)
"Credevo fosse finita 15-0 per Berlusconi, ma forse sono stato troppo prudente." (Andrea Mancia, The Right Nation)
Per Gabriele Polo, il direttore del Manifesto "è stato un pareggio". Allora Berlusconi ha proprio STRAVINTO!!! (Sorvy)
"Non c'è stata partita ma stasera contro Prodi vinceva anche Sbirulino" (Enzo Reale, 1972)
"non c'è stata partita. Se domani mattina l'armata Repubblica-Corriere-Messaggero-Stampa (la quadruplice alleanza) parleranno di "pareggio" sarà il maggior trionfo per Berlusconi." (Sancho via telefono)
Il dibattituni/2.
di Enzo Reale
Coppa dei Campioni, grande Vespa. Diranno che è un assist al Berlusca. I giornalisti sono gli stessi dell'altra volta: ma perché? Pena di morte. Azz... Sorgi non ce la fa, non ce la fa. A porta vuota: l'uscita sfortunata (a dir poco) di Rutelli, facile facile. Magistrati, più giustizia, meno politica. Ottimo. Prodi inizia col Vangelo. Occhi semichiusi, finora ha detto niente. Non si capisce di cosa parla. Ah, ok, giustizia rapida. Già sentita, Mortadella sta sprecando il suo tempo. L'attenzione ai bambini, Fassino-style. Più concreto il premier, uno a zero palla al centro. Prodi cita la moglie e ride. Vuole un'Italia guidata dalle donne, penosa captatio benevolentiae. Abbassa la voce. Silvio ha gioco facile anche stavolta con la violenta campagna dell'opposizione durante i suoi cinque anni di governo. Il caimano, un film orrendo. Tremonti offeso da Prodi. Prodi ride, ma che ti ridi? Ecco, chiudiamo la televisione. Due a zero, troppo facile finora. Cos'è un ricco?, chiede Sorgi. Li pagano, questi. Perfino Prodi capisce che è una domanda idiota. Parecchi milioni di euro, bravo Prodi, preciso come al solito. E' ricco colui che è sereno, ma è pazzesco. Più sei ricco, più sei infelice, secondo Romano. Viva la sinistra. Rigore per Silvio: a sinistra parlano ancora di redistribuzione del reddito, l'immoralità del profitto, imposta di successione. Cattocomunisti dossettiani. Va bene?, chiede Prodi. Va bene? Va bene? Berlusconi insiste sulle contraddizioni dell'Unione. Tre a zero. Spesa pubblica. Si incarta il Berlusca, si incarta pure la trasmissione Internet. Questa ce la siamo persa, facciamo tre a uno. Prodi, il deficit della sinistra non esisteva, Silvio sghignazza. Il presidente non sopporta parametri di nessun tipo, ma chi è lo speechwriter? Divorzio, aborto, temi nuovi per Sorgi. Berlusconi se ne frega e torna a parlare del delinquente politico e dei conti. Prodi risponde, nessun cambiamento alle leggi. Politica felice per la famiglia, tutta questa felicità sta diventando irritante. Silvio parla del futuro, finalmente: quoziente familiare, confessiamo la nostra ignoranza. Adesso lo spiega. Troppo complicato. Vuole copiare il sistema francese. Un punto in meno. Anche Prodi ha studiato il quoziente. Napoletano torna sui tagli: almeno la domanda ha un senso, Sorgi è a pezzi. Questo è il primo fatto da fare, dice Prodi. Fatto. Evasione fiscale, paese in malora. Troppo facile. Le imposte mantengono gli ospedali, la polizia, le scuole. Imposte, imposte, imposte. Cavaliere più realista, nessun tintinnio di manette, tasse per servizi, riduzione aliquote. Giù il cappello, però questo programmone poteva applicarlo. La maestà della legge, urla Romano. Anche Vespa si è dimenticato di Sorgi. Sistema scolastico. Parla dell'Asia come se fosse piena di idioti. La fatica di insegnare, indovinate chi l'ha detto? Il dibattito sta languendo. Politica estera, dove sei? Berlusca, inglese seconda lingua madre, cioè lingua zia. Computer, formazione professionale, apprendistato, diplomi brevi. La miglior risposta di Berlusconi nei due confronti. La partita è quasi chiusa, se non fa autogol. Università alla miseria per Prodi, sempre messaggi di speranza. Istituto per amici. Boh? La ricerca ai minimi termini, qui ha ragione ma è da sempre così. Berlusconi nota il pessimismo della felicità. E' attento stasera. Il Sud. Messaggio ai giovani. Silvio: grandi opere, stanziamenti sbloccati, lotta alla criminalità - 800 dentro -, infrastrutture, Salerno-Reggio Calabria (è da quando son nato che la sento). Romano: dà dell'ubriaco a Berlusconi, altra caduta di stile davvero triste. Berlusconi s'incazza e ha ragione. Mortadella insiste. Se senti Prodi l'Italia sembra il Bangladesh. E infatti, il mediterraneo la porta dell'Asia. Geografia prodiana. Berlusconi ricambia con utile idiota. Perde il vantaggio tattico. Livello infimo del dibattito. Speriamo finisca presto. Non ho un sistema nervoso complicato, dice Mortadella. Ma ha un sistema nervoso? Lei non si è mai attentato a far le primarie. Italiano al top. Sorgi, le donne. Si fa interessante. Berlusconi torna sulle primarie, parli delle elezioni che ha vinto. Prodi su pagamenti e nomine. L'Italia sta sprecando la prima risorsa del paese. Le donne sono più brave. Prodi è per le quote rosa. Berlusca: art. 51, otto ministre (come ZP, no!), donne ambasciatrici. BOT, CCT, pensioni. Ogni domanda fa diminuire l'ascolto di cinque punti (come il costo del lavoro prodiano). Quanto manca? Plusvalenze. Silvio risponde sulle donne adesso. Che casino. Vicepresidente donna. Cioè chi? I ggiovani. Gli anziani. Di nuovo la copertura di spesa: dove prende i soldi Berlusconi? Ha detto che glielo spiega dopo, pessimo il premier qui. Iraq: aiuto. In politica estera solo Zapatero è peggio di Prodi. E' ancora convinto che l'UE abbia esportato la democrazia da qualche parte. Dai, Silvio: dì qualcosa di democratico. D'Alema marinaretto. Romagnoli? Una missione straordinaria, vai Silvio, libertà, stato di diritto, siii... Diffondere la democrazia, ha detto proprio così... Appelli finali. Mortadella: paese diviso, ricchi e poveri, meridionali e settentrionali, giovani e vecchi, il paese non può vincere. Ci credo. Terribile. Berlusca stavolta se l'è preparato? Parla di economia, perché? Abolirà l'ICI. Colpo di scena. L'Italia è un'azienda complicata. La forza di un sogno, finalmente. Finita. Berlusconi ha amministrato bene e affondato quando era il caso. Non c'è stata partita ma stasera contro Prodi vinceva anche Sbirulino.
P.S. Qui si vuol bene a Capezzone ma commenti come questi non fanno onore alla sua intelligenza. Stasera qualcuno in casa radicale comincerà a porsi qualche domanda e magari a darsi qualche risposta.
Di Enzo Reale
una domenica in occidente...
Pera, attraverso il Sorvegliato Speciale,
saluta la suaTocqueville.

Cronaca di "miscredente" sull'Occidente Day a Bologna .
Un Presidente del Senato in ottima forma (qui tutto il discorso ). Sono intervenuti anche Gaetano Quagliariello (Presidente di Magna Carta), il poeta forlivese, da me molto stimato, Davide Rondoni e l'onorevole Isabella Bertolini.
Oltre duemila persone stipate nel Palazzo dei Congressi di Bologna per il battesimo del Movimento per l'Occidente.
Solo una nota di colore, non avendo tempo di raccontare la memorabile giornata:
Il sottoscritto ha sventolato per due ore con orgoglio una bandiera dell'America, accanto a me il Miscredente aveva la bandiera di Israele, dall'altra parte un ragazzo con la bandiera Italiana (tutte tre le bandiere, sia chiaro, sono di proprietà del Sorvegliato). Tutt'intorno un tripudio di bandiere di Forza Italia.
Domani scanner permettendo, metto in rete l'autografo di Marcello Pera dedicato a tutta Tocqueville. In mezzo ad una gran folla di gente che chiedeva l'autografo sono riuscito a fatica a farmi largo e a strappargli "un autografo per Tocqueville". Il Presidente dopo avermi consegnato l'autografo attraverso l'onorevole Isabella Bertolini che faceva, strapazzatissima, da ponte tra la folla osannante sotto il palco, il servizio d'ordine, le forze di polizia ed il Presidente sul palco, ha sollevato in su il pollice in segno di approvazione e mi ha gridato con l'altra mano ad imbuto intorno alla bocca : "Bravi... Tocqueville, forza... siete bravissimi!".
Si, Presidente, siamo bravissimi. Ma con lei in Tocqueville ancora di più.

nella foto Sorvy con la bandiera dell'America
L'ULTIMO FACCIA A FACCIA

QUELLO CHE BERLUSCONI DOVREBBE ASSOLUTAMENTE DIRE
"Berlusconi dovrebbe parlare il più possibile di quello che accadrà se vinceranno gli altri. E cioè il prevedibilissimo aumento della pressione fiscale, lo scontro continuo tra i ministri dell'Unione, il lassismo nei confronti della cosiddetta microcriminalità e dell'immigrazione clandestina (...), la svendita dell'identità nazionale al multiculturalismo più cialtrone imposto dal dogma del politicamente corretto, la revisione delle leggi sul trattamento degli embrioni" (fregandosene dell'esito del referendum, come ha giurato D'Alema)
GIOCARE D'ATTACCO, A COSTO DI NON RISPONDERE NEANCHE ALLE DOMANDE DEI GIORNALISTI.
IMPARARE DA FINI: CONTARE FINO 5, RIMANENDO IN SILENZIO PER SECONDI CHE FANNO SUSPANCE E DANNO ENFASI ALLA RISPOSTA, PRIMA DI PARLARE. POI PARLARE POCO ED ATTACCARE MOLTO. COME SE SI FOSSE STATI ALL'OPPOSIZIONE PER CINQUE ANNI. DEL RESTO, NON E' ALMENO DA DUE ANNI CHE LORO SI SENTONO "GIA' AL GOVERNO".
Sorvy
Ciao, Tommy. Piccolo angelo.
E' vero, è sconvolgente, è proprio così:
la banalità del male è il vero abisso dell'inferno.

Sorvy