SORVEGLIATO SPECIALE

"idiota e lurido Kant - se Dio non c'è tutto è permesso. Basta con la morale. Solo la carità è rispettabile. Cristo e Dostojevskij, tutto il resto sono balle" C.Pavese

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giovedì, 31 agosto 2006

postato da: ilfaro alle ore 16:07 | link | commenti (16)
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ANSA del 30 ago 17:06  Iran: per D'Alema nucleare legittimo per fini pacifici

ROMA - Lo sviluppo dell'energia nucleare da parte dell'Iran e' "legittimo" se serve a fini "pacifici". Lo ha detto il ministro degli Esteri Massimo D'Alema. L'Italia, pero', insieme alla comunita' internazionale, non vuole che Teheran possegga armi nucleari. (Agr)

ECCOME NO!?!

E la ghigliottina è legittima se serve per affettare le cipolle? E il gas nervino per il fuoco sotto la pignatta?

E che so… i fili elettrici sulle palle per tenere allegri i prigionieri?

Che ministro! Che fiorfiore di statista!


SANCHO

postato da: ilfaro alle ore 15:23 | link | commenti (18)
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Naguib Mahfouz

Nel 1988 vinse il Nobel per la Letteratura. Primo e unico scrittore arabo. Ma Naguib Mahfouz, morto ieri al Cairo, dove era nato 94 anni fa, era già allora in patria uno degli scrittori più noti e considerati, per la sua opera di romanziere, commediografo, sceneggiatore, oltre a quella giornalistica con le maggiori testate egiziane.

Scrittore amato in tutto il mondo ma anche odiatissimo dagli integralisti islamici che lo hanno accusato di blasfemia, tanto che alcune delle sue opere sono state all'indice per anni nello stesso Egitto perchè le autorità religiose le giudicavano “irriverenti verso la religione”. Inviso al punto, negli ambienti della Jihad islamica, da meritarsi una condanna a morte. A scatenare la persecuzione, in particolare, il suo libro più contestato, «I ragazzi del nostro quartiere», scritto nel 1959 e a lungo censurato in Egitto e in Libano. Per lui, le prime minacce di morte arrivarono un anno dopo il Nobel, nel maggio dell'89. Il 14 ottobre di sei anni dopo un attentatore lo aggredisce con diverse  coltellate alla gola, nel tentativo di uno sgozzamento (“alla moda” dell’Islam Jiahdista). Lui però si salva per miracolo. Per l'attentato poco tempo dopo vengono arrestati e processati sette estremisti islamici affiliati alla setta dei “fratelli musulmani”.

Questa è la sorte di chi coraggiosamente voglia esprime cultura in un Paese islamico considerato fra i più moderati, l’Egitto. E’ anche per questo che nei paesi islamici non si riesce a produrre niente di culturalmente rilevante al contrario di paesi straordinariamente ricchi di culutra come l’India e diversi nuovi paesi africani. Non c’è da stupirsi se Naguib Mahfouz rappresentava l’eccezione. Il suo coraggio e la sua persecuzione lo rendono un eroe del suo Paese. Le pressioni integraliste dell’Islam Jiahdista sono così dominanti su tutto il mondo islamico da impedire ogni espressione di libero pensiero, arte, cultura.

SORVY

postato da: ilfaro alle ore 15:18 | link | commenti (1)
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martedì, 29 agosto 2006

TRE ANNI DA SORVEGLIATI SPECIALI

Agosto 2003 / agosto 2006.

Sono passati tre anni. Oltre 280.000 visite. Una media giornaliera di 250 accessi con più di un picco da 1.000 visitatori giornalieri.

Niente celebrazioni. Nello stile WATCHED OVER e con la solita immagine del bambino di Normann Rockwell ricordiamo a chi conosce da poco il nostro blog chi siamo e da dove siamo inconsapevolmente partiti.

Vi promettiamo diverse novità ed un rinnovato entusiasmo nel raccontarvi la realtà. Nel modo semplice e schietto di sempre. Spesso graffiante. Sempre politicamente scorretto. Ironici fino alla morte. La nostra scuola è infatti quella di Andrea Marcenaro e di Barney Panofsky. E poi è stato Il Foglio di Giuliano Ferrara ad insegnarcelo. E ce lo ricorda tutti i giorni: l'ironia è l'arma più forte.

Buona lettura dei nostri FREE THOUGHTS ABOUT THE UNESCAPABLE REALITY.


SORVY

postato da: ilfaro alle ore 18:12 | link | commenti (7)
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Andrea's version del 29/08/2006

 

Si aspettano moltissimo, da noi. D’altra parte esiste una lunga tradizione di rapporti dell’Italia con i paesi arabi ed è giusto che sia così. Fatto sta che da qualche tempo si sentono sperticate parole di lode nei nostri confronti. Gli Hezbollah parlano benissimo dell’Italia e si attendono buoni risultati dall’opera nostra. Del regime iraniano non parliamo nemmeno, la sua stampa ha dato enorme rilievo alla proposta di Massimo D’Alema sull’Italia nel gruppo dei 5+1 e ripone in noi molte speranze per i suoi programmi. D’altra parte, è giusto che chi vuole fare opera di pace e di mediazione parli e tratti non solo con i puri di cuore. Anche la Siria, la terribile Siria, pare che ci adori e che faccia molto conto sulla disponibilità italiana a proporsi come cuscinetto in quella turbolenta zona del mondo. E poi il Libano e altri ancora. Insomma, si aspettano tutti che il nostro paese faccia un gran lavoro. E tutto ciò è bellissimo. Sperando solo, un domani, che quei birichini non ci bombardino per scarso rendimento.


SORVY

postato da: ilfaro alle ore 09:56 | link | commenti (1)
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martedì, 15 agosto 2006

Le bugie di Pallywood e di Hezbollywood
By Shark.





Tanta, troppa gente ignora il mare di menzogne e di disinformazione che i media palestinesi amano propinare a noi ingenui o partigiani occidentali. Bugie, montature, morti che si rialzano, finti funerali, mistificazioni, fotomontaggi, videomontaggi, false testimonianze, e così via. Il tutto per far credere a noi ciò che è semplicemente falso.
In questo post cerco di riassumere un po' di queste menzogne che sono state scoperte. Intanto, per i più scettici, segnalo un articolo dell'Unità di ieri di Furio Colombo, uno dei più fanatici antiberlusconiani-antibushiani italiani, che dice:

"
Sappiamo dunque che le Nazioni Unite, di cui tutta la destra del mondo ha detto fino ad ora tutto il male possibile, e di cui anche la sinistra pacifista diffida, è l'unico strumento che ci rimane per avere quindici diversissimi ma unanimi voti di pace, in un momento in cui anche un'ora di più di guerra locale poteva diventare guerra del mondo. E sappiamo che l'America, la potentissima America, senza le Nazioni Unite tanto ridicolizzate quando i suoi tecnici insistevano nel negare l'esistenza in Iraq delle armi di distruzione di massa, da sola (o con finti amici subordinati) può fare più guerra ma non può fare più pace.
E per fare pace ha avuto bisogno delle Nazioni Unite, a cui pure sta ancora negando il contributo finanziario annuale per la sopravvivenza.
Sappiamo che la solitudine di Israele continua e, per esempio, nei media italiani (e soprattutto nella televisione di Stato) tocca punte di aspra e incondizionata condanna di cui raramente si fanno protagonisti i giornalisti italiani, certo mai in Cecenia e mai in Iraq.
Trascrivo da un Tg Rai dell'8 agosto: «In questo manifestino si intima alle jeep delle televisioni di non circolare in questa zona, forse nel timore che alcune di queste auto trasportino missili. Ma evidentemente ci vogliono ridurre come le tre scimmiette che non vedono, non sentono, non parlano. E soprattutto non mostrano quello che accade».
Trascrivo da un tg Rai del 9 agosto: «Hanno trasformato il Libano in un gigantesco tiro a segno per l'aviazione israeliana. Sopra di noi passano caccia spaventosi. Non c'è villaggio che non sia stato colpito».
Trascrivo da un tg Rai del 12 agosto: «Questo - il Libano - è ormai il Vietnam di Israele».
E non seguono mai correzioni su errori anche gravi, che hanno provocato comprensibile emozione. Come il bombardamento mai avvenuto su un funerale (14 morti). Come quaranta morti di un edificio, annunciati in modo drammatico, un evento per fortuna mai avvenuto. Come i bambini morti di Cana che, per fortuna, erano molti di meno ma nessuno ce lo ha mai detto. Come la mancata spiegazione di un fatto strano: il soccorritore che esce dalle macerie di Cana con un bambino insanguinato in braccio, che si vede nei filmati trasmessi in Italia, è la stessa persona, solo un poco invecchiata, che appare in una immagine identica del 1995, un fatto che ha reso perplessi i giornalisti del mondo.
L'isolamento di Israele nell'opinione di gran parte degli italiani - o almeno dei suoi media - va molto al di là dell'antagonismo con cui di volta in volta si dedica ai Paesi e governi da cui si dissente. Per esempio le sue voci pacifiste sono continuamente ignorate e i suoi grandi scrittori - tutti votati alla pace - vengono anch'essi isolati e ignorati se esprimono solidarietà al loro governo in un momento di dura prova. Continuerà? E si continuerà a dire e a scrivere che chi difende Israele, qualunque sia il suo passato, si è venduto a qualche causa imperialista? Possibile che Israele sia per così tanti un taboo indiscutibile, una certezza negativa pietrificata?"

E segnalo altresì il bellissimo articolo di Angelo Panebianco, dal Corriere del 13 agosto scorso
di cui riporto qui solo uno stralcio:

"
Facciamo un'ipotesi, di fantasia ma non proprio del tutto implausibile. Immaginiamo che tra qualche mese venga fuori che l'Apocalisse dei cieli, il grande attentato destinato a oscurare persino gli attacchi dell'undici settembre, con migliaia e migliaia di vittime innocenti, sia stato sventato solo grazie alla confessione, estorta dai servizi segreti anglo-americani tramite tortura, di un jahadista coinvolto nel complotto, magari anche arrestato (sequestrato) illegalmente. Chi se la sentirebbe in Occidente di condannare quei torturatori? La risposta è: un gran numero di persone. In Italia più che altrove [...] A differenza dei neofiti della legalità, i liberali di antica data hanno sempre saputo che lo stato di diritto deve convivere, se si vuole sopravvivere, con le esigenze della sicurezza nazionale. Il che significa che si deve accettare per forza un compromesso, riconoscere che, quando è in gioco la sopravvivenza della comunità (a cominciare dalla vita dei suoi membri), deve essere ammessa l'esistenza di una «zona grigia», a cavallo tra legalità e illegalità, dove gli operatori della sicurezza possano agire per sventare le minacce più gravi. I neofiti della legalità non lo capiranno mai ma questo compromesso è anche l'unica cosa che, in condizioni di emergenza, possa salvare lo stato di diritto e la stessa democrazia. Perché quando arrivano le bombe, quando le strade si tingono di sangue, o ci affida a quel tacito compromesso oppure si deve scontare l'inevitabile reazione che porterà, prima o poi, dritto filato verso soluzioni autoritarie. Le democrazie più salde e consolidate ne sono consapevoli e per questo difendono quel compromesso".

Ringrazio il blog di Simone che contiene una sezione dal titolo "Tarocchi a Hezbollywood" e che riporto integralmente. Simone, ottimo lavoro.
Questo è però preceduto da un link a "Pallywood" che sta per "Palestinian Hollywood" che vi invito a scaricare e guardare con calma.

Pallywood (17 minuti, in inglese, ma se non capite l'inglese certe immagini si capiscono benissimo ugualmente).

Dal blog di Simone:

TAROCCHI A HEZBOLLYWOOD

14 Agosto 2006

CADAVERI DISOTTERATI

Nuova rivelazione nel caso delle fotografie taroccate e degli scatti pilotati dai sapienti registi di Hezbolllah. Il fotogiornalista Bryan Denton, attualmente in Libano, ha lasciato un messaggio sul forum internazionale dei fotoreporter  Lightstalkers.org, nel quale dice di essere stato testimone di una cinica montatura: alcuni cadaveri sarebbero addirittura stati disotterrati dalle loro tombe per essere presentati ai media!

I have been witness to the daily practice of directed shots, one case where a group of wire photogs were choreographing the unearthing of bodies, directing emergency workers here and there, asking them to position bodies just so, even remove bodies that have already been put in graves so that they can photograph them in peoples arms [...]

Post precedenti: Tarocco Infame   Hezbollah alla regia   Statistica   Uomo morto che cammina   Cana director's cut
Immagini asimmetriche  Moltiplicazione dei bombardamenti   Pioggia di missili


12 Agosto 2006

ALTRO TAROCCO? LAZZARO ALZATI E CAMMINA...

Una triste fila di civili libanesi, massacrati dai bombardamenti israeliani, coperti da un pietoso sudario. Ma ecco che mentre il reporter sta scattando la fotografia un morto comincia a sentirsi improvvisamente meglio, si alza e decide di andarsene a spasso. Lazzaro alzati e cammina!

  

Ingrandimento del corpo coperto dal lunzuolo bianco: sembra proprio che si stia alzando in piedi! La posizione è del tutto innaturale, la testa e il busto sono sollevati, per non parlare della gamba destra. Certo potrebbe anche trattarsi di uno strano caso di rigor mortis, caso unico che meriterebbe di entrare in un libro di medicina. Altre ipotesi formulate dall'esperto: caso di morte apparente, vero miracolo in stile "Lazzaro alzati e cammina". Oppure, semplicemente il morto non è morto, è un figurante. Attendo le vostre idee...



10 Agosto 2006

VERGOGNA! TAROCCO INFAME!

Una ragazza israeliana registra un filmato con la sua webcam e racconta il suo dramma, cerca conforto. Vive a Carmiel, città nel Nord di Israele, costantemente sotto attacco dei razzi Hezbollah. La ragazza è spaventata e dice: "Gli Hezbollah ci stanno bombardando! La maggior parte dei miei amici è scappata al sud. Io resto qui perché la mia famiglia non vuole scappare. Quindi sono qui." E poi aggiunge "They're fucking bombing us"... e dice che non vede l'ora che questa guerra finisca.

Ma la televisione nazionale belga RTL TVI ha preso questo video, ha tagliato le parti in cui la ragazza parla di Hezbollah, in cui parla dei suoi amici che sono partiti per fronte e fa credere a tutti che quella ragazza triste sia una libanese di Beirut sotto le bombe israeliane! "Gli Hezbollah ci stanno bombardando!" è diventato, nell'edizione taroccata "Ci stanno bombardando!"

Qui potete trovare il filmato taroccato di RTL e il filmato originale registrato dalla ragazza israeliana.

Vergogna! Vergogna! Vergogna!

PS: se volete vedere tutti i video registrati dalla ragazza israeliana andate qui, mentre se volete scriverle il suo profilo lo trovate qui

Aggiornamento: ho seguito il consiglio di liberaliperisraele e ho creato una nuova rubrica, Tarocchi a Hezbollywood, dove potete trovare gli articoli sui tarocchi mediatici svelati

Aggiornamento II 11/8/06, 15:23: la televisione belga RTL TVI ha ammesso "l'errore"

Prova conclusiva che le fotografie della strage di Cana sono state opera di una cinica montatura. Il famoso uomo con il casco verde (che potete vedere qui), dirige come un vero regista il cameraman di una televisione tedesca. "Continua a girare", dice al cameraman. Poi un bambino viene deposto nell'ambulanza, ma il regista non è soddisfatto: "Dovete riprenderlo meglio!" Quindi fa togliere il bambino dall'ambulanza per rimetterlo su una barella utilizzata nelle operazioni di soccorso per dare l'impressione che sia appena arrivato dalle zone colpite dal raid, e lo mette in posa per i fotografi!

Ecco il filmato, imperdibile! (in tedesco, con sottotitoli in inglese)

PS: non so più in quale categoria classificare questi articoli sulla guerra in Libano, politica estera o cinema?

DONNE SENZA CASA

Stesso regista: Reuters.
Stesso copione: sguardo rivolto verso Allah e braccia aperte in segno di sconforto.
Stesso set: quartiere a sud di Beirut, quello controllato da Hezbollah.
Insomma, cambiano solo le attrici protagoniste e le date (la prima va in scena il 22 luglio, l'ultima il 5 agosto)

     
Reuters, 22 luglio 2006                        Reuters, 23 luglio 2006                       Reuters, 24 luglio 2006


       
Reuters, 26 luglio 2006                            Reuters, 1 agosto 2006                     Reuters, 1 agosto 2006


Reuters, 5 agosto 2006


9 Agosto 2006

ALTRO TAROCCO MEDIATICO: UOMO MORTO CHE CAMMINA!

Nuovo tarocco mediatico in anteprima per voi, che questa volta porta una firma eccellente: New York Times, il quotidiano più letto al mondo. Il tarocco è stato chiamato "Dead Man Walking".

Ecco le tre fotografie incriminate, scattate sul luogo della strage di Tyre. Guardate bene la fotografia del "morto", a torso nudo e con i pantaloncini grigi. Molto importante il cappellino, che si trova tra il torso e il braccio sinistro del morto. Da notare inoltre il fatto che il corpo non sia né sporco di polvere, né sporco di sangue. Questo è lo scatto numero 6 nella galleria multimediale del New York Times:



Ed ora un flashback di pochi secondi. Guardiamo attentamente lo scatto numero 2, nella stessa galleria multimediale. Mmmh quel soccorritore a torso nudo e con il cappellino in testa mi sembra di conoscerlo...




Scatto numero 3. È lui! Guardate il tizio con il cappellino che sta vagando tra le macerie, a torso nudo e con i pantaloncini grigi. È lui, il "morto" della fotografia numero 6! Uomo morto che cammina! Uomo morto che cammina! Ah ah ah!




È probabile che il fotografo del New York Times, in cerca di uno scoop e non avendo trovato alcun morto da fotografare, abbia chiesto la "collaborazione" del giovane, e inscenato una poco plausibile operazione di soccorso.
Oppure può anche darsi che il giovane soccorritore, sopraffatto dalle forti emozioni, o forse da un colpo di calore, o da una crisi epilettica, si sia accasciato al suolo autonomamente... Ah ah ah!

LUCI, MOTORE, HEZBOLLAH!



Direttamente da HEZBOLLYWOOD: La Jihad-pictures è lieta di presentare un nuovo capolavoro del cinema drammatico: il documentario Cana director's cut, edizione da collezione con inserti speciali e commenti tecnici del regista.
Starring: "L'uomo misterioso con la T-shirt bianca"
Con la partecipazione attiva (leggi complicità) di Reuters, Newsweek, Daily Telegraph, France 2, AFP, The Guardian.
Trailer gentilmente offerto dagli Universal s1m0ne Studios

I blogger anglosassoni si sono scatenati, lo smascheramento dei tarocchi giornalistici è diventato il nuovo gioco dell'estate. Ecco la dimostrazione inconfutabile del tarocco mediatico messo in scena a Cana. Guardate bene queste due fotografie, che ritraggono l'uomo misterioso con la T-shirt bianca: nella prima sta supervisionando le operazioni di soccorso, nella seconda corre disperato con in braccio il corpicino di una bambina morta. (Fotografie di Reuters e Associated Press)

    


Ma ecco che appena due ore dopo aver offerto quella straordinaria interpretazione alle compiacenti telecamere di tutto il mondo, il misterioso uomo dalla T-shirt bianca, detto il porco, riappare tutto tranquillo e sorridente su France 2. Accoglie nella sua tutt'altro che umile dimora un giornalista francese e rilascia un'intervista. Mostra orgoglioso le fotografie dello sceicco Hassan Nasrallah, un calendario di Hezbollah (quello delle veline lo tiene in garage), materiale di propaganda e un attestato di capacità in terrorismo internazionale.

     


L'intero documentario, con inserti speciali e commenti tecnici della regia lo trovate qui: Eureferendum-Blogspot Qana Director's cut


PS: con il tono sarcastico e irriverente che ho utilizzato non voglio assolutamente sminuire il dolore per la tragica morte di quei bambini, perché la morte di bambini innocenti è una tragedia che colpisce tutti. Ciononostante dovremmo cominciare a chiederci chi siano i veri colpevoli di questa tragedia. E il fatto che Hezbollah, con l'attiva complicità di tutti i mezzi di disinforamzione di massa, abbia strumentalizzato quelle povere vittime per raggiungere i suoi sporchi fini, rende tutto ciò ancor più ripugnante.  


8 Agosto 2006

DOPO LE FOTO TRUCCATE ECCO CHE SCOPPIA IL CASO CANA!

Vi avevo promesso il tarocco di Cana, ma purtroppo il mio pc continua a bloccarsi e non riesco a caricare le fotografie. Vi lascio quindi i link dove l'opera di disinformazione viene smascherata, uno in inglese e uno in francese.

Infideles-Blog  Eureferendum-Blogspot 1  Eurefererendum-Blogspot 2



REUTERS TAROCCHIS, NON C'È TRE SENZA QUATTRO!

Dopo i palazzi clonati, le nuvole di fumo ingigantite a dismisura, la moltiplicazione dei bombardamenti, la clonazione della donna senza casa, ecco un altro miracolo dell'agenzia Reuters: miracolo che ho ribattezzato "pioggia di missili". Il miracolo "pioggia di missili" è stato svelato qui.

Ecco la fotografia inviata a tutte le agenzie di stampa del mondo: un minaccioso F16 israeliano lancia il suo carico di morte sul Libano, sono visibili ben tre "missili" (in realtà non sono missili bensì flares luminosi utilizzati per confondere i razzi terra-aria, ma questo il nostro fotografo preferito non lo sa, è un grande ignorante oltre che un truffatore):



Ma guardiamo un po' più da vicino le scie:



Si nota chiaramente come le tre scie siano del tutto identiche, hanno esattamente la stessa forma e struttura, sono solo un po' spostate, chiaramente dei cloni.

Per dimostrare questa teoria basta utilizzare photoshop. Cloniamo il primo razzo lo mettiamo parallelo al terzo. Il terzo ed il quarto razzo sono identici! Ciò significa che il terzo non è altro che una copia del primo.

hajj_fake_b_tmb.jpg

Qui c'è un'altra immagine ancor più chiara: View image

E questi esempi non sono che la punta dell'iceberg. L'agenzia Reuters ha ammesso tutti i tarocchi che sono stati svelati, ma si è affrettata a far sparire dal suo database ben 920 fotografie!!! Ma ormai li abbiamo beccati, il popolo dei blogger si sta mobilitando per far conoscere a tutti questa opera di disinformazione e questa volta non riusciranno a farla franca!

La prossima puntata sarà ancor più gustosa, tutta dedicata al tarocco di Cana...




7 Agosto 2006

REUTERS: TAROCCHI SENZA FINE, ECCO LA MOLTIPLICAZIONE DEI BOMBARDAMENTI!

Dopo gli immobili clonati e le nuvole di fumo ingigantite a dismisura, ecco un altro tarocco svelato, in anteprima mondiale: la moltiplicazione dei bombardamenti! Il fotografo Reuters scatta due fotografie dello stesso identico luogo, a due settimane di distanza e intervista pure la stessa identica donna che piangendo dice che la sua casa è appena stata bombardata!

Bombardamento, 22 luglio 2006. La donna si dispera davanti alla sua casa che è appena stata distrutta dall'attacco israeliano...


Incredibile! Il 5 agosto 2006, la stessa donna, nello stesso luogo colpito il 22 luglio, addirittura con gli stessi vestiti, si dispera davanti alle rovine di un'altra casa, appena distrutta da un bombardamento immaginario!


Eh si, è proprio lei! Guardate le fossette sulle guance, la smorfia della bocca, il naso a patata: è la stessa donna! È una figurante, un'attrice!!! Un'interpretazione talmente realistica e drammatica che meriterebbe un Academy Award!


Arrivederci al prossimo tarocco!



Ecco una fotografia di Reuters della periferia di Beirut, 5 agosto 2006. La fotografia, cha ha fatto il giro del mondo, è di Adnan Hajj (fotografo indipendente?) e mostra gli effetti dei pesanti bombardamenti dell'aviazione israeliana.



Come ha fatto sapere questo sito la fotografia è stata chiaramente ritoccata con photoshop. "One of the worst photoshops I have ever seen!" Ha affermato l'esperto che ha smascherato i terroristi di Reuters. Nella nuvola di fumo nero si notano infatti molti patterns, delle strutture identiche che si ripetono. Utilizzando photoshop è possibile clonare alcuni elementi in una fotografia, è quello che è stato fatto con la nuvola di fumo, in modo da farla sembrare più estesa.

Non solo la nuvola di fumo è stata manipolata, anche i palazzi. Ecco che lo stesso palazzo appare due volte sulla stessa fotografia!








Associated Press ha fornito la foto originale (scattata dal fotografo Ben Curtis), che è stata manipolata da Reuters, eccola qui:



Ed ecco il trucchetto utilizzato dai mezzi di disinformazione di massa di Reuters:


postato da: ilfaro alle ore 10:54 | link | commenti (53)
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venerdì, 11 agosto 2006

I robot della morte
Anche in Italia è radicata la «fabbrica del terrore»
Eppure continuiamo a far finta di niente.
di
Magdi Allam

Dovremmo essere tutti «in guerra contro i fascisti islamici». Non solo gli Stati Uniti, che hanno il coraggio di dichiararlo apertamente. Non solo la Gran Bretagna, che più di altri in Europa è stata infiltrata dal terrorismo di Al Qaeda. Perché la realtà che emerge dalla scoperta di un piano per far esplodere simultaneamente diversi aerei di compagnie americane, al fine di provocare «una strage di proporzioni inimmaginabili», conferma che questo terrorismo è a tal punto globalizzato da essere riuscito a trasformare l’insieme dell’Occidente in una fabbrica di kamikaze islamici. Erano cittadini britannici i quattro terroristi suicidi del 7 luglio 2005 e risultano essere cittadini britannici gli aspiranti terroristi suicidi della strage scongiurata.
Così come è in Occidente che hanno maturato la trasformazione da persone in «robot della morte» migliaia di combattenti islamici che, ormai da un ventennio, sono andati ad assolvere al precetto della «guerra santa» in Afghanistan, Bosnia, Kosovo, Cecenia, Kashmir, Algeria, Somalia, Yemen, Marocco, Tunisia, Egitto, Israele, Indonesia e Iraq. Ed è sempre in Occidente che si è completato il processo di adesione alla fede nel «martirio» islamico del gruppo dirigente degli attentatori dell’11 settembre di New York e Washington e gli autori dell’11 marzo di Madrid. Tramite un lavaggio di cervello identico a quello a cui sono stati sottoposti la ventina di giovani arrestati ieri a Londra e Birmingham, dopo la frequentazione di moschee gestite da predicatori d’odio e apologeti del terrore.
Il riferimento di Bush ai «fascisti islamici» è appropriato perché integra la sfera prettamente criminale del terrorismo con la sua dimensione ideologica. Sottintende che la radice del male è un’ideologia dell’odio che all’insegna dell’antiamericanismo e dell’antiebraismo, della condanna dell’Occidente e del rifiuto del diritto di Israele all’esistenza, ha scatenato una violenza planetaria. Ciò è per la precisione il fulcro del manifesto del «Fronte internazionale islamico per la guerra santa contro gli ebrei e i crociati», la sigla con cui Osama bin Laden nel giugno 1998 ha privatizzato e globalizzato il terrorismo. Così come è la sostanza degli statuti del movimento internazionale dei Fratelli Musulmani, di cui Hamas è espressione nei territori palestinesi, e dell’Hezbollah che in Libano attua la strategia impostagli dal regime nazi-islamico iraniano di Ahmadinejad con la complicità del regime tirannico siriano di Assad. Ed è proprio il Libano che si vorrebbe trasformare in un nuovo fronte di prima linea della guerra santa islamica contro Israele, a testimonianza della stretta compenetrazione ideologica tra gruppi estremisti con radici storiche e genesi politiche diverse.

La lezione di Londra e del Libano è che, da un lato, questo terrorismo è di natura aggressiva e non reattiva e, dall’altro, che ha una comune radice dell’odio presente anche in Italia. Continuano purtroppo a sbagliare coloro che immaginano che questo terrorismo sia una reazione all’occupazione israeliana e all’imperialismo americano. Che, pertanto, qualora nascesse uno Stato palestinese, anche se sottomesso al potere teocratico di Hamas, o qualora ci si ritirasse dall’Iraq e dall’Afghanistan, anche se dovessero essere conquistati dai tagliagola di Al Qaeda, allora l’Occidente sarebbe maggiormente al riparo dalla minaccia del terrorismo. Queste anime ingenue hanno eretto una cappa di mistificazione della realtà che, tra i suoi effetti più deleteri, ha sortito delle sentenze emesse dai tribunali italiani che legittimano e nobilitano i reclutatori nostrani di kamikaze quali «resistenti» e gli assassini dei soldati della forza multinazionale in Afghanistan, italiani compresi, quali «martiri».
La realtà è che anche in Italia è radicata la «fabbrica del terrore» che ha prodotto i kamikaze di Londra. Alimentata da una rete di moschee dove si predica la distruzione di Israele e si legittima il terrorismo palestinese, iracheno e afghano, gestite dall’Ucoii (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia, affiliata ai Fratelli Musulmani), dall’organizzazione radicale marocchina «Giustizia e carità», dal movimento dei Tabligh (Predicazione) influente tra i pachistani. Eppure continuiamo a far finta di niente. Ci preoccupiamo di scongiurare l’attentato, che è la punta dell’iceberg, ma non ci vogliamo occupare dell’iceberg, che è la «fabbrica del terrore». Questo è il più grave errore in cui sono incorsi i nostri servizi segreti e gli apparati di sicurezza. Che, oltretutto, sono in seria difficoltà, con una credibilità internazionale messa indubbio da inchieste e incertezze politiche. Possiamo soltanto incrociare le dita, augurandoci che quanto è successo a Londra non accada mai in Italia.
11 agosto 2006 - CORRIERE DELLA SERA
postato da: ilfaro alle ore 11:27 | link | commenti (10)
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GUERRA BLOBALE AI FASCISTI ISLAMICI

«Gli Stati Uniti sono in guerra contro i fascisti islamici e questo attentato sventato ce lo ha ricordato in modo netto».

George W. Bush

postato da: ilfaro alle ore 11:17 | link | commenti (18)
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giovedì, 10 agosto 2006

Il peso dei morti non è mai lo stesso
L'indignazione di tanti indignati m'indigna. Per l'opinione pubblica mondiale certi morti musulmani pesano quanto una piuma, altri tonnellate. Due pesi, due misure. Il massacro quotidiano di civili a Bagdad è relegato alla rubrica delle brevi, mentre il bombardamento che uccide 28 abitanti a Cana è elevato a crimine contro l'umanità e solo spiriti rari come Bernard-Henri Lévy e Magdi Allam se ne meravigliano.
Perché i 200 mila massacrati del Darfur non suscitano un quarto delle reazioni d'orrore risvegliate dalle vittime 200 volte meno numerose in Libano? Poiché sono musulmani a uccidere altri musulmani, bisognerà credere che l'assassinio non conti agli occhi delle autorità coraniche, né per la cattiva coscienza occidentale? La spiegazione non regge, poiché l'omicidio non riveste maggiore importanza quando è l'armata russa, cristiana e benedetta dai Papi, a radere al suolo la capitale dei musulmani ceceni (Grozny, 400 mila abitanti) e uccidere decine di migliaia di bambini. Il Consiglio di Sicurezza non indice riunioni su riunioni e l'Organizzazione degli Stati islamici volge piamente lo sguardo altrove. Ne consegue che solo il musulmano ucciso dagli israeliani vale l'indignazione universale.
Bisognerà credere che Ahmadinejad dia voce a sentimenti covati in segreto dall'opinione pubblica mondiale? Eppure tante coscienze occidentali oltraggiate dai bombardamenti in Libano si proclamano doppiamente indignate se sospettate di antisemitismo. Tenderei a dar loro credito, non pensiamo che il pianeta intero sprofondi nella paranoia antigiudaica! Il mistero si infittisce ancora. Perché tale emiplegia? Perché l'indignazione mondiale monta quando si tratta di bombe israeliane? Le immagini delle devastazioni in Libano -che sconvolgono assai più degli affamati del Darfur e delle macerie in Cecenia - sono implicitamente sottese da una geopolitica surrealista. Chi si sofferma sulle cronache di Cana o Gaza non conta soltanto i feretri dei brutti giorni, gli infelici che si seppelliscono paiono circonfusi di un'aura di annuncio fatale, ignota alle centinaia di migliaia di cadaveri africani o caucasici
.
Quanti esperti individuano ormai da decenni nel conflitto mediorientale il cuore del caos mondiale e la chiave della sua risoluzione? Quale diplomatico tralascerà di ripetere dieci volte e non una che le porte dell‚inferno e il Sesamo del ritorno all‚armonia internazionale stanno a Gerusalemme? Unostesso copione fisso nelle menti del XXI secolo vuole che tutto si giochi sulle rive del Giordano. Scenario «duro»: finché si contrapporranno 4 milioni di israeliani e altrettanti palestinesi, 300 milioni di arabi e un miliardo e mezzo di musulmani saranno condannati a vivere nell'odio, nel sangue e nell'oppressione. Versione «morbida »: basterà una qualsiasi pace, a Gerusalemme, perché a Teheran, Karachi, Kartum e Bagdad gli incendi si plachino e arretrino dinanzi all‚armonia universale. I nostri saggi sono diventati folli? Teorizzano sinceramente e seriamente che in assenza del conflitto israelo-palestinese non si sarebbe verificato nulla di grave, non avremmo avuto la sanguinaria rivoluzione di Khomeini, né le spietate dittature dei partiti Baath siriano e iracheno, né il decennio del terrorismo islamico in Algeria, né i Talebani in Afghanistan, né gli sciami di alfieri di Dio senza fede né legge?
Un'ipotesi triste e contraria, di rado evocata, è ancor più verosimile: qualsiasi cessate il fuoco intorno al Giordano resta intrinsecamente instabile finché il palazzo, la strada, buona parte dell'intellighentsia e gli stati maggiori musulmani serberanno intatta la passione antioccidentale. La «mondializzazione» si accompagna immancabilmente a reazioni di rigetto spesso dure, talvolta crudeli. Non occorreva esistesse, dal 1947, l'entità sionista per infiammare l'antioccidentalismo germanico da Fichte a Hitler, l'antioccidentalismo russo che senza sosta è risorto sotto gli Zar come sotto Stalin e ormai Putin. Solo un ingenuo può supporre che la volontà di potenza iraniana, che attinge la sua forza d'urto dalla rivoluzione khomeinista, rintracci nella «questione ebraica » altro che un pretesto a jihadizzare il mondo intero. Una volta cancellata Israele, chi crede che la rivoluzione verde festeggerà il trionfo deponendo le armi? La geopolitica della cattiva fede che consacra il Medio Oriente perno dell'ordine mondiale è diventata la religione dell'Unione europea, la fede di infedeli e poco credenti d'Occidente.

I pensatori postmoderni hanno affermato a torto la fine delle ideologie mentre navigavamo ancora in piena illusione ideologica, dopo aver barattato la speranza fallace della lotta finale con la predicazione angosciata di una catastrofe non meno assoluta e finale. Gerusalemme non è il centro del mondo ma il presunto centro della fine del mondo. La nostra funesta fantasmagoria si nutre di premonizioni apocalittiche. A forza di invocarla, si finirà per credere alla fumosa guerra di civiltà. E a forza di prevederla, la si farà, secondo il metodo ben reso nell'inglese self fullfilling prophecy, il pronostico che si conferma da sé. Il bombardamento degli abitati israeliani con missili del Partito di Dio dà forza alle promesse di annientamento del Padrino iraniano. Tuttavia, sottolinea con ironia Clausewitz, non è l'aggressore ad avviare il conflitto ma è lui a decidere di fermare l'aggressione. Dunque Israele è necessariamente colpevole. Circostanza aggravante: colpevole di una fine del mondodella quale tutto il mondo farnetica. Dalla geopolitica surrealista al delirio, la china è scivolosa.

ANDRÉ GLUCKSMANN  - 07 agosto 2006
- CORRIERE DELLA SERA

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LA STAMPA DI SINISTRA OGGI STA CON LA JIHIAD NAZI ISLAMICA, QUELLA DI DESTRA CON ISRAELE.

"In mezzo a questo panorama di una realta' storpiata dai mezzi di disinformazione italiani, spiccano nel loro isolamento, poche isole di lucidita' italiane, come Il Foglio, Il Giornale, l' Opinione, Libero, Padania, spesso il Corriere (quando filtra le notizie ANSA ... cosa che non sta facendo in questo mese estivo di guerra), e altri, che una volta, negli anni settanta, quando ero ragazzo, erano etichettati come i giornali di destra o meglio "fascisti", ed invece oggi sono secondo me i veri giornali anti-nazi-islamici, mentre i giornali della cosiddetta "sinistra" italiana, sono diventati i giornali che appoggiano indirettamente la Jihiad nazi-islamica (quindi sono in realta' loro i giornali "fascisti" oggi...). "


Alberto Levy
Tel Aviv
(commento trovato sul blog
Capperi)

 

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DOVEVA ESSERE L'UNDICI SETTEMBRE EUROPEO.

LONDRA LO HA SVENTATO.

Nella notte a Londra sono state fermate 18 persone, tutti musulmani britannici. Le indagini duravano da diversi mesi. Non si sa se gli attentati fossero previsti per oggi. «Il complotto terroristico sventato oggi in Gran Bretagna mirava a abbattere diversi aerei in volo, provocando la perdita di un considerevole numero di vite» ha detto il ministro dell'Interno britannico John Reid. La polizia ha fatto «una grande operazione antiterroristica per bloccare quella che noi pensiamo sia una grave minaccia contro il Regno Unito e i suoi partner internazionali».

Ci vogliono morti e noi glie lo stiamo facendo fare... con allegria. Anzi, mentre in Inghilterra gli attentati terrostici li sventano grazie ai servizi segreti. Noi italiani per difendere i terroristi islamici che ci vogliono "ammazzare come cani" (cito il loro gergo jhadista),  arrestiamo gli uomini dei servizi segreti italiani. Con grande plauso della sinistra. Forse pensando che facendosi amici i carnefici, ci risparmieranno oggi, ma ... per ammazzarci domani.


SORVY

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martedì, 08 agosto 2006

Ci hanno la faccia come il culo.

Primo semestre del 2006 la produzione aumenta del 2,1%

Le entrate fiscali dei primi sei mesi dell'anno sono invece da record: +101%. Praticamente raddoppiate!!!

Vincenzo Visco, dichiara che i maggiori introiti fiscali derivano «dalla scelta di non fare più condoni e di perseguire invece con fermezza, come è giusto e doveroso, la lotta all’evasione fiscale. Questo è stato capito dai contribuenti, e i risultati si vedono» e che «...dati alla mano, la linea di politica economica adottata dal governo di centrosinistra ha prodotto un rapido e importante cambiamento nell’atteggiamento dei contribuenti».

Questo è veramente troppo!

Non occorre essere andati a scuola per capire che il tempo della raccolta segue il tempo della semina. Che il gettito fiscale o il risultato econonomico  industriale costituisce "la raccolta" e che "la semina" è la politica economica dei mesi precedenti, quindi per forza di cose precedente.

Quando ero piccolo si cantava a scuola "per fare il legno ci vuole un albero, per fare un albero ci vuole un seme, per fare il seme ci vuole il frutto ..."

Ma concentriamoci pure nel periodo della raccolta e non in quello della semiona. Il  primo semestre del 2006.

Chi c'era al governo nel primo semestre 2006?

A gennaio c'era il governo Berlusconi ed il Ministro dell'economia Tremonti, a febbraio c'era il governo Berlusconi ed il ministro dell'economia Tremonti, a marzo c'era il governo Berlusconi ed il Ministro dell'economia Tremonti, ad aprile c'era il governo Berlusconi ed il Ministro dell'economia Tremonti, il governo Prodi si è formato a fine maggio. Per settimane tutti erano presi dallo spacchettare, poi ripacchettare ed infine rispacchettare ministeri e moltiplicare sottosegretari, non gli rimaneva che qualche spicciolo di giorni a fine giugno, in cui finalmente hanno poggiato il culo sulle poltrone ministeriali. In cui hanno finalmente preso possesso dei loro ministeri, attaccato quadri al muro e foto di moglie e figli al mare sulle scrivanie. Come hanno fatto, se fosse vero, a compiere l'impossibile miracolo di raccogliere in una sola settimana (o forse due) i soldi di un anno intero? Con che coraggio si vantano dei risultati eccezionali che sono l'esito della politica di cinque lunghi anni di governo del centro-destra (la semina) o almeno, sia concesso, degli ultimi mesi del ministro dell'economia Giulio Tremonti?

Con che coraggio hanno prima dichiarato che i conti dello Stato del governo Berlusconi erano disastrosi, che Berlusconi incoraggiava gli evasori, che il deficit era peggiorato e poi affermato che, invece no, il beneficio del Governo Prodi è così eccezionale che ha avuto effetto retroattivo, anche nei cinque mesi precedenti al suo insediamento. E tutto questo con la grancassa della stampa del regime più vergognoso della storia recente che nega le cose più lapalissiane.

Ma veramente ci credono tutti dei coglioni? 


SORVY

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lunedì, 07 agosto 2006

Andrea's version - copycat n. 186

Ora dico, possibile che se una ragazza araba chiede di portare il velo a scuola in Francia scoppia comprensibilmente un casino, e scoppia anche in Italia, mentre se gli sceicchi in vacanza in Italia chiedono che si approntino spiagge separate per le loro mogli, chiuse agli altri maschi, dove le loro signore islamiche possano finalmente togliersi il velo, e magari il cappotto, al riparo da occhiacci indiscreti, non gliene frega una mazza a nessuno? E’ successo a Riccione, l’avrete letto sul Corriere della Sera. E il sindaco di Riccione ha già risposto sì, spiagge separate perché, dice, il turista ha i suoi diritti. E lo sceicco, il che non guasta, spende. Perciò. Senza scomodare Montesquieu e Diderot, Rousseau e D’Alembert, o l’illuminismo e la laicità, ci limitiamo qui a constatare che lo sceicco può guardarsi tutte le nostre più tutte le sue. Noi, a malapena le nostre. Limitatamente a questo argomento, che non è soltanto estivo, vorremmo perciò chiedere all’onorevole Massimo D’Alema se non trova che, da parte islamica, si stia facendo un uso sproporzionato della gnocca.
ANDREA MARCENARO (IL FOGLIO del 5.7.2006)

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MATCH POINT

Dopo un po' di pellicole ben scarse all'insegna di una eccessiva leggerezza (forse erano il sospiro di sollievo per essersi liberato di quella nevrotica di Mia Farrow), e qualcosa che non si capiva bene cosa fosse, Woody Allen ha fatto un film straordinario. E' riuscito a rinunciare a recitarci (problema che aveva reso poco credibili gli ultimi film soprattutto quando lui vecchietto voleva fare la parte dell'innamorato), e ha trovato una nuova modalità espressiva, ha trovato una cifra nuova. "Match Point" non assomiglia a niente, ma si porta dietro il tocco della perfezione. E' straordinario perché per tre quarti è prevedibile eppure ti emoziona (un po' come piangere guardando "Othello" di Kenneth Branagh, sai già come va a finire ma ti prende lo stesso, forse questo è arte). Grandi discussioni sul messaggio del film, i più propendono nel dire che Woody Allen è diventato cinico, che non dà più nessun valore al bene e al male, grande scandalo per questo delitto senza castigo, ribellione per l'assenza di giustizia... A me ha fatto tutto un altro effetto. La fortuna esiste, certo. Se lui non fosse stato fortunato, avrebbe avuto una vita ben peggiore, sarebbe stato scoperto (che brivido la scena dell'anello indeciso da che parte cadere), sarebbe in prigione. Ma, per quanto fortunato sia, a nessuno passa nemmeno per l'anticamera del cervello di invidiarlo. Perché la sua vita sarà ugualmente una prigione, e non per via del senso di colpa. Ma va'.. Sarà infelice perché non ha seguito il suo desiderio. Perciò: la fortuna esiste, ma non è decisiva. E questo ci mette in pace, con la realtà (perché non si può negare che la fortuna esista), ma anche con i nostri tentativi, i nostri desideri, i nostri insuccessi. Desiderio che qui prende la faccia di Scarlett Johnson, meravigliosa al punto che Woody Allen ha fatto poi un altro film per potere recitare con lei. Esce a breve, non ricordo il titolo. Staremo a vedere.  
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domenica, 06 agosto 2006

Ancora grazie al Miscredente che segnala una lettera dell'Associazione Italia-Israele di Bologna:

http://eureferendum.blogspot.com/2006/07/milking-it.html
 
Purtroppo., la propaganda islamonazista e' una macchina eccezionale,usa metodi gia' ben collaudati da Saddam Hussein e tentati con discreto successo dai palestinesi a Jenin e dintorni.  Attualmente c'e' un "soccorritore professionista" che gira con un camion frigorifero pieno di cadaveri, specialmente  di bambini, con cui si fa regolrmente fotografare mentre li "estrae dalle maceri", ovviamente nei luoghi giusti...., trovando cassa di risonanza piu' che favorevole nei media occidentali, pregiudizialmente anti israeliani.
 
 Guarda "caso" , e' lo stesso  "soccorritore professionista"  che si facceva riprendere  durante la strage di Qana nel 1996, facendosi fotografare con un bambino decapitato in braccio( a mani nude, senza una goccia di sangue, neanche sulla camicia), come potete vedere sul sito della  "resistenza islamica".
 
Per" puro" caso, lo stesso "soccorritore" si fa riprendere dai fotografi arabi dei media occidentali durante ...o subito dopo ....o molto dopo...la strage di Qana inscenando l'horror (come dimostrano l'articolo e le foto sotto riportati- notate il bimbo morto coperto di polvere con al collo un ciuccio pulito, forse appena lavato tra, le braccia del propagandista).
 
E' mai possibile che, dopo tanti casi che in seguito ad una indagine seria si sono rivelati delle mistificazioni o perlomeno delle grandi esagerazioni, i media occidentali credano ancora ad ogni scoop che proviene dai paesi arabi in conflitto?
 
E voi del TG3, che piu' di ogni altro avete insistito con queste immagini, avrete l'intelligenza e l'onesta' professionale di ritrattare?
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"Bombardare, in certi casi, è la sola igiene del mondo"
By Shark.

Ricevo  dal nostro amico Il Miscredente il seguente articolo di Giancarlo Lehner che arriva dal'Associazione Italia-Israele di Bologna, che pubblico volentieri:

Davanti alla guerra, la più antica, insieme all’amore, delle attività dell’uomo, è ipocrita e vile strillare, mettere su sceneggiate patetiche, mostrarsi scioccati,invocare la pace.
Il vecchio continente non ha le carte in regola per fare la morale a nessuno.
Non mi riferisco solo al fatto d’aver partorito due inarrivabili industrie della morte come il nazismo e il comunismo.
Non penso solo alla vergogna ed all’orrore di quanti si professano, tuttora, neonazisti o neocomunisti, e magari son perciò finiti in Parlamento.
Bombardare, in certi casi, è la sola igiene del mondo.
Ed io, ad esempio, volentieri raderei al suolo certi edifici della Sorbona di Parigi, scellerati laboratori di follia omicida.
Da lì, è partita la teoresi del fondamentalismo islamico.
Da lì,  insieme ai filosofemi terzomondisti son venuti fuori i peggiori macellai  asiatici ed africani degli ultimi cinquant’anni.
Pol Pot ed i suoi più stretti collaboratori furono studenti provetti di codesto ateneo, dove cattivi deliranti maestri francofoni, ovviamente marxisti-leninisti, insegnarono ed insegnano le “soluzioni radicali”, come quella di creare l’homo novus cambogiano, semplicemente trucidando quasi la metà della popolazione.
Nessuno ha mai chiesto conto ai professori francesi di Pol Pot, niente, neanche un avviso di garanzia per concorso morale in strage.
Da lì, dalla Sorbona, il fuoco dell’antisemitismo, magari sotto forma di antisionismo, secolare vocazione tipicamente francese.
E non sarebbe giusto risparmiare il bombardamento ad altre università, italiane, inglesi, scandinave, iberiche, belghe, olandesi, laddove s’inocula la patologia dei diritti incivili, sì, in-civili.
Solo in Europa, del resto, esiste ufficialmente un partito politico che ha posto la pedofilia come “ideale”.
E già si delineano i partiti con la bandiera della cocaina e dell’eroina.
Un recente sondaggio tra i giovani  ha eletto come modello ideale di manager moderno nientemeno che il povero Lapo Elkann!
Sul conflitto in corso tra Israele ed Hezbollah, invece di pontificare, rammaricarci, deplorare, dovremmo avere il coraggio di raccontare alla gente come stanno veramente le cose.
La verità è che lo Stato d’Israele, pochi milioni di figli di Mosé, tosti e coraggiosi, circondati da miliardi di islamici, non ha, nel tempo medio-lungo, nessuna possibilità di sopravvivere, a meno che non si arrivi ad una guerra totale tra mondo giudaico-cristiano e mondo musulmano.
La verità è che non c’è possibilità di accordo duraturo e di civile pacifica convivenza. Tale è la speranza degli israeliani, ma la parola “speranza” si soffoca loro in gola, ogni giorno, davanti alla realtà di un avversario che non lotta per i propri diritti, ma per la distruzione dalle fondamenta di tutto ciò che è stella di David.
Palestinesi, siriani, iraniani, etc. si sentono chiamati da Dio a cancellare Israele. Punto e basta.
Se non si parte da qui, non si capisce niente di quanto accade o si finge di non capire, come fa D’Alema.
La vecchia e vigliacca Europa, che non volle morire per Danzica e, poi, per l’Ungheria,  ora che è anche l’Europa di Zapatero, Prodi, Chirac non credo che avrà il fegato di rischiare un grammo di sé per Gerusalemme.
Il giorno che gli Stati Uniti si ritireranno, tornando all’isolazionismo, Israele cadrà e dopo di lei, giusta nemesi, le università europee diverranno scuole coraniche obbligatorie.

Giancarlo Lehner


SHARK

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venerdì, 04 agosto 2006

... al mare!!!

 

«Riprenderemo il lavoro al meeting dove incontrerò Formigoni...».

Silvio Berlusconi

Anche noi sorvegliati speciali, caro Silvio, "riprenderemo i lavori del blog al meeting" dove saremo in prima fila ad ascoltarla.

Sorvy, Shark (per la prima volta), Sancho, Savy, Ercole, Danton, Estiqaatsi, Nick ...  e chissà, magari anche Deka e Durand, saranno presenti (ed incontrabili al Meeting di Rimini). Difficilmente ci sarà Quintus (l'americano). Al Meeting, per chiunque vorrà incontrarci, saremo riconoscibili ... è in stampa la maglietta del sorvegliato (che metteremo in vendita sul blog a partire da settembre).

Tutti i sorvegliati speciali augurano a sorveglianti, secondini, visitatori e trolls delle buone vacanze.

A settembre grandi novità grafiche e redazionali sui vostri schermi.

I sorvegliati speciali 

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giovedì, 03 agosto 2006

Cana, la strage di Hezbollah

Gianluca Ales, inviato di Sky in Libano, non si vergogna nel dire che "la strage di Cana è la risposta di Israele al lancio di razzi di Hezbollah", mentre Siniora ringrazia i terroristi per il loro sacrificio nella guerra contro Israele.
Ales (stendo un velo pietoso su Lavinia Spingardi) dimentica di dire che da giorni gli israeliani avevano intimato di abbandonare Cana e che invece Hezbollah, scientemente, si è mescolato tra i civili, nelle loro abitazioni, spedendo da lì razzi contro Israele e mantenendo, proprio lì, le sue basi logistiche, cercando scientificamente la strage, e ottenendola, come si è visto oggi.
E' il loro modo di combattere, così come quello dei terroristi islamici in generale, che si mescolano tra i civili per provocare carneficine che poi il mondo cieco e beota giudicherà a comodo, senza guardare due centimetri più in là del proprio naso.
La morte dei bambini di Cana è il pane quotidiano di Hezbollah, e di quanti guardano strabicamente, da sempre, la questione mediorientale, con la propria malcelata copertina d'odio.
Così una guerra, studiata e voluta a tavolino dal terrorismo islamico e in particolare da Iran e Siria, diventa il mezzo per tentare di estirpare Israele dalla faccia della terra, con il plauso della sempre più beota opinione pubblica che impreca, insieme al padre dei due bimbi arabi uccisi da un razzo Hezbollah, contro Israele anzichè contro i lanciatori di razzi, e alla folla che bercia contro i sionisti che sparano su Cana, anzichè contro coloro che i civili li hanno tenuti volutamente lì, come bersaglio innocente, infiltrandosi tra i rifugiati e lanciando missili per poi essere colpiti.
Niente giustifica la strage di Cana, dice Solana; è vero, niente la giustifica, e sarebbe ora di chiederne conto ai mandanti: Hezbollah e i suoi sostenitori.

Grazie a Rolli

IL VIDEO CHE MOSTRA COME DAL PALAZZO DELLA STRAGE DI CANA, USATO COME RIFUGIO DI BAMBINI, PARTIVANO I RAZZI DI HEZBOLLAH.


SORVY

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... ECCOME, NO?

Sulla famosa BUFALA ROSSA MONDIALE (ha ragione Martino Cervo: Wilhelm Münzenberg non è mai morto) secondo la quale a Cuba la sanità sia eccellente...

"Ho fatto piu' volte questa domanda alle persone che ho conosciuto e tutte mi hanno risposto di essere fortunati di vivere a Cuba, perche' ci sono ottimi ospedali, ottime scuole e, tutto sommato, condizioni di vita accettabili."

Greg (in un commento qui)


SORVY


 

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mercoledì, 02 agosto 2006

... e se lo dice anche il corriere, vuol dire che sono davvero alla frutta!


SORVY

 

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PO-PO-PO-PO DALLA CDL

Un intervento, quello di Berlusconi, che si chiude tra gli applausi fiume da parte dell'opposizione. La telecamera inquadra Fini che si alza dai banchi di Alleanza Nazionale e va stringere di persona la mano a Berlusconi. A questo punto partono cori da stadio con i deputati che intonano il po-po-po-po-po diventato l'inno del Mondiale. Il chiasso in aula è assordante, tanto da non permettere al presidente della Camera, Fausto Bertinotti, di proseguire i lavori. Imbarazzata la sinistra rimane in  silenzio a guardare lo spettacolo, inebetita dal frastuono e incapace di reagire per l'imbarazzo della vergognosa ennesima fiducia posta dal governo. Prodi, paonazzo e balbettante come non mai, chiede scusa al Parlamento. Berlusconi gli risponde che dovrebbe chiedere scusa all'Italia intera e che a questo punto possono anche abbassare la saracinesca del Parlamento, visto che viene impedita sistematicamente la discussione su qualsiasi cosa. Sette fiducie una dopo l'altra in poco più di due mesi è qualcosa che in altri tempi non si sarebbe neanche potuto immaginare. Gli onorevoli della CDL continuano a saltare ... Po-po-po-po-po-po! La sinistra abbassa gli sguardi ... la diretta si interrompe.


SORVY

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martedì, 01 agosto 2006

CUBA (quasi) LIBRE!!!

L'odiato dittatore comunista Fidel Castro è finito. Ma prima di tirare le cuoia ha ceduto il potere “democraticamente” a suo fratello Raul. Tutti gli esuli Cubani sparsi nel mondo in queste ore stanno manifestando il giubilo per la fine dell'odiato dittatore comunista. Dopo 47 anni di potere assoluto finalmente esce di scena il puzzone.

47 anni.

47 anni di repressione politica, religiosa, sociale, di disastro economico, di ingiustizie di ogni genere, 47 anni di fame e di persecuzione in nome del comunismo, 47 lunghissimi anni di fanatismo ideologico, di carceri per i dissidenti, di repressione, di torture e di sopraffazioni, 47 anni di esecuzioni sommarie, 47 anni di regime totalitario, 47 anni di fughe e di barconi della speranza verso la Florida, 47 anni in cui Fidel Castro ha fatto della Repubblica comunista la più grande nazione di turismo sessuale del mondo di tutti i tempi (la prostituzione è la prima industria nazionale), ma anche 47 anni in cui Cuba è diventata l'icona della sinistra illuminata europea, e non solo… 

Tutto questo sta per finire. Il fratello Raul non è capce di sostenere l'eredità del fratello neanche per un anno essendo poco più che un ebete.

Chissà come la prende la notizia Gianni Vattimo, che non più tardi di un mese fa lo aveva intervistato commosso e in gionocchio o quell’altro sfigatone di Gianni Minà.

Chissà come la prende F.C., vecchio amico del Sorvegliato. E' a lui in particolare che dedico questa bella notizia. Tempo fa si vantava di avere fondato l’associazione “amici di Cuba” . Posso capire la F.F.B.M. (figa-facile-a-buon-mercato) faccia miracoli, ma, che una persona che io reputavo intelligente, si sia così tanto innamorato di Cuba e della F.F.B.M., da entusiasmarsi anche per un vecchio dittatore comunista bavoso, mi fa cadere le braccia.

 Bella notizia, eh? CUBA diventa LIBRE. La figa cubana acquisterà la dignità che gli spetta, insomma, detta in parole povere: non basteranno a F.C. ed amici proletarissimi 5 dollars a botta. E allora organizzarsi subito: Amici Baresi Organizzati Korea Inparticolaredel Nord, ABOKIN... suona pure bene! Giusto per andar sul sicuro…


SORVY

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