AGGREGATOR DUE (la vendetta!).
Ci risiamo. Mentre un "aggregatore" (!!!) di Tocqueville (o TOCQUEVILLE DUE?) non trova di meglio che attaccare Claudio Risè invece di aggregarlo - chessò, una volta al mese? - mi chiedo:
-non è che se mi metto ad attaccare pure io Marcello Pera ed il suo Manifesto per l'Occidente dandogli dello "stronzo".
- Giuliano Ferrara e il Foglio scrivendo un bel post sulla sua "malafede".
-Claudio Risè che al mare si è preso una bella insolazione e scrive cazzate. E magari scrivo di lui esattamente così: "... tutto sommato da Risè ce la potevamo aspettare (che grande apertura mentale e "laicità" di giudizio, roba da "aggregatori"). Ma lo scusiamo (quanta clemenza!), tenendo presente la ruggine post-vacanziera nelle connessioni neuronali che gli impediscono di ricordare almeno la storia d’Italia (bè, a ndo sta l'offesa?), gli sforzi di un paese intero a costituirsi sotto forma di Stato ed il regime politico della Chiesa, poco democratico e libero, esercitato prima durante e dopo (e nel futuro, no ???), anche se in forme diverse (... e si. Cambiano le forme: una volta l'inquisizione, oggi c'è Abu Graib sotto i musei vaticani, ma, cara Cantor, non dirglielo all'aggregatore JimMomo). Il teorema paese libero=paese cristiano, non lo conoscevamo ma forse è una nostra pecca o forse siamo agli albori di una nuova scuola di pensiero (quale fine ironia!!!)".
- Poi fustigo Ratzinger, i cardinali di tutto il concistoro, i vescovi, preti, suore e chierichetti. E mica mi fermo lì ....noooo! .... attacco dal primo "fino all'ultimo dei fedeli" nei secoli dei secoli passati e pure quelli che verranno, perchè "ci hanno le mani rosse" e non certo di marmellata di lamponi.
- Poi mi metto ad attaccare Libero ("il giornalaccio") e Il Giornale ("il giornaletto") e magari preso dall'impeto dell'oratore, li getto per terra sul palco di Sestri Levante, con un bel coupe de theatre dall'alto effetto simbolico strappa-applausi e poco ci manca che non salto sopra al "giornalaccio", alla moda di Rockerduck col suo cappello.
- Poi per non farmi mancare niente, sputo negli occhi a tre quarti dei cittadini della cosidetta "città dei liberi" e se scopro che qualcuno di loro è pure cattolico, gli ficco un ditino nell'occhio e, se non bastasse, alla fine mi aggrego da solo il post (quello col ditino nell'occhio), perchè il lavoro di aggregatore va fatto bene sino in fondo
.... cosa dite, Andrea Mancia a quel punto mi prende come aggregatore pure a me?
ROMA - Lo sviluppo dell'energia nucleare da parte dell'Iran e' "legittimo" se serve a fini "pacifici". Lo ha detto il ministro degli Esteri Massimo D'Alema. L'Italia, pero', insieme alla comunita' internazionale, non vuole che Teheran possegga armi nucleari. (Agr)
ECCOME NO!?!
E la ghigliottina è legittima se serve per affettare le cipolle? E il gas nervino per il fuoco sotto la pignatta?
E che so… i fili elettrici sulle palle per tenere allegri i prigionieri?
Che ministro! Che fiorfiore di statista!
Naguib Mahfouz
Nel 1988 vinse il Nobel per
Scrittore amato in tutto il mondo ma anche odiatissimo dagli integralisti islamici che lo hanno accusato di blasfemia, tanto che alcune delle sue opere sono state all'indice per anni nello stesso Egitto perchè le autorità religiose le giudicavano “irriverenti verso la religione”. Inviso al punto, negli ambienti della Jihad islamica, da meritarsi una condanna a morte. A scatenare la persecuzione, in particolare, il suo libro più contestato, «I ragazzi del nostro quartiere», scritto nel 1959 e a lungo censurato in Egitto e in Libano. Per lui, le prime minacce di morte arrivarono un anno dopo il Nobel, nel maggio dell'89. Il 14 ottobre di sei anni dopo un attentatore lo aggredisce con diverse coltellate alla gola, nel tentativo di uno sgozzamento (“alla moda” dell’Islam Jiahdista). Lui però si salva per miracolo. Per l'attentato poco tempo dopo vengono arrestati e processati sette estremisti islamici affiliati alla setta dei “fratelli musulmani”.
Questa è la sorte di chi coraggiosamente voglia esprime cultura in un Paese islamico considerato fra i più moderati, l’Egitto. E’ anche per questo che nei paesi islamici non si riesce a produrre niente di culturalmente rilevante al contrario di paesi straordinariamente ricchi di culutra come l’India e diversi nuovi paesi africani. Non c’è da stupirsi se Naguib Mahfouz rappresentava l’eccezione. Il suo coraggio e la sua persecuzione lo rendono un eroe del suo Paese. Le pressioni integraliste dell’Islam Jiahdista sono così dominanti su tutto il mondo islamico da impedire ogni espressione di libero pensiero, arte, cultura.

SORVY
TRE ANNI DA SORVEGLIATI SPECIALI

Agosto 2003 / agosto 2006.
Sono passati tre anni. Oltre 280.000 visite. Una media giornaliera di 250 accessi con più di un picco da 1.000 visitatori giornalieri.
Niente celebrazioni. Nello stile WATCHED OVER e con la solita immagine del bambino di Normann Rockwell ricordiamo a chi conosce da poco il nostro blog chi siamo e da dove siamo inconsapevolmente partiti.
Vi promettiamo diverse novità ed un rinnovato entusiasmo nel raccontarvi la realtà. Nel modo semplice e schietto di sempre. Spesso graffiante. Sempre politicamente scorretto. Ironici fino alla morte. La nostra scuola è infatti quella di Andrea Marcenaro e di Barney Panofsky. E poi è stato Il Foglio di Giuliano Ferrara ad insegnarcelo. E ce lo ricorda tutti i giorni: l'ironia è l'arma più forte.
Buona lettura dei nostri FREE THOUGHTS ABOUT THE UNESCAPABLE REALITY.
| Andrea's version del 29/08/2006 | |
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Si aspettano moltissimo, da noi. D’altra parte esiste una lunga tradizione di rapporti dell’Italia con i paesi arabi ed è giusto che sia così. Fatto sta che da qualche tempo si sentono sperticate parole di lode nei nostri confronti. Gli Hezbollah parlano benissimo dell’Italia e si attendono buoni risultati dall’opera nostra. Del regime iraniano non parliamo nemmeno, la sua stampa ha dato enorme rilievo alla proposta di Massimo D’Alema sull’Italia nel gruppo dei 5+1 e ripone in noi molte speranze per i suoi programmi. D’altra parte, è giusto che chi vuole fare opera di pace e di mediazione parli e tratti non solo con i puri di cuore. Anche la Siria, la terribile Siria, pare che ci adori e che faccia molto conto sulla disponibilità italiana a proporsi come cuscinetto in quella turbolenta zona del mondo. E poi il Libano e altri ancora. Insomma, si aspettano tutti che il nostro paese faccia un gran lavoro. E tutto ciò è bellissimo. Sperando solo, un domani, che quei birichini non ci bombardino per scarso rendimento. |


14 Agosto 2006
12 Agosto 2006
ALTRO TAROCCO? LAZZARO ALZATI E CAMMINA...


10 Agosto 2006



9 Agosto 2006
ALTRO TAROCCO MEDIATICO: UOMO MORTO CHE CAMMINA!
Nuovo tarocco mediatico in anteprima per voi, che questa volta porta una firma eccellente: New York Times, il quotidiano più letto al mondo. Il tarocco è stato chiamato "Dead Man Walking".





8 Agosto 2006
DOPO LE FOTO TRUCCATE ECCO CHE SCOPPIA IL CASO CANA!

REUTERS TAROCCHIS, NON C'È TRE SENZA QUATTRO!




7 Agosto 2006
REUTERS: TAROCCHI SENZA FINE, ECCO LA MOLTIPLICAZIONE DEI BOMBARDAMENTI!








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I robot della morte
Anche in Italia è radicata la «fabbrica del terrore» Eppure continuiamo a far finta di niente.
di
Magdi Allam |
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Dovremmo essere tutti «in guerra contro i fascisti islamici». Non solo gli Stati Uniti, che hanno il coraggio di dichiararlo apertamente. Non solo la Gran Bretagna, che più di altri in Europa è stata infiltrata dal terrorismo di Al Qaeda. Perché la realtà che emerge dalla scoperta di un piano per far esplodere simultaneamente diversi aerei di compagnie americane, al fine di provocare «una strage di proporzioni inimmaginabili», conferma che questo terrorismo è a tal punto globalizzato da essere riuscito a trasformare l’insieme dell’Occidente in una fabbrica di kamikaze islamici. Erano cittadini britannici i quattro terroristi suicidi del 7 luglio 2005 e risultano essere cittadini britannici gli aspiranti terroristi suicidi della strage scongiurata.
Così come è in Occidente che hanno maturato la trasformazione da persone in «robot della morte» migliaia di combattenti islamici che, ormai da un ventennio, sono andati ad assolvere al precetto della «guerra santa» in Afghanistan, Bosnia, Kosovo, Cecenia, Kashmir, Algeria, Somalia, Yemen, Marocco, Tunisia, Egitto, Israele, Indonesia e Iraq. Ed è sempre in Occidente che si è completato il processo di adesione alla fede nel «martirio» islamico del gruppo dirigente degli attentatori dell’11 settembre di New York e Washington e gli autori dell’11 marzo di Madrid. Tramite un lavaggio di cervello identico a quello a cui sono stati sottoposti la ventina di giovani arrestati ieri a Londra e Birmingham, dopo la frequentazione di moschee gestite da predicatori d’odio e apologeti del terrore.
Il riferimento di Bush ai «fascisti islamici» è appropriato perché integra la sfera prettamente criminale del terrorismo con la sua dimensione ideologica. Sottintende che la radice del male è un’ideologia dell’odio che all’insegna dell’antiamericanismo e dell’antiebraismo, della condanna dell’Occidente e del rifiuto del diritto di Israele all’esistenza, ha scatenato una violenza planetaria. Ciò è per la precisione il fulcro del manifesto del «Fronte internazionale islamico per la guerra santa contro gli ebrei e i crociati», la sigla con cui Osama bin Laden nel giugno 1998 ha privatizzato e globalizzato il terrorismo. Così come è la sostanza degli statuti del movimento internazionale dei Fratelli Musulmani, di cui Hamas è espressione nei territori palestinesi, e dell’Hezbollah che in Libano attua la strategia impostagli dal regime nazi-islamico iraniano di Ahmadinejad con la complicità del regime tirannico siriano di Assad. Ed è proprio il Libano che si vorrebbe trasformare in un nuovo fronte di prima linea della guerra santa islamica contro Israele, a testimonianza della stretta compenetrazione ideologica tra gruppi estremisti con radici storiche e genesi politiche diverse.
La lezione di Londra e del Libano è che, da un lato, questo terrorismo è di natura aggressiva e non reattiva e, dall’altro, che ha una comune radice dell’odio presente anche in Italia. Continuano purtroppo a sbagliare coloro che immaginano che questo terrorismo sia una reazione all’occupazione israeliana e all’imperialismo americano. Che, pertanto, qualora nascesse uno Stato palestinese, anche se sottomesso al potere teocratico di Hamas, o qualora ci si ritirasse dall’Iraq e dall’Afghanistan, anche se dovessero essere conquistati dai tagliagola di Al Qaeda, allora l’Occidente sarebbe maggiormente al riparo dalla minaccia del terrorismo. Queste anime ingenue hanno eretto una cappa di mistificazione della realtà che, tra i suoi effetti più deleteri, ha sortito delle sentenze emesse dai tribunali italiani che legittimano e nobilitano i reclutatori nostrani di kamikaze quali «resistenti» e gli assassini dei soldati della forza multinazionale in Afghanistan, italiani compresi, quali «martiri».
La realtà è che anche in Italia è radicata la «fabbrica del terrore» che ha prodotto i kamikaze di Londra. Alimentata da una rete di moschee dove si predica la distruzione di Israele e si legittima il terrorismo palestinese, iracheno e afghano, gestite dall’Ucoii (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia, affiliata ai Fratelli Musulmani), dall’organizzazione radicale marocchina «Giustizia e carità», dal movimento dei Tabligh (Predicazione) influente tra i pachistani. Eppure continuiamo a far finta di niente. Ci preoccupiamo di scongiurare l’attentato, che è la punta dell’iceberg, ma non ci vogliamo occupare dell’iceberg, che è la «fabbrica del terrore». Questo è il più grave errore in cui sono incorsi i nostri servizi segreti e gli apparati di sicurezza. Che, oltretutto, sono in seria difficoltà, con una credibilità internazionale messa indubbio da inchieste e incertezze politiche. Possiamo soltanto incrociare le dita, augurandoci che quanto è successo a Londra non accada mai in Italia.11 agosto 2006 - CORRIERE DELLA SERA
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GUERRA BLOBALE AI FASCISTI ISLAMICI
«Gli Stati Uniti sono in guerra contro i fascisti islamici e questo attentato sventato ce lo ha ricordato in modo netto».
George W. Bush
Il peso dei morti non è mai lo stesso
L'indignazione di tanti indignati m'indigna. Per l'opinione pubblica mondiale certi morti musulmani pesano quanto una piuma, altri tonnellate. Due pesi, due misure. Il massacro quotidiano di civili a Bagdad è relegato alla rubrica delle brevi, mentre il bombardamento che uccide 28 abitanti a Cana è elevato a crimine contro l'umanità e solo spiriti rari come Bernard-Henri Lévy e Magdi Allam se ne meravigliano.
Perché i 200 mila massacrati del Darfur non suscitano un quarto delle reazioni d'orrore risvegliate dalle vittime 200 volte meno numerose in Libano? Poiché sono musulmani a uccidere altri musulmani, bisognerà credere che l'assassinio non conti agli occhi delle autorità coraniche, né per la cattiva coscienza occidentale? La spiegazione non regge, poiché l'omicidio non riveste maggiore importanza quando è l'armata russa, cristiana e benedetta dai Papi, a radere al suolo la capitale dei musulmani ceceni (Grozny, 400 mila abitanti) e uccidere decine di migliaia di bambini. Il Consiglio di Sicurezza non indice riunioni su riunioni e l'Organizzazione degli Stati islamici volge piamente lo sguardo altrove. Ne consegue che solo il musulmano ucciso dagli israeliani vale l'indignazione universale.
Bisognerà credere che Ahmadinejad dia voce a sentimenti covati in segreto dall'opinione pubblica mondiale? Eppure tante coscienze occidentali oltraggiate dai bombardamenti in Libano si proclamano doppiamente indignate se sospettate di antisemitismo. Tenderei a dar loro credito, non pensiamo che il pianeta intero sprofondi nella paranoia antigiudaica! Il mistero si infittisce ancora. Perché tale emiplegia? Perché l'indignazione mondiale monta quando si tratta di bombe israeliane? Le immagini delle devastazioni in Libano -che sconvolgono assai più degli affamati del Darfur e delle macerie in Cecenia - sono implicitamente sottese da una geopolitica surrealista. Chi si sofferma sulle cronache di Cana o Gaza non conta soltanto i feretri dei brutti giorni, gli infelici che si seppelliscono paiono circonfusi di un'aura di annuncio fatale, ignota alle centinaia di migliaia di cadaveri africani o caucasici.
Quanti esperti individuano ormai da decenni nel conflitto mediorientale il cuore del caos mondiale e la chiave della sua risoluzione? Quale diplomatico tralascerà di ripetere dieci volte e non una che le porte dell‚inferno e il Sesamo del ritorno all‚armonia internazionale stanno a Gerusalemme? Unostesso copione fisso nelle menti del XXI secolo vuole che tutto si giochi sulle rive del Giordano. Scenario «duro»: finché si contrapporranno 4 milioni di israeliani e altrettanti palestinesi, 300 milioni di arabi e un miliardo e mezzo di musulmani saranno condannati a vivere nell'odio, nel sangue e nell'oppressione. Versione «morbida »: basterà una qualsiasi pace, a Gerusalemme, perché a Teheran, Karachi, Kartum e Bagdad gli incendi si plachino e arretrino dinanzi all‚armonia universale. I nostri saggi sono diventati folli? Teorizzano sinceramente e seriamente che in assenza del conflitto israelo-palestinese non si sarebbe verificato nulla di grave, non avremmo avuto la sanguinaria rivoluzione di Khomeini, né le spietate dittature dei partiti Baath siriano e iracheno, né il decennio del terrorismo islamico in Algeria, né i Talebani in Afghanistan, né gli sciami di alfieri di Dio senza fede né legge?
Un'ipotesi triste e contraria, di rado evocata, è ancor più verosimile: qualsiasi cessate il fuoco intorno al Giordano resta intrinsecamente instabile finché il palazzo, la strada, buona parte dell'intellighentsia e gli stati maggiori musulmani serberanno intatta la passione antioccidentale. La «mondializzazione» si accompagna immancabilmente a reazioni di rigetto spesso dure, talvolta crudeli. Non occorreva esistesse, dal 1947, l'entità sionista per infiammare l'antioccidentalismo germanico da Fichte a Hitler, l'antioccidentalismo russo che senza sosta è risorto sotto gli Zar come sotto Stalin e ormai Putin. Solo un ingenuo può supporre che la volontà di potenza iraniana, che attinge la sua forza d'urto dalla rivoluzione khomeinista, rintracci nella «questione ebraica » altro che un pretesto a jihadizzare il mondo intero. Una volta cancellata Israele, chi crede che la rivoluzione verde festeggerà il trionfo deponendo le armi? La geopolitica della cattiva fede che consacra il Medio Oriente perno dell'ordine mondiale è diventata la religione dell'Unione europea, la fede di infedeli e poco credenti d'Occidente.
I pensatori postmoderni hanno affermato a torto la fine delle ideologie mentre navigavamo ancora in piena illusione ideologica, dopo aver barattato la speranza fallace della lotta finale con la predicazione angosciata di una catastrofe non meno assoluta e finale. Gerusalemme non è il centro del mondo ma il presunto centro della fine del mondo. La nostra funesta fantasmagoria si nutre di premonizioni apocalittiche. A forza di invocarla, si finirà per credere alla fumosa guerra di civiltà. E a forza di prevederla, la si farà, secondo il metodo ben reso nell'inglese self fullfilling prophecy, il pronostico che si conferma da sé. Il bombardamento degli abitati israeliani con missili del Partito di Dio dà forza alle promesse di annientamento del Padrino iraniano. Tuttavia, sottolinea con ironia Clausewitz, non è l'aggressore ad avviare il conflitto ma è lui a decidere di fermare l'aggressione. Dunque Israele è necessariamente colpevole. Circostanza aggravante: colpevole di una fine del mondodella quale tutto il mondo farnetica. Dalla geopolitica surrealista al delirio, la china è scivolosa.
ANDRÉ GLUCKSMANN - 07 agosto 2006 - CORRIERE DELLA SERA
LA STAMPA DI SINISTRA OGGI STA CON LA JIHIAD NAZI ISLAMICA, QUELLA DI DESTRA CON ISRAELE.
"In mezzo a questo panorama di una realta' storpiata dai mezzi di disinformazione italiani, spiccano nel loro isolamento, poche isole di lucidita' italiane, come Il Foglio, Il Giornale, l' Opinione, Libero, Padania, spesso il Corriere (quando filtra le notizie ANSA ... cosa che non sta facendo in questo mese estivo di guerra), e altri, che una volta, negli anni settanta, quando ero ragazzo, erano etichettati come i giornali di destra o meglio "fascisti", ed invece oggi sono secondo me i veri giornali anti-nazi-islamici, mentre i giornali della cosiddetta "sinistra" italiana, sono diventati i giornali che appoggiano indirettamente la Jihiad nazi-islamica (quindi sono in realta' loro i giornali "fascisti" oggi...). "
Alberto Levy
Tel Aviv
(commento trovato sul blog Capperi)
DOVEVA ESSERE L'UNDICI SETTEMBRE EUROPEO.
LONDRA LO HA SVENTATO.
Nella notte a Londra sono state fermate 18 persone, tutti musulmani britannici. Le indagini duravano da diversi mesi. Non si sa se gli attentati fossero previsti per oggi. «Il complotto terroristico sventato oggi in Gran Bretagna mirava a abbattere diversi aerei in volo, provocando la perdita di un considerevole numero di vite» ha detto il ministro dell'Interno britannico John Reid. La polizia ha fatto «una grande operazione antiterroristica per bloccare quella che noi pensiamo sia una grave minaccia contro il Regno Unito e i suoi partner internazionali».
Ci vogliono morti e noi glie lo stiamo facendo fare... con allegria. Anzi, mentre in Inghilterra gli attentati terrostici li sventano grazie ai servizi segreti. Noi italiani per difendere i terroristi islamici che ci vogliono "ammazzare come cani" (cito il loro gergo jhadista), arrestiamo gli uomini dei servizi segreti italiani. Con grande plauso della sinistra. Forse pensando che facendosi amici i carnefici, ci risparmieranno oggi, ma ... per ammazzarci domani.
Ci hanno la faccia come il culo.
Primo semestre del 2006 la produzione aumenta del 2,1%
Le entrate fiscali dei primi sei mesi dell'anno sono invece da record: +101%. Praticamente raddoppiate!!!
Vincenzo Visco, dichiara che i maggiori introiti fiscali derivano «dalla scelta di non fare più condoni e di perseguire invece con fermezza, come è giusto e doveroso, la lotta all’evasione fiscale. Questo è stato capito dai contribuenti, e i risultati si vedono» e che «...dati alla mano, la linea di politica economica adottata dal governo di centrosinistra ha prodotto un rapido e importante cambiamento nell’atteggiamento dei contribuenti».
Questo è veramente troppo!
Non occorre essere andati a scuola per capire che il tempo della raccolta segue il tempo della semina. Che il gettito fiscale o il risultato econonomico industriale costituisce "la raccolta" e che "la semina" è la politica economica dei mesi precedenti, quindi per forza di cose precedente.
Quando ero piccolo si cantava a scuola "per fare il legno ci vuole un albero, per fare un albero ci vuole un seme, per fare il seme ci vuole il frutto ..."
Ma concentriamoci pure nel periodo della raccolta e non in quello della semiona. Il primo semestre del 2006.
Chi c'era al governo nel primo semestre 2006?
A gennaio c'era il governo Berlusconi ed il Ministro dell'economia Tremonti, a febbraio c'era il governo Berlusconi ed il ministro dell'economia Tremonti, a marzo c'era il governo Berlusconi ed il Ministro dell'economia Tremonti, ad aprile c'era il governo Berlusconi ed il Ministro dell'economia Tremonti, il governo Prodi si è formato a fine maggio. Per settimane tutti erano presi dallo spacchettare, poi ripacchettare ed infine rispacchettare ministeri e moltiplicare sottosegretari, non gli rimaneva che qualche spicciolo di giorni a fine giugno, in cui finalmente hanno poggiato il culo sulle poltrone ministeriali. In cui hanno finalmente preso possesso dei loro ministeri, attaccato quadri al muro e foto di moglie e figli al mare sulle scrivanie. Come hanno fatto, se fosse vero, a compiere l'impossibile miracolo di raccogliere in una sola settimana (o forse due) i soldi di un anno intero? Con che coraggio si vantano dei risultati eccezionali che sono l'esito della politica di cinque lunghi anni di governo del centro-destra (la semina) o almeno, sia concesso, degli ultimi mesi del ministro dell'economia Giulio Tremonti?
Con che coraggio hanno prima dichiarato che i conti dello Stato del governo Berlusconi erano disastrosi, che Berlusconi incoraggiava gli evasori, che il deficit era peggiorato e poi affermato che, invece no, il beneficio del Governo Prodi è così eccezionale che ha avuto effetto retroattivo, anche nei cinque mesi precedenti al suo insediamento. E tutto questo con la grancassa della stampa del regime più vergognoso della storia recente che nega le cose più lapalissiane.
Ma veramente ci credono tutti dei coglioni?
| Andrea's version - copycat n. 186 | |
Ora dico, possibile che se una ragazza araba chiede di portare il velo a scuola in Francia scoppia comprensibilmente un casino, e scoppia anche in Italia, mentre se gli sceicchi in vacanza in Italia chiedono che si approntino spiagge separate per le loro mogli, chiuse agli altri maschi, dove le loro signore islamiche possano finalmente togliersi il velo, e magari il cappotto, al riparo da occhiacci indiscreti, non gliene frega una mazza a nessuno? E’ successo a Riccione, l’avrete letto sul Corriere della Sera. E il sindaco di Riccione ha già risposto sì, spiagge separate perché, dice, il turista ha i suoi diritti. E lo sceicco, il che non guasta, spende. Perciò. Senza scomodare Montesquieu e Diderot, Rousseau e D’Alembert, o l’illuminismo e la laicità, ci limitiamo qui a constatare che lo sceicco può guardarsi tutte le nostre più tutte le sue. Noi, a malapena le nostre. Limitatamente a questo argomento, che non è soltanto estivo, vorremmo perciò chiedere all’onorevole Massimo D’Alema se non trova che, da parte islamica, si stia facendo un uso sproporzionato della gnocca. |
MATCH POINT

"Bombardare, in certi casi, è la sola igiene del mondo"
By Shark.
Ricevo dal nostro amico Il Miscredente il seguente articolo di Giancarlo Lehner che arriva dal'Associazione Italia-Israele di Bologna, che pubblico volentieri:
Davanti alla guerra, la più antica, insieme all’amore, delle attività dell’uomo, è ipocrita e vile strillare, mettere su sceneggiate patetiche, mostrarsi scioccati,invocare la pace.
Il vecchio continente non ha le carte in regola per fare la morale a nessuno.
Non mi riferisco solo al fatto d’aver partorito due inarrivabili industrie della morte come il nazismo e il comunismo.
Non penso solo alla vergogna ed all’orrore di quanti si professano, tuttora, neonazisti o neocomunisti, e magari son perciò finiti in Parlamento.
Bombardare, in certi casi, è la sola igiene del mondo.
Ed io, ad esempio, volentieri raderei al suolo certi edifici della Sorbona di Parigi, scellerati laboratori di follia omicida.
Da lì, è partita la teoresi del fondamentalismo islamico.
Da lì, insieme ai filosofemi terzomondisti son venuti fuori i peggiori macellai asiatici ed africani degli ultimi cinquant’anni.
Pol Pot ed i suoi più stretti collaboratori furono studenti provetti di codesto ateneo, dove cattivi deliranti maestri francofoni, ovviamente marxisti-leninisti, insegnarono ed insegnano le “soluzioni radicali”, come quella di creare l’homo novus cambogiano, semplicemente trucidando quasi la metà della popolazione.
Nessuno ha mai chiesto conto ai professori francesi di Pol Pot, niente, neanche un avviso di garanzia per concorso morale in strage.
Da lì, dalla Sorbona, il fuoco dell’antisemitismo, magari sotto forma di antisionismo, secolare vocazione tipicamente francese.
E non sarebbe giusto risparmiare il bombardamento ad altre università, italiane, inglesi, scandinave, iberiche, belghe, olandesi, laddove s’inocula la patologia dei diritti incivili, sì, in-civili.
Solo in Europa, del resto, esiste ufficialmente un partito politico che ha posto la pedofilia come “ideale”.
E già si delineano i partiti con la bandiera della cocaina e dell’eroina.
Un recente sondaggio tra i giovani ha eletto come modello ideale di manager moderno nientemeno che il povero Lapo Elkann!
Sul conflitto in corso tra Israele ed Hezbollah, invece di pontificare, rammaricarci, deplorare, dovremmo avere il coraggio di raccontare alla gente come stanno veramente le cose.
La verità è che lo Stato d’Israele, pochi milioni di figli di Mosé, tosti e coraggiosi, circondati da miliardi di islamici, non ha, nel tempo medio-lungo, nessuna possibilità di sopravvivere, a meno che non si arrivi ad una guerra totale tra mondo giudaico-cristiano e mondo musulmano.
La verità è che non c’è possibilità di accordo duraturo e di civile pacifica convivenza. Tale è la speranza degli israeliani, ma la parola “speranza” si soffoca loro in gola, ogni giorno, davanti alla realtà di un avversario che non lotta per i propri diritti, ma per la distruzione dalle fondamenta di tutto ciò che è stella di David.
Palestinesi, siriani, iraniani, etc. si sentono chiamati da Dio a cancellare Israele. Punto e basta.
Se non si parte da qui, non si capisce niente di quanto accade o si finge di non capire, come fa D’Alema.
La vecchia e vigliacca Europa, che non volle morire per Danzica e, poi, per l’Ungheria, ora che è anche l’Europa di Zapatero, Prodi, Chirac non credo che avrà il fegato di rischiare un grammo di sé per Gerusalemme.
Il giorno che gli Stati Uniti si ritireranno, tornando all’isolazionismo, Israele cadrà e dopo di lei, giusta nemesi, le università europee diverranno scuole coraniche obbligatorie.
Giancarlo Lehner
... al mare!!!

«Riprenderemo il lavoro al meeting dove incontrerò Formigoni...».
Silvio Berlusconi
Anche noi sorvegliati speciali, caro Silvio, "riprenderemo i lavori del blog al meeting" dove saremo in prima fila ad ascoltarla.
Sorvy, Shark (per la prima volta), Sancho, Savy, Ercole, Danton, Estiqaatsi, Nick ... e chissà, magari anche Deka e Durand, saranno presenti (ed incontrabili al Meeting di Rimini). Difficilmente ci sarà Quintus (l'americano). Al Meeting, per chiunque vorrà incontrarci, saremo riconoscibili ... è in stampa la maglietta del sorvegliato (che metteremo in vendita sul blog a partire da settembre).
Tutti i sorvegliati speciali augurano a sorveglianti, secondini, visitatori e trolls delle buone vacanze.
A settembre grandi novità grafiche e redazionali sui vostri schermi.
I sorvegliati speciali
VIA SMS
"in appena 80 giorni abbiamo cominciato a far girare l'Italia"
Romano Prodi
... sti cojoni!?!?!

Gianluca Ales, inviato di Sky in Libano, non si vergogna nel dire che "la strage di Cana è la risposta di Israele al lancio di razzi di Hezbollah", mentre Siniora ringrazia i terroristi per il loro sacrificio nella guerra contro Israele.
Ales (stendo un velo pietoso su Lavinia Spingardi) dimentica di dire che da giorni gli israeliani avevano intimato di abbandonare Cana e che invece Hezbollah, scientemente, si è mescolato tra i civili, nelle loro abitazioni, spedendo da lì razzi contro Israele e mantenendo, proprio lì, le sue basi logistiche, cercando scientificamente la strage, e ottenendola, come si è visto oggi.
E' il loro modo di combattere, così come quello dei terroristi islamici in generale, che si mescolano tra i civili per provocare carneficine che poi il mondo cieco e beota giudicherà a comodo, senza guardare due centimetri più in là del proprio naso.
La morte dei bambini di Cana è il pane quotidiano di Hezbollah, e di quanti guardano strabicamente, da sempre, la questione mediorientale, con la propria malcelata copertina d'odio.
Così una guerra, studiata e voluta a tavolino dal terrorismo islamico e in particolare da Iran e Siria, diventa il mezzo per tentare di estirpare Israele dalla faccia della terra, con il plauso della sempre più beota opinione pubblica che impreca, insieme al padre dei due bimbi arabi uccisi da un razzo Hezbollah, contro Israele anzichè contro i lanciatori di razzi, e alla folla che bercia contro i sionisti che sparano su Cana, anzichè contro coloro che i civili li hanno tenuti volutamente lì, come bersaglio innocente, infiltrandosi tra i rifugiati e lanciando missili per poi essere colpiti.
Niente giustifica la strage di Cana, dice Solana; è vero, niente la giustifica, e sarebbe ora di chiederne conto ai mandanti: Hezbollah e i suoi sostenitori.
Grazie a Rolli
IL VIDEO CHE MOSTRA COME DAL PALAZZO DELLA STRAGE DI CANA, USATO COME RIFUGIO DI BAMBINI, PARTIVANO I RAZZI DI HEZBOLLAH.

... ECCOME, NO?
Sulla famosa BUFALA ROSSA MONDIALE (ha ragione Martino Cervo: Wilhelm Münzenberg non è mai morto) secondo la quale a Cuba la sanità sia eccellente...

"Ho fatto piu' volte questa domanda alle persone che ho conosciuto e tutte mi hanno risposto di essere fortunati di vivere a Cuba, perche' ci sono ottimi ospedali, ottime scuole e, tutto sommato, condizioni di vita accettabili."
Greg (in un commento qui)
PO-PO-PO-PO DALLA CDL
Un intervento, quello di Berlusconi, che si chiude tra gli applausi fiume da parte dell'opposizione. La telecamera inquadra Fini che si alza dai banchi di Alleanza Nazionale e va stringere di persona la mano a Berlusconi. A questo punto partono cori da stadio con i deputati che intonano il po-po-po-po-po diventato l'inno del Mondiale. Il chiasso in aula è assordante, tanto da non permettere al presidente della Camera, Fausto Bertinotti, di proseguire i lavori. Imbarazzata la sinistra rimane in silenzio a guardare lo spettacolo, inebetita dal frastuono e incapace di reagire per l'imbarazzo della vergognosa ennesima fiducia posta dal governo. Prodi, paonazzo e balbettante come non mai, chiede scusa al Parlamento. Berlusconi gli risponde che dovrebbe chiedere scusa all'Italia intera e che a questo punto possono anche abbassare la saracinesca del Parlamento, visto che viene impedita sistematicamente la discussione su qualsiasi cosa. Sette fiducie una dopo l'altra in poco più di due mesi è qualcosa che in altri tempi non si sarebbe neanche potuto immaginare. Gli onorevoli della CDL continuano a saltare ... Po-po-po-po-po-po! La sinistra abbassa gli sguardi ... la diretta si interrompe.
CUBA (quasi) LIBRE!!!
L'odiato dittatore comunista Fidel Castro è finito. Ma prima di tirare le cuoia ha ceduto il potere “democraticamente” a suo fratello Raul. Tutti gli esuli Cubani sparsi nel mondo in queste ore stanno manifestando il giubilo per la fine dell'odiato dittatore comunista. Dopo 47 anni di potere assoluto finalmente esce di scena il puzzone.
47 anni.
47 anni di repressione politica, religiosa, sociale, di disastro economico, di ingiustizie di ogni genere, 47 anni di fame e di persecuzione in nome del comunismo, 47 lunghissimi anni di fanatismo ideologico, di carceri per i dissidenti, di repressione, di torture e di sopraffazioni, 47 anni di esecuzioni sommarie, 47 anni di regime totalitario, 47 anni di fughe e di barconi della speranza verso
Tutto questo sta per finire. Il fratello Raul non è capce di sostenere l'eredità del fratello neanche per un anno essendo poco più che un ebete.
Chissà come la prende la notizia Gianni Vattimo, che non più tardi di un mese fa lo aveva intervistato commosso e in gionocchio o quell’altro sfigatone di Gianni Minà.
Chissà come la prende F.C., vecchio amico del Sorvegliato. E' a lui in particolare che dedico questa bella notizia. Tempo fa si vantava di avere fondato l’associazione “amici di Cuba” . Posso capire la F.F.B.M. (figa-facile-a-buon-mercato) faccia miracoli, ma, che una persona che io reputavo intelligente, si sia così tanto innamorato di Cuba e della F.F.B.M., da entusiasmarsi anche per un vecchio dittatore comunista bavoso, mi fa cadere le braccia.
Bella notizia, eh? CUBA diventa LIBRE. La figa cubana acquisterà la dignità che gli spetta, insomma, detta in parole povere: non basteranno a F.C. ed amici proletarissimi 5 dollars a botta. E allora organizzarsi subito: Amici Baresi Organizzati Korea Inparticolaredel Nord, ABOKIN... suona pure bene! Giusto per andar sul sicuro…